Le cinque stirpi

Markus Heitz, Le cinque stirpi (Die Zwerge, 2004) - FANTASY - Nord - Narrativa - 2007 - traduttore: Roberta Zuppet - pagine 635 - prezzo 19,90 euro - giudizio: discreto

Le Cinque Stirpi è il primo romanzo di un ciclo letterario fantasy improntato principalmente sulla stirpe dei nani e sulle vicende della Terra Nascosta. Opera dello scrittore tedesco Markus Heitz, è stato pubblicato nel nostro paese dalla Casa Editrice Nord.

 

 

La Terra Nascosta è circondata da una catena montuosa pressoché impenetrabile, nella quale si aprono soltanto cinque passaggi, ciascuno difeso da una stirpe di nani. All'interno, uomini, elfi e nani vivono in armonia governati e protetti dai sei maghi che, grazie alla potenza congiunta della loro energia, controllano le porte d'accesso, sbarrando così la strada al male.

Improvvisamente, però, la porta che chiude il Passo Settentrionale viene aperta e un esercito di orchi e albi — creature simili agli elfi, ma votate al male — comincia a infiltrarsi e a soggiogare parte dei territori. Tuttavia le forze oscure sanno che, per conquistare il dominio assoluto della Terra Nascosta, devono spezzare l'unione dei maghi e individuano colui che può tradire gli altri: Nudin, uno stregone ambizioso e assetato di conoscenza, che cede alle lusinghe dell'ombra.

Adesso le orde degli invasori possono dilagare e ai popoli della Terra Nascosta non rimane che un’unica speranza. Secondo un'antica leggenda, infatti, la sola arma che può uccidere un mago posseduto dallo spirito del male è la Lama di Fuoco, un’ascia costituita dai metalli più preziosi, che deve essere forgiata col fuoco del drago e battuta in una fucina sotterranea. Spetterà a Tungdil, un nano educato dal potente mago Lot-Ionan, affrontare un viaggio ricco di insidie e pericoli per recarsi nel solo luogo in cui potrà essere forgiata l’arma leggendaria.

 

 

Sarò franco: Le Cinque Stirpi non ha soddisfatto pienamente le mie attese.

Pur disponendo di una trama di fondo alquanto originale, la prosa del romanzo appare di una pesantezza tale da superare persino alcune parti de Il Silmarillion e questo non invoglia certamente l’ipotetico lettore a immergersi nei quattro voluminosi tomi successivi pubblicati dall’autore.

Le vicissitudini si basano su una serie infinita di azioni comuni e su un incessante viaggio che sembra quasi destinato a non giungere mai alla fine, senza considerare il fatto che l’uso di alcuni termini moderni o delle cosiddette frasi fatte appare in netto contrasto con il contesto medievaleggiante della storia.

 

 

Purtroppo i difetti non finiscono qui. Anche se il più dei personaggi è dotato di una caratterizzazione emotiva particolareggiata e piuttosto azzeccata, come Boëndal e Boïndil, intrepidi nani gemelli che accompagnano il protagonista nel corso delle sue avventure quasi sin dalle prime pagine, alcuni appaiono piuttosto superflui e la sfumatura eccessivamente ironica conferitagli per rendere la storia più piacevole li fa cadere inesorabilmente nel ridicolo.

Lo stesso protagonista Tungdil stona con il resto dell’intrepida razza nordica per via del suo carattere da gentiluomo, ragionevole ed educato, che lo contraddistingue dagli altri nani. Il fatto che tutto ciò venga esaurientemente motivato dall’educazione impostagli da Lot-Ionan, il mago umano che lo ha adottato quando era ancora i fasce, non cambia di certo le cose. Avrei preferito di gran lunga un guerriero fiero e valoroso come Glandallin del clan Colpo di Martello, il nano che già dalle prime pagine del prologo mette in mostra le sue abilità con scudo e ascia.

 

 

Unico punto di forza del romanzo resta quindi l’intento di creare un vero e proprio scorcio fantasy della cultura nanica, con una sorta di estensione del mondo fantastico di J.R.R Tolkien e con spunti ripresi dai miti e dalle leggende nordiche.

 

 

Se Heitz si fosse concentrato ad alleggerire o a scartare le parti più prolisse, oltre a descrivere con impareggiabile maestria le scene di battaglia e le splendide gallerie dei nani, allora forse Le Cinque Stirpi sarebbe divenuto un’opera completa ed estasiante, inducendomi ad acquistare senza ulteriori dubbi il seguito del suo ciclo letterario.

Autore: Alfonso Zarbo - Data: 28 settembre 2009

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Commenti

1 A mio parere, lo stile narrativo di Heitz è decisamente più leggero e attuale rispetto a quello di Tolkien, che si dilungava in descrizioni particolareggiate di luoghi e situazioni (cosa fra l'altro dovuta anche all'epoca storica in cui è vissuto). Quanto al protagonista, il fatto che non coincida con l'immagine classica del nano guerriero non mi sembra affatto un difetto; la sua crescita nel corso del primo volume e nei seguenti segue un percorso originale e coerente con gli avvenimenti (che, per ovvie ragioni, non descriverò qui). In sostanza, da lettore dell'intera saga ne consiglio la lettura almeno fino al terzo volume, che è stato indicato dall'autore stesso come conclusione "naturale" della storia.

» postato da (J ) alle 14:23 del 29-09-2009

2 Felicissimo di aver potuto leggere il tuo parere. ;-) Alfonso

» postato da (Alfonso Zarbo) alle 18:28 del 29-09-2009

3 Ho appena terminato l'intera quadrilogia è mi trovo in disaccordo con parte dei contenuti della recensione (quelli negativi :D ). Ho amato molto questi 4 libri, pur trovando l'ultimo un pò forzato ma comunque interessante per la fine atipica. Quello che mi è piaciuto de "Le cinque stirpi" e che mi ha portato ad esaurire tutti gli episodi nel giro di un mese abbondante, è stato proprio lo stile di Heitz, ricco come deve essere uno scritto fantasy ma assolutamente non pesante, anzi. Si legge agevolmente ed emotivamente, è secondo me impossibile non legarsi a personaggi come il duelame o il suo gemello, allo stesso tungdil la cui diversità giustifica dà senso a tutto il ciclo, o all'incredibile rodario e via dicendo. Consiglio questi quattro a libri a tutti. sentitamente. Non è mio uso commentare libri su internet ma in questo caso spero di dare un contributo a chi sta cercando una storia e dei personaggi a cui affezionarsi.

» postato da (vincenzo messina) alle 00:09 del 02-10-2009

4 Io mi sono fermato al primo libro, non sono riuscito ad andare oltre. L'ho trovato di una banalità e superficialità disarmanti. Secondo me è adatto ad un lettore "giovane" e , perdonatemi il termine "poco sgamato" al genere. Certo è che vista la qualitàdelle ultime pubblicazioni nel campo del FY, il romanzo si mantiene sopra la media. Ma queto è un bene o un male. :?

» postato da DiVega alle 11:38 del 02-10-2009

5 Partiamo dal presupposto che il genere fantasy fa uso di modelli ben precisi che di autore in autore tendono ripetersi. Trovo che Heitz anzi cerchi delicatamente di cambiare qualcuno di questi schemi. Basta seguire il percorso del protagonista per capire questo tentativo di andare oltre. Per quanto mi riguarda, mi ritengo abbastanza "sgamato" tra libri e gdr. Ho trovato questa serie positiva, molto positiva.

» postato da (vincenzo messina) alle 14:13 del 02-10-2009

6 Vi dirò la verità: non sono mai stato così "Bastardo" nel scrivere una recensione, musicale o letteraria che sia, né intendo esserlo in futuro. Però ho trovato Le Cinque Stirpi davvero, davvero pesante. Sono d'accordo quando dite che caratterizzare Tungdil diversamente dai tipici schemi nanici può contribuire a diversificare l'opera di Heitz da altri libri del genere, però in alcune parti ho sentito davvero la mancanza di quell'orgoglio e di quei valori propri di una cultura solida e possente che si rispetti, sviluppata non a caso da Tolkien e ancor prima nell'Edda con tanta minuziosità. Diciamo che ho visto sfatare un mito, ecco. Proprio come quando, per porre un esempio abbastanza stupido, ho visto Robert De Niro (se non sbaglio si trattava di lui) indossare un vestitino rosa e ballare in punta di piedi nel film Stardust. :-P Comunque esistono molte parti che ho apprezzato nel libro: tutte quelle che riguardano Nudin il Sapiente e il suo mutamento, la splendida introduzione di Glandallin da me citato anche nella recensione, l'arrivo dei nani gemelli che amo da impazzire, l'uccisione degli elfi scarnificati dagli Albi, ecc... Insopportabile a mio giudizio è invece Rodario. Molto meglio Goimgar, piuttosto (mi sembra che si chiami così il componente appartenente al clan rivale che si unisce alla compagnia, però correggetemi pure se sbaglio). A presto, amici! Grazie della chiacchierata e lunga vita al fantasy!

» postato da (Alfonso Zarbo) alle 03:27 del 04-10-2009

7 Ho finito poco tempo fa la quadrilogia e posso dire che mi trovo in completo disaccordo con le due stelle assegnate. A mio parere l'intera quadriologia merita 4 stelle.....e non ho trovato per nulla pesante la lettura dei cinqui libri anzi a confronto di altri autori che ho letto e che sto leggendo Heitz scrive in maniera scorrevole e non ti annoia mai....Esempio provate a leggere "il crocevia del crepuscolo" di Robert Jordan questo si è davvero pesante....

» postato da (MrFututro ) alle 10:42 del 10-10-2009

8 Ho da poco completato l'intera quadrilogia. non dico di essere in disaccordo con il guidizio, ma lo trovo, forse, un po' troppo "cattivo" nei confronti di quella che a mio parere è una buona saga fantasy. Ammetto che il mito del nano viene un filino sfatato, ma solo per quanto riguarda il protagonista, che in fin dei conti per tutta la saga resta un "diverso" nei confronti di tutta la sua stessa razza. E forse proprio su questo Heitz ha basato la sua narrazione. Tungdil non è un nano come gli altri, e a questo punto...non lo sarà mai. Credo, ma è soltanto un mio parere, che il punto forte del protagonista sia proprio questo: la sua diversità rispetto alla sua razza, pur possedendone tutte le caratteristiche. Per quanto riguarda la prosa, se devo essere sincero, non l'ho trovata poi così lenta e pesante, ovvio ci sono passi abbastanza descrittivi, che tendono a rallentare la lettura, ma ritengo che il tutto sia nella norma. Anzi leggendo il resto della saga alcuni di quei passi descrittivi risultano molto belli! Unica pecca è il quarto romanzo. La fine atipica del terzo tomo mi aveva lasciato sia positivamente colpito, sia con il classico amaro in bocca. Il quarto invece mi ha lasciato un po' sconcertato. Interessante la storia, anche se un po' banale. La cosa che però non capisco è perchè alcune cose non vengano spiegate. Comprendo la necessità di dare un alone misterioso lungo tutto il percorso della narrazione, ma al termine del romanzo mi sono trovato con troppi punti di domanda. Troppe domande non risposte. Forse era proprio questo l'intento dell'autore, ma per me è risultato frustrante. Quindi 2 stelle no, direi piuttosto 4 per i primi tre volumi, mentre tra il 2/3 per il quarto.

» postato da hal2000 alle 12:07 del 10-11-2009

9 Grazie mille per il commento! :-) Sei stato molto gentile! Al

» postato da (Alfonso Zarbo) alle 19:36 del 12-11-2009

10 Salve! Volevo chiedere, qualcuno che ha letto la tetralogia di Markus Heitz (o anche solo un libro, è utile comunque) mi saprebbe indirizzare a una pagina web in cui sono descritte nella maniera più dettagliata possibile le storie di quei libri (o per lo meno più dettagliata della trama di copertina xD) o, meglio ancora, scrivermela lui? Ho un assoluto bisogno di ripercorrere i 4 libri e di averne maggiori informazioni possibili, però la mia memoria non mi aiuta, e a rileggerli non ho tempo xD. Grazie della disponibilità. Thanks, Markus

» postato da Markus93 alle 22:02 del 04-01-2010

11 Piuttosto ripetitivo, non credi? :P

» postato da Palin alle 22:08 del 04-01-2010

12 Viva Heitz!

» postato da Colkaz alle 09:47 del 05-01-2010

13 ciao ... cercavo qualche libro fantasy da leggere e qst libro mi ha colpita ... potete dirmi i titoli dell intera saga ??? grz in anticipo !!!!!

» postato da (martina mignemi) alle 14:03 del 16-04-2010

14 http://www.fantasymagazine.it/notizie/10601/il-destino-dei-nani/ :wink:

» postato da G.C. alle 14:18 del 16-04-2010

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