I mille volti della Luna

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Presente in moltissimi ambiti diversi come quello alchemico, in cui è connessa con l’argento, quello astrologico, dove è associata al segno del cancro, e nei complessi megalitici, progettati per fungere da “osservatori astronomici”, la Luna ha lasciato profonde tracce anche nella letteratura.

 

Una passeggiata sulla Luna

Già nel II secolo d.C. lo scrittore greco Luciano di Samosata nella sua Storia vera narrava di un involontario viaggio sulla Luna causato da un fortissimo tifone. Nonostante l’adozione di uno stile storiografico, come se si trattasse di un viaggio reale, Luciano narra chiaramente un’avventura fantastica. Il nostro satellite in questo caso non era più visto come una divinità, ma come un pianeta simile alla Terra e sul quale un giorno l’uomo sarebbe potuto arrivare.

 

Fra i viaggi fantastici ricordiamo anche quello di Astolfo che, nell’Orlando Furioso, sale sulla Luna passando attraverso il paradiso terrestre e vi trova tutto ciò che si perde sulla Terra. Fra gli altri oggetti ci sono anche ampolle contenenti il senno perduto. Dopo avergli fatto prendere le due contenenti il proprio e quello di Orlando, Ariosto riporta il suo personaggio in Africa grazie al carro del profeta Elia.

 

Per vedere un metodi di viaggio un po’ più “scientifico” bisognerà aspettare ancora più di un secolo, fino al 1657, quando sarà pubblicato il romanzo di Cyrano di Bergerac L'altro mondo ovvero Gli stati e gli imperi della luna. In quest’opera, abbandonando il ricorso alle forze della natura o il percorrere sentieri insoliti, il protagonista si serve di un razzo fatto con fuochi artificiali.

 

 

Le opere che in qualche modo hanno narrato di un viaggio sulla Luna o della sua colonizzazione sono talmente numerose che è abbastanza difficile citarle tutte. Non si possono non nominare, però, due dei padri della fantascienza moderna.

 

Fra gli oltre 60 volumi d’avventura ispirati al contemporaneo progresso scientifico scritti da Jules Verne tra la seconda metà del XIX secolo e i primi anni del XX, si trovano anche Dalla Terra alla Luna del 1865, e Intorno alla Luna del 1870.

 

Del 1901 è invece I primi uomini sulla Luna di H.G. Wells.

 

 

Dopo il viaggio dell’Apollo 11, che ha trasformato uno dei sogni del genere umano in realtà, le opere dedicate al nostro satellite sono diminuite e gli autori hanno preferito ambientare le loro storie in mondi più lontani.

 

La possibilità di studiare la Luna in maniera scientifica ha fatto spostare la fantasia su altri soggetti, anche se l’astro non è mai totalmente scomparso dal nostro immaginario, continuando a trovare spazio nella narrativa come nella cinematografia, nei fumetti come nei videogiochi.

 

Anche se la fantascienza è il genere che, per sua stessa natura, se ne è occupato maggiormente, non sono mancati gli autori fantasy che nelle loro opere hanno riservato alla Luna un certo spazio. Vediamo quindi alcune opere che in vario modo ne parlano, a partire dalla sua creazione.

 

Lune fantastiche

 

 

“Isil il chiarore, così in antico i Vanyar chiamarono la Luna, fiore di Telperion sbocciato in Valinor; e il Sole lo denominarono Anar, il Fuoco Dorato, frutto di Laurelin”[1] si legge nelle pagine de Il Silmarillion, l’opera per la quale J.R.R Tolkien ha lavorato più a lungo, e nella quale narrava la storia del mondo dalla sua creazione fino al termine della Terza Era.

 

E, come nella biblica Genesi, alla quale in alcuni elementi l’opera del professore di Oxford può essere accostata, alcune righe sono dedicate proprio alla creazione degli astri.

 

 

“Ma i Noldor” prosegue Tolkien “li indicavano anche come Rána, il Caparbio, e Vása, il Cuore di Fuoco che ridesta e consuma, ché il Sole è stato posto come segno del sorgere degli Uomini e del declino degli Elfi, laddove la Luna ne serba memoria.

 

La fanciulla che i Valar scelsero di tra i Maiar per guidare il vascello del Sole era chiamata Arien, e Tilion era colui che guidava l’isola della Luna.”

 

Come nella mitologia norrena che Tolkien conosceva così bene, alla Luna è accostata una figura maschile. È anche interessante notare che gli elfi la prediligano rispetto al sole, perché in loro onore fu creata per prima, così come loro sono i figli primogeniti di Ilúvatar.

 

 

[…] “Tilion però era un cacciatore della schiera di Oromë e, portandosi in Lórien, giaceva sognante presso gli stagni di Estë”

 

[…] Isil venne fabbricato e approntato per primo, e per primo si levò nel reame delle stelle, e fu il più anziano dei nuovi luminari, come Telperion lo era stato degli alberi. Ed ecco che, per un certo tempo, il mondo ebbe la luce della Luna, e molte cose si sommossero e risvegliarono, che a lungo avevano atteso nel sonno di Yavanna. I servi di Morgoth rimasero sbigottiti, ma gli Elfi delle Terre Esterne levarono all’insù sguardi felici; e mentre la Luna si alzava vincendo la tenebra in occidente, Fingolfin fece dar fiato alle sue trombe d’argento e iniziò la marcia nella Terra-di-mezzo, e le ombre dei suoi seguaci si allungavano nere loro dinanzi.

 

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Autore: Martina Frammartino - Data: 20 luglio 2009

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