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Esordio nella narrativa fantasy per due autori

La Runde Taarn edizioni nella collana Ithilien da ampio spazio alla narrativa fantasy e sono molti gli autori che si lanciano nel difficile mestiere dello scrittore e sperando di avere i numeri dei vari Paolini o, per rimanere in Italia, Egle Rizzo, Strazzulla o Licia Troisi.
Di seguito diamo notizia del lavoro di una autrice, Francesca Angelinelli che non è proprio al suo esordio in quanto ha già pubblicato la saga di “Chariza” ed ora propone il romanzo Valaeria.
L’altro autore è Alessandro Tulli che presenta il suo romanzo La città proibita, un mondo dominato da guerrieri e cavalieri.
— Francesca Angelinelli, Valaeria
L’autrice è molto giovane essendo nata nel 1982, ha conseguito la Maturità Agraria, vive e lavora a Casorate Sempione in provincia di Varese.
E’ una appassionata lettrice di romanzi fantasy, ovviamente.
La sua grande passione per la scrittura la spinta a scrivere la saga di Chariza che si compone dei titoli Il soffio del vento e Il drago Bianco.
La “quarta”:
Tre fratelli destinati a diventare eroi, attraverso percorsi che li costringeranno a condurre vite separate senza mai spezzare il forte legame che unisce le loro anime.
Una sanguinosa battaglia e un evento tragico permetteranno a Lucio, Severo e Valaeria di ritrovarsi mentre il destino dell’Impero si compirà inesorabile.
— Alessandro Tulli, La città proibita
Autore anche lui giovane, nato nel 1981, ha conseguito la

E’ un grande lettore appassionato di vari generi come il noir, libri di storia (preferibilmente antica), letteratura fantastica e fantasy.
Questo non è il suo esordio in quanto nel 2006 ha già pubblicato un romanzo fantasy dal titolo In viaggio verso il mondo Karash.
La “quarta”:
Non sono mai stato bravo con la spada, forse per questo, in un mondo dominato da guerrieri e cavalieri, mi sono sempre sentito fuori posto.
Non che non abbia voluto provare, solo ero disastroso, per usare un aggettivo caro a mio fratello. Lui si che era abile e non solo con la spada; anche un’ascia, una mazza, un giavellotto, nelle sue mani divenivano la miglior esemplificazione di cosa voglia dire combattere, far fuggire il nemico, costringerlo alla resa.
Nulla di cui stupirsi per chi conosce la mia famiglia, i Garidon, da tempo immemorabile i valorosi protettori del Regno di Dukil.
Francesca Angelinelli, Valaeria (2009)
Runde Taarn edizioni, collana Ithilien 10, pagg. 144, euro 12,00
ISBN 978-88-6120-102-6
Alessandro Tulli, La città proibita (2009)
Runde Taarn edizioni, collana Ithilien 11, pagg. 277, euro 12,00
ISBN 978-88-6120-085-2
Notizie correlate
Commenti
2 « Complimenti ai due per aver pubblicato con un editore a pagamento.» guarda che per policy FM non segnala libri pubblicati con contributo. E molte case con contributo funzionano a doppio binario, ossia lo chiedono solo ad alcuni. Quelli che compaiono su FM non hanno pagato contributo.
» postato da Marina alle 22:15 del 10-04-2009
3 «E molte case con contributo funzionano a doppio binario, ossia lo chiedono solo ad alcuni.»
La Runde Taarn è una di queste.
Parlando dei libri in oggetto (che mi sembra la cosa migliore da fare), Valaeria mi ispira parecchio. Appena avrò l'occasione di prenderlo lo farò ![]()
» postato da The Moonshiner alle 22:28 del 10-04-2009
4 «guarda che per policy FM non segnala libri pubblicati con contributo. E molte case con contributo funzionano a doppio binario, ossia lo chiedono solo ad alcuni. Quelli che compaiono su FM non hanno pagato contributo.» A parte il fatto che certi commenti fatti da anonimi non dovrebbero meritare alcuna considerazione, non vedo come Marina possa essere sicura che gli autori non abbiano contribuito. Sul sito dell'editore non ci sono indicazioni in merito, ma tutto è possibile. Ogni tanto ricevo da qualche autore libri in omaggio editi presso editori sconosciuti o minimi, non distribuiti in genere in libreria e difficilmente rintracciabili in rete. Ebbene, tutti si affrettano a precisare che non gli è stato chiesto alcun contributo e che il libro ha un ISBN. Questi libri sono in genere nella norma e se gli autori avessero pazienza e fortuna, potrebbero pubblicare tranquillamente da editori più importanti. E se pure avessero contribuito, i termini del problema non si sposterebbero. La teoria vuole che l'editore non a pagamento scelga e curi l'autore che pubblica. Da quel che leggo, dubito fortemente. Non si spiegherebbero i romanzi zoppicanti e banali a iosa, specie di fantasy e horror.
» postato da Ernesto VEGETTI alle 14:51 del 11-04-2009
5 « A parte il fatto che certi commenti fatti da anonimi non dovrebbero meritare alcuna considerazione, non vedo come Marina possa essere sicura che gli autori non abbiano contribuito. » Molto semplice: perché quando arriva una segnalazione da un editore a doppio binario, la Redazione investiga prima sulla medesima e in base alle risultanze decide se fare il pezzo. « Non si spiegherebbero i romanzi zoppicanti e banali a iosa, specie di fantasy e horror.» lungi da me voler fare l'apologia degli editori con contributo, inclusi quelli a doppio binario che personalmente in ogni caso non mi piacciono, ma la stessa cosa si può dire di moltissimi romanzi editi da fior fior di editori...
» postato da Marina alle 15:03 del 11-04-2009
6 Un editore a pagamento è e sempre resterà una piaga a cui non si dovrebbe mai dare spazio. E poi quando si parla con gli autori di queste case tipografiche tutti affermano di non aver pagato... chissà perché!
» postato da (Umberto Criscielli) alle 15:31 del 12-04-2009
7 «Un editore a pagamento è e sempre resterà una piaga a cui non si dovrebbe mai dare spazio. E poi quando si parla con gli autori di queste case tipografiche tutti affermano di non aver pagato... chissà perché!» Beh, allora sei 'de coccio', come dicono a Roma: se dico che vengono fatte verifiche, vengono fatte verifiche. Un bel po' di verso dal chiedere all'autore: scusa, hai pagato? Cmq se non ti sta bene la policy della rivista puoi sempre trovarti titoli da leggere su altre, no?
» postato da Marina alle 20:42 del 12-04-2009
8 Tutto ok, ma il titolo mi sembra inesatto: i due autori Non sono proprio esordienti, come si evince dal contenuto dell'articolo. Cosa significa: autori che dopo altre esperienze con stessa casa editrice sono riusciti a pubblicare non a pagamento? L'esordio ci può essere in questo senso. Approfitto per dire una cosa: A me non piace la pubblicazione a pagamento per come è fatta in Italia; spesso si tira dietro un'insieme di comportamenti inaccettabili. Poi, ognuno è libero di fare come vuole, ovviamente. la risposta definitiva è sempre nella qualità del libro.
» postato da Kinzica alle 13:42 del 13-04-2009
9 «Cmq se non ti sta bene la policy della rivista puoi sempre trovarti titoli da leggere su altre, no?» Davanti a un commento tanto arguto e sottile (se non ti sta bene vattene... ma come hai fatto a pensare una cosa tanto profonda?) non posso che ritirami, sconfitto e umiliato. Rimango solo un istante di più per congratularmi con te per la tua educazione e la tua apertura mentale.
» postato da (Sconfitto E Umiliato) alle 13:45 del 13-04-2009
10 ««Cmq se non ti sta bene la policy della rivista puoi sempre trovarti titoli da leggere su altre, no?»
Davanti a un commento tanto arguto e sottile (se non ti sta bene vattene... ma come hai fatto a pensare una cosa tanto profonda?) non posso che ritirami, sconfitto e umiliato.
Rimango solo un istante di più per congratularmi con te per la tua educazione e la tua apertura mentale.
»
l'educazione e l'apertura mentale non c'entrano nulla. Ti ho spiegato che la testata ha una policy. Tu hai preteso di venire a dire a una testata cosa dovrebbe e non dovrebbe fare. Allora, un lettore ha il diritto di leggere e commentare, ma non di andare a dire alla testata cosa dovrebbe o non dovrebbe scrivere, oltreutto accusando a vanvera gli autori dei libri presentati. Adesso, ricordami ti prego, cosa blateravi a proposito di apertura mentale?
Spiegato questo (mi sembrava già chiaro ma evidentemente non lo era) il succo è che se la policy non ti sta bene, il web è grande e c'è spazio per tutti, ma non pretendere che la rivista cambi in base ai tuoi gusti, piuttosto vai a cercartene una che lo sia già.
E visto che mi fai la paternale sull'educazione, dimmi tu se non registrarsi e postare come ospite sotto tre nick diversi è sinonimo di netiquette...
» postato da Marina alle 16:30 del 13-04-2009
11 Bravissima! Continua così! Sei la migliore! FM è stupenda e infallibile! Chi non la pensa come noi non ha diritto di parola! Un consiglio: inserisci un nuovo titolo allo spazio per i commenti. Per esempio: Commenta questo articolo ma solo se la pensi come noi, altrimenti levati di torno.
» postato da (Paternale Non registrato alle 09:55 del 14-04-2009
12 «
Beh, allora sei 'de coccio', come dicono a Roma: se dico che vengono fatte verifiche, vengono fatte verifiche. Un bel po' di verso dal chiedere all'autore: scusa, hai pagato?
»
Eh, ma infatti... quando è toccata a me, ho inviato i link del bando del concorso che avevo vinto con il mio editore (a doppio binario anche lui) che sostiene da tutte le parti che la pubblicazione non era a pagamento, proprio per questo motivo. Prima di far uscire la news, FM avrà fatto analoghi o più approfonditi controlli.
Per tornare IT, aspettavo da un po' Valaeria e a Torino intendo regalarmela sicuramente ![]()
» postato da § promethea § alle 10:12 del 14-04-2009
13 «Bravissima! Continua così! Sei la migliore! FM è stupenda e infallibile! Chi non la pensa come noi non ha diritto di parola! Un consiglio: inserisci un nuovo titolo allo spazio per i commenti. Per esempio: Commenta questo articolo ma solo se la pensi come noi, altrimenti levati di torno. » vedo che ti sfuggono distinzioni FONDAMENTALI. Cerco di spiegartele per l'ultima volta proprio perché sono educata, ma è l'ultima volta che ti degno di attenzione perché ne hai già avuta più di quanto gente come te meriti: tu non vai sul sito del Corriere e gli dici di occuparsi di un argomento piuttosto che un altro, di non dare spazio a un argomento piuttosto che a un altro, perché un giornale ha una linea editoriale che non viene decisa dai lettori ma dal direttore della testata e dalla redazione e solo un ignorante può pensare il contrario. Tui vai sul sito del Corriere per leggere e commentare l'articolo che hai letto, che può essere stato scritto bene, male, può essere circostanziato o meno, può essere valido o meno. PUNTO. La stessa cosa per FM: ora, dov'é il tuo commento all'articolo, e cioè ai libri presentati? Non c'è! C'è solo una serie di spocchiosità che vogliono essere ironiche e sono solo pateticamente infantili :"complimenti per aver segnalato autori a pagamento". Sembra il classico gnegnegne da asilo o da autore frustrato che non riesce a pubblicare, o entrambi. Non solo, ma dimostri di parlare a vanvera, visto che come ti ho spiegato FM non segnala libri a pagamento. Ma questo evidentemente non vuoi o non riesci a capirlo. FM il migliore? Certamente che lo è, trovami un sito che abbia lo stesso numero, qualità e ricchezza di questo in Italia. Attendo di vedere con quale ridicolo nick comparirai ora, ormai sei una barzelletta vivente...
» postato da Marina alle 10:59 del 14-04-2009
14 La norma è non segnalare materiale autoprodotto o per il quale lo scrittore abbia pagato un contributo. Sono indicazioni di massima alle quali ci atteniamo. Ovviamente l'errore può esserci sempre. Non so in questo caso, di solito non inficio il rapporto di fiducia con il redattore andando a verificare le sue fonti. Ma lo solleciterò a essere accorto. Trattandosi di persona competente non ho dubbio che saprà valutare lui. La regola in realtà non è dettata solo da motivi "etici", ma anche pratici. Da un lato il sottoscritto pensa che l'editoria a pagamento sia una piaga. Ma è anche vero che magari non tutti trovano la via dell'editoria spianata... E' un discrimine che secondo me potrebbe starci stretto per esempio nel caso di opere pubblicate su Lulu. Ma data la mole di proposte editoriali che arrivano, se dovessimo valutare anche le segnalazioni da quelle fonti, non basterebbero giornate di 72 ore. Rischiamo di perderci qualcosa di buono? Forse. Ma il tempo manca. Le autopubblicazioni on-demand non sono sciacallaggio, ma è anche vero che non sono state vagliate da una redazione, almeno nella maggior parte dei casi. Ci sono case editrici che hanno tentato la via della distribuzione su Lulu. Insomma, trovando le risorse di tempo il nostro redattore potrebbe anche andare a caccia di buon materiale autoprodotto. Il redattore potrebbe, qualora capisse di trovarsi davanti a buon materiale, segnalarlo su FM. Niente è scolpito nella pietra. Ma non giurerei che questo possa avvenire in tempi brevi. Ci sono poi case editrici che pubblicano anche a pagamento, come mero mezzo di sostentamento, andando incontro all'esigenza di chi è così convinto dei propri mezzi da volere essere pubblicato a ogni costo. In realtà, a parte i novelli romanzieri, queste case editrici pubblicano cose su commissione come atti congressuali o volumi commissionati per occasioni particolari. E' un servizio che sta sul mercato. Non c'è nulla di scandaloso. Il caso truffaldino è quello di finte selezioni, finti concorsi, che finiscono con proposte di pubblicazione a caro prezzo. E per la maggior parte dei casi questi "stampatori" fanno solo questo e non altro. Leggiamo ogni bando che ci arriva cercando di scovare trappole simili onde evitare di riportarvi notizie fuorvianti. Scusate se posso dire una cosa scorretta, ma in molti casi il truffato è complice dei truffatori. Vuole credere alla luna, per puro compiacimento del suo ego. Non voglio assolvere i truffaldini, ma solo mettere le cose nella giusta luce. Nessuno, a che mi risulti, punta la pistola a qualcuno, e i contratti quando si firmano è meglio leggerli. Il nostro lavoro è quindi sereno. A noi arrivano segnalazioni e cerchiamo di filtrarle, se ci scappa qualcosa ringraziamo chi ce lo segnala, nel modo dovuto e con rispetto reciproco, e provvediamo a evitare che la cosa si ripeta. Gradiremmo rispetto per il nostro lavoro tanto quanto ne abbiamo per voi lettori. Grazie
» postato da Manex alle 12:40 del 14-04-2009
15 Ernesto ha ragione, la certezza è abbastanza difficile da raggiungere. Mi è capitato di parlare con autori che spergiuravano di non pubblicato a pagamento, ma di aver solo contribuito (con centinaia di euro) al costo per avere il numero ISBN (che costa pochi euro a titolo) o il bollino SIAE (che costa pochi decimi di centesimi a copia, e che comunque non serve a niente). Come dice Manex, si fa quel che si può per indagare, poi l'errore può capitare, nessuno è infallibile. Se Marina non può essere certa al 100%, comunque, tanto meno può essere mister Ciccio ciccio, che in ogni caso è a priori in fallo, visto che le regole dei commenti anonimi richiedono un nome e un cognome. FM avrebbe tutto il diritto di cancellare questi commenti senza degnarli di uno sguardo. S*
» postato da S* alle 13:29 del 14-04-2009
16 « Se Marina non può essere certa al 100%, » Silvio, ho mai scritto che FM è infallibile? Ho risposto solo che investiga e in base alle risultanze decide se segnalare. Non mi sembra che il ns 'amabile' interlocutore (mi riferisco ovviamente all'anonimo) abbia portato prove a sostegno contrario. In quel caso si sarebbe proceduto alla verifica anche di quelle. Di sicuro al 100%, poi, a questo mondo c'è solo il fatto che prima o poi si schiatta.
» postato da Marina alle 14:06 del 14-04-2009
17 Precisando che ci sono fior di autori italiani che nel corso del '900 hanno pubblicato le proprie opere (divenute vera letteratura) a pagamento, faccio i miei complimenti ai due autori. So per certo che Francesca Angelinelli è un'ottima autrice, al di là dell'editing dedicato alle sue opere. Fabrizio Valenza
» postato da guardia alle 15:55 del 14-04-2009
18 «Sembra il classico gnegnegne da asilo o da autore frustrato che non riesce a pubblicare, o entrambi.»
Ti dirò, ho pensato esattamente la stessa cosa
Rabbia repressa
:">
Comunque, la qualità di un libro si evince dal suo contenuto, non dal fatto che l'autore abbia pagato o meno per pubblicarlo. Quindi non vedo perché sputare sentenze su libri che prima di essere giudicati non sono stati letti. Io personalmente non ho mai letto nulla dei due autori presentati nella notizia a cui si riferisce questo topic, però per quel che ne so io potrebbero essere anche i nuovi premi nobel per la letteratura. Aspetto di leggerli prima di giudicare, come poi dovrebbero fare in molti ![]()
» postato da The Moonshiner alle 18:19 del 14-04-2009
19 «Comunque, la qualità di un libro si evince dal suo contenuto, non dal fatto che l'autore abbia pagato o meno per pubblicarlo. Quindi non vedo perché sputare sentenze su libri che prima di essere giudicati non sono stati letti. Io personalmente non ho mai letto nulla dei due autori presentati nella notizia a cui si riferisce questo topic, però per quel che ne so io potrebbero essere anche i nuovi premi nobel per la letteratura. Aspetto di leggerli prima di giudicare, come poi dovrebbero fare in molti
»
Quoto totalmente. Però è un'operazione difficile, Moonshiner. La cosa presupporrebbe
1) comprare il libro
2) volerlo leggere
3) avere capacità critica
4) saper esprimere a parole ciò che si è pensato.
Dico, quattro operazioni una più difficile dell'altra...
Fabrizio Valenza
» postato da guardia alle 18:31 del 14-04-2009
20 «Quoto totalmente. Però è un'operazione difficile, Moonshiner. La cosa presupporrebbe
1) comprare il libro
2) volerlo leggere
3) avere capacità critica
4) saper esprimere a parole ciò che si è pensato.
Dico, quattro operazioni una più difficile dell'altra...
Fabrizio Valenza»
Se non si è in grado di fare queste quattro operazioni, conviene star zitti che si fa più bella figura ![]()
» postato da The Moonshiner alle 18:33 del 14-04-2009
21 «
Comunque, la qualità di un libro si evince dal suo contenuto, non dal fatto che l'autore abbia pagato o meno per pubblicarlo. Quindi non vedo perché sputare sentenze su libri che prima di essere giudicati non sono stati letti.»
Questo è sacrosanto ma la policy della testata, come dice Marina, è ben precisa e va rispettata. Da par mio nutro poca simpatia per gli editori a pagamento (nel loro complesso, non mancheranno di certo eccezioni degne di nota) e non lo dico dal (presunto) piedistallo di chi non ha pagato per pubblicare dal momento che, nello spedire qua e là i miei manoscritti, non li ho mai nemmeno presi in considerazione. Quindi è un'opinione che nutro da tempo, nel totale rispetto di chi invece ha perseguito altre strade.
Per tornare in tema, della Angelinelli ho letto i Chariza che (giusto per confermare la tesi di Moonshiner
) ho decisamente apprezzato pur essendo frutto di una pubblicazione a pagamento. Valaeria è caratterizzata da un'ambientazione diversa ma la penna è la stessa. ![]()
» postato da LotharB alle 12:05 del 15-04-2009
22 « tu non vai sul sito del Corriere e gli dici di occuparsi di un argomento piuttosto che un altro, di non dare spazio a un argomento piuttosto che a un altro, perché un giornale ha una linea editoriale che non viene decisa dai lettori ma dal direttore della testata e dalla redazione e solo un ignorante può pensare il contrario. Tui vai sul sito del Corriere per leggere e commentare l'articolo che hai letto, che può essere stato scritto bene, male, può essere circostanziato o meno, può essere valido o meno. PUNTO.
»
... sinceramente io l'ho fatto più di una volta con Imarisio, Rodotà, Alberoni, Buzzi e qualche anonimo...
Ovviamente non sono stato minimamente c*@ato e anche questa è una strategia editoriale più che legittima.
» postato da Olorin alle 12:59 del 15-04-2009
23 «« tu non vai sul sito del Corriere e gli dici di occuparsi di un argomento piuttosto che un altro, di non dare spazio a un argomento piuttosto che a un altro, perché un giornale ha una linea editoriale che non viene decisa dai lettori ma dal direttore della testata e dalla redazione e solo un ignorante può pensare il contrario. Tui vai sul sito del Corriere per leggere e commentare l'articolo che hai letto, che può essere stato scritto bene, male, può essere circostanziato o meno, può essere valido o meno. PUNTO.
»
... sinceramente io l'ho fatto più di una volta con Imarisio, Rodotà, Alberoni, Buzzi e qualche anonimo...
»
se l'hai fatto in relazione al contenuto dell'articolo è un conto, se l'hai fatto sulla scelta editoriale hai fatto una cosa stupida
«
Ovviamente non sono stato minimamente c*@ato e anche questa è una strategia editoriale più che legittima.»
quindi, secondo questo ragionamento, avendo risposto per le rime al bimbetto che continua a sbraitare imperterrito qua sopra il tuo post, passo per maleducata mentre se l'avessi ignorato sarebbe stata 'strategia editoriale'? ![]()
» postato da Marina alle 13:16 del 15-04-2009
24 io non ho mai parlato di 'educazione' nè sono entrato nel merito dei toni con cui conduci questa discussione. ebbene sì, a volte ho commentato gli articoli dei signori sopra citati sollevando qualche dubbio sull'opportunità di dare spazio a certi argomenti 'frivoli' quando ve n'erano altri ben più urgenti e comunque attinenti le mondanità di cui alcuni di loro si occupano. Per quanto ti riguarda sono quindi a tutti gli effetti uno che fa cose stupide. Rivedrò la mia vita alla luce di questa tua opinione. Credo non ci sia comunque nulla di male nello scrivere un proprio pensiero, anche a contestazione di una scelta editoriale, purché lo si faccia in modo circostanziato ed educato.
» postato da Olorin alle 14:19 del 15-04-2009
25 «io non ho mai parlato di 'educazione' nè sono entrato nel merito dei toni con cui conduci questa discussione.» era un'osservazione pèiù generale: prendevo atto che se si risponde si viene tacciati per maleducati mentre a non rispondere no. Non per questo ascrivevo a te entrambe le opinioni. Come ho detto, era un'impressione ricavata dalla summa dei post « Per quanto ti riguarda sono quindi a tutti gli effetti uno che fa cose stupide.» no, ho detto che hai fatto UNA cosa stupida. Andare a insegnare a una testata quale linea editoriale deve tenere lo è. O forse, meglio ancora, più che stupida presuntuosa. « Rivedrò la mia vita alla luce di questa tua opinione.» la tua vita no, non chiedo tanto, magari solo la tua ottica su come funzionano le testate ... « Credo non ci sia comunque nulla di male nello scrivere un proprio pensiero, anche a contestazione di una scelta editoriale, purché lo si faccia in modo circostanziato ed educato.» non è male ma è inutile. Poi per carità, ognuno perde il suo tempo come vuole. Tuttavia concordo cmq con quanto dici sul'osservanza dei modi
» postato da Marina alle 14:59 del 15-04-2009
26 «Questo è sacrosanto ma la policy della testata, come dice Marina, è ben precisa e va rispettata.»
Infatti il mio commento non era verso la policy di Fm (per carità, possono fare quel che vogliono). Decidere di non prendere in considerazione delle case editrici perché a pagamento è ben diverso dal criticare negativamente a priori un libro solo perché pubblicato a pagamento (come era intenzionato a fare il "simpatico" anonimo). Fm semplicemente non commenta/segnala ![]()
» postato da The Moonshiner alle 17:16 del 15-04-2009
27 «avendo risposto per le rime al bimbetto che continua a sbraitare imperterrito qua sopra il tuo post, passo per maleducata mentre se l'avessi ignorato sarebbe stata 'strategia editoriale'?» Certo, ma tu non sei nemmeno stata capace di accorgertene... Hai preferito insultare perché ovviamente è molto più facile e meno impegnativo. Giusto per dare qualche esempio mi hai detto: - sei 'de coccio' - se non ti sta bene la policy della rivista puoi sempre trovarti titoli da leggere su altre (cioè o sei d'accordo con me o levati di torno) - gnegnegne da asilo o da autore frustrato (per la cronaca non mi sogno nemmeno di essere uno scrittore, non ne sarei capace) - bimbetto che continua a sbraitare imperterrito Mentre se rileggi i miei post da bimbetto sbraitante ti accorgerai che non ho mai alzato il tono e non ti ho mai rivolto insulti. Comunque ti faccio un favore e me ne vado, non vorrei che la mia presenza ti facesse alzare troppo la pressione. Grazie ancora!!!!! Marina ti adoro!!!!
» postato da (bimbetto sbraitante) alle 20:34 del 15-04-2009
28 BASTA! ma te ne vuoi andare!!?
perchè cavolo continui a leggere la discussione? Non avrai alzato i toni ma il tuo tono è davvero irritante! E se dopo che marina ti ha risposto tu continui a parlare di cose che non sai, allora sei davvero di coccio!
Non sei per niente divertente e non hai nemmeno lasciato un commento sui libri.
Con i toni pacati che ti piacciono tanto: Caro Cicciotto, ti adoro anche io
ops: , ma liberaci della tua presenza. Per favore (lo dico per educazione).
Tutti parlano di Valaeria ma a me attira più la città proibita. ![]()
» postato da Pawin alle 21:12 del 15-04-2009
29 «
Mentre se rileggi i miei post da bimbetto sbraitante ti accorgerai che non ho mai alzato il tono e non ti ho mai rivolto insulti.
»
infatti questo che segue l'ho scritto io...
«
Davanti a un commento tanto arguto e sottile (se non ti sta bene vattene... ma come hai fatto a pensare una cosa tanto profonda?) non posso che ritirami, sconfitto e umiliato.
Rimango solo un istante di più per congratularmi con te per la tua educazione e la tua apertura mentale.
»
Il che dimostra che sei proprio un infante, che peraltro non è un insulto ma la pura constatazione della tua età effettiva, indipendetemente da quella anagrafica.
Adesso però basta, davvero è l'ultima volta che ti rispondo perché mi sono stufata di questa conversazione patetica e a maggior ragione si saranno stufati anche gli altri di questo thread inutile perché quasi tutto off topic (senz'altro da parte mia e tua almeno).
PS. con la pressione che ho posso vivere fino a 120 anni, non ti preoccupare
» postato da Marina alle 00:44 del 16-04-2009
30 Personalmente non entro nel merito della discussione sul "pubblicare a pagamento è buono o no". Sarò un pochino più noiosa e all'antica, ma la mia domanda è, chi ha scritto la frase seguente? "La sua grande passione per la scrittura *la* spinta a scrivere la saga di Chariza che si compone dei titoli Il soffio del vento e Il drago Bianco." by chiara
» postato da (chiara degia) alle 16:18 del 16-04-2009
31 Sarò un pochino più noiosa e all'antica, ma la mia domanda è, chi ha scritto la frase seguente? "La sua grande passione per la scrittura *la* spinta a scrivere la saga di Chariza che si compone dei titoli Il soffio del vento e Il drago Bianco." Ti quoto! Imparate almeno l'ortografia prima di "provare" a scrivere articoli... Altro che linea editoriale! Qui bisogna prima trovare una linea grammaticale. Ah ah ah
» postato da (antonio nove) alle 11:43 del 17-04-2009
32 Consocendo l'autore della news, credo che l'autore della bufala sia stato citato verbatim da una press release... in ogni caso consiglierei a qualcuno che ha l'accesso, di correggere l'orrore ortografico.
» postato da Palin alle 11:47 del 17-04-2009
33 Uhm... stamattina sono di pessimo umore, leggendo i commenti a questo articolo non l'ho certo migliorato. Mi era sfuggito il dibattito. Combattendo, come tutti gli autori che non hanno pagato, contro l'editoria a pagamento, appoggio la decisione di FM di non pubblicizzare le case editrici a contributo. Però il mondo è pieno di casi strani. Non credo che Francesca sia così folle da perseverare con ben tre romanzi pagando l'editore. So che non ha pagato per il primo, né per il secondo, e immagino men che meno per il terzo. Forse, ma la mia è solo un'ipotesi, non avendo contribuito mai può essere che si sia trovata bene con la casa editrice. Può essere anche che la qualità dei suoi romanzi sia tale che, a prescindere dalle linee editoriali, i suoi scritti valgano il rischio dell'editore e quello del lettore, che magari trova nei suddetti libri opere di qualità. Mi dispiace che ogni volta la discussione nel forum tenda alla polemica, a prescindere da ciò che dice l'articolo. Basta una parola (italiano... editore...), e del libro in questione ci si dimentica subito. E se un modo per combattere l'editoria a pagamento fosse riconoscere i libri buoni? Dare valore agli autori che mostrano capacità? Evitare i preconcetti? Totti, Tarricone, veline, vallette e meteore televisive vengono rigorosamente pubblicati da grandi editori e di sicuro non pagano. Non passano nemmeno atraverso il logorante periodo di caccia all'editore, delle e-mail copiaincolla delle varie segrerie che rifiutano a prescindere, dei mesi trascorsi in attesa di risposte che non arrivano. Pubblicano perchè vendono, anche se il testo si riduce ai temi delle elementari. Non è solo l'editoria a pagamento a essere malata. Ricordo per l'ennesima volta l'iter di Chiara Guidarini, un'autrice che stimo molto e che "ha della stoffa". Per il primo libro, ebbene sì, ha ceduto alle lusinghe di un editore con contributo. Perchè non tutti hanno tempo e voglia di passare anni al computer a inviare e-mail. Non tutti puntano a diventare famosi, ma solo a vedere il risultato del loro lavoro. Il libro è uscito, e nonostante le scelte opinabili dell'editing, la scarsa distribuzione e tanti altri guai, ha avuto un buon riscontro dal pubblico. Il secondo episodio, non pagato, ha confermato il valore della scrittrice. Non sempre pagare significa essere vanitosi e fare di tutto per finire su carta. Tornando a Valaeria e a Francesca, il mio in bocca al lupo per questa nuova (e TERZA) avventura.
» postato da anto73 alle 04:37 del 18-04-2009
34 «<taglio>Non sempre pagare significa essere vanitosi e fare di tutto per finire su carta. Tornando a Valaeria e a Francesca, il mio in bocca al lupo per questa nuova (e TERZA) avventura. » Sottoscrivo (quotare mi vien male) quanto dice Anto73. La fantasy non è il mio genere preferito e va spesso a finire che i libri di questo genere rimangono in coda di lettura. Quello della sua concittadina è lì in attesa, ad esempio. Mi vien voglia di leggere i libri di Francesca e penso che prima o poi lo farò. Io spero sempre che i libri mi vengano incontro, ma a volte non ci incrociamo. PS. Su un sito come questo, dove vengono pubblicate milioni di parole, il tasso di errori di battitura (a parte i forum dove gli errori di ortografia, grammatica e sintassi si sprecano) è sorprendentemente basso. La rete consente di correggere gli errori formali rapidamente. Basta segnalare alla redazione. Certo a volte è più comodo usare questa sede, ma senza compiacimenti del cavolo. Pino, l'estensore della nota, macina milioni di parole all'anno, senza interventi di una qualsivoglia redazione, e qualche errore gli deve essere concesso (specie quando il controllo ortografico non aiuta). I pulcisti mi danno di solito fastidio, non perché segnalino un errore, ma perché di solito pretendono di fare la morale...
» postato da Ernesto VEGETTI alle 08:40 del 18-04-2009
35 « So che non ha pagato per il primo, né per il secondo, e immagino men che meno per il terzo. Forse, ma la mia è solo un'ipotesi, non avendo contribuito mai può essere che si sia trovata bene con la casa editrice. » Non entro nel merito dei libri di Francesca perchè non li ho letti (il suo Valaeria mi attira e me lo comprerò senz'altro), ma non mi quadra una cosa sulla casa editrice: da quello che sapevo io, la Runde Taarn chiede all'autore l'acquisto di copie del libro. Se è così, imho questo equivale a un contributo. Se non è così...mi interesserebbe saperlo ^__^. Per tutto il resto sono d'accordo con te, Anto73 ^__^.Tutta l'editoria ha leggi un po' dure da digerire, che spesso (non sempre) non tengono conto della qualità di un libro, in un senso e nell'altro.
» postato da Kinzica alle 10:33 del 18-04-2009
36 «
Imparate almeno l'ortografia prima di "provare" a scrivere articoli... Altro che linea editoriale! Qui bisogna prima trovare una linea grammaticale.
Ah ah ah
»
nel caso di qualche 'ospite' invece, il problema è trovare almeno un picco in un encefalogramma a linea retta.
Per il resto sottoscrivo in pieno il post di Ernesto ('Pulcista' è bellissima, me la rivendo
:"> )
» postato da Marina alle 12:56 del 18-04-2009
37 « Non credo che Francesca sia così folle da perseverare con ben tre romanzi pagando l'editore. So che non ha pagato per il primo, né per il secondo, e immagino men che meno per il terzo. Forse, ma la mia è solo un'ipotesi, non avendo contribuito mai può essere che si sia trovata bene con la casa editrice. » A quanto mi risulta Francesca Angelinelli ha sempre ammesso senza problemi di aver pubblicato il primo romanzo Chariza.Il soffio del vento pagando un contributo o con qualche accordo equivalente (acquisto di X copie, o che so io). Il seguito (in realtà la seconda parte di Chariza) immagino sia arrivato per la stessa strada, ma bisognerebbe chiedere. Dal momento che il libro ha raccolto un certo successo (anche grazie all'instancabile opera di promozione dell'autrice) non stento cmq a credere che Valaeria sia uscito con le proprie gambe.
» postato da Rakanius alle 13:52 del 18-04-2009
38 Ciao Marina! Visto che ti sono mancato tanto, sono tornato! Certo che per essere un bimbetto sbraitante sono riuscito a farti uscire per bene dai gangheri! Ma non dovevi ignorarmi? Spero che camperai davvero fino a 120 anni, chissà quante altre cose potrai insegnarmi in tutto questo tempo!!! Opppps! Sto parlando da solo perché qui i grandi non mi leggono! Corro a tagliarmi le vene!!! Ciao ciao!!!
» postato da (Giovane Suicida) alle 13:59 del 18-04-2009
40 Mi associo in toto al commento di Anto73, e faccio i miei migliori auguri all'autrice. Se non altro c'è un aspetto positivo in tutti i giri di parole che sono stati scritti sul suo libro: a me, che non lo conoscevo, e forse ad altri, è venuta voglia di leggerlo. Barbara
» postato da BARBAGI alle 14:22 del 18-04-2009
41 ««Corro a tagliarmi le vene!!! »
Bravo.»
Cattivone, vuoi avermi sulla coscienza? ![]()
» postato da Bimbettosbraitante alle 14:55 del 18-04-2009
42 Anto73
si sa che il mercato italiano del libro è purtroppo molto malato. Lo si vede innanzitutto dal condizionatissimo disinteresse delle più grandi case editrici verso gli esordienti. Hanno paura che il libro non venda, e piuttosto che rischiare non vogliono accettare a priori degli esordienti. Potrebbe però succedere che in questo modo si perdono un materiale che il pubblico premierebbe, a prescindere dal fatto che all'editore piaccia o meno, poiché è il pubblico a decidere il successo di un romanzo, non l'editore.
Dall'America provengono un sacco di romanzi di esordio di autori che vengono pubblicati in Italia e hanno fatto un sacco di successo all'estero. Questo è un altro sintomo della malattia del mercato italiano dell'editoria: in Italia non pubblicherebbero mai tanti esordienti come in America. E questo va a discapito degli autori che si impegnano a creare un'opera di qualità per piazzarla sul mercato, perché si vedono scartati in partenza perché esordienti. Se non è discriminazione questa
Io sono stata fortunata a trovare un editore (sebbene piccolo) che mi pubblicherà non a pagamento, ma se avessi una conoscenza letteraria dell'inglese probabilmente avrei provato all'estero ![]()
» postato da The Moonshiner alle 18:49 del 18-04-2009
43 «Spero che camperai davvero fino a 120 anni, chissà quante altre cose potrai insegnarmi in tutto questo tempo!!!» Ma nel frattempo non ti sarai già suicidato?
» postato da guardia alle 22:49 del 18-04-2009
44 ««Spero che camperai davvero fino a 120 anni, chissà quante altre cose potrai insegnarmi in tutto questo tempo!!!» Ma nel frattempo non ti sarai già suicidato?» Che bello questo stagno! Getti un amo e tanti pesci abboccano! Grande!
» postato da Bimbettosbraitante alle 23:23 del 18-04-2009
45 «««Corro a tagliarmi le vene!!! »
Bravo.»
Cattivone, vuoi avermi sulla coscienza?
»
Benvenuto, l'iscrizione è un primo passo (a te la scelta verso cosa)
Occhio che a maschilizzare Kinzika rischi che sia lei a tagliarti le vene, per lungo e con un coltello non affilato
G
» postato da Albacube alle 23:25 del 18-04-2009
46 ««««Corro a tagliarmi le vene!!! »
Bravo.»
Cattivone, vuoi avermi sulla coscienza?
»
Benvenuto, l'iscrizione è un primo passo (a te la scelta verso cosa)
Occhio che a maschilizzare Kinzika rischi che sia lei a tagliarti le vene, per lungo e con un coltello non affilato
G»
Accidenti, come cambiano le cose solo per aver fatto una cosa inutile come la registrazione...
» postato da Bimbettosbraitante alle 11:42 del 19-04-2009
47 «Accidenti, come cambiano le cose solo per aver fatto una cosa inutile come la registrazione...»
Evidentemente non è tanto inutile come credi, se fa cambiare le cose.
Il problema è probabilmente psicologico: chi si trova davanti interlocutori non riconoscibili, variabili nei nomi e al limite provocatori, reagisce o ignorando (e non è bello) oppure in maniera scomposta (è pur sempre una reazione).
Quando uno è riconoscibile (utente), si stabilisce un rapporto più diretto e, in definitiva analisi, più umano: io ho avuto le mie brave discussioni degenerate anche con i mod, salvo poi capire che in ogni caso mi hanno arricchito. Quel che conta è la voglia di mettersi in discussione, di chiedere se non si capisce o si pensa in maniera diversa da chi scrive prima di noi.
Quindi, ancora benvenuto.
Ah, proprio bello il nick
G
» postato da Albacube alle 13:40 del 19-04-2009
48 Appoggio in pieno Albacube e ti invito a presentarti nel 3d appropriato. Se poi ti piacciono le discussioni accese non preoccuparti, sono sempre dietro l'angolo
(sempre e comunque nel rispetto reciproco naturalmente)
» postato da l'assassino alle 14:08 del 19-04-2009
49 Diamine, io ho inviato il mio romanzo! Sono caduta di nuovo nelle spire dell'editoria a pagamento? Spero di no
» postato da (Mariateresa Cermola) alle 16:21 del 16-06-2009
50 Io ho inviato il mio alla Runde ed anche un mio amico, fanno entrambi parte di un progetto comune. A detta della casa editrice sono stati vagliati da una commisione esterna. Comunque ad entrambi è stata proposta la pubblicazione, però dietro il pagamento di un contributo, piccolo , ma sempre un contributo. Stiamo vagliando l'ipotesi. In verità mi hanno contattato per telefono e almeno sembravano essersi letto veramente il libro(o averlo fatto fare), cioè almeno parevano conoscerlo. Niente a vedere con farabutti tipo il Filo, ma sempre con contributo ahimè...
» postato da busto alle 18:35 del 16-06-2009
51 «I ma sempre con contributo ahimè...» se accetti un consiglio, rifiuta. Se ti troverai alla canna del gas e tutti gli editori ti avran sbattuto la porta in faccia, sei sempre in tempo a ripescare l'offerta, se proprio ci tieni...
» postato da Marina alle 18:38 del 16-06-2009
52 ««I ma sempre con contributo ahimè...» se accetti un consiglio, rifiuta. Se ti troverai alla canna del gas e tutti gli editori ti avran sbattuto la porta in faccia, sei sempre in tempo a ripescare l'offerta, se proprio ci tieni...» Quoto Marina e aggiungo: se tutti gli editori ti avran sbattuto la porta in faccia... potresti semplicemente riconsiderare il tuo lavoro.
» postato da Die alle 20:29 del 16-06-2009
53 Mi butto a capofitto nela discussione, veramente da ignorante e addirittura con la faccia un pò da ebete e gocciolone di bava, chiedendo:
Ma è così male pubblicare a pagamento?
Partendo da un mio concetto di base che ritiene l'editoria italiana troppo sul filone "defilippigrandefratello", se uno vuole e può pagare delle cifre, crede nel suo prodotto e magari vuole togliersi una soddisfazione?
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» postato da lab alle 20:54 del 19-06-2009
54 Ti espongo la mia opinione personalissima sull'editoria a pagamento copiaincollando dal mio sito
1. Un editore è un professionista serio e la sua politica di scelta delle opere deve essere autonoma dai contributi dell'autore. Detto in altre parole, un editore deve avere il coraggio di promuovere un libro con i suoi fondi.
2. Un editore non è un tipografo: se l'obbiettivo è avere 100 copie rilegate di un'opera, allora esistono le tipografie.
3. Il valore di un autore pubblicato solo dietro pagamento di un contributo è dubbio. Chiunque può infatti pubblicare in questo modo, anche un analfabeta.
4. Un autore che pubblica una sua opera attraverso il pagamento di una quota (non importa se minima o elevata) si sporca il curriculum, in quanto rischia di non essere più preso seriamente in considerazione da un vero editore.
5. Un'opera pubblicata attraverso servizi a pagamento non sarà mai, e ribadisco mai, presa in considerazione da un recensore professionale, il che significa che il libro in questione non riceverà alcuna visibilità.
6. Un editore a pagamento spesso e volentieri non solo chiede contributi all'autore o l'acquisto da parte di questi di un certo numero di copie, ma non ha un canale di distribuzione, presenta contratti con dettagli fumosi, non prevede alcun codice ISBN per l'opera pubblicata, non promuove o segue i propri autori e infine non garantisce un serio lavoro di editing.
» postato da Okamis alle 21:09 del 19-06-2009
55 «
se uno vuole e può pagare delle cifre, crede nel suo prodotto e magari vuole togliersi una soddisfazione?
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:»
A questo punto è meglio prepararsi un'impaginazione e farselo stampare dal tipografo sotto casa. Puoi uscire con un prezzo di copertina più basso e contemporaneamente guadagnarci di più.
Il fatto Lab è che per l'esordiente è facile farsi prendere dalla 'frenesia da capolavoro'. E' quella che tiene a galla gli editori a pagamento.
Ognuno ha poi il sacrosanto diritto di fare come gli pare, questo è logico.
» postato da Die alle 22:00 del 19-06-2009
56 Spiegazione limpida e chiara
» postato da l'assassino alle 22:01 del 19-06-2009
57 Molto limpida e molto chiara.
Di fatto non ne so nulla, di questo genere di cose.
Conosco una persona che vorrebbe investici dei quattrini ma anche lui mi ha sempre parlato di tipografia.
Però qualche appunto vorrei farlo: se vero è che la pubblicazione a pagamento non è una scelta valida non è detto che tutto il pubblicato attaverso quei canali sia prodotto scadente.
Adesso che il quadro è più chiaro la tristezza avanza ed il clichè da italietta incombe... è un pò come se ti chiedessero di pagare per lavorare e a me personamente è pure capitato (sai, ti insegnano il mestiere.....
)
Inoltre non danno neppure garanzie, insomma... è la CEPU dell'editoria????
» postato da lab alle 22:16 del 19-06-2009
58 « Però qualche appunto vorrei farlo: se vero è che la pubblicazione a pagamento non è una scelta valida non è detto che tutto il pubblicato attaverso quei canali sia prodotto scadente. » Infatti se ci fai caso questo rientra nel problema sollevato da Okamis. Prova a vederla nell'ottica inversa: se il prodotto è davvero valido, potrebbe venire snobbato proprio perché è stato pubblicato a pagamento. Quindi darsi la zappa sui piedi da solo. Io poi sono particolarmente scettico. Credo che la clientela tipica degli editori a pagamento sia composta da amici e parenti dell'autore almeno per il 95%.
» postato da Die alle 22:55 del 19-06-2009
59 E che abbia tanti parenti ed amici....
Quindi ci troviamo di nuovo davanti a quel genere di categorie professionali che vanno tanto di moda oggi, ossia cravattari venditori di fumo, strombazzoni ma che gratta gratta non hanno nulla sotto.
Un bel pacchetto infiocchettato e via.
Adesso che ci penso questa storia mi fa tornare indietro di 15 anni circa, conoscevo della gente che era andata a milano per sfondare nel mondo dell'hip hop e alla fine non ne hanno concluso nulla.
Da cosa mi ricordo si dovevano pagare la sala e lo stampaggio dei cd.
Si... sembra tanto la cepu....
Però: se questa gente non è seria e non ha garanzie e dall'altra parte oramai si guarda sempre di più il profitto&moda, rispetto alla qualità... io mi chiedo: ma ci salviamo? ![]()
» postato da lab alle 23:05 del 19-06-2009
60 «
Però: se questa gente non è seria e non ha garanzie e dall'altra parte oramai si guarda sempre di più il profitto&moda, rispetto alla qualità... io mi chiedo: ma ci salviamo?
»
Io non sono di quelli che pensano che tutti i grandi editori editino porcate e basta. Trovo che ci sia tanta faciloneria nel fantastico di casa nostra, questo si, perché si tenta di sfruttare l'onda e si pesca a mani basse da autori che dovrebbero ancora crescere. Ma la tanto vituperata Mondadori pubblica pur sempre Gaiman, per fare un esempio, la Fanucci ha riacquistato i diritti del signor Lansdale. Insomma, libri buoni ce ne sono. Senza contare che le piccole realtà editoriali (NON a pagamento) esistono eccome.
» postato da Die alle 23:25 del 19-06-2009
61 In ogni caso la tendenza è alla faciloneria ed al ricavo facile.
Posso biasimarli questi colossi?
Non lo farei anch'io?
No, non lo farei e cito come esempio la Bonelli Editore che col fumetto sono molto più signori dei grandi editori.
Sono riusciti a cavalcare il tempo che passa con stile e rimanendo giovani nei contenuti con storie di qualità, mai gratuitamente volgari.(anche con jonathan steel la chiappa al vento sa molto di humor alla Haran Banjo....
)
Gli esempi che fai sono giusti, ma si tratta di andare a ripescare o di mantenere grandi nomi, insomma una strada facile.
Poi sicuramente non è tutto così, e diciamo grazie, sai.
Ma la via intrapresa è quella....
» postato da lab alle 10:55 del 20-06-2009
62 «
Gli esempi che fai sono giusti, ma si tratta di andare a ripescare o di mantenere grandi nomi, insomma una strada facile.
Poi sicuramente non è tutto così, e diciamo grazie, sai.
Ma la via intrapresa è quella....»
Ho fatto due nomi conosciuti tanto per fare un esempio, giusto per controbattere che chi grida 'la Mondadori pubblica solo porcherie' non ha ragione. la Mondadori pubblica anche porcherie, senza dubbio, ma insieme a quelle dei buoni libri, e talvolta anche degli ottimi libri. Lo stesso dicasi per Fanucci, e così via.
Mi fa molto piacere continuare questa discussione, Lab, ma ho paura che siamo finiti un po' fuori dai binari del topic, aye. ![]()
» postato da Die alle 13:54 del 20-06-2009
63 Si, è una discussione interessante di un settore che non conosco ma purtroppo vira un pò OT....
Per fortuna i moderatori qui sono abbastanza... moderati..... ![]()
» postato da lab alle 14:55 del 20-06-2009
Puoi continuare la discussione sul forum


1 Complimenti ai due per aver pubblicato con un editore a pagamento.
» postato da (Ciccio Ciccio) alle 21:49 del 10-04-2009