The Eye

HORROR, Jian Gui, Hong Kong, 2002 - regia di Oxide Pang Chun e Danny Pang - scritto da Oxide Pang Chun e Danny Pang, Jo Jo Yuet-chun Hui - con Lee Sin-Jie - Lawrence Chow - So Yut Lai - durata: 115 minuti - distribuito da Eagle Pictures - giudizio: mediocre

Ci sono film che se valessero la metà di quanto si dice sarebbero straordinari. Film lanciati come i nuovi capolavori di questo o quel genere. Film "come non se ne vedevano da tempo". E' il caso di The Eye, produzione venuta da Hong Kong di Oxide e Danny Pang.

La storia? Presto detto: una ragazza, Mann (Lee Sin-Jie), subisce un trapianto di cornea; i nuovi occhi appartenevano a una specie di medium incompresa; adesso la ragazza vede i morti e le sagome scure che se li pigliano. Non c’è molto altro. Sul serio.

Una ghost story orientale, dunque, sbattuta nelle sale cinematografiche sull'onda del successo di The Ring anche se avrebbe avuto più degna collocazione direttamente tra gli scaffali del mercato home video (dove invece si relegano chicche come Dagon, ma questa è un'altra storia..). Un film che esci, lo vedi, torni a casa e ti chiedi: "cosa cavolo ho fatto stasera?"

Perché tanto odio? Perché The Eye è un nulla con del fumo intorno. Un film semplicemente noioso spacciato non solo per "bello", ma persino per "colto". Niente di più falso: okay, ci sono un paio di sequenze che funzionando più o meno come un amico burlone che si nasconde dietro un angolo e ti compare di colpo davanti facendo "buh!", ma il resto è un’ora e 38 minuti di dialoghi logorroici senza né capo né coda (con picchi di autentica idiozia narrativa), sequenze tanto mielose da sentirsi imbarazzati, moraletta spicciola stile "volemose bene", "mamma perdonami" o peggio... e una serie di déjà vu cinematografici come non se ne vedevano da tempo. Un film che è soltanto un volgare “tarocco" made in China, insomma. Triste ma vero. Altro che "nuovi brividi dall'Oriente". Nada. Non vale un decimo di The Ring (sia il Ring americano che il Ringu nipponico). E lasciamo perdere i discorsi sullo stile "delicato" che noi occidentali saremmo troppo barbari per comprendere. Di delicato, qui, ci sono solo i dolci sonni che si rischiano se la poltrona è abbastanza comoda. Il resto è scopiazzatura. Anzi: spazzatura riciclata male.

Una particolare nota di demerito va poi alla colonna sonora, scritta da qualcuno che sogna di essere Vangelis, ha a disposizione una pianola elettrica da 10 euri e scarso talento; musica che riesce a rendere talune sequenza ancor più imbarazzanti, mielose e tutto il resto. Insomma: un disastro agghiacciante quanto una telenovela.

È vero. Da tempo non si vedeva un film come The Eye.

Speriamo di non vederne altri.

Autore: Ivo Torello - Data: 4 giugno 2003

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