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La Quintessenza di Darkover
6. Il Futuro di Darkover

Marion Zimmer Bradley
Per rispondere a queste ultime domande, non ci resta altro d fare che spingerci fino alle origini di questo particolare e affascinante genere letterario, ma col solo intrigante proposito di scorgerne il futuro. Capiremo, forse, perché Darkover è ritenuta la massima espressione della science-fantasy.
Le Origini della Science-Fantasy
Un definizione unanime di che cosa sia science-fantasy non esiste: ed è poco chiaro, anche al giorno d’oggi, cosa può essere ritenuto science-fantasy, e cosa fantascienza o fantasy pura nel vasto regno della letteratura fantastica. Le fonti tuttavia non mancano per poter ricostruire a grandi linee una definizione la più calzante possibile. Secondo vari critici, dunque, science-fantasy è «quel genere letterario che riesce abilmente a mixare elementi base della fantascienza e della fantasy.» Ancora, per distingue questo categoria dello scrivere da certa fantascienza per così dire non proprio “canonica”, si può aggiungere che «la fantascienza rende l’improbabile possibile, mentre la science-fantasy rende l’impossibile probabile e plausibile.»
Tutto ciò a significare che la fantascienza descrive cose improbabili che potrebbero avvenire in determinate circostanze, mentre la science-fantasy dà un senso di realismo a cose che

Guerriero Drakovano
Descrivere, dunque, una tecnologia sconosciuta (o una realtà sconosciuta, e improbabile, quasi magica), non è una caratteristica che rende valida la definizione di romanzo appartenente al genere science-fantasy. E dunque pare più che ovvio che anche le definizioni sopra citate lascino purtroppo il tempo che trovano. Allora che cos’è la science-fantasy? Come possiamo riconoscere questo genere letterario? Un buon spunto di partenza, da tenere presente per una prossima definizione di science-fantasy, è quello che ci è dato da Arthur C. Clark il quale affermò che «tutta la tecnologia sufficientemente avanzata è indistinguibile dalla magia,» e noi già sappiamo come la science-fantasy si basi su entrambe: scienza e magia. Dunque, questo genere particolare nasce da una sottile (e oltremodo sapiente) combinazione di tecnologia e magia, termini che a dir poco discordando tra loro, ma che qui trovano un loro perché e un loro essere, fondendosi assieme con sapienza estrema.

Una delle prime Convention Americane di Fantascienza e Fantasy, sul finire degli anni '60. Da sinistra: Hal Clement, Anne McCaffrey e Marion Zimmer Bradley
L’Adamo e l’Eva della Science-Fantasy
E’ curioso come la science-fantasy, quella vera, quella che è stata indagata a fondo e a lungo (e con giudizio), sia a opera di due eccellenti firme del mondo letterario fantastico che non solo collaboravano assieme, ma che erano anche marito e moglie (un po’ l’Adamo e l’Eva del genere, sposati dal 1940, e i capostipiti di un nuovo modello letterario), parliamo di Henry Kuttner (1914 — 1958) e C.L. Moore (1911 — 1987), che furono i primi a seguire con

C.L. Moore e Henry Kuttner
C’è da dire, a questo punto, che non a caso Marion Zimmer Bradley è massima espressione della science-fantasy, visto che si ispirò sempre a questo modello letterario e soprattutto a questa coppia di autori, recensendo entusiasticamente anche quello che è uno dei romanzi capostipiti (se non proprio il primo mai scritto) di questo genere allora agli esordi: The Dark World di Henry Kuttner (volume steso in collaborazione con la Moore, anche se non viene citata in copertina, e pubblicato nel 1946), che così venne definito dall’autrice del Ciclo di Darkover: «considero il lavoro di
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Commenti
2 Ciao Michela!
sono l'autore degli articoli, e ti ringrazio per i complimenti!
Che dire, inizio dalla domanda che campeggia nell'oggetto: passato o futuro? Diciamo che il titolo dell'approfondimento l'ho studiato apposta perchè fosse un "evidente" controsenso. Mi spiego. Darkover è nato (si è sviluppato) nel passato (anche piuttosto lontano, oramai), si basa su opere letterarie del passato, ma parla del futuro, ed è un ciclo che ancora oggi non vede la parola fine spiccare tra le sue tante pagine: si protende nel futuro...
Insomma, ho giocato un po' con questa idea di passato che pensa al futuro, a MZB che si ispiarava (dichiaratamente) alla Moore e a Kuttner, grandi autori degli anni '30 e '40, e come dico nell'approfondimento: ci si immerge nel passato, ma solo per intravvedere il futuro (contorto, eh?
:"> ).
Ok, andiamo col resto, mi chiedi di La Caduta di Neskaya, e io ti dico: ci vuole pazienza.
Se cerchi bene su FantasyMagazine, troverai altri miei articoli dove parlo dei prossimi libri di Darkover, dell'autrice che li sta concludendo, e di cosa dobbiamo aspettarci prossimamente.
Credo di aver risposto a tutto, e mi fa piacere vedere che qualche Darkovano e qualche Darkovana ogni tanto risalta fuori...
Ciao
Luca
» postato da Edwin di Wytryn alle 21:03 del 08-11-2006
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1 complimenti per gli articoli, ma nell'ultimo più che di futuro si parla di passato. eppure un futuro in qualche modo già c'è, se la longanesi si decide a fare quello che una casa editrice dovrebbe fare: pubblicare. che io sappia l'ultima trilogia che comincia con the fall of neskaya è già pronta o quasi. mi pare che gli acquirenti ci siano, visto che in edizione tea si continua a ristampare... e mi sa che non è nemmeno finita lì. non sono aggiornata all'ultimo anno, ma l'anno scorso si parlava di qualcos'altro già in cantiere, dagli appunti di mzb. In ogni caso ra la sua sconfinata produzione c'è ancora tanto da pubblicare in italia, forse non è darkover, ma è sempre mzb e il suo stile inconfondibile fa dimenticare anche darkover. Anche fermandosi solo alla fantasy "pura" (chiamiamola così) mancan di sicuro "tiger burning bright" e i due "glenraven". Allegri quindi! Se Longanesi permette....
» postato da michela leo alle 17:15 del 08-11-2006