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Guerra termonucleare globale in salsa fantasy: un anno dopo

Se non la ricordate, beccatevi il ‘riassunto delle puntate precedenti’ qui:/approfondimenti/9152/
All’epoca scrivemmo che la questione sollevata dalla Grilli, oltre che essere ampiamente discutibile di per sé, non era comunque quella centrale. Perché il perno di tutto il fenomeno non è il fenomeno in sé ma le sue conseguenze, ossia la qualità volumi creati da questo scrittori in erba. E il banco di prova su cui si sarebbero misurati, ossia il gradimento (o meno) dei lettori. Inutile sentenziare astrattamente e a priori come da più parti è stato fatto l’anno passato e tantomeno sentenziare su circostanze che nulla c’entrano con la questione che ci preme: scrivere e poter leggere buona fantasy.
Vediamolo, allora, il giudizio di questi lettori, a circa 12/14 mesi dall’uscita di quei volumi, prendendo a modello due tipologie: la prima, più generica, è quella del fruitore di IBS, primo bookstore italiano on line; la seconda è quella un po’ più esigente e colta — magari anche un po’ snob ma pur sempre specializzata — del frequentatore di Anobii.
Calaspia, romanzo dei gemelli Guptara, pubblicato all’età di undici anni:
— nessun commento su IBS (www.ibs.it ) al momento in cui il presente articolo viene redatto;
— cinque commenti su Anobii (www.anobii.com ), uno entusiasta (ma il profilo utente rivela che si tratta di un lettore diciottenne: sarà un caso?), due così così, uno orribile.
Per quasi tutti è molto lento e dispersivo, e alcuni convengono che certe idee di base, magari buone, hanno sofferto dell’inesperienza degli autori.
Gli eroi del crepuscolo, romanzo di Chiara Strazzulla scritto all’età di 16 anni:
— ben ventuno recensioni su IBS www.ibs.it, con una distribuzione abbastanza equa di delusi, convinti a metà e ferventi ammiratori.
Il difetto che si contesta alla Strazzulla è la troppa aulicità e prolissità nello stile, e la scarsa inventiva nello sviluppo di trama e personaggi, che pagano un tributo troppo forte al maestro
Tolkien (senza peraltro toccarne i livelli, così come accade del resto a tutta la fantasy derivativa). Per contro, molti difensori contestano tali rilievi rapportando il risultato finale all’età della scrittrice. La questione è tutt’altro che secondaria: è necessario tenere conto, nella valutazione della qualità di un libro, dell’età in cui è stato scritto? La risposta di chi redige il presente articolo è: sì, se si tratta di opera non edita, poiché questa veleggerà felice all’interno della cerchia dell’autore oppure fra coloro che sono interessati per qualche motivo specifico a procurarsene una copia; no se si tratta di opera stampata, distribuita in libreria e che come tale non si rivolge a una cerchia ristretta ma all’intero parco lettori, perché in tal caso l’opera, ritenuta matura per la pubblicazione, deve ubbidire unicamente a parametri oggettivi validi per ogni autore, da 6 a 100 anni. Anche perché a chi acquista un volume non importa nulla se l’autore è vecchio o giovane, bello o brutto, marziano o venusiano: al lettore interessa una storia che lo avvinca, dei personaggi verso cui nutrire sentimenti e magari anche una bella ambientazione in cui smarrirsi piacevolmente per qualche ora. Tutto il resto è vuoto a perdere;
— trentasette sono i commenti totalizzati invece su Anobii (http://www.anobii.com/books/018d980efa345eb43b/comments/ ). I rilievi ricalcano sostanzialmente quelli di IBS, ma qui c'è una netta prevalenza di una stellina o due, che nella legenda anobiana corrispondono rispettivamente a 'brutto' e 'così così'.
Emerge inoltre l'alta aspettativa che il pubbico nutriva nei confronti del libro che ha convinto Einaudi a pubblicare finalmente fantasy. Superfluo precisare che tale aspettativa è stata ampiamente delusa a giudizio degli anobiiani.
Commenti
(Puoi leggere i commenti precedenti sul forum)
103 «
Sulle 1000 copie, hai ragione: è comunque un traguardo, ma la dice lunga sulla situazione italiana del fantasy, imho.
»
no Cris, è molto peggio di così
:"> : 1000 copie sono un traguardo per qualsiasi esordiente a prescindere dal genere
Il che la dice lunga sulla situazione italiana e basta
:">
» postato da Marina alle 19:21 del 04-07-2009
104 ««
Sulle 1000 copie, hai ragione: è comunque un traguardo, ma la dice lunga sulla situazione italiana del fantasy, imho.
»
no Cris, è molto epggio di così
:"> : 1000 copie sono un traguardo per qualsiasi esordiente a prescindere dal genere
Il che la dice lunga sulla situazione italiana e basta
:">»
ah, ecco.... ![]()
» postato da Kinzica alle 19:22 del 04-07-2009
105 Difatti Cris!
Come dicevo nei primi miei interventi in questo topic: per far movimento, i libri in sé devono far rumore, creare quell'attenzione di pubblico che è la conditio sine qua non di qualsiasi iniziativa.
E, sempre giustissimo, il marketing da solo non può rendere appetibile un libro senza alcun merito.
Chi pensa che il popolo sia bue e che si faccia infinocchiare sino al punto di fargli bere qualsiasi cosa con un bell'imbuto colorato offende la propria medesima intelligenza. 
» postato da un muspeling alle 20:04 del 04-07-2009
106 «Anche se non sono una scrittrice, capisco benissimo il "perchè io no?" di Andrea: chi di noi, in qualsiasi campo, vedendo altri avere il successo che desideriamo, non se lo è chiesto??» E' che il concetto alla base della mia domanda, Cristina, è il tentativo di capire se ho sbagliato qualcosa oggettivamente o se il dato decisamente superiore di vendite implica qualcos'altro. La mia domanda, cioè, non è sulle vendite, sul relativo denaro e sul successo, ma sulla quantità di apprezzamento in più ricevuto dai lettori. (E chi discute questo dato mi sembra davvero poco lucido.) Sembra quasi che a fare questi discorsi si passi per venali e ambiziosi nell'accezione più negativa del termine. Invece è una mera questione di realismo e di onestà intellettuale verso se stessi, prima ancora che verso i propri lettori. La questione sul campo è molto semplice (e lo scrivo per tutti). Se si scrive per amore della scrittura, non si smetterà mai di scrivere. Ma per pubblicare non basta, bisogna anche essere convinti di aver qualcosa da dire a chi spenderà tempo e denaro per la tua storia. Farsi un esame di coscienza, senza star lì a recriminare, perché ha importanza capire se si è in grado di diventare uno scrittore professionista. 2.500 io. 30.000 Strazzulla. Perché lei sì e io no? A me sembra una domanda semplicemente naturale. Poi, se invece si vuol vedere dietro a quella domanda una recriminazione, allora è questione di malanimo. Forse perché ci si specchia, e si proietta la propria immagine sugli altri.
» postato da Negróre alle 20:21 del 04-07-2009
107 Posso umilmente suggerire che, tu Andrea, facendo confronti fra la Rocca dei Silenzi e gli Eroi del Crepuscolo, confronti due libri di tipo diverso? Il tuo è un Fantasy adulto, il suo è per ragazzi. Non è poco, certo, ma non basta come spiegazione, come ogni aspetto della vita la questione è poliedrica, entrano diversi fattori in gioco: un libro adulto, La Rocca, onesto, con meriti, ma secondo me (ricorderai la mia recensione) non perfetto, pubblicato prima del Fantasy Boom, da editore che promozionalmente non ha dato tutto quel che poteva. La Strazzulla ha goduto dell'effetto novità, dello scrivere ora, per un pubblico adolescenziale, con un migliore marketing alle spalle. Inoltre, è un'opera prima, sia per lei, che per l'Einaudi che mai prima aveva pubblicato un Fantasy, almeno, scritto da italiani. Staremo a vedere il secondo episodio che cosa otterrà, io non ho trovato mezzo commento positivo al suo tomo, men che meno fatto da un qualche adoratore di Nihall... sono curioso in effetti...
» postato da un muspeling alle 20:36 del 04-07-2009
108 «Il primo che passa? Ok, prendo atto che sei in vetrina.» Il primo che passa, quando in discussione c'è la mia vita. Mi spiace se non piace. Ma non si vada al di là delle mie parole. Circa il numero di copie e il relativo apprezzamento, ribadisco quanto scritto a Kinzica: chi discute questo dato mi sembra davvero poco lucido. E, peggio, aggiungo, non ammette la possibilità che quello che lui ritiene di poco valore ne abbia tanto per altri. In ogni caso, per chiudere la questione, meri numeri. 2.500 io: esagerando il 40% mi ha apprezzato, in un modo o nell'altro, tanto da voler acquistare ancora un mio libro, in futuro. Questo fa 1.000 lettori da cui ricevo apprezzamento (anche indiretto). 30.000 Strazzulla: diciamo che è piaciuto molto meno del mio, in proporzione. Diciamo che il 15% ha apprezzato lei (a voler essere cattivi, tanto per dimostrare il teorema con ancora maggior forza), in un modo o nell'altro, tanto da voler acquistare ancora un suo libro, in futuro (il secondo che è appena uscito, ad esempio). Questo fa 4.500 lettori acquisiti. Chi ha avuto più apprezzamento? Non mi si dica che l'ho ricevuto io, perché l'apprezzamento io lo ricevo dai singoli lettori. Non è che lo ricevo in percentuale, e perciò la mia "qualità di apprezzamento" è più alta. Cosa c'entra la qualità con l'apprezzamento? Io non lo capisco. Se per assurdo tutti coloro che apprezzano decidessero di leggersi il blog dell'autore relativo, io ne avrei 1.000 che mi seguono, la Strazzulla (poverina, forse dovrei chiamarla per nome, così mi sembra un po' freddo) ne avrebbe 4.500. Dato che mi si critica per pensare alle vendite, a me avere 3.500 lettori in più che mi seguono davvero non farebbe così schifo, dato che scrivere è comunicare. Da quando pensare all'apprezzamento è scrivere per le copie (vendute)? Che razza di snobismo. « suona un tantino troppo indelicata nei miei confronti.» A volte a un'azione corrisponde una reazione. E mi pare tu ti sia spiegato bene.
» postato da Negróre alle 20:59 del 04-07-2009
109 «2.500 io. 30.000 Strazzulla. Perché lei sì e io no? A me sembra una domanda semplicemente naturale. Poi, se invece si vuol vedere dietro a quella domanda una recriminazione, allora è questione di malanimo. Forse perché ci si specchia, e si proietta la propria immagine sugli altri.» Oddio, la gente ha visto nel Vangelo tutto ciò che voleva. Vada pure che la mia frase possa essere fraintesa! Nessuna recriminazione, Andrea. E' solo che mi fa tristezza leggere una domanda del genere. @Kinzica: se un editore ti pubblica 1000 copie senza poi distribuirle ottiene risultati inferiori a un altro editore che pubblica 30.000 copie distribuendo in ogni libreria. Indipendentemente dalla qualità dell'opera. Inoltre stiamo parlando di opere prime. E' abbastanza lineare e chiaro, così?
» postato da guardia alle 22:43 del 04-07-2009
110 ««Però io aggiungerei un dettaglio a quanto sin qui esposto riguardo i dati di vendita. Quando si parla di romanzi d'esordio, il numero di copie vendute non è sinonimo di apprezzamento dell'autore da parte dei lettori (e sottolineo che non sto parlando di qualità della prosa). In un'opera d'esordio giocano tre fattori fondamentali: la fortuna, il passaparola o una campagna di mercato pressante (fattori che possono presentarsi sia in singolo sia in gruppi):» Dissento leggermente: non è sinonimo, ma l'apprezzamento incide, imho: è da questo che nasce il passaparola. E il battage pubblicitario è molto, ma non tutto.» Ti faccio un esempio prendendo spunto dal passaparola a cui accenni. OPERA PRIMA: Un mio amico/a legge il libro X1. Me lo consiglia. Io magari lo compro, ma non posso minimamente sapere se l'opera valga davvero o no. Quindi, a prescindere dal consiglio, mi muovo comunque alla cieca. OPERA SECONDA (o terza, quarta ecc.): In molti hanno letto il libro X1 e gli è piaciuto. Decidono quindi di acquistare anche il secondo. Ecco, questo primo zoccolo venutosi a creare è quello che determinerà davvero il successo del libro X2, e in questo caso a determinare la vendita delle suddette copie dipenderà ANCHE la fiducia verso l'autore, determinata questa voltà sì dalla sua abilità. Il discorso diventa sempre più efficace con il procedere del numero di libri scritti. Tale discorso vale anche e soprattutto per la narrativa fantastica, dove spesso e volentieri si parla di saghe e non di volumi autoconclusivi (tranne rare eccezioni). Ecco perché le 15000 copie vendute da Bryan di Boscoquieto non mi fanno effetto. Mi farebbe molta più impressione se Ghirardi vendesse un tale numero di copie anche con il secondo romanzo.
» postato da Okamis alle 23:17 del 04-07-2009
111 nn bisogna fare di tutta l'erba un fascio
» postato da (leggenda ) alle 10:39 del 05-07-2009
112 «Nessuna recriminazione, Andrea. E' solo che mi fa tristezza leggere una domanda del genere.» A me invece fa tristezza subire un attacco gratuito da una persona che si è offesa e non trova modo più maturo di questo per sfogarsi. In ogni caso, ribadisco, dato che il messaggio non ti è arrivato: per sapere cosa pensa e come vive la scrittura Andrea D'Angelo c'è tanto, tantissimo materiale in rete. E da quel materiale si può giudicare. Quella domanda è perfettamente coerente con il mio modo di pormi: mettermi in dubbio, per migliorarmi (o per capire che non posso migliorare). L'ho spiegato in modo chiaro. Forse perché per te è ancora un po' difficile metterti in dubbio sul serio. Ciò detto, è difficile guadagnarsi il mio rispetto, quando mi si tratta a ripicche. Solo, per favore, non credermi così ottuso da non accorgermene.
» postato da Negróre alle 12:12 del 05-07-2009
113 Davvero ben scritto, Marina. La ricerca di profitto senza preoccuparsi di dare qualità è un grande male dei nostri giorni. Ha a che fare con la grave crisi di moralità che la nostra società sta attraversando ormai da tempo e i cui effetti si stanno facendo sentire sempre più pesantemente e dolorosamente.
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 16:13 del 05-07-2009
114 La ringrazio, Sua Scoiattolità
E per finire in bellezza ecco l'incipit del nuovo Strazzulla, IMVHO un polpettone che mi ricorda lo stile di almeno altri tre polpettoni, la Genesi, la Cosmogonia di Esiodo e il Silmarillion (scusa, Mus, so che ti indignerai profondamnete ma non l'ho mai retto
)
http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619795PCA.pdf
» postato da Marina alle 20:41 del 05-07-2009
115 @ Negrore: il senso della tua domanda l'avevo inteso esattamente così.
@Okamis: il mio leggero dissentire era sul fatto che se un libro (anche in prima uscita) "floppa", almeno un minimo di responsabilità l'autore ce l'avrà, no?
@ Guardia: più che chiara, la tua spiegazione è... beh, diciamo lapalissiana, và.
@ Marina: letto ieri il prologo della StrazzZZZZZZZzzzzzzz...
» postato da Kinzica alle 21:04 del 05-07-2009
116 «http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619795PCA.pdf»
Oh cavoli !!!
Il prologo mi piace...
ops:
ops:
ops:
» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 21:14 del 05-07-2009
117 ««http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619795PCA.pdf»
Oh cavoli !!!
Il prologo mi piace...
ops:
ops:
ops:»
NUuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuuu!!!! ![]()
» postato da Kinzica alle 21:16 del 05-07-2009
118 ««http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619795PCA.pdf»
Oh cavoli !!!
Il prologo mi piace...
ops:
ops:
ops:»
Tranquillo, non deve essere niente di grave, probabilmente solo un postumo del raffreddore, nulla che non si possa curare
![]()
» postato da Sivrielle alle 21:21 del 05-07-2009
119 «IMVHO un polpettone che mi ricorda lo stile di almeno altri tre polpettoni, la Genesi, la Cosmogonia di Esiodo e il Silmarillion (scusa, Mus, so che ti indignerai profondamnete ma non l'ho mai retto
)
http://www.einaudi.it/var/einaudi/contenuto/extra/978880619795PCA.pdf»
Nessun problema, Marina, il Silmarillion può annoiare, questione di gusti. L'unica problema è che, così scrivendo, mi hai surrettiziamente indotto a scaricarmi il file e a leggermelo (quando avrò tempo) ![]()
» postato da un muspeling alle 21:23 del 05-07-2009
120 ««Nessuna recriminazione, Andrea. E' solo che mi fa tristezza leggere una domanda del genere.» A me invece fa tristezza subire un attacco gratuito da una persona che si è offesa e non trova modo più maturo di questo per sfogarsi. In ogni caso, ribadisco, dato che il messaggio non ti è arrivato: per sapere cosa pensa e come vive la scrittura Andrea D'Angelo c'è tanto, tantissimo materiale in rete. E da quel materiale si può giudicare. Quella domanda è perfettamente coerente con il mio modo di pormi: mettermi in dubbio, per migliorarmi (o per capire che non posso migliorare). L'ho spiegato in modo chiaro. Forse perché per te è ancora un po' difficile metterti in dubbio sul serio. Ciò detto, è difficile guadagnarsi il mio rispetto, quando mi si tratta a ripicche. Solo, per favore, non credermi così ottuso da non accorgermene.» Non ho parole, Andrea. La sicurezza che dimostri mi fa paura. Tanto quanto le tue affermazioni. Mi accusi di averti attaccato e soprattutto per un'offesa che secondo te avrei ricevuto. Niente di più sbagliato. Se questo è il modo per affrontare un discorso, passo la mano, perché a discutere così non ci sto.
» postato da guardia alle 08:28 del 06-07-2009
121 «@ Guardia: più che chiara, la tua spiegazione è... beh, diciamo lapalissiana, và.
»
Appunto. Strano, perciò, che possa venire fraintesa.
» postato da guardia alle 08:29 del 06-07-2009
122 Esco or ora dal bagno fatto nelle pagine della signorina Strazz... Oh my Gods!
Cioé, ho letto Gods of Pegana di Dunsany, il Silmarillion con le sue divinità, gli originali norreni nelle Edda, Snorra e Poetica e questo è una cosa, una roba, ma ma ma...
Ho una domanda: ma perché l'Einaudi non aspettava che la signorina completasse almeno il triennio alla Normale? Un minimo di cultura se la sarebbe fatta... no?
Ora mi tocca rimandarla alla lettura della Le Guin (belle abbondanti, mi raccomando) e a qualche trattato d antropologia...
Potranno appallottolare alcuni, ma le conte degli dei avevano una funzione ai tempi e a me non annoiavano perché tiravano certe corde. Nel caso qui in oggetto, si resta in superficie e si riposa, piuttosto bene devo dire... (Come lettura prima di andare a dormire, forse, una sua funzione ce la potrebbe avere, in effetti.
)
Che robba surreale e autocompiaciuta...
Vediamo che risultati racimolerà questo secondo volumen...
» postato da un muspeling alle 09:21 del 06-07-2009
123 Mi son montato la testa e ho voluto dare una lezione di Theologia!
http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?p=571994#571994
D
» postato da un muspeling alle 10:35 del 06-07-2009
124 ««@ Guardia: più che chiara, la tua spiegazione è... beh, diciamo lapalissiana, và.
»
Appunto. Strano, perciò, che possa venire fraintesa.»
La discussione mi pare abbia virato sul personale, e questo non mi piace. I fatti propri sarebbe bene discuterli in privato.
Caro Fabrizio, la banalità della tua risposta sottintende che io non sia in grado di capire una spiegazione più articolata? Può essere, ma non sarei così sicuro. La frase sulla quale non sono d'accordo è la seguente:
"Che la maggior quantità di copie vendute sia un dato anche di apprezzamento, ecco, ho qualche dubbio. Una riflessione seria non può sottovalutare che un maggior numero di copie vendute è legato alla maggior capacità di penetrare il mercato e di "far vetrina". "
Non gli ovvi meccanismi del marketing, che conosco piuttosto bene.
Cmq la chiudo qui anch'io, perchè non mi piace "far vetrina". Gli MP sevono a questo, se sono io a non essere abbastanza chiara.
» postato da Kinzica alle 11:17 del 06-07-2009
125 «Non ho parole, Andrea. La sicurezza che dimostri mi fa paura. Tanto quanto le tue affermazioni. Mi accusi di averti attaccato e soprattutto per un'offesa che secondo te avrei ricevuto. Niente di più sbagliato. Se questo è il modo per affrontare un discorso, passo la mano, perché a discutere così non ci sto.» Forse, Fabrizio, è una semplice questione di sensibilità diverse. Nel tuo primo intervento hai scritto cose piuttosto offensive, citandomi direttamente (nome e cognome). Offensive non perché ci fossero parolacce, ma perché mettevano in dubbio la mia onestà intellettuale e il modo in cui io mi pongo nei confronti della scrittura (pensando soltanto alle copie). Questo, per uno scrittore, è più che sufficiente. Se non è così, mi scuso fin d'ora, ma a me è sembrato chiaro il tuo giudizio sulla mia domanda e anche che il discorso fosse riferito a me, dato che nome e cognome stanno lì in bella vista. Sono d'accordo con te che questo non è dialogo. Ma io, in tutta sincerità, non l'ho cercato con te, in questa discussione, dopo quello che hai scritto. Ho solo tenuto a puntualizzare la mia posizione, di modo che fosse chiara anche agli altri. Ribadisco, non c'è dialogo con chi scrive (e pensa?) di me certe cose. Una cosa sono le critiche agli scritti, una cosa alla persona. Mi sembra ovvio, no? Se, invece, quanto ti scrivo è una mia pessima interpretazione delle tue parole (tutte le riflessioni seguite sono successive, cioè la mia interpretazione non dipende dalle riflessioni stesse), pronto a tornare sui miei passi. Ma io non ho ricevuto alcuna spiegazione sul tuo primo intervento.
» postato da Negróre alle 11:35 del 06-07-2009
126 Tornando un attimo sull'articolo comparso sul portale di Repubblica dove si citano le 40000 (quarantamila) copie vendute da Gli eroi del crepuscolo, Severino Cesari, responsabile assieme a Paolo Repetti della collana Einaudi Stile Libero, è voluto intervenire sul mio umile sito, affermando che le sue parole sono state stravolte dalla giornalista. La cosa divertente è che definisce comunque buono l'articolo. Non so voi, ma se in un articolo un giornalista si permette di scrivere Roma per toma, io quello lo consideroi un pessimo articolo, non buono. Ma si vede che sono strano io ^_^
» postato da Okamis alle 11:53 del 06-07-2009
128 Scusa, mi ero scordato di dire che ha postato nell'articolo sbagliato ^_^ Ecco il link: http://infinitisentieri.com/2009/06/19/404/#comment-147
» postato da Okamis alle 12:06 del 06-07-2009
129 «Scusa, mi ero scordato di dire che ha postato nell'articolo sbagliato ^_^ Ecco il link:
http://infinitisentieri.com/2009/06/19/404/#comment-147»
Boh, però delle 40.000 copie non dice una parola una. Naturalmente. Prima di perdersi in dettagli intellettuali, sarebbe il caso si facesse chiarezza sui reali dati di vendita... o no?
Questo glissare appare più che sospetto.
«La discussione mi pare abbia virato sul personale, e questo non mi piace. I fatti propri sarebbe bene discuterli in privato.»
Mi dispiace, Kinzica. Ma ho il vizio di rispondere pubblicamente, quando viene scritto qualcosa su di me pubblicamente. Chiedo scusa a chiunque si sia infastidito, ma ho imparato sulla mia pelle quanto frasi in apparenza innocenti possano fare danno a un autore. La replica pubblica è una mia sistematica regola, ormai (a parte quando l'eventuale scritto è di livello talmente infimo che si commenta da solo).
Altro che vetrina! (Altra bella sparata...) E' frustrante dire la propria e, quasi sistematicamente, subire qualche "ingiustizia intellettuale".
» postato da Negróre alle 12:32 del 06-07-2009
130 ««Scusa, mi ero scordato di dire che ha postato nell'articolo sbagliato ^_^ Ecco il link:
http://infinitisentieri.com/2009/06/19/404/#comment-147»
Boh, però delle 40.000 copie non dice una parola una. Naturalmente. Prima di perdersi in dettagli intellettuali, sarebbe il caso si facesse chiarezza sui reali dati di vendita... o no?
Questo glissare appare più che sospetto.»
Mi hai tolto le parole di bocca ^_^ Anche per questo mi sono efferto di cambiare l'articolo, qualora volesse riportare il suo reale pensiero. Insomma, prima voglio vedere se accennerà anche a quel dettaglio. E comunque la storia della compgnia di "diversi" che salva il mondo era sulla quarta di copertina del primo romanzo, e sappiamo tutti quanto fossero sfigati quei personaggi, tra principi, figli di condottieri e guerrieri super delux. Proprio il classico esempio di umili proletari ^_^
» postato da Okamis alle 12:40 del 06-07-2009
131 Infatti ha glissato la questione copie di brutto...
Okamis, so che non te ne frega nulla (ma te lo dico lo stesso perché so che puoi fare molto meglio di così e mi dispiace che tu invece ti fermi a questi livelli), ma trovo il tuo pezzo veramente brutto. Brutto perché imita i toni gambereschi, che trasformano dunque qualsiasi pezzo in una piazzata da lite condominiale e non in un articolo; e brutto perché imitando al voce di qualcun altro, quando invece tu - quando vuoi - hai una voce propria e più professionale della suddetta straccivendola, risulti una fotocopia di qualcosa già brutto di per sé.
Ci sono specialmente due punti che urtano più degli altri: il primo è prendere in giro l'autrice per un difetto di pronuncia, il secondo è sostenere che Repubblica ha fatto una marchetta perché ha riportato un dato. A mio modesto avviso se è l'editore che ti dà quel dato e tu lo riporti, non fai nessuna marchetta, prendi il dato e lo scrivi come scriveresti che il libro ha il tale ISBN. Nei panni della giornalista avrei fatto lo stesso, visto che il senso del pezzo era parlare del libro e non fare un'indagine sulla veridicità deidati disìffusi dagli editori.
Per carità, lungi da me voler difendere Repubblica che considero un pessimo giornale, ma non posso, per onestà intellettuale, ignorare i fatti del caso in specie, perché diventerei faziosa come quelli che accusano anche FM di fare marchette a ds e a manca senza sapere nemmeno di cosa parlano, ma solo per il gusto di fare tiro al bersaglio.
» postato da Marina alle 12:52 del 06-07-2009
132 «Ci sono specialmente due punti che urtano più degli altri: il primo è prendere in giro l'autrice per un difetto di pronuncia » Concordo con Marina, non è carino e, soprattutto, non ha alcun valore di romanzi parlando. Sul dato di vendita, invece, non concordo in toto, Marina: ma un giornalista non aveva il dovere di provare i dati che riportava, una volta? Non sono d'accordo sull'accusare il giornalista di "marchetta", ma non trovo il riportare dati dichiarati da altri e "chi se ne frega se sono falsi" un atteggiamento accettabile da parte di un giornalista, poco importa se qui si parlava di copie vendute di un romanzo e non di morti, ad esempio. Quello che un po' mi stupisce, Okamis, è una cosa, relativamente alla erre moscia. Possibile che io sia l'unico ad aver notato una capacità di espressione superiore alla media degli appena maggiorenni nella Strazzulla? Parla in modo corretto, soprattutto sintatticamente. Cosa che da una diciottenne, in tutta sincerità, non ci si aspetta come ovvia (nemmeno da un trentenne!). E questo mi porta diritto a un'altra considerazione: dicono che Chiara scriva bene, non soltanto per la sua età, ma bene in senso generale, anche se più d'uno ha recriminato sull'eccessiva ricercatezza, che certo non porta a una prosa efficace per narrare (difetto su cui, sono sicuro, col tempo migliorerà: è tipico dei più giovani innamorarsi del "bello stile" ed esagerare...). Quindi, io ti chiedo: perché non soffermarsi di più su simili particolari, anziché su altri particolari che con la sostanza hanno davvero poco a che fare? E' un peccato, perché ci perdi tu, ma anche perché ci perde la discussione sul romanzo e sulla sua qualità, cosa che invece dovrebbe essere al centro della discussione.
» postato da Negróre alle 13:25 del 06-07-2009
133 Andrea, e come fa un gironalista a verificare quel dato? Solo il distributore sa quante copie sono state effettivamente vendute, e forse nemmeno lui finché non fanno il conto dei resi...
Mi sembra che qui il mondo stia andando alla rovescia: se qualcuno mi dà un dato, rpesumo che sia vero. Qua si inizia a presumere invece la malafede in partenza. Non mi stupisco più allora delle Cozze che fanno proseliti, se questo è il presupposto
No Andrea, io non mi voglio adeguare a questo gioco al massacro. Le critiche è giusto farle, ferme e anche dure se occorre, la sostituire il principio di colpevolezza a quello di innocenza è una cosa che personalmente mi atterrisce e mi disgusta. E purtroppo la vedo prednere sempre più piede ovunque, inclusa la politica. O forse è proprio la politica a figliare questi mostri.
» postato da Marina alle 13:34 del 06-07-2009
134 Dunque, riguardo alla mia presa in giro, chiedo scusa, cosa che farò anche sul mio sito domani in un articolo al riguardo. Non intendo giustificarmi, ma quel breve articolo l'ho scritto sull'onda emotiva e al termine di una giornata di M, riversando il mio nervosismo all'interno dell'articolo. Ripeto, non voglio giustificare le mie parole, per le quali mi assumo piena responsabilità. Non a caso nel rispondere a Cesari ho usato un tono decisamente diverso. Sulla questione delle fonti, come ho scritto i miei dubbi sulla professionalità di Repubblica nascono da un precedente caso (quello a cui linko all'interno dell'articolo). In quel caso fu proprio Repubblica a diffondere dati falsi. Come me ne accorsi? Semplicemente cercando la fonte sul sito del Governo Italiano. Io, umile collaborate a cui mancano ancora alcuni mesi prima di acquisire il malefico pezzo di carta noto come patentino, ci ho messo 5 minuti per verificare l'attendibilità di una notizia. Una giornalista professionista non si è degnata di fare la stessa cosa. Questo, perdona la franchezza, mi fa "incavolare". Sulla questione delle 40000 copie la questione era molto semplice: informarsi tramite Ibuk, servizio che dispone dei dati ufficiali. Bastava quindi fare una semplice somma aritmetica delle vendite degli ultimi 12 mesi, nulla di più semplice. Io, comune mortale, non posso accedere a quei dati, ma un giornalista sì. Anche lì: bastava spedire una mail per verificare il dato.
» postato da Okamis alle 13:58 del 06-07-2009
135 «No Andrea, io non mi voglio adeguare a questo gioco al massacro. Le critiche è giusto farle, ferme e anche dure se occorre, la sostituire il principio di colpevolezza a quello di innocenza è una cosa che personalmente mi atterrisce e mi disgusta. E purtroppo la vedo prednere sempre più piede ovunque, inclusa la politica. O forse è proprio la politica a figliare questi mostri.» Marina, io capisco cosa vuoi difendere tu, e da che tipo di "commentatore". Ma io non sto sostituendo il "principio di innocenza" con quello di "colpevolezza", io sto parlando del "principio dell'etica giornalistica", che impone (fino a prova contraria) di verificare le fonti. Dato che Okamis sta prendendo il patentino, può confermarlo direttamente o meno. Capisco che al giorno d'oggi richiedere verifica a tutto ciò che si manda "on-line", dati i ritmi frenetici dell'informazione, è pretendere la luna. Ma non passiamo a scusare un giornalista che non verifica i dati in automatico, perché allora l'informazione diventa una farsa. Sul resto, sul pensare alla malizia consapevole del giornalista, invece, concordo con te. Secondo me è semplice incuria (o mancanza di tempo). Ma, ribadisco, non è giustificabile: se non si ha il tempo, la voglia di verificare un dato, non lo si riporta. Se invece era fondamentale per l'articolo citare il numero di copie vendute, per dare un certo spessore al titolo di "reginetta" del fantasy, allora andava verificato. Non so tu, ma io preferirei un mondo con meno notizie, ma tutte verificate. Non capisco che gusto si provi a perdere il proprio tempo informandosi, quando invece ti stanno gettando fumo negli occhi... Glisso sulla politica, almeno qui.
» postato da Negróre alle 14:20 del 06-07-2009
136 Premesso che per me queste discussioni non son polemica ma confronto (diamine, almeno fra noi!), non avevo idea che alla parte protetta di Ibuk potessero accedere anche i media.
Ma può anche darsi che la giornalista, non sapendo una fava del trend fantasy italiano, non si sia nemmeno insospettita del dato.
Ad ogni modo l'informazione che vagheggi tu, Andrea, ormai è un sogno, almeno a questo stadio. Quando finalmente i media capiranno che battere in velocità è una corsa vuota, perché ci sarà sempre qualcuno più veloce, forse punteranno sulla qualità dell'approfondimento.
Fm cerca di fare proprio questo (anche se non sempre ci riesce, per carità, ma del resto non è neppure fatto d a gente che con questo lavoro ci mangia e quindi deve dare la precedenza al resto), eppure molte volte viene irriso proprio per questo. E stavolta non mi riferisco ai GAmebri ma a un grosso forum di Harry Potter, dove - essendo forum - le notizie vengono copiaincollate in tempo reale (bello sforzo), salvo poi ridere perché FM magari dà la notizia con uno, due o tre giorni di 'ritardo'.
Insomma, mi viene in mente la frase che Freud rivolse ai genitori dei suoi pazienti bambini: fate come volete, tanto sbaglierete sempre. ![]()
» postato da Marina alle 14:33 del 06-07-2009
137 « Sulla questione delle 40000 copie la questione era molto semplice: informarsi tramite Ibuk, servizio che dispone dei dati ufficiali.» Giusto una nota: Ibuk non ha nessun dato ufficiale, ma si basa su un campione di 900 librerie sulle 2000 esistenti (more or less), escludendo tutta la grande distribuzione (che in alcuni casi fa numeri ragguardevoli) o canale edicola. Ibuk è ottimo per stilare una classifica dei più venduti, ma non per dare un dato ufficiale. Quello ce l'ha solo l'editore. Francesco PS: in tutta sincerità, mi pare che il dato di 40.000 sia decisamente gonfiato, se non raddoppiato/triplicato. Classifiche a giro, fandom, anobii etc... mi sembrano una conferma più che sufficiente, altrimenti saremmo davanti a un fenomeno superiore a quello di Licia (e non mi pare sia così).
» postato da FrancescoFalconi alle 14:54 del 06-07-2009
138 «Ad ogni modo l'informazione che vagheggi tu, Andrea, ormai è un sogno, almeno a questo stadio.» E quindi lasciamo correre, non combattiamo perché migliori?
» postato da Negróre alle 15:51 del 06-07-2009
139 «Classifiche a giro, fandom, anobii etc... mi sembrano una conferma più che sufficiente, altrimenti saremmo davanti a un fenomeno superiore a quello di Licia (e non mi pare sia così).» Ma si può sapere quanto ha venduto Licia? No, perché, stando a quanto ho letto in giro (numeri sempre diversi, ma sempre ragguardevoli), non mi pare che 40mila copie vendute siano un fenomeno superiore a quello di Licia (a meno che non si parli di quando vendette il primo romanzo su Nihal inizialmente...).
» postato da Negróre alle 15:54 del 06-07-2009
140 ««Ad ogni modo l'informazione che vagheggi tu, Andrea, ormai è un sogno, almeno a questo stadio.»
E quindi lasciamo correre, non combattiamo perché migliori?»
Io non posso combattere le battaglie degli e per gli altri, e nemmeno tu. Quello che cerco di fare lo faccio mediante FM e l'ho spiegato
Francé, grazie per la precisazione, non sapevo nemmeno questo
ops: In un giorno ho imparato due cose nuove
, direi che è stata una giornata fruttuosa ![]()
» postato da Marina alle 15:55 del 06-07-2009
141 « Ma si può sapere quanto ha venduto Licia? No, perché, stando a quanto ho letto in giro (numeri sempre diversi, ma sempre ragguardevoli), non mi pare che 40mila copie vendute siano un fenomeno superiore a quello di Licia (a meno che non si parli di quando vendette il primo romanzo su Nihal inizialmente...).» sul sito di Mondadori c'era scritto, un bel po' di tempo fa, un milione di copie, però credo che fosse un dato accorpato di tutta la prima trilogia, non solo di Nihal
» postato da Marina alle 15:57 del 06-07-2009
142 « sul sito di Mondadori c'era scritto, un bel po' di tempo fa, un milione di copie, però credo che fosse un dato accorpato di tutta la prima trilogia, non solo di Nihal» Generalmente quando un editore comunica le vendite, intende quelle totali, ergo comprensivo di economiche, "miti", trilogie accorpate e quant'altro. Non vorrei dire cavolate, ma credo che licia con mondadori abbia pubblicato circa una ventina di titoli, dal 2004 a oggi. Per cui un 40k con un solo libro, in un anno, è un successo stratosferico. francesco
» postato da FrancescoFalconi alle 16:09 del 06-07-2009
143 «« sul sito di Mondadori c'era scritto, un bel po' di tempo fa, un milione di copie, però credo che fosse un dato accorpato di tutta la prima trilogia, non solo di Nihal» Generalmente quando un editore comunica le vendite, intende quelle totali, ergo comprensivo di economiche, "miti", trilogie accorpate e quant'altro. Non vorrei dire cavolate, ma credo che licia con mondadori abbia pubblicato circa una ventina di titoli, dal 2004 a oggi. Per cui un 40k con un solo libro, in un anno, è un successo stratosferico. francesco» no, tieni presente che le trilogie non erano ancora state accorpate. I miti può darsi che fossero già fuori, quelli sì.
» postato da Marina alle 16:17 del 06-07-2009
144 «Io non posso combattere le battaglie degli e per gli altri, e nemmeno tu.»
Marina, non discuto una virgola di quello che tu fai. E' la tua linea e come tale va rispettata.
Ma l'informazione, almeno nella mia visione della vita, non è una battaglia che devono combattere altri, né che io combatterei per gli altri: l'informazione è per me, serve a me, la voglio vera e combatterò fino alla fine dei miei giorni contro qualsiasi stortura veda.
Ma siamo forse un po' OT, parlando soltanto d'informazione.
Quindi sottolineo che ancora non ho capito quanto ha venduto Licia al suo esordio... C'è qualcuno che me lo sa dire? ![]()
» postato da Negróre alle 16:25 del 06-07-2009
145 « Ripeto, non voglio giustificare le mie parole, per le quali mi assumo piena responsabilità. » Scusami, scrivendo direttamente a te, qualche "pagina" fa, meritavi una pronta risposta. Rimedio ora, perché altrimenti sembra mi sia dimenticato di te. A me non devi chiedere scusa, né mi sembra il caso di flagellarsi. Capita. L'importante, secondo me, è che ci si trovi d'accordo su una questione che è di civiltà, più che di critica. A me sembra che un commento civile abbia molto più valore, soprattutto quando critica negativamente, di uno che invece sfotte. E ha molto più impatto, specie all'autore (se vuoi dire qualcosa a un autore, non risparmiargli alcuna critica, ma fallo con educazione: vedrai che se lo ricorderà e, forse, ci lavorerà sopra - se vedrà che il tuo parere è condiviso da altri lettori equilibrati.)
» postato da Negróre alle 16:41 del 06-07-2009
146 ««
Sulla questione delle 40000 copie la questione era molto semplice: informarsi tramite Ibuk, servizio che dispone dei dati ufficiali.»
Giusto una nota: Ibuk non ha nessun dato ufficiale, ma si basa su un campione di 900 librerie sulle 2000 esistenti (more or less), escludendo tutta la grande distribuzione (che in alcuni casi fa numeri ragguardevoli) o canale edicola.
Ibuk è ottimo per stilare una classifica dei più venduti, ma non per dare un dato ufficiale. Quello ce l'ha solo l'editore. (e non mi pare sia così).»
Giusta precisazione
Con dato ufficiale intendevo dati sicuri in riferimento alle librerie prese in considerazione (che rappresentano una gran bella fetta). Insomma, giusto per avere un'idea di massima sulla veridicità dell'affermazione di Einaudi, Ibuk poteva andare bene.
Un'altra possibile fonte è al limite la Doxa, la quale stila annualmente un rapporto incrociato tra dati degli editori e stime delle librerie, limitando in questo modo l'errore. La precedente "bufala" del sito di Repubblica l'avevo smascherata proprio basandomi su uno di questi documenti. Insomma, di modi per rendersi conto della veridicità o meno di quella affermazione ce ne sono, soprattutto quando si ha accesso a tali informazioni come lo è per i giornali ^_^
» postato da Okamis alle 17:04 del 06-07-2009
147 «per me, serve a me, la voglio vera e combatterò fino alla fine dei miei giorni contro qualsiasi stortura veda. » Andrea, non è una domanda con intenti provocatori, ma mi spieghi come fai tu fuoricasta (giornalistica) a cambiare il meccanismo? Non comprando giornali? MA quelli se ne fregano, hanno le sovvenzioni statali. No, per me l'unica cosa che li travolgerà sarà l'evoluzione del mercato.
» postato da Marina alle 20:59 del 06-07-2009
148 Ciao a tutti, seguo fantasymagazine da tempo ormai, anche se posto poco, e questo topic lo seguo con particolare attenzione perché mi riguarda (almeno un po') da vicino. Però, diamine, sono stato via quattro giorni e quante pagine di discussione mi sono dovuto leggere!
Volevo solo aggiungere un dato, nella speranza che possa esservi utile. Non ho la minima idea di quanto possa avere venduto Strazzulla, ma io in classifica l'ho vista. Più precisamente, era la classifica domenicale del Corriere della Sera, sezione libri italiani. Vi è entrata una settimana per poi uscirne la settimana successiva e ritornarci nella settimana dopo ancora.
Tutto qui, solo un semplice dato. ![]()
» postato da Matthew McPumpkin alle 12:55 del 07-07-2009
149 Non credo che la quantità valga più della qualità. Le due cose possono, e devono, essere connesse ma non necessariamente un libro venduto in milioni di copie è buono. Da cosa lo si deduce? Dallo standard di lettura dei lettori, specie di quelli giovani. Abituati a leggere schifezze, e non conoscendo buone letture, si convingono che roba come Gli eroi del crepuscolo è buona narrativa. Come si dovrebbe distinguere allora un libro buono da uno cattivo? Ampliando gli orizzonti di lettura e facendo confronti, specie se tra libri più moderni e "classici" che hanno segnato la storia della letteratura(e ci sarà un buon motivo). Non parlo solo del genere fantasy,e credo che il primo passo per acquistare coscienza sia sdoganare il concetto di libro da genere.
ps
n odio Chiara Strazzulla, sia ben chiaro. Non approvo quello che ha scritto, e soprattutto il nuovo libro.
» postato da meloth alle 13:59 del 07-07-2009
150 Per tutti coloro che dubitano vi sia stata ristampa, nel marchio SIAE della mia copia è segnata non seconda, bensì addirittura terza edizione: evidentemente Einaudi ha deciso di non fare troppa pubblicità al fatto. Inoltre vi ricordo che essendo gli scrittori pagati in percentuale, pubblicare dati gonfiati può essere un problema grave per una casa editrice, in quanto il compenso dell'autore deve risultare nei registri contabili, nei quali è, dunque, presente (se non altro indirettamente) il numero di copie vendute. Se tali cifre non corrispondono, si può avanzare l'ipotesi di falso in bilancio (opss, non è più reato, ma è comunque infamante) nei confronti dell'azienda. Non penso che all'Einaudi la prendano così alla leggera.
» postato da (ThN1saHead ) alle 18:24 del 12-07-2009
151 «Per tutti coloro che dubitano vi sia stata ristampa, nel marchio SIAE della mia copia è segnata non seconda, bensì addirittura terza edizione: evidentemente Einaudi ha deciso di non fare troppa pubblicità al fatto. » Dopo tante supposizioni, finalmente una notizia precisa. Comunque ribadisco che sono sbalordito all'idea che questo libro abbia venduto quarantamila copie in un anno e se ne parli ancora così poco (e quel poco in termini affatto entusiastici, a quanto sembra). I conti in un modo o nell'altro continuano a non tornarmi. Vedremo come andrà il secondo.
» postato da Die alle 19:25 del 12-07-2009
152 Io credo che le copie siano di meno, forse tante per arrivare alla terza ristampa, ma meno di 40.000. Altrimenti, sarebbe diventata famosa e conosciuta anche all'estero come Licia Troisi. Riguardo i toni dell'articolo di Okamis, che ho letto solo oggi, forse il fatto della r moscia poteva accantonarlo. Però il resto è giustificato. Espresso in maniera troppo forte si, ma non fuori luogo. Mi sono arrabbiata tantissimo anche io con la Strazzulla. Perchè, e questo per rispondere anche ad Andrea, la scrittrice aveva una buona prosa e un buono stile. Ora è peggiorata. Credendo di fare meglio, ha rovesciato tutto quello scritto prima. E il risultato si legge già nel prologo. ps:Marina, tutti i giornali sono pessimi e tutti riportano dati sfalsati. Perchè oggi in società vive la legge dove ognuno tira l'acqua al suo mulino).
» postato da meloth alle 20:38 del 12-07-2009
153 « Inoltre vi ricordo che essendo gli scrittori pagati in percentuale, pubblicare dati gonfiati può essere un problema grave per una casa editrice, in quanto il compenso dell'autore deve risultare nei registri contabili, nei quali è, dunque, presente (se non altro indirettamente) il numero di copie vendute. » Guarda che NESSUNO prende sul serio le millanterie degli editori (e ne fanno a mazzi, uh se nefanno!), diversamente ci vorrebbe una task force apposita.
» postato da Marina alle 20:47 del 12-07-2009
154 Felice di vederti pure qui, ThN1saHead
Giro la proposta che hai giustamente fatto sul mio sito: controllare il bilancio di Einaudi. Ora, il mio dubbio su tale proposta è semplice: non so se nel bilancio aziendale di una casa editrice vengano indicati i dati di vendita (sotto forma di ricavi) dei singoli libri o dei singoli autori, ma, non essendo pratico della questione, potrei benissimo sbagliarmi. A questo punto allargo la domanda: qualcuno sa se e come è possibile leggere il bilancio della Einaudi in maniera legale, visto che su Internet pare non disponibile? Se infatti, dati alla mano, si provasse che il libro della Strazzulla ha davvero venduto un tale numero di copie, sarei il primo a inginocchiarmi sui ceci chiedendo scusa.
Riguardo il mio post su IF, come ho già scritto mi sono pentito dei toni da me usati, tanto da aver chiesto scusa nell'articolo successivo ^_^''
» postato da Okamis alle 21:14 del 12-07-2009
155 « A questo punto allargo la domanda: qualcuno sa se e come è possibile leggere il bilancio della Einaudi in maniera legale, visto che su Internet pare non disponibile? » Dunque l'Einaudi appartiene al gruppo Mondadori, regolarmente quotato alla Borsa Italiana, pertanto i bilanci approvati dal CDA di quest'ultimo devono per legge essere disponibili al pubblico. Infatti lo trovi qui http://www.mondadori.com/ame/bilancio/2008/it/relazionedelconsigliodiamministrazione/divisionelibri.html In particolare, per l'anno 2008 e per quanto riguarda Einaudi, si parla di Sam Savage (Firmino) 330k copie, Carlo Lucarelli (L'ottava vibrazione) 120k, Eugenio Scalfari (L'uomo che non credeva in Dio) 90k, Enzo Bianchi (Il pane di ieri) 75k, Fred Vargas (Un po più in la sulla destra) 85k, Carlotto-Carofiglio (Crimini 2) 55k, Roberto Benigni (Il mio Dante) 60k. L'ultimo citato è Lello Arena con 'Totò è sempre Totò' a 40k copie. Il libro di Chiara Strazzulla non è citato, PERO' bisogna considerare che questo è il rendiconto fino a dicembre '08. Insomma, la mia perplessità di fondo resta, soprattutto perché un'esordiente che esce con un tomo da 800 pagine a 20 euro o più e vende tutte quelle copie dovrebbe suscitare un po' più di attenzione, almeno credo. Comunque a questo punto, fino a prova contraria, sono disposto a credere che se non 40k, ci sia andata almeno vicino. Buon per lei.
» postato da Die alle 21:55 del 12-07-2009
156 Grandissimo Die
Da bravo fesso quale sono non mi era venuto in mente di controllare anche il sito di Mondadori XD
Comunque, essendo i bilanci semestrali, entro breve dovrebbe uscire quello relativo al periodo che va da Gennaio a Giugno. Credo non ci resti che aspettare ^_^
» postato da Okamis alle 22:31 del 12-07-2009
157 «... essendo i bilanci semestrali... » i bilanci sono per anno (possono al limite non coincidere con l'anno solare), le altre periodicità sono comunicazioni per la borsa e non complete come dovrebbe essere un bilancio.
» postato da Albacube alle 23:25 del 12-07-2009
158 ««... essendo i bilanci semestrali... » i bilanci sono per anno (possono al limite non coincidere con l'anno solare), le altre periodicità sono comunicazioni per la borsa e non complete come dovrebbe essere un bilancio.» Per la verità i bilanci delle società quotate hanno cadenza trimestrale. In effetti è già disponibile la prima trimestrale del 2009 http://www.mondadori.it/ame/it/pdf/bilanci/resoconto_intermedio_gestione310309.pdf In cui si può leggere, per il gruppo Einaudi, Tra le novità che hanno registrato i migliori risultati nel trimestre segnaliamo: Un luogo incerto di Fred Vargas (oltre 80.000 copie), Il pane di ieri di Enzo Bianchi, che, pubblicato nel 2008, ha venduto nel trimestre 50.000 copie, La forma della paura di Giancarlo De Cataldo (oltre 25.000 copie), Il professore di desiderio di Philip Roth (25.000 copie), G8 di Carlo Lucarelli (20.000 copie), Educazione siberiana del giovane esordiente Nicolai Lilin (20.000 copie), ACAB di Carlo Bonini (20.000 Che non ci sia il libro della Strazzulla non è così indicativo. Qui ci sono solo i più venduti. Il suo potrebbe aver venduto 15k copie nel primo trimestre, tanto per fare un esempio, e comunque non comparirebbe, pur essendo un risultato eccellente per una nicchia come il fantasy. La data fissata dal CDA per l'approvazione della prima semestrale '09 è il 29 Luglio.
» postato da Die alle 23:48 del 12-07-2009
159 Sì, in effetti mi riferivo proprio alle comunicazioni a cui accenni, anche se forse è un po' troppo sperare che si citino le quote dei libri venduti nel periodo in esame ^_^ Il fatto è che altri possibili documenti da cui poter attingere informazioni certe - o almeno si spera tali, visto che, come ricordava ThN1saHead, il falso in bilancio non è più reato grazie proprio all'ex (?) proprietario di, guarda che caso, Mondadori
- dicevo, altre possibili fonti non me ne vengono in mente.
» postato da Okamis alle 23:49 del 12-07-2009
160 EDIT: non avevo ancora letto il messaggio di Die quando ho scritto il mio. Però ti vedo bello informato ![]()
» postato da Okamis alle 23:50 del 12-07-2009
161 «EDIT: non avevo ancora letto il messaggio di Die quando ho scritto il mio. Però ti vedo bello informato
»
A parte queste notizie non so dirti dove cercare. In effetti mi pare una mancanza non da poco che da nessuna parte si possa trovare il numero di copie vendute di un libro (parlo di numeri certi, non di proiezioni, sondaggi o stime a braccio). E' comunque una notizia che potrebbe interessare il pubblico. Ma forse tenere in ombra le cifre precise è un discorso di mera convenienza editoriale. Non saprei.
» postato da Die alle 00:00 del 13-07-2009
162 RiOT Una cosa è il bilancio d'esercizio/consolidato con la sua relazione del consiglio di amministrazione, un'altra il resoconto intermedio di gestione (trimestrale) sempre del cda, che però non è certo un documento analitico (e sostanzialmente illegibile dal profano e anche da tanti pro) come può essere il bilancio stesso. Che poi nella relazione trimestrale ci siano più o meno le stesse cose che confluiscono nella relazione accompagnatoria al bilancio, è ovvio e doveroso (tanto più che in questo modo abbiamo il polso della situazione con periodicità più consone al mercato). Tornando in tema... Sono perfettamente d'accordo con questo: «Ma forse tenere in ombra le cifre precise è un discorso di mera convenienza editoriale.» anzi, toglierei il forse. Altrimenti non si potrebbe giocare con i comunicati, non si potrebbe creare hype ad hoc, non si potrebbe turlupinare lo scrittore sulle royalties derivanti dalle copie vendute, insomma non si potrebbe far andare avanti la baracca con l'italico modo raffazzonato e caciarone (non che altre realtà siano migliori, anzi, ma questo è il nostro sistema).
» postato da Albacube alle 00:13 del 13-07-2009
163 «Io credo che le copie siano di meno, forse tante per arrivare alla terza ristampa, ma meno di 40.000. Altrimenti, sarebbe diventata famosa e conosciuta anche all'estero come Licia Troisi.»
Ribadisco quello che ho detto inizialmente: se non sono 40mila, saranno 30mila. Sono tante comunque, ragazzi. E questa "conferma" della III ristampa (a parte che si può fare una ristampa anche di 500 copie, volendo
) un po' mi dà ragione.
Ciò detto, aver venduto 30mila copie in Italia non garantisce di essere conosciuti come Licia all'estero, perché Licia pubblica da un po' di anni e all'estero si è fatta conoscere con le traduzioni dei suoi libri, non per il fenomeno (in fondo relativo, se si guarda al mondo) di vendite tutto italiano (dato che si parla di Fantasy).
Chiara non è stata ancora tradotta, quindi simili deduzioni lasciano il tempo che trovano, secondo me. (Senza offesa, mera constatazione.)
» postato da Negróre alle 10:22 del 13-07-2009
164 Credo che per arrivare ad essere tradotti si debba essere almeno ben conosciuti...poi non so, non conosco questi criteri(e spero, francamente, che la Strazzulla non sia mai tradotta o tutti vedranno com'è bello il fantasy italiano
)
» postato da meloth alle 15:06 del 13-07-2009
165 Meloth, l'essere conosciuti non c'entra nulla, dipende se il tuo editore si attiva per vendere alle'stero o meno. E cmq la Strazzulla sta per essere tradotta... E a proposito della bellezza del fantasy italiano e del degustibus, in Francia le Cronache del Mondo Emerso sono apprezzatissime.
» postato da Marina alle 21:58 del 13-07-2009
166 «Credo che per arrivare ad essere tradotti si debba essere almeno ben conosciuti...poi non so, non conosco questi criteri»
Ecco, appunto...
«(e spero, francamente, che la Strazzulla non sia mai tradotta o tutti vedranno com'è bello il fantasy italiano
)»
Lo spero anch'io.
Peccato non si vedrà anche, in quel caso, quanto sono "belli" certi lettori di fantasy italiani. Mi dispiace, ma io sono andato oltre lo "stufo" con queste discussioni. Con lettori così, in Italia, abbiamo già il futuro scritto. Ed è scritto male.
Per fortuna che...
Dato che mi sono appena sposato, è il caso di diventare adulti. Saluto tutti, parto per la Sardegna e i suoi 40 gradi (?!). A risentirci presto... sul mio blog. ![]()
» postato da Negróre alle 08:56 del 14-07-2009
167 Vi segnalo un articolo uscito oggi su Repubblica (p. 39), in cui si parla dei "libri per young adult". Tra gli altri, sono citati: la Rowling (l'articolo si basa sull'uscita dell'ultimo film di HP), la Troisi, GL D'Andrea, la Meyer, le Cast (quelle di Marked) e un po' di autori fantasy, tra cui Tolkien e Martin.
» postato da nisana alle 13:38 del 14-07-2009
168 Se offendo qualcuno, meglio me lo si dica in faccia, così che possa rispondere adeguatamente.
Comunque, so benissimo cosa ha scritto Andrea ma non ho mai letto nulla e il giudizio esentava lui e gli altri autori di fantasy italiano mai letto. Chi mi conosce bene, sa a chi alludevo oltre la Strazzulla
Il chi è, ma guarda un po!, strettamente collegato con Le cronache del Mondo Emerso che piace tanto ai francesi. O, ed io mi auguro sia così, ad una minima percentuale dei francesi. Posso azzardare l'ipotesi che piaccia perchè Nihal rappresenta proprio il tipo di donnina francese che loro osannano(perchè mi viene in mente Carla Bruni Sarkozy con una parrucca blu e la spada di cristallo nero? E il marito...beh, di certo non è Sennar! Al massimo il Tiranno bambino!).
Sento già alcune critiche
h, ma perchè schiumi di veleno in questo modo? Il germe dell'Invidia, e il virus della cattiveria ti hanno forse colpita? Assolutamente no. Non sono nè invidiosa nè cattiva. Non ho mai ritenuto di poter fare di meglio della Strazzulla e company, e non ho mai goduto nel distruggere le opere letterarie per soddisfazione personale. Sono solo amante della buona e sana narrativa. Perchè sia buona e sana rispetto a certa "moderna", non è il caso di spiegarlo qui. Posso solo consigiare ai francesi di leggere Chrètien de Troyes, perchè quello si che è romanticismo ed eroismo, e Charles Boudelaire perchè insegna davvero cosa è il conflitto interiore dell'uomo. Ci sono altri validi scrittori francesi, come Gustave Flaubert(Madame Bovary), ma oltre questi tre citati non ne ho letti altri(di Chrètien si conservano solo stralci delle opere intere). Agli altri paesi stranieri, che avranno intenzione di acquistare i libri fantasy italiani tradotti scritti da certa gente(che hanno pure il coraggio di chiamarsi scrittori) dico di leggere prima i loro classici. E poi di valutare. Si accorgeranno subito dove è il buono e dove il marcio.
» postato da meloth alle 14:38 del 14-07-2009
169 meloth, gli autori che citi i Francesi li studiano a scuola come noi l'Ariosto (che peraltro personalmente trovo pallosissimo) o MAnzoni. Detto questo, ti sfugge il ragionamento che un editore fa quando decide di pubblicare un libro. Che è basato non sul Sacro Fuoco dell'Arte ma anzittuto sulla commerciabilità e leggibilità. Se poi si innesta su un filone in voga tanto meglio. Il Sacro Fuoco viene come bonus utimo: se c'è bene, se no amen. Ma a parte questo io d avvero non capisco chi ragiona come te: se a te determinati romanzi fanno schifo (a torto o a ragione, de gustibus, posso concordare con te sulla Strazzulla ma non sulla Troisi) cosa ti cambia se altri li leggono e ne traggono diletto? Se poi vorrano passare ad altro cercherannoa ltro, se no amen, a te che te ne viene? Posso capire un discorso come il tuo a proposito di robe come Boscocoso, perché oltre a essere orribile come trama e stile è davvero diseducativo. Ma la Strazzulla o la Troisi uno al limite può trovarli brutti, non diseducativi. E quindi?
» postato da Marina alle 14:49 del 14-07-2009
170 E quindi?
Marina, quando ami il fantasy, e lo ami tanto da farne il tuo motivo di vita(come me, che non scrivo altro da anni) queste cose danno fastidio. Se tu sei uno scrittore(io non lo sono ancora) e qualcuno butta fango sul genere che adoperi con un'opera orrenda non ti arrabbi?
Non ti prudono le mani? A me si, prudono. Perchè certi danni, anche se sembrano innoqui, infangano il buon nome del fantasy. Ho i miei motivi per non apprezzare i libri della Troisi, così come quelli della Strazzulla e del Ghirardi. Qui non è il posto dove parlarne, nè tantomeno mi sembra bello aprire una discussione dal titolo "Perchè i lavori di Licia Troisi fanno schifo" quando gli altri utenti si interessano di altro e non delle mie teorie. Però potrei benissimo aprire una discussione sul fantasy italiano, spiegando con argomentazioni valide perchè ritengo che più della metà dei suoi prodotti siano scadenti. E lo farò, appena avrò tempo.
La roba studiata a scuola, e quindi per costrizione, si dimentica subito. Per questo io odio e ho sempre odiato la scuola. Però ho amato molto, e amo ancora, lo studio e tutto quello che ho fatto a scuola l'ho letto per conto mio(I promessi sposi li ho letti 5 volte e sono uno dei miei libri preferiti). Tutta un'altra cosa!
ps:l'Ariosto è difficile capirlo con quelle quattro ciance scolastiche. Studialo a casa, approfondendo, e vedrai ti piacerà. Ovviamente, devi comprendere bene anche il contesto storico nel quale operava e la società che descrive e i modelli ai quali si rifà. Sono consapevole che la logica delle case editrici è quella di pubblicare per vendere, ma quando ci si rimette nome e faccia, non credo convenga. E poi, al di là di questa logica, un libro buono può vendere quanto uno marcio. Ed essere apprezzato anche molto di più. Dipende solo da chi lo scrive
» postato da meloth alle 15:23 del 14-07-2009
171 «E quindi?
Marina, quando ami il fantasy, e lo ami tanto da farne il tuo motivo di vita(come me, che non scrivo altro da anni) queste cose danno fastidio. Se tu sei uno scrittore(io non lo sono ancora) e qualcuno butta fango sul genere che adoperi con un'opera orrenda non ti arrabbi?
Non ti prudono le mani? »
onestamente no, non me ne frega nulla. Perché so che in tutti i campi c'è la fuffa e la roba buona. E so anche che quello che è fuffa per me può essere roba buona per un altro. E viceversa.
Le crociate le faccio solo quando qualcuno offende (o cerac di offendere) un mio diritto o di qualcuno che amo. Non mi sembra che l'esistenza di certi libri offenda il tuo diritto a leggere e scrivere ciò che vuoi
«
La roba studiata a scuola, e quindi per costrizione, si dimentica subito. Per questo io odio e ho sempre odiato la scuola. Però ho amato molto, e amo ancora, lo studio e tutto quello che ho fatto a scuola l'ho letto per conto mio(I promessi sposi li ho letti 5 volte e sono uno dei miei libri preferiti). Tutta un'altra cosa!
»
va bene ma era per dire che non puoi tacciare i Francesi di ignoranza
» postato da Marina alle 15:27 del 14-07-2009
172 In questo caso certe opere offendono il fantasy che io tanto amo, e ho tutto il diritto di difenderlo!
Ebbene si, ho tacciato i francesi di ignoranza. E taccio anche gli italiani di ignoranza. Ignoranza dei generi e di come si scrive un buon romanzo. Ignoranza che non è affatto stupidità, ma superficialità. Se si analizza bene in ogni dettagli un'opera della Troisi, e la si paragona ad un capolavoro della letteratura di uguale genere(o anche di genere diverso se i termini di paragone sono le tecniche e gli stili) si vede subito perchè il secondo libro è considerato un capolavoro e il primo pur avendo venduto molto no.
» postato da meloth alle 15:37 del 14-07-2009
173 «In questo caso certe opere offendono il fantasy che io tanto amo, e ho tutto il diritto di difenderlo!
»
a parte il fatto che non so in virtù di quale patente tu abbia il diritto di difenderlo, e sempre ammesso e non concesso che il fantasy abbia bisogno di essere difeso, lasciati dire che la tua concezione di Bene Supremo ha un che di inquietante e orwelliamo: "NOI vi diremo quali libri leggere e pubblicare".
A me francamente dà un po' i brividi. C'è di buono che con l'andar degli anni ti volterai indietro e sorriderai di questa tua intransigenza...
Il mondo non è mai tutto bianco o nero. E siccome non lo sarà mai, il tuo è uno sforzo vano, oltre che irragionevole
«
Ebbene si, ho tacciato i francesi di ignoranza. E taccio anche gli italiani di ignoranza. Ignoranza dei generi e di come si scrive un buon romanzo. Ignoranza che non è affatto stupidità, ma superficialità. Se si analizza bene in ogni dettagli un'opera della Troisi, e la si paragona ad un capolavoro della letteratura di uguale genere(o anche di genere diverso se i termini di paragone sono le tecniche e gli stili) si vede subito perchè il secondo libro è considerato un capolavoro e il primo pur avendo venduto molto no.»
Meloth, ma dove sta scritto che uno per leggere un libro debba per forza sapere anche come si scrive?
E secondariamente dove sta scritto che tutti i libri pubblicati debbano essere capolavori? Consoco bellissimi libri che non sono capolavori e questo non toglie cmnq nulla alla loro bellezza.
» postato da Marina alle 15:45 del 14-07-2009
174 «Posso capire un discorso come il tuo a proposito di robe come Boscocoso, perché oltre a essere orribile come trama e stile è davvero diseducativo. Ma la Strazzulla o la Troisi uno al limite può trovarli brutti, non diseducativi.»
Prendo spunto dalla risposta di Marina, ma io onestamente non concepisco un discorso tale neanche per il Boscoscuro... tanto più che sa da censura preventiva, mentre è meglio lasciare il giudizio al lettore (se mi obietti che il lettore giovane sia sprovveduto di fronte a tali opere, concordo, ma qui entrano in campo le responsabilità degli adulti, tutti, che ci girano intorno, quindi editori, autori quando almeno maggiorenni, famiglia del lettore e quant'altri ci macinano sopra).
Visto che oggi è il 14/07 e che 220 anni fa qualcuno veniva liberato dalla Bastiglia (leggasi De Sade), come la mettiamo sulla diseducatività delle sue opere?
Scusatemi, ma non voglio trovarmi con un regime/stato/religione che mi dice cosa posso o non posso leggere, almeno questo, che per il resto siamo anche troppo irregimentati.
Tanto che le cd opere diseducative, più le si additano come tali, più rischiano di avere successo in quanto "proibite" (il proibizionismo ha l'esatto effetto contrario): preferisco ancora una sana educazione alla lettura e un sano scambio di idee, che mettano sul piatto anche critiche forti, ma non la censura, quella proprio no.
Scusate lo sfogo... mi sa che ultimamente a lavoro mi stanno censurando un po' troppo
ops:
» postato da Albacube alle 15:50 del 14-07-2009
175 « Prendo spunto dalla risposta di Marina, ma io onestamente non concepisco un discorso tale neanche per il Boscoscuro... :» molto semplice: quello è un libro commerciato come libro per ragazzi. Ora, come giustamente si adottano i bollini sui programmi televisivi, ritengo che une ditore di qualità deva stare moto attento a quel che mette in una collana per ragazzi. E la censura non c'entra nulla. Per fare un tuo esempio, non credo che a tuo figlio di dieci anni permetteresti di leggere De Sade. O mi sbaglio?
» postato da Marina alle 15:56 del 14-07-2009
176 «molto semplice: quello è un libro commerciato come libro per ragazzi. Ora, come giustamente si adottano i bollini sui programmi televisivi, ritengo che une ditore di qualità deva stare moto attento a quel che mette in una collana per ragazzi. E la censura non c'entra nulla. Per fare un tuo esempio, non credo che a tuo figlio di dieci anni permetteresti di leggere De Sade. O mi sbaglio?» Infatti, ma come mi pareva di aver chiarito, nessuno con la testa a posto metterebbe il marchese a disposizione in collana per ragazzi, nè un genitore assennato lo darebbe in pasto al pargolo/a, ma a tacciarlo di "proibito" è controproducente e già alle medie da me girava... Come hai certamente visto, io però segnalavo che tutti quelli che stanno attorno al fenomeno libro (editori, commercianti, genitori, anche gli autori, se capaci) devono mettersi in gioco e "controllare" il mezzo di intrattenimento, altrimenti di finisce come la scatoletta nera, utilizzata come baby sitter senza controllo e senza che si sviluppi alcun spirito critico, e i risultati sono abbastanza palesi.
» postato da Albacube alle 16:27 del 14-07-2009
177 Il mondo a dire il vero è bianco, nero grigio e di tutte le sfumature dei vari colori.
Non sto imponendo una censura, non sto etichettando i libri secondo il male o il bene. Sto solo esponendo concezioni che, se mi fosse permesso approfondirle, risulterebbero davvero oggettive. La verità sta nel mezzo, vero, ma a tutto c'è un limite. E io in molti libri fantasy italiani ho trovato troppi limiti superati. Troppi difetti, diffetti che si beffano di regole elementari. E quando i difetti superano di gran lunga i pregi, un libro non lo considererei buono. Io invito solo a riflettere, poi che ognuno legga ciò che vuole. Anzi, il mio è anche un invito a leggere e a confrontare! Perchè solo così ci si può rendere conto di come stanno messe le cose nel fantasy italiano.
» postato da meloth alle 17:12 del 14-07-2009
178 «... Anzi, il mio è anche un invito a leggere e a confrontare!»
Mi associo all'invito a leggere, sempre e comunque, perchè in un mondo senza libri io non vorrei viverci neanche un minuto. ![]()
» postato da Albacube alle 17:54 del 14-07-2009
179 «[ Infatti, ma come mi pareva di aver chiarito, nessuno con la testa a posto metterebbe il marchese a disposizione in collana per ragazzi, nè un genitore assennato lo darebbe in pasto al pargolo/a, ma a tacciarlo di "proibito" è controproducente e già alle medie da me girava... .» ma io mcia ho detto che non dovevano pubblicarlo (anche se io una schifezza così l'avrei cestinata ma se c'è un editore cui va di investirci lo faccia). Ho detto solo che non andava spacciato come libro per ragazzi. In una collana per ragazzi un editore assennato controlla che i contenuti siano adatti alla fascia d'età.
» postato da Marina alle 20:22 del 14-07-2009
180 Ho letto l'articolo sulla letteratura, e in particolare sul fantasy, per young adults(di Loredana Lipperini). Inutile dire che molte affermazioni le ho trovate davvero troppo azzardate, ma la poverina si è limitata a riportare le parole di scrittori ed editori. Comunque da una buona panoramica del mercato italiano dei libri, quindi leggetelo ![]()
» postato da meloth alle 22:12 del 14-07-2009
181 Io mi sono arrabbiata per la frase "La narrativa fantasy, peraltro, viene automaticamente identificata con i lettori adolescenti". Tanto per cambiare! Però almeno riconosce che molti autori scrivono per adulti (cita a questo proposito Tolkien, Martin, Gaiman e Stephen King).
» postato da nisana alle 08:31 del 15-07-2009
182 Quando forumisti e case editrici mi hanno chiesto per chi scrivevo, io ho risposto:per chi a voglia di leggermi. Uno scrittore deve fare questo. Uno non capisce certe cose ad una certa età?Benissimo, dopo aver letto una recensione o la quarta del libro non lo compra. Anche se, francamente, tutta questa accortezza è inutile. Oggi con le schifezze che si vedono in giro e in televisione nessun bambino/ragazzino si scandalizza più davanti ad una scena "forte" in libro.
» postato da meloth alle 09:25 del 15-07-2009
183 Nisana, nella versione on line di repubblica non c'è il pezzo?
» postato da Marina alle 10:00 del 15-07-2009
184 L'articolo lo si può trovare sul blog di Loredana Lipperini al seguente indirizzo: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/07/14/young-adult/
» postato da Okamis alle 11:53 del 15-07-2009
185 «L'articolo lo si può trovare sul blog di Loredana Lipperini al seguente indirizzo: http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2009/07/14/young-adult/» grazie Okamis. Mi sembrano - articolo e commenti - quelle dissertazioni da psicologia da 4 soldi tipo Morelli & CO. che devono spiegare il motivo recondito per cui uno predilige a una dune buggy qualunque una dune buggy rossa con la cappottina gialla (ed èè sicuramnete perché ha avuto un trauma infantile e si è bloccato allo stadio xyz). Ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa. Patetico voler incasellare la ricchezza della realtà, sepcialmente quando si tratta di fenomeni editoriali, qualcosa di non predeterminabile e cmq sempre non completamente spiegabile anche a posteriori
» postato da Marina alle 12:26 del 15-07-2009
186 Meloth: "Quando forumisti e case editrici mi hanno chiesto per chi scrivevo, io ho risposto:per chi a voglia di leggermi. Uno scrittore deve fare questo." Già... quanta arroganza leggo in ogni tuo post! Quanto odio inutile contro la troisi e simili! E ti dichiari scrittrice. Bene, allora evita di scrivere a-voglia. Marco
» postato da (Marco Santori) alle 13:30 del 15-07-2009
187 «Nisana, nella versione on line di repubblica non c'è il pezzo?»
Mi hanno preceduto nella risposta, scusa! Io ho il cartaceo e ci tiro le freccette
(scherzo!)
» postato da nisana alle 13:36 del 15-07-2009
188 «
Mi hanno preceduto nella risposta, scusa!
»
eh, ci mancherebbe!
Uno mica può vivere attaccato al pc.
«
Io ho il cartaceo e ci tiro le freccette
(scherzo!)»
:">
:">
» postato da Marina alle 14:02 del 15-07-2009
189 «Meloth: "Quando forumisti e case editrici mi hanno chiesto per chi scrivevo, io ho risposto:per chi a voglia di leggermi. Uno scrittore deve fare questo." Già... quanta arroganza leggo in ogni tuo post! Quanto odio inutile contro la troisi e simili! E ti dichiari scrittrice. Bene, allora evita di scrivere a-voglia.» Normalmente far notare questi errori non è buona educazione. Però è vero che una che si presenta come una scrittrice confrontandosi con autori pubblicati da editori veri che riempie i suoi post di errori di italiano, di accenti sbagliati, di d eufoniche dove non vanno, di spazi mancanti dopo la punteggiatura e così via, fa davvero una pessima figura. Forse prima di ergersi a giudice di quello che scrivono gli altri sarebbe bene accertarsi di avere almeno gli strumenti di base. S*
» postato da S* alle 14:17 del 15-07-2009
190 Sono stata via dalla rete per un giorno (ho fatto a modo mio lo sciopero dei blogger
) e ora mi sono rimessa in pari a leggere questa discussione.
Intervengo giusto per fare le mie felicitazioni ad Andrea e citarlo:
«Peccato non si vedrà anche, in quel caso, quanto sono "belli" certi lettori di fantasy italiani. Mi dispiace, ma io sono andato oltre lo "stufo" con queste discussioni. Con lettori così, in Italia, abbiamo già il futuro scritto. Ed è scritto male.
»
Sono d'accordo con lui, e immagino per gli stessi motivi.
Non c'e' niente di peggio, in questo momento storico e con le furibonde polemiche in atto, che tentare di offrire un fantasy adulto cercando una propria via, senza avere battage pubblicitari, grandi editori alle spalle che cercano il colpaccio, , tirature e distribuzione di conseguenza.
Si subiscono i contraccolpi quanto e piu' degli autori promossi con operazioni commerciali, con i quali si viene immediatamente, e ingiustamente, accomunati, si e' per assurdo coinvolti allo stesso modo, e non si ha difesa alcuna.
Sono anch'io un po' nauseata di discussioni, spesso acide, sterili, prevenute.
Mi piacerebbero giudizi piu' obiettivi. Io scrivo per divertirmi e magari per divertire qualcuno. L'avro' ripetuto mille volte: ben vengano le critiche, anche severe, che aiutano a migliorarsi. Ma affrontare dibattiti alla Sgarbi, no, grazie: non fa per me.
» postato da dued alle 14:23 del 15-07-2009
191 Mi pare che qui si sita fraintendendo i miei pensieri. Non ho detto che io valgo più della Troisi o di altri scrittori, nè ho detto che sono una scrittrice. Sto esprimendo un parere, cosa umana e legittima. Mi sembra che i forum esistano per questo.
L'arroganza è una parola che detesto, perchè io sono molto umile e gli arroganti li mando a quel paese. Quando sbaglio chiedo scusa, nè pretendo di avere ragione. Anche perchè, detto fra noi, la ragione è dei fessi!
Ho fatto solo delle riflessioni argomentandole. Tutti lo fanno.
Passando ai miei errori, a tutti può capitare di commettere errori di italiano quando si batte. A me capita spesso, e mi scuso per questo. Sono distratta e di norma rileggo i post almeno due volte, ma non sempre ho tempo. Ben vengano allora le segnalazioni. Quanto agli spazi, io mi sono sempre trovata bene a scrivere così. Anche perchè sono abituata a scrivere prima a penna e poi al pc, e della grafica non mi intendo molto. Ultimamente mi è stato fatto notare che l'impaginazione dei miei testi andava corretta, e io ho apprezzato e compreso questo consiglio. Lo metterò in pratica a revisione ultimata
Le d eufoniche non le ho mai ritenute sbagliate nell'uso. E sinceramente nessuno mi ha mai detto quando si devono usare e quando no. Sono state sempre presenti nei testi che ho letto, e io mi sono sempre limitata ad usarle secondo le mie conoscenze. Ma non si finisce mai di imparare quindi, se qualcuno fosse così gentile da spiegarmene bene l'uso, ne farò tesoro.
Queste cose fanno parte della forma di un testo, non del suo contenuto e della tecnica con il quale è scritto. Sulla forma ci si può passare sopra, ma sulle ultime due cose proprio no. Infatti, è proprio sue questi punti che io do il mio parere.
Mi sembra però, come già accaduto in passato, che qui a dar fastidio sia non il mio modo di dire le cose quanto ciò che dico. Non sono l'unica a sbagliare spazi, accenti e a commettere errori di battitura. C'è stato anche chi in passato ha scritto in forma abbreviata. Io almeno mi esprimo in italiano corretto, e questa dovrebbe essere la premessa principale per potersi esprimere su un forum.
Chi mi vuole giudicare per come scrivo può farlo nella sessione dei racconti, ne ho postati due.
» postato da meloth alle 14:39 del 15-07-2009
192 «ad usarle »
In questo caso sarebbe bene non usarla, diversamente potresti usarla per "ad adoperarle".
Spero capisca da te la regola.
Senza pretesa di insegnare naturalmente. ![]()
» postato da G.C. alle 14:46 del 15-07-2009
193 Ehm, non sono così geniale...se me lo spiegassi sarebbe meglio ![]()
» postato da meloth alle 15:23 del 15-07-2009
194 La D eufonica viene ormai accettata solo quando serve a distanziare due vocali uguali (Es.: "Sono andato ad Asti"
. Esistono però delle eccezioni, come "ad esempio". E' bene precisare che la D eufonica non è un errore vero e proprio, bensì una forma arcaica e come tale sempre meno accettata nell'italiano moderno.
» postato da Okamis alle 15:41 del 15-07-2009
195 Ecco perchè nessuno prima, nemmeno i professori, me lo hanno mai corretto. Se non è un vero errore, continuerò ad usarla. Mi piace, è...eufonica, no?
:">
» postato da meloth alle 16:15 del 15-07-2009
196 Probabilmente dimenticherò per strada qualcosa che volevo dire, avete scritto troppo per ricordare tutti gli argomenti e non sono riuscita a leggere tutta la discussione, senza dimenticare che ultimamente il mio tempo libero è molto limitato. Comunque vediamo di chiarire qualche dettaglio. In Italia oltre l’80% dei libri pubblicati vende meno di 500 copie in un anno. Dato pubblicato in ben due occasioni dal Corriere della Sera su indicazione di Messaggerie Libri, che è uno dei più grandi distributori italiani. Messaggerie, per intenderci, fa arrivare in libreria tutto il gruppo Mauri Spagnol (di cui fanno parte, fra gli altri, Salani, Longanesi, Nord, Garzanti, Corbaccio, Guanda, Tea), De Agostini, Armenia, Fazi, Newton Compton, Sellerio e un’infinità di altri editori. Fino a poco tempo fa anche Feltrinelli era distribuita da loro, ora Feltrinelli ha comprato PDE e si autodistribuisce. Quindi se loro danno questi dati, io li considererei con la massima serietà. Il libro di Andrea D’Angelo ha venduto bene, considerando le cifre italiane, ma certo non è un bestsellers. Non è vero che la Strazzulla non è mai entrata nelle classifiche di vendita. Con le cifre io sono un po’ paranoica, e quindi le classifiche le guardo sempre. A volte le trascrivo anche. E così, per tutto il 2008, tranne quando per motivi miei mi è stato impossibile connettermi, ho trascritto le classifiche di vendita di alcuni siti. Per tre settimane è stata nella top 10 dei fantasy pubblicata da ibs.it. Vi sembra poco? In questa classifica non sono entrati libri come il quarto della saga dei Guardiani del giorno e della notte di Sergej Luk’janenko, l’antologia di racconti Re di sabbia di George Martin, nessuno dei romanzi pubblicati da Armenia (in realtà ho qualche dubbio su Eriksson, non ho i dati del periodo in cui è stato pubblicato, ma certamente non sono entrati in classifica libri di autori come Salvatore e Weis-Hickman), nessuno dei romanzi di Delos Books (che ha pubblicato anche un’autrice importante come Lois McMaster Bujold), Il nome del vento di Rothfuss e I pirati dell’oceano rosso di Scott Lynch. Discorso analogo per la classifica di ibuk.it, che però non ha una categoria specifica per i vari generi. Quindi i fantasy finiscono o fra la narrativa – che può essere italiana o straniera – o nella varia, che comprende i libri per ragazzi. In classifica la Strazzulla compare per 3 settimane, raggiungendo anche un 65° posto assoluto. Compaiono anche Ghirardi e Luk’janenko, mentre mancano gli altri autori che ho citato poco più su. Ultima classifica, quella della catena di librerie per cui lavoro. Ovviamente non metto alcun dato preciso, ma una settimana la Strazzulla è comparsa nella top 100, mentre mancano autori ben più importanti di lei, come, oltre a quelli già citati, Robin Hobb e Marion Zimmer Bradley. Quindi ha venduto. Forse non quanto dichiarato dalla casa editrice, ma lo ha fatto. Prezzo: 20,00 euro, quindi alto per un’esordiente, anche se il volume è un rilegato. Ha venduto discretamente all’inizio, poi, come la maggior parte dei libri, le vendite sono diminuite fino quasi a finire. Poi c’è stata un mese di campagna sconto del 30% sulla collana “stile libero”, alla quale il volume appartiene. A 14,00 euro ha ripreso a vendere discretamente per un altro mese. Niente marketing? Per quanto riguarda internet direi che Marina ha ragione, ma secondo me Einaudi ha sottovalutato l’importanza che può avere il web, mentre gli altri canali li conosce benissimo. Sui depliant pubblicitari di 3 catene di librerie – in ordine alfabetico Feltrinelli, Fnac e Mondadori – veniva segnalato il romanzo. Un caso che tutte e tre le catene abbiano deciso di promuovere proprio quel volume, o l’ufficio marketing di Einaudi ha suggerito di segnalarlo preferendolo ad altre opere? Inoltre nel negozio in cui lavoro più di una persona è arrivata con un ritaglio di giornale che parlava del romanzo. Una era un’immagine pubblicitaria, ma c’erano anche segnalazioni di uscita tipo le nostre. Perché i grossi quotidiani segnalano i libri di Einaudi e molto più raramente quelli dei piccoli editori? Forse perché sono bombardati da segnalazioni degli editori stessi e, visto che sono editori importanti e spesso pubblicano libri importanti tendono a prendere seriamente in considerazione ciò che gli segnalano? Se non c’è il tempo o lo spazio per segnalare tutti i libri che escono, si tendono a privilegiare quelli degli autori noti o, nel caso siano tutti esordienti, quelli pubblicati da editori noti. Quindi si fa l’articolo sul romanzo della Strazzulla e, solo se ci sono tempo e spazio si fa un analogo articolo su – per esempio – Antonia Romagnoli che è pubblicata da un editore più piccolo come L’Età dell’acquario. Nel nostro piccolo, anche noi riceviamo i comunicati stampa, e spesso li usiamo come base di partenza per le notizie librarie. In fondo contengono già una serie di dati che ci interessano: autore (con breve biografia), titolo, numero di pagine, prezzo, quarta di copertina. Poi integriamo, basandoci sulle nostre conoscenze e su ricerche in internet. Ma se qualcuno non avesse tempo di fare ricerche e integrare? O se il comunicato contenesse notizie errate e fosse davvero difficile fare una verifica in proposito? Einaudi ha presentato il secondo romanzo della Strazzulla dicendo che lei è la più giovane autrice fantasy italiana. Al di là del fatto che di questo m’importa ben poco, è una falsità. Mi importa poco perché quando leggo un libro mi interessa se è bello o no, non l’età dell’autore. Quella può interessare a un editore, per sapere se può investire su un giovane promettente che in futuro potrebbe scrivere dei bei libri, ma quando si pubblica bisogna già pensare che l’opera sia valida, non che la tizia ha talento e che in futuro forse scriverà qualcosa di valido. Qualche tempo fa ho scritto un articolo proprio parlando dei baby scrittori di fantasy: http://www.fantasymagazine.it/approfondimenti/10540/giovani-scrittori-crescono/. Nell’ordine citavo Paolini, Audley, Rizzo, Bujor, Banner, Guptara, Mazzuca, Strazzulla, Ghirardi, Mazzantini, Rosso. Ho letto un libro di 5 fra questi 11 autori, e non me ne è piaciuto nessuno, perciò elogiare l’età senza altre basi non mi fa il minimo effetto. Anzi, me lo fa: tende ad allontanarmi… Perché dico che non è vero che la Strazzulla è la più giovane autrice fantasy italiana? Perché è del 1990, e il suo primo romanzo è uscito la scorsa primavera. Ma lo scorso autunno è uscito il primo romanzo della Rosso, che è nata nel 1993. Direi che quest’ultima è più giovane. Della Strazzulla è appena uscito il secondo romanzo, della Rosso il secondo uscirà in autunno. Cambia qualcosa? Sì, questo semplice fatto prova che non sempre i comunicati stampa dicono la verità. Al di là del merito del libro, questo è un dato oggettivo ed è sbagliato. Se però un giornale non lo sa e lo riporta, scrive qualcosa di sbagliato. E se riporta anche frasi pubblicitarie come se fossero dati oggettivi? Secondo me gli eroi del crepuscolo è stato promosso da gente che non lo ha letto e che ha riproposto le dichiarazioni altisonanti dell’editore. Che l’editore magnifichi la sua opera è normale, la conseguenza però rischia di essere che se un adulto che non conosce il genere vuole fare un regalo a un ragazzo che ama la fantasy compri quel libro solo perché è stato ben promosso dall’editore e non per i suoi meriti. Promozione, fra l’altro, significa anche passaggi televisivi, giusto? Mio marito mi ha detto di aver sentito parlare della Strazzulla in uno dei TG nazionali, anche se non ricorda in quale. Tutte queste cose fanno aumentare le vendite, al di là dei meriti del libro. E prima ancora che il romanzo uscisse l’editore mi aveva spedito un bellissimo fascicoletto illustrato di 16 pagine che parlava dell’autrice e dei personaggi del romanzo, magnificando il talento della Strazzulla e parlando della bellezza e della forza innovatrice della storia. Il fascicoletto era in omaggio, e io l’ho esposto in reparto. In poco tempo tutte le copie sono state prese, quindi moltissime persone hanno potuto leggere l’elogio del libro ed esserne incuriosite prima ancora di vedere fisicamente il libro stesso. Tutto questo per dire che il libro è stato promosso, e che se ha venduto bene è anche merito di questa promozione. Quanto ai dati di vendita e alle riedizioni, ci si può benissimo giocare sopra. Diciamo che l’ipotetico editore “Sono furbo” ha venduto 200.000 copie del terzo libro della saga “Tutti amano il fantasy”. Di solito le saghe perdono lettori fra il primo e il secondo libro, perché molte persone comprano il libro e quando scoprono che non gli piace ormai è tardi, i soldi li hanno già spesi. Però non comprano il secondo. Se lo fanno di solito è perché la saga gli piace, e in questo caso arrivano fino in fondo. Quindi l’editore “Sono furbo” sa che, avendo venduto 200.000 copie del terzo libro, il quarto ne venderà almeno 180.000, di cui almeno due terzi nel primo mese. Se con questi dati fa una tiratura iniziale di 50.000 copie, un’altra dopo una settimana di 30.000, un’altra dopo altri 3 giorni di 20.000 e un’altra ancora dopo un’altra settimana di altre 20.000, su quest’ultima tiratura potrà scrivere “terza ristampa”. Ma non è stato un successo imprevedibile, è stato l’editore che ha giocato con i numeri per sbandierare la ristampa, e magari anche per dire “due edizioni in una settimana”. Cifre di vendita. Come fa l’editore a sapere quante copie ha venduto? Lui sa quante ne stampa, ma chi gli dice che sono state effettivamente vendute e che non siano invece impilate nei vari negozi a prendere polvere? Al di là di alcune librerie campione usate da società come Demoskopea, o da ibs che pubblica i suoi propri dati, cosa ha in mano di preciso l’editore? L’editore sa cosa stampa e cosa spedisce. Ora, se un libro viene continuamente rifornito dalle librerie è ovvio che abbia venduto. Nessuno fa rifornimento di roba che non vende. Ma se il rifornimento non c’è, l’editore come può dire se le copie sono state vendute oppure no? Dei dati abbastanza precisi li ha a distanza di parecchio tempo, diciamo un anno, quando vede se il libro gli torna indietro in resa oppure no. Prima, sono solo ipotesi o proiezioni di mercato fatte da apposite società. Quanto ha venduto la Strazzulla? Non lo so, non lavoro in Einaudi. So di non averla mai rifornita, anzi, di aver reso dopo parecchi mesi circa un terzo delle copie che mi erano arrivate. Poi, quest’anno, quando io ero già in maternità, i miei colleghi hanno fatto un piccolo rifornimento in occasione della nuova campagna Stile libero. Si può parlare di successo al di là di ogni aspettativa? Dipende cosa si aspettavano in casa editrice. Se volevano trovare la nuova Licia Troisi hanno fallito, la Troisi vende decisamente molto di più della Strazzulla. Se volevano vendere abbastanza bene un libro pagato poco (perché dubito che a una giovane esordiente abbiano dato molti soldi in termine di diritti d’autore) probabilmente è stata un’operazione commercialmente riuscita, anche se bisogna vedere quanto hanno speso in promozione. 40.000 copie? A me la cifra sembra alta, e sospetto che ci sia ancora qualcosa che debba tornargli indietro in resa, però non è un dato impossibile. Certo, a vederlo dà un po’ fastidio l’idea che un prodotto tutto sommato mediocre possa raggiungere queste cifre grazie al marchio che lo spinge mentre opere molto più valide vendono molto meno perché chi le pubblica non ha le basi economiche per fare un’adeguata promozione. Però se vogliamo davvero sapere se la Strazzulla ha fatto successo dobbiamo guardare i dati di vendita del nuovo libro. Come già detto, se il primo non è piaciuto difficilmente il secondo venderà. Chiudo qui, ho già scritto un testo lunghissimo e davvero non ricordo se ho risposto a tutti i vostri dubbi. Ma, come già detto, ultimamente il mio tempo è davvero limitato e non riesco né a leggere tutto ciò che avete scritto né a rispondere quanto vorrei.
» postato da Martina alle 11:20 del 21-07-2009
198 Marty, intanto grazie del postone. Interessantissimo
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Niente marketing? Per quanto riguarda internet direi che Marina ha ragione, ma secondo me Einaudi ha sottovalutato l’importanza che può avere il web, mentre gli altri canali li conosce benissimo.»
nulla da eccepire infatti sui canali tradizionali, lì ha fatto una signora promozione. E' appunto ilw eb che non conosce e nonsa minimamente usare
« questo semplice fatto prova che non sempre i comunicati stampa dicono la verità.»
e questo si sapeva, spesso più che comunicati stampa sono puri e semplici 'boast'
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Al di là del merito del libro, questo è un dato oggettivo ed è sbagliato. Se però un giornale non lo sa e lo riporta, scrive qualcosa di sbagliato. E se riporta anche frasi pubblicitarie come se fossero dati oggettivi?
Secondo me gli eroi del crepuscolo è stato promosso da gente che non lo ha letto e che ha riproposto le dichiarazioni altisonanti dell’editore.»
infatti può capitare, quello che Imo è fondamentale è capire se il elttore prende davvero ancora per oro colato un giornale
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Che l’editore magnifichi la sua opera è normale, la conseguenza però rischia di essere che se un adulto che non conosce il genere vuole fare un regalo a un ragazzo che ama la fantasy compri quel libro solo perché è stato ben promosso dall’editore e non per i suoi meriti.»
ma poi paga lo scotto cmq al libro successivo
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Si può parlare di successo al di là di ogni aspettativa? Dipende cosa si aspettavano in casa editrice. Se volevano trovare la nuova Licia Troisi hanno fallito, la Troisi vende decisamente molto di più della Strazzulla. »
beh ma la Troisi ormai ha il nome e tot pubblicazioni alle spalle. Il raffronto al limite può essere fatto sull'andamento dei rispettivi esordi, quindi Eroi v. Nihal
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Però se vogliamo davvero sapere se la Strazzulla ha fatto successo dobbiamo guardare i dati di vendita del nuovo libro. Come già detto, se il primo non è piaciuto difficilmente il secondo venderà.
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la famosa prova del 9 ![]()
» postato da Marina alle 12:18 del 21-07-2009
199 «... Però se vogliamo davvero sapere se la Strazzulla ha fatto successo dobbiamo guardare i dati di vendita del nuovo libro. Come già detto, se il primo non è piaciuto difficilmente il secondo venderà...» Spero che questi dati saranno disponibili, perchè a quanto pare è proprio qui il problema, l'affidabilità delle cifre. Certo che se dopo il secondo la nostra sparisce, allora sapremo che qualcosa non è andato per il verso giusto.
» postato da Albacube alle 12:24 del 21-07-2009
200 «la Troisi ormai ha il nome e tot pubblicazioni alle spalle. Il raffronto al limite può essere fatto sull'andamento dei rispettivi esordi, quindi Eroi v. Nihal » Esperienza personale: in partenza avevo più copie di Nihal di quante ne avessi degli eroi. Mai reso la Troisi, con la Strazzulla l'ho fatto. Anche sull'esordio, Licia batte Chiara 4-0.
» postato da Martina alle 12:55 del 21-07-2009
201 ««la Troisi ormai ha il nome e tot pubblicazioni alle spalle. Il raffronto al limite può essere fatto sull'andamento dei rispettivi esordi, quindi Eroi v. Nihal » Esperienza personale: in partenza avevo più copie di Nihal di quante ne avessi degli eroi. Mai reso la Troisi, con la Strazzulla l'ho fatto. Anche sull'esordio, Licia batte Chiara 4-0.» ok, allora ti dò atto.
» postato da Marina alle 13:10 del 21-07-2009
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102 «Però io aggiungerei un dettaglio a quanto sin qui esposto riguardo i dati di vendita. Quando si parla di romanzi d'esordio, il numero di copie vendute non è sinonimo di apprezzamento dell'autore da parte dei lettori (e sottolineo che non sto parlando di qualità della prosa). In un'opera d'esordio giocano tre fattori fondamentali: la fortuna, il passaparola o una campagna di mercato pressante (fattori che possono presentarsi sia in singolo sia in gruppi):» Dissento leggermente: non è sinonimo, ma l'apprezzamento incide, imho: è da questo che nasce il passaparola. E il battage pubblicitario è molto, ma non tutto.
» postato da Kinzica alle 19:14 del 04-07-2009