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Faccia a Faccia con G.L. D'Andrea
Chi è lo scrittore?
G.L. D’Andrea, come riesci a conciliare la tua attività di scrittore, con il lavoro, la famiglia, figli, ecc. ecc.?

La domanda va rovesciata. Vedi, io scrivo perché senza la scrittura annego. Non è una questione di posa “drammatica”. Non mi interessano le pose, non inseguo la coolness. Come dice un amico, non sono di quelli che vogliono aver scritto per potersela tirare. A me interessa la “cosa in sé”. Che è, appunto, scrivere. Il resto, quindi, deve essere necessariamente un corollario. E lo è.
Come scrittore, come organizzi la tua giornata lavorativa? Ogni scrittore ha una sua ritualità nello scrivere, qual è la tua?
Cerco di essere metodico. Cerco di creare una routine che poi mi costringo a rispettare il più possibile. L’autodisciplina non mi difetta, quindi non è quasi mai un problema. Nello specifico: cerco di scrivere almeno sei o sette ore al giorno, sacrificando, se necessario, ore di sonno.
Senti di avere raggiunto qualche traguardo?
No, impossibile. E’ ancora troppo presto. Che traguardo vuoi che sia riuscire ad avere il proprio libro nelle librerie in uno dei paesi in cui si pubblica di più al mondo? No. E nemmeno le recensioni positive sono un traguardo, così come non lo sono le mail dei lettori. Bellissime e spesso molto acute (i lettori del W sono molto… particolari), ma non sono un traguardo. Il traguardo è una specie di chimera: riuscire a scrivere qualcosa che sia realmente aderente a quello che è il libro prima di essere scritto. La parola, scritta sul muro o digitata sullo schermo di un computer, è sempre più “pesante” e “inadeguata” rispetto all’idea che la precede. Il traguardo sarebbe quello di trovare perfetta aderenza fra l’idea e la carta inchiostrata. Temo sia difficile…
Leggere
Quali sono i tuoi hobby, il passatempo preferito, cosa ti piace leggere? E quali sono i tuoi autori preferiti?
Ce ne sono molti, moltissimi. Miller, Dantec, Lovecraft. De Quincey, Pynchon, Mieville, King, Barker, Mailer, Tosches, Malaparte, DeLillo, Palahniuk... E poi, su tutti, Borges. Il divino Borges, certo. Mi piace molto William T. Vollmann. E Roth. David Peace, Dereck Raymond. Provo una venerazione che sconfina nell’odio per David Foster Wallace. Poi c’è la poesia e la filosofia. Pascal, ad esempio, Nietzsche, ma non sono sistematico. Amo la poesia, è molto importante per me. Come vedi sono tutti autori che hanno qualcosa da dire. Mi piace quando un autore cerca di far luce su un pezzetto di realtà che a me, magari, sfugge. Realtà dell’animo umano, naturalmente. E’ l’unica che mi stimoli realmente.
Quali autori ti fanno da "guida"? Cosa leggi abitualmente?
Come detto, leggo di tutto, purché abbia qualcosa da dire. Scrittori guida? Penso di capire quello che intendi ma, francamente, non so che dirti. Le influenze sono molte, alcune lusinghiere, altre meno. Alcune evidenti, certe molto più nascoste, ma non meno importanti.
Che libro hai in questo momento sul comodino?
Ne ho due. Tendo a leggere qualcosa di nuovo e rileggere contemporaneamente qualche libro da cui ho qualcosa da imparare. Al momento ho appena finito, ma davvero appena, “La camicia di ghiaccio” di Vollmann, un libro impressionante anche se difficile. E mentre sono indeciso se attaccare “La difesa di Luzin” o “Spider” rileggo Nexus, di Miller.
Per concludere, vuoi darci un consiglio di lettura?
Volentieri. Ultimamente ho letto con piacere “Dispacci” di Herr, che poi è il libro da cui è stato tratto Apocalypse Now, uno dei libri “definitivi” sulla guerra (nonostante l’orrendo risvolto di copertina di Gianni Riotta). Il libro di Lara Manni, Esbat, è molto efficace così come molto bello è “La letteratura nazista in America” di Bolaño. Ma a dire la verità il libro più bello che mi è passato fra le mani negli ultimi mesi è un manoscritto inedito che spero tutti possano apprezzare fra non molto.
Scrivere
Quando hai scoperto, e come, che avevi qualcosa da dire, che sentivi la necessità di 
L'autore
scrivere? E quando hai iniziato e su quali argomenti? Quale è stato il percorso che hai affrontato prima di veder pubblicato un tuo romanzo? Hai ricevuto molti rifiuti?

L'autore
Ho scoperto presto che scrivere era la mia cosa. Grazie ad una maestra. Aneddoto divertente, ma vero. Vedi, io sono terribilmente negato per il disegno e questa persona mi spiegò che per mostrare le cose bastava tracciare delle semplici lettere una dietro l’altra. Mi ha spalancato un mondo, letteralmente. Crescendo ho capito che scrivere non è soltanto mostrare ma che ha più a che fare con la seduzione.
Ho iniziato in maniera confusa, scrivevo e scrivere mi bastava. Non servivano storie, bastava la penna sulla carta. Certo, a pensarci bene c’era sempre un ché di sinistro, di scuro, in quello che scrivevo, ma penso che quando si è agli inizi l’inconscio abbia molta più voce in capitolo di quanto si pensi. Per quel che riguarda la mia storia editoriale… Ho iniziato a mandare in giro dei manoscritti — francamente orrendi — ricevendone le solite cartoline “al momento non siamo interessati, ma ritenti che sarà più fortunato”. Non l’ho mai vissuta come una sconfitta, anzi. Quelle cartoline prestampate mi davano nuova fiducia. Non ho mai visto nella pubblicazione un traguardo, la pubblicazione è necessaria per permetterti di far leggere ad altri ciò che ti passa per la testa, ma non è agli applausi che penso quando scrivo. Detto questo: è ovvio che avere fra le mani un libro con il proprio nome sopra sia una sensazione molto bella, non lo nego. Alla fine è arrivato il fatidico punto di svolta, grazie al direttore di Meridiano Zero che mi ha detto, senza mezze misure, che per la sua collana non sarei mai andato bene. Il motivo era semplice quanto ovvio: non stavo scrivendo la mia cosa, la stavo ancora cercando. Ma, a suo parere, c’era del talento. E quindi mi ha fatto contattare da quello che sarebbe diventato il mio agente.
Capire la tua cosa: consiglio ovvio e semplice, ma difficile da mettere in pratica. Ci sono voluti altri cinque anni, da quel momento, per arrivare alla firma del contratto con Mondadori. Resta pur sempre un consiglio molto utile.
Commenti
2 Bravo G.L. Soprattutto, è da apprezzare la difesa che fa dei Classici.
» postato da Matthew McPumpkin alle 11:34 del 09-09-2009
3 Peccato che la Rowling non sia scozzese...
Che dire? Un'intervista che mi conferma quel che già pensavo sul personaggio... Un plauso cmq a Luca.
» postato da Marina alle 11:47 del 09-09-2009
4 « Che dire? Un'intervista che mi conferma quel che già pensavo sul personaggio... » Scusa, non l'ho capita. A me è sembrata un'intervista "normale".
» postato da Anonimo (DH) alle 12:17 del 09-09-2009
5 « Scusa, non l'ho capita. A me è sembrata un'intervista "normale".» Mi sembra un post chiaro: un'intervista che mi conferma i tratti caratteriali del personaggio. Combaciano perfettamente con l'idea che mi ero già fatta altrove.
» postato da Marina alle 12:25 del 09-09-2009
6 «P.S.: mi sa che Okamis stamattina s'è svegliato con uno stormo di 747 nelle orecchie...
»
Ovviamente non posso esserne sicuro, ma credo anch'io che si riferisca a me quando parla dell'imbecille armato di blog con la licenza elementare (anche se poi, io in quel mio articolo avevo scritto che faceva confusione con ben altro, da cui il mio dubbio se si riferisca davvero al sottoscritto).
A tal proposito, faccio notare una cosa, oltre a quella segnalata giustamente da Marina. Ecco, il film "Apocalypse now" non è stato tratto da "Dispacci" di Michael Herr, ma trae invece ispirazione da "Cuore di tenebra" di Conrad. Herr si occupò "solo" (si fa per dire, visto comunque il grande lavoro da lui effettuato) della sceneggiatura del film (che comunque è a più mani; infatti Herr si occupò soprattutto della scrittura dei dialoghi della voce narrante). Che poi all'interno del film Herr abbia inserito alcune parti in comune con il suo libro è un altro discorso (anche perché Herr la guerra del Vietnam l'ha vissuta in prima persona e quanto scritto in "Dispacci" non è fiction, ma pura realtà). Oltretutto Herr ha lavorato anche con Kubrick per "Full Metal Jacket" e pure lì si possono trovare rimandi al suo libro, ma nessuno oserebbe dire che FMJ è tratto da "Dispacci". Ma dopotutto io ho appena la licenza elementare ^_^
» postato da Okamis alle 12:26 del 09-09-2009
7 Condivido pochissimo di ciò che scrive nelle sue risposte. Sicuramente è un personaggio interessante (o costruito?). Fatto stà che sono sempre più curioso di leggere il suo romanzo; a questo punto non so se aspettarmi un libro "rivelatore", o un testo stupidamente pretenzioso.
» postato da (spud ilmio) alle 13:40 del 09-09-2009
8 Pontifica parecchio, secondo me... ma mi ha reso curioso di leggere il suo libro.
» postato da Yenvel alle 13:49 del 09-09-2009
9 ho letto la recensione della gamberetta non e' che sia molto positiva anzi lo ha un po distrutto e da quello che leggo su altri forum seguono tutti la sua linea , sull'intervista mi sembrano risposte per bambini e generiche al massimo
» postato da (stefan marton) alle 15:32 del 09-09-2009
10 «ho letto la recensione della gamberetta non e' che sia molto positiva anzi lo ha un po distrutto »
Strano, non lo fa mai con nessuno
:"> ![]()
» postato da Palin alle 15:37 del 09-09-2009
11 ««
Scusa, non l'ho capita. A me è sembrata un'intervista "normale".»
Mi sembra un post chiaro: un'intervista che mi conferma i tratti caratteriali del personaggio. Combaciano perfettamente con l'idea che mi ero già fatta altrove.»
Adesso mi è chiaro. Per una svista personale non avevo letto una parte dell'intervista: certi toni non sono piaciuti nemmeno a me.
Su certe cose sono d'accordo (evitare gli editori a pagamento e una certa attenzione ai classici), ma sulle affermazioni e critiche rivolte ad altre persone...beh si può esprimere il proprio parere in altri modi: il rispetto non deve mai mancare, in nessun caso.
«Ecco, il film "Apocalypse now" non è stato tratto da "Dispacci" di Michael Herr, ma trae invece ispirazione da "Cuore di tenebra»
Ottima precisazione ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 16:26 del 09-09-2009
12 «ho letto la recensione della gamberetta non e' che sia molto positiva anzi lo ha un po distrutto e da quello che leggo su altri forum seguono tutti la sua linea , sull'intervista mi sembrano risposte per bambini e generiche al massimo »
AVANTI! Inginocchiatevi tutti davanti al Sacro Totem Gambero...
(gurgle)
![]()
» postato da spacechili alle 10:09 del 10-09-2009
13 Non leggo nemmeno i commenti altrui. Voglio mantenere intatta la mia impressione di D'Andrea. A me intriga molto come persona, più che come scrittore. Ritengo il suo Wunderkind una semplice questione di feeling, marginale insomma; cioè non mi porta a pensare (spero sia chiaro) che non abbia niente da dire. Anzi, a me sembra che di cose da dire ne abbia molte e importanti (come, ad esempio, il fatto che il talento è innato, ma che non significa un fico secco se resta lì da solo a guardarsi attorno: olé! E siamo a due, da queste parti.). Mi affascina, di D'Andrea, soprattutto la sua cultura. Ne ha a pacchi più di me, parlando di letteratura. Di più, con quest'intervista non fa che darmi l'ennesimo schiaffo (dopo i molti che mi sono dato da solo e che ancora non mi sono bastati) riguardo ai Classici: è una vita che mi ci avvicino e poi mi allontano con la coda tra le gambe. Credo sia un mio grossissimo limite, che devo colmare il prima possibile. Credo a quello che dice: i Classici sono fondamentali. Senza non si capisce ancora bene cosa sia la letteratura (una bestia affamata, come la chiama lui, ed è un'immagine che mi piace molto). Magari se ne ha un'idea - come posso averla io -, ma resta un'idea sfocata, distante e inafferrabile. O che ti bracca e ti sbrana prima che te ne accorgi. Allora tenti di tenertene alla larga: ma è da codardi! Bisogna sputarci sangue sopra, prima. E forse questo è l'esatto motivo per cui ogni volta me ne vado con la coda tra le gambe... In ogni caso, trovo sia una persona davvero interessante, divertente da leggere (m'ha fatto ridere più d'una volta durante l'intervista... E non credo di essermi bevuto il cervello - forse mangiato?). Come autore, diciamo che attendo il suo New Kid. Sottoscrivo tutto ciò che dice e che potrei aver detto io. Altre cose, invece, non potrei averle dette io, ignorante come sono. Ma le sottoscrivo lo stesso! L'unica che non faccio mia è il giudizio sul Fantasy: secondo me lo conosce poco (e temo di non capire la sua affermazione su Licia, che apprezzo molto come persona, ma che come Fantasy... Dovrei parlarne a quattr'occhi con lui, perché quella "luce" di cui parla io da quelle parti non l'ho vista. Non capisco cosa intenda, ma non posso giudicare). In ogni caso, se la sua percentuale del 99,9% è francamente esagerata, credo che si avvicini tristemente alla realtà. Solo che, diciamo (ma lo dice già lui), andrebbe estesa alla narrativa in toto, altro che al Fantasy! Qui ci stanno prendendo per il culo da un bel pezzo, in libreria. Mi sa che devo farmi consigliare qualche romanzo da lui: sono stufo di gettare via il mio denaro, riponendo sugli scaffali romanzi dopo 50 pagine, nove volte su dieci o di più.
» postato da Negróre alle 11:11 del 10-09-2009
14 «Mi affascina, di D'Andrea, soprattutto la sua cultura. Ne ha a pacchi più di me, parlando di letteratura. Di più, con quest'intervista non fa che darmi l'ennesimo schiaffo (dopo i molti che mi sono dato da solo e che ancora non mi sono bastati) riguardo ai Classici: è una vita che mi ci avvicino e poi mi allontano con la coda tra le gambe. Credo sia un mio grossissimo limite, che devo colmare il prima possibile. Credo a quello che dice: i Classici sono fondamentali. Senza non si capisce ancora bene cosa sia la letteratura (una bestia affamata, come la chiama lui, ed è un'immagine che mi piace molto). Magari se ne ha un'idea - come posso averla io -, ma resta un'idea sfocata, distante e inafferrabile. O che ti bracca e ti sbrana prima che te ne accorgi. Allora tenti di tenertene alla larga: ma è da codardi! Bisogna sputarci sangue sopra, prima. E forse questo è l'esatto motivo per cui ogni volta me ne vado con la coda tra le gambe...
In ogni caso, trovo sia una persona davvero interessante, divertente da leggere (m'ha fatto ridere più d'una volta durante l'intervista... E non credo di essermi bevuto il cervello - forse mangiato?). Come autore, diciamo che attendo il suo New Kid.
Sottoscrivo tutto ciò che dice e che potrei aver detto io. Altre cose, invece, non potrei averle dette io, ignorante come sono. Ma le sottoscrivo lo stesso!
L'unica che non faccio mia è il giudizio sul Fantasy: secondo me lo conosce poco (e temo di non capire la sua affermazione su Licia, che apprezzo molto come persona, ma che come Fantasy... Dovrei parlarne a quattr'occhi con lui, perché quella "luce" di cui parla io da quelle parti non l'ho vista. Non capisco cosa intenda, ma non posso giudicare). In ogni caso, se la sua percentuale del 99,9% è francamente esagerata, credo che si avvicini tristemente alla realtà. Solo che, diciamo (ma lo dice già lui), andrebbe estesa alla narrativa in toto, altro che al Fantasy! Qui ci stanno prendendo per il culo da un bel pezzo, in libreria.
Mi sa che devo farmi consigliare qualche romanzo da lui: sono stufo di gettare via il mio denaro, riponendo sugli scaffali romanzi dopo 50 pagine, nove volte su dieci o di più.»
Andrea, il fatto che abbia spaziato molto nelle letture è un bene, ha una cultura molto varia e questo è positivo. Ma non idealizzarlo; anzi, è meglio non idealizzare mai nessuno. Ha una gran cultura, ma è fine a sè stessa o è qualcosa di più? Perchè se la cultura ti fa crescere come persona è un bene, altrimenti se deve essere fine a sè stessa non serve a nulla. Se davvero avesse appreso qualcosa da essa, non userebbe certi toni e nemmeno un certo disprezzo: non che le sue idee siano sbagliate, ma anche se fossero giuste il suo modo le rende sbagliate.
Sul fatto che il 99.9% del fantasy sia scritto male...beh, prima di fare certe dichiarazioni dovrebbe ampliare la sua cultura: questa l'ha sparata grossa.
Che poi io e te siamo d'accordo che in libreria ci stiano prendendo in girop da un pezzo, non ci piove.
Però io un attimo ci penserei prima di farmi consigliare qualche libro da uno che considera Licia Troisi l'unica che sa scrivere e sa cosa scrivere. Non è una critica a questa scrittrice, non giudico le sue doti, ma questa affermazione mi risulta stridente, forse per il fatto che sono della stessa casa editrice. So che il fantasy italiano ha lacune, nel tuo blog abbiamo affrontato e affrontiamo la questione e sai come la penso, ma gli estremismi non mi piacciono, di nessun genere.
Ma se vuoi qualche consiglio di letture valide, te le posso suggerire, sia fantasy sia classici
non te ne pentiresti ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 12:54 del 10-09-2009
15 «
Però io un attimo ci penserei prima di farmi consigliare qualche libro da uno che considera Licia Troisi l'unica che sa scrivere e sa cosa scrivere. Non è una critica a questa scrittrice, non giudico le sue doti, ma questa affermazione mi risulta stridente, forse per il fatto che sono della stessa casa editrice. So che il fantasy italiano ha lacune, nel tuo blog abbiamo affrontato e affrontiamo la questione e sai come la penso, ma gli estremismi non mi piacciono, di nessun genere.
»
vabbé, ma questa è la tipica affermazione "di scuderia", pesala come tale ![]()
» postato da Marina alle 13:24 del 10-09-2009
16 Ohdrein, capisco cosa vuoi dirmi. Ma non sto idealizzando. A me è sembrato che in certe sue risposte ci fosse del succo, ecco. Poi, per carità, potrei sbagliarmi. In ogni caso, onestamente parlando, a me è sembrato che avesse da dire molte più cose di altri autori (e non giudico dalla lista di autori letti, perché so che tutti sono capaci a scriverla; semplicemente, spero nella buona fede, che non posso mettere in discussione per principio, altrimenti sarei il primo a sbagliare). Lo scricchiolio c'è quando parla dei romanzi di Licia: mi sa che non ci siamo capiti su cosa sia il Fantasy di qualità. E quindi sarei curioso di capire di quale "luce" parla. Non credo di idealizzarlo, dato che mi sembra di Fantasy non capisca un'acca, alla luce delle sue stesse affermazioni (cosa che forse lui penserà di me relativamente alla musica Metal, dopo un rapido scambio di battute sul suo blog). L'importante è non star qui a menarsela troppo. E a me sono piaciute certe sue risposte, proprio perché mi pare che non la menassero. Ciò detto, ho anch'io i miei grossi dubbi. Non è che lo conosca di persona, quindi... Chi lo sa? Ciò detto, però, riscontro anche un atteggiamento un po' chiuso nei confronti della sua schiettezza. Non dico che sbagliate a considerare certi toni fastidiosi: ognuno ha la propria sensibilità, che rispetto. Lo sai come la penso, Ohdrein. Oltre tutto siamo in sintonia su questo. Ma, ribadisco, perché star qui a pestarsi i calli vicendevolmente? Dove si vuole arrivare? Non è un caso che non ho letto gli altri commenti prima di scrivere: non volevo farmi condizionare dal solito muro contro muro. E, vedo, ho fatto bene.
» postato da Negróre alle 14:31 del 10-09-2009
17 «non volevo farmi condizionare dal solito muro contro muro. E, vedo, ho fatto bene.»
Andrea, il muro contro muro non c'entra nulla. Tu puoi leggere un'intervista e trovare interessante e simpatico ciò che l'intervistato dice, altri no. Non è muro, è diversa percezione e diversa opinione su quanto percepito. Ultimamente il diritto di critica sembra un delitto... ![]()
» postato da Marina alle 14:53 del 10-09-2009
18 «vabbé, ma questa è la tipica affermazione "di scuderia", pesala come tale »
Hai ragione Marina, bisogna dargli il giusto peso; però le frasi di circostanza non è che siano il massimo, almeno per me. Evitarle sarebbe meglio, se non si ha nient'altro da dire. Preferisco la franchezza. E qui mi allaccio al discorso di Andrea e con cui concordo.
Questa intervista mi ha dato una certa idea del personaggio, che però non vuole essere un giudizio sulla persona, dato che non la conosco. Ci sono due sensazioni differenti: una, come dici tu, schietta e diretta, l'altra un pò artefatta, che sa di costruito. Questa mi fa diffidare o per lo meno mi lascia qualche dubbio, che magari potrebbe essere fugato con un discorso più approfondito se magari l'intervistato partecipasse alla discussione. Chiarire è sempre una buona cosa e poi potrebbero esserci spunti per un bel confronto. ![]()
» postato da Anonimo (DH) alle 15:14 del 10-09-2009
19 Che dire, non le manda certo a dire. Ma fa un po' troppo il fenomeno dispensando giudizi come fossero verità (tipo il commento sul blogger) Buon lavoro ma un po' più di umiltà non farebbe male.
» postato da Aliser alle 21:45 del 10-09-2009
20 Non mi sta molto simpatico così a pelle, ma questo non ha niente a che vedere col libro, che magari è bellissimo (non l'ho letto). Non scrive fantasy, ok. Mi resta la curiosità di sapere cosa scrive. Forse me la tengo.
» postato da Kinzica alle 22:11 del 10-09-2009
21 «Non mi sta molto simpatico così a pelle, ma questo non ha niente a che vedere col libro, che magari è bellissimo (non l'ho letto).
»
A me dà l'impressione di uno con le idee molto ma molto chiare (come già me l'aveva data durante una fugace occhiata al suo blog in cui rispondeva efficacemente a commenti polemici e vuoti con un piglio tagliente e arguto di cui mai avevo visto uguale altrove). Ciò non toglie che il libro non mi stuzzica, ma più che altro perchè se ho capito bene ha molte influenze horror, genere che mi è del tutto indifferente.
««ho letto la recensione della gamberetta non e' che sia molto positiva anzi lo ha un po distrutto »
Strano, non lo fa mai con nessuno
:">
»
D
» postato da metalupo alle 22:36 del 10-09-2009
22 Comunque anche io non sono d'accordo sul 99%.
Sempre che non abbia avuto la fortuna di leggere solo esempi di quel 1%, mi sembra un numero un po' esagerato.
Ho fatto l'ecodoppler al fantasy italiano l'altro ieri ed era sano come un pesce...
:">
» postato da spacechili alle 23:28 del 10-09-2009
23 Scusami Andrea D'Angelo, non capisco cosa ci sia di affascinante in questa intervista. Io leggo delle affermazioni pesanti che, a colpo d'occhio, fanno l'effetto di una scimmia urlatrice. Dire che il "99,9% del fantasy propriamente detto" (quindi non solo italiano) è scritto male, implica che tu abbia letto il 100% della letteratura di genere. Il che, perdonami, mi pare impossibile, vista la vastità del genere, nazioni, epoche. Meglio evitare frasi epocali o numeri o quant'altro che servono solo a far rumore. A casa mia si chiama fuffa. A me questo basta per chiudere l'intervista e mi toglie curiosità sull'autore e sul suo libro. Ne consegue quindi che anche le affermazioni sul fantasy italiano stiano poco in piedi. Sarei curioso in tal caso di capire la sua cultura sul fantastico italiano (fantasy, fantastico per ragazzi, fantastico per adulti, horror e via dicendo). Il discorso di Licia non stona, visto che entrambi sono stati proposti da Dazieri. Ciao, Francesco
» postato da FrancescoFalconi alle 09:12 del 11-09-2009
24 GL D'Andrea dixit: "Inoltre, il 99,9% del fantasy propriamente detto è scritto male. Malissimo. Manca di spessore. Io voglio libri che mi dicano qualcosa, magari con cui litigare, ma che abbiano un po' di luce, dentro. Anche solo una scintilla."
et
"Salvo Licia Troisi che invece ha molto bene in mente cosa scrivere e come farlo. Gli altri, cercano di dire qualcosa rimirandosi allo specchio (e sputando nell'altrui piatto) accontentandosi del proprio misero orticello, ma l'unica cosa che farfugliano è "guarda come sono bello"
Nelle mie (non certo onnicomprensiva ma nemmeno irrilevanti) frequentazioni con il fantasy italico mi sono imbattuto in autori umili e presuntuosi, mediocri e di talento, originali e tradizionali, volti più alla scrittura o al commercio. Il tutto in base al mio personalissimo giudizio e, manco a dirlo, corredato da tutte le sfumature che riuscite a immaginare fra i poli un pò drastici che ho elencato.
Se c'è qualcosa che m'è mancato, è lo scenario terribilmente omogeneo (per di più a tinte squallide), al limite dell'amorfo, riscontrato invece da D'Andrea.
Ma ognuno parla per esperienza, certo. Purtroppo, le statistiche "asintotiche" riportate da D'Andrea richiedono una conoscenza e un'analisi esaustiva del medesimo scenario per potere essere avvalorate. Non potendolo sapere, faccio senza dubbio conto sul fatto che lui abbia letto migliaia e migliaia di pagine di letteratura fantasy italiana (mi limito agli autori editi, che ormai non sono più tanto pochi). Considerando che il fantasy non gli piace un granché, mi domando (senza ironia) chi glielo abbia fatto fare.
Inoltre... il giudizio che esprime su "gli altri" è tanto tranciante da poter essere ascritto a due sole circostanze:
1) O ci crede fermamente.
2) O mira a provocare.
D'accordo con Andrea D'Angelo, non mi ritengo proprio nessuno per poter mettere in discussione, in linea di principio, la buona fede di D'Andrea, né il suo diritto a esprimere ciò che pensa. Però...
Però l'esclusione della Troisi dal filo della sua falce risulta sospetta. E non perché a lui non possa piacere Licia (ci mancherebbe!), ma perché tale affermazione contrasta con molte altre cose che afferma nel resto dell'intervista.
E allora, in un accesso di franchezza che so D'Andrea apprezzerà (essendo molto franco anch'egli
), mi viene da dire che tale esclusione assomigli un pò troppo a una marchetta di scuderia. E che finisca per invalidare la solidità di quanto espresso a corredo.
E' il mio semplice parere, certo, ognuno se ne faccia ciò che vuole.
PS: curiosità forse banale: ma se D'Andrea non scrive fantasy, non ama il fantasy e tende a leggere molto altro che fantasy... perché le domande insistevano a chiedergli cosa pensasse del... fantasy?!? ![]()
» postato da LotharB alle 09:38 del 11-09-2009
25 «Scusami Andrea D'Angelo, non capisco cosa ci sia di affascinante in questa intervista. Io leggo delle affermazioni pesanti che, a colpo d'occhio, fanno l'effetto di una scimmia urlatrice. Dire che il "99,9% del fantasy propriamente detto" (quindi non solo italiano) è scritto male, implica che tu abbia letto il 100% della letteratura di genere. Il che, perdonami, mi pare impossibile, vista la vastità del genere, nazioni, epoche. Meglio evitare frasi epocali o numeri o quant'altro che servono solo a far rumore. A casa mia si chiama fuffa. » Quando uno ha una cultura letteraria troppo centrata sui classici o anche solo più modestamente sul "mainstream", cade facilmente in queste affermazioni. Che non condivido ma che comprendo sufficientemente da non condannare... da liquidare con una scrollata di spalle. E' il problema della letteratura di genere. Qualsiasi genere di letteratura di genere. Ci sono opere di genere che hanno valore come opere letterarie in sé, oltre che nel genere. E altre, numericamente più rilevanti, che più o meno hanno senso solo nell'ambito del genere. E di quest'ultime, se non ami profondamente il genere o quantomeno non lo capisci a sufficienza, non vedrai mai il valore. Snobisticamente allora potresti essere tentato di dire che quella roba è scritta pessimamente. Che è un modo (sbagliato) di riferire che non ti ha coinvolto per nulla.
» postato da metalupo alle 10:37 del 11-09-2009
26 « Quando uno ha una cultura letteraria troppo centrata sui classici o anche solo più modestamente sul "mainstream", cade facilmente in queste affermazioni. Che non condivido ma che comprendo sufficientemente da non condannare... da liquidare con una scrollata di spalle. » Io no, non comprendo. Ti faccio un esempio, leggo molto mainstream ma pochi romanzi rosa e gialli. Non per questo vado a dire che il 99,9% dei gialli e romanzi rosa sono scritti male semplicemente perché non ho quei numeri per dirlo.
» postato da FrancescoFalconi alle 10:45 del 11-09-2009
27 «Scusami Andrea D'Angelo, non capisco cosa ci sia di affascinante in questa intervista.» (Non capisco perché mi chiami per nome e cognome, ma sorvolo.) Il fatto che abbia affermato una cosa non soltanto discutibile, ma errata, non significa che io non sia in grado di trovare del buono in altre sue risposte, Francesco. Forse sono io che ragiono male, ma ho il difetto (purtroppo non da sempre: l'ho acquisito) di non giudicare una persona da una sola frase, specie quando ne dice molte in un'intervista. Poi, se si preferisce dividere il mondo in "buoni e cattivi", si faccia. Ma non è la mia visione del mondo. Ciò detto, non pretendo che tu la capisca.
» postato da Negróre alle 11:07 del 11-09-2009
28 « Io no, non comprendo. Ti faccio un esempio, leggo molto mainstream ma pochi romanzi rosa e gialli. Non per questo vado a dire che il 99,9% dei gialli e romanzi rosa sono scritti male semplicemente perché non ho quei numeri per dirlo.» Per dirlo bisogna sbilanciarsi... provocare o essere un po' snob. Che il tipo sia un po' snob, nessun dubbio. Dice che col talento si nasce, il talento non si acquisisce (quella che si acquisisce, dunque dovrebbe essere la sola tecnica). Più avanti dice che si può essere ottimi scrittori senza aver talento. Se ne deduce (da queste e altre frasi) che lui è convinto di averlo il talento. O se ne è convinto da solo o qualche editor professionale glie lo ha detto con tanta forza da convincerlo. E sia... sono frasi snob. Specie perchè il talento, come concetto, è un concetto grossolano, di qualche utilità fintanto che si tiene sempre ben presente che è appunto un concetto grossolano, un po' come dire "è intelligente". Tolto questo (per cui capisco anche l'antipatia che ha suscitato in qualcuno questa intervista) ha dato una descrizione del suo approccio al lavoro e alla scrittura che trovo molto "viva"... che mi racconta davvero qualcosa. Per questo dico che è uno con le idee chiare.
» postato da metalupo alle 11:12 del 11-09-2009
29 «Dire che il "99,9% del fantasy propriamente detto" (quindi non solo italiano) è scritto male, implica che tu abbia letto il 100% della letteratura di genere. Il che, perdonami, mi pare impossibile, vista la vastità del genere, nazioni, epoche» «Considerando che il fantasy non gli piace un granché, mi domando (senza ironia) chi glielo abbia fatto fare. Inoltre... il giudizio che esprime su "gli altri" è tanto tranciante da poter essere ascritto a due sole circostanze: 1) O ci crede fermamente. 2) O mira a provocare. D'accordo con Andrea D'Angelo, non mi ritengo proprio nessuno per poter mettere in discussione, in linea di principio, la buona fede di D'Andrea, né il suo diritto a esprimere ciò che pensa. Però... Però l'esclusione della Troisi dal filo della sua falce risulta sospetta. E non perché a lui non possa piacere Licia (ci mancherebbe!), ma perché tale affermazione contrasta con molte altre cose che afferma nel resto dell'intervista. » D'accordo con l'affermazione di Francesco e con il discorso di Marco. Penso che non sia stata una scelta sua, dato che lui stesso ammette di non scrivere fantasy, ma una decisione della casa editrice di farlo passare come tale per sfruttare il periodo favorevole di questo genere. Sul giudizio che dà sugli altri, propendo per la seconda, dato che da quanto detto nell'intervista non pare uno sprovveduto. E sull'ultimo sospetto...forse è qualcosa di più. Sono dell'idea che leggere molto, più generi, dovrebbe aiutare ad avere una visuale più aperta, a discernere e a ponderare meglio il punto di vista delle questioni, criticandole ma non aggredendole, mostrando i punti deboli senza essere sopra le righe. So che non è una regola fissa e che tutto dipende dalla persona, ma sarebbe bello se fosse davvero così.»
» postato da Anonimo (DH) alle 12:56 del 11-09-2009
30 Andatevi a leggere il suo blog. Noterete in un paio di interviste che quando lo definiscono scrittore fantasy non fa una piega e difende anche il genere. Qui dice altro. Com'è?
» postato da Aliser alle 13:46 del 11-09-2009
31 Penso che la frase del "99% del fantasy" sia soggettiva.
Ho letto lavori di Francesco e Fabiana Redivo, oltre che di Licia, e personalmente li trovo vivi e interessanti. Hanno la virtù del sogno o lo spirito delle grandi avventure.
Semplicemente non c'è quello che G.L. cerca. Per questo giudica in quel modo. Lo fa in base alla propria fame e ai propri gusti.
Ma non è detto che gli altri abbiano la stessa dieta, tutto qui.
Questo non è una condanna al genere in senso lato, ma una personale visione delle cose.
G.L. vede il genere come un'etichetta su uno scaffale. Forse per quello se ne distacca. Io lo vedo come una grotta di consuetudini fatta di tufo. Mi piace quando viene scavata e sovvertita. Quando la si fa crollare al solo scopo di divertire il lettore e portare un po' di novità.
Ma il genere è anche una scaletta che permette di comunicare al lettore in modo più spedito, senza dover spiegare la rava e la fava.
Insomma, c'è roba utile là dentro...
«Andatevi a leggere il suo blog. Noterete in un paio di interviste che quando lo definiscono scrittore fantasy non fa una piega e difende anche il genere.
Qui dice altro. Com'è?»
Perchè su fantasy magazine la consuetudine è difenderlo il genere. Su LetteraturaSeriazine la consuetudine è attaccarlo.
Lui, che sta a filo in entrambe le realtà, si muove in modo da mettere alla prova le consuetudini e mostrare altro.
Leggere G.L. letteralmente non ha senso, capite?
E' una sciarada. E' un tutto-il-contrario-di-tutto, dietro al quale si nasconde la sua opinione. Nell'interlinea...
:">
» postato da spacechili alle 13:56 del 11-09-2009
32 beata coerenza... s'era già visto comunque con l'affermazione che il fantasy al 99.9% faccia schifo e successiva esclusione della troisi, il che porta a due logiche conclusioni: -essendo in molti ad avere stessi pregi e difetti della troisi, sia a livello di stile che come trame, se si apprezza quel genere di fantasy l'affermazione che tutto il resto faccia schifo è un controsenso; -se si afferma che tutto fa schifo mentre l'unica ad essere brava a scrivere e ad inventare storie sia lo troisi, visti quanti sono al suo stesso livello l'affermazione risulta un controsenso; ergo G.L. non è coerente.
» postato da Agar Cioccolato alle 13:57 del 11-09-2009
33 «Penso che la frase del "99% del fantasy" sia soggettiva.
G.L. vede il genere come un'etichetta su uno scaffale. Forse per quello se ne distacca.
»
In realtà nell'intervista dice "Conseguente a questo c'è il problema degli himmleriani dei generi che leggono i libri e li valutano a seconda dello scaffale in cui sono stati collocati. C'è scritto Classici? Allora è pesante. Con buona pace, chessò, di Golding. C'è scritto Fantasy o Horror o Fnatascienza o Urban-punk-tagadà? Allora DEVE essere scritto così e così e così. Ah sì? E' un peccato, perché ragionando in questa maniera ci si perdono un sacco di bei libri".
Un punto di vista che condivido appieno ma che mi pare contraddire molto di ciò che afferma in seguito sul fantasy.
«
Leggere G.L. letteralmente non ha senso, capite?
E' una sciarada. E' un tutto-il-contrario-di-tutto, dietro al quale si nasconde la sua opinione. Nell'interlinea...
:">»
A rischio di risultare artefatti. Ognuno sceglie di esprimersi come preferisce, per carità, ma lui sostiene di essere per la schiettezza e tanto stride, di nuovo, con la sciarada provocatoria.
Insomma, io trovo che l'eccessivo accumulo di controsensi leda alla sostanza di ciò che si dice. E a me piacciono le interviste corroborate di sostanza, a prescindere da quanto l'intervistato ami guarnirle nella pur godibile forma.
» postato da LotharB alle 17:27 del 11-09-2009
34 «Leggere G.L. letteralmente non ha senso, capite?
E' una sciarada. E' un tutto-il-contrario-di-tutto, dietro al quale si nasconde la sua opinione. Nell'interlinea...
:">»
Quoto.
E' snob.
Si diverte. E si diverte a vedervi scervellare.
:">
» postato da metalupo alle 18:37 del 11-09-2009
35 Riprendendo quanto scritto da Andrea un po' più indietro, anche secondo me G.L. ha parecchio da dire. Il problema, a mio modo di vedere, è che ha voluto creare attorno a sé un personaggio che è incapace di gestire, da cui le continue contraddizioni. Non è un questione di poca umiltà la sua, perché sono sicuro che non è il vero d'Andrea quello che si lascia andare a quanto scritto nell'intervista. La questione è che se vuoi crearti un personaggio, cosa legittima, devi essere molto in gamba. Perché non puoi presentarti come una sorta di filosofo della letteratura contemporanea e poi non sapere la nazionalità della gente da te citata o da che romanzo è tratto Apocalypse Now o ancora uscirtene fuori che il realismo è mera descrizione della realtà (questa se l'è fatta scappare alla fiera di Torino) perché, perdonate la schiettezza, finisci per fare la figura del fesso e perdi quel poco di credibilità che ti rimane. Probabilmente se si presentasse per quello che è realmente, anziché sotto la maschera del filosofo dei poveri, risulterebbe molto più interessante e non rischierebbe di perdere lettori a ogni castroneria detta...
» postato da Okamis alle 18:48 del 11-09-2009
36 « Perchè su fantasy magazine la consuetudine è difenderlo il genere. » no, non è così. FM cerca di valorizzare la scena italiana, ma questo non significa difenderla a oltranza e a qualsiasi costo (come dimostrano ad esempio ben due approfondimenti critici sui babyscrittori di casa ns). Poi è chiaro che se Rakanius legge Wunderkind e lo recensisce, gli darà senz'altro un voto più alto di quanto avrebbe fatto Marina, che non ama per nulla quel genere di libro. Ma proprio qui sta una specie di 'paradosso' che io chiamo virtuoso: quando si decide "chi si becca questo da recensire?", io, che so già di non amare libri come Wunderkind, non me lo prendo di sicuro, perché so che tanto non mi piacerebbe anche se fosse scritto divinamente (vuoi un esempio concreto e vissuto in prima persona? Trovo che Flaubert scriva deliziosamente, ma Madame Bovary m'ha fatto schifo dall'inizio alla fine), e allora è meglio che lo valuti chi apprezza il genere, così può evidenziarne gli eventuali pregi a beneficio di quegli stessi lettori che apprezzano il genere. E stesso dicasi per gli altri generi: se per esempio è un libro rivolto ai ragazzi, è facile che me lo prenda io, o Chiara, perché è un genere che amiamo. Se c'è del 'fantasy adulto' tipo Martin, è più facile che se lo legga Martina piuttosto che la sottoscritta, che la roba alla Martin è un'altro sottogenere che schifa totalmente. Il che è esattamente l'inverso di quel che accade in altre ben note lande, dove più si sa che un libro non piace, più si insiste nell'analizzarlo, con risultati partigiani evidenti a chiunque.
» postato da Marina alle 21:29 del 11-09-2009
37 Marina ha ragione. Per la sua passionalità, finisce magari per farsi deridere da chi è sempre poco accorto, ma la sua difesa è ai miei occhi sacrosanta e m sento di sottoscriverla. Anche perché non sembri che io attacchi Fantasy Magazine, perché i miei interventi sono spesso critici (il vizio di dire ciò che si pensa è, come tutti i vizi, un po' scomodo), sento di dover spendere due parole a suo favore. In questo continuo batti e ribatti, una delle prime cose da eliminare sarebbero questi sospetti o, peggio, queste convinzioni sulla testata, continuandola a tacciarla di partigianeria. E' un modo decisamente meschino di dialogare, ragazzi. Sarebbe bello che la si smettesse un po' da tutte le parti. Il muro contro muro di cui parlo, cosa che credo sia il caso di chiarire meglio, non ho mai detto che dipenda da Fantasy Magazine. La Storia è maestra: c'è un aggressore e un aggredito. Se l'aggredito è abbastanza forte da resistere alla prima aggressione, inizia a contrattaccare. Finché non ci si trova con un campo di battaglia di soli aggressori. ...finché l'ultimo non resterà in piedi? Mi sembra una ben triste fine di tutto questo potenziale che abbiamo, noi appassionati di Fantasy, da condividere. E allora perché non sforzarci tutti assieme di costruire un dialogo. Eliminando di punto in bianco le frasi anche vagamente polemiche? Certo, le provocazioni sono spesso il sale del dialogo, ma se diventano un continuum spazio temporale, alla fine il "cibo" (per la mente) è troppo salato.
» postato da Negróre alle 00:35 del 12-09-2009
38 No, beh, son sicura che Spacechili l'ha detto in buonafede e forse anche pensando di fare un complimento a FM, solo che anche la sua buonafede è in errore e mi sembrava giusto spiegare. Quanto al perché per me non si possa convivere pacificamente come tu auspischi Andrea, te l'ho già detto nell'altro topic. Forse nel modo passionale che mi contraddistingue e che hai ricordato, e dunque non ci siamo intesi. La mia non è e non era una critica al tuo auspicio, era ed è solo una personale convinzione che la convivenza pacifica non possa esistere da nessuna parte, e tantomeno all'interno di un fandom. Perché ci sarà sempre, sempre, quello che deve rompere i maroni, per millemila motivi. Fa parte di certa natura umana, e quella non la cambi, Andrea. O almeno, nella mia non ancora lunga ma neanche troppo breve vita, non l'ho mai visto accadere. Se accadrà, sarò pronta a riconoscere che avevi ragione, ma al momento resto molto più che scettica.
» postato da Marina alle 00:57 del 12-09-2009
39 « Perchè su fantasy magazine la consuetudine è difenderlo il genere.» Spacechili, mi rivolgo direttamente a te in difesa di questa frase, inequivocabile perché è inequivocabile il contesto in cui è inserita, dato che gli appunti che vengono mossi a questa frase provengono da una persona che mi ha "ordinato" di ignorarla in quanto io nel dire la mia frontalmente dimostrerei un mio perverso desiderio di limitare la sua libertà espressiva (un controsenso). Mi spiace dover ripiegare in questo modo. La consuetidine di FM è senz'altro difendere il genere, quoto. Perché il contesto in cui la frase è inserita parte dalla considerazione espressa nell'intervista (il 99% della fantasy è scritta male). Di fronte ad attacchi generalizzati al genere, quali sono per esempio quelli che ogni tanto vengono espressi in certi pigri e scandalistici articoli di giornale pensati con i piedi, la consuetudine di FM è senz'altro di dire almeno qualcosa a difesa del genere nonché sottolineare la mancanza di senso di qualunque generalizzazione. E' successo tante volte, quindi la tua frase ha assolutamente senso e non vedo proprio perchè fosse necessario puntualizzare. Puntualizzare addirittura che si tratti di un errore. FM evidentemente pullula di gente in errore. Ti sto apprezzando sempre di più, spacechili. Hai una capacità di sintesi davvero notevole.
» postato da metalupo alle 11:38 del 12-09-2009
40 «
Sei diventato il poliziotto di FM vedo...
»
E non sei contenta di ricevere rinforzi?
D
» postato da metalupo alle 12:56 del 12-09-2009
41 Meta, te l'ho già detto: quando gli Ultracorpi ci restituiranno il Metalupo rapito, sarò lieta di intrattenere di nuovo conversazione con te.
» postato da Marina alle 12:58 del 12-09-2009
42 «Se accadrà, sarò pronta a riconoscere che avevi ragione, ma al momento resto molto più che scettica.» Marina, io ti capisco. E capisco cosa dici (anche dall'altra parte). Ma resto dell'idea che se aspiro a una cosa, tento di essere costruttivo. E' inutile volere qualcosa e non darsi da fare per raggiungerla: questo è ciò che mi ha insegnato la vita. Non ho la pretesa di cambiare la natura umana, come dici tu, ma di far ragionare le persone e provare a dire loro che esiste un modo migliore per sfruttare il potenziale della nostra passione. Tentare, non significa credere di cambiare il mondo, ma credere di riuscire a migliorarlo un po', con atti concreti. Se mi lagno, non mi piace, mi provoca brutte sensazioni e alla fine perfino mi allontana da luoghi che ritengo cari, come Fantasy Magazine, allora provo a fare qualcosa. Non ci riesco (non ci sono riuscito e non per caso mi sono allontanato e me ne resto lontano, sempre più), pazienza. Ma almeno ho provato. Siccome io sono sempre stato il primo a lagnarmi della mancanza di dialogo (come della mancanza di un movimento, come ricorderai bene), allora devo essere il primo a essere propositivo, altrimenti sono un pirla qualsiasi che si sta lamentando. Questo io ho imparato vivendo: a impegnarmi per migliorare, io e la realtà che mi circonda. Anche perché, se non riesco a migliorare gli altri, almeno avrò migliorato me stesso, sforzandomi di capire chi mi risulta molesto e sforzandomi di raggiungere un dialogo comunque. Sono certo che avrò imparato qualcosa, anche se non avrò ottenuto ciò che speravo. Credo che ognuno possa insegnarmi qualcosa, quindi quel dialogo lo voglio. Ecco, la mia impressione è che, invece, si parta dal presupposto che "certi altri" non hanno nulla da insegnare (soltanto perché sbagliano decisamente il modo di porsi). Mi sembra sbagliato (e molte altre cose). Mi sembra che si confonda la polpa con la buccia e si finisca per perdere il succo. Invitare qualcuno a scrollarsi di dosso la buccia mi sembra sano, non idealista e tanto meno presuntuoso. Mia personalissima visione della cosa, per carità, ma tant'è.
» postato da Negróre alle 13:19 del 12-09-2009
43 ««
Perchè su fantasy magazine la consuetudine è difenderlo il genere.»
Spacechili, mi rivolgo direttamente a te in difesa di questa frase, inequivocabile perché è inequivocabile il contesto in cui è inserita, dato che gli appunti che vengono mossi a questa frase provengono da una persona che mi ha "ordinato" di ignorarla in quanto io nel dire la mia frontalmente dimostrerei un mio perverso desiderio di limitare la sua libertà espressiva (un controsenso). Mi spiace dover ripiegare in questo modo.»
Se non ti riferisci a me, allora non so a chi e non ho capito niente: chiederei venia.
Di contro, se ti stai riferendo a me, credo proprio che non hai capito affatto ciò che intendo. Poi, magari sarà colpa mia e del modo in cui mi sono spiegato: evidentemente molto male. Peccato.
Edit: no, ho capito che ti riferivi a qualcosa scritto da Marina. Ma non capisco. In effetti mi sembrava troppo strana come risposta... (A volte l'egocentrismo gioca brutti scherzi...
). Quindi, come anticipato, chiedo venia per il mio fraintendimento.
» postato da Negróre alle 13:22 del 12-09-2009
44 « Ma resto dell'idea che se aspiro a una cosa, tento di essere costruttivo. » assolutamente lodevole, e lungi da me volertelo impedire, questo sia ben chiaro. Esprimevo semplicemente la mia posizione, io a differenza tua non vedo margini.
» postato da Marina alle 13:23 del 12-09-2009
45 « Resta il fatto che cmq Meta non ha capito un'acca del discorso» Sono un errore da correggere.
» postato da metalupo alle 13:27 del 12-09-2009
46 ««Se accadrà, sarò pronta a riconoscere che avevi ragione, ma al momento resto molto più che scettica.» Marina, io ti capisco. E capisco cosa dici (anche dall'altra parte). Ma resto dell'idea che se aspiro a una cosa, tento di essere costruttivo. E' inutile volere qualcosa e non darsi da fare per raggiungerla: questo è ciò che mi ha insegnato la vita. Non ho la pretesa di cambiare la natura umana, come dici tu, ma di far ragionare le persone e provare a dire loro che esiste un modo migliore per sfruttare il potenziale della nostra passione. Tentare, non significa credere di cambiare il mondo, ma credere di riuscire a migliorarlo un po', con atti concreti. Se mi lagno, non mi piace, mi provoca brutte sensazioni e alla fine perfino mi allontana da luoghi che ritengo cari, come Fantasy Magazine, allora provo a fare qualcosa. Non ci riesco (non ci sono riuscito e non per caso mi sono allontanato e me ne resto lontano, sempre più), pazienza. Ma almeno ho provato. Siccome io sono sempre stato il primo a lagnarmi della mancanza di dialogo (come della mancanza di un movimento, come ricorderai bene), allora devo essere il primo a essere propositivo, altrimenti sono un pirla qualsiasi che si sta lamentando. Questo io ho imparato vivendo: a impegnarmi per migliorare, io e la realtà che mi circonda. Anche perché, se non riesco a migliorare gli altri, almeno avrò migliorato me stesso, sforzandomi di capire chi mi risulta molesto e sforzandomi di raggiungere un dialogo comunque. Sono certo che avrò imparato qualcosa, anche se non avrò ottenuto ciò che speravo. Credo che ognuno possa insegnarmi qualcosa, quindi quel dialogo lo voglio. Ecco, la mia impressione è che, invece, si parta dal presupposto che "certi altri" non hanno nulla da insegnare (soltanto perché sbagliano decisamente il modo di porsi). Mi sembra sbagliato (e molte altre cose). Mi sembra che si confonda la polpa con la buccia e si finisca per perdere il succo. Invitare qualcuno a scrollarsi di dosso la buccia mi sembra sano, non idealista e tanto meno presuntuoso. Mia personalissima visione della cosa, per carità, ma tant'è.» Quoto in toto.
» postato da Anonimo (DH) alle 13:36 del 12-09-2009
47 Mi rivolgo a Metalupo e Marina. Questi botta e risposta tra voi, decisamente inadeguati quanto inutili quanto privati cominciano a stancarmi. Se non sono interventi utili a una discussione (e l'89% non lo sono) evitate, grazie. Cancello i vostri interventi inutili.. e se continuate chiudo il topic.
» postato da CDuMbledore alle 13:37 del 12-09-2009
48 « e se continuate chiudo il topic. » Non chiudere il topic. Vado.
» postato da metalupo alle 13:47 del 12-09-2009
49 Chiedo Perdono per l'assenza: ero in giro per la liguria con due bionde e (udite, udite) un Masai. Di quelli veri, con le coperte rosse in valigia
Riemergo sulla questione del genere e preciso.
Quello che ho scritto circa FM era chiaramente inteso rispetto al resto della stampa, che tende a sottovalutare la letteratura di genere.
In questo, FM ha da sempre avuto un impegno tra i più lodevoli, per far riconoscere la qualità anche nell'ambito del fantastico.
@Meta: ehi, thanks. Metterò anche il tuo msg nella firma "hall of fame"
@Marina: ma nu, dai, nun vulevu farti litigare con Meta! 
» postato da spacechili alle 01:07 del 13-09-2009
50 «
@Meta: ehi, thanks. Metterò anche il tuo msg nella firma "hall of fame"
»
No... no.
Come avessi accettato. Apprezzo.
:">
» postato da metalupo alle 01:10 del 13-09-2009
51 Spacechili, non preoccuparti, tu non c'entri, fosse così facile...
Quanto al post, come avevo scritto, avevo capito che era inteso in maniera 'complimentosa'
, però ho preferito precisare esattamente i termini della politica della testata (non tanto per te, ma a beneficio di chiunque legga, soprattutto se conosce FM da poco). E in quanto redattrice con maggiore anzianità di servizio, ritengo di conoscerla piuttosto bene ![]()
» postato da Marina alle 12:49 del 13-09-2009
52 @ Marina:
http://www.gluegluedesign.com/img_swf/opos/respect-the-old-school-opos11.jpg
Messo collegamento G.C.
Respect!

» postato da spacechili alle 15:30 del 13-09-2009
53 Sorry Spacechili, per vedermi una mano così rugosa magari ripassa fra una 30ina d'anni
!
Per tutto il resto... ma sì, sarebbe ora che portaste un po' di rispetto, voialtri giovinastri!
:"> Tsé ![]()
» postato da Marina alle 19:58 del 13-09-2009
54 ma quanto stupidi ci sono in giro? Sempre a criticare e distruggere le opere degli altri. Prima aspettate i commenti altrui per acquistare un libro? A questo livello siete ridotti? Leggetevelo e poi parlate, e se non vi piace Ca... Vostri. Vuol dire che non entrate in sintonia con certe scritture.
» postato da (Marco Stefanel) alle 16:21 del 20-09-2009
55 Scusa, Marco, ma non capisco: questa è una discussione non sul libro di d'Andrea, ma sulla sua intervista a FM, e infatti su quella si è discusso. Cosa c'entra l'aver letto o meno il libro, visto che non è l'argomento del topic?
» postato da Okamis alle 17:07 del 20-09-2009
56 «Non mi sta molto simpatico così a pelle, ma questo non ha niente a che vedere col libro, che magari è bellissimo (non l'ho letto). Non scrive fantasy, ok. Mi resta la curiosità di sapere cosa scrive. Forse me la tengo.» Condivido il parere. Anche io mi chiedo cosa scriva, secondo lui. Forse romanzi "fantastici", molto semplicemente? Perché questo desiderio di smarcarsi da un genere nel quale pare rientrare a tutti gli effetti? Mah! Fabrizio
» postato da guardia alle 17:51 del 20-09-2009
57 ««Scusami Andrea D'Angelo, non capisco cosa ci sia di affascinante in questa intervista. Io leggo delle affermazioni pesanti che, a colpo d'occhio, fanno l'effetto di una scimmia urlatrice. Dire che il "99,9% del fantasy propriamente detto" (quindi non solo italiano) è scritto male, implica che tu abbia letto il 100% della letteratura di genere. Il che, perdonami, mi pare impossibile, vista la vastità del genere, nazioni, epoche. Meglio evitare frasi epocali o numeri o quant'altro che servono solo a far rumore. A casa mia si chiama fuffa. » Quando uno ha una cultura letteraria troppo centrata sui classici o anche solo più modestamente sul "mainstream", cade facilmente in queste affermazioni. Che non condivido ma che comprendo sufficientemente da non condannare... da liquidare con una scrollata di spalle. » Direi che la mia comprensione non ha posto per un autore che - dopo aver scritto fantasy senza apprezzarlo - dà un giudizio di questo tipo sul fantasy senza averlo letto. Pur ammettendo che D'Andrea sia stato in buona fede, bisogna dire che è stato quanto meno avventato in questa sua affermazione. Tuttavia mi viene il dubbio che il tutto rientri nel suo (studiatissimo) modo di porsi. Fabrizio
» postato da guardia alle 17:59 del 20-09-2009
58 Neil Gaiman sopravvalutato? Un'unica domanda che racchiude altre mille perplessità, ma preferisco non entrare in merito al discorso, fra l'altro già ben lungo, iniziato nei commenti... basta quella domanda..
» postato da Benmot alle 12:00 del 27-09-2009
59 «Neil Gaiman sopravvalutato? » Io credo che chi legge Gaiman si aspetti, purtroppo, un fantasy più classico, alla Mieville o alla Rowling, per intenderci, e rimane probabilmente deluso da American Gods e Anansi Boys. Che per me rimangono discreti romanzi, non certo ottimi. Dal lato racconti, credo che Gaiman sia tra i contemporanei migliori che si possano leggere nel genere.
» postato da Palin alle 22:09 del 27-09-2009
60 «Io credo che chi legge Gaiman si aspetti, purtroppo, un fantasy più classico» Io che soffro sicuramente di "torcicollo" (ovvero ammirazione per i grandi del passato a scapito della produzione odierna) e snobbo i libri per ragazzi (o meglio, che comprendono nel loro pubblico di destinazione i ragazzini) non ho potuto che riconoscere la forza espressiva di questo scrittore. Certo non ho ancora letto tutto di lui, ma davvero mi chiedo come si possa dire che sia sopravvalutato. Oltre a lui oggi di grandi ce n'è veramente pochi. Poi, per carità, ognuno ha diritto alla propria opinione.
» postato da Rakanius alle 18:41 del 28-09-2009
61 «ma davvero mi chiedo come si possa dire che sia sopravvalutato»
Per esempio leggendolo e non capendoci un acca... anche quando sceneggia fumetti!
:">
» postato da metalupo alle 18:48 del 28-09-2009
62 «[ Certo non ho ancora letto tutto di lui, ma davvero mi chiedo come si possa dire che sia sopravvalutato.»
Basta leggere American Gods. ![]()
» postato da Palin alle 22:03 del 28-09-2009
63 « Direi che la mia comprensione non ha posto per un autore che - dopo aver scritto fantasy senza apprezzarlo - dà un giudizio di questo tipo sul fantasy senza averlo letto. Pur ammettendo che D'Andrea sia stato in buona fede, bisogna dire che è stato quanto meno avventato in questa sua affermazione. Tuttavia mi viene il dubbio che il tutto rientri nel suo (studiatissimo) modo di porsi. Fabrizio» Rientrerà anche in un complesso et articolato studio per far parlare di sè, ma qualche lezioncina di recupero imho non farebbe male... condivido appieno il parere di Bolak, con l'aggiunta che certe esternazioni te le puoi permettere dopo esserti portato a casa una sporta di Hugo e Nebula. Prima sono solo starnazzamenti che mi inducono a pensare "eccone un altro che crede che vince chi le spara più grosse". Sbadiglio, libro di nuovo sullo scaffale e mi compro un vero autore fantasy.
» postato da § promethea § alle 22:19 del 29-09-2009
64 Sul blog di questo tizio oggi leggo: "C'è Faletti che - dite pure quel che volete - regala chilometri di polvere ad un Baricco" Commento con un mesto 'sigh', ma almeno ora mi si spiegano molte cose.
» postato da Die alle 14:13 del 30-09-2009
65 «Sul blog di questo tizio oggi leggo: "C'è Faletti che - dite pure quel che volete - regala chilometri di polvere ad un Baricco"
Commento con un mesto 'sigh', ma almeno ora mi si spiegano molte cose.»
Affermazione che non posso confutare in quanto Faletti non lo leggo per partito preso e di Baricco ne ho sentito parlare talmente male da persone che hanno i miei stessi gusti che non ho alcuna intenzione di avvicinarmici ![]()
» postato da Palin alle 14:16 del 30-09-2009
66 «
Affermazione che non posso confutare in quanto Faletti non lo leggo per partito preso e di Baricco ne ho sentito parlare talmente male da persone che hanno i miei stessi gusti che non ho alcuna intenzione di avvicinarmici
»
Non è tanto il paragone con Baricco. Ma Faletti, oh signore pietà... riesce a rendere aulici pure i libri di barzellette di Totti.
» postato da Die alle 14:27 del 30-09-2009
67 «Sul blog di questo tizio oggi leggo: "C'è Faletti che - dite pure quel che volete - regala chilometri di polvere ad un Baricco" Commento con un mesto 'sigh', ma almeno ora mi si spiegano molte cose.» Letto nessuno dei due. Costretto a giudicare a "sensazione" e per sentito dire. Di Baricco m'hanno fatto lodi sperticate più persone delle quali avevo una stima veramente minima (sopratutto perché spocchiose e presuntuose... prototipi dell'intelletualoide). Di Faletti molti lettori alla buona m'ha parlato bene. Altri più smaliziati m'hanno detto che ha scritto cose molto leggibili e accattivanti (un comico con comicità esclusivamente verbale saprà bene come manipolare la comunicazione verbale, no?) con l'unico difetto della immensa prevedibilità (pagina per pagina si intuivano gli sviluppi futuri... il che per un giallo è gravissino). Una chiara presenza di talento ma mancanza di allenamento. L'affermazione sul blog è ovviamente provocatoria... credo che lui usi i due nomi entrambi in senso dispregiativo (per sottolineare l'assurdo di un Baricco che non arriva neanche a un Faletti). Io ritengo non debba poi essere necessariamente così scandalosa. Se avessi la certezza la sottoscriverei.
» postato da metalupo alle 18:27 del 30-09-2009
68 ««[ Certo non ho ancora letto tutto di lui, ma davvero mi chiedo come si possa dire che sia sopravvalutato.»
Basta leggere American Gods.
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Vale anche per Metalupo:
leggerò e valuterò quello che mi indicate, prima o poi. Per ora le mie limitate esperienze (Nessundove e Il Libro del Bambino nel Cimitero col Nome Tradotto a Cavolo) mi hanno ispirato un profondo rispetto per Gaiman.
Perfino quella robetta leggerina di Stardust m'è piaciuta.
» postato da Rakanius alle 18:47 del 30-09-2009
69 «Sul blog di questo tizio oggi leggo: "C'è Faletti che - dite pure quel che volete - regala chilometri di polvere ad un Baricco"
Commento con un mesto 'sigh', ma almeno ora mi si spiegano molte cose.»
Baricco che mangia la polvere di Faletti? Non sono affatto d'accordo. (A parte il fatto che il discorso di D'Andrea era più articolato, nel suo blog - non mi piace mai giudicare frasi riportate. Qui stiamo discutendo della conclusione del suo ragionamento, non del ragionamento in sé, è il caso di segnalarlo.)
A mio avviso Baricco s'è perso per strada (va detto che mi sono fermato a "Questa storia", a metà libro), ma i primi romanzi sono ben al di sopra del livello di un qualsiasi testo di Faletti, se non altro per la capacità tecnica e l'originalità.
Ma ciò conta poco, è una banale questione di punti di vista.
Un altro estratto dal suo blog, in questa discussione sulle sue risposte all'intervista, ha invece un significato ben più importante: "Non è parlando male degli altri che ci si fa un "nome"."
Capisco che Fantasy Magazine gli sembri un covo di frustrati e usi tale convinzione per supportare il suo ragionamento - si può parlar male degli altri quando per te non contano un fico secco -, ma nel contempo accetta l'ospitalità del covo di frustrati e insulta tutti con una certa spocchia da intellettuale: questa a casa mia si chiama maleducazione. Il suo ragionamento sarà anche chiaro, ma lo è altrettanto il suo comportamento.
Poi, certo, sarà che per lui è più importante essere intellettuale che educato. In fondo, chi se ne frega del prossimo? Meglio accrescere l'ego.
Come dicevo scrive così per poi parlare, nei paragrafi successivi, di quanto si sta dicendo qui (se qualcuno vuole leggere, sempre che non l'abbia già fatto, vada a questo indirizzo: http://wunderkindtrilogy.blogspot.com/2009/09/sparring-partner-1-di-5.html). E termina così: "In parte, lo ammetto, il mio è stato un errore. Avrei dovuto dire questo: il 99% della letteratura italiana, fa schifo." Lo scrive così, con la virgola tra il soggetto e il complemento (all'ora di questo mio post è così; se poi cambierà...). Ecco, tanto per calarmi nella parte e fare lo scrittore che vuole insegnare i propri orrori agli altri. Almeno adesso mi sento di poter accettare l'insulto con maggiore soddisfazione.
Direi che è sulla buona strada per farsi un nome. (Puoi smettere di toccare ferro, cioè.
)
A me ha sempre dato molto fastidio intervenire in certe discussioni, per l'eco deformante che internet ha sulle parole. Ma mi sono sempre esposto e messo in gioco, perché lo ritengo stimolante: è una questione di confronto necessario a non fossilizzarsi. Per questo intervengo, ma tento sempre di mettermi nei panni degli altri, senza la pretesa di riuscirvi ogni volta. L'ho fatto anche con questa intervista, dicendo la mia senza offendere e senza pretendere di avere ragione. Non è divertente constatare d'aver ottenuto una risposta simile dall'ennesimo saputello d'Italia.
» postato da Negróre alle 19:44 del 30-09-2009
70 « Una chiara presenza di talento ma mancanza di allenamento. » Io l'unico talento che vedo in Faletti è quello di costruire frasi a sproposito, situazioni ridicole, personaggi imbarazzanti, scimmiottamenti americaneggianti di un provincialismo che sarebbe drammatico se non scadesse sempre, immancabilmente nel ridicolo. Oltre a ciò, possiede anche l'indubbio talento di gigioneggiare tronfio sulle poltrone degli show televisivi sbandierando i milioni di copie e vaneggiando accostamenti a dir poco BLASFEMI (S. King in testa) che meriterebbero immediate folgorazioni (non d'ispirazione, intendo proprio il più classico degli ZOT! sulla zucca). Bè, okay, a me il Faletti scrittore non piace molto, credo che si sia capito (però lo leggo, eh, mi fa morire dal ridere). Chiudo qui perché si va OT. « L'affermazione sul blog è ovviamente provocatoria... credo che lui usi i due nomi entrambi in senso dispregiativo (per sottolineare l'assurdo di un Baricco che non arriva neanche a un Faletti). Io ritengo non debba poi essere necessariamente così scandalosa. Se avessi la certezza la sottoscriverei.» Non so se fosse provocatoria, io l'ho letta diversamente. E non mi è sembrata di leggere dispregio per Faletti, anzi. Può essere un errore mio di interpretazione, però ho letto il libro del D'andrea, e francamente non mi stupisce che uno che scrive così (maluccio, a mio avviso) possa pensare oro e gioielli del Faletti. Il conto mi torna, per quello ho detto che mi spiego molte cose.
» postato da Die alle 19:56 del 30-09-2009
71 «leggerò e valuterò quello che mi indicate, prima o poi. Per ora le mie limitate esperienze (Nessundove e Il Libro del Bambino nel Cimitero col Nome Tradotto a Cavolo) mi hanno ispirato un profondo rispetto per Gaiman. Perfino quella robetta leggerina di Stardust m'è piaciuta.» Ecco l'unico romanzo che hai letto è Stardust, che è effettivamente molto valido, ma non è rappresentativo del Gaiman romanziere. Nessundove è un adattamento della miniserie della BBC (anche questo secondo me ottimo)... per quanto riguarda i racconti ovviamente ho già detto che è il regno di Gaiman. Il problema, sono i romanzi veri... quelli che mi fanno pensare che Gaiman sia sopravvalutato. La qualità è quella di un racconto spalmato su centinaia di pagine.
» postato da Palin alle 21:12 del 30-09-2009
72 Gaiman, Faletti e Baricco???
Ok, allora confrontiamo le ciliege, i marziani e il ciortone di padùle.
(indovinate quale di questi tre è Faletti)
» postato da Kinzica alle 21:33 del 30-09-2009
73 L'unico problema di Neil Gaiman è che ha scritto Sandman, che è un capolavoro assoluto. Quindi adesso tutti vogliono un altro capolavoro assoluto senza riuscire più a farsi bastare un'opera che sia solamente "buona".
» postato da Hanuman alle 16:51 del 01-12-2009
74 Ma come si fa a prendere sul serio una persona che ha il coraggio di scrivere nel proprio blog "Penso che il Critico del XXI secolo debba essere una macchina da guerra estetica, un filosofo schizofrenico (cioè con identità che si modellano a seconda dei campi di riferimento) in grado di cogliere i fenomeni lì dove più creano immaginari." Nonciclopedia è molto più veritiera sull'autore in questione: http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/D%27Andrea_G.L. " XD
» postato da (Francesco C) alle 21:11 del 13-03-2010
75 Detesto la falsa modestia, soprattutto quando è malamente dissimulata. Costui pubblica per Mondadori, la più grande casa editrice italiana e dice di non aver raggiunto un traguardo?
» postato da (Monica ) alle 20:17 del 29-05-2010
76 Che io sappia "Dispacci" di Herr non è il libro da cui è stato tratto Apocalypse Now, ma è "Cuore di tenebra" Joseph Conrad a cui il film è liberamente ispirato. D'Andrea, ma chi te le passa 'ste informazioni? ma soprattutto: prima di fare il saccente, perchè non controlli le tue fonti?
» postato da (Elena Bianchi) alle 12:57 del 10-09-2010
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1 Bella intervista. Bella davvero. G.L. mi piace perchè è diretto e perchè è speculare alla mia visione "artistica" delle cose. Lui sotto sotto, ma neanche troppo sotto, venera i classici. Io adoro il postmodernismo e il tutto-il-contrario-di-tutto. Io disegno anche quando scrivo. Lui scrive per non disegnare.
Lui cerca l'aulicità e l'epica. A me piace trovare il caos e lo straniamento nelle compulsività di ogni giorno.
A lui il genere sta stretto. A me il genere piacerebbe allargarlo.
Complimenti a Luca per l'ottima intervista.
P.S.: mi sa che Okamis stamattina s'è svegliato con uno stormo di 747 nelle orecchie... 
» postato da spacechili alle 11:24 del 09-09-2009