- Raggi Fotonici!

Fedele alla sua passione per il fantastico, e per la fantascienza in particolare, il Vostro Fedelissimo Lorenzo è ritornato da terre lontane al solo scopo di godere, la prima settimana di Novembre, della quindicesima edizione del Trieste Science Plus Fiction (TS+F).

La rassegna di film di genere fantastico, organizzata dalla Cappella Underground, si è tenuta dal 3 all'8 di novembre 2015 nell'asburgica Trieste e ha visto un'ampia partecipazione di pubblico e di interessanti personalità della letteratura e del cinema di genere.

La rassegna di quest'anno era impreziosita dal fatto di ospitare la 19a Golden Méliès Ceremony nel corso della quale viene premiato con il Méliès d'or della EFFFF (European Fantastic Film Festival Federation) il miglior lungometraggio tra quelli che l'anno precedente hanno vinto il Méliès d'argent. Si è trattato questo di un importante riconoscimento per il ruolo dello TS+F e di Trieste nella scena fantascientifica internazionale.

L'evento è stato arricchito, oltre che dalle proiezioni, anche da mostre e Incontri di Futurologia.

Quello che il Vostro Fedelissimo apprezza del TS+F è che grazie alla varietà dell'offerta, è possibile costruirsi dei percorsi tematici personali. Dato che il Vostro Fedelissimo non è ancora dotato della dote dell'ubiquità (ma ci stiamo lavorando), e ha potuto partecipare solo a una parte di tutti gli eventi connessi con la manifestazione, il mio sarà un resoconto molto personale e soggettivo dell'ultimo TS+F.

Retro

Un tema toccato nel corso della rassegna è stato quello del retro, nelle forme di retro-tecnologia e retro-gaming.

Dato che il Vostro Fedelissimo è un appassionato di videogiochi, ho rinunciato a qualche proiezione per andare a divertirsi con la mostra "Play It Again", organizzata da Luca Luisa e Francesco Ruzzier nella Sala Ex Aiat in Piazza Unità a Trieste. Oltre che all'esposizione di vecchie console (e il Vostro Fedelissimo si è commosso alla vista di uno ZX Spectrum, ricordo dei tempi d'infanzia), la mostra permetteva di giocare a vecchi videogiochi stravaccati comodamente sul divano. Mi sono quindi deliziato con vecchi classici quali Golden Axe e Crash Team Racing, risalente ai tempi nei quali pixel e poligoni non erano ancora stati sostituiti da grafica 3d e iperrealismo. Considerando che il Vostro Fedelissimo non disdegna ancora di giocare al Doom del 1993, devo dire che ero decisamente a mio agio.

La mostra era completata da una serie di illustrazioni a opera di artisti italiani ispirate a celebri videogiochi.

Due film presentati al festival erano connessi con il mondo dei videogiochi: Polder di Samuel Schwarz e Julian M. Grunther e Androm – the Black Labyrinth di Francesco Cinquemani. Quest'ultimo è un'interessante produzione italiana con un cast internazionale. In questo film Adam (Alec Baldwin) controlla un gruppo di prigionieri rinchiusi in un labirinto. I prigionieri devono partecipare a un gioco mortale mentre le loro disavventure e le loro morti sono trasmesse a un pubblico di schiavi di una società post-apocalitica. Un po' Maze Runner, un po' The Running Man, è un film che mette tanta (troppa?) carne al fuoco e lascia lo spettatore non del tutto convinto.

Androm – the Black Labyrinth
Androm – the Black Labyrinth

Polder, invece… di Polder vi parlo dopo, va bene?

Non ha relazione con i videogiochi, ma rappresenta un mondo dove la tecnologia è ritornata agli anni '80 a seguito di un misterioso Reset, è Jackrabbit, opera prima di Carlton Ranney. Il protagonista, un talentuoso tecnico informatico, vive in un mondo distopico dove un'unica compagnia garantisce l'ordine. "La tecnologia è fonte di stabilità" è il moto d'ordine del CEO della OVP. Il nostro informatico, assieme a un hacker, tenta di scoprire la verità riguardo un misterioso segnale radio che sembra provenire dalla zona radioattiva. Il film si incentra su un mistero che purtroppo non viene risolto in maniera soddisfacente lasciando perplesso il Vostro Fedelissimo.

Direttamente dagli anni '80 è invece Turbo Kid, di RKSS (un collettivo di tre registi). In uno scenario post-apocalittico retro (il mondo è finito negli anni '80, il film è ambientato in un 1997 alternativo) un ragazzo, Kid, si innamora della misteriosa e sciroccata Apple e affronta il crudele tiranno Zeus. Il film, sebbene girato nel 2015, incarna bene gli anni '80 sia dal punto di vista visivo che da quello narrativo, prendendo spunto da classici più o meno noti quali Mad Max 2, La banda della BMX , Splatters – Gli Schizzacervelli. Abbiamo quindi umorismo nero, sangue, evoluzioni sulle BMX e colori accesi. Un tuffo nel passato: uno dei film preferiti del Vostro Fedelissimo.

Letteratura fantastica

Dato che il Vostro Fedelissimo nutre velleità letterarie, non mi sono perso gli incontri con i vari autori che sono stati invitati allo TS+F.

Quest'anno il Premio Urania d'Argento alla Carriera è stato assegnato allo scrittore Bruce Sterling, ormai amico storico del Festival in quanto negli ultimi anni non si è mai perso un'edizione. La motivazione del Premio è stata, come spiegatoci da Giuseppe Lippi, che Sterling con i suoi libri è riuscito a fondere i suoi interessi tecnologici, letterari e poetici. L'autore ha deliziato il pubblico in sala con un discorso in italiano, che sta pian pianino imparando dato che ormai abita in Italia, a Torino. Ha pure portato in sala il suo Premio Hugo, un razzo la cui base ha la forma dello stato del Texas.

Il Vostro Fedelissimo ha colto l'occasione di iscriversi agli incontri dei giornalisti con Sterling. Ingenuamente pensavo che ci si sarebbe trovati tutti in una sala dove l'autore avrebbe risposto alle domande dei giornalisti, con l'intenzione di starmene in disparte a godermi lo spettacolo.

Lo ammetto, sono un ingenuo.

Ho invece avuto l'occasione di poter intervistare Bruce Sterling faccia a faccia. Mi piacerebbe molto poter riportarvi l'intervista parola per parola, ma purtroppo, trovandomi di fronte al padre del cyberpunk, il mio genere fantascientifico preferito, il cuore è vacillato e non ho trascritto o registrato niente.

Cercherò di riportarvi quello che ci siamo detti, sperando che la memoria non mi tradisca.

Il discorso era iniziato sul futuro del cinema e della musica, per cui mi domandavo quale potesse essere il futuro della professione di scrittore. Visto che i musicisti al giorno d'oggi fanno più guadagni con i concerti e il merchandising che con la vendita dei dischi, mi chiedevo se fosse possibile una cosa del genere anche per gli scrittori. Sterling me lo ha confermato. Lui stesso è molto impegnato in convegni o, addirittura, nella stesura di manuali tecnici per le industrie.

Il discorso si è poi spostato sul rapporto tra cyberpunk e steampunk, altro genere per il quale il Vostro Fedelissimo ha un debole. Sterling mi è parso abbastanza critico nei confronti dello steampunk. Secondo lui il cyberpunk è molto più internazionale dello steampunk, che gli sembra sia troppo preso da una nostalgia nazionalistica che al giorno d'oggi non ha più senso.

Joe lansdale 2007 - Foto di Larry D. Moore - CC BY-SA 3.0
Joe lansdale 2007 - Foto di Larry D. Moore - CC BY-SA 3.0

Di origini texane è un altro ospite del festival di quest'anno, lo scrittore Joe R. Lansdale, che ha presieduto alla giuria del Premio Asteroide e ha tenuto una masterclass, nel corso della quale ha chiacchierato con Tullio Avoledo e ha risposto alle domande del pubblico. Il grande autore americano ha ricordato la sua infanzia in una sperduta cittadina del Texas degli anni '50 e di come abbia imparato a leggere grazie ai fumetti e come già a sei anni abbia iniziato a scrivere le sue storie. Lansdale ha condiviso con noi quello che secondo lui è il segreto della scrittura: mettersi a lavorare, che ci sia o no l'ispirazione. Stare zitti e scrivere. Lui, ci ha detto, scrive solo per se stesso, come se tutti gli altri fossero morti. L'altro aspetto importante della scrittura è leggere, perché è il carburante dello scrittore.

Alla domanda su come faccia a essere così bravo a rendere credibili personaggi molto diversi tra loro, il nostro autore ha dato una risposta semplice: perché lui ascolta le persone.

È comunque tradizione dello TS+F celebrare la produzione italiana di fantascienza, sia cinematografica che letteraria. Durante gli incontri mattutini di Futurologia è stato presentato il volume di Urania contenente i vincitori del premio di quest'anno, Francesco Verso e Sandro Battisti autori rispettivamente di L'Impero Restaurato e Bloodbuster.

Franco Brambilla e Dario Tonani (courtesy of Dario Tonani)
Franco Brambilla e Dario Tonani (courtesy of Dario Tonani)

Piacevole come sempre è stato l'incontro con Dario Tonani, che ha presentato il volume Cronache di Mondo9 pubblicato da Urania e che contiene tutti le storie pubblicate finora. Sembrano esserci grosse novità per l'universo narrativo creato dal Tonani: oltre al nuovo romanzo in lavoro, dal titolo provvisorio di Sirach, avremo presto l'uscita dei modellini delle navi e, forse, di un gioco di ruolo ambientato su Mondo9. Era presente anche Franco Brambilla, ormai disegnatore ufficiale della serie, che un anno fa circa ha pubblicato lo splendido volume The Art of Mondo9 contenente le immagini delle terribili navi del deserto.

E questo ci porta direttamente a…

Illustrare il fantastico

Non si vive di sole immagini in movimento, dato che ovviamente anche dipinti e illustrazioni danno il loro contributo ad allargare l'immaginario fantastico. Così è stato per Franco Brambilla che ha dato forma e fisicità alle navi di Mondo9: al Teatro Melia c'era la mostra di suoi quadri dai quali sono state tratte le copertine delle pubblicazioni dei racconti di Dario Tonani.

Al Vostro Fedelissimo è capitato di lavorare a bordo di ogni tipo di nave, e quindi capirete se non mi faccio impressionare da dei pezzi di metallo (anche quando cercano di uccidermi). Devo dire però che le illustrazioni del Brambilla mi hanno colpito per essere plausibili pur essendo ingegneristicamente improbabili: danno veramente la sensazione di una tecnologia di un mondo alieno e ostile.

Doom Generation di Jacopo Camagni
Doom Generation di Jacopo Camagni

Delle illustrazioni ispirate ai videogiochi abbiamo già detto sopra, parlando di Play It Again. Quello di cui non vi ho ancora parlato è il documentario su H. R. Giger, Dark Star, di Belinda Sallin, girato poco prima della morte dell'artista. La scrittrice e documentarista è andata a trovare Giger nella sua casa in Svizzera, mostrandoci l'artista, ormai anziano, nella sua vita quotidiana, i suoi rapporti con gli amici, i collaboratori, la moglie e la suocera. Vera protagonista del documentario è la Casa di Giger, buia e decorata con le sue creazioni tecno-organiche. Sembrerebbe una casa da incubo, ma la simpatia e l'affabilità di Giger la rendono un posto intimo e accogliente, anche se capita di trovare disegni nel forno e libri nella vasca da bagno.

Horror

Ricca come ogni anno l'offerta di film horror. Non sono mancati gli zombi, presenti in [REC]4: Apocalypse di Jaume Balaguerò e Wyrmwood di Kiah Roache-Turner. Lupi mannari e vespe mutanti assassine sono stati protagonisti rispettivamente di Howl di Paul Hyett e Stung di Benni Diez. Altri film horror degni di nota sono stati It Follows di David R. Mitchell, che molto successo ha riscosso negli Stati Uniti e che è stato presentato in anteprima al TS+F, e Deathgasm, dove una canzone heavy metal spalanca le porte dell'Inferno.

Metafisici

Alcuni film quest'anno si sono caratterizzati per aver scelto come soggetto l'esistenza umana e il suo confronto/scontro con il mistero della vita e dell'universo. Il più divertente di tutti è stato senza dubbio Dio Esiste e Vive a Bruxelles di Jaco Van Dormael. In questo film Dio è un tizio antipatico in camicia di flanella e con il bulbo etilico che maltratta la moglie e la figlia Ea (il figlio se ne è andato anni prima, probabilmente conoscete la storia). Da un computer Dio manda disgrazie agli esseri umani fino a quando la figlia Ea non si ribella e scende tra i noi mortali per scegliere sei nuovi apostoli. È un film che si ama o si odia, senza vie di mezzo. Il Vostro Fedelissimo lo ha amato per l'umorismo dissacrante e la tenerezza dei personaggi.

Un uomo che si confronta con il mistero dell'esistenza è il protagonista di The Zero Theorem di Terry Gilliam: Qohen Leth deve risolvere il Teorema Zero che spiegherebbe perché l'universo esiste. Il problema, assegnatoli da Management, il suo capo, lo fa quasi impazzire e perdere l'amore della sua vita. È un film strano e sopra le righe, come ci si aspetterebbe da Terry Gilliam.

Concludiamo la rassegna di film "metafisici" con Crumbs, film di fantascienza etiope diretto da Miguel Llansò. Se non avete mai visto un film di fantascienza etiope prima di Crumbs, è perché non ne sono mai stati girati. Il protagonista, interpretato da Daniel Tadesse (un attore con un'espressività unica), si aggira per un mondo post-apocalitico alla ricerca di un futuro migliore per se e per la sua compagna. Farà degli incontri a dir poco bizzarri, tra le macerie della nostra civiltà.

Premiazioni

Nella cerimonia di chiusura sono stati assegnati ben sette premi ad altrettanti film.

Il Premio Asteroide, assegnato al miglior lungometraggio in concorso, è stato assegnato all'australiano Wyrmwood di Kiah Roache-Turner. Questa la motivazione: Per l'uso ingegnoso delle convenzioni del genere combinato con idee originali e con una nuova interpretazione del repertorio dello zombie movie. Wyrmwood è infatti uno zombie movie spassosissimo, che unisce Mad Max e Zombie. Se la cosa vi sembra strana, sappiate che nel film si scopre che gli zombie emettono gasolio, venendo quindi usati come serbatoio per il furgone dei protagonisti.

La giuria, composta da Joe R. Lansdale, George Delmote e Silvio Sosio, ha anche attribuito una menzione speciale a Turbo Kid per il suo umorismo particolare, per la caratterizzazione dei personaggi e per la freschezza delle idee.

La giuria del Premio Asteroide
La giuria del Premio Asteroide

Il Premio Wonderland, assegnato in collaborazione con l'omonima trasmissione di Rai 4 dedicata al genere fantastico, è stato assegnato a Nina Forver di Ben & Chris Blaine per la capacità di aggiornare la grande tradizione Romantica delle ghost stories sull'amore oltre la morte alle nevrosi del nostro tempo, in un inedito blend di black humour, sensualità, horror, commedia e life drama, per il ricorso a una scrittura di qualità che investe temi importanti come l'elaborazione del lutto e il senso di colpa nella moderna società occidentale, per aver scelto e diretto uno straordinario terzetto di interpreti tra i quali spicca, con la sua performance creativa, Fiona O'Shaughnessy nel ruolo di un fantasma sarcastico e malinconico.

Il Premio Nocturno Nuove Visioni, assegnato in collaborazione con la rivista di cinema Nocturno, è stato invece assegnato a Howl di Paul Hyett. Lorenzo Del Porto (editor della rivista) ha giustificato così l'assegnazione del premio: “Il film è fichissimo”. Ovazione in sala.

Il Premio Méliè d'argent per il Miglior Lungometraggio Fantastico Europeo è andato a Polder di Samuel Schwarz e Julian M. Grünthall. La giuria, composta da Luigi Cozzi, Andrea Chimento e Rebecca De Pas ha detto che il premio è stato assegnato a Polder “Per il coraggio di un'invenzione estetica innovativa capace di giocare con linguaggi multimediali non convenzionali, per la capacità di intrattenere trattando temi di stretta attualità”. È stata una scelta molto fischiata dal pubblico. Polder in effetti è un film strano, ambientato attorno e dentro a un videogioco. Del videogioco assume la forma narrativa nonlineare ed emergente, tra personaggi principali e secondari e con un continuo cambio di impostazione e scelte stilistiche ardite. Al Vostro Fedelissimo è piaciuto, ma riesco a capire quella parte di pubblico che non lo ha apprezzato.

Polder
Polder

Il Premio Méliè d'argent al miglior cortometraggio fantastico europeo a The Karman Line di Oscar Sharp. Una donna viene colpita da una strana malattia per la quale inizia a sollevarsi da terra lentamente ma inesorabilmente. È una metafora molto intima di come una famiglia affronta la malattia terminale di un suo membro.

Il Méliès d'or per il miglior lungometraggio europeo è andato a Goodnight Mommy di Severin Fiala e Veronika Franz, che uscirà nelle sale italiane nel 2016. Il film parla di due gemelli di dieci anni che nutrono dei dubbi sulla vera identità della loro madre, dopo che questa ha subito un'intervento di chirurgia plastica ed è tornata a casa con il volto completamente fasciato.

Il Premio del Pubblico è infine andato a What We Do In The Shadow di Taika Waititi e Jemaine Clement, spassosissimo mockumetario su dei vampiri che convivono a Wellington (Nuova Zelanda). Il film smonta e prendere in giro tutti i cliché dei film sui vampiri, mostrandoceli alle prese con gli stessi problemi di noi mortali (Chi lava i piatti? Chi pulisce il sangue dopo aver mangiato?) e altri che possono avere solo loro (per entrare nei locali notturni devono essere invitati dai buttafuori). È il film col quale il Vostro Fedelissimo ha riso di più e per il quale ha tifato durante la premiazione.

Anche per quest'anno è tutto, si fanno i complimenti alla Cappella Underground per la splendida e impeccabile organizzazione dell'evento e ci si vede il prossimo anno! 

Il Vostro Fedelissimo.