Ursula K. Le Guin ha pubblicato Il mago di Earthsea – o Il mago, come è stato più semplicemente intitolato nell’edizione Mondadori – nel 1968. La prima storia ambientata a Earthsea – Terramare nella traduzione Mondadori – risale però al 1964 e al racconto La parola dello scioglimento. Fin dal titolo è evidente l’importanza che avrà il linguaggio nel mondo di Earthsea. Del resto le parole, la loro forza e il modo corretto di adoperarle, sono sempre stati fondamentali per Le Guin non solo nella narrativa ma anche nelle numerose occasioni pubbliche – articoli e discorsi – che l’hanno vista coinvolta in prima persona.

Ursula K. Le Guin
Ursula K. Le Guin

Figlia dell’antropologo Alfred Kroeber e dell’antropologa e scrittrice Theodora Krachaw, Ursula è nata a Berkeley, in California, il 21 ottobre 1929, ultima di quattro figli. L’ambiente familiare estremamente vitale sotto l’aspetto intellettuale è stato determinante non solo nel sottolineare l’importanza della lettura ma anche nel portarla a contatto con problemi di tipo sociale, con modelli di società diversi da quello americano, e con realtà opposte da un punto di vista scientifico e tecnologico, visto che fra gli amici dei genitori c’era anche il fisico Robert Oppenheimer. In seguito la scrittrice ha raccontato di aver scritto il suo primo fantasy all’età di nove anni, e di aver inviato per la prima volta un racconto di fantascienza a una rivista, Astounding Science Fiction, quando aveva undici anni.

Ursula ha conseguito il Bachelor of Arts in letteratura rinascimentale francese e italiana presso Il Radcliffe College nel 1951 e il Masters of Arts in letteratura francese e italiana presso la Columbia University nel 1952. Nei due anni successivi ha proseguito gli studi per il dottorato in Francia grazie a una borsa di studio, ma l’incontro nel 1953 con lo storico Charles Le Guin e il matrimonio celebratosi a Parigi pochi mesi più tardi l’hanno portata a interrompere questo percorso. Dopo il ritorno negli Stati Uniti ha lavorato come segretaria e insegnante di francese, ed è diventata mamma di tre bambini: Elisabeth (nata nel 1957), Caroline (1959) e Theodore (1964).

Nonostante il tempo per la scrittura fosse poco, ricavato nei momenti liberi fra gli impegni familiari e quelli lavorativi, fra la fine degli anni ’50 e l’inizio degli anni ’60 Le Guin ha scritto cinque romanzi, tutti respinti dagli editori, e diverse poesie. Per riuscire a pubblicare un romanzo ha dovuto aspettare fino al 1966 e a Il mondo di Rocannon, prima storia di quella saga fantascientifica che sarebbe diventata nota come Ciclo dell’Ecumene. Del ciclo fanno parte Il pianeta dell’esilio (1966), Città delle illusioni (1967), La mano sinistra delle tenebre (1969, vincitore dei premi Hugo e Nebula), I reietti dell’altro pianeta (1974, pubblicato in italiano anche come Quelli di Anarres, vincitore dei premi Nebula, Hugo e Locus), Il mondo della foresta (1976, vincitore del premio Hugo), La salvezza di Aka (2000, vincitore del premio Locus) e numerosi racconti, non tutti tradotti in italiano, contenuti in diverse antologie quali I dodici punti cardinali e Il giorno del perdono.

Parallelamente alle storie fantascientifiche la scrittrice ha portato avanti anche la saga fantasy di Terramare. Al primo romanzo, Il mago (A Wizard of Earthsea, 1968), hanno fatto seguito Le tombe di Atuan (The Tombs of Atuan, 1971), e Il signore dei draghi (The Farthest Shore, 1972). Al di là di un paio di racconti scritti prima rispetto ai romanzi, il già citato La parola dello scioglimento e La legge dei nomi (The Rules of Names, 1964), le vicende di quel mondo sembravano concluse. Le Guin vi è tornata solo nel 1990 con L’isola del drago (Tehanu), narrando quella che lei stessa aveva ritenuto essere l’ultima storia di Terramare. Qualche anno più tardi però Robert Silverberg le ha chiesto un racconto ambientato in quel mondo per Legends, un’antologia multiautore che intendeva proporre storie inedite ambientate in quei mondi che avevano reso famosi i loro autori. Al progetto hanno partecipato solo scrittori di primo piano, oltre a Silverberg e Le Guin si tratta di Orson Scott Card, Raymond E. Feist, Terry Goodkind, Robert Jordan, Stephen King, George R.R. Martin, Anne McCaffrey, Terry Pratchett e Tad Williams. Parlando della nascita della nuova storia nella prefazione di Le leggende di Terramare, Le Guin ha scritto di essersi resa conto che, mentre lei era impegnata con altri mondi, Terramare aveva continuato a crescere e modificarsi.

Era ora di tornare indietro e scoprire cosa stesse accadendo in quel momento.

E scoprire cosa stesse accadendo ha comportato per lei accurate ricerche nel suo mondo. Per avere un mondo, o una sub-creazione, come direbbe J.R.R. Tolkien, solido, questo deve essere coerente in ogni sua parte, e lo scrittore lo deve conoscere in modo molto approfondito. Ursula ha quindi iniziato a interrogare il suo mondo e a narrare nuovamente di lui.

Il metodo per svolgere una ricerca su una serie di episodi storici inesistenti consiste nel narrare la storia e scoprire cosa sia accaduto. Credo che questo non sia tanto diverso da ciò che fanno gli storici del cosiddetto mondo reale. Anche se siamo presenti a qualche evento storico lo comprendiamo e riusciamo davvero a ricordarlo, finché non siamo in grado di raccontarlo come storia?

[…]

Quando si costruisce o si ricostruisce un mondo mai esistito, una storia del tutto immaginaria, la ricerca è di tipo alquanto diverso, ma l’impulso e le tecniche di base sono piuttosto simili. Si guarda quel che accade e si cerca di capire perché accade, si ascolta quello che ci dice la gente e si osserva ciò che la gente fa, si riflette seriamente su tutto quanto e si cerca di raccontarlo con onestà, perché la storia abbia peso e senso.

La storia scritta per l’occasione è Dragonfly (1998). Nel corso degli anni l’autrice ha realizzato diversi altri racconti e un nuovo romanzo, I venti di Terramare (The Other Wind, 2001).

La traduzione italiana è stata complicata, con romanzi pubblicato prima dalla Casa editrice Nord e poi da Mondadori, passaggio che a volte ha comportato un cambio di titolo – oltre a Il mago di Earthsea, diventato Il mago, anche La spiaggia più lontana è diventata Il signore dei draghi – e solo una parte dei racconti pubblicati in antologie, la presenza all’opera di diversi traduttori e l’esistenza di riedizioni che accorpano insieme diverse opere. Soltanto nel 2013 Mondadori ha pubblicato un volume unico che racchiude tutti i romanzi e i racconti. Del volume fa parte anche un appendice che spiega storia, geografia e cultura di Terramare. Riprendendo la prefazione, Le Guin ha spiegato che

Perché la mia mente potesse spostarsi tra gli anni e i secoli senza scompigliare le cose […] ho riunito la mia conoscenza delle genti e della loro storia in “Una descrizione di Terramare”. La sua funzione è come quella della prima grande mappa dell’Arcipelago e delle Distese che disegnai quando cominciai a lavorare al Mago oltre trent’anni fa: dovevo sapere dove fossero le cose, e come muovermi da qui a là, sia nel tempo che nello spazio.

Per quanto le opere più famose siano Il Ciclo dell’Ecumene e La saga di Terramare, queste non esauriscono tutta l’attività dell’autrice, che ha scritto numerose poesie, come quelle comprese in Orsinian Tales (1976), romanzi come La falce dei cieli (1971, vincitore del premio Locus), La soglia (1980), L’occhio dell’airone (1982), Paradisi perduti (2002, contenuto in The Birthday of the World), I doni (2004, i seguiti Voices e Powers – quest’ultimo vincitore di un premio Nebula – non sono mai stati tradotti) e Lavinia (2011, vincitore del premio Locus), raccolte di racconti come I dodici punti cardinali (1975), La rosa dei venti (1982, vincitrice del premio Locus) e Su altri piani (2003, vincitrice del premio Locus) e storie per bambini come Agata e la pietra nera (1976, vincitore del premio Locus) o la serie dei Gattivolanti, il cui primo romanzo è del 1988.

Un altro fondamentale aspetto della sua attività è stato quello di critica e saggista. Poco propensa ad accettare posizioni di comodo, Le Guin ha sempre osservato con lucidità il mondo che la circondava, indicando chiaramente quel che secondo lei non andava o quanto fossero pericolose certe situazioni comunemente accettate, sottolineando l’importanza della letteratura come strumento per formare coscienze libere o i rischi rappresentati dalle grandi corporazioni o da politici mossi più da interessi personali che da altro. Memorabili molti suoi interventi, di cui vi abbiamo dato conto in più occasioni, come quando ha parlato della differenza fra fatti alternativi e realtà alternativa:

Ursula K. Le Guin spiega la differenza fra realtà alternativa e fatti alternativi

Ursula K. Le Guin spiega la differenza fra realtà alternativa e fatti alternativi

Articolo di Martina Frammartino Martedì, 7 febbraio 2017

Chiamata in causa da una lettera pubblicata su oregonlive.com, Ursula K. Le Guin precisa una differenza fondamentale fra realtà e fantascienza.

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o quando ha parlato del potere dell’immaginazione legato al concetto di giustizia:

Immaginazione, narrazione, giustizia, libertà: una riflessione con Ursula K. Le Guin

Immaginazione, narrazione, giustizia, libertà: una riflessione con Ursula K. Le Guin

Articolo di Pia Ferrara Lunedì, 25 settembre 2017

Non possiamo desiderare la libertà se prima non riusciamo a immaginarla: il potere delle storie secondo la pluripremiata autrice di fantascienza e fantasy. 

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o come quando ha raccontato che a volte gli editori premono, anche su editori già affermati, per avere opere che siano in linea con le tendenze del mercato anche a scapito della qualità dei libri stessi:

Ursula K. Le Guin pressata a scrivere libri "più simili a Harry Potter"

Ursula K. Le Guin pressata a scrivere libri "più simili a Harry Potter"

Articolo di Cristina Donati Venerdì, 3 agosto 2012

"Esiste una pressione crescente da parte degli editori" afferma l'autrice "ma la mia scrittura è troppo diversa".

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o ancora come quando ha dato le dimissioni dall’Associazione degli scrittori americana a seguito di una controversia con Google per rivendicare il rispetto del diritto d’autore:

Ursula K. Le Guin contro Google

Ursula K. Le Guin contro Google

Articolo di Emanuele Manco Martedì, 2 febbraio 2010

La popolare scrittrice di fantasy e fantascienza si scaglia, a sorpresa, contro la condivisione dei libri della "grande G"

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Di tutta quest’attività in Italia è arrivato solo Il linguaggio della notte (1979, rivisto nel 1982, finalista al premio Hugo), libro ormai fuori catalogo, ma sono molti i volumi che raccongono l’attività saggistica di Le Guin. Fra questi ricordiamo Dancing at the Edge of the World (1989, finalista al premio Hugo), The Wave in the Mind (2004, vincitore del premio Locus), Cheek by Jowl (2009, vincitore del premio Locus), Words Are My Matter: Writings About Life and Books (2016, vincitore del premio Hugo) e No Time to Spare (2017).

Numerosissimi i riconoscimenti ricevuti dall’autrice nel corso della sua lunga carriera, dai premi per opere di genere come Hugo, Locus e Nebula a premi più generici per l’intera carriera come la nomina a Guest of Honor alla Wolrd Science Fiction Convention del 1975 e il Gandalf Award dello stesso anno o il World Fantasy Award for Life Achievement del 1995 e l’ingresso nella Fantasy Hall of Fame nel 2001. Nel 2014 Le Guin è stata insignita della Medal for Distinguished Contribution do American Letters dalla National Book Foundation, un premio che lei ha voluto spiritualmente condividere con tutti gli scrittori di genere troppo spesso posti al margine dalla letteratura “importante”.

Ursula Le Guin è morta il 22 gennaio 2018. A pochi giorni di distanza Mondadori ha pubblicato un volume in programma già da qualche tempo, l’edizione di lusso della saga completa di Terramare, una saga che ha contribuito a definire il genere che conosciamo. Il mago è stato finalista al premio Locus, Le tombe di Atuan al Mythopoeic Fantasy Award e al Newberry Medal, Il signore dei draghi al Mythopoeic Fantasy Award, L’isola del drago ha vinto Locus e Nebula ed è stato finalista al Mythopoeic Fantasy Award, I venti di Terramare ha vinto il World Fantasy Award ed è stato finalista a Locus, Nebula e Mythopoeic Fantasy Award.

La saga ha avuto due adattamenti radiofonici realizzati dalla BBC. Nel 2004 Sci-Fi Channel ha realizzato un film per la televisione disconosciuto dalla scrittrice che ha lamentato, fra l’altro, il fatto che per il protagonista e per la maggior parte dei personaggi fossero stati scelti attori bianchi, quando la sua descrizione li tratteggia come caucasici, il travisamento delle pratiche religiose o il coinvolgimento sessuale di Ged nonostante il celibato che vincola i suoi maghi. Non è andata meglio con il film realizzato nel 2006 dallo Studio Ghibli, a giudizio di Ursula completamente diverso dalla sua creazione. Probabilmente il perché di questi travisamenti è legato al fatto che le opere di Le Guin donano molto al lettore ma richiedono anche una lettura attenta e non ammettono di essere banalizzati. Ancora nella prefazione Ursula ha scritto

Per quanto amiamo la transitorietà, il guizzo ammaliante dell’elettronica, desideriamo ardentemente anche l’inalterabile. Adoriamo le vecchie storie per la loro immutabilità. Artù sogna eternamente ad Avalon. Bilbo può andare e tornare, e c’è sempre l’amata e familiare Contea. Don Chisciotte si accinge per sempre a uccidere un mulino a vento… Così la gente si rivolge ai regni fantastici in cerca di stabilità, antiche verità, semplicità immutabili. […]

Per me è stata una gioia tornare a Terramare e trovarlo ancora là, del tutto familiare, eppure cambiato e in costante mutamento. Quello che pensavo sarebbe successo non è quanto sta accadendo, la gente è diversa da come mi aspettavo, e mi smarrisco su isole che credevo di conoscere a memoria.

Questo dunque è il resoconto delle mie esplorazioni e delle mie scoperte: racconti di Terramare per chi ha amato o pensa di poter amare il luogo, ed è disposto ad accettare queste ipotesi: le cose cambiano, autori e maghi non sono sempre affidabili, nessuno può spiegare un drago.

Il mondo cambia e si arricchisce nel narrarlo, e la magia di una narrazione non può essere spiegata. Bisogna solo assaporare le parole e lasciare che penetrino dentro di noi.

Ursula K. Le Guin, Terramare. La saga completa (A Wizard of Earthsea, 1968, The Tombs of Atuan, 1970, The Farthest Shore, 1972, Tehanu, 1990, Dragonfly, 1997, The Other Wind, 2001, Tales from Earthsea, 2001)

Il mago – traduzione di Ilva Tron

Le tombe di Atuan e Il signore dei draghi – traduzione di Maria Bastanzetti

L’isola del drago – traduzione di Riccardo Valla

I venti di Terramare e Le leggende di Terramare – traduzione di Pietro Anselmi

Mondadori – Oscar Draghi – Pag. 1070 – 25,00 € – Ebook 8,99 €