Intervista a Valerio Evangelisti

Il celebre “padre” di Eymerich ci parla dei suoi personaggi, di Veracruz e dei progetti futuri.

L’ultimo libro è uscito in novembre: Veracruz.  Secondo tomo del Ciclo dei Pirati  ma prequel di Tortuga,  sarà seguito dal conclusivo Cartagena, attualmente in lavorazione.

 

Dopo i romanzi di Eymerich, il ciclo di Metallo Urlante e la trilogia di Nostradamus, Valerio Evangelisti si sposta nei mari del Golfo del Messico, e attraverso le imprese sanguinarie dei Fratelli della Costa l’autore bolognese mostra ancora una volta come scrivere narrativa sia ancora e sopratutto introdurre temi che fanno riflettere.

 

Nei suoi progetti non ci sono solo pirati: anche le avventure dell’Inquisitore non sono finite.

 

Di tutto questo, Valerio Evangelisti ha parlato con noi — con la disponibilità che gli è propria — nell’intervista che vi proponiamo.

Valerio Evangelisti è un nome conosciuto sia in Italia che all’estero. Quale è stata la carta vincente del primo romanzo, l’idea che ha conquistato i lettori? Il triplice piano d’azione o la figura dell’Inquisitore?

Suppongo tutte e due le cose, però, in ultima analisi, credo che sia stata la personalità complessa ma credibile del mio protagonista a sedurre un pubblico molto vasto.

Oggi gli eroi negativi vanno molto di moda. Nicolas Eymerich è però qualcosa di più: il suo fascino oscuro sta nel fatto che ognuno di noi è in parte “cattivo” ma non osa ammetterlo apertamente?

Il fatto è che Eymerich non è totalmente negativo. E’ un impasto di bene e di male: spaventa la sua filosofia di fondo, però affascina la sua intelligenza. In effetti, attrae lettori che, a livello inconsapevole, hanno un loro “lato oscuro”. Cioè, in pratica, quasi tutti.

I libri di Valerio Evangelisti non hanno una precisa collocazione di genere. Sono stati definiti fantascienza, fantasy, new weird, new epic: ma il fantastico (volendo adottare un termine più generico possibile), ha davvero bisogno di classificazioni?  Oppure le classificazioni servono solo per facilitare la comunicazione?

Le classificazioni sono un tema che non può riguardarmi. Le lascio ad altri. Spesso obbediscono a ragioni pratiche: dove collocare un volume in una libreria. Quanto a me, scrivo storie che mi piacciono — sperando che piacciano anche ad altri — senza preoccuparmi troppo della loro etichetta futura.

Leggendo il ciclo di Metallo Urlante ( e non solo) si ritrova l’atmosfera di certi libri di Cormac Mc Carthy. Per esempio, Meridiano di Sangue e la favola nera Il Buio Fuori: condivide quest’idea della malvagità umana senza possibilità di redenzione?

Ho letto Corman Mc Carthy solo dopo avere scritto Metallo Urlante, Black Flag, Antracite. Mi avevano segnalato somiglianze. Le ho riscontrate, però sono relative. Se un certo pessimismo sugli istinti umani è comune, in me è accentuato il valore della lotta, sia pure disperata, Dunque, in molti miei lavori, una possibilità di redenzione esiste, e passa attraverso il sacrificio.

Eymerich e Pantera: il primo persegue senza quartiere ogni deviazione dall’ortodossia,  il secondo ha poteri magici istintivi e atavici. Se si incontrassero, sarebbero nemici o si riconoscerebbero come  due metà di una stessa persona?

Sarebbero certamente nemici, però non mortali. Eymerich tenta di disciplinare il mondo a sua immagine, Pantera vorrebbe farsi gli affari suoi e odia avere seguaci. Però non si odierebbero, dato che li accomuna l’asocialità naturale.

Recentemente lei ha affermato che, dopo nove romanzi su Eymerich, è ora di tirarne le fila e che il prossimo libro, Rex Tremende Majestatis (in alternativa L’Ultimo Eymerich) sarà quello conclusivo. Abbandonare questa figura dopo tanti anni e tanti romanzi sarà così facile?

Credo che non sarà troppo difficile. Gli intervalli tra un Eymerich e l’altro, ultimamente, erano diventati molto lunghi. Ciò che è complicato è trovare una fine degna di lui. Non la morte, ma ben altro, e in grado di soddisfare chi teme una conclusione brusca della saga.

Il verso del Dies Irae nel titolo fa presagire una storia molto … vivace: può svelarci qualcosa di più sul destino dell’Inquisitore?

Sta tutto nel titolo, Rex Tremendae Maiestatis. E’ riferito a lui. Posso solo dire che la storia comincia in Sicilia, nell’anno 1372, ed è intervallata da capitoli sulla vita di Eymerich bambino. Più altre cose.

Che siano sedotte o seduttrici, fragili o forti, vittime o abili manipolatrici, le donne nei suoi romanzi in genere non fanno una bella fine. Come mai? Reina è forse l’unica eccezione, la ritroveremo?

Reina tornerà nel romanzo Cartagena, terzo e ultimo del ciclo dei Fratelli della Costa (in realtà Veracruz, Tortuga e il futuro Cartagena andrebbero considerati come un unico romanzo). Le donne, nelle mie storie, fanno spesso una brutta fine perché si ribellano alle convenzioni della società circostante. Anche quando, inizialmente, paiono obbedire a stereotipi (la seduttrice, la sottomessa, la vittima, ecc.).

Tortuga e Veracruz: storie di pirati molto lontane dal romanticismo edulcorato con cui le produzioni più recenti ci hanno sommerso, e prive di elementi, per così dire, surreali. Le denuncie sociali non hanno più bisogno di essere veicolate con il fantastico? E il declino dei Fratelli della Costa a cosa prelude?

La denuncia sociale può essere veicolata da qualsiasi cosa, fantastico incluso. Si può parlare di pirati, di inquisitori e di magia alludendo al presente, per chi sappia cogliere i riferimenti. Quanto al tramonto dei pirati, la metafora mi pare evidente. Gente interessata solo al denaro, senza scrupoli morali, senza altri obiettivi che la soddisfazione immediata del piacere. Destinata a trionfare sul lungo periodo. A me ricorda qualcosa.

Per finire: lei non è certo uno scrittore che lascia i propri lettori con la fame, eppure, c’è sempre voglia di suoi nuovi romanzi. Cartagena concluderà la serie piratesca, ma i suoi personaggi (e anche i fan) le chiederebbero: e ora?

C’è chi vuole di nuovo Pantera, chi reclama una serie infinita di Eymerich, chi mi chiede un romanzo di fantascienza “pura” oppure un terzo volume sul Messico… Ho 57 anni, riesco a scrivere solo un libro all’anno. Nel limite delle mie forze e della mia età, cercherò di accontentare tutti.

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Autore: Cristina Donati - Data: 7 gennaio 2010

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Commenti

1 Bellissima intervista, cmplimenti :) Mi fa piacere che la redazione di FM (che non ringrazieremo mai abbastanza per la sua dinamicità) si occupi di questo scrittore "non facile", ma, proprio per questo, ancora più interessante. Io quando sento parlare di Evangelisti non posso fare a meno di pensare anche ai Wu Ming, forse la differenza tra loro sta nel fatto che in molti romanzi di Evangelisti si ritrovano elementi fantastici (quindi più attinenti con FM) mentre quelli del collettivo bolognese sono puramente storici, ma credo comunque che molti lettori di FM che hanno trovato soddisfazione nei romanzi di uno la troverebbero uguale anche in quelli dell'altro. Sopratutto tenendo conto che l'ultimo lavoro dei Wu Ming, Altai, è sicuramente il più ricco di azione e aspetti avventurosi. Tornando a VE non posso negare che l'annuncio della fine delle avventure dell'inquisitore mi dispiaccia non poco, ma mi consolo con il fatto che sono ancora ben lontano dall'aver letto tutto quello che VE ha pubblicato fin'ora (devo ancora cimentarmi con Nostradamus e Pantera, e non vedo l'ora di cominciare). Spesso sulle pagine di questo forum ci siamo lamentati della mancanza di una fantasy made in Italy degna di un pubblico adulto e che possa piacere anche all'estero, che possa essere definita "adulta" e originale, con caratteri "mediterranei". Certamente i libri di Eymerich non sono il med-fantasy di cui abbiamo teorizzato, in essi troviamo un autore italiano che scrive romanzi fantastici con originalità, forza e attingendo a un patrimonio "nostrano"...insomma, un fantastico adulto e "a KM zero" :). Insomma, Evangelisti risulta IMHO uno dei migliori autori del panorama italiano, in senso assoluto, grazie anche al fatto (raro in italia) di essersi dedicato alla "letteratura di genere". Assieme, ovviamente, ai già citati Wu Ming.

» postato da Bran alle 09:25 del 07-01-2010

2 Bella intervista davvero, brava Cristina. Non ho ancora letto i libri sui pirati ma il resto l'ho divorato pressoché tutto. Anche per me Evangelisti è uno dei migliori autori del panorama italiano, senza alcun dubbio.

» postato da Stefanoventa alle 09:55 del 07-01-2010

3 Hai toccato proprio un punto dolente della questione Bran. In Italia abbiamo dei Signori autori di Fantastico c'è una certa apertura al Fantastico a qualsiasi latitudine culturale nostrana, visto anche i nostri precedenti con Buzzati, Calvino e altri. Il Fantastico in Italia viene considerato Letteratura (notare la L majuscola). Il Fantasy no. Per il Fantasy si sollevano muri. Non si riesce, strapaesanamente, a vedere che questo genere (e i generi in toto, salvo contraddirsi con il "Giallo" che s'è "acclimatato" fra ulivi e limoni) è una camera di comunicazione fra culture varie, fra quella "alta" e quella "pop". Si pensa, nel modo più deficiente e desolante che ci possa essere - ed è tutto frutto d'italico suolo - che se uno scrive Fantasy si macchia le mani, la fedina penale, o il grembiule o quel che è. Si pensa che il Fantasy sia solo robaccia, da ragazzini se va bene. Indi, se nei paesi di lingua anglosassone (ma oramai anche al di fuori di quegli ambiti culturali) si sa e si produce Fantasy di buon livello, insieme alle robe più da ArdDiscount, qui questo non accade. E Altieri non scriverebbe un Fantasy vero e proprio (ci mancherebbe, ha una reputazione da difendere egli!), non lo farebbe Evangelisti e non lo farebbero i Wu Ming e tutti gli altri che, più o meno, al Fantastico si sono aperti. E ciò per un pregiudizio (o una serie di pregiudizi) di così di bassa, provinciale e piccina, lega che vvo sempre lì lì con la mia cittadinanza italiana in mano, pronto a strapparla e ad accenderci il fuoco (mica solo per questo però, eh!) :cry:

» postato da un muspeling alle 09:57 del 07-01-2010

4 Mi hai rubato le parole di bocca, Musp... come non quotarti!

» postato da zephiross alle 10:07 del 07-01-2010

5 « E Altieri non scriverebbe un Fantasy vero e proprio (ci mancherebbe, ha una reputazione da difendere egli!), non lo farebbe Evangelisti e non lo farebbero i Wu Ming e tutti gli altri che, più o meno, al Fantastico si sono aperti. » Evangelisti nell'intervista dice di non curarsi delle classificazioni di genere (99 autori su 100 risponderebbero la stessa cosa), però mi pare che in questa sua non curanza non ci sia un rifiuto a essere catalogato anche come Fantasy...in fin dei conti Eymerich quello è! VE e Altieri si muovono sul filo del rasoio tra fantasy e romanzo storico, nessuno di loro ha scritto romanzi fantasy al 100%, ma forse è prorpio questo uno dei fantasy italiani possibili, sicuramente non l'unico, ma il solo che fin'ora ha trovato una dimensione degna. Il problema è che se usciamo da ambienti un po' di nicchia, Evangelisti, Altieri, i Wu Ming ecc. ecc., non ricevono quel riconoscimento letterario che meritano, solo e unicamente perchè scrivono "letteratura di genere" (Storico o fantastorico che sia), e ne vanno fieri. Il mondo della "Letteratura italiana" sembra ancora non volerli riconoscere. Forse i Wu Ming sono gli unici che sono riusciti a fare un passo in più, so di docenti di italiano dei licei e delle università che danno da leggere Q ai loro studenti. Forse, anche il fatto che il collettivo abbia deciso di non apparire mai a livello mediatico (concedono solo interviste radiofoniche o telefoniche) ostacola il loro rapporto con il grande pubblico. Capisco la loro voglia di non mettersi in mostra, lasciando che siano i libri a parlare per loro, ma mi dispiace perchè così alimentano la credenza che la "letteratura di genere" sia per gente un po' bizzarra... EDIT: facciamo anche un po' di autocritica. Anche noi lettori di fantasy ogni tanto ci chiudiamo nel nostro genere, e se non ritroviamo quegli elementi che ci sono cari ci sentiamo fuori posto. I libri di VE, Altieri e anche i romanzi storici in generale, non sono sempre graditi da molti appassionati di fantasy, proprio per il loro carattere "ibrido". Se anche noi ci chiudiamo dall'altra parte della barricata allora non si combina nulla. Ovviamente la mia è una generalizzazione, che non vale per tutti, ma vale quel che vale... :wink: EDIT2: nell'intervista avrei apprezzato una domanda su che cosa ne pensa VE del genere fantasy (vista la natura del "nostro" magazine). Sopratutto visto il fatto che lo scrittore stesso dichiara di voler, spinto dai suoi lettori, scrive qualcosa di puramente SF. Perchè non anche qualcosa di puramente FY? Se lui è aperto alle richieste dei lettori...perchè non contribuire anche noi ad allungare la lista dei suoi lavori ;)

» postato da Bran alle 10:12 del 07-01-2010

6 « Evangelisti nell'intervista dice di non curarsi delle classificazioni di genere (99 autori su 100 risponderebbero la stessa cosa), però mi pare che in questa sua non curanza non ci sia un rifiuto a essere catalogato anche come Fantasy...in fin dei conti Eymerich quello è! VE e Altieri si muovono sul filo del rasoio tra fantasy e romanzo storico, nessuno di loro ha scritto romanzi fantasy al 100%, ma forse è prorpio questo uno dei fantasy italiani possibili, sicuramente non l'unico, ma il solo che fin'ora ha trovato una dimensione degna.» E questo non ti ricorda forse il memorandum NIE e le scempiaggini ivi connesse sulla "morte del genere"? Sul fatto che rimanendo ai bordi di diversi generi si faceva del Nuovo e del Letterario, mentre rimanere Nel genere è pseudoletteratura? :evil: A me pare che siamo ancora lì, certo, la dichiarazione di "noncuranza" verso un genere non è un attacco diretto come certi scalzacani del web amano fare, ma - imho - sempre lì siamo: costoro non credono che si possa fare Letteratura di genere, almeno, non Fantasy. Evidentemente non amano approfondire l'argomento... :? visto che di esempi di buon Fantasy Letterario se ne trovano :roll: e che nulla vieta di fare un Fantasy nuovo e di buon livello ed è banale e mi irrita solo doverlo scrivere! :evil: « Il problema è che se usciamo da ambienti un po' di nicchia, Evangelisti, Altieri, i Wu Ming ecc. ecc., non ricevono quel riconoscimento letterario che meritano, solo e unicamente perchè scrivono "letteratura di genere" (Storico o fantastorico che sia), e ne vanno fieri. Il mondo della "Letteratura italiana" sembra ancora non volerli riconoscere.» Beh, spero Vivamente che se ne sbattano altamente. Il seguito di pubblico ce l'hanno, quei criticastri contano quanto il due di briscole e, essendo persone d'intelletto, mai e poi mai vorrebbero mettersi a riprodurre l'eterno italico giochino del "loro schifano me, che stanno più in alto, io schifo voi che state più in basso, così non mi muovo, ma almeno so dove sto e mantengo la posizione":twisted: « EDIT: facciamo anche un po' di autocritica. Anche noi lettori di fantasy ogni tanto ci chiudiamo nel nostro genere, e se non ritroviamo quegli elementi che ci sono cari ci sentiamo fuori posto. I libri di VE, Altieri e anche i romanzi storici in generale, non sono sempre graditi da molti appassionati di fantasy, proprio per il loro carattere "ibrido". Se anche noi ci chiudiamo dall'altra parte della barricata allora non si combina nulla. Ovviamente la mia è una generalizzazione, che non vale per tutti, ma vale quel che vale... :wink:» Bran, per la cronaca, io non ho contezza di quel che generalmente leggono gli amanti del Fantasy oltre al Fantasy (non ho tempo per esplorare a fondo Anobii), ma il sottoscritto ha letto Evangelisti e lo leggerebbe ancora. Leggerebbe Altieri e se trovasse un Wu-Ming che non dia l'impressione di fare lezioncina (cosa considerata esiziale nel Fantasy, Ukko Gratias) leggerebbe anche quello e ho letto Buzzati e Calvino e Quineau e vorrebbe fare conoscenza con Pennac, e Tabucchi e Camilleri e leggo di saggistica storica, antropologica e scientifica, per non parlare di libri d'argomento mitologico. Il guaio è che, per come sto messo coi tempi, non posso leggere quasi nulla per mio piacere! :roll: Ma per il resto, io, chiuso, non mi ci sento proprio.

» postato da un muspeling alle 11:27 del 07-01-2010

7 Prima di tutto risolviamo i malintesi: di certo non mi riferivo a te, Musp, quando parlavo di lettori di fantasy chiusi nel loro genere, speravo fosse chiaro visto che un po' ci conosciamo, comunque non ho problemi a esplicitarlo. Per quanto riguarda il "loro" punto di vista sulla letteratura di genere è difficile parlarne tra di noi basandoci su quello che NON hanno detto e NON hanno scritto altri, l'unico dato che mi viene in mente è il fatto che Wu Ming 4 ha dedicato un libro a Tolkien e Lewis, è sicuramente un grande estimatore di TLOTR, quindi non direi che da parte loro c'è uno snobbismo verso il fantasy, anche quello buono...certo, rimane il fatto che nessuno di noi può parlare per "loro". In conclusione il mio punto di vista è che in Italia ci sono anche ora buoni autori di fantastico, mancano ancora quelli di fantasy "puro". Ma se siamo noi (per evitare altri malintesi preciso che "noi" non siamo io e Musp, ma i lettori di fantasy in genrale, non tutti ovviamente, ma alcuni...bla bla bla) i primi a barricarci dentro i generi, questo non aiuta di certo la crescida della letteratura fantastica nello stivale ;) Mi piacerebbe conoscere il punto di vista degli autori citati su questo argomento, ma non posso far altro che limitarmi ad aspettare che un futuro intervistatore ponga la domanda ;) Edit: per quanto riguarda il memorandum, ricordo la parte a cui fai riferimento qui: « Sul fatto che rimanendo ai bordi di diversi generi si faceva del Nuovo e del Letterario» Mentre non ricordo (ma sarà un errore mio) questa parte: « mentre rimanere Nel genere è pseudoletteratura? » Anzi, quando parlano di "sguardo obliquo", mi sembra che si voglia esprimere proprio il contrario.

» postato da Bran alle 11:45 del 07-01-2010

8 « Mi piacerebbe conoscere il punto di vista degli autori citati su questo argomento, ma non posso far altro che limitarmi ad aspettare che un futuro intervistatore porga la domanda ;)» Beh, scusa Bran, è che stamani mi sono svegliato come da avathar <img src=:"> La mia precisazione sulle mie letture voleva (anche) specificare che non ritengo si possa sapere (salvo seri studi statistici) cosa legge in genere il "popolo" Fantasy o anche solo coloro che frequentano questo sito qui. Sulla "loro" versione dei fatti. Certo, oltre a quel memorandum nulla so. Più che altro c'è uno gran, stolido, vociare per la rete con rimescolanza rigurgitata dei pregiudizi presenti (questo sì) nel memorandum. Da questo punto di vista non è possibile neanche definire chi è "loro", oltre a Wu-Miing 4 che redasse il famigerato documento. Ma visto che l'umore mattutino non si è dileguato ancora, ti dirò: Apprezzare Tolkien e LotR, purtroppo, non è equivalente di apprezzamento per il genere Fantasy. Non so se lo sai, ma c'è gente da noi, capace di un tale equilibrismo per cui: "Tolkien non è Fantasy, non lo sarà Lewis, non lo è Miéville e altri, quelli buoni, il Fantasy è quella roba gdr-like con elfi, nani e sgorbit vari, signore oscuro e cose così". Non conoscendo esternazioni sul genere di costoro, quindi, ti devo ricordare che una rondina non fa primavera... :roll: Quanto al voler sentire cosa ne pensano gli autori citati, ah! A chi lo dici! Piacerebbe molto pure a me! :D

» postato da un muspeling alle 11:53 del 07-01-2010

9 « Mentre non ricordo (ma sarà un errore mio) questa parte: « mentre rimanere Nel genere è pseudoletteratura? » Anzi, quando parlano di "sguardo obliquo", mi sembra che si voglia esprimere proprio il contrario.» Era in un articolo a cui rimandava un certo link a un sito ove si somministravano varie diottire di miopia sulla "morte del genere". E lo "sguardo obliquo", lì non ricordo io, ma non è che, forse forse, stava a ribadire il concetto di non rimanere fissi in un genere, ma mescolare (e quindi daccapo col discorso di cosa è Letteratura e cosa pseudoletteratura)?

» postato da un muspeling alle 11:58 del 07-01-2010

10 «il Fantasy è quella (ometto un punto) con elfi, nani e sgorbit vari, signore oscuro e cose così". » Questo è LoTR :) Scherzi a parte, io sono contrario alle classificazioni di genere troppo spinte, molto spesso mi limito a parlare di "fantastico" e stop. Evangelisti è l'unico attuale autore di fantastico italiano degno di nota (IMHO), e forse il motivo è che è riuscito a portare in tavola qualcosa di diverso da quello che ci potevano offire altri autori anglosassoni. Quindi, se un mangia-pasta vuole scrivere fantasy, è questa secondo me la linea da seguire...e su questo so di trovarti d'accordo ;). Ho coinvolto nel discorso i Wu Ming per la loro vicinanza (più personale che letteraria) a Evangelisti, e perchè ritengo che a molti amanti di un certo FY possano piacere i loro romanzi storici. Nei loro libri che ho letto non c'è nulla di fantastico, quindi credo che loro non siano interessati al genere. Come già detto, il modo il modo in cui valutano il genere FY, è serbato nel segreto dei loro cuori..fino a prova contraria.

» postato da Bran alle 12:05 del 07-01-2010

11 « E lo "sguardo obliquo", lì non ricordo io, ma non è che, forse forse, stava a ribadire il concetto di non rimanere fissi in un genere, ma mescolare (e quindi daccapo col discorso di cosa è Letteratura e cosa pseudoletteratura)?» Se non ricordo male (sembriamo due anziani che rivangano aneddoti degli anni passati :)), per sguardo obliquo si intendeva il far filtrare il proprio punto di vista sul mondo e la società attuali tramite mondi e società "altre" siano esse fantastiche o storiche. Sul fatto di "ibridare" i generi non ci trovo nulla dimale, sul fatto di scrivere aderendo a un genere...neppure...l'importante è il risultato ;) Perdonatemi per tutti questi EDIT: Per quanto riguarda il discorso "cosa leggano i lettori di fantasy in Italia", io credo che gli insiemi lettori di fantasy e lettori di V. Evangelisti si sormontino solo in (minima) parte. Ovvero VE ha un nutrito gruppo di lettori che non leggono fantasy, mentre moltissimi amanti del fantasy non apprezzano, proprio come genere, le opere di VE. Ammesso che questo mio ragionamento sia vero (ovviamente io non sono l'ISTAT e nemmeno Pagnoncelli IPSOS), la domanda è: Perchè?

» postato da Bran alle 12:10 del 07-01-2010

12 Comincio a rispondere a qualcosa, visto che sono una fan di Evangelisti (ma non solo di lui). @ Bran: la domanda sul Fantasy è una buona domanda.Purtroppo, dovendomi limitare a dieci ho fatto una scelta (se vuoi arbitraria) per dare una panoramica vasta sull'Evangelisti- pensiero. Comunque, la mia domanda sarebbe stata: "Cosa ne pensa del fantasy italiano (ovvero il fantasy pubblicato in italia da autori italiani, tanto per evitare reazioni da cane a cui pesto la coda). Sul Fantasy in generale, ho idea che la risposta sarebbe stata più o meno questa: "why not, se l'autore ha quello nelle sue corde? Quello che importa è il prodotto finale". Comunque, se avrò occasione di altre interviste, sezionerò a dovere questo argomento, perchè una domanda sola non mi basterebbe di certo. :wink: @ musp: sto ancora cercando di capire perchè ti infastidisce il NIE. Da quello che ho capito io, è stato solo preso nota di un'evoluzione: il fantastico italiano tende, in certi autori, a ibridarsi. Dove è stato detto che chi non lo fa è fuffa? Comunque (ovviamente io non ho letto tutti gli autori italiani di fantasy/fantastico in circolazione)... al momento imo i migliori esempi si hanno con coloro che hanno fatto questo salto. Se ibridare vuol dire rinnovare, dal profondo, senza progetti a tavolino e seguendo quella spinta emotiva che ha fatto a suo tempo spuntar fuori il fantasy stesso, allora Ben Venga. P.S. Grazie a chi ha gradito l'intervista ^__^

» postato da Kinzica alle 13:56 del 07-01-2010

13 « @ Bran: » Non ti preoccupare, non ti devi giustificare, sono consapevole delle necessità a cui hai dovuto attenerti ;) (per curiosità: com'è avvenuta l'intervista? che impressioni ti ha fatto oltre alle risposte che ha dato? Lo so che magari è poco professionale per un intervistatore dare il suo punto di vista sulle risposte e sulle impressioni che ha avuto...ma dai...ora siamo tra noi.. ;)) Comunque hai ragione, una sola domanda sul fantasy non basterebbe, ma a dire il vero temo che anche alla domanda sul fantasy nostrano avrebbe risposto in modo vago, magari trincerandosi dietro al fatto di non aver letto abbastanza (magari nulla). Più che altro mi piacerebbe sapere se legge il genere, quali autori, se si ispira ad alcuni di essi e se ha mai pensato di scrivere qualcosa di fantasy al 100%.

» postato da Bran alle 14:49 del 07-01-2010

14 « @ musp: sto ancora cercando di capire perchè ti infastidisce il NIE. Da quello che ho capito io, è stato solo preso nota di un'evoluzione: il fantastico italiano tende, in certi autori, a ibridarsi. Dove è stato detto che chi non lo fa è fuffa? Comunque (ovviamente io non ho letto tutti gli autori italiani di fantasy/fantastico in circolazione)... al momento imo i migliori esempi si hanno con coloro che hanno fatto questo salto. Se ibridare vuol dire rinnovare, dal profondo, senza progetti a tavolino e seguendo quella spinta emotiva che ha fatto a suo tempo spuntar fuori il fantasy stesso, allora Ben Venga. P.S. Grazie a chi ha gradito l'intervista ^__^» Avrei altro da fare a dirla tutta, ma mi metto a cercare i riferimenti precisi (almeno qualcuno). Ok, prima evidenza scovata: Memorandum NIE 2.0 (più volte definito "provvisorio";), pagina 12, riporto uno stralcio cominciando dalle ultime righe della 11: "Così, mentre l'intellighenzia del resto del mondo discuteva della boutade di Fukuyama che voleva la storia umana giunta al termine, e mentre il postmodernismo si riduceva a maniera e si avviava all'implosione, da noi si liberavano energie . Anche in letteratura. Non a caso tutte le opere che hanno preannunciato, anticipato e delineato il New Italian Epic sono posteriori al 1993. In un primo momento, le energie si espressero in un ritorno ai generi "paraletterari": principalmente giallo e noir, ma anche fantastico e horror." Seconda evidenza, sempre a pagina 12, nota XI "Termidoro: "Nel 2005 i giochi erano fatti: con poche eccezioni, noir e "giallo" nostrani avevano esaurito la spinta propulsiva, cani mezzi morti accasciati in autostrada. Dal pozzo del "genere" esalava narrativa fintoimpegnata e contestataria, in realtà legalitaria e conservatrice. Alla fine di quell'anno Tommaso De Lorenzis pubblicò su Carmilla on line un memoriale-invettiva intitolato "Termidoro: note sullo stato della letteratura di genere", http://www.carmillaonline.com/archives/2005/12/001608.html testo ancora oggi prezioso. L'ultimo paragrafo, intitolato "Il resto", era già un preludio a questo memorandum e alle riflessioni sul NIE. De Lorenzis vi ragionava per opere anziché per autori, e ad alcune opere affidava la salvezza, la lotta contro la restaurazione giallistica," E qui mi fermo. E' possibile che da altre parti, nelle 33 pagine 33, di documento, s'inciampi nel "paraletteratura" affibbiato ai generi, ma avrei una tesi di cui occuparmi. L'articolo in link è davvero istruttivo su quel loro punto di vista. Per quanto mi riguarda, io credo di vivere nel paese chiamato Italia, quello prefigurato da Esiodo sotto diversi aspetti nella favola del Re Travicello. Io credo che negli acquitrini si legga troppo poco e che siamo il fanalino di coda d'Europa da questo punto di vista. Io credo che ciò accada per tutta una serie di motivazioni storiche e di continuità in una nazione che s'ostina ad assomigliare all'ambientazione del mio argomento di tesi (Valentiniano III e gli Unni). Almeno, questo nostro portato storico nostrano m'indispone grandemente. Io credo che di tutto vi sia bisogno in questo contesto illetterato che mettersi a fare - di nuovo e ancora, già come Claudiano o Merobaude - gli snob culturali. Io credo che "Cultura=Difficile", "Cultura=Impegnato", e via discorrendo siano la morte, non dell'arte, ma delle speranze di migliorare una nazione ancora tutta da illuminare. E credo anche che non avrei alcun problema con gli Oggetti Editoriali non-identificati, se loro non avessero la puzza sotto il naso e per preconcetto denigrassero qualsiasi cosa sia genere. :roll:

» postato da un muspeling alle 18:00 del 07-01-2010

15 Ok, prima di risponderti Musp vado a rileggermi il libretto del NIE. ^___-

» postato da Kinzica alle 19:12 del 07-01-2010

16 Non so se alimentare il dibattito sul NIE sia giusto in questa discussione, ma mi limito a dire che, da como ho compreso io il NIE, dalle citazioni riportate da musp e dall'articolo linkato percepisco un "loro" rifiuto della letteratura di genere fine a se stessa, cioè che si accontenta di essere di genere e disimpegnata, mentre "loro" vedono la possibilità di trasformare libri considerati di serie B dalla Letteratura (con la L maiuscolissima), per il semplice fatto di avere ambietazioni e strutture narrative horror, giallistiche, fantastiche o storiche, in libri di serie A, tramite "lo sguardo obliquo", ovvero la possibilità di parlare di "noi" tramite lo specchio della narrazione di genere, o ibrida. Insomma, non è una condanna del genere, è un appello affinchè il genere non si auto consideri di serie B.

» postato da Bran alle 10:02 del 08-01-2010

17 Hai ragione Bran, la discussione sul NIE qui è OT, ma mi limito a ricordare che non ho postato tutti i riferimenti interessanti in quel memorandum ma già nel pezzo finale del "Termidoro" è presente l'affermazione secondo cui per fare Letteratura bisogna mescolare e "tradire" i generi. Ciò è quanto contesto ed è un giudizio che ignora i meccanismi dei generi letterari, ma anche la produzione artistica che va oltre la lettera scritta. A tempo debito (post lauream mea, cioé) ne farò un articolo! :wink:

» postato da un muspeling alle 10:18 del 08-01-2010

18 « A tempo debito (post lauream mea, cioé) ne farò un articolo! :wink:» Ottimo, così avremo una sede appropriata per riaprire il dibattito, intanto posso (ri)leggermi anch'io il materiale prodotto su questo tema :wink:

» postato da Bran alle 11:06 del 08-01-2010

19 « Per quanto riguarda il discorso "cosa leggano i lettori di fantasy in Italia", io credo che gli insiemi lettori di fantasy e lettori di V. Evangelisti si sormontino solo in (minima) parte. Ovvero VE ha un nutrito gruppo di lettori che non leggono fantasy, mentre moltissimi amanti del fantasy non apprezzano, proprio come genere, le opere di VE. Ammesso che questo mio ragionamento sia vero (ovviamente io non sono l'ISTAT e nemmeno Pagnoncelli IPSOS), la domanda è: Perchè?» premettendo che i romanzi di Eymerich sono carini ma non certo capolavori, quindi ci sta che non sia poi apprezzatissimissimi... credo non sia troppo apprezzati da chi ama il fantasy perchè di fantasy in termini classici hanno poco. Se uno legge fantasy non perchè ama elementi fantastici di qualsiasi tipo ma solo una ristretta cerchia (tipo "sapore pseudomedievaleggiante, mix di razze, e via dicendo) di un romanzo di evangelisti non saprà che farsene. Capisco muspeling quando dice che in italia si fa troppa differenza tra narrativa d'intrattenimento e drammoni, ma è anche vero che purtroppo il fantasy in Italia pesca molto tra persone abbastanza ristrette come vedute. Che poi in italia non si faccia niente per allargare queste vedute (basta sfogliare una qualche antologia di liceo: quanti brani ci sono di genere sci-fi, fantasy, horror e gialli a parte qualcosa di poe ed asimov?) e anzi si esasperi la situazione, è pure vero, e succede in ogni ambito... e la musica o è classico o è jazz altrimenti è intrattenimento, la narrativa o sono drammoni o è roba per svagarsi...

» postato da Agar Cioccolato alle 01:11 del 10-01-2010

20 Sì Agar, ma non è vagamente ridicolo questo affettare a colpi d'accetta una cosa come la letteratura di genere facendo come gli antichi?*. Il genere è un "oggetto" uno "strumento" nato altrove e qui si è ambientato solo per i gialli e forse forse il romanzo storico - sino a ora - (per quanto l'Horror (quello vero) sia molto in sintonia con queste magre sponde... :roll:). Definire Tutto il genere guardando solo quello che vi si produce nella nazione (e magari limitandosi ai titoli di prima fila in libreria... :?) è insulso :!: Quanto a perché un lettore di Fantasy mediamente non leggerebbe Evangelisti o comunque il fantastico (e io mi autoescludo, visto che non ho preclusioni di questo tipo). La risposta è davvero ardua visto che i lettori di Fantasy sono variegati al loro interno, non tutti leggono di tutto ciò che è Fantasy. Io per esempio escludo reginette e reucci del Fantasy, italiothai o meno, e non presterei mezzo soldo bucato a Goodknd per esempio... Guardo le opere di Jordan e mi sento il fiato corto in partenza (dopo un primo tentativo andato male di leggerlo in inglese). Non mi dedico al gdr-Fantasy, almeno, non a quello di marca Wizard of the Coast e Games Workshop. E altri, gratta gratta, non leggo e non leggerei (m'è venuto in mente ora: Stan Nichols e i suoi Orchi, i libri che ribaltano i cliché in modo tanto facile, generalizzando, mi irritano) Indi, ho il sospetto che vi sia del luogo comune in questa storia che i lettori di Fantasy non leggano il fantastico. Poi, magari, forse forse, se io "lettore ipotetico di Fantasy" mi sono dato a quel genere per esulare da questa valle di lacrime, allora è probabile che non ambisco a leggermi libri che mi ripropongono - come un disco incantato con versi da gufo - "quanto è tristo e mentitore e divoratore l'homme e scarse l'opra sue" (non è una citazione, m'è uscita così... :roll:) Imho - comprensibile. Di più, nin zò :lol *Taliandosi i Viddrichi=Trad per i non siculi e i non lettori di Camilleri: Guardandosi l'ombelico.

» postato da un muspeling alle 09:28 del 10-01-2010

21 « premettendo che i romanzi di Eymerich sono carini ma non certo capolavori, quindi ci sta che non sia poi apprezzatissimissimi...» Questa è una tua rispettabilissima opinione, ma i dati di vendite dicono che Eymerich piace molto ai lettori in generale, quindi perchè non dovrebbe piacere agli amanti del genere che più si avvicina al comprenderlo? « credo non sia troppo apprezzati da chi ama il fantasy perchè di fantasy in termini classici hanno poco.» E qui si dice in altre parole quello che ho detto io prima: molti lettori di FY hanno una visione un po' ristretta del loro stesso genere preferito, come possiamo poi lamentarci se i libri di FY puro vengono catalogati (da chi non li legge) come robaccia da ragazzini con elfi, folletti e sgorbit? « ma è anche vero che purtroppo il fantasy in Italia pesca molto tra persone abbastanza ristrette come vedute. » vero « Che poi in italia non si faccia niente per allargare queste vedute (basta sfogliare una qualche antologia di liceo: quanti brani ci sono di genere sci-fi, fantasy, horror e gialli a parte qualcosa di poe ed asimov?) » ancora più vero! Concordo con quanto detto da musp nell'ultima parte del suo post (mi sono stufato di quotare ;)): molti lettori di fantasy cercano il fantasy "semplice", quello un po' buonista e comunque con un limite ben marcato di "drammaticità", altri invece apprezzano anche in questo genere la crudezza di una narrazione "verosimile", che ci fa credere che se quella storia fosse esistita veramente in un mondo reale, sarebbe proprio andata cosi.

» postato da Bran alle 10:01 del 10-01-2010

22 «Sì Agar, ma non è vagamente ridicolo questo affettare a colpi d'accetta una cosa come la letteratura di genere facendo come gli antichi?*. Il genere è un "oggetto" uno "strumento" nato altrove e qui si è ambientato solo per i gialli e forse forse il romanzo storico - sino a ora - (per quanto l'Horror (quello vero) sia molto in sintonia con queste magre sponde... :roll:). Definire Tutto il genere guardando solo quello che vi si produce nella nazione (e magari limitandosi ai titoli di prima fila in libreria... :?) è insulso :!: » certo che ha poco senso, come mio solito penso che la gente sia scema. Secondo me il problema è che in Italia non esiste purtroppo nulla di "classico" che abbia a che fare col fantasy o almeno col fantastico, e trovo che rispetto ad altri paesi la cultura fantasy non esista proprio. Basta vedere quanti prodotti davvero validi italiani ci siano in confornto ad altri paesi: uno può accusare l'editoria quanto vuole, ma allo stato attuale è come vedere una partita di rugby tra italiani e neozelandesi. Le politiche editoriali non aiutano certo, ma lo scrittore medio (o aspirante tale) di fantasy italiano è un brocco. In Italia si è sempre scritto poco di fantastico in generale e molti di quelli che approcciano alla scrittura del fantasy non sono mai andati oltre il solito orticello, altrimenti non si spiegano certi orrori o certe discussioni deliranti che mi è capitato di leggere. Conosco persone con una signora cultura che alla fin fine di fantasy non hanno mai letto nulla e pensano appunto anche loro che fantasy=tolkien e figli bastardi.La fantascienza è messa un po' meglio grazie al boom degli anni che furuono, quindi chiunque abbia un minimo di cultura letteraria conosce almeno mezza dozzina di nomi validi e di conseguenza si è fatto un'idea più chiara e meno preconcetta del genere,ma sempre che se si va a sondare le consocenze riguardo autori più contemporanei il panorama è disarmante. In Italia c'è la cosa che una storia/musica/visione più è drammatica e pesante più utile è per la crescita dell'individuo. E così gli italiani si dedicano alla scrittura di libri scartavetrapudenda, alla produzione di film ammazzafelicità e a cantare canzoni melense. Capisco che settorializzare eccessivamente le proprie letture faccia male, leggere solo fantasy o solo sci-fi non credo sia una buona cosa, quindi va bene che un professore consigli al ragazzino che ama solo cappe&spade di leggere anche qualcos'altro, ma non mi dispiacerebbe che si educhi in generale alla buona lettura, cosa che in Italia non si fa. Alzi la mano chi ha fatto il liceo ed è rimasto soddisfatto di come è stato condotto l'insegnamento della lettura (e non della letteratura). «Indi, ho il sospetto che vi sia del luogo comune in questa storia che i lettori di Fantasy non leggano il fantastico. Poi, magari, forse forse, se io "lettore ipotetico di Fantasy" mi sono dato a quel genere per esulare da questa valle di lacrime, allora è probabile che non ambisco a leggermi libri che mi ripropongono - come un disco incantato con versi da gufo - "quanto è tristo e mentitore e divoratore l'homme e scarse l'opra sue" (non è una citazione, m'è uscita così... :roll:)» io non penso sia un luogo comune, solo trovo che in Italia una buona fetta di lettori di fantasy in realtà hanno una visione un po' distorta di cosa esso sia: al di là delle colpe della cultura italiana che di fatto non conosce il fantasy, moltissimi "amanti" delgenere che mi è capitato di incontrare usavano l'equazione fantasy=tolkien, e quello volevano. E a questo punto capisco anche che gli editori quello propinino, tanto vende! E aggiungiamoci che se uno vede il fantasy a questo modo, spesso se come lettore cresce un po' si stuferà della roba adolescenziale è probabile che abbandoni il genere, e quindi rimane che molti lettori di fantasy in italia altro non sono che lettori molto giovani e ineducati. Molti miei amici e conoscenti hanno abbandonato il fantasy da tempo e gradualmente, una volta che hai esaurito lo scfafale della libreria e che hai letto un libro valido ogni 40 monnezze, cominci a guardare negli scaffali a fianco. Io mi rendo conto di leggicchiare fantasy semplicemente perchè da ragazzina non amavo il genere e ho iniziato a coltivarlo più tardi, quando ho preso a girovagare in internet in cerca di titoli nuovi e interessanti di genere sci-fi. Non ho mai letto roba come Salvatore&soci, giusto per intenderci. La letture adolescenziali le ho saltate. @Bran: non intendevo che i libri di evangelisti siano brutti, io ne ho letti più d'uno e non mi dispiacciono, ma non trovo che siano chissà quale capolavoro che non si può non amare, perciò mi pare normale che non si faccia apprezzare da chi preferisce altri generi. Non è nè scritto in maniera superba nè le trame sono qualcosa di straordinario che ti mette al tappeto.

» postato da Agar Cioccolato alle 13:44 del 10-01-2010

23 « Secondo me il problema è che in Italia non esiste purtroppo nulla di "classico" che abbia a che fare col fantasy o almeno col fantastico» questo non è vero, lo scrive anche musp nel suo primo post di questa discussione ;) « Basta vedere quanti prodotti davvero validi italiani ci siano in confornto ad altri paesi» Appunto, allora perchè uno scrittore valido come Evangelisti non trova moltissimo terreno fertile tra gli appassionati di FY che cercano libri più maturi di quelli della Troisi e dei baby scrittori? Scusate ma mi pare che stiamo leggermente perdendo la bussula della discussione ;)

» postato da Bran alle 14:06 del 10-01-2010

24 « questo non è vero, lo scrive anche musp nel suo primo post di questa discussione ;) » per "classici" intendevo qualcosa di più vecchiotto di Calvino o Buzzati ;) (comunque può essere che mi sbagli, la mia conoscenza del genere non è così approfondita). «Appunto, allora perchè uno scrittore valido come Evangelisti non trova moltissimo terreno fertile tra gli appassionati di FY che cercano libri più maturi di quelli della Troisi e dei baby scrittori?» perchè cercano fantasy e fantastico di stampo anglosassone, ed Evangelisti non c'entra nulla. A me fa paicere che il fantasy e il fantastico in Italia abbiano uno stampo tutto loro, viva la diversità e poi è ormai palese che il fantasy anglosassone non lo sappiamo fare, ma manco per l'anticamera. Però s euno ragiona che il fantasy deve'essere per forza tokien pseudo style, allora sempre tar gli stranieri andrà a pescare. Stranieri via via migliori, per carità, ma non italiani che con quello stile facciam pena, che siano ragazzini o giovinotti.

» postato da Agar Cioccolato alle 14:24 del 10-01-2010

25 « per "classici" intendevo qualcosa di più vecchiotto di Calvino o Buzzati ;) (comunque può essere che mi sbagli, la mia conoscenza del genere non è così approfondita). Quanto indietro nel tempo vuoi andare? :mrgreen: :roll: Certo, non trovi elfi e mago merlino ma di tradizione fantastica eccome se ce n'è. Solo che non la consideriamo tale, non ci ha mai ispirato abbastanza da svilupparne qualcosa. Per quanto riguarda Evangelisti, è ovvio che possa non piacere, come accade per qualsiasi scrittore. Ma nel panorama italiano del fantastico imo è su un livello superiore rispetto alla maggior parte degli autori (di fantastico). Con pregi e difetti. Ma almeno lui qualche pregio ce l'ha...

» postato da Kinzica alle 21:34 del 10-01-2010

26 « Quanto indietro nel tempo vuoi andare? :mrgreen: :roll: Certo, non trovi elfi e mago merlino ma di tradizione fantastica eccome se ce n'è. Solo che non la consideriamo tale, non ci ha mai ispirato abbastanza da svilupparne qualcosa. » beh, intendevo questo. Non dico che gli italiani siano un popolo privo di fantasia,miti e leggende,ma un vero autore di fantasy che la massa ossa considerare classico l'abbiamo mai avuto? Che io sappia no. « Per quanto riguarda Evangelisti, è ovvio che possa non piacere, come accade per qualsiasi scrittore. Ma nel panorama italiano del fantastico imo è su un livello superiore rispetto alla maggior parte degli autori (di fantastico). Con pregi e difetti. Ma almeno lui qualche pregio ce l'ha...» ripeto, non penso sia brutto, almeno per quantoriguardo il ciclo dell'inquisitore, gli altri non li ho ancora letti. E sicuramente è un grattacielo sopra a roba come baby boom e compagnia bella, non ci piove.

» postato da Agar Cioccolato alle 22:52 del 11-01-2010

27 Perdonatemi ma ho dato solo una lettura fugace ai post precedenti. Molto bella l'intervista al nostro Evangelisti:ho letto tre libri sull'Inquisitore e aspetto con impazienza il tempo di poter leggere anche il ciclo dei pirati. Io ho trovato le sue opere davvero notevoli sotto ogni punto di vista,e spero che in futuro possano avere più spazio,meritato, in Italia e oltre. Una curiosità:il fatto che Evangelisti non sia apprezzato dai lettori "fantasy" italiani com'è stato ricavato?

» postato da Kull alle 15:09 del 24-01-2010

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