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Neil Gaiman e l'horror per bambini

Neil Gaiman
Una scelta controcorrente se si pensa che il miglior modo per conquistare un pubblico affezionato è creare un prodotto che piace e riproporlo all'infinito. La serialità paga sicuramente nella letteratura di genere, vedasi le sage di Martin, Eddings, Goodkind, Troisi — nel fantasy — Laurell K. Hamilton, Anne Rice e Charlaine Harris — nell'horror — e Ian Banks, Orson Scott Card e Lois McMasters Bujold nella fantascienza. E l'elenco potrebbe continuare. Non è neppure un discorso di qualità, perché alcuni di questi autori sono grandi scrittori a prescindere dai confini del genere, gente che sa scrivere. E' una questione di necessità, l'intima necessità di un autore di spaziare in tutti i campi per cui ha interesse, di essere camaleontico senza mai tradire la propria natura. Una conseguenza è che i lettori di Gaiman sono camaleontici quanto lui, per stare dietro alle sue opere, e come lui saltano da un genere all'altro. Lo scrittore li definisce "bipedi".
Secondo l'autore di fumetti Alan Moore l'aspetto migliore della scrittura di Gaiman è la capacità di contrapporre personaggi e situazioni del nostro quotidiano a quelli di mondi fantastici, mistici e misteriosi. Uno degli esempi migliori di questa contrapposizione tra mondi si trova in Coraline, che gli è valso numerosi premi — tra cui la Newbery Medal 2009, uno dei maggiori riconoscimenti nell'editoria per l'infanzia — ed è stato al primo posto nella classifica di vendite del New York Times per diciotto settimane.
Coraline è una bambina che vive con genitori distratti in una grande casa. Un giorno, dietro una porta murata, Coraline scopre il passaggio verso un'altra casa come la sua e una mamma simile alla sua ma con la pelle bianca come la carta, lunghe unghie ricurve e, al posto degli occhi, bottoni neri. L'altra madre affascina Coraline con giocattoli magici e cibo delizioso, ma ha uno scopo nascosto. Non rivelerò in dettaglio il finale, ma basti dire che nelle storie di Gaiman l'orrore è addomesticato e famigliare, un incontrollabile giro sulle montagne russe che si conclude sempre con il ritorno all'ordine. E' attorno a questo ritorno all'ordine dopo il terrore che Gaiman costruisce il senso dei suoi racconti più inquietanti: il bambino protagonista — e quello che legge — si sente meno vulnerabile e meno indifeso di fronte alle cose che si nascondono nel buio e nella sua immaginazione. Dopo l'orrore Coraline si accorge che la scuola non le fa più paura, e il Figlio del Cimitero scopre la propria forza.

Coraline
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Commenti
2 Il pezzo del The New Yorker è molto interessante già per la prospettiva con cui guarda al lavoro di Gaiman, ovvero come a una rilettura autonoma e in chiave contemporanea di un certo tipo di storie di paura (non necessariamente favole) per i bambini d'epoca vittoriana. Infatti il discorso ruota attorno al racconto di Lucy Clifford che ha ispirato Coraline.
Per chi è interessato all'articolo: http://www.newyorker.com/reporting/2010/01/25/100125fa_fact_goodyear
C'è molto di vero. Personalmente credo che nessuno riesca a scrivere storie per bambini come gli inglesi.
«come approfondimento sul perchè si può scrivere horror mi aspettavo invece qualcosa di più»
Accetto la critica, ma nell'articolo non parlavo dello "scrivere horror", ma dell'horror secondo Neil Gaiman; una prospettiva precisa e un singolo autore. E' da quest'ottica che parte il discorso sul ritorno all'ordine e sull'affinità con King.
L'horror per l'infanzia in generale meriterebbe un approfondimento ad ampio spettro, ma in quel caso partirei dagli autori che hanno fatto scuola, Roal Dahl su tutti. Senza dimenticare Astrid Lindgren, che meriterebbe di essere riscoperta per le sue storie più sorprendenti e non solo per Pippi Calzelunghe.
Mi piacerebbe lavorarci. In futuro, chissà.
Chiara
» postato da Clare alle 22:44 del 16-02-2010
3 «Mi piacerebbe lavorarci. In futuro, chissà.
»
E sicuramente ne uscirebbe un bell'approfondimeto
Grazie per la risposta Chiara.
Quando ho letto l'introduzione di Emanuele mi ero aspettata un'intervista a Neil sul tema, da qui la mia parziale delusione. Prima o poi qualcuno di FM ci riuscirà! ![]()
» postato da Melian alle 12:12 del 17-02-2010
4 «
Prima o poi qualcuno di FM ci riuscirà!
»
Dovrà fare i conti con Amanda, prima. E' la legge.
» postato da Coram85 alle 12:22 del 17-02-2010
Puoi continuare la discussione sul forum


1 L'articolo è interessante, soprattutto per coloro che non conoscono poco l'inglese e non possono leggersi il lunghissimo articolo dedicato a Gaiman su The New Yorker: come approfondimento sul perchè si può scrivere horror mi aspettavo invece qualcosa di più. Questione di aspettative, niente di grave
» postato da Melian alle 19:05 del 16-02-2010