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La corona di Ferro (Alessandro Blasetti, 1941)

Rivisto oggi, La corona di ferro può apparire un curioso, tenero, a volte inconsciamente umoristico incrocio tra Ludovico Ariosto e Sem Benelli con un tocco di demagogia ed echi sconcertanti dei film di Tarzan celebri allora, eppure il film rappresenta ancora un esempio di velleità Hollywoodiane e mantiene intatto quel leggero sentore di "opposizione" (assai blanda ma, a quanto pare, consentita ad alcuni autori) che fece molto più scalpore di quanto effettivamente non meritasse.

Del film si era fatto comunque un gran parlare fin dall'inizio, quando era trapelata la notizia che i soli costi di pre produzione — come si direbbe oggi — ammontavano alla cifra astronomica di 20.000 lire, sia pure affidate alle mani di un regista ancora giovane ma già capace, uno dei pochi che sapessero conciliare i gusti di critica e pubblico.

I più esperti ricorderanno certo che sua era stata anche la regia del leggendario, divertentissimo Nerone con Ettore Petrolini, dimostrazione che, a quanto sembra, un leggero, elegante e spiritoso 'ius Murmurandi' poteva essere non solo tollerato ma addirittura accettato (pare che addirittura Mussolini lo amasse molto, il che è tutto dire).
Oltretutto, il successo inatteso di un film come 1860, sulla spedizione dei Mille, emozionante nella sua semplicità, facevano di Blasetti un regista indiscutibile.
Restando nell'ambito dei film in costume, l'anno dopo la corona di ferro il regista turbò i sogni di molti adolescenti, e non solo, mostrando lo 'scandalosissimo' seno nudo di Clara Calamai nel celeberrimo La cena delle beffe, tratto dal dramma omonimo del già citato Sem Benelli.

L'esordiente Girotti rischiò un'inattesa carriera americana proprio come sosia di Tarzan, ma fortunatamente la proposta, a causa del conflitto mondiale, naufragò e l'attore divenne una delle icone dell'immediato dopoguerra, indimenticabile protagonista, fra gli altri, di Ossessione, diretto dal maestro Luchino Visconti, quasi un'anteprima del Neorealismo, lontano anni luce da Telefoni Bianchi e 'cartoline Hollywoodiane', per nobili che ne fossero le intenzioni.
Non manca nemmeno un curioso, divertente, quasi malinconico cameo del Gigante Buono, il pugile Primo Carnera, in una delle sue rare apparizioni, forse la più nobile.

Il film rappresenta comunque per Blasetti, a mio parere e più ancora di La cena delle beffe, l'apice e insieme il tramonto delle velleità fantastiche o comunque fantasiose; quando tornerà brevemente al genere nel 1949, con l'insopportabile Fabiola (quasi un antenato di Quo Vadis? e polpettoni simil — storici consimili), dimostrerà pochissima convinzione.
La corona di Ferro, come gli altri film da me citati, serve soltanto a dimostrare che sarebbe stato possibile creare, coraggiosamente, una buona piattaforma italiana per film fantastici di qualità non inferiore a quella straniera senza dover necessariamente ricorrere alle pallide imitazioni di dubbio gusto di cui ho parlato in altre occasioni.
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Commenti
2 Ecco un altro film da cercare negli abissi della mediateca della mia facoltà...
E complimenti a Massimo, sempre preciso e interessante... ![]()
» postato da Diable Noire alle 16:30 del 23-10-2006
3 Messo nei desiderata.
Qualcuno sa dirmi per caso se (e dove) è recuperabile a Milano?
» postato da Misericordia alle 18:17 del 23-10-2006
4 uscito in dvd mi pare nel 2002, ovviamente andato subito esaurito e fuori catalogo, titolo piuttosto ostico da trovare anche sul web.....io stesso riuscì a vederlo solo grazie ad un fortunato recupero su vhs fatta da un amico....
» postato da Theonlyandtheone alle 18:31 del 23-10-2006
5 «ad un fortunato recupero su vhs fatta da un amico....»
RaiUno, d'estate, circa dieci anni fa?
... ![]()
» postato da pick alle 18:50 del 23-10-2006
6 era sicuro Rai, per cui... ![]()
» postato da Theonlyandtheone alle 20:18 del 23-10-2006
7 Sono una delle poche fortunate che posside il film in vhs? Pare di sì. Mi è piciuta molto la recensione. Calzante. Desidero solo sottolineare la presenza di Rina Morelli, che fila il destino degli uomini in maniera del tutto insolita, dal momento che interviene nella vicenda fornendo chiavi, avvertimenti e buoni consigli. Qualche mese fa mio figlio (otto anni) ha trovato la cassetta e, incuriosito dal titolo e dalla copertina, l'ha guardata. Catturato dalle immagini e dalle atmosfere, solo alla fine si è reso conto che si trattava di un film in bianco e nero. Ho sorriso. Il frutto non cade lontano dall'albero. In fondo io, classe 1960, ho sempre visto cartoni animati e film a colori, anche quando la tv a colori non c'era proprio...
» postato da Fabi alle 10:38 del 27-10-2006
8 Effettivamente sì, sono presenti Rina Morelli e Paolo Stoppa, anche se in ruoli più ridotti rispetto ad altre produzioni di Blasetti (trovo sempre divertentissima l'interpretazione della Morelli nel citato Un'avventura di Salvator Rosa). Tra l'altro Stoppa, proprio nel 1941, ricoprì anche il ruolo del celeberrimo protagonista in un film fantastico "inconsueto", un'altra "superproduzione" dimenticata, a dimostrarne la poliedricità artistica. Otto anni?
L'età che avevo io quando, nei primi anni '60, vidi per la prima volta La corona di ferro. I miei non mi fecero vedere (altri tempi...) La cena delle beffe, anche se la versione trasmessa allora fu, ovviamente, censurata.
Ho sempre pensato, tra l'altro, che la definizione, un po' cattivella, di "D'Annunzio dei poveri" stia stretta a Sem Benelli, che forse meriterebbe una riscoperta.
» postato da pick alle 11:43 del 27-10-2006
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1 ed eccoci di nuovo al solito commento entusiasta da parte mia, ormai zio Pick sta diventando un'abitudine....l'articolo risulta infatti a mio modo di vedere interessantissimo e di indubbio valore poichè pone in luce una parentesi del cinema nostrano che mi sembra giusto recuperare.... il fanatico di Cervi che c'è in me, mi ha dato infatti modo, diversi anni fa, di recuperare e vedere il suddetto film..... che dire per quel che ricordo sono d'accordo quasi sulla totalità dell'articolo, specie per quanto riguarda gli evidenti limvitivi narrativi della vicenda (curioso ma prevedibile il giudizio di Goebbels), mentre al tempo non trovai Cervi particolarmente eccessivo, ovvero forse si....ma comunque una spanna sopra tutti...
» postato da Theonlyandtheone alle 09:15 del 23-10-2006