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Star Wars: l’Impero di Lucas è colpito ancora

Fallisce l’assalto legale di George Lucas alla Gran Bretagna; lo stilista inglese Andrew Ainsworth, già disegnatore degli Stormtrooper, può continuare a vendere copie delle sue creature senza temere qualche colpo di folgoratore al conto in banca, armato com’è di una sentenza della Corte d’Appello di Londra.
Il buon Darth Vader si sarebbe limitato a una strozzatina di collo gentilmente fornita dal Lato Oscuro della Forza; magari anche in versione wireless, senza spostarsi dalla sua gigantesca ammiraglia spaziale a forma di tacos. E invece, in questo moderno mondo telematico perfino il malvagio Impero Galattico deve fare i conti con in mille cavilli della legge.
Il papà di Star Wars ha ben pensato di ricordare a quelli del sud-est londinese, dalla parti di Twickenham, che lui non viene da una galassia lontana lontana, ma da quell’America che qualcuno definisce Patria degli Avvocati.
Ormai più di un anno fa, Andrew Ainsworth, il costumista che agli albori dell’universo Starwarsiano disegnò le divise/armatura dei soldatoni dell’Impero Galattico, quelli col casco “che non fa vedere nulla” (parola di Luke Skywalker), fu scoperto ad arrotondare i propri guadagni vendendo copie delle tute che proprio lui aveva inventato trentadue anni prima.
Le spie dell’Impero spifferarono tutto — altrimenti che spie sarebbero — alle ampie orecchie di LucasArts, che nelle vesti del suo barbuto condottiero George Lucas in un attimo si preparò alla battaglia (legale).
Naturalmente il generoso imperatore di LucasArts si limitò a chiedere un risarcimento simbolico di 20 milioni di dollari, 12,5 milioni di euro o giù di lì. Noccioline Neimodiane rispetto ai multimiliardari proventi che ogni anno fruttano merchandising, videogiochi, fumetti, home video e serie TV basati sul franchising di Star Wars.
La prima battaglia Lucas la perse già un anno fa, quando l’Alta Corte degli Stati Uniti diede ragione ad Ainsworth; non proprio dandogli l’esclusiva paternità dei modelli ma stabilendo che il design di caschi e tute non poteva essere soggetto alla legge per i diritti d’autore. Ma tale giudizio non poteva essere applicato sul territorio Britannico.
Partito allora il secondo scontro all’ultimo cavillo, anche la Corte d’Appello londinese si è espressa in favore dello stilista, giusto qualche giorno prima delle Feste. Ainsworth potrà continuare a vendere le bardature dei suoi amati soldati; secondo i giudici di Londra le sua creazioni non possono essere considerate Arte e come tali nessuna legge Britannica è stata violata.
Resta da vedere se Darth George si arrenderà così facilmente.
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