Dogma

COMMEDIA, USA, 1999 - regia di Kevin Smith - scritto da Kevin Smith - con Ben Affleck, Matt Damon, Linda Fiorentino, Salma Hayek, Chris Rock, Jason Lee, Alanis Morissette, Kevin Smith - durata: 130 minuti - distribuito da Eagle Pictures - giudizio: buono

Una miriade di personaggi strampalati alla corte di Kevin Smith con l’unico intento di ridicolizzare la religione cattolica. Il senso di Dogma è tutto qui. Una pellicola di oltre due ore, che alterna momenti demenziali — forse l’aspetto migliore del film — ad altri riflessivi — certamente più noiosi. Si discute di tutto, compreso il sesso degli angeli, e lo si fa in modo dissacrante, a volte sfiorando addirittura la bestemmia.

Loki (Matt Demon) e Bartleby (Ben Affleck) sono due angeli decaduti, confinati nel Wisconsin per punizione divina per essersi ribellati al proprio destino di angeli della morte — con l’ingrato copito di fare il lavoro sporco, come la distruzione di Sodoma e Gomorra.

Un cardinale alternativo del New Jersey, pubblicizzando l’apertura della porta sacra della sua chiesa, fornisce ai due l’unica strada per tornare in paradiso: varcare quella soglia, farsi redimere da ogni peccato, tagliarsi le ali e morire da uomini per fare la fine di tutti gli umani dall’animo puro. Il dogma cristiano crea così una falla nel disegno dell’Altissimo, mettendone in discussione l'infallibilità, su cui si basa l’intera esistenza.

Chiamata a scongiurare il pericolo e a salvare l’umanità, Bethany (Linda Fiorentino), l’ultima discendente di Gesù, tenterà la missione accompagnata da un gruppo di personaggi che rasentano l’assurdo: due profeti con la mania del sesso; il tredicesimo apostolo di colore — emarginato dai testi sacri per discriminazione razziale; una musa indipendente e l’arcangelo portavoce di Dio.

Tra scene esilaranti, battute pungenti e citazioni celebri — da Indiana Jones all'indimenticabile "dai la cera togli la cera" di Karate Kid — il film scorre in modo veloce e piacevole. Tra gli attori nessuno spicca per una buona prestazione, se non forse lo stesso regista nei panni di “Zittino Bob” — uno dei due profeti — e Ben Affleck, piuttosto credibile nelle sue espressioni da folle. Ma questo non è importante, il film si basa soprattutto su gag demenziali — il demone di escrementi fatto fuori con uno spray contro gli odori supera in stupidità il suicidio di Pizza Margherita in Balle spaziali — che fanno da contorno alla dissacrazione della religione. I testi sacri vengono stravolti al punto che Dio stesso, alla fine, si mostra nei panni improbabili di Alanis Morisette vestita con un tutù da danza classica.

È un film coraggioso, finalmente distribuito in Italia dopo quattro anni di segregazione nelle prigioni burocratiche della nuova inquisizione.

Autore: Emanuele Terzuoli - Data: 1 luglio 2003

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