Il Codice Da Vinci

THRILLER, The Da Vinci Code, USA, 2006 - regia di Ron Howard - scritto da Akiva Goldsman - con Tom Hanks, Audrey Tautou, Ian McKellen, Jean Reno, Paul Bettany, Alfred Molina, Jürgen Prochnow - durata: 152 minuti - distribuito da Sony Pictures - giudizio: buono

Entrare in sala per guardare questo film ha tutta l’aria di un atto di coraggio. Come si fa a scrivere una recensione il più possibile obiettiva, quando se ne sono sentite di cotte e di crude? Prima il romanzo, tanto criticato quanto venduto. Ora il film, con la solita musica che si ripete. I fischi a Cannes hanno aperto la bagarre, gli incassi al botteghino hanno risposto da par loro. Allora, questo film è un’immonda schifezza o è un clamoroso capolavoro? Nessuna delle due, verrebbe da dire, senza farla troppo lunga. Un film che fa il suo lavoro, da cui non era lecito aspettarsi niente di più e niente di meno. Del resto, considerata la storia e considerata la troupe degli addetti ai lavori, non ci sono state sorprese degne di nota. E infatti tutta la pioggia di recensioni negative sparate sui giornali nell’ultima settimana ha parlato di tutto fuorché del film, e gli esperti opinionisti che i giornali hanno intervistato non erano addetti ai lavori ma per lo più eminenze vaticane o esponenti dell’Opus Dei. Cosa potevamo aspettarci?

 

Questo è il classico caso in cui la materia trattata è così potente da offuscare quasi completamente il lato “tecnico” del film, che infatti non prende mai il sopravvento, non invade, ma sta al servizio della storia. Caratteristica che appare più come un merito che come un difetto. Merito senz’altro di un Ron Howard che si è limitato a far scorrere gli enigmi per due ore e mezzo senza spingere mai troppo sull’acceleratore (forzatura che avrebbe confuso una serie di concetti già duri da digerire), semmai rallentando talvolta per sottolineare il succo del discorso, che lo sceneggiatore Akiva Goldsman ha avuto la bontà di non annacquare per rispetto di una Chiesa quanto mai sul piede di guerra.

In questa chiave vanno considerate le interpretazioni di Tom Hanks, Audrey Tautou, Jean Reno e Alfred Molina, che non bucano mai lo schermo (come in altre occasioni ci avevano abituato, soprattutto Hanks), ma che sono perfettamente credibili e a loro agio nella parte. Altro discorso va fatto per Ian McKellen e Paul Bettany, entrambi davvero straordinari nei loro ruoli.

 

Tornando alla regia, da sottolineare due aspetti importanti che fanno guadagnare punti al film: gli effetti speciali, di cui Howard poteva disporre a piacimento, forte dei 135 milioni di dollari stanziati, non invadono mai e lavorano egregiamente al servizio del film (l’espediente dei flash-back, sottolineati da una fotografia quasi surreale, spiega in pochi fotogrammi ciò che Dan Brown aveva disseminato a suon di fastidiosi infodump nel romanzo); la scena finale, poi, che accompagna nella notte lo spettatore verso il Louvre sulle note di un Hans Zimmer particolarmente ispirato, è una sequenza certamente di alto cinema.

Due cenni sulla trama, che ormai conoscono anche i muri, per fare qualche altra doverosa considerazione: Robert Langdon, esperto in simbologia, si trova suo malgrado accusato di un omicidio che in realtà nasconde una diatriba millenaria tra una parte oscura della Chiesa e il leggendario Priorato di Sion, fondato per vegliare sul segreto di Cristo che, una volta svelato, potrebbe far crollare il potere del Vaticano sull’umanità.

 

Fondamentalmente si tratta di un thriller, dove c’è un assassino materiale, un cospiratore dietro le quinte e una buona dose di buoni e cattivi che spesso non sono ciò che sembrano. Una serie di ingredienti potenzialmente capaci di intrattenere e avvincere per due ore e mezzo senza stancare troppo, se non fosse, come già detto, per l’estrema potenza dell’argomento. Un giudizio sul thriller vero e proprio, infatti, supera appena la sufficienza, quando ci si accorge che la storia abbandona una certa struttura per focalizzarsi sulla teoria e le spiegazioni. Testimone di questo, una risoluzione del caso fin troppo banale, che da sola non soddisferebbe neanche il meno esigente degli spettatori.

 

La trama è stata giustamente snellita di molti rompicato che avevano avvinto il lettore, ma anche questo ha contribuito a danneggiare il thriller a favore della diatriba storica. Il risultato è che il film apparirà grandioso per chi si farà coinvolgere dalla storia alternativa della vita di Gesù, deludente per chi non ne sarà attratto e avrebbe voluto godersi un buon giallo. Come detto in apertura, la verità sta nel mezzo. O, come direbbe l’albino Silas al telefono con l’oscuro Maestro, in medio stat veritas.

Autore: Emanuele Terzuoli - Data: 23 maggio 2006

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Commenti

1 Attenzione spoiler Sinceramente penso che l'esimio Terzuoli ( :wink: :wink: :wink: :wink: ) sia stato troppo buono con questo film. Da dove partire? Il doppiaggio così lezioso della Tatou? L'aria annoiata di Hanks? Il suo improponibile taglio di capelli? Non è solo una questione estetica, ma quei boccoli pettinati all'indietro e quella fronte scoperta danno al personaggio un'idea di indolenza. In alcuni punti, poi, la sceneggiatura è lenta. Paradossalmente il libro è molto più cinematografico della sua trasposizione. Davvero inspiegabili sono alcuni cambiamenti: che fine ha fatto il fratello della protagonista? Perchè snaturare il personaggio del nonno e quello del banchiere? E poi, porca miseria, capisco che vuoi evitare gli infodump, ma vuoi spiegare cosa cavolo è la sequenza di Fibonacci. Al louvre la crittografa e il professore, davanti al poliziotto, parlano di questa benedetta sequenza... ma vuoi spiegare che cavolo è? Bezu Flache che ne sa? Ci sono anche degli aspetti positivi: davvero eccezionale la sequenza in cui McKeen presenta l'ultima cena e la scena finale in cui Hanks ha l'illuminazione della vita. Il louvre di notte è davvero eccezionale

» postato da MagicamenteMe alle 10:32 del 23-05-2006

2 riporto quello che avevo già scritto Sabato scorso su un'altro 3d: «premetto, non mi interessano le polemiche, la storia, il signor Dan Brown, la chiesa etc..... sono andato a vedere un film, e lo giudico come tale.....questo è il mio commento che non contiene spoiler..... Discreto. Semplicemente e assolutamente un film discreto. Pregi e difetti distribuiti in egual misura, uno di quei classci film "border line", in cui nonostante tutto il risultato è buono, ma molto lontanto dal mio concetto di ottimo film. Iniziamo da un concetto base, è un thriller......ma gli manca completamente il ritmo, non c'è la tensione e la voglia di vedere cosa succede dopo tipica di questo genere. Il film risente enormente delle troppe, lunghe pause narrative.....un allungamento dei tempi (necessario per spiegare le complicate dinamiche filmiche) eccessivo, si alternano momenti di azione ad estenuanti momenti di conversazione...tra l'altro alcuni gestiti in modo quanto mai discutibile. Si arriva così stanchi verso il finale, eccessivamente lungo.....quando ormai tutta l'attenzione dello spettatore è andata a farsi benedire, il film ha una ulteriore dilazione del tempo narrativo.....scelta che mi ha fatto sbadigliare più volte..... Lo svolgimento dell'azione è troppo lineare e pulito, una storia complicata raccontata in modo a volte troppo semplice, con uno uso del flash-back discutibile nelle modalità e nei tempi..... Nel cinema le azioni si possono fare, i dialoghi anche......ma sono i pensieri ad essere difficilissimi da riportare.....questo a mio modo di vedere si sente, manca totalmente di riflessione, e mi chiedo se una voce fuori campo a volte non sarebbe stata utile.....Howard dimostrata un discutibilissimo gusto nel riportare i pensieri come immagini tridimensionali e con giochi visivi al limite del paradosso..... certamente il film non si riduce solo a questo, i personaggi sono secondo me genarlmente ben interpretati dagli attori, alcuni anzi sono molto convincenti e rispecchiono molto il "character" immaginario, in effetti il cast è ottimo..... inoltre ho apprezzato un sapiente uso della fotografia, non innovativo ma giusto per il film, e una menzione anche alla musica azzeccata.....il montaggio come già detto forse è troppo lineare, ma questo aiuta sicuro nella interpretazione del film... infatti il maggior pregio sta nella ottima comprensione della vicenda (non facile per un film del genere), anche alle persone che non hanno letto il libro, con un minimo retaggio culturale, il film risulta chiaro e il tutto viene spiegato in maniera semplice..... Howard conduce il tutto in maniera, come dire, un po' troppo "normale", la regia in effetti non mi pare degna di particolare menzione..... Insomma, tanto rumore per nulla. :wink: »

» postato da Theonlyandtheone alle 11:02 del 23-05-2006

3 Revisionismo storico Qualcuno mi spiega lo svarione storico dello sceneggiatore? Al mega esperto dei templari fanno dire che l'ordine è stato perseguitato dal Papa che ha firmato l'ordine di condanna a morte dei templari. Ora è un fatto storico che a firmare la condanna è stato Filippo IV il Bello, re di Francia, per questioni economiche legate allo stato delle casse della corona. Per una cosa giusta che Brown ha messo nel suo libro, perchè cambiarla e addossare la colpa al papa?

» postato da MagicamenteMe alle 11:09 del 23-05-2006

4 Io tutta questa lentezza non l'ho notata, penso succeda a tutti quelli che si lasciano catturare dalla parte "spiegata" perché la trovano affascinante (e quindi tutt'altro che noiosa). In definitiva Theonlyandtheone ha espresso in altri termini un giudizio piuttosto simile al mio. Film buono ma non ottimo Gwen, sulla serie di Fibonacci non penso che Fache debba saperne qualcosa, tanto meno lo spettatore. Sappiamo che è una serie matematica che Langdon e Sophie riconoscono, e che è in grado di metterli sulla strada giusta. Il film spiega ampiamente che il vecchio aveva abituato sin da piccola Sophie agli indovinelli, non è necessario che si approfondisca di più l'essenza della serie di Fibonacci, se no si rischia davvero di annoiare. No, per me questo non è un difetto. Ne lo è, paradossalmente, il revisionismo storico, per quanto non esattamente corretto... Insomma, se vuoi spiegare l'avversione della Chiesa per il Priorato così ci riesci in due secondi; se devi metterti a spiegare come la Chiesa invece abbia fatto una macchinazione ben più complessa ti riperdi di nuovo nelle spiegazioni. Ma su questo punto in effetti si può discutere, benché non influisca sulla bontà della fiction, non a un grande livello almeno (se ne sono viste di peggiori, vedi il Gladiatore con l'Imperatore che muore al Colosseo)

» postato da Emanuele Terzuoli alle 11:35 del 23-05-2006

5 « Revisionismo storico Qualcuno mi spiega lo svarione storico dello sceneggiatore? Al mega esperto dei templari fanno dire che l'ordine è stato perseguitato dal Papa che ha firmato l'ordine di condanna a morte dei templari. Ora è un fatto storico che a firmare la condanna è stato Filippo IV il Bello, re di Francia, per questioni economiche legate allo stato delle casse della corona. Per una cosa giusta che Brown ha messo nel suo libro, perchè cambiarla e addossare la colpa al papa? » Ma perchè, scusa, la guerra santa sotto Costantino quando mai si è vista? E i romani che venerano LA dea (una sola??)? Per tacere dei Vangeli Apocrifi liquidati come "quelli che negano la divinità del Cristo". Riguardo al film, concordo con la recensione, fa bene il suo lavoro. Rispetto ad altri prodotti che mancano il bersaglio, questo dà esattamente ciò che lo spettatore si attende. Brutta secondo me l'interpretazione di Tom Hanks, visibilmente annoiato.

» postato da Leida80 alle 11:49 del 23-05-2006

6 finalmente una vera recensione complimento sono d'accordo con tutto queelo che è stato scritto...nn si può di certo dire che il film sia brutto ma neppure un film che ti lascia il segno, di certo se pensi che la storia raccontata possa essere vera, almeno per me ti lascia un po' affascinato...sprattutto la scena finale accompagnata dalla colonna sonora di Hans Zimmer stupenda

» postato da alberto alle 12:12 del 23-05-2006

7 Io da Zimmer mi aspettavo lievemente di piu'..Non è lui l'autore della colonna sonora di Rain MAn?? :shock: :shock:

» postato da Orontes alle 12:44 del 23-05-2006

8 «Io da Zimmer mi aspettavo lievemente di piu'..Non è lui l'autore della colonna sonora di Rain MAn?? :shock: :shock: » OT: fosse solo quella, Zimmer in carriera avrà prodotto in 20 anni circa 100 colonne sonore di cui me ne vengono in mente a memoria almeno una 15 degne di nota...... IT: secondo me invece la colonna sonora è giusta per questo film, raffinata, incisiva ma solo quando serve, e ben dosata..... @ema: concordo anche io a grandi linea sulla tua recensione (ben fatta!), specie per la regia vedo che la pensiamo in maniera simile.....purtroppo io l'estensione e il rallentamente dei tempi di narrazione l'ho trovata un po' troppo fastidiosa. la parte finale, poi mi è rimasta lì... :wink:

» postato da Theonlyandtheone alle 13:27 del 23-05-2006

9 ripreso da Ema"se ne sono viste di peggiori, vedi il Gladiatore con l'Imperatore chemuore al Colosseo) Ema, Commodo è morto REALMENTE nel colosseo, era solito combattere nelle arene,non si sa se fù congiura o un incidente,nel Gladiatore ve ne sono altri di scempi. Il Codice da Vinci mi è piaciuto non un ottimo film ma buono e non lo ho trovato noioso.

» postato da Remus alle 13:32 del 23-05-2006

10 « Ema, Commodo è morto REALMENTE nel colosseo» Non sono un esperto di storia romana, ma di questo fatto ne ho sempre sentito parlare come un clamoroso strafalcione. E infatti mi sono fatto una piccola ricerca in rete e più fonti dicono che Commodo fu assassinato in bagno per strangolamento dall'istruttore Narcisso, che pare essersi vantato dicendo: "Gli presi il collo con una mano sola, e strizzai. Facile come uccidere uno struzzo" Comunque sia, di esempi se ne possono fare mille

» postato da Emanuele Terzuoli alle 14:05 del 23-05-2006

11 «« Ema, Commodo è morto REALMENTE nel colosseo» Non sono un esperto di storia romana, ma di questo fatto ne ho sempre sentito parlare come un clamoroso strafalcione. E infatti mi sono fatto una piccola ricerca in rete e più fonti dicono che Commodo fu assassinato in bagno per strangolamento dall'istruttore Narcisso, che pare essersi vantato dicendo: "Gli presi il collo con una mano sola, e strizzai. Facile come uccidere uno struzzo" Comunque sia, di esempi se ne possono fare mille» La verità e che ci sono diverse versioni dell' episodio dato che più di una volta tentarono di ucciderlo.Si di esempi se ne possono fare più di mille. :wink:

» postato da Remus alle 15:47 del 23-05-2006

12 Concordo appieno con la recensione, buon film, non eccelso, ma valeva il prezzo del biglietto. Rimangono i difetti del libro ma non è che ci si potesse fare gran che... :wink:

» postato da totoro alle 16:15 del 23-05-2006

13 « Ema, Commodo è morto REALMENTE nel colosseo, era solito combattere nelle arene,non si sa se fù congiura o un incidente,nel Gladiatore ve ne sono altri di scempi. » Combattere è un parolone, Commodo faceva il buffone nell'arena... E praticamente tutti gli storici sono concordi nel dire che morì strangolato da Narcisso, dopo un tentativo di avvelenamento andato male.

» postato da Diable Noire alle 16:37 del 23-05-2006

14 Tutto questo parlare del ' Cod. da Vinci' mi ha proprio incuriosito, quindi credo che andrò a vederlo. Concordo, inoltre, con l'art. sul fatto che ormai la trama la conoscono anche i muri.

» postato da Andrea A. alle 17:31 del 23-05-2006

15 Non tutti gli storici,vi è qualcuno che sostiene la versione del Film di Scott una congiura nell'arena.Cmq scusatemi stiamo andando ot per colpa mia.

» postato da Remus alle 19:28 del 23-05-2006

16 Certo che, 3 stelline al codice e 2 a king kong.. va bene che c'è la liberta' d'espressione, ma voi ve ne approfittate... <img src=:">

» postato da Orontes alle 22:46 del 23-05-2006

17 Riporto quanto scritto per le recensioni librarie, ma valido anche per quelle cinematografiche 1) Le recensioni vengono scritte auspicandosi una successiva educata discussione all'interno del forum, in cui è sempre possibile esprimere un parere contrario a quello del recensore. Qui nessuno ha lo Scettro della Verità in mano (anche se i recensori vengono comunque scelti in base a dei "requisiti minimi": una buona conoscenza del fantasy, buone capacità d'espressione in forma scritta). 2. Il recensore recensisce un romanzo (o un film) dopo averlo letto (visto) interamente. 3. Il voto viene deciso dal recensore ed è espresso in stellette - da 1 a 5. È molto importante capire che le 3 stelle del Recensore A non sono le 3 stelle del Recensore B: ognuno ha il proprio metro di giudizio. In pratica, è sbagliato e fuorviante fare paragoni tra i voti delle varie recensioni. Nel caso specifico, sono completamente d'accordo con quanto scritto da Emanuele (non che questo conti molto), e forse a Kong avrei dato una mezza stelletta in più (e conta ancora meno)

» postato da franz alle 08:25 del 24-05-2006

18 Mamma mia, troppo lento!! Va bene che da Ron Howard non mi aspettavo niente di che... ma credo proprio che a questo film manchi completamente il senso del ritmo. Mancata intesa tra sceneggiatore e regista? Può darsi. Ma quando il ritmo manca si vede eccome. Peccato che non sia stato girato da altri registi, che so... un Cameron... che da questa tipologia di storia riescono a tirare fuori dei gran bei fimloni. Per quel che riguarda il contentuto del film... beh, ho fatto qualche salto sulla poltrona per alcuni strafalcioni e approssimazioni (non ho letto il libro ma sono un interessato studioso scientista) ma alla fine è interessante. Per me, rovinato dalla regia. E comunque anche per me due stelle a King Kong e tre a questo non è coerente.

» postato da grimorg80 alle 10:19 del 24-05-2006

19 « Mancata intesa tra sceneggiatore e regista? » No, mancato sceneggiatore :D .

» postato da Orontes alle 13:28 del 24-05-2006

20 Avrei un quesito che non riguarda propriamente il film ... All'inizio della proiezione (prima dell'inizio del film) era presente un codice da segnare per una sorta di concorso. Il codice mi pare di ricordarlo ma non ricordo il link dove devo inserirlo per partecipare al concorso :-( Mi pareva fosse un link al website italiano ma proprio non trovo corrispondenze sul dove inserirlo ... Qualcuno ne sa qualcosa o è stato rapido nell'annotarselo? Saluti Epici, Bruce

» postato da Bruce alle 13:59 del 24-05-2006

21 L'ho visto anch'io, ma purtroppo devo dirti che me ne sono altamente disinteressata...

» postato da Orontes alle 14:16 del 24-05-2006

22 Visto. E vado di pari passo da quanto scritto nella recensione. "Un film che fa il suo lavoro..." L'avevo giudicato senza conoscerne la trama, il contesto dei personaggi nella stessa, e soprattutto vaneggiavo su quanto scritto dall'autore (verità e non) del libro, e dalle critiche che ha ricevuto. Ignoravo... (ignorante) «la scena finale, poi, che accompagna nella notte lo spettatore verso il Louvre sulle note di un Hans Zimmer particolarmente ispirato, è una sequenza certamente di alto cinema.» Perfettamente d'accordo.

» postato da Coram85 alle 08:04 del 25-05-2006

23 «Ma perchè, scusa, la guerra santa sotto Costantino quando mai si è vista? E i romani che venerano LA dea (una sola??)? Per tacere dei Vangeli Apocrifi liquidati come "quelli che negano la divinità del Cristo".» Gli errori storici sono tantissimi, nel libro e nel film. Un commentatore de La Stampa ha fatto giustamente notare che un monaco dell'Opus Dei è una contraddizione: è come parlare di una suora dei Gesuiti :shock: Non sono d'accordo con la recensione: "Il risultato è che il film apparirà grandioso per chi si farà coinvolgere dalla storia alternativa della vita di Gesù, deludente per chi non ne sarà attratto e avrebbe voluto godersi un buon giallo. " Secondo me è deludente anche per la prima categoria: non c'è approfondimento, le spiegazioni sono frettolose, le immagini troppo condensate. A questo aggiungiamo anche i personaggi che risultano più superficiali rispetto al libro (ed è tutto dire!) Il libro non è Vangelo (e questo è il grande fraintedimento in cui sono incappati molte persone e che ha fatto la fortuna di Brown) ma almeno aveva ritmo ed era abbastanza ben orchestrato. E' un libro da spiaggia, d'accordo, non un capolavoro della letteratura, ma almeno si legge. Nel film non c'è nemmeno quello. In alcuni momenti ho pensato che se non avessi letto il libro non avrei capito alcuni passaggi (il rapporto quasi filiare tra il vescovo e il monaco albino, per esempio). L'impressione finale è stata: ma perchè fare tutto questo casino per un filmetto di questo genere? Sembra che il regista abbia prestato enorme attenzione ai particolari, ma abbia perso il filo della narrazione. E con un libro che sembra scritto appositamente per diventare un film è già un bello sforzo!

» postato da Raistlin74 alle 08:29 del 26-05-2006

24 Prima considerazione: un film (come in questo caso) non può eguagliare il libro, di tempo ce n'è poco per raccontare tutto. Per fare un film uguale al libro, avrebbero dovuto dividerlo in più film! A mio parere è ben fatto e si ispira abbastanza al libro.. Azzeccatissimo il personaggio di SILAS.. Degno di un complimento particolare a Maestro-Gandalf-Magneto IAN: bravo come sempre!!! Mentre invece non vedo per niente nei ruoli assegnati sia Hanks che Reno..

» postato da Harlock alle 11:16 del 12-06-2006

25 «Prima considerazione: un film (come in questo caso) non può eguagliare il libro, di tempo ce n'è poco per raccontare tutto. Per fare un film uguale al libro, avrebbero dovuto dividerlo in più film! A mio parere è ben fatto e si ispira abbastanza al libro.. Azzeccatissimo il personaggio di SILAS.. Degno di un complimento particolare a Maestro-Gandalf-Magneto IAN: bravo come sempre!!!» Concordo in pieno! :wink:

» postato da Arwen79 alle 13:53 del 21-06-2006

26 Benedetto sia il tempo che consegnerà all'oblio anche tutto ciò. Parole scritte nella carta e incise in una pellicola: passeranno. Altre parole, che un Altro ha pronunciato, quelle no, non passeranno. Che essi le neghino e le mistifichino, se anche la Chiesa tacesse, non passeranno. I falsi profeti, come questi, riappariranno sempre, in ogni forma, ma non prevarranno.

» postato da Messer Forestiero alle 12:23 del 19-01-2007

27 Pur essendo argomento del film, il discorso sui dogmi della fede cattolica sono un campo minato. Attenzione a certi toni apologetici che potrebbe scattare la rissa. Riguardo al libro e al film: credo che ci sia voluta una bella fatica per montare tanto circo, diatribe e polemiche attorno a un argomento del quale, ogni anno che passa, gliene frega sempre meno a tutti quanti.

» postato da erbetta alle 13:45 del 19-01-2007

28 «Pur essendo argomento del film, il discorso sui dogmi della fede cattolica sono un campo minato. Attenzione a certi toni apologetici che potrebbe scattare la rissa. Riguardo al libro e al film: credo che ci sia voluta una bella fatica per montare tanto circo, diatribe e polemiche attorno a un argomento del quale, ogni anno che passa, gliene frega sempre meno a tutti quanti.» Brava, giusto, anche perché, diciamocelo sia il libro che il film sono pieni di buchi e di inesattezze talmente marchiani da non dedicarvi più di uno sguardo. La chiesa ha fato male ad intromettersi, doveva lasciar perdere, così ha solo creato aspettativa e fatto pubblicità ai prodotti di Dan Brown, il quale ringrazia sentitamente. :roll: "Un bel tacer non fu mai scritto"...

» postato da MarPlo alle 17:59 del 20-03-2007

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