Il Trentesimo Regno

Gabriella Mariani, Il Trentesimo Regno (Il Trentesimo Regno, 2009) - FANTASY - Montag - Altri Mondi - 2009 - pagine 202 - prezzo 16,50 euro - giudizio: buono

 

 

Un’antica storia, scritta su corteccia di betulla, emerge dagli orrori del gulag di Kolyma assieme a uno dei sopravvissuti; il misterioso e insolito documento viene regalato, gettato via, nascosto e dimenticato per anni, ma — come un “legnoso fantasma” — ritorna sempre davanti agli occhi e alla memoria di colui al quale è destinato.

Forse è il fato a volere che sia decifrato e trasformato in un romanzo epico dove si narra di una scomparsa civiltà pseudo iperborea, fatta di dei, demoni ed eroi, e di un’isola del Mar Glaciale Artico dove i ghiacci eterni si piegano al volere di Luminosi Immortali.

 

L’espediente del documento misterioso rinvenuto per caso non è nuovo in letteratura, tuttavia l’ambientazione così “russa” lo rende interessante.

In realtà l’incipit ha uno stile che non rivela cosa il lettore si troverà davanti: la narrazione successiva non è mediata dalla modernità dell’anonimo trascrittore, ma parla con un linguaggio che ricorda il verso libero delle Byliny, la poesia in prosa dei canti epici russi.

E la storia comincia…

 

Varlada e Levlantjas - gemelli dissimili quanto la luce dalla tenebra — appartengono alla stirpe dei Silvani, i custodi eterni della natura. Vivono in una capanna nelle paludi di Keile, isolati dal resto degli uomini, assieme alla madre Glyrweg, guaritrice e sciamana, al padre Reysnir “il Luminoso”, alla sorella Vergeda e al fratellino Vrectne.

Grazie ai poteri innati e al sangue immortale, i due ragazzi iniziano a percepire il magico legame con la terra durante un’infanzia spensierata ma troppo breve: il tradimento del padre, l’invasione da parte di un popolo crudele e l’incomprensione delle tribù circostanti provocano lo smembramento di tutto il clan dei Silvani, spingendoli a partire verso terre lontane.

 

Questo desiderio di fuga si mischia con quanto rivelato dalle visioni di Reysnir su una nuova terra, che è compito degli Eterni dissodare di campi e popolare di templi. Ma il destino si mostrerà avverso. Reysnir parte sacrificando tutto e tutti al proprio sogno estatico, Varlada e Levlantjas imboccano i rispettivi “cammini contorti”e Vergeda incontra la violenza dei nemici: un’epopea tragica nella quale agiscono molteplici figure di grande statura e capaci di grandi gesta.

 

Ambientato in un mondo cupo e primordiale, in cui la ferocia degli elementi non risparmia neppure le divinità, Il Trentesimo Regno (primo volume della trilogia Il Cammino Contorto) è un’immersione a tutto tondo nella cultura slava, laddove la taiga ghiacciata del Nord Europa incontra le distese artiche dell’Asia settentrionale.

 

Umani e Immortali, Divinità luminose e ctonie, Demoni e Spettri si affrontano in battaglie epocali capaci di fondere vasti scenari con il misticismo selvaggio delle mitologie nordiche, in un’atmosfera che ricorda il Tolkien più cupo dei Figli di Hùrin. Chi sarà il prescelto per la vittoria finale? O meglio, ci sarà davvero un vincitore?

 

Tante le figure dominanti, tuttavia Varlada, lo sciamano nero e semidio ctonio che più volte muore e risorge, è la presenza maggiormente significativa di quest’opera breve ma concentratissima. Attorno a lui Sun Tsuo, erede del sanguinario imperatore dei diecimila anni; Khai Ru, sposa di Varlada e sacerdotessa divina di Kama; Gleyre, divisa tra due padri e due regni; ma soprattutto L’Orda, popolo libero e sterminato che si sposta, inglobandole, tra le etnie di Siberia, Cina e Mongolia.

 

E’ questo il Trentesimo Regno, guidato solo dal passare delle stagioni e dalla transumanza dei suoi innumerevoli armenti, che combatte al seguito dei due Draghi Gemelli contro le schiere di Venreli, l’isola della Stella Polare, dove Reysnir e Vrectne si sono rifugiati.

 

 

Nel complesso, Gabriella Mariani ci offre un romanzo né facile né definibile in modo sbrigativo: di certo non è young-adult e forse anche gli "adult" capaci di gustarlo a fondo sono pochi, per la struttura complessa, il linguaggio aulico e i nomi difficili da memorizzare che mettono a dura prova la full immersion nella storia; inoltre, i numerosi salti temporali (e spaziali) non sempre sono d’immediata comprensione.

 

Pregi e difetti si intrecciano come le vicende narrate, perché ciò che intriga di questo libro è a volte fonte di ostacolo: riferimenti mitologico/culturali  indice di una conoscenza approfondita, ma difficilmente interpretabili (nonostante le numerose note) per chi non è “dentro” la materia; uno stile fluido e pieno di colore a tratti troppo carico; una trama ricca di colpi di scena che è necessario riannodare con cura e molta, molta concentrazione.

 

Nessuna frase è da prendere alla leggera, piuttosto va decifrata, in quanto contiene un’informazione da ricordare, un concetto da capire, uno spunto da esplorare.

Più che una lettura, si tratta di uno “studio” da fare a piccole dosi, lasciandosi trasportare dallo stile visionario dell’autrice: affascinante, ma anche spiazzante.

 

Tuttavia, dopo tanto Fantasy facile — in cui spesso la banalità si nasconde dietro la scusa dell’intrattenimento - non si può non apprezzare un’opera che finalmente fa lavorare i neuroni del lettore e che, pur con le sue imperfezioni, costringe a pensare, a riflettere. A imparare.

 

Autore: Cristina Donati - Data: 14 dicembre 2009

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Commenti

1 Aspettavo questo tomo, ma a dire il vero, il tomo non cercava certo un lettore quale io sono: allergico alle complicazioni e al cripticismo. Ammetto quindi di avere provato a leggere questo libro di Sua Luminosa Oscurità, ma mi sono dovuto arrendere verso pagina 40. Peccato, perché si vede che c'è stato tanto lavoro dietro questo libro, tanta ingegnosità, solo, io non sono in grado di coglierne i contenuti oltre i tanti nomi, cambi di scena e... tutto quello che rende questo libro simile a una galletten degli Sturmtruppen (per chi ha buona memoria). :D Colpa mia di sicuro :oops:

» postato da un muspeling alle 12:19 del 14-12-2009

2 Ho già scritto altrove, non ricordo in quale discussione qui su fm, le mie impressioni. Se avessi letto prima la recensione, forse avrei faticato meno a capire qualcosa del libro. Ma sottolineo "forse". In generale ritengo che di fronte a un romanzo scritto da un'amica di forum, nota per la sua profonda conoscenza letteraria e culturale dei paesi nordici, ci sia un po' di imbarazzo nel dire apertamente "è confusionario". Più che imbarazzo forse si tratta di buon senso, per chi conosce la sete di sangue dell'autrice :wink:

» postato da erbetta alle 13:09 del 14-12-2009

3 Ecco il commento che avevo scritto altrove. "La prima impressione è che dovrò rileggerlo per capirci qualcosa. Sono la solita testona, l'avete detto tutti che non è una "lettura da tram". Terminare in mezza giornata il Trentesimo Regno fa senza dubbio apprezzare l'avvertimento che spicca in prima pagina: il cammino contorto. In effetti ho imboccato fin da subito un contorto cammino che la retta via me la sono proprio smarrita. Mi ha ingannata questo volumetto: mi pareva mingherlino, solo 200 pagine mi son detta. Già, ma scritte fitte fitte e infarcite di nomi impronunciabili (e spesso anche illeggibili). Un esempio? -Vrecjù! -Salute! In questo mi ha ricordato un po' la rocca dei silenzi, anche se le similitudini con quest'altra opera terminano qui. Nel mondo di Varlada e Levlantjas il pino mugo non c'è. Nell'enigma del solitario abbiamo il libro del panino, qui siamo alle prese con il libro delle brache, il che mi pare un salto di qualità. E che brache! Foderate di scaglie di corteccia, tenute insieme da fili di ferro. Ci credo che il loro portatore se ne lagnasse. I guai sono cominciati per me a pagina 19. Da qui la narrazione entra nel vivo e io entro nel mondo di questi gemelli semidei: Levlatjas e Varlada. Che siano semidei lo so dalla quarta di copertina, per il resto mi risulta tutto incomprensibile. Qualche schiarita verso pagina 116 dove apprendo chi combatte chi, o almeno così mi pare. Avrei voluto più note a piè di pagina che mi aiutassero a capire non soltanto la geografia, ma anche qualcosa di più sui popoli in lotta e anche sui motivi. Stamattina ho ripreso il libro e ho riletto qualche pagina dei capitoli iniziali e si è dissipata un po' la nebbia, avendo un po' più chiara l'identità dei personaggi, i loro gradi di parentela e alcuni dei riti abituali di questi semidei, come quello di conficcarsi lietamente e a vicenda un pugnale nel petto, così per rigenerarsi un po'. Alla prima lettura l'impressione che ho avuto è quella di arrivare in mezzo a una discussione già avviata da un pezzo e di non riuscire a capirne il significato pur comprendendo le singole frasi. E' stato difficile orientarmi trovandomi catapultata nel mezzo degli eventi senza avere conoscenza degli antefatti. I personaggi sono troppo occupati ad agire che a spiegare che cosa stanno facendo. E le loro azioni a volte diventano ai miei occhi prive di significato o di scopo. Voglio ancora sottolineare che l'edizione non aiuta affatto con un miserabile punto a capo per separare cambi di scena o salti temporali di anni e anni. Però gli orrori di stumpa mi hanno divertita assai. Nel complesso è un libro intrigante, con una trama fuori del comune, che per essere compreso da gente ottusa come me richiederebbe un'illustrazione più descrittiva (a tratti ho implorato un infodump, ma niente!) con il doppio delle pagine, o una seconda lettura. Opterò per quest'ultima soluzione nell'attesa del secondo romanzo" Che altro aggiungere? Che non sono sufficientemente intelligente ed erudita per godermi questo libro senza il supporto di un'enciclopedia, un atlante e un vocabolario.

» postato da erbetta alle 14:00 del 14-12-2009

4 A mia discolpa posso dire tre cose: - se sarete così temerari da proseguire oltre pagina 40 o addirittura da leggere il capitolo secondo, scoprirete che la narrazione si farà un tantino più fluida, o meno gnucca... sarà che la galletten, esposta più a lungo all'umidità, diventa meno coriacea; - non ho pensato questo libro per gli Young Adults, come ho detto nell'intervista, non l'ho neppure pensato come un fantasy vero e proprio, manco io so cos'ho pensato... tutto è stato scritto nel Neitri; - intendo allegare la Piccola Treccani al secondo volume dell'opera. :twisted:

» postato da uljanka alle 14:32 del 14-12-2009

5 « - intendo allegare la Piccola Treccani al secondo volume dell'opera. :twisted:» La vecchia ciamporgna ringrazia. <img src=:">

» postato da erbetta alle 14:46 del 14-12-2009

6 Anche a me sarebbe gradita una bella appendice con un po' di spiegazioni! :D Basta che non sia in stile testo univerisitario però (nota a piè di pagina, o peggio, a fondo capitolo o ancora peggio, note che rimandano a fondo libro :roll: )

» postato da un muspeling alle 15:35 del 14-12-2009

7 sono pienamente d'accordo con la recensione della mia kinzica preferita. i difetti ci sono, ma io li ho visti soprattutto nell'diting. ovvero, è palpabile, leggendo, la sensazione che i tagli che disorientano il lettore siano stati imposti dall'editor, più che da una preferenza dell'autrice. ciò detto, ammetto che è un romanzo complesso per i riferimenti culturali -oltremodo affascinanti, e che vorrei approfondire se sapessi come farlo. non avrei mai pensato di dirlo, perchè generalmente la detesto, ma avrei apprezzato un'appendice al romanzo in cui venissero spiegate le cose lasciate in sospeso, un glossario e/o anche i suddetti riferimenti culturali. sono convinta che se venisse riproposto con queste cure in più e i tagli ripristinati, sarebbe davvero un ottimo prodotto. nonostante i difetti, questo romanzo così diverso dalla solita solfa è stato la sferzata di aria fresca di cui avevo assoluto bisogno, e questo basta per convincermi a continuare a seguire la saga. :D tutto sto papiello per consigliarvi di non scoraggiarvi e continuare la lettura, perchè alla fine non ne resterete delusi. :wink: ...sembro di parte, eh? la verità è che ulj mi ha pa :roll: gata... o minacciata? :shock: ... per parlare bene del suo romanzo! LOL <img src=:">

» postato da ringstorm alle 19:29 del 14-12-2009

8 Ci tengo a dire a Ulj, che mi aveva dato il suo lavoro prima della pubblicazione, che la materia trattata è davvero bella e interessante. Anche per chi non è appassionato di cultura nordica come me, restare indifferente difronte alla trama è impossibile. Non è un fantasy vero e proprio, ma nemmeno epica pura. Un miscuglio ben equilibrato, spero Ulj apprezzi questo mio complimento, tra il sublime dell'epica di Tolkien e la drammaticità del fantasy storico di Martin. Ammetto che il tutto doveva essere snellito, specie lo stile carico, ma l'atmosfera nordica che si respira compensa tutto! ps: Ulj, appena finisco di rileggere il libro, ti faccio una bella recensione :wink:

» postato da meloth alle 21:01 del 14-12-2009

9 Ringrazio tutti quanti, Kinzica prima di tutti, per la bellissima recensione. Lasciatemi metabolizzare e poi risponderò meglio.

» postato da uljanka alle 21:07 del 14-12-2009

10 Cosa diavolo c'entra Martin ???

» postato da Kinzica alle 21:09 del 14-12-2009

11 «Anche a me sarebbe gradita una bella appendice con un po' di spiegazioni! :D Basta che non sia in stile testo univerisitario però (nota a piè di pagina, o peggio, a fondo capitolo o ancora peggio, note che rimandano a fondo libro :roll: Musp, le note te le becchi come sono, tanto sei allenato! :twisted: :twisted: :twisted: (si, non ho pietà, è colpa dell'atmosfera natalizia :twisted: )

» postato da Kinzica alle 21:11 del 14-12-2009

12 «Cosa diavolo c'entra Martin ???» Tolkien l'avevo letto al tempo della prima stesura. Martin no... :?

» postato da uljanka alle 21:16 del 14-12-2009

13 ««Cosa diavolo c'entra Martin ???» Tolkien l'avevo letto al tempo della prima stesura. Martin no... :?» Infatti un po' di Tolkien si sente ^___^

» postato da Kinzica alle 21:23 del 14-12-2009

14 « Musp, le note te le becchi come sono, tanto sei allenato! :twisted: :twisted: :twisted: (si, non ho pietà, è colpa dell'atmosfera natalizia :twisted: Appunto Cris, sono così allenato da essere praticamente Stufo di note! :ko

» postato da un muspeling alle 22:11 del 14-12-2009

15 «« Musp, le note te le becchi come sono, tanto sei allenato! :twisted: :twisted: :twisted: (si, non ho pietà, è colpa dell'atmosfera natalizia :twisted: Appunto Cris, sono così allenato da essere praticamente Stufo di note! :ko» Lo so, lo so... Pat pat, carezzina carezzina, coraggio musp finirà anche questa...

» postato da Kinzica alle 22:13 del 14-12-2009

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