Il Dottor Destino

Copertina di Jack Kirby, Fantastic Four 5
Copertina di Jack Kirby, Fantastic Four 5
Victor Von Doom è l'arcinemico dei Fantastici Quattro. Non uno dei tanti, ma il nemico più feroce e accanito, quello che non anela alla loro sconfitta come mezzo per i propri fini, bensì ha talvolta come unico fine la loro distruzione totale.

Victor, di origini zingare, conobbe ben presto l'odio e il razzismo nei riguardi della sua famiglia, perdendo entrambi i genitori da piccolo. In particolar dal trauma della morte della madre deriva la sua ossessione per le scienze e l'occulto, mezzi con i quali tenterà più volte, in età adulta, di farla tornare dal regno degli Inferi.

L'origine della rivalità tra Von Doom e Reed Richard risale ai tempi dell'Università. I due erano compagni di stanza e Reed si accorse di un errore di calcolo in uno dei fogli di Victor. Lo fece notare all'amico, ma questi, orgoglioso si rifiutò di prendere in considerazione l'appunto. Quei calcoli erano alla base di un congegno per mettersi in comunicazione con il regno dei Morti, che quando Victor mise in azione esplose, sfigurandolo al volto. Von Doom non volle ammettere mai l'errore e nella sua distorta visione degli eventi, finì per dare la colpa del fallimento proprio a Reed.

Abbandonato il consesso civile, Von Doom si rifugiò in un monastero tibetano per studiare le arti mistiche. Divenuto Maestro della loro Setta, si fece forgiare un'armatura, misto di tecnologia e magia, la cui maschere si fece applicare ancora rovente sul volto. Victor Von Doom era morto. Era nato il Dottor Destino.

Con i poteri dell'armatura riuscì a diventare il monarca del suo paese d'origine, l'immaginario stato dell'Europa Centrale chiamato Latveria, e da lì comincio a pianificare la sua conquista del mondo. Ma il primo bersaglio di Destino fu, in Fantastic Four, numero 5, l'odiato amico di un tempo, Reed Richards. La vendetta nei suoi riguardi fu e sarà sempre l'ossessione di Destino, così forte da fargli perdere più volte la consapevolezza del proprio potenziale. Sin dal primo scontro verrà sempre sconfitto dal quartetto.

Quello che però rende il personaggio uno dei più grandi supercriminali è che Von Doom è speculare a Reed Richards. Non è la sua antitesi, ma quello che Richards rischiava di essere se si fosse votato al male. Non un banale antagonista quindi.

Inoltre Von Doom come monarca non è malvagio, pur se dittatoriale. Latveria sotto il suo regno prospera. I suoi abitanti sono ricchi pur se non liberi di parlare. E' incapace in realtà di mentire. Quando inganna lo fa omettendo o tacendo, mai con l'uso della menzogna.  Von Doom è fermamente convinto che sotto la sua guida, o meglio, il suo giogo, l'umanità potrebbe risolvere i suoi problemi, a patto che lo adorino senza riserve.

Nella sua lunga storia di incontri e scontri con il quartetto è stato anche alleato. Reed è stato costretto per esempio ad ammettere che Latveria sotto il governo di Victor era più prospera, e lo ha aiutato a riprendersela. Ma l'occasione nella quale Victor si è preso una grossa rivincita è stato quando ha contribuito a fare nascere la seconda figlia di Reed e Sue, Valeria, salvando la vita della madre e della nascitura con le arti magiche.

E' inutile dire che in tutti i principali cross-over è sempre stato in prima linea, come uno dei criminali di punta.

Il burattinaio

Il burattinaio in una immagine di Jack Kirby.
Il burattinaio in una immagine di Jack Kirby.
C'è da precisare che cito questo personaggio, come L'Uomo Talpa, non come esempio di antagonista particolarmente innovativo o riuscito, ma per il valore del personaggio nella saga del quartetto. Il maggior merito di Phillip Masters, è quello di essere il padre di Alicia Masters, la scultrice cieca che tanta importanza avrà come amore di Ben Grimm, sulla quale torneremo.

Quanto al Burattinaio, viene introdotto nelle storie dei FQ (numero 8) come uno scultore che realizza dei burattini con una strana argilla radioattiva, che lo rende in grado di impadronirsi della volontà dei soggetti che riproduce.

Quella che rimane memorabile è la caratterizzazione grafica ad opera di Jack Kirby, ineguagliabile per capacità evocativa in stile "weird". Nessun'altro artista saprà rendere veramente interessante un personaggio che di proprio non aveva altri poteri o motivazioni forti a muoverlo.