Dello stesso genere

 

Cronache del mondo emerso n° 3 – La Disperazione

Roberto Recchioni (Testi) - Massimo Dall'Oglio e Gianluca Gugliotta (Disegni) - Bruno Olivieri e Christopher Possenti (Colori) - Copertina di Paolo Barbieri, Cronache del mondo emerso n° 3 – La Disperazione - FANTASY - Panini Comics - Panini Comics Presenta - 2009 - pagine 40 - prezzo 3,50 euro - giudizio: buono

Se non siete stati sulla luna quest’estate, saprete che la Panini Comics a luglio ha sospeso il fumetto delle Cronache del Mondo Emerso. La decisione è stata presa in seguito alle gravi accuse di plagio sui disegni di Giuseppe Ferrario. Nelle sue tavole, infatti, si potevano trovare pose e sfondi provenienti da vari manga e da film di Hayao Miyazaki.

La notizia ha fatto il giro dei siti di settore, italiani ed esteri, per arrivare fino alla stampa generalista. La Panini, quindi, ha dovuto interrompere la pubblicazione e cercare nuove soluzioni.

 

Ora, il fumetto delle Cronache del Mondo Emerso è tornato nelle edicole.

Massimo Dall’Oglio, ha sostituito Giuseppe Ferrario nelle parti disegnate in stile manga. I colori di queste tavole sono affidati alla new entry Bruno Olivieri.

Restano Roberto Recchioni alla sceneggiatura e Gianluca Gugliotta per le tavole in stile comic-book, ancora colorate da Christopher Possenti.

 

La storia continua sulla traccia definita dai due numeri precedenti.

Siamo all’assalto finale. Nihal sta volando alla roccaforte del Tiranno per porre fine al suo regno di terrore. Ma il Tiranno tiene prigioniero Sennar e lo sta torturando per scoprire il piano della Mezzelfa. Per sopravvivere, il giovane mago deve resistere alla sofferenza ed affrontare un nuovo e terribile nemico: l’incarnazione della Disperazione.

 

Ci sono dei piacevoli miglioramenti in questo numero, rispetto ai primi due.

A livello di sceneggiatura, il terzo è forse il migliore della serie. Recchioni trova la misura dei personaggi e riesce a costruire una narrazione più dinamica e scorrevole. Le verbose didascalie del primo episodio sono ridotte al minimo, lasciando spazio ai dialoghi e all’azione. C’è anche una delle classiche citazioni “alla Recchioni”, che però non violenta l’atmosfera e si mimetizza perfettamente nel testo.

Il tratto sintetico di Dall’Oglio non fa minimamente rimpiangere la mano di Ferrario. Il cambiamento di stile, per altro, non stravolge la coerenza della storia. Difatti, l’astrazione raccontata non è un flashback, ma una sorta di suggestione, indotta dal Tiranno, che ha luogo nella mente di Sennar. I disegni di Dall’Oglio vengono poi esaltati dalla colorazione di Bruno Olivieri, che riesce ad amplificare l’atmosfera onirica dell’episodio.

Restano espressivi e dinamici i disegni di Gugliotta. Migliora anche la colorazione di Possenti, che questa volta in stampa risulta meno “impastata”.

Infine c’è l’ottima copertina di Paolo Barbieri, che riesce come al solito a superare se stesso.

 

Le note negative sono legate all’approssimazione e alla scarsa cura dei dettagli.

Per quanto buono, il tratto di Dall’Oglio diventa troppo affrettato in alcune espressioni e proporzioni. Così il braccio destro di Sennar diventa troppo corto, quando cade dagli scaffali. E il pitone di Disperazione sembra “sgonfio”in alcune vignette.

Il dettaglio salta anche nelle tavole di Gugliotta-Possenti. I capelli di Sennar, in questo numero, diventano dello stesso castano di quelli di Soana nel secondo, anche se dovrebbero essere rispettivamente rossi e neri.

Anche i Mezzelfi massacrati dal Tiranno sono castani e non c’è nessuna distinzione tra i comuni esseri umani.

I soldati continuano ad essere vagamente accennati, anche se già nei primi numeri era difficile distinguere uno schieramento dall’altro.

In sintesi, quello che esula dalla rappresentazione di Nihal e del Tiranno non è sempre sufficientemente approfondito ed evocativo. Spesso si ha l’impressione che l’azione si svolga in un generico scenario fantasy, piuttosto che nel Mondo Emerso illustrato da Barbieri nel suo art-book.

 

La responsabilità di questi errori non si può attribuire interamente agli autori.

Da parte di Panini si sente la mancanza di un editing scrupoloso, che tenga conto dell’immaginario del Mondo Emerso. Ed è evidente che i disegnatori e i coloristi avrebbero avuto bisogno di più tempo per realizzare le tavole.

 

Il risultato finale è comunque un fumetto carino, migliore dei due che l’hanno preceduto.

E’ consigliato a chi ha già apprezzato i primi numeri della serie e ai fan di Licia Troisi in generale.

Tuttavia, considerando gli autori coinvolti, avrebbe potuto (e dovuto) essere un fumetto straordinario. La trasposizione a fumetti del Mondo Emerso ha ancora delle enormi potenzialità tutte da esplorare.

La Panini è riuscita a riparare in fretta i guai legati alla tempesta mediatica di luglio e questo bisogna riconoscerglielo. Ma fin dall’inizio aveva le carte in regola per pubblicare un lavoro che potesse confrontarsi, a testa alta, con la qualità di Berserker o Battle Chasers.

A questi livelli la sfida è ancora tutta da giocare.

Autore: Fabrizio Furchě - Data: 5 novembre 2009

Notizie correlate

Cronache del mondo emerso n° 3 – La Disperazione: dai il tuo voto

Voti dei lettori

6 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Vota questa recensione

Voti dei lettori

1 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Mah... sono perplesso, i primi due numeri mi avevano davvero lasciato estremamente deluso, avevo trovato la storia davvero poco significativa, inoltre mi pare che in totale fossero 24 pagine di tavole per un costo che a mio avviso non giustificava minimamente l'acquisto. La cosa era aggravata proprio dal fatto che di storie parallele sul mondo emerso da raccontare ce ne sarebbero palate, invece non comprendo il motivo per il quale gli autori si sono incaponiti per ri-raccontare la storia di nihal e di sennar. L'ho trovata una forzatura legata al personaggio nihal. Personalmente mi auguro che cambino rotta e raccontino delle storie, intanto delle storie corpose, magari un bel trentaduesimo sarebbe cosa gradita, poi sarebbe interessante che il prezzo del prodotto fosse commisurato a quello che viene proposto. Nel numero che avevo preso in esame, la parte diciamo manga (cioè quella dove si raccontava la parte di storia nuova) era di sole nove paginette. Una miseria! Spero che cambi il trend.

» postato da (gianrico ga) alle 12:51 del 05-11-2009

2 Il prezzo non l'ho trovato caro. E' abbastanza in linea con i comic-book di quella foliazione

» postato da spacechili alle 16:16 del 05-11-2009

3 io sì se pensi che la storia nuova era di sole nove paginette

» postato da (gianrico gambino) alle 17:56 del 05-11-2009

4 « La cosa era aggravata proprio dal fatto che di storie parallele sul mondo emerso da raccontare ce ne sarebbero palate, invece non comprendo il motivo per il quale gli autori si sono incaponiti per ri-raccontare la storia di nihal e di sennar. L'ho trovata una forzatura legata al personaggio nihal. » o forzatura legata al fatto che al di là di nihal non ci sia null'alto da raccontare? Già il libro era chiaramente nihalcentrico, siamo sicuri che sarebbe così facile reperire le "storie non dette" su altri personaggi? Dovebbero almeno già esistere da qualche parte, altrimenti significherebbe non solo lavoro da parte del team del fumetto, ma anche della scrittrice stessa che dovrebbe creare exnovo queste storie, e amalgamarle per bene con la storia già scritta. Presenta molti meno inconvenienti invece prendere ciò che si ha già e farne fare una versione a fumetti, magari leggermente modificata, ma che sempre quella resta.

» postato da Agar Cioccolato alle 19:11 del 05-11-2009

5 agar scusa ma non sono minimamente d'accordo, come tutte le ambientazioni uno può raccontare tante storie che con i personaggi principali non centrano niente. Lo stesso dicasi per il mondo emerso e non credo proprio che serva l'intervento della troisi se non per un'approvazione generale per vedere che non si sfori dall'ambientazione. Ad esempio perché non raccontare qualcosa dei soldati del mondo sommerso? Ci sarebbero spunti da vendere. Cosa che il libro sfiora appena, terre da descrivere, si potrebbe addirittura ambientare un fumetto prima dell'ascesa del tiranno in somma tutto starebbe ad avere un progetto in testa che non fosse la mera ripetizione della storia di nihal con qualche sfumatura psicologica del tutto trascrabile. Ma appunto servirebbe un progetto di medio-lungo periodo.

» postato da (gianrico gambino) alle 10:16 del 06-11-2009

6 Sempre per restare nel team, secondo me Recchioni potrebbe scrivere quello che vuole di un personaggio come Ido. E' assolutamente vicino alle sue corde, tanto che sono rimasto stupito che gli abbia dedicato così poco spazio. E poi tra la prima e la seconda trilogia ce ne sarebbe di roba da raccontare...

» postato da spacechili alle 13:51 del 06-11-2009

7 «Ma appunto servirebbe un progetto di medio-lungo periodo.» e appunto. Il libro non contiene nessun accenno a eventuali storie parallele, già le varie "comparse importanti" sono tagliate con l'accetta in quanto a background e caratterizzazione, bisognerebbe comunque fare un lavoro più pesante per realizzarne il fumetto. creare queste storie di sana pianta, armonizzarle con la saga, con l'ambientazione. Un lavoretto mica da nulla. Quindi a meno che la troisi non abbia una baule segreto nascosto in cantina con tutte le storie parlallele già pronte e mai inserite nei romanzi sarebbe un conto, ma se ancora non esistono il progetto del fumetto diverrebbe qualcosa di molto più delicato e che necessita di responsabilità. Considerato che a me pare invece un mero prodotto "Just for fans", non penso abbiano intenzione di investirici chissà quale tempo e denaro, non penso abbiano avviato il progretto mossi da amore verso la narrativa. L'autrice ha la sua fetta di fans, invece che spacciargli i pupazzetti di nihal e sennar gli si dà un pratico fumetto alla fin fine ben più costoso di un pupino, e non c'è bisogno di cercare la qualità dato che il target sono i fedelissimi, non gli amanti dei fumetti.

» postato da Agar Cioccolato alle 14:38 del 06-11-2009

8 agar dissento nuovamente, sono un lettore di licia troisi, ho letto tutto, ma il fumetto l'ho trovato brutto e ne parlai direttamente con l'autrice esprimendo le stesse perplessità (così come le espressi sul mio blog) che ho esposto qui. Personalmente ritengo come Fab che già solo con Ido potresti raccontare valanghe di storie, poi c'è un prima e un dopo mai raccontati. Il problema non sta in cosa abbia o no di pronto la troisi che alla fin fine non è così centrale. È il fatto che in panini dovrebbero avere l'intenzione (che è evidente che non hanno affatto) di fare un prodotto non per i fan, anzi magari di fare proprio un prodotto che questo non lo è. Allora dovrebbero scrivere storie, magari come fanno in bonelli o nelle altre editrici di fumetti. Forse allora che la troisi abbia o meno baulate di roba pronta importerebbe meno di zero.

» postato da (gianrico gambino) alle 14:44 del 06-11-2009

9 « Personalmente ritengo come Fab che già solo con Ido potresti raccontare valanghe di storie, poi c'è un prima e un dopo mai raccontati. » Sono d'accordo. Molto di quello che è scritto è solo funzionale alla storia e alla protagonista, non vive di vita propria. Potrebbe essere ripreso e approfondito. Sempre che questo incontri i gusti di chi legge.

» postato da G.C. alle 14:49 del 06-11-2009

10 «a meno che la troisi non abbia una baule segreto nascosto in cantina con tutte le storie parlallele già pronte» Secondo me ce l'ha 8) «in panini dovrebbero avere l'intenzione (che è evidente che non hanno affatto) di fare un prodotto non per i fan » Vabbè, ma non è che i fan si bevano tutto. Tu stesso ne sei la prova. «fare proprio un prodotto che questo non lo è» Secondo me è un prodotto. Che poteva venire fuori meglio, ma la sua struttura progettuale c'è ed è comprensibile, se non condivisibile. E' chiaro che come primo test, Panini abbia deciso di usare come spina dorsale la storia assodata. Recchioni ha dovuto trovare la sua chiave, per raccontare 1000 pagine in meno di 100. L'idea di incarnare le emozioni di Nihal e Sennar non è così sbagliata. Quello di cui mi lamentavo era la precisione con cui è stato gestito visivamente il rapporto con l'iconografia del Mondo Emerso. E poi la mancanza di evocatività di molte ambientazioni. Se fai un fumetto fantasy e azzeri il sense of wonder dato dai fondali o dalle scene di massa, ti levi delle buone occasioni per creare un mood. Finisci prima, ma fai una raffigurazione meno approfondita.

» postato da spacechili alle 16:06 del 06-11-2009

11 «agar dissento nuovamente, sono un lettore di licia troisi, ho letto tutto, ma il fumetto l'ho trovato brutto e ne parlai direttamente con l'autrice esprimendo le stesse perplessità (così come le espressi sul mio blog) che ho esposto qui. » ma non intendo che a chiunque piaccia leggere i libri della troisi un fumetto, anche se scadente, debba piacere. Dico solo che sembra più un prodotto quasi di merchandise, almeno a me ha dato questa impressione, che non ci fosse insomma la volontà di offrire qualcosa di appetibile anche a chi non è un fan sfegatato che basta che ci sia la parola "mondoemerso" e si compra qualsiasi cosa.

» postato da Agar Cioccolato alle 16:31 del 06-11-2009

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.