Il potere degli elementi

Morgan Llywelyn, Il potere degli elementi (The Elementals, 1984) - FANTASTICO - DelosBooks - Odissea Fantasy - 2007 - traduttore: Annarita Guarnieri - pagine 370 - prezzo 16,00 euro - giudizio: buono

Acqua. Fuoco. Terra. Aria. Sono gli Elementi, fondamenti del mondo fisico come della simbologia alchemica, forze naturali e principi immanenti delle cose. Legati di volta in volta alle stagioni, agli umori del corpo, a determinati poteri magici o ai solidi geometrici fondamentali, hanno attraversato la storia dell’uomo finendo inevitabilmente per affascinare anche i narratori di storie.

Nel vastissimo filone di opere che in un modo o nell’altro se ne occupano si inserisce anche Il potere degli elementi di Morgan Llywelyn.

 

 

Autrice principalmente di romanzi storici ambientati in quell’Irlanda patria dei suoi genitori e col tempo divenuta anche sua, l’autrice di New York con quest’opera si è accostata per la prima volta al genere fantastico.

Il volume è diviso in quattro sezioni, ciascuna dedicata a un elemento e strutturata come un racconto totalmente autonomo, se non fosse per qualche rapido accenno che indica come ciascun protagonista sia un discendente del protagonista del racconto precedente. E se non fosse, soprattutto, per l’atmosfera e la consapevolezza che lega le quattro storie fino a formare un affresco più ampio.

Storie che parlano del rapporto con la natura, della sua forza primigenia, che può essere benevola come devastatrice, e che va sempre rispettata, a meno di accettare di pagare pene a volte anche molto pesanti come conseguenza dei propri sbagli.

 

 

Acqua.

“A mano a mano che le calotte polari si scioglievano, il livello dei mari si alzava. Quando si resero conto che la terraferma sarebbe stata sommersa dalle acque, le persone reagirono in modi diversi. Alcuni iniziarono a pianificare, altri cedettero al panico. Altri ancora non fecero nulla, e si rifugiarono nell’apatia finché non fu troppo tardi.”

 

 

 

La furia dell’elemento si scatena fin dalle prime pagine del racconto, e la vicenda è imperniata sulla lotta di un esiguo gruppo di persone per sopravvivere. Problemi pratici da risolvere, decisioni impopolari da prendere, una convivenza non sempre facile da accettare.

Kaisar si rende conto presto che i modelli di vita validi fino a quel momento vanno rivisti, e si accolla il difficile compito di guidare la piccola comunità, diffidando dell’acqua ma trovando con essa una strana sintonia. Perché, se ci si ferma ad ascoltare la sua voce immortale, può avere molte cose da insegnare.

 

 

Fuoco.

Dopo la chiusura introspettiva della prima parte ci si sposta nell’impero di Creta, per assistere alle vicende quotidiane di un suonatore di lira.

Gli intrighi di palazzo, il rapporto con la giovane moglie, i problemi di un amico, la schiavitù. Sono molti gli elementi che contribuiscono a donare a questo racconto la trama più articolata dell’intero volume.

L’atmosfera è soffocante, tanto per il calore innaturale quanto per la sensazione dell’imminente sopraggiungere di una catastrofe. I personaggi, pur descritti rapidamente per non rallentare la storia, sono concreti, reali, e le loro azioni hanno motivazioni ben precise. Hanno un obiettivo e lottano per raggiungerlo. Salvo scoprire alla fine che nulla possono contro la forza del fuoco.

 

 

Terra.

“La pietra sedeva sul fianco della collina e pensava. […] I pensieri della pietra erano quelli della terra, compattati e appesantiti dagli eoni, scagliati verso l’alto dai cataclismi, incastonati nel ghiaccio. Immobili per millenni. Essi spingevano, premevano, trascinavano.”

 

 

 

È il racconto più intimo e introspettivo, nel quale la catastrofe non colpisce una comunità ma muta drammaticamente la vita delle singole persone.

Annie Murphy è una casalinga del XIX secolo, intelligente, istruita e determinata. E se si imbatte in qualcosa che non riesce a spiegarsi, la sua prima reazione è quella d’indagare, per cercare di capire qualcosa di più. Ma alcuni fenomeni non sono spiegabili dall’uomo, richiedono solo il suo rispetto e la sua accettazione.

La storia è narrata molto bene, con i dubbi della protagonista che emergono e le sue sofferte decisioni che prendono forma. Richiede però, da parte del lettore, l’accettazione senza troppe spiegazioni di un elemento estraneo alla concretezza con cui viene narrata la vicenda.

 

 

Aria.

Un futuro prossimo venturo, una catastrofe ecologica imprevedibile nelle sue sfaccettature malgrado la prevedibilità del suo arrivo.

Dopo aver osservato il confronto con forze soverchianti di una comunità, di un piccolo gruppo di persone e di una singola donna, l’orizzonte improvvisamente si allarga per abbracciare tutto il pianeta. L’effetto è sconvolgente, perché le immagini prospettate non sono più quelle di un passato troppo lontano dalla nostra realtà, né troppo personali per poterci toccare.

Le persone di cui seguiamo la storia siamo — o potremmo essere — noi.

L’episodio che chiude la vicenda, evocativo e grandioso, riesce a unire la speranza con un ammonimento mai troppo attuale, ricordandoci che la narrativa non è solo divertimento ed evasione ma può anche essere spunto per riflessioni importanti.

 

 

Nessuna descrizione inutile, nessun elemento che non sia funzionale a portare avanti la storia s’insinua in un volume che percorre un lunghissimo arco di tempo ma che evidenzia come, per certi versi, gli esseri umani siano sempre uguali.

Una scrittura scorrevole unita a una buona resa delle diverse atmosfere e della psicologia dei personaggi, che a tratti raggiunge una notevole intensità contribuiscono a rendere questo libro una piacevole lettura. E le quattro ottime singole trame che insieme concorrono a formare un’opera unitaria matura e lontana dai cliché del genere dimostrano come non servano necessariamente centinaia e centinaia di pagine a un autore che abbia qualcosa da dire.

Autore: Martina Frammartino - Data: 30 marzo 2009

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Commenti

1 è un romanzo del 1984, probabilmente il primo scritto dalla Llywelyn, prima di passare a romanzare i miti celtici, forse perchè si era resa conto di non saper inventare una storia originale. Questo è un romanzo men che mediocre, sia stilisticamente che narrativamente. La recensione è troppo di parte per essere una vera recensione.

» postato da mikecas alle 13:18 del 12-09-2009

2 «è un romanzo del 1984, probabilmente il primo scritto dalla Llywelyn, prima di passare a romanzare i miti celtici, forse perchè si era resa conto di non saper inventare una storia originale. » Riporto la bibliografia della Llywelyn, presa dal suo sito ufficiale: 1978, The Wind From Hastings, Houghton Mifflin 1980, Lion of Ireland, Houghton Mifflin 1981, Lion of Ireland, Playboy 1981, Lion of Ireland, NY, NY, Tor 1983, The Horse Goddess, Pocket Books 1984, Bard: The Odyssey of the Irish, Houghton Mifflin 1984, Bard: The Odyssey of the Irish, NY, NY, Tor 1984, Personal Habits/Shannon Lewis, Kensington Press 1985, Fletcher Found in Magic In Ithkar, NY, NY, Tor 1986, Grania: She King of the Irish Seas, Crown 1986, The Silverlord in Magic In Ithkar 3, NY, NY, Tor 1987, Me, Tree in Devils & Demons, NY, Doubleday 1987, Grania: She King of the Irish Seas, Ivy Books 1987, Xerxes, Chelsea House 1987, Princess in Weird Tales, NY 1988, Fletcher Found in Big Pictures Dublin, Ireland, LETS 1988, Their Son in Invitation To Camelot, New York, Ace Books 1988, The Cat With No Name in Discoveries, Dublin, Ireland, Poolbeg 1989, Cloudchaser in Baker's Dozen, Dublin, Ireland, Poolbeg 1989, The Isles of the Blest, Ace Books 1989, The Cat With No Name in The Irish Times, Dublin, Ireland, Dublin 1989, Red Branch, Wm. Morrow1990, Brian Boru: Emperor of the Irish, Chelsea 1989, Princess in Another Round At The Spaceport Bar, NY, Avon Books 1989, On Raven's Wing, Mandarin 1990, Brian Boru: Emperor of the Irish, O'Brien 1990, Red Branch, Ivy Books 1991, Druids, Wm. Morrow 1991, Unholy Alliance in The Crafters, New York, Ace Books 1992, A Smell of Home in Goodbye and Hello , Australia, Viking Press, (Penguin) 1992, The Mistletoe Bough in All Hallows Eve, Walker&Co 1992, The Last Prince of Ireland: A Novel, Wm. Morrow 1992, Remember the Almost in The Crafters, Book 2, NY Ace Books 1992, Princess in Lovers & other Monsters, New York, Guild America, 1992, O'Sullivan's March, Wm. Heinemann, 1993, Druids, Ivy Books 1993, The Elementals, NY, NY, Tor 1993, Star Dancer, O'Brien Press 1994, Finn Mac Cool, NY, NY, Tor 1994, The Laughing House in Shiver, Dublin, Ireland, Poolbeg 1995, Brian Boru: Emperor of the Irish, NY, NY, Forge 1995, Brian Boru: Emperor of the Irish, NY, NY, Tor 1995, Cider, Short Story 1995, Cold Places, Dublin, Ireland, Poolbeg 1995, Your Face Will Freeze Like That in Don't Forget Your Spacesuit, Dear, Baen (US) 1995, Irish Magic:4 Tales of Romance, Kensington Press 1995, Ireland: A Graphic History, Element 1995, Silverhand (Arcana, Book 1), Baen 1995, Princess in Best of Weird Tales, Barnes & Noble, 1995, White Heather in Chiller, Dublin, Ireland, Poolbeg 1995, Untitled in Angels of Darkness, New York, Guild America, 1995, Now You See It, in The Day The Magic Stopped, Baen 1996, 19 Railway Street, Dublin, Ireland, Poolbeg 1996, Dryad's Kiss in Magic: The Gathering, Harper Prism 1996, Nightmare in Nightmares, Dublin, Ireland, Poolbeg 1996, The Vikings in Ireland, Dublin, Ireland, O'Brien Press 1996, The Repulsive Story of the Red Leech in The Resurrected Holmes, St. Martins Press 1996, Strongbow: The Story of Richard & Aoife, NY, NY, Tor 1996, Silverlight (Arcana, Book 2), Baen 1996, Pride of Lions, NY, NY, Tor 1996, Pride of Lions, Forge 1997, Boudicca, Short Story 1997, Irish Magic II: 4 Novellas, Kensington Press 1998, The Horse Goddess, NY, NY, Tor 1998, 1916,A Novel Of the Irish Rebellion, NY, NY, Tor 1998, Cider in Scream, Dublin, Ireland, Poolbeg 1998, The Wind From Hastings, NY, NY, Tor 1998, The Gifts, Short Story 1999, Grania: She King of the Irish Seas, Italy, Editrice Nord 1999, The Essential Library for Irish Americans, Forge 2000, Etruscans, NY, NY, Tor 2000, A Pocket History of Irish Rebels, Dublin Ireland, O'Brien 2000, Woman in a Wheelchair in Royal WhoDunnits, London, England, Robinson 2000, The Pocket History of Irish Rebels, O'Brien Press 2000, The Earth Is Made Of Stardust, Wildside press 2001, 1921, The War for Independence, NY, NY, Tor 2003, 1949, The Irish Republic, NY, NY, Tor 2005, 1972, A Novel of Ireland's Unfinished Revolution, NY, NY, Tor 2008, 1999, A Novel of the Celtic Tiger and the Search for Peace, NY, NY, Tor The Man who Killed the Last Great Auk The Elementals viene segnalato come pubblicato nel 1993, ma può anche essere una raccolta di opere scritte in precedenza, anche perché il copyright sul libro è del 1984. Però non è certo la prima opera dell'autrice. « La recensione è troppo di parte per essere una vera recensione.» Perché? Perché a te il libro non è piaciuto e a me invece sì? O vuoi insinuare qualche altra cosa?

» postato da Martina alle 22:55 del 12-09-2009

3 confermi che è praticamente il suo esordio... la recensione è di fatto una adulazione, in presenza di un romanzo che ha difetti evidenti a chiunque lo affronti spassionatamente.... Non ho la più pallida idea del perchè di questa adulazione, che oggettivamente mi sembra esagerata

» postato da mikecas alle 12:48 del 13-09-2009

4 « Non ho la più pallida idea del perchè di questa adulazione, che oggettivamente mi sembra esagerata» Perché le piace, mi sembra ovvio! Perché insisti con la dietrologia? :roll: :roll: :roll:

» postato da la vecchia strega alle 13:58 del 13-09-2009

5 «confermi che è praticamente il suo esordio... » Uno dei primi, non il primo come invece ipotizzavi tu. è solo una precisazione, sarò fissata ma a me le cose piace controllarle. E comunque anche un romanzo d'esordio può essere valido. Restando nella fantasy, hai mai provato a leggere Patrick Rothfuss, Naomi Novik o Trudi Canavan? Giusto per citare autori recenti abbastanza famosi. «la recensione è di fatto una adulazione, in presenza di un romanzo che ha difetti evidenti a chiunque lo affronti spassionatamente.... Non ho la più pallida idea del perchè di questa adulazione, che oggettivamente mi sembra esagerata» Non mi sembra di aver scritto che si tratta di un capolavoro. Parlo, se leggi bene, di un elemento che in qualche modo stona un po' nella storia dedicata alla terra, di una buona - non straordinaria - resa delle atmosfere e di una notevole intensità raggiunta a tratti, non sempre. Tu sai leggere quello che c'è scritto, o sai solo accusare le persone gratuitamente? E ti è mai venuto il sospetto che il tuo gusto non sia l'unico esistente? Io mi sono divertita a leggere il romanzo, e la recensione ne è una testimonianza. Adulazione? Forse tu sei abituato ad adulare chi ti circonda, e quindi pensi che anche gli altri abbiano questa abitudine, ma a me le tue presunte considerazioni oggettive sembrano solo parole al vento...

» postato da Martina alle 22:04 del 13-09-2009

6 «confermi che è praticamente il suo esordio...» L'esordio assoluto, The Wind From Hastings, è già abbastanza solido da fugare ogni dubbio sui romanzi successivi. Ha l'unico difetto (se così si può chiamare) che il nome dell'autrice fa pensare a un romanzo fantasy mentre è un romanzo puramente storico (i successivi hanno elementi fantasy, questo no!). Inoltre, questa è la recensione (apparsa ben prima della pubblicazione italiana de "Il potere degli elementi";) di un romanzo altrettanto praticamente-d'esordio (per riprendere la tua espressione): http://www.fantasymagazine.it/libri/5405/il-leone-d-irlanda/ Al link trovi le opinioni di due recensori. Il secondo esprime un giudizio estremamente positivo. Come vedi non è impossibile trovare gente a cui piace questa autrice, anche nelle sue opere più datate.

» postato da metalupo alle 22:37 del 13-09-2009

7 va bene... fate finta che non abbia detto niente.... godetevi questi capolavori...

» postato da mikecas alle 15:25 del 15-09-2009

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