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George R.R. Martin e il suo periodo produttivo

I lettori più attenti e i fan più impazienti non si saranno certamente persi l'ultimo messaggio pubblicato da George R.R. Martin sul suo Not a Blog all'indirizzo grrm.livejournal.com/.
Lo scrittore americano con cauto ottimismo e una certa dose di compiacimento ha annunciato che le ultime sei settimane sono state le più proficue e produttive dell'ultimo anno.
"Negli ultimi tre giorni" spiega "ho completato tre nuovi capitoli. Attenzione, non li ho scritti da zero, erano tutti capitoli parzialmente scritti e, in
alcuni casi, riscritti, da mesi, se non da anni. Ma ora sono definitivamente completati, li ho appena riletti e sono quasi convinto
che siano Non Schifezze (maiuscole usate dall'autore)."
Attenzione, però, cosigliamo i lettori in trepidante attesa dell'annunciato, rimandato, annunciato nuovamente e ancora rimandato Dance with dragons di non farsi prendere troppo dall'entusiasmo, perché Martin ha aggiunto una postilla: "vediamo come mi sentirò domani".
"Comunque, sapete che non voglio parlare troppo frequentemente di Dance. E non cambierò idea. Mi dispiace, ma non sarò mai uno di quegli autori che postano giornalmente quante parole scrivono. Non mi piace parlare dei giorni buoni per paura di portarmi iella da solo (tutti gli scrittori sono superstiziosi in fondo, come tutti i giocatori di baseball) e non mi piace parlare dei giorni cattivi... perché no.
Scrivere, per me, è come preparare una salsa: saremo tutti più felici, alla fine, assaggiando il prodotto finale senza sapere con cosa è fatta".
Lo scrittore tiene a precisare, però che il messaggio pubblicato l'altro giorno è una piccola eccezione alla regola: "Mi sento eccitato ed è la prima volta da un bel po' di tempo a questa parte. Mi pare di vedere una piccola luce tremolante alla fine del tunnel."
Certo Martin sarebbe molto più emozionato e felice se riuscisse a superare l'ostacolo della città di Meereen, passaggio che gli sta dando parecchio filo da torcere dal 2005.
Che sia davvero così? Possibile che il libro in gestazione ormai da quasi quattro anni possa essere dato presto alle stampe?
Non rimane altro che auguracelo e contemporaneamente sperare che Martin non venga rallentato o distratto da tutto quello che si sta muovendo intorno alla saga, ossia la produzione del serial tv (notizie/9586,notizie/10271) e la realizzazione del viedogioco (notizie/10565),

E' infatti da poco uscito sul mercato americano Songs of the Dying Earth, antologia illustrata (di quasi 600 pagine) di racconti scritti per omaggiare la straordinaria produzione dello scrittore di fantasy e fantascienza nato a San Francisco nel 1916, antologia per la quale Martin, tra la fine del 2008 e l'inizio del 2009, ha scritto il racconto A Night at the Tarn House.
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Commenti
3 Già, ma tre in meno che comunque aveva già scritto...potrbbe essere la tela di penelope...
» postato da nisana alle 16:00 del 25-06-2009
4 Tre capitoli sulle decine che ce ne sono in un volume... oh che progresso immane... ![]()
» postato da § promethea § alle 16:46 del 25-06-2009
5 Sarebbe meglio che la smettesse di collaborare per video giochi e co. e ci si mettesse di impegno, non vorrei mi facesse la fine di Jordan
» postato da (Mattia Gherardi) alle 17:36 del 25-06-2009
6 ormai martin l'ho elliminato come scrittore : troppo fumo e la tira troppo lunga c'e' di meglio in giro , questi commenti servono solo per aumentare l'hype
» postato da (stefan marton) alle 18:15 del 25-06-2009
7 «ormai martin l'ho elliminato come scrittore : troppo fumo e la tira troppo lunga
c'e' di meglio in giro , questi commenti servono solo per aumentare l'hype »
Concordo al 100%100
Già la torre nera è stata veramente un atto di fede, peraltro ripagata... senza entrare nel merito dei giusti tempi di stesura, un'opera del genere, con mille personaggi e mille storie (a cui se ne vanno aggiungendo...) è di difficile fidelizzazione e se aggiungiamo anche lunghe attese di pubblicazione.... il mondo letterario è grande e ricco di scelta.... ![]()
» postato da lab alle 21:18 del 25-06-2009
8 L'avevo letto sul suo sito. Per uno scrittore professionista, quelli di George Martin sono tempi inaccettabili. E non entro nel merito delle Cronache, perché sennò il discorso si fa più serio ancora (dato che il rapporto tempo/qualità mi sembra decisamente a sfavore del lettore). Da quando ci sono in giro autori che sfornano tomi di altissima qualità, voluminosi, a un ritmo di quasi uno all'anno, la farsa degli scrittori commerciali è stata smascherata. Si vede subito chi scrive con un occhio e mezzo al denaro e mezzo alla storia...
» postato da Negróre alle 10:29 del 26-06-2009
9 Ma... secondo me si è proprio rotto i cohones di scrivere questa serie interminabile e gli viene il prurito ogni volta che si mette davanti al pc. Magari all'inizio gli sembrava fattibile tirare le fila di questa lunga saga ma poi ci si perde dentro, complice anche il suo stile molto divagatore....
» postato da lab alle 14:26 del 26-06-2009
10 « Da quando ci sono in giro autori che sfornano tomi di altissima qualità, voluminosi, a un ritmo di quasi uno all'anno, la farsa degli scrittori commerciali è stata smascherata. Si vede subito chi scrive con un occhio e mezzo al denaro e mezzo alla storia...» Parli di Erikson, vero? Ma a parte lui, chi altri produce con regolarità un buon prodotto all'anno? Francamente, non mi sembra che si possa dire che Martin è commerciale per il fatto che ci mette una vita a finire. Piuttosto, credo davvero, come Lab, che non riesca a finire la trama (o le mille sottotrame) che aveva iniziato.
» postato da nisana alle 11:24 del 28-06-2009
11 Erikson in primis, ma ce ne sono altri, sconosciuti qui, che producono comunque molto; tomi voluminosi, se non uno all'anno, uno ogni anno e mezzo o al massimo due. E non si fermano, vanno avanti. Con Martin stiamo per arrivare a una media di cinque anni per romanzo? Mi sembra che ci sia una bella differenza. (E parlo di scrittori i cui testi non scendono mai sotto una certa qualità, a detta dei lettori stessi. Se si amplia la scansione anche agli scrittori di fantascienza, poi, i ritardi di Martin diventano imbarazzanti da analizzare...) La verità è semplicemente una: Martin ha perso di vista il suo progetto letterario quando questo ha avuto successo. Non è questione di essere stufi, è questione che variare aiuta (anche per le motivazioni di cui parla lab), ma a un certo punto ti devi mettere d'impegno e rispettare i tuoi lettori, se sono loro all'origine delle molte cose che stai facendo e ti stanno arricchendo. La lentezza di Martin non è accettabile da uno scrittore professionista. Non importa quanto sia intricata la sua trama, queste non sono cose che spaventano gli scrittori di un certo livello, non certo uno come lui. Il suo è un approfittare di una situazione vantaggiosa soltanto per lui, perché i suoi lettori - per quanto fedeli - ne hanno soltanto svantaggi. Martin è commerciale per quello che scrive: un feuilletton in salsa fantasy, da altri definito soap-opera. Dal mio punto di vista, il fatto che ci metta una vita a terminare i suoi romanzi dipende da un altro tipo di inclinazione al commerciale: non rinuncia a nessuna derivazione del prodotto originale, pur di far soldi. Non vedo nulla di male in questa seconda anima commerciale, lo farei anch'io, ma non a scapito dei lettori. Mi sembra troppo comodo lasciarli in sospeso soltanto perché hai avuto successo e sai che, anche se esasperati, continueranno ad acquistare i tuoi futuri romanzi. Sono certo che sia una brava persona, a scanso di equivoci, ma si è fatto travolgere dalle possibilità e non sembra così incline (o forse non ne è capace? Peggio ancora!) a concentrarsi. Sei settimane di scrittura tutte di fila? Caspita! Dopo cinque anni, i suoi lettori lo applaudiranno per aver profuso un simile, continuativo impegno! Sarà gentile, sarà molto bravo, ma a me sembra tutto poco rispettoso dei lettori. Mi fermo qui, senza nominare quello che secondo me è il problema di fondo di questo scrittore (fatti alla mano, senza giudizio sulla persona), perché ho già avuto discussioni qui all'interno di questo forum e vorrei evitarle (non replicherò ulteriormente). Semplicemente, pur sapendo cosa sta dietro alla scrittura di una saga, o forse soprattutto per questo, non lo giustifico.
» postato da Negróre alle 14:05 del 28-06-2009
12 Premesso che rispetto la tua volontà di non rispondere oltre alla questione, vorrei comunque precisare un paio di argomenti. In primo luogo, anche io penso che Martin sia scaduto paurosamente, nel senso che il primo libro mi è piaciuto, il secondo il terzo li ho trovati passabili, il quarto avrei voluto non leggerlo. Poi, trovo che si sia focalizzato su un mucchio di altre pubblicazioni che nulla hanno a che fare con la STORIA che ha lasciato a metà. L'unica affermazione che mi ha lasciata perplessa riguardava esclusivamente la continuità della produzione, perché io non sono una scrittrice come te, non conosco questo mestiere, ma sono una studiosa di lettere e per questo so che, spesso, tempi di produzione biblici producono ottimi risultati. Chiaramente, non è questo il caso.
» postato da nisana alle 18:47 del 28-06-2009
13 io credo più si intendesse dire che un professionista deve onorare gli impegni con i suoi utenti... e questo vale per tutte le categorie di lavoratori! E per la stesura laciatemi dire una cosa: se partendo con le cronache non aveva già un chiaro piano di dove voleva finire allora Martin è un incosciente....
» postato da lab alle 20:45 del 28-06-2009
14 Se parliamo di professionista e utenti, allora non intendiamo la letteratura come la intendo io, cioè come un prodotto del geniodell' artista. Lo so, è una visione romantica (in senso letterario) e criticabile. Comunque, penso anche che un autore che si accinge a un'opera mastodontica come le Cronache debba avere in mente dove vuole andare a parare e su questo hai ragione, probabilmente non è così. Forse, gli ha dato fastidio essere così prevedibile (vedi discussione in leggere fantasy), o forse il successo gli ha dato alla testa. Non so. In ogni caso, sto cercando di non iniziare più serie che non siano state concluse, ovviamente con scarso successo...
» postato da nisana alle 20:54 del 28-06-2009
15 giusutamente la letteratura è genio ed arte ma è anche metodo e tecnica, bisogna porsi obbiettivi sensati, specialmente quando ti da la pagnotta!
E comunque si parla davvero di tanto tempo, in questo caso.
A tale proposito se non l'hai già fatto ti invito a leggere la serie della torre nera (che mito...) dove lo stesso King a un certo punto si è messo a tergiversare... poi è quasi morto e si è reso conto del debito nei confronti di chi lo legge..... e si che l'ha conclusa, eccome, diciamo grazie, sai! ![]()
» postato da lab alle 21:01 del 28-06-2009
16 «Se parliamo di professionista e utenti, allora non intendiamo la letteratura come la intendo io, cioè come un prodotto del geniodell' artista. Lo so, è una visione romantica (in senso letterario) e criticabile.»
Così mi fai dire cose che non ho detto, nisana.
Nel senso che sembra a me non importi niente del lato artistico della scrittura (indi per cui, mi sento di intervenire per precisare il mio pensiero - e anche perché mi sembrava un po' brutto venire, dire la mia e ritirarmi: un po' scortese, perdonami).
Anche se mi sembra superfluo ribadirlo, tante son le volte che ho scritto queste cose, dico che un romanzo è arte, se ha valore letterario (e non è pura e semplice narrativa d'intrattenimento).
Ma la scrittura è un'arte un po' particolare, nisana. La tua visione è la mia, credimi, ma non si può applicare a qualcuno che decide di scrivere una saga: troppo comodo.
Se un autore decide di scrivere una saga, deve rispettare i lettori che vengono lasciati a un terzo, un quarto, un decimo della storia. Non è scrivere un romanzo che vive di vita propria e che racconta una storia che inizia e si conclude all'interno delle sue pagine.
Stephen King ci ha messo troppo tempo a ricordarsi del debito con i lettori. Semplicemente si è fatto i comodi suoi e poi, quando gli andava a genio, ha deciso di terminare "La Torre Nera". Niente contro King, anzi, è un uomo che ha tutta la mia stima e che mi sta particolarmente simpatico, ma i fatti restano fatti. (Nel suo caso c'è un'attenuante: quando iniziò "La Torre Nera" - se non erro uno dei suoi primi scritti, se non il primo - era ancora inesperto.)
Quello che voglio dire, in sintesi, nisana, è che affrontare una saga, specie quando uno scrittore è un professionista del calibro di Martin, implica prendersi le proprie responsabilità.
Ormai è considerato quasi più comune scrivere trilogie (mah!) che romanzi singoli. Peggio, le saghe infinite, senza un capo e una coda dichiarate fin dall'inizio, stanno diventando un altro standard. Dal mio punto di vista è disonesto nei confronti dei lettori. E, proprio in virtù del fatto che sta diventando facile sfruttare il mercato in questo modo, apprezzo particolarmente gli autori che dichiarano sin dal primo libro di quanti volumi sarà la loro saga e la cadenza con cui, più o meno, faranno uscire i loro romanzi.
Non ti sembra il minimo? Del resto, stai invitando i lettori ad acquistare non uno, ma tot romanzi tuoi. E' una "multi-vendita": perché il lettore non dovrebbe avere un minimo di garanzie?
E, mi spiace, quando un autore, come Martin, dichiara di non sapere quanti romanzi ci vorranno alla fine della saga, a me toglie la voglia di seguirlo. In ogni caso, fino a prova contraria - che deve portare lui, con i fatti, perché il credito lo ha il lettore -, io uno scrittore che fa così lo stimo molto meno di altri.
La parola "professionista" ha un suo peso. E in tutto questo il discorso "arte" ha un suo peso ancora maggiore. Rovesciamo la questione, nisana: tu dici, come molti, che preferisci tempi biblici per avere un'opera di qualità, piuttosto che tempi rapidi e risultati mediocri. Concordo con te. Ma cosa - ed è questa la realtà sotto gli occhi di tutti - se la tua arte (la scrittura in questo caso) passa in secondo piano, sostituita da fumetti, videogame, giochi da tavolo, modellini...?
Allora l'arte di cui si va tanto blaterando, che è una cosa che ti prende e ti porta via, cui non puoi resistere, 'sta benedetta arte, dov'è finita?
» postato da Negróre alle 11:02 del 29-06-2009
17 ««Se parliamo di professionista e utenti, allora non intendiamo la letteratura come la intendo io, cioè come un prodotto del geniodell' artista. Lo so, è una visione romantica (in senso letterario) e criticabile.»
Così mi fai dire cose che non ho detto, nisana.
io credo più si intendesse dire che un professionista deve onorare gli impegni con i suoi utenti... »
Il brano che hai citato non rispondeva a te ma a Lab! Mi spiace che tu abbia frainteso.
«io credo più si intendesse dire che un professionista deve onorare gli impegni con i suoi utenti... »
Concordo con tutto quello che scrivi e mi sono imbufalita stamattina per il nuovo post del blog di Martin, sull'ennesimo modellino di spada...
In realtà, quando ho letto i primi tre libri di Martin (me li sono fatti regalare in inglese a Natale 2000 o 2001) la saga doveva essere composta da 6 libri e si sapeva, poi, come dici tu, si sarà fatto prendere la mano dal successo e dalle possibilità commerciali della sua opera. Ora, ai tempi ero una giovane lettrice inesperta ed ero gioiosamente convinta che un autore, prima di pubblicare una saga, non solo l'avesse in mente, ma che fosse anche già scritta!!! (sarebbe onesto aspettarselo, no?)
Rimango del mio parere su un aspetto: un autore non può sapere quanto impiegherà a finire un libro, cose del tipo "scrivo 4k al giorno" (quantità assolutamente causale, perché non ho idea di quanto scriva al giorno uno scrittore di qualunque livello) mi fanno venire la pelle d'oca.
Poi, diciamolo, quante opere incompiute leggiamo? Magari non di nostra volontà, ma costretti a scuola! Io sono felice di leggerle (ma la mia è un'ottica malata da laureata in lettere, lo so), pur non paragonando assolutamente Martin o altri a capolavori letterari.
Comunque, se il problema di Martin fosse l'ispirazione, aspetterei vent'anni per leggere un degno finale, ma, come dici giustamente, si dedica a fumetti, videogame, telefilm e modellini. E, ribadisco, in A Feast for Crows di arte non ne vedo nemmeno io.
» postato da nisana alle 12:33 del 29-06-2009
18 Confermo il riferimento al mio post ma non credo che la questine cambi di molto...
Sempre facendo il parallelo King-Martin, il primo ha sempre ammesso che la sua saga si scriveva da sola ( e appogio l'idea di negròre, era un altro scrittore....) e comunque ci ha regalato tantissime altre opere più o meno belle, con un certo declino ai tempi di insomnia, per poi a mio parere riprendersi discretamente.
Insomma: ha lavorato... ad altro ma ha lavorato.
Ha gigioneggiato su la torre nera finchè non ha deciso come doveva teminare.
Martin io lo conosco da poco ma mi sono informato.
All'inizio delle cronache aveva già dato delle linee guida e un limite di racconti (che in italia va raddoppiato...
) per una storia supercorale ed intricata come una telenovela brasiliana che alla fine annoia come quest'ultima.
Personaggi nuovi di continuo, allungamenti di minestra inverosimili, personaggi importanti dimenticati per fare spazio a nuovi e secondo me inutili protagonisti.
Ed infine trame sottotrame e sottosottotrame che fanno da fondo all'unica e vera trama globale della serie (il nord e il ritorno del drago... per non spoilerare troppo...)
Insomma: o ce la sta smenando perchè non sa come sbrogliarsela e allora ci ha preso per i fondelli all'inizio, oppure è davvero una commercialata (si parla di una serie televisiva.. potrebbe durare per sempre!!!!)
Ed inoltre non mi risulta che in tutto questo tempo si sia impegnato molto in altre cose (ma potrei sbagliarmi in questo)
Quindi, alla fine, aldilà del diritto o meno di scrivere un libro in tot tempo, io mi sento davvero preso per il qulomb....
» postato da lab alle 13:15 del 29-06-2009
19 « Personaggi nuovi di continuo, allungamenti di minestra inverosimili, personaggi importanti dimenticati per fare spazio a nuovi e secondo me inutili protagonisti. Ed infine trame sottotrame e sottosottotrame che fanno da fondo all'unica e vera trama globale della serie (il nord e il ritorno del drago... per non spoilerare troppo...) Insomma: o ce la sta smenando perchè non sa come sbrogliarsela e allora ci ha preso per i fondelli all'inizio, oppure è davvero una commercialata (si parla di una serie televisiva.. potrebbe durare per sempre!!!!) Ed inoltre non mi risulta che in tutto questo tempo si sia impegnato molto in altre cose (ma potrei sbagliarmi in questo) Quindi, alla fine, aldilà del diritto o meno di scrivere un libro in tot tempo, io mi sento davvero preso per il qulomb....» Non sto certamente difendendo Martin, ma solo il diritto di un autore di impiegarci una vita per scrivere le sue opere. Ora, tenendo conto che Martin è commericale, sembra una soap opera argentiane ci ha rotto le scatole (ma comunque voglio vedere come va a finire perché sono curiosa) ci sono autori che hanno impiegato una vita a finire quello che avevano iniziato. La Divina Commedia? 20 anni! L'Orlando Innamorato? Mai finito! Ora, Martin NON è Dante, ma io immagino i poveri lettori trecenteschi che si chiedevano dove Dante sarebbe andato a aparare! Magari nei salotti dell'epoca lo insultavano come io in privato contro Martin, che comunque nel frattempo ha pubblicato altre cose che non mi interessano e ha fatto mille operazioni commerciali! Non schifatevi per il paragone, è solo una provocazione, adoro la Divina Commedia, Dante è un genio e Martin no. Mi sono innervosita molto per i nuovi pdv di A Feast for Crows (non so come l'abbiano pubblicato in Italia, non l'ho comprato), li ho trovati inutili e noiosi, ma sono gusti personali. Tra le due alternative che proponi, credo che non sappia come sbrogliarsela e che sia un commercialista, il che non mi consola molto. Per quanto riguarda Stephen King, spiacente, non mi piace per niente, ho letto due libri e mi sono bastati. Ora dirò un'eresia e già sento una persona che mi insulta, ma secondo me non scrive bene, il suo stile non mi piace e non riesco a leggere opere che secondo il mio personale gusto sono scritte male. é un'opinione personale! Ognuno è libero di pensarla come vuole...mi spiace!
» postato da nisana alle 13:36 del 29-06-2009
20 Tenendo presente che a quanto pare su Martin ci troviamo più o meno con lo stesso parere... concedimi un OT....
Effettivamente King si può odiare, ne conosco che lo odiano... io stesso lo odio quando è prolisso...
Però magari fatti prestare o cerca in biblioteca almeno i primi due libri della torre nera...se non sono quelli che hai già letto potrebbero stupirti...
Fine OT.... ![]()
» postato da lab alle 23:13 del 29-06-2009
21 OT Ho letto un "fantasy" che si intitola Gli Occhi del Drago o qualcosa del genere Grazie dei consigli! Fine OT
» postato da nisana alle 08:02 del 30-06-2009
22 Si, avetea anche ragione, però daltra parte siete anche un pò troppo criticoni con uno sruzzo di sacienza (o sacenza?) e voglia di farvi bleli andando contro. XD Poi dai, prima, il primo m' è piaciuto, il secondo e terzo passabili °_O, e il quarto avrei voluto nno leggerlo! Sic! Sono curiosa di vedere come finisce! Sic! Mah!
» postato da (Romani Francesco) alle 03:36 del 12-07-2009
23 E non parla un fruitore di questa saga, visto che qualche anno fa ho comprato la prima parte del primo volume, ma non mi è piaciuta. Senza offesa eh.
» postato da (Francesco Romani) alle 03:38 del 12-07-2009
24 Non so perché ma mi sento leggermente presa in causa e quindi mi sembra corretto da parte mia spiegare le affermazioni che mi sono contestate.
Naturalmente, non è facile discutere di una saga con qualcuno che non l'ha letta e chiedo scusa se mi sarà necessario inserire SPOILER a raffica per spiegarmi, ma non sono abituata a sentirmi definire saccente (anche se non ho ben capito cosa possa essere uno sruzzo di sacienza
).
Senza offesa anche da parte mia, ovviamente
.
Iniziamo dal primo libro (primi due italiani). Ho divorato e adorato A Game of Thrones e l'ho trovato epico. Gli avvenimenti si succedono con rapidità, alcuni attesi, altri meno, ma non ci sono lunghe pause della narrazione che diano noia. I punti di vista sono vari, ma comunque limitati, e in ogni filone della narrazione accade qualcosa di interessante. I metalupi, la morte del metalupo di Sansa (inaspettata), la Barriera, gli Estranei, Daenerys e i draghi... In nemmeno 1000 pagine accade di tutto.
A clash of Kings è un libro di transizione. Per questo l'ho definito passabile. Non accade sostanzialmente nulla di nuovo, si ha solo lo sviluppo di vicende già iniziate e nel complesso nessuna di queste subisce grandi modifiche fino alla fine di questo volume. Trovo i nuovi punti di vista adottati inutili ai fini della narrazione (soprattutto Theon Greyjoy, sarà anche per la profonda antipatia che mi suscita, ma questo, come tutto il resto, è un giudizio assolutamente personale). I draghi crescono, Arya scappa, Sansa si lagna, Bran va in giro (ma non approda a nulla)...sì, ma...nessun personaggio tranne Arya mostra un sostanziale sviluppo. Un'anticipazione interessante di quello che accadrà si ha solo nella parte finale con il dialogo tra Jaime Lannister ubriaco e Catelyn Stark.
A Storm of Swords è migliore, certamente, perché almeno succede qualcosa. I personaggi mostrano una crescita lievemente maggiore (mi è piaciuto soprattutto Jaime, ma anche Samwell non mi dispiace). Molte trame si sviluppano, come quella della Barriera, di Robb (ben magra figura, la sua), di Arya, di Sansa...Scopriamo qualcosa in più su Melisandre. Va bene, ma lascia un senso di amaro in bocca. Il libro è lunghissimo e, in molte parti, causa noia. Sì, succedono molte cose, ma era necessario tirarla così in lungo? Ora, è vero che la sintesi non è un dono di molti autori fantasy, ma forse a un certo punto si esagera. Per questo un giudizio di "sola passabilità".
Veniamo al capitolo più triste, A Feast for Crows. Non l'ho mai riletto e non l'ho mai preso in edizione italiana, per dare un'idea di quanto non mi sia piaciuto. Dico che mi spiace averlo letto perché ha abbassato l'opinione che avevo di Mr. Martin. Se un libro non mi piace, lo mollo lì e basta, ma in questo caso, dopo aver letto 4000 pagine, vorrei sapere come finisce la storia, sarà infantile, ma penso di meritarlo!
Comunque, al quarto libro di una serie di 6 libri (progettata), ci si aspetta che qualche trama inizi a risolversi (un minimo climax discendente) o, quanto meno, che non si aggiunga altra carne a un fuoco immenso. Sono stati aggiunti nuovi punti di vista, nuovi modi per resuscitare i morti, la trama di Arya, che potenzialmente poteva essere molto interessante, si è rivelata piuttosto noiosa (nella mia personale opinione). E, alla fine, non è successo moltissimo, non da giustificare le circa 700 pagine dell'edizione inglese.
In definitiva, sono delusa perché ho l'ìimpressione che la stia tirando in lungo. Ora, non è certamente l'unico (Robert Jordan).
Non ho voglia di farmi bella andando contro Martin, non mi interessa per nulla. Sono entrata in questa discussione per difendere il suo diritto di impiegare i prossimi cento anni a finire la saga, purché lo faccia bene (rileggi i miei interventi, sig. Francesco Romani).
Sono sicuramente una lettrice esigente, a seconda del livello del libro in questione. Da chi inizia in un modo, mi aspetto un finale, o quanto meno una continuazione, sullo stesso livello. Non mi aspetto un'opera epica da chiunque. Se ho voglia di leggere un classico leggo Guerra e Pace o I Miserabili. Penso che un lettore abbia diritto di muovere critiche allo scrittore, rimanendo nell'ambito della critica letteraria. Le mie opinioni possono essere più o meno condivisibili, ma sono le mie opinioni personali. Chi non è d'accordo, legga il libro e prenda una sua posizione. Poi ne potremo discutere.
( Chiedo scusa ai moderatori se sono andata OT )
» postato da nisana alle 10:48 del 12-07-2009
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1 Io non mi esalterei troppo con questa notizia, forse è riuscito a completare tre capitoli, ma dipende sempre quanti gliene rimangono da scrivere!
» postato da (L P) alle 15:46 del 25-06-2009