Ricordando Marion Zimmer Bradley (1999-2009)

Il 25 settembre 1999, a Berkeley, si spegneva una delle autrici di punta del fantastico internazionale, Marion Zimmer Bradley, autrice delle saghe di Darkover e Avalon. Oggi, a dieci anni esatti dalla sua morte, FantasyMagazine vuole ricordare questa autrice che ha segnato un'epoca.

Marion Zimmer Bradley poco dopo il grande successo di Le Nebbie di Avalon

Dieci anni.

 

Sono passati in un soffio, eppure sembra ieri quel 25 settembre 1999, il giorno in cui Marion Zimmer Bradley si spegneva all'Alta Bates Medical Center di Berkeley, in California, più o meno alle 18.00 di quel tardo pomeriggio.

 

In una stanza di quell'ospedale, dopo quattro giorni dall'attacco di cuore che infine l'aveva vinta (dopo un decennio di lunghe battaglie mediche che ne avevano debilitato il fisico), se ne andava l'autrice che aveva incantato nei 50 anni precedenti milioni di lettori con le sue saghe di Avalon e Darkover.  

 

Di lei, per sua stessa disposizione, non rimasero altro che un po' di ceneri, sparse due mesi dopo al Glastonbury Tor, nel Somerset, in quelle terre che avevano fatto da scenario al suo romanzo più grande, Le Nebbie di Avalon (1983).

 

Con questo, la sua opera era compiuta.

L'approfondimento:

L'approfondimento è a questo link: Ricordando Marion Zimmer Bradley (1999-2009)

Autore: Luca Azzolini - Data: 25 settembre 2009

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Commenti

1 raga', non prendetemi in giro se confesso che mi misi a piangere quando lei morì! (ok, non come un indrante rotto, però...!)

» postato da ringstorm alle 10:52 del 25-09-2009

2 Il primo romanzo che lessi di lei erano "Le Nebbie di Avalon" durante una vacanza in Sicilia. Un libro che rileggerei da capo dal tanto che mi è piaciuto.

» postato da zephiross alle 11:26 del 25-09-2009

3 Onore alla regina :medio

» postato da Okamis alle 11:42 del 25-09-2009

4 È sempre stata una delle mie scrittrici preferite. Le Nebbie di Avalon è nella rosa dei libri migliori che io abbia mai letto. Continuerà a essere sempre una grande.

» postato da The Moonshiner alle 12:21 del 25-09-2009

5 io invece ho preferito il ciclo di Darkover ed ancora oggi il racconto "innesto centauriano" è tra i miei preferiti Non sapevo fosse stato scritto nel 52 pernsavo fosse scritto molto più avanti SPOILER infatti si fa riferimento ad una caduta dell'Impero, ad un periodo di caos totale, ed ad una diffusione delle matrici e della loro tecnologia che speravo di leggere.... :)

» postato da Jirel alle 12:25 del 25-09-2009

6 «io invece ho preferito il ciclo di Darkover ed ancora oggi il racconto "innesto centauriano" è tra i miei preferiti Non sapevo fosse stato scritto nel 52 pernsavo fosse scritto molto più avanti SPOILER infatti si fa riferimento ad una caduta dell'Impero, ad un periodo di caos totale, ed ad una diffusione delle matrici e della loro tecnologia che speravo di leggere.... :)» Anche io... però Le nebbie di Avalon lo considero a parte :wink: Devo rileggere il racconto: mi eera piciuto moltissimo, ma non avevo notato l'aspetto sottilenato nello spoiler... forse perché l'ho letto moooolto prima di Darkover :wink:

» postato da virae alle 15:25 del 25-09-2009

7 La Bradley mi è sempre piaciuta, il ciclo di Avalon, Darkover, i racconti, è stata una grande perdita la sua :(

» postato da Sivrielle alle 15:45 del 25-09-2009

8 Uhm, parere discordante... dopo le Querce di Albion ho lasciato perdere. Ho lì le Nebbie, mai letto. Spero non sia come le Querce.

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 18:35 del 25-09-2009

9 l'autrice fantasy che io ho amato di più!!! non tanto avalon, ma quanto darkover, il mio mondo di sogno! peccato che non ha potuto continuare a raccontarcelo, ma sono certa che vive nei cuori di molti!!! Grazie MZB

» postato da (raffaella sansoni) alle 18:50 del 25-09-2009

10 «l'autrice fantasy che io ho amato di più!!! non tanto avalon, ma quanto darkover, il mio mondo di sogno! peccato che non ha potuto continuare a raccontarcelo, ma sono certa che vive nei cuori di molti!!! Grazie MZB» Concordo con Raffaella, anche per me Darkover ha sempre superato il ciclo di Avalon, tranne per Le Nebbie di Avalon: romanzo di una complessità davvero unica (per chiarire anche il punto sollevato da Incantatore dalle 9 vite :wink: ). Il discorso da affrontare con MZB è questo: non c'è da seguire le sue saghe con un senso logico o cronologico; meglio affidarsi a quelli che sono stati i suoi capolavori e partire da quelli senza crearsi il problema di cosa viene prima cosa c'è dopo (con MZB queste domande non hanno alcun senso, e so che può sembrare strano se si è abituati ad autori come Martin, Jordan, Tolkien, Rowling, ecc. tutti fortemente seriali). Per Avalon iniziate senza dubbio dall'ultimo Le Nebbie di Avalon, nessun dubbio in merito, nemmeno per un istante. Per Darkover mi sento di consigliare: La signora delle Tempeste, La Torre Proibita e L'Erede di Hastur, per ricchezza di trama e complessità dei personaggi. Altrimenti, per avvicinarsi alla serie, La Sfida degli Alton, dove passo passo, per mezzo della protagonista che non sa nulla di Darkover, anche il lettore viene a conoscenza di quasi tutti gli aspetti del pianeta dal sole rosso. Ciao, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 19:02 del 25-09-2009

11 Oggi ho visto due librerie, una media e una grande e sono rispuntate fuori intere file di libri della Bradley... almeno hanno levato il posto a Salvatore :mrgreen:

» postato da Palin alle 21:24 del 25-09-2009

12 Io la detesto. Profondamente. E non a scatola chiusa. Ho letto cose sue e pure tante. Pura perdita di tempo.

» postato da metalupo alle 22:28 del 25-09-2009

13 Preferisco pure io i primi testi della serie Darkover (La Signora delle Tempeste, La Donna del Falco) a Le Nebbie di Avalon, che comunque ai tempi non mi disturbò nonostante la mortale prolissità (per me almeno), i seguenti ambientati in quel di Albione, ci ho provato ma mi addormentavo... :roll:

» postato da un muspeling alle 22:39 del 25-09-2009

14 Sob...io invece sono cresciuta con i suoi libri, di Darkover non ho letto tutto, ma di Avalon sì. E credo di essere una delle poche ad aver amato le Luci di Atlantide. Sigh, sob sob

» postato da nisana alle 11:08 del 26-09-2009

15 «Preferisco pure io i primi testi della serie Darkover (La Signora delle Tempeste, La Donna del Falco)» La Catena Spezzata. Quello è l'unico che m'è rimasto nella memoria come romanzo riuscito. Sarà perchè è a tema fortemente "femminista" e la Bradley se ne appassionava e scriveva più convinta invece di tirar via le cose. Non che a me interessi perché è un romanzo femminista o a tema. E' perché cerca di ricreare certe atmosfere alla "Leigh Brackett"... riuscendoci abbastanza. Il che a ben pensare è un po' poco come merito (unico) del romanzo. Mi chiedo se autrici del calibro di Catherine Lucille Moore o della stessa Brackett (idoli letterari della Bradley) avessero scritto all'epoca del boom editoriale dei romanzi fantastici, invece che delle sole riviste di racconti, avendo la possibilità di creare i propri cicli-fiume (cui il mercato le avrebbe sicuramente spinte). Forse oggi la Bradley non ce la fileremmo neanche. Penso che i suoi meriti, più che come scrittrice, siano stati come talent-scout e grande capacità di fiutare il mercato.

» postato da metalupo alle 13:01 del 26-09-2009

16 della Bradley ne lessi solo uno, qualcosa con avalon (mi sa proprio le nebbie), e già quello lo finii per non dover aggiungere un secondo libro alla lista dei "mai terminati". magari ho beccato la sua opera peggiore, ma lo trovai brutto e banale come pochi.

» postato da Agar Cioccolato alle 13:25 del 26-09-2009

17 «Uhm, parere discordante... dopo le Querce di Albion ho lasciato perdere. Ho lì le Nebbie, mai letto. Spero non sia come le Querce.» Le Nebbie di Avalon a mio parere è il migliore della serie, anche perchè è il primo che ha scritto, gli altri della serie di Avalon (IMO) sono inferiori.Le Nebbie sono il primo della serie di Avalon che io abbia letto ed anche l'unico della serie che abbia riletto. :D

» postato da Sivrielle alle 19:22 del 26-09-2009

18 Certo che i gusti sono davvero poliedrici.... :? Io ho amato le nebbie e diciamo pure l'intero ciclo di avalon, sono i libri che mi hanno fatto appassionare ai celti. Ho poi letto la saga del giglio e poco altro ma non mi hanno attizzato molto da continuare con altre storie; ad esempio non mi sono mai infilato in darkover, perchè preso da scazzo non avevo voglia di procurarmi una marea di libri che magari non avrei garbato. Il poblema è che secondo me... era una donna!!! Che il gentil sesso non ne abbia a male ma le donne scrivono diversamente dagli uomini - o almeno molte di loro nel campo di ciò che ho letto - e si lasciano andare parecchio a seghe mentali sciolinando righe e righe di paturnie e dubbi... per carità. :( In ogni caso era veramente una grande!

» postato da lab alle 20:55 del 26-09-2009

19 « Che il gentil sesso non ne abbia a male ma le donne scrivono diversamente dagli uomini - o almeno molte di loro nel campo di ciò che ho letto - e si lasciano andare parecchio a seghe mentali sciolinando righe e righe di paturnie e dubbi... per carità. :( » lab... ti consiglio ora di cercarti un buon bunker antiatomico <img src=:"> Comunque per me, per i miei gusti intendo, il problema non è questo. "Le nebbie di Avalon" magari non mi interessava per questioni di "sensibilità mia" verso approcci forse validi ma che a me non dicevano nulla (abbandonato dopo 100 pagine). I romanzi di Darkover invece li ho trovati quasi tutti frettolosi, tirati via... insomma scritti con "scazzo" o fretta in almeno qualche loro (fondamentale) parte. Il problema è questo... troppo commerciale (e talvolta anche un po' pigra). "La Torre Proibita" che passa per uno dei suoi libri migliori, l'ho trovato zeppp di invenzioni fantastiche messe assieme con lo scotch, deliranti fino al ridicolo. Altri romanzi (meglio costruiti) su Darkover hanno altri tipi di problemi. Li leggi tutti, magari non ti annoi... e alla fine scopri che questi romanzi a tema fantastico/fantascientifico sono semplicemente privi di un vero tema fantastico/fantascientifico e persino di una solida o almeno "centrale" ambientazione fantastica/fantascientifica. Il fantastico è solo una superficialissima pennelatina di vernice buttata su, alla meno peggio, come pretesto.

» postato da metalupo alle 21:11 del 26-09-2009

20 Lab, tu ti devi ravvedere! Leggi la LeGuin, nella pentalogia di Earthsea e poi dimmi se è prolissa e si sbrodola nelle parole, ma io vedo et prevedo che non sarà così! 8)

» postato da un muspeling alle 22:11 del 26-09-2009

21 «Lab, tu ti devi ravvedere! Leggi la LeGuin, nella pentalogia di Earthsea e poi dimmi se è prolissa e si sbrodola nelle parole, ma io vedo et prevedo che non sarà così! 8)» Comunque... lab s'è espresso in modo potenzialmente equivoco, ma il senso è chiaro. E' vero, assolutamente vero, che (statisticamente... mediamente - salvo eccezioni) donne e uomini scrivono diversamente. Leggevo tempo fa di una ricerca scientifica inglese che aveva esaminato non so quanti ennemila volumi di letteratura anglofona classici e moderni, catalogando in un database tutte le parole e facendo ricerche di parole specifiche, sulla base del sesso dell'autore. Veniva fuori per le scrittrici una prevalenza mostruosamente rilevante dell'uso delle parole "HE" e "SHE" rispetto all'uso della parola "IT". Per gli uomini il risultato era l'esatto contrario. Ecco... a me di HE e SHE, oltre un certo limite, non me ne frega più nulla. Dov'è l'IT su Darkover? :wink:

» postato da metalupo alle 00:07 del 27-09-2009

22 Attenzione, ho detto che la gran parte di ciò che ho letto mi ha dato questa sensazione.. non tutto ciò che ho letto "al femminile". Il ciclo di terramare ne è un esempio. Comunque la cosa non deve essere per forza negativa, semplicemente è stile narrativo e posso più o meno rispecchiarmici. In Avalon ho ritrovato questa "femminilità" che comunque ho "digerito" volentieri, mentre il ciclo del giglio sembra a volte un harmony fantasy (ed esistono, li ho visti... :cry: ) Altri libri in cui trovo questo stile sono quelli di Licia Troisi mentre con Robin Hobb.... subito pensavo che a scrivere fosse un uomo!!!! :shock:

» postato da lab alle 00:29 del 27-09-2009

23 « Il poblema è che secondo me... era una donna!!! Che il gentil sesso non ne abbia a male ma le donne scrivono diversamente dagli uomini - o almeno molte di loro nel campo di ciò che ho letto - e si lasciano andare parecchio a seghe mentali sciolinando righe e righe di paturnie e dubbi... per carità. :( In ogni caso era veramente una grande!» concordo. Ho appena terminato un thriller, e la miseria se si notava che chi la scritto era una donna. Con questo non intendo che tutte le donne abbiano un certo modo di scrivere, però non sopporto di leggere e di sentire fortissima la presenza dell'autore. Mi dà fastido anche quando si sente lontano un miglio che stia scrivendo un uomo, eh. Preferisco che il quadro offerto sia il più neutro possibile, poi ovvio che non si può eliminare del tutto il "tocco". Quel libro che lessi della Bradley non lo sopportai proprio perchè ogni pagina ti sbatteva in faccia il fatto che la storia seguiva certi binari perchè la Bradley non era un uomo. Il fatto che la protagonista facesse questo o non quello, che il protagonista maschile fosse dleineato a quel modo, che succedesse questo e quello, il modo in cui altri personaggi trattavano i protagonisti...

» postato da Agar Cioccolato alle 02:36 del 27-09-2009

24 « Quel libro che lessi della Bradley non lo sopportai proprio perchè ogni pagina ti sbatteva in faccia il fatto che la storia seguiva certi binari perchè la Bradley non era un uomo. » In tutti. Non in "quel" libro. :wink:

» postato da metalupo alle 03:03 del 27-09-2009

25 « Veniva fuori per le scrittrici una prevalenza mostruosamente rilevante dell'uso delle parole "HE" e "SHE" rispetto all'uso della parola "IT". Per gli uomini il risultato era l'esatto contrario. » Interessante, mi spieghi meglio? Prevalenza dei rapporti uomo-donna rispetto all'oggetto della storia?

» postato da Kinzica alle 09:09 del 27-09-2009

26 « Interessante, mi spieghi meglio? Prevalenza dei rapporti uomo-donna rispetto all'oggetto della storia?» Non penso intendessero interpretarla così. Più in generale prevalenza a parlare di persone invece di cose. Introspezione, analisi delle persone, invece di analisi di idee e fatti.

» postato da metalupo alle 10:49 del 27-09-2009

27 «« Veniva fuori per le scrittrici una prevalenza mostruosamente rilevante dell'uso delle parole "HE" e "SHE" rispetto all'uso della parola "IT". Per gli uomini il risultato era l'esatto contrario. » Interessante, mi spieghi meglio? Prevalenza dei rapporti uomo-donna rispetto all'oggetto della storia?» In soldoni, perché questa l'ho sentita dire anch'io, in sostanza le scrittrici tendono a scrivere più con sfumature psicologiche: "E lei disse", "e lui fece", "e loro intuirono"... Si guarda più all'introspezione e alla parte emotiva del testo. Gli scrittori uomini invece scrivono, o scriverebbero, per immagini. Scene, atti, eventi. Parlano e narrano più per immagini. Questo non toglie che ci siano un sacco di eccezioni, e che a mio avviso gli autori che ritengo migliori siano sempre riusciti a mediare queste due visioni. Ma alla fine stiamo parlando, credo io, del sesso degli Angeli. Sono stati fatti alcuni esempi di autori da leggere meglio di altri in questa discussione che, personalmente, mi fanno accapponare la pelle. :D Per esempio. Ho amato la Le Guin solo in un romanzo: I Doni, proprio perché non sembra scritto da Ursula Le Guin. Per il resto, I reietti dell'Altro Pianeta, l'ho piantato a 100 pagine dalla fine, non l'avorò capito io, ma è da "lametta ai polsi" quel libro. Nuova Atlatide, l'ho letto, ma non posso dire di averlo amato... romanzo breve "gelido". Il mondo della Foresta mi ha lasciato indifferente, storia carina, ma così cerebrale da lasciarmi molti dubbi. I doni, invece, sarà la vecchiaia che porta consigio alla Le Guin, l'ho amato spassiontamente. Peccato che in Italia non abbiano dato alle stampe anche i seguiti. :roll: Sui temi della Bradley ho risposto in Commenti sulle Rubriche, ma lo riporto anche qui perché mi pare sia rimasta impressa solo la sua polemica al femminile, ma ritengo ci sia qualcosa di più (in oltre 70 libri, permettetemelo, deve esserci :wink: ). *** I temi? Darkover tocca più temi: su Naufragio sul pianeta Darkover i principali sono l'aborto, il concetto di religione (e dettami religiosi: cioè, come nascono certi aspetti di una religione?) e, per finire, il libero arbitrio umano non dettato da entità superiori (uno dei personaggi distrugge il computer di bordo dell'astronave precipitata sul pianeta che, ai suoi occhi, bloccato per sempre su un pianeta ostile, stava assumendo non più l'aspetto di mero oggetto tecnologico creato dall'uomo ma, al contrario, un'aura di intelligenza superiore quasi divina). Punto interessante, a mio avviso. Piuttosto che lasciare i suoi pronipoti a venerare il PC, il personaggio lo distrugge: questo in soldoni). Nella Signora delle Tempeste, ci sono più temi: il libero arbitrio del protagonista, l'adolescenza ribelle di Dorilys e, in parte, nell'arco di una scena, la violenza su minori, sessuale e psicologica. Nella Donna del Falco c'è il rapporto padre-figli. Un padre padrone, violento e manesco, e l'indomita Romilda. Nella Torre Proibita il sesso. Si passa da una condizione di forzata castità di due dei quattro personaggi principali, fino al liberatorio sesso di gruppo, inteso in modo particolare da MZB ma è lunga da spiegare qui. Si esalta il concetto di cosa è tabù e cosa non lo è, e perché un tabù diventa tale. Nel caso di Darkover, tutto sta nel discorso delle Torri e di come si preservano i poteri di chi le abita, occludendo certi canali, fra cui quelli degli impulsi sessuali. Nell'Erede di Hastur l'amore. Due storie d'amore portate avanti separatamente. L'amore eterosessuale fra Lewis Alton e Marja Scott, e quello omosessuale fra Regis Hastur e Danilo Sirtys, quest'ultimo con le aggravanti dei rispettivi ruoli dei due personaggi: Regis erede al trono di Darkover e per questo impegnato a dover generare degli eredi, Danilo legato alla religione dei Cristofors di Nevarsin, di derivazione Cristiana che vede nell'omosessualità un peccato mortale. Narrò di un amore "sbagliato", soprattutto si pensa che il romanzo fu dato alle stampe nella metà degli anni '70. Mi fermo qui, credo di averti dato alcuni spunti. Io posso dire di aver letto molti bravi autori oltre a MZB, da Martin alla Carey, e via discorrendo. Però in loro ho trovato solo belle e interminabili storie a puntate, come grandi colossal americani, dove ci si sgozza, si fa sesso, ci si sposta da un continente all'altro, si creano alleanza e si compongono tradimenti. Veri messaggi nei loro libri non li ho trovati. Scritti alla perfezione, coinvolgenti, accattivanti molto di più di quelli di MZB per intreci e trame, ma in confronto a lei, personalmente, li trovo vuoti di vero contenuto. *** Bon, abbattetemi o non la smetto più. :D Ciao, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 11:03 del 27-09-2009

28 Grazie Luca, sei stato chiarissimo ^___^ Anch'io adoro Gifts della Le Guin. Se non sbaglio c'era voce che stessero traducendo il secondo.

» postato da Kinzica alle 11:52 del 27-09-2009

29 « Io posso dire di aver letto molti bravi autori oltre a MZB, da Martin alla Carey, e via discorrendo. Però in loro ho trovato solo belle e interminabili storie a puntate (...) Veri messaggi nei loro libri non li ho trovati.» Io in Martin ho trovato la chiave per raggiungere maggiore comprensione della psicologia del '600 europeo. Periodo che già trovavo affascinante. Magari non è un messaggio ma è un contenuto. In Darkover trovo un mondo finto (non nel senso che è inventato ma che proprio è scarsamente logico e troppo sommariamente dipinto), idee fantastiche ibride fra due generi (fantasy e fantascienza, ibride quel tanto che basta per scontentare i fans sia dell'uno che dell'altro genere) e persone verosimili ma che parlano di cose incomprensibili. :wink:

» postato da metalupo alle 12:49 del 27-09-2009

30 « Che il gentil sesso non ne abbia a male ma le donne scrivono diversamente dagli uomini - o almeno molte di loro nel campo di ciò che ho letto - e si lasciano andare parecchio a seghe mentali sciolinando righe e righe di paturnie e dubbi... per carità. :( In ogni caso era veramente una grande!» A parte che in questi due periodi contraddici te stesso, ma non mi pare proprio che Margaret Weiss e Ursula Le Guin (per citare due tra le più famose) siano corrispondenti alla tua descrizione...

» postato da Palin alle 22:04 del 27-09-2009

31 Beh, che ci sia una tendenza a maggiore introspezione psicologica ed emotiva nelle autrici va bene, ma la tendenza maggiore degli autori all'azione è l'altra faccia della scrittura, può essere di maggiore o minore gusto, ma non letterariamente migliore o meno. I migliori fra autori e autrici mescolano i due piani e non considerano negativa l'una o l'altra cosa.

» postato da un muspeling alle 22:22 del 27-09-2009

32 «Beh, che ci sia una tendenza a maggiore introspezione psicologica ed emotiva nelle autrici va bene, ma la tendenza maggiore degli autori all'azione è l'altra faccia della scrittura, può essere di maggiore o minore gusto, ma non letterariamente migliore o meno. I migliori fra autori e autrici mescolano i due piani e non considerano negativa l'una o l'altra cosa.» se ho be inteso cosa volesse dire, non è questione di paturnie versus azione. Ogni tanto mi capita di incontrare libri la cui trama pare plasmata secondo fantasie tipicamente di un sesso o dell'altro. A me una cosa del genre non piace, perchè la storia comincia a sapermi di finto quando la presenza dell'autore si fa così pesante.

» postato da Agar Cioccolato alle 22:47 del 27-09-2009

33 Difatti è una cosa molto personale e difficile da spiegare senza essere preso per "classista". E comunque se il libro mi garba sono anche disposto a sorvolare.... :wink: Nella serie di avalon mi sono goduto ogni singola pagina, passando poi a quella del giglio ho sofferto varie volte nel corso della lettura, tanto da non voler passare ad altro :( Ed infine MZB è una scrittrice talmente importante che chiunque, pur non apprezzandola, non può che definirla una grande, non vedo contraddizioni in termini... onora il tuo nemico, sic sic!!! <img src=:">

» postato da lab alle 23:31 del 27-09-2009

34 :applauso Ovazione per Edwin di Wytryn Concordo in pieno! E' ovvio che, davanti a una pubblicazione tanto vasta, ci siano delle cadute di qualità (prendi la saga del giglio o gli ultimi libri di avalon); tutto sommato, però, specialmente nel ciclo di Darkover, ci sono dei libri che meritano più di una rilettura :D (sempre IMO :wink: )

» postato da virae alle 00:17 del 28-09-2009

35 « Ed infine MZB è una scrittrice talmente importante che chiunque, pur non apprezzandola, non può che definirla una grande» Ehm, no. Non ci arriverei neanche lontanamente. :? Ho letto tanti Darkover perchè stilisticamente mi convincevano (ma solo stilisticamente) e perché continuavo a collezionare delusioni ma mi dicevo che da qualche parte, nascosto, nascosto... un successo di lettori così notevole, una saga così longeva... un motivo doveva averlo. Lo sto ancora cercando.

» postato da metalupo alle 00:27 del 28-09-2009

36 @meta rimaniamo sempre nel gusto allora.. secondo me una saga come avalon è un punto di riferimento...

» postato da lab alle 19:31 del 28-09-2009

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