Philip Reeve è un celebre autore fantasy inglese, che vanta importanti premi (tra cui Carnegie Medal, Guardian Children’s Fiction Prize, Smarties Gold Award, Blue Peter Book of the Year Award e Los Angeles Times Book Award). Per la prima volta a Lucca Comics & Games grazie alla collaborazione con Giunti Editore, l'autore ha in programma numerose sessioni di autografi e un seminario sul world building (lunedì 31 Ottobre, Villa Gioiosa).

In questa breve intervista, Reeve ci racconta la sua carriera, la nascita di Macchine Mortali (Mortal Engines) e il suo percorso narrativo fino a Capolinea per le Stelle (Railhead).

Mr. Reeve, è un onore scambiare due chiacchiere con un famoso autore di fantasy per ragazzi. Ci dica, come ha cominciato la sua carriera di scrittore?

In realtà fin da piccolo ho avuto l'abitudine di scrivere delle storie. La mia carriera è cominciata come illustratore di romanzi per ragazzi, non avevo mai pubblicato niente prima di Macchine Mortali.

Macchine Mortali ha subito avuto un grande successo quando è uscito, nel 2001, e ha vinto il premio Nestlé Smarties Book. Come è nata l'idea del romanzo? Come le è venuto in mente questo potente futuro post-apocalittico popolato da città in movimento e decise a mangiarsi l'un l'altra?

Beh, sapevo che volevo scrivere un romanzo in un futuro post-apocalittico, ci ho pensato a lungo ma mi mancava l'immagine centrale su cui costruire il tutto. L'idea delle città in movimento mi venne d'improvviso, come un flash, non so spiegare bene come e perché, ma mi ha colpito e ho costruito storia e personaggi intorno a quest'idea principale.

Macchine Mortali ha una trama e dei personaggi, possiamo dire, inusuali, non convenzionali. Ci può spiegare il perché di questa scelta?

Non è stata una decisione del tutto consapevole, molte cose mi vengono in mente mano a mano che scrivo. Volevo scrivere una storia classica, e al tempo stesso che non fosse proprio "classica", che unisse in sè avventura ma anche qualcosa di più.

Ci parli del personaggio di Hester Shaw, la protagonista femminile della serie, e un'eroina non convenzionale. Come è nata?

Ammetto che non ricordo bene, sono passati venticinque anni da quando ho cominciato a scrivere Macchine Mortali, anche se è stato pubblicato nel 2001. So solo che non volevo il solito personaggio bello e perfetto per la mia storia. Ho reso Hester "brutta" volontariamente, la sua deturpante cicatrice è funzionale alla storia. E il suo desiderio di vendetta la rende un po' come il Capitano Achab di Moby Dick.

Cosa c'è stato dopo Macchine Mortali?

La serie di Mortal Engines è un quartetto, ho scritto 3 sequel: Predator's Gold, del 2003, Infernal Devices del 2005, A Darkling Plain del 2006, inediti in Italia. In questi sequel prosegue la storia di Tom e di Hester. Dal terzo romanzo, la figlia dei due protagonisti diventa il personaggio principale. Inoltre ho scritto 3 prequel, ambientati molti anni prima della vicenda di Macchine Mortali.

Ho scritto anche un romanzo su Re Artù, una serie fantasy-comica per bambini, Goblins. Poi ho cominciato a lavorare insieme a una mia amica illustratrice, Sarah McIntyre.

Capolinea per le Stelle, il suo nuovo romanzo, è di nuovo un Y/A in un futuro distopico?

Si tratta di un futuro "eutopico", piuttosto. È un futuro in cui gli esseri umani hanno colonizzato lo spazio e si muovono non per mezzo di astronavi, bensì su treni che attraversano tunnel spaziali tramite buchi neri.

Quali sono le similitudini e le differenze tra Macchine Mortali e Capolinea per le stelle?

In entrambi ho cercato di creare un altro mondo e una storia epica. La differenza è principalmente nella tecnologia: in Railhead abbiamo un futuro altamente tecnologico, cosa che da un certo punto di vista è più complessa da gestire.

Quali sono i suoi progetti futuri?

Scriverò altri libri illustrati insieme a Sarah McIntyre e sicuramente nuovi romanzi nel mondo di Railhead. Vi annuncio che Macchine Mortali ben presto diventerà un film, adattato da Peter Jackson per il maxischermo e diretto da Christian Rivers. Le riprese cominceranno a primavera 2017  e il film dovrebbe arrivare nelle sale nel 2018.

Vuol dire qualcosa di particolare, divertente, insomma, ciò che vuole, ai lettori di Fantasy Magazine?

Oh, questa è una domanda difficile… la cosa che mi sembra più importante da dire è questa: continuate a leggere!