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Carta e Ferro per Giuseppe De Micheli

Presentazione:
Carta e Ferro non è solo un racconto delizioso, ben scritto e di rapida lettura, ma è anche una bella metafora sul valore tutto particolare di una nobile arte... L'autore, Giuseppe de Micheli, crea difatti una leggenda per spiegare la nascita di una fra le arti più raffinate. E altrettanto raffinato risulta essere il suo racconto, nella miglior tradizione di un fantasy fra i più classici (presentazione di Luca Azzolini).
Presentazione dell'autore:
Nacqui. Era una sera dicembrina, fredda e nevosa, il 16 per l'esattezza, verso le 19:00. Era il 1937, in Italia imperava l'autarchia, forse è per quello che non sono venuto troppo bene. Nacqui in casa come si usava allora, con gli uomini (inutili) buttati fuori, e le donne che si indaffaravano a bollire acqua e a preparare panni sotto i comandi della levatrice. Mi hanno detto che non ha dovuto "levare" alcunchè, sono venuto fuori per conto mio, spinto dalla madre che non vedeva l'ora di liberarsi di me. Perchè mi soffermo a parlare della nascita? Perchè è un evento unico nella vita. E perchè non me la ricordo e per questo amavo farmela raccontare.
Dopo non è successo molto di importante. Ho giocato a pallone sulla ghiaia delle strade e delle piazze del paese sognando di diventare Boniperti, ma rimasi sempre un brocco, ultima scelta quando si formavano le squadre.
Studiai chimica sognando il Nobel, ma riuscii solo a pasticciare con le provette in laboratorio. Mi trasformai in organizzatore del lavoro sognando un luminoso avvenire come top management consultant, ma mi limitai solo a sbarcare il lunario. Raggiunta la pensione ho cominciato a scrivere, sognando di emulare Conrad, Simenon e Calvino. Sogno, continuo a sognare. Se uno non sogna come fa a scrivere? Scrivo molto, soprattutto lettere di presentazione agli editori. Senza esito, ma non demordo.
Non mi cruccio per i rifiuti, in fondo ho ancora tutta la vita davanti. Sono giovanissimo, non mi sono ancora cadute le orecchie da latte. E poi ho dei magnifici amici.Ah, dimenticavo! Ho una deliziosa moglie pazientissima (le mogli degli aspiranti scrittori o sono magnifiche o sono divorziate), due figli e un nipotino, di nome Leonardo (nomen omen?). Non conosco la data della mia morte. Spero in un bel coccodrillo da parte vostra.
Il racconto:
Il racconto Carta e Ferro è a questo link: Carta e Ferro.
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Commenti
2 Deliziosa davvero! C'è forma, c'è stile, c'è contenuto: complimenti!
Gradevolissima la presentazione dell'autore, a cui auguro tante belle lettere di editori impazienti di pubblicare i suoi scritti.
Aspetto un'altra bella favola!
Angela
» postato da Ali alle 14:29 del 22-09-2009
3 Che meraviglioso racconto! Anche la presentazione dell'autore mi è piaciuta moltissimo!
» postato da nisana alle 17:32 del 22-09-2009
4 Grazie,
siete molto carini nei vostri apprezzamenti.
Sono contento che vi sia piaciuta la favoletta.
L'ispirazione mi è venuta quando, a un corso di scrittura, è stato proposto il tema 'Carta e ferro'.
Ho avuto la visione di un ferro incandescente che veniva avvolto da un giornale e... ho cominciato a lavorarci sopra.
Pfumfeldrigg sta diventando un personaggio protagonista di mirabolanti avventure.
E' diventato poteiforme, si è fidanzato con una deliziosa fatina di nome Aligigi; quando è con lei gli spuntano altre braccia, per cui le sue affettuosità sono molto apprezzate dalla fatina.
La sua avventura in Amazonia alla ricerca della tribù dei Boaboapitonanacondi (famosi per gli affettuosi abbracci) è riportata sull'antologia Granelli di sabbia (esaurita). Sfortunatamente è un po' lunga per questo magazine. Se l'editore non mi concede una seconda edizione la metterò su Lulu.
Ciao
Giuseppe
» postato da Giuseppe De Micheli alle 17:27 del 23-09-2009
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1 Letto adesso. Una favola molto carina! Forse ispirata al detto 'ne ferisce più la penna della spada'?
» postato da Die alle 14:06 del 22-09-2009