La prima parte della notizia è stata diffusa da The Hollywood Reporter lunedì scorso: dopo quelli che una fonte interna definiscono "molti anni di frustrazione" Kevin Feige, presidente dei Marvel Studios è riuscito a riorganizzare la compagnia che ha contribuito a fondare, facendo capo direttamente alla Disney e al suo capo Alan Horn, svincolandosi dal controllo del CEO di Marvel Entertainment Isaac "Ike" Perlmutter.

Feige avrebbe espresso il suo malessere direttamente a Horn e al CEO di Disney Bob Iger all'inizio di questa estate.

La dichiarazione della Disney, raccolta dal The Hollywood Reporter è chiara.

"L'integrazione dei Marvel Studios nei The Walt Disney Studios è il passo logicamente successivo, unendosi alla Pixar e alla Lucasfilm nell'accentrare le sue funzionalità cinematografiche a Burbank, con Kevin Feige e il suo vice-presidente Louis D’Esposito alla loro guida, rispondenti direttamente ad Alan Horn."

Se la base cinematografica si sposta in California, sotto il controllo di Perlmutter rimangono ancora l'editoria, l'animazione e la divisione televisiva, guidata da Jeph Loeb, tutte a New York.

Feige si affianca quindi agli altri top manager del gruppo Disney, ossia John Lasseter della Pixar e Kathleen Kennedy della Lucasfilm, accumunato a loro da un totale controllo creativo sui prodotti realizzati.

Infatti il passo successivo è stato annunciato pochi giorni dopo da  birthmoviesdeath.com, riportando una indiscrezione del solito El Mayimbe di Heroic Hollywood da Periscope: I Marvel Studios avrebbero rescisso la collaborazione con i consulenti Marvel, il cosiddetto "comitato creativo".

Si tratta di un gruppo di creativi Marvel, cresciuti lavorativamente (come in realtà anche lo stesso Feige) sotto l'ala protettiva di Perlmutter.

Stiamo parlando di Alan Fine, ingaggiato da Perlmutter alla Marvel dalla Toy Biz, degli autori ed editor Marvel Brian Michael Bendis, Dan Buckley e Joe Quesada, ex editor-in-chief di Marvel Comics e al momento Chief Creative Officer delle Marvel Enterprises. 

Secondo questa indiscrezione tutte le decisioni artistiche saranno ora avallate dai soli Feige, D'Esposito e Victoria Alonso.

Captain America vs Iron Man
Captain America vs Iron Man

Cosa cambierà? È ancora presto per dirlo. Vengono riportati aneddoti legati alla particolare visione di Ike Perlmutter, miliardario di 72 anni la cui parsimonia è nota. Si racconta per esempio che si è presentato in incognito alla prima di Iron Man, oppure che redarguisse i giornalisti che alle conferenze stampa bevessero più bibite del dovuto.

Su un fronte più cinematografico ricordiamo che registi come Edgar Wright, Patty Jenkins e più di recente Ava DuVernay hanno abbandonato i film Marvel loro affidati, rispettivamente Ant-Man, Thor: The Dark World e Black Panther, per divergenze artistiche.

La nostra fonte riporta episodi di come il lavoro di questi professionisti sia stato più di frustrazione che di aiuto per i Marvel Studios, con rilievi ai film che ai professionisti del cinema sono sembrati a volte pretestuosi, rivelandosi un peso per la creatività. Le critiche che hanno fatto desistere Edgar Wright sembra che fossero proprio del comitato creativo. 

Inoltre molto spesso il comitato è stato lento nel prendere decisioni, rallentando la produzione. Un motivo può essere che ciascuno dei suoi componenti ha i suoi impegni, e pertanto avere una dirigenza che si occupa solo di cinema, non rispondente ad alcun comitato, potrebbe snellire e velocizzare il processo decisionale.

Altre interessanti decisioni del nuovo assetto potrebbero venire sul fronte del licensing e del merchandising. C'è sempre stata molta perplessità sul perché non esistano action figures della Vedova Nera per esempio, quando nel videogioco Disney Infinity è uno dei personaggi più amati, inserito nel set base della versione 2.0.

Inoltre stiamo ancora aspettando dai Marvel Studios l'annuncio di un film avente per protagonista proprio Natasha Romanoff.

Scarlett Johansson nel ruolo della Vedova Nera in The Avengers.
Scarlett Johansson nel ruolo della Vedova Nera in The Avengers.

Ora da quanto emerge, da un punto di vista creativo, i Marvel Studios non hanno una posizione diversa, rispetto alla Marvel Comics, dei licenziatari Fox e Sony. Non essendo più una costola della Marvel Entertainment, pur avendo il brand in comune, sono di fatto una compagnia che gestirà in modo indipendente i personaggi della sua scuderia, con scelte che non dovranno avere l'avallo dell'editore originale.

Venendo a una opinione personale, non ritengo la cosa né un male né un bene. Ci saranno da valutare i prodotti che scaturiranno dalla nuova catena di comando. 

Vedo in questa storia un'analogia del rapporto tra lo scrittore originale e il film tratto dalla sua opera, anche se va detto che nessuno dei dirigenti Marvel Comics è in effetti il creatore dei personaggi.

Stephen King detestò il film che Stanley Kubrick realizzò dal suo romanzo Shining. Ma la versione televisiva da lui diretta non è considerata, al contrario del film, un capolavoro. In altri casi gli autori sono collaboratori fattivi dei prodotti derivati, come George R.R. Martin in Game of Thrones. Ma in questo caso c'è da dire che Martin ha già lavorato come professionista nel mondo della TV.

A ognuno il suo mestiere, mi viene da dire. Sono da sempre convinto che un'opera derivata debba essere "infedelmente fedele", ossia essere fedele alla sostanza, tradendo la forma se è il caso, perché non sempre quello che funziona in un media funziona in un altro.

Probabilmente gli effetti si vedranno dai film che vedremo dal 2017.

Vi terremmo come sempre aggiornati.