Iron Sky

FANTASCIENZA, Finlandia, Germania, Gran Bretagna, 2011 - regia di Timo Vuorensola. - scritto da Michael Kalesniko - con Julia Dietze, Gotz Otto, Christopher Kirby, Tilo Pr├╝ckner, Stephanie Paul - durata: 93 minuti - distribuito da Moviemax - giudizio: buono

Vorrei stendere un velo pietoso sul sottotitolo italiano. Non che il film non sia divertente e ironico. Ma il tono non è cosi farsesco da fare diventare il film diventare una goliardata demenziale.

La storia prende il via quando una capsula spaziale arriva sulla Luna. Non si tratta di una missione apollo, bensì di una nuova missione, organizzata nel 2018 da una presidentessa degli Stati Uniti in cerca di conferma elettorale.

Non solo, la scelta del luogo di atterraggio sembra essere guidata dalla ricerca di un elemento molto importante, l'elio 3.

Gli astronauti della missione scopriranno loro malgrado che però la Luna non è disabitata come credono. Vicino al luogo del loro atterraggio c'è una base dove in realtà si è rifugiato nel 1944 un gruppo di nazisti. 

L'antefatto non è spiegato, non importa. È un dato di fatto.

Lì i rifiugiati lavorano indefessamente sul progetto di tornare sulla Terra per "liberarla" dai suoi oppressori. Come in ogni regime totalitario infatti, quella che viene raccontata ai giovani è una versione alterata e stravolta dell'esito della Seconda Guerra Mondiale. Quindi da un lato si sta forgiando la nuova razza ariana, dall'altro la colonia è impegnata a sviluppare la tecnologia necessaria per la conquista militare.

Sarà proprio il primo contatto con gli astronauti statunitensi che innescherà la catena di eventi raccontata nel film, con scontri spaziali e terrestri, rocambolesche fughe, alleanze labili e voltafaccia improvvisi. Il tutto farcito da tanta ironia e molta, moltissima satira, di quella che nessuna produzione hollywoodiana potrebbe permettersi, visto che colpisce dritta al cuore dell'american way of life.

La tesi è molto simile a quella di tanti film d'invasione aliena, nei quali la razza umana non si scopre molto diversa dai suoi avversari. A tutti gli effetti l'enfasi imperialista statunitense, sia pur portata all'eccesso per esigenze di copione, appare quindi speculare a quella dei suoi avversari. Non c'è quindi una parte realmente "buona" nel film. Direi che se manca la classica contrapposizione tra buoni e cattivi, nel film non mancheranno gli innocenti, vittime di un conflitto assurdo e insensato come tutti i conflitti.

 

Dove tutto questo porterà è compito degli spettatori scoprirlo. Ne vale la pena.

Quello che risulta è un film di autentica fantascienza spaziale, con effetti speciali all'altezza della messa in scena, con dialoghi fulminanti e battute divertenti, con un cast è funzionale alla storia, composto da validi professionisti, non da attori improvvisati.  

Una produzione europea fatta valorizzando ogni centesimo del suo budget, con un risultato visivo migliore di quello di molte produzioni con capacità di spesa superiore.

Un riuscito esempio di intrattenimento intelligente, che non mancherà di divertire,  ma allo stesso tempo, proprio durante qualche risata amara, di fare riflettere.

 

Autore: Emanuele Manco - Data: 25 settembre 2012

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