Guerra termonucleareglobale in salsa fantasy

Un commento agli ultimi dibattiti che hanno infiammato la rete a proposito di questo genere narrativo

Antefatto: su Tuttolibri del 21 giugno scorso appare un articolo intitolato Morir giovani e forti di rosa e fantasy a firma di Giorgia Grilli, studiosa e docente di letteratura sull’infanzia. In esso l'autrice si lancia indignata contro il recente babyboom editoriale (per i dettagli e una disamina lucida in campo fantasy si veda l’articolo del nostro Luca Azzolini  -www.fantasymagazine.it/notizie/9089).

 

La signora Grilli, senza peraltro distinguere fra i generi e titoli citati, si scaglia urbi et orbi, con toni alquanto veementi, contro editori e genitori promotori di tale scempio. Per i titoli del fantasy vengono tirati in ballo Bryan di Boscoquieto di Federico Ghirardi (anni 17 anni), edito dalla Newton & Compton; Gli eroi del crepuscolo di Chiara Strazzulla (anni 17) edito da Einaudi; e infine, tanto per far vedere che non se ne fa una questione campanilista (ma è davvero così quando tutti gli altri autori citati, compresi quelli rosa, sono nostri connazionali?), I Regni di Calaspia dei gemelli indiani Suresh e Jyoti Guptara (anni 15 all’epoca della prima stesura), edito da Mondadori.

 

Lo scempio di cui sopra, si badi bene, non è riferito tanto alla qualità degli autori citati, su cui sarebbe legittimo voler aprire un dibattito, quanto sulla natura di tale operazione.

La signora Grilli scantona infatti il primo discorso con una superficiale manovra generica e generalista: “Non dirò niente dei libri dei singoli libri dei giovanissimi autori che per studiare questo fenomeno mi sono doverosamente e faticosamente letta, affrontando le banalità del più deprimente rosa da un lato e la mole gratuitamente enorme del più trito fantasy dall’altro, i due generi più battuti in questa sezione di scrittura giovanile messa a punto con la speranza o l’intenzione di pubblicare […]. Non dirò nulla di questi libri perché appunto sono libri ‘falsi’, costruiti a tavolino, creati per far colpo non in quanto libri ma in quanto libri di ragazzini”.

 

L’assolutismo di certe affermazioni, non supportate da alcuna motivazione, ci fornisce già un indizio sul luogo da cui ci sta parlando l’autrice dell’articolo: un piedistallo. Restate sintonizzati e presto scoprirete anche da quale epoca ci sta trasmettendo la illustre accademica. Anticiperemo solo che la parafrasata allusione alla Spigolatrice di Sapri usata per il titolo del suo pezzo è già un indizio che permette di capire molte cose...

 

Al contrario, quando si tratta di sviscerare il secondo aspetto, l’autrice preme l’acceleratore e allora l’operazione babyboom, da (anche solo legittimamente potenziale) sospetta operazione commerciale, diventa addirittura un crimine contro minori inconsapevoli: “C’è qualcosa di immorale” — tuona l’accademica — “di al limite del legale nello sfruttare minorenni […] appunto per lo scalpore che uscita la loro età”.

 

Il passaggio ‘logico’ diventa qui evidentemente maldestro e il fenomeno ne risulta volutamente ingigantito. Che gli editori debbano dare un colpo al cerchio della qualità e uno alla botte del mercato — inventandosi tutte le possibile strategie — è una realtà con cui fare necessariamente i conti, e solo chi non si è mai confrontato col mondo imprenditoriale può assumere una posizione assolutisticamente purista. I titoli più easy sono quelli che servono a finanziare quelli di maggior spessore/rischiosità e una casa editrice deve dividersi in questo eterno balletto, volente o nolente. Ma da qui ad affermare che un giovane autore spacciato per fresca innovazione equivalga allo sfruttamento di minori è operazione che, se non fosse greve di pesanti sottintesi, sarebbe semplicemente risibile. I sottintesi poi, a ben guardare, non sono neppure tali, perché la signora Grilli non lesina di scendere in dettaglio, precisando che "quando tutta la rassegna stampa, la campagna promozionale, il materiale informativo di anticipazione di un libro si incentra sulla giovanissima età dell'autore, è fin troppo ovvio dedurre che il libro non abbia poi molto di interessante o di memorabile in sé, per quelle che sono le sue qualità intrinseche, e quello che si sta cercando di vendere, all'impietoso mercato delle novità, è carne fresca, quella che oggi evidentemente meglio rende".

 

FantasyMagazine, come tutte le testate, ha ricevuto il materiale di cui sopra relativo ad almeno due dei titoli fantasy presi in esame dalla signora Grilli. E, a differenza di quest'ultima, ha avuto l'impressione che gli accenti si posassero egualmente sulla giovane età degli autori ma anche sugli aspetti intrinseci delle rispettive opere. Dunque i casi sono due: o la signora ha visionato materiale diverso, oppure si è volutamente concentrata solo su un aspetto, ma presentarlo al pubblico come l'unico esistente in quel materiale è operazione artificiosa e spuria. A favorire quest'ultima impressione è anche la menzione della rassegna stampa: a meno di sottintendere che tutti i giornali scrivano sotto dettatura dell'editore, ci sembra infatti difficile capire come gli estratti presi dalle varie testate possano essere ricompresi nel tradizionale kit promozionale pre-lancio che viene assemblato dagi uffici stampa.

 

pagina 1 di 7 - continua
Autore: Marina Lenti - Data: 8 luglio 2008

Vota questo articolo

Voti dei lettori

27 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Marina, sono assolutamente d'accordo con quanto hai scritto nell'articolo. A partire dal titolo (fantastico!) fino all'ultimo punto. Per quanto riguarda questo cosiddetto baby-boom, io sono convinto che la cosa fondamentale da fare sia non criticare aprioristicamente o - ancora peggio - pregiudizialmente, ma leggere. E poi esprimere la propria opinione, tenendo conto di un aspetto fondamentale, però: la cognizione di causa. Chi scrive simili articoli "scandalosi", ben più del fenomeno che vorrebbero denunciare, conosce anche il resto della narrativa fantasy? Ne dubito fortemente perché pare non ci si accorga delle differenze che stanno nascendo nel cuore del fantasy italiano. Il mio sospetto è che in articoli come quello della Grilli si nasconda una preclusione ideologica o, ancora peggio, un'abitudine che ostina il critico medio italiano su posizioni di chiusura verso la novità. Tutto ciò che è cambiamento - e la pubblicazione di fantasy da parte di tre diciassettenni è un fatto nuovo, per lo meno in Italia! - è avversato. Non si guarda alla bontà del fatto o ai suoi aspetti positivi, ma lo si deve avversare a tutti i costi! Io in questo ci vedo una volontà veramente maligna... Per poi passare ai blog dei tanti adolescenti (adolescenti dentro eh, mica fuori!) che esalano il proprio sfogo volendolo passare per recensione... Insomma, di questo fenomeno frutto del trash televisivo di recente imposizione credo sia meglio non parlarne proprio. Quando mai si è affrontato seriamente il problema adolescenziale della necessità di buttar fuori la propria veemenza giovanile se non in manuali di psicologia dell'età evolutiva? Fabrizio (in Guardia)

» postato da guardia alle 11:46 del 09-07-2008

2 Belllissimo articolo Marina (essendo a casa ho potuto leggere le 7 pagine :wink: ) Al di là di quello che penso sui babyscrittori, tirare fuori un argomento serio e importante come lo sfruttamento minorile è davvero fuori luogo. Concordo con Guardia su un mascherato, ma nemmeno tanto, pregiudizio ideologico, contro la letteratura fantasy, sempre ritenuta di serie B ed ora particolarmente in voga, scritta da adolescenti per adolescenti. L'unica speranza che ho è che questi ragazzini non vengano prima esaltati e poi bruciati come meteore, ma che se veramente c'è del talento e le case editrici credono in loro li aiutano a maturare e crescere come scrittori. Ma sicuramente non vedo alcun sfruttamento. Per quanto riguarda quelli che vivisezionano i romanzi con i loro "io l'avrei scritto così": be' su alcune cose hanno ragione, sopratutto quando si parla di correttezza grammaticale, ma su molte tipo uso delle armi, dimensioni delle bestie o parole da usare mi sembra quasi che abbiano mandato in vacanza la sospensione di credulità pur definendosi "appassionati di fantasy".

» postato da Melian alle 12:32 del 09-07-2008

3 Intanto grazie per esservi sciroppati un articolo così lungo :shock: :D Guardia, per quanto riguarda la Grilli non so quanti anni abbia da quel che scrive non gliene darei meno di 70. Se poi è più giovane, lo è anagraficamente, ma le idee son quelle di quella generazione (e neanche tutta, conosco 70enni più aperti di tanti 30enni). Il che cmq non la legittima a lanciare anatemi, questo è pacifico. Melian: sulla sospensione dell'incredulità di certi blogger, a volte mi sembra di leggere degli articoli del CICAP, non recensioni e articoli sul fantasy <img src=:"> E ti assicuro che non è un complimento, visto che il CICAP è per me è altrettanto fazioso e molto meno scientifico di quel che pretende apparire.

» postato da Marina alle 13:55 del 09-07-2008

4 « Melian: sulla sospensione dell'incredulità di certi blogger, a volte mi sembra di leggere degli articoli del CICAP, non recensioni e articoli sul fantasy <img src=:"> E ti assicuro che non è un complimento, visto che il CICAP è per me è altrettanto fazioso e molto meno scientifico di quel che pretende apparire.» :applauso :applauso :tks E molto bello anche l'articolo, veramente ben scritto. Condivido soprattutto le invettive a certi blog. Ne ho incontrati in rete, dove si criticava spaccando il capello in otto, facendo strage, demolendo con cavilli e pretesti opere buone e meno buone, che magari avrebbero meritato disamine e osservazioni anche pesanti, ma meno speciose. Cui prodest, a parte al giovanissimo ma insaziabile ego dei criticatutto?

» postato da dued alle 14:04 del 09-07-2008

5 Dued mi ha preceduta :wink: , ma quoto anch'io le sue stesse faccine. :D

» postato da Melian alle 14:10 del 09-07-2008

6 La questione del fantasy per ragazzi e scritto da ragazzi esiste e se n'è già molto parlato (immagino che ancora se ne parlerà), mi sembra però che fare un "instant book" per prendere posizione in maniera così manichea sia giusto un'altra furba manovra commerciale: visto anche che nell'articolo di Marina si vedono evidenziati i limiti di certe prese di posizione. A noi Italiani piace troppo la polemica.

» postato da Rakanius alle 12:13 del 10-07-2008

7 Son d'accordo con Rakanius... sostanzialmente la Grilli ha espresso una sua opinione, ma non la sto difendendo (anche perché lo sfruttamento di minori è assai più problematico), solo, non penso sia il genere fantasy che sta criticando...

» postato da Aedo89 alle 22:09 del 12-07-2008

8 Io avrei solo una domanda: perchè ogni volta che un teenager ha successo in qualcosa si dice che viene sfruttato da qualche colosso imprenditoriale senza scrupoli?

» postato da § promethea § alle 11:20 del 13-07-2008

9 «Io avrei solo una domanda: perchè ogni volta che un teenager ha successo in qualcosa si dice che viene sfruttato da qualche colosso imprenditoriale senza scrupoli?» chiaro: tutta colpa del complottodemoplutogiudaico, non lo sapevi? :mrgreen:

» postato da Marina alle 11:28 del 13-07-2008

10 Aggià... vengono fuori dalle pareti, vengono fuori dalle fottute pareti!!!!

» postato da § promethea § alle 11:41 del 13-07-2008

11 Ma pensa te, che paranoica quella giornalista del Corriere della Sera che ha scritto, sul suo articolo sui "Nipotini italiani di Tolkien", che esistono legittimi dubbi sulla "spontaneitàà" di codesto BabyBoom... :roll:

» postato da un muspeling alle 12:08 del 13-07-2008

12 «Ma pensa te, che paranoica quella giornalista del Corriere della Sera che ha scritto, sul suo articolo sui "Nipotini italiani di Tolkien", che esistono legittimi dubbi sulla "spontaneitàà" di codesto BabyBoom... :roll:» Il punto non è questo, Muspeling. Il punto è che, spontaneo o meno, il fenomeno alla fine avrà un suo banco di prova, quello dei lettori. Che poi è l'unico che conta, al di là di solonici proclami, francamente ridicoli, a difesa dell'integrità di non si sa bene cosa, e non si sa bene da che pulpito divino...

» postato da Marina alle 12:54 del 13-07-2008

13 Non si tratta di difendere una "sacralità"! Si tratta di vedere come si sviluppa il genere in Italia, se si riesce a formare un circuito virtuoso come quello in lingua inglese, dove i nuovi autori hanno delle radici culturali che conoscono, che sanno sfruttare (quelli di successo, certo). Lo sfruttamento in stile "stalla delle mucche munte meccanicamente", in quest'ottica non mi fa granché affidamento... :roll: Non si può guardare solo al soldo, senza una ricerca di una certa qualità, di un certo tipo di "prodotto" (s'è proprio così che va visto :? ) che non ha un'identità e potrebbe essere prodotto in Italia, come in Giappone! :evil: Per noi patiti di Fantasy, che si sia lettori, lettori aspiranti autori, critici e/o autori, che il nostro genere si sviluppi, cresca, dia pù spazio alle nuove leve, non venga più nominato come sinonimo di "letteratura per ragazzi", non è vano, nemmeno "sacro", ma nostro interesse!

» postato da un muspeling alle 13:20 del 13-07-2008

14 «Non si tratta di difendere una "sacralità"!» scusa ma a me le questioni di fede fanno sempre arricciare i capelli :roll: e il senso del tuo discorso mi sembra vada cmq a parare lì, anche se a parole lo neghi. Il circolo virtuoso non lo crea nessuno se non il lettore. Né la signora Grilli dal suo pulpito nonsoché, né i sociologi dei miei stivali, né i puristi teorici del fantasy. Se il circolo virtuoso non si crea, significa che non c'è interesse a crearlo da parte dell'utente finale. Fermo restando che, come ripeto, io dei romanzi incriminati ne ho letto solo uno, quindi per quanto mi consta in teoria gli altri due potrebbero anche essere due capolavori. Se poi la Grilli chi per essa vuole trovare un capro espiatorio, si appunti su casa sua, cioè sulla scuola dove- lì sì - può fare qualcosa di costruttivo. Ancora l'altro giorno, parlando con dei ragazzi, mi è stato raccontato di un professore di PSICOLOGIA (si badi bene, non di agraria) che, colto l'allievo con in mano un Harry Potter lo ha apostrofato chiedendogli quando smetterà di leggere roba per neonati. Uno così andrebbe radiato sedutastante, perché NON ESISTE IN UNA SOCIETA' CIVILE che un educatore, ancor più se psicologo, non solo demotivi un ragazzo impegnato in un'attività nobile come la lettura (cosa di per sé già gravissima) ma che ignori completamente la funzione formativa della letteratura fantastica. Se dunque in Italia non si legge quanto e come si dovrebbe, prendiamocela coi veri responsabili, non con gli editori e gli scrittori.

» postato da Marina alle 13:42 del 13-07-2008

15 Il punto è quello Marina, che il professore era PSICOLOGO. Fosse stato di agraria o informatico gli avrebbe chiesto se gli piaceva il libro e se poi glie lo prestava. Il fatto è che ci sono molti "educatori", sociologi, psicologi o anche insegnanti che hanno studiato "Psicologia dell'età evolutiva" scritto da Melita, che hanno dimenticato quando sia importante tutto quello che è fantastico - dalle favole, ai fumetti, ai romanzi fantasy - durante la crescita. Preferiscono abolirlo anzichè comprenderlo, coglierne i reali messaggi e sfruttare il medesimo linguaggio per trasmetterli ai giovani. Nelle favole era la famosa "morale": Cappuccetto Rosso insegnava a non prendere le caramelle dagli sconosciuti, cosa che si è molto dimenticata. E mi viene in mente anche Harry Potter dove più che non "fa la magia tutto quel che vuoi tu" sono i valori dell'amicizia, dell'impegno e del sacrificio ad essere sottolineati. Certo frustrare i ragazzi e fargli passare la voglia di leggere è più facile che insegnare ovviamente.

» postato da Melian alle 14:24 del 13-07-2008

16 Riprendo un po' la questione per aggiungere alcune opinioni personali, un po' OT 1) Concordo con Marina sui pulpiti fatti di banalità, generalizzazioni, distorsioni della realtà e sui circuiti virtuosi che si possono creare ad opera del pubblico dei lettori. 2) Melian tira in ballo l'insegnante di lettere che è in me. Il docente di Psicologia è un cattivo docente, sia insegni Agraria che Psicologia, per avere deriso il proprio alunno che leggeva, Harry Potter o qualsivoglia libro. Quando qualche collega entrava nelle mie classi (triennio superiori) per un'ora di supplenza si meravigliava che i ragazzi tirassero fuori, quasi tutti, libri da leggere e trascorressero così l'ora che normalmente è utilizzata per fare chiasso. L'amore per i libri va inculcato da bambini con l'esempio; ai ragazzi che non hanno avuto il dono dell'amore della lettura dai genitori può sempre essere presentato nella scuola come possibilità e non come costrizione, basta portarli nella biblioteca d'Istituto, chiedere loro di scegliere il libro che vogliono e non richiedere alcuna schedatura, recensione, commento etc etc., altrimenti leggere un libro diventerà per loro un compito da svolgere e non un piacere. Il sistema con i miei studenti ha funzionato :D OT

» postato da la vecchia strega alle 15:27 del 13-07-2008

17 Ho sempre pensato che se molti ragazzi smettono di leggere la colpa è della scuola e di come viene insegnata loro letteratura. Per fortuna ci sono delle eccezioni come La vecchia strega (e la mia professoressa di lettere delle superiori) che hanno tutta la mia ammirazione http://digilander.libero.it/le.faccine/faccinea/varie/408.gif

» postato da Melian alle 15:50 del 13-07-2008

18 :shock: Ma veramente il deodorante che ho appena acquistato non funziona come nella pubblicità ? :shock: Ok, dai passatemela, lo sapete che non sono un tipo serio... ;) Per intervenire in topic: che possiamo dire delle persone tipo questa signora Grilli o tipo il signor Rialti, che pontificano dal pulpito e gridano alla corruzione morale? Credo si tratti di persone infelici o comunque non a loro agio con se stesse, in quanto ogni fenomeno di intolleranza è, per sua natura, un peso sulla coscienza. Non capita raramente che chi critica senza pietà abbia egli stesso problemi, simili per natura, a quelli che condanna. Una critica pacata, costruttiva, è una buona cosa. Può stimolare l'editoria verso pubblicazioni di opere migliori di quelle attualmente sul mercato, può far riscoprire la fantasy adulta, può persino far riflettere sul fatto che i giovani d'oggi abbiano la possibilità di leggere anche tante cose diverse e più formative della fantasy. Anche i detrattori del genere potrebbero infatti essere più incisivi nel proporre le loro idee, se solo si sforzassero di avere un pò di vera comprensione nei confronti di chi la pensa diversamente da loro. Ma porsi all'attacco in questo modo puramente distruttivo crea fratture. Da un lato si attrae chi la pensa irrazionalmente (e, diciamolo, anche fanaticamente) come te, ma dall'altro, il prezzo è di scavare un baratro verso chi è anche solo un pò diverso da te. Chi intende essere un buon critico farebbe ad interrogarsi sia sul fine che sui mezzi.

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 16:36 del 13-07-2008

19 « scusa ma a me le questioni di fede fanno sempre arricciare i capelli :roll: e il senso del tuo discorso mi sembra vada cmq a parare lì, anche se a parole lo neghi. Il circolo virtuoso non lo crea nessuno se non il lettore. Né la signora Grilli dal suo pulpito nonsoché, né i sociologi dei miei stivali, né i puristi teorici del fantasy. Se il circolo virtuoso non si crea, significa che non c'è interesse a crearlo da parte dell'utente finale. Fermo restando che, come ripeto, io dei romanzi incriminati ne ho letto solo uno, quindi per quanto mi consta in teoria gli altri due potrebbero anche essere due capolavori. » Fossimo da qualche parte e non Italia, chissà - per ignoranza delle situazioni estere più che altro - potrei anche darti ragione. Ma è in Italia che siamo, quell'Italia stretta e autolesionista che conosciamo sin troppo bene! Quel posto pieno di tribù che vivono dentro a recinti e steccati, oltre i quali (generalmente) si perde il loro interesse per la razza umana. Quel posto dove, per decenni, l'unico festival della musica itagliana è stato l'espressione di un tipo e solo un tipo di musica, quella melodica :twisted: Quel festival pieno di stelle ribollite e stantie, dove gl'incartapecoriti non muoiono mai e i giovanni entrano per cooptazione, perché assomigliano ai vegliardi loro predecessori... Il paese della "Coperta sempre troppo corta", perché chi sta al centro, nel recinto più imortante, teme le tribù minoritarie e le deve escludere a priori! Ecco, visto che per certe produzioni "artistico/industriali" brutti andazzi sono Storia... non vorrei succedesse lo stesso con il Fantasy di produzione nazionale! In Italia il mercato non esiste, o se c'è è asmatico, siamo ancora ai Potentes a cui, noi humiliores dovremmo associarci per ottenere promozione, vendendo la nostra identità! EVVIVA LA BARBARIE A QUESTO PUNTO! Lascia fare al "mercato" nazionale così come si sta comportando, e vedrai che finiranno per darti ciuccetto e sonnaglino e t'imporranno di divertirtici pure! :nero

» postato da un muspeling alle 16:45 del 13-07-2008

20 Sono il lettore chiamato Francesco (Dimitri). E parlo sia da lettore appassionato che da autore: quindi, necessariamente le mie opinioni sono distorte da una, diciamo così, estetica personale. Me ne rendo conto e lo ammetto subito. E, anche se sono d'accordo con molte delle cose scritte in questo articolo, non lo sono (guarda un po'), su quelle dette su di me. Il punto è semplice. Io il libro della Strazzulla non l'ho letto - e non lo giudico. Entrambe cose che ho specificato nei miei interventi. Quanto dico non ha a che fare con il libro in sè. Lo ripeto, caso mai non fosse chiaro. Ma prendevo lo spunto della birra per fare una considerazione: è tipico del fantasy pessimo (siamo più politically correct: quello che a me, da appassionato, non piace) dare le cose per scontate. Cose tipo la birra gelida in una locanda in mezzo al deserto. Ho specificato che non so neanche se fosse quello il caso - ma che, se lo fosse stato, dire "è fantasy" non basta. Anzi, mi fa girare le cosiddette.Perchè è quest'atteggiamento che ghettizza il fantasy, è quest'atteggiamento a far credere al pubblico mainstream che fantastico e idiozia siano sinonimi. Non mi sono azzittito per la grandezza logica delle argomentazioni che mi sono state opposte - solo perchè mi sembrava che la discussione si stesse polarizzando su "ho ragione io - hai torto tu" (da entrambi i lati: non do la colpa al mio interlocutore), e che quindi continuare fosse inutile. Avevo esposto il mio punto di vista in modo chiaro, mi sembrava. Sbagliavo, e quindi ci ritorno. Avrei potuto dire: l'argomentazione è speciosa. Esistono livelli di ovvietà crescenti. E la birra gelida in mezzo al sistema deserto è molto meno ovvia di un tizio con la barba, e me la devi spiegare. Se un mago fa palle di fuoco non è fantasy, è cacca. Se un mago fa palle di fuoco spiegate all'interno di un bel sistema magico, è fantasy. Il punto è che se non mi spieghi la birra nel deserto, quella locanda è uguale a un pub di Roma, solo con una cosmesi diversa. E che resta di fantasy, gli elfi? Non scherziamo. La dico ancor meglio: parlo di fantasy che piace a me. Non pretendo di dare ricette universali, ma sarò libero di scegliere cosa leggere, e di spiegare in base a cosa scelgo? Io non parlo di coerenza narrativa, parlo di capacità di world-building. Quando scrivo mi preoccupo di ciascuna di queste 'inezie', e mi piacciono gli autori che lo fanno a loro volta. Altrimenti, sarà un mio limite, ma non ho la sensazione di entrare nel loro mondo - ho la sensazione di vedere un videoclip di MTV con gli elfi al posto di Justin Timberlake. _Io_ , ribadisco. Se altri tipi di lettori cercano altro dal fantasy, sono liberissimi di cercare e trovare, senza per questo essere giudicati. Mi basta che, ogni duemila fantasy su tizi alti e belli, resti da qualche parte una Robin Hobb che scriva per me.

» postato da (Francesco Dimitri) alle 13:01 del 14-07-2008

21 Francesco, che vuoi che ti dica? per me sono speciosi i tuoi rilievi. Non sono i particolari come questi che fanno la solidità di una storia. Oltretutto rilevo che certe puntualizzazioni si tendono a fare sempre e solo agli italiani e mai ai msotri sacri angolamericani... Tu in questa sede hai ribadito il tuo concetto, ma personalmente non trovo che con questo tu sia risucito a replicare al buonsenso dell'interlocutore. Se invece hai convinto qualcuno, buon per te.

» postato da Marina alle 13:26 del 14-07-2008

22 Bell'articolo, grazie Marina :-) Quello che noto, non solo in questo caso e non solo su questi argomenti, è che sembra sempre più difficile trovare persone che parlino con cognizione di causa, con equilibrio e senza questo antipatico tono da Possessore Della Verità Assoluta. E di solito è il buon giornalismo che ne fa le spese. Alla fine ti restano solo notizie, informazioni o commenti URLATI apposta per spaventare, sconvolgere, indurre comportamenti ben precisi o generare ansie più o meno assortite. E questo decisamente non va. «E' chiaro che chi produce un bene o un servizio sostenga che, rispetto a quelli già sul mercato, il proprio sia il migliore, lavi più bianco, sia più conveniente, ipocalorico, ecologico, non transgenico, politicamente corretto, a norma UE e non da ultimo approvato dall'associazione medici-dentisti-psicologi-pizzicagnoli-pisciavinnoli-maruzzari e attivisti del fronte di liberazione dei nani da giardino... » Qui mi hai fatto morire dal ridere <img src=:"> Sul fenomeno baby non mi sono fatta ancora un'opinione precisa però penso che il punto chiave sia il target: fantasy per adolescenti. Da qui non se ne esce e se il mercato oggi vuole questo, questo il mercato avrà. Magari sacrificando questioni come l'originalità o la qualità. Magari. Non giudico, non ho letto nessuno di questi romanzi, né in verità, mi attirano molto. Infine, sono la prima a cercare coerenza in un racconto/romanzo fantastico, ma condivido l'opinione di chi pensa che un autore non debba spiegare dettaglio per dettaglio OGNI cosa. Un po' posso immaginare pure io mentre leggo, oppure no? :-) L'importante è che non ci siano incongruenze forti che mi tirano fuori dalla storia. Naturalmente la soglia di tolleranza alle incongruenze è del tutto personale, ma magari un po' meno accanimento e un po' più di buon senso non guasterebbe. Insomma, non è una gran cosa leggere rilassati? 8)

» postato da Sashan alle 23:32 del 16-07-2008

23 Sashan: temo di non essermi spiegato. Non dico che serva spiegare tutto, e sono d'accordo che a volte possa essere addirittura controproducente. E io leggo rilassatissimo - ho una soglia di tolleranza alle incongruenze molto, molto alta. Ma l'esempio da cui il mio discorso è partito, se ben ricordo, era: come fa una locanda in mezzo al deserto ad avere della birra gelida? Io prendevo spunto per dire che è il genere di cose che _mi piace_ che siano spiegate - e che nel fantasy devono esserlo (nel fantasy che piace a me, chiariamo meglio così non se la prende nessuno). Se me le spieghi, mi aiuti a entrare in quel mondo, mi dai materiali su cui la mia immaginazione potrà lavorare: perchè mai mi hai messo una locanda nel deserto, se poi non vuoi spiegarmi come tengono la birra? E' questo il bello! Ed è questo che, assieme ad altre cose, fa il genere. Altrimenti è una scena identica a quella di un western/buddy movie/commedia/altro, e ambientarla in Faerie non serve a niente. Quanto poi al fatto che uno se la prenda sempre con gli italiani, Marina: io non me la sono presa proprio con nessuno e l'ho chiarito mille volte. Non ho ancora letto i libri in questione, non mi permetterei mai di giudicarli: se volessi farlo, lo farei in modo esplicito. Davvero, non so come essere più chiaro. Mi hai ripetuto che non sono queste cose a fare la "solidità" della storia. Ma io ho parlato esplicitamente di mondo narrato e non di storia. Vabbè. Chiudo qui, tanto quel che volevo dire l'ho detto. No, dimenticavo una cosa. Odio il buon senso.

» postato da (Francesco Dimitri) alle 10:26 del 17-07-2008

24 « Ma l'esempio da cui il mio discorso è partito, se ben ricordo, era: come fa una locanda in mezzo al deserto ad avere della birra gelida? Io prendevo spunto per dire che è il genere di cose che _mi piace_ che siano spiegate - e che nel fantasy devono esserlo (nel fantasy che piace a me, chiariamo meglio così non se la prende nessuno). Se me le spieghi, mi aiuti a entrare in quel mondo, mi dai materiali su cui la mia immaginazione potrà lavorare: perchè mai mi hai messo una locanda nel deserto, se poi non vuoi spiegarmi come tengono la birra? E' questo il bello! Ed è questo che, assieme ad altre cose, fa il genere. Altrimenti è una scena identica a quella di un western/buddy movie/commedia/altro, e ambientarla in Faerie non serve a niente. » Francesco, veramente dal tuo commento sul blog della Lipperini la tua sembrava un'affermazione oggettiva, non un giudizio di gusto. Cioè: SE DICI QUESTO ME LO DEVI SPIEGARE! Allora, quel DEVI io lo discuto fortissimamente. Se invece mi dici A ME PIACE così se no ciccia, in questo caso nulla quaestio, perché i gusti, quelli no, non si discutono, non avrebbe senso. Con riguardo alla prima accezione, hai fatto l'esempio dei maghi che lanciano palle di fuoco: ma perché mai OGGETTIVAMENTE deve esserci l'onere di spiegare come perché le fanno? Perché ti devo giustificare che , per es, han fatto una scuola apposita o hanno ereditato quel potere da mammà? Non mi sembra che neppure Tolkien del resto ci spieghi perché gli elfi sono tutti belli fighi e potenti... Quello che tu, e molti che la pensano come te, dimenticate, è che il fantasy figlia dalla fiaba e nella fiaba certi moduli fissi (chiamali pure cliché se vuoi) sono funzionali ed essenziali al genere. Quindi non è uno sbaglio dipingere elfi tutti belli alti biondi coi gradi e le stellette. Se poi mi vuoi dire che prendere un cliché e rielaborarlo in modo originale può rendere la trama più interessante, anche qui nulla quaestio, ma non l'ha ordinato il dottore e chi non lo fa non per questo fa del brutto fantasy in senso oggettivo Cioè non commette un errore in sè). « Quanto poi al fatto che uno se la prenda sempre con gli italiani, Marina: io non me la sono presa proprio con nessuno e l'ho chiarito mille volte. » qui parlavo in generale, perché di solito vedo che la gente si scaglia sui nostri piuttosto che sugli stranieri. Anzi, ci sono operazioni straniere veramente schifose, tipo far passare Terabithia per un fantasy, e nessuno ha detto nulla. L'avessero fatto In italia, tutti lì a puntare l'indice. Per il resto, come dice Sashan, sarebbe bello leggersi un libro un po' più in tranquillità, senza fare crociate e scatenare risse (anche qui sto parlando in generale).

» postato da Marina alle 12:30 del 17-07-2008

25 Diciamo che i libri di cui parla la Sra Grilli fanno pittosto pena, sono scritti male e senza idee nuove. Ha fatto loro un favore a parlarne solo come tendenza generale (questi libri sono come le boy band) e non nello specifico di ognuno, altrimenti che massacro... ciao Patrizia

» postato da (patrizia mellos) alle 15:57 del 17-07-2008

26 «Diciamo che i libri di cui parla la Sra Grilli fanno pittosto pena, sono scritti male e senza idee nuove. Ha fatto loro un favore a parlarne solo come tendenza generale (questi libri sono come le boy band) e non nello specifico di ognuno, altrimenti che massacro... ciao Patrizia» ti sarà sfuggito ma la signora Grilli NON ha parlato dei libri in questione, ha solo pontificato sul fenomeno. Una bella differenza. Ah, a proposito, mi sembra che anche tu stia cmq pontificando, visto che non hai motivato una sola delle tue affermazioni... :roll:

» postato da Marina alle 00:56 del 18-07-2008

27 «Sashan: temo di non essermi spiegato.» Adesso sì, ed è chiaro che tutto rientra nella passione per la lettura e nel desiderio personale di sentirsi - e rimanere - dentro una storia. Il fatto è che il mezzo non aiuta. Credo che il 90% di tutte le aspre discussioni su forum e simili potrebbero diventare piacevoli chiaccherate se solo ci si potesse guardare negli occhi :wink: «No, dimenticavo una cosa. Odio il buon senso.» Boh, sai... qua andiamo davvero OT, entrando nell'ambito di esperienze e convinzioni personali. A me il buon senso non dispiace nella misura in cui serve a smussare angoli fastidiosi. Sono anche troppe le cose di questo mondo rigide o eccessivamente estreme. Che non sopporti il buon senso e, credo, il classico buonismo, traspare da come scrivi. Ed è uno dei motivi per i quali il tuo Pan è finito nella mia wishlist :wink: ...la mia è una curiosità devastante e non si accontenta di cercare una buona storia da leggere ma spesso desidera arrivare nella testa dell'autore e mettersi a gironzolare un po' 8) OT passo e chiudo.

» postato da Sashan alle 23:33 del 18-07-2008

28 QUOTO: "A parte tutto ciò, ci permettiamo di sottolineare comunque che la questione centrale è un'altra, cioè questa fissazione degli editori per il mercato più giovane del fantasy, che li porta a ignorare bellamente un altro cantuccio di questa nicchia di genere: un parco di lettori adulti che sarebbe invece buona cosa iniziare a nutrire. Non è dato sapere se l'attuale impostazione editoriale derivi dalla solita percezione che il fantasy sia roba per ragazzi. Potrebbe anche essere, e allora agli eventuali editori in ascolto là fuori giunga un messaggio forte da parte di questa 'readership' (cui appartiene anche chi scrive il presente articolo): iniziate a pensare anche a noi. Guardatevi in giro sui siti e forum specializzati, cogliete gli umori e le richieste, fate domande e ricerche, studiate e approfondite il fenomeno, guardate un po' più in là dei soliti 50 metri. E scoprirete delle realtà che forse non sospettavate, ma altrettanto affamate di opere fantasy quanto lo sono quelle più giovani (se non di più), a patto che tali opere si rivelino più adulte nei contenuti..." Non potrei essere più d'accordo con quanto affermato nel paragrafo surriportato. Basta Harry Potter et similia!!! Se proprio non è disponibile un altro Tolkien, almeno cercate da qualche parte un altro David Gemmell.

» postato da (Valerio Salvini) alle 17:22 del 19-07-2008

29 Anche perchè forse ci si sarebbe accaniti di meno sulla generazione d'oro di scrittori prodigio, se questi prodigi producessero cose più varie, più adulte e meno streotipate. Ma forse era voluto anche questo: parliamone male ma basta parlarne no?

» postato da Ladro d'Anime alle 19:42 del 19-07-2008

30 Secondo me ha ragione la Grilli.

» postato da Torque alle 14:31 del 29-07-2008

31 «Secondo me ha ragione la Grilli.» Con queste argomentazioni sei decisamente inattaccabile :P :mrgreen:

» postato da Palin alle 14:45 del 29-07-2008

32 Per me il fantasy è per ogni età. Sia per adolescenti che per adulti. Io ad esempio sono un ragazza di sedici anni e adoro il fantasy, ah e in più sto scrivendo anche io un libro! Sì sono un'altra di quelli che fanno parte del fenomeno fantasybabyboom, ma io cerco di allontarmi da tutto ciò che altri miei coetanei hanno rappresentato, pubblicando i loro libri. Io scrivo perché adoro scrivere e cerco ( o almeno ci provo ) di creare qualcosa di nuovo!!!

» postato da Tyguan alle 21:35 del 29-07-2008

33 «Secondo me ha ragione la Grilli.» tu sei d'accordo con questo? «Non dirò nulla di questi libri perché appunto sono libri 'falsi', costruiti a tavolino, creati per far colpo non in quanto libri ma in quanto libri di ragazzini".» e con questo? «e quello che si sta cercando di vendere, all'impietoso mercato delle novità, è carne fresca, quella che oggi evidentemente meglio rende".» «ma io cerco di allontarmi da tutto ciò che altri miei coetanei hanno rappresentato, pubblicando i loro libri. Io scrivo perché adoro scrivere e cerco ( o almeno ci provo ) di creare qualcosa di nuovo!!!» Beata innocenza della gioventù. Quello che hai appena scritto vale per qualunque scrittore dai 6 ai 90 anni. Ad ogni modo se ti piace scrivere non perdere l'entusiasmo, che è invece quello che si auspica malignamente la Grilli, se son rose fioriranno :wink:

» postato da Melian alle 10:24 del 30-07-2008

34 voglia il cielo che sempre ci siano autori piccoli, grandi, alti, bassi, maturi e immaturi che abbiano il desiderio di scrivere. Chi scrive lo fa per passione e per il desiderio non neghiamolo di avere successo. I falsi non sono gli editori che danno ai ragazzi una possibilità, ma coloro che si stracciano le vesti magari perché sono tremendamente gelosi del fatto che un aragazzino immaturo possa avere una sì rara occasione. Sì concordo conquanto detto da altri... la critica ha senso se poggia sulla base della RAGIONEVOLEZZA se manca quella ragazzi potete scrivere opere degne di Tolkien ma non ne verrete mai fuori vivi, perché a pensarci bene i nani di Tolkien come la facevano la loro birra? Diamine Tolkien non lo chiarisce, ergo Tolkien è un pischello che non sa fare lo scrittore. Ma dico siamo seri... apprezziamo lo sforzo e la bravura di chi costruisce più o meno bene una storia ch epotrà piacere o meno, ma è comunque il frutto di un lavoro degno del massimo rispetto possibile. Oggi ci siamo scordati che i libri sono quella cosa che ha permesso alla nostra cultura di evolvere sempre più nei secoli. I libri sono espressione di pensiero sempre e quindi degni di rispetto. Allora dovremmo scandalizzarci perché i genitori di mozart lo fecero diventare il genio che divenne a partire da mi pare due o tre anni!!!! Perchè di mozart non frega niente a nessuno???

» postato da (gianrico gambino) alle 13:58 del 31-07-2008

35 Mozart era un genio a prescindere dalla sua età. Credo che uno scrittore vada valutato a prescindere dalla sua esperienza, sia di vita che editoriale. Non ritengo, come sostiene qualcuno, che i libri siano un prodotto come gli altri. Se un autore non piace o si rivela una delusione la gente smette di comprarlo e sviluppa antipatia nei confronti di chi lo ha incensato. Rimanere delusi da un detersivo è molto più difficile.

» postato da Ladro d'Anime alle 19:24 del 06-08-2008

36 «Rimanere delusi da un detersivo è molto più difficile.» forse perché tu non devi usarli... provane uno che non pulisce bene o ti stinge la roba o schiuma troppo e ti intoppa la lavatrice e ti allaga casa e poi ne riparliamo...

» postato da Marina alle 20:25 del 06-08-2008

37 Questo è razzismo femminista :D Ti assicuro che non è cosi', l'unico prodotto a cui presto attenzione è l'anticalcare, non so se posso citare il prodotto, ma nonostante la pubblicità, mi rimanevano pomelli e rubinetti opachi e incrostati.

» postato da Ladro d'Anime alle 21:24 del 06-08-2008

38 «33 «Secondo me ha ragione la Grilli.» tu sei d'accordo con questo? «Non dirò nulla di questi libri perché appunto sono libri 'falsi', costruiti a tavolino, creati per far colpo non in quanto libri ma in quanto libri di ragazzini".» e con questo? «e quello che si sta cercando di vendere, all'impietoso mercato delle novità, è carne fresca, quella che oggi evidentemente meglio rende".» «ma io cerco di allontarmi da tutto ciò che altri miei coetanei hanno rappresentato, pubblicando i loro libri. Io scrivo perché adoro scrivere e cerco ( o almeno ci provo ) di creare qualcosa di nuovo!!!» Beata innocenza della gioventù. Quello che hai appena scritto vale per qualunque scrittore dai 6 ai 90 anni. Ad ogni modo se ti piace scrivere non perdere l'entusiasmo, che è invece quello che si auspica malignamente la Grilli, se son rose fioriranno :wink:» si,sono d'accordo.

» postato da Torque alle 19:32 del 08-08-2008

39 Se un diciassettenne scrive un libro brutto e io lo leggo, amen. Se un diciassettenne mette a punto un detersivo che mi rovina le magliette preferite, io lo ammazzo. Giusto per definire le priorità della vita <img src=:">

» postato da § promethea § alle 16:35 del 09-08-2008

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.