Nicholas Flamel è realmente esistito, e le sue opere, a quasi sei secoli di distanza dalla sua scomparsa, sono ancora ritenute leggendarie.

Leggere qualcosa che lo riguarda è affascinante ma, tutto sommato, abbastanza normale. Un po’ più sconvolgente è incontrarlo in carne e ossa. Sì, perché grazie alla conoscenza del segreto dell’immortalità Nicholas è ancora vivo, come scopriranno i gemelli Josh e Sophie.

È questo il punto di partenza del romanzo L’alchimista. I segreti di Nicholas Flamel, l’immortale scritto dall’irlandese Michael Scott.

Già opzionato dalla New Line Cinema per la realizzazione di una trasposizione cinematografica, L’alchimista è il primo romanzo di una serie che alla fine arriverà a comprendere sei titoli.

Il secondo, The Magician, è appena stato pubblicato in Inghilterra e negli Stati Uniti, mentre il terzo, The Sorceress, è previsto per il prossimo anno. Gli altri titoli sono The Necromancer, The Warlock e The Enchantress.

Scott, nato a Dublino nel 1952, ha iniziato a scrivere nel 1982. La sua prima opera, pubblicata l’anno successivo, testimoniava la sua grande passione per il mito e il folklore, in particolare quelli della sua patria.

Dopo tre volumi intitolati Irish Folk & Fairy Tales, nel 1985 arrivava il suo primo romanzo fantasy, A Celtic Odyssey, basato ancora in gran parte su quelle tradizioni che aveva studiato per anni.

Nel corso del tempo Michael ha continuato a scrivere o a collaborare alla pubblicazione di opere appartenenti a diversi generi, fino a costruirsi una bibliografia comprendente un centinaio di titoli. Opere sul folklore innanzi tutto, ma anche saggi dedicati alla sua terra, e poi fantasy, fantascienza, horror, fumetti, libri per adolescenti e per bambini. Senza trascurare il teatro e la televisione, forme espressive per le quali ha realizzato sceneggiature. 

Particolare curioso, Scott ha scritto anche sotto uno pseudonimo femminile. Nel 1986 – ha raccontato – ha proposto al suo editore una serie di romanzi storici dalle notevoli dimensioni. Si trattava di opere caratterizzate da una connotazione romantica, così l’editore, entusiasta del progetto, ha deciso di pubblicarle sotto lo pseudonimo di Anna Dillon. Scelta, a giudizio dello scrittore, decisamente azzeccata.

Lo scorso anno Michael ha iniziato il suo ciclo più ambizioso, e i riscontri di pubblico e addetti ai lavori non si sono fatti attendere.

Secondo posto nelle classifiche di vendita del New York Times, la già citata opzione cinematografica e l’acquisto dei diritti di traduzione in più di 30 paesi. Fra questi, oltre all’Italia, ci sono Brasile, Cina, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Grecia, Israele, Portogallo, Russia e Spagna.

All’interno di quest’opera Scott ha riversato le sue profonde conoscenze della mitologia e del folklore di diverse regioni del mondo.

Fra i personaggi che compaiono ritroviamo Morrigan, la dea della guerra della mitologia celtica, Bast, la dea-gatto dell’antico Egitto, Ecate, la dea che nella civiltà greca e latina viaggiava fra il mondo degli uomini, quello degli Dei e il regno dei morti e la Strega di Endor, che secondo la Bibbia era in grado di evocare lo spirito dei morti.

E se i gemelli non derivano direttamente da nessuna mitologia, se ne ritrovano parecchi esempi in tutte le culture, dai greci Castore e Polluce ai romani Romolo e Remo, dagli indiani Aswn ai figli del brasiliano Dio-Giaguaro Keri e Kame.

I due giovani dall’aura d’oro e d’argento dovranno aiutare un personaggio esistito realmente, quel Nicholas Flamel i cui segreti sono al centro della saga.

Di Nicholas, considerato il più grande alchimista del suo tempo, si sa che nacque a Parigi nel 1330 e che morì nel 1418. Ma quest’ultimo dato è vero o è solo un’invenzione creata ad arte per mascherare un’incredibile realtà?

I suoi studi sulla pietra filosofale, che avrebbe dovuto consentirgli di trasformare il piombo in oro, sono noti. Altrettanto noto è il fatto che abbia compiuto viaggi in Andalusia per consultare i sapienti ebrei e musulmani nel tentativo di scoprire i segreti dell’alchimia.

Durante questo viaggio si narra che abbia incontrato un misterioso maestro, e che questi gli avrebbe consegnato un libro scritto in greco ed ebraico secondo i principi cabalistici. Grazie al libro, Nicholas e sua moglie Serenelle avrebbero ottenuto l’immortalità.

Sulla sua tomba sono stati scolpiti alcuni simboli arcani, ma il suo corpo non si trova all’interno. È stato fatto sparire da persone che cercavano di carpire i suoi segreti, o la tomba è solamente una finzione per mascherare la realtà?

Un personaggio di questo tipo ha sempre attirato molta attenzione. Fra gli scrittori che hanno parlato di lui possiamo segnalare Victor Hugo, che lo cita in Notre Dame de Paris, e Dan Brown, che ne Il codice da Vinci ne fa uno dei Gran Maestri del Priorato di Sion.

La sua storia viene narrata anche da J.K. Rowling in Harry Potter e la pietra filosofale.

Scott immagina che il libro gli venga sottratto da John Dee, che nella realtà storica fu alchimista, matematico e geografo presso la regina d’Inghilterra Elisabetta I.

Nicholas, aiutato dai due gemelli, dovrà ritrovare il volume nel giro di un mese, altrimenti lui non potrà più preparare l’elisir di lunga vita e morirà insieme a sua moglie. Inoltre, nelle mani sbagliate il libro può consentire il ritorno di alcune divinità che distruggerebbero il mondo e renderebbero gli esseri umani niente più che schiavi.

Il tempo stringe, e bisogna agire in fretta. Gli eventi de L’alchimista si svolgono nell’arco di due giorni, l’intera saga svilupperà la sua azione nell’arco di un mese. Periodo nel quale Nicholas e Serenelle dovranno ritrovare lo strumento che gli consentirà di continuare a vivere. L’alternativa è la morte.

 

L’alchimista. I segreti di Nicholas Flamel, l’immortale, di Michael Scott (The Alchemyst: The Secrets of the Immortal Nicholas Flamel, 2007, Mondadori, collana I grandi, pag. 393 – € 17,00)