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Primo articolo pubblicato il 29 aprile 2005
Ultimo articolo pubblicato il 29 aprile 2005

Sono nato il 25 dicembre del 1962 e se pensate che questo assicuri l’iscrizione automatica al Club dei licantropi, vi sbagliate.

Il mio primo ululato autodidatta lo sprigionai solo molti anni più avanti, in occasione della prima tempesta ormonale, quando pensai di aver sciolto ogni riserva con il sesso opposto. Oggi, dopo essermi sgolato abbastanza, certo di non aver capito nulla delle donne, preferisco tacere, soprattutto nelle notti di luna piena, quando sono loro a subire l’incontrollabile trasformazione.

Vivo nella big city abruzzese chiamata Pescara e in passato ho fatto lo scaricatore di termometri, il disassemblatore di puzzle e il bagnino nelle stagioni invernali. Tutti lavori onesti ma con poca possibilità di carriera. Poi ho messo la testa a posto entrando in una società di telefonia mobile, in tutti i sensi.

A trentatré anni ho pensato che sarebbe stato carino pubblicare un libro di poesie, Misavvenire. Devo essermi impegnato abbastanza, perché la cosa è andata bene. Poi, in un lontano pomeriggio bolognese, un collega esoterico tentò di decifrare la copia del libro che gli avevo regalato. Mi confessò, onestamente, che non avevo speranze e dovevo darmi all’ippica o al genere fantastico. In vero, i cavalli non sono la mia passione. E così partecipai al mio primo premio di fantascienza. Lo vinsi. Seguirono altri onorevoli piazzamenti e diverse pubblicazioni.

Dicono che la mia scrittura sia un bosco fitto fitto, dove è facile perdersi. In quest’ultimo racconto ho provato a disboscare. Spero che gli ecologisti non me ne vorranno.

Buona lettura.

(SP)

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