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L'ebook tricolore decollerà nel 2010?

Giacomo Bruno
Il libro in formato digitale, l'ebook, sta prendendo quote di mercato considerevoli nel mondo di lingua anglosassone. La presenza di un lettore dotato di tecnologia wireless, il Kindle 2 di Amazon.com, ha permesso al colosso statunitense di portare il suo enorme catalogo di ebook a continua disposizione dei lettori con un comodo sistema di scaricamento online e la possibilità di avere una enorme biblioteca sempre con sé. Inoltre Kindle riceve automaticamente il quotidiano cui si è abbonati, e legge diversi formati digitali (non solo quello della casa).
Questi vantaggi hanno permesso ad Amazon di prendere un deciso vantaggio sui competitori, nonostante il prezzo non proprio modesto di Kindle e l'uso di un formato proprietario degli ebook che crea un mercato chiuso ad altri strumenti digitali di lettura. Amazon si è dimostrata vincente, almeno per adesso, e nel periodo festivo di fine 2009 ha venduto più ebook che libri cartacei.
Se all'estero la rivoluzione ebook si dimostra vincente, e forse anche più rapida di quello che si prevedesse, in Italia il formato digitale rimane ancora su livelli molto modesti. Qualche lettore ha cominciato ad attrezzarsi, ma gli editori sono ancora piuttosto scettici, e le grandi case esitano a lanciarsi con decisione in questo settore. Non esiste ancora un vasto catalogo di titoli acquistabili. Secondo il parere di Antonio Tombolini di Simplicissimus book farm, pioniere dell'introduzione degli ebook reader in Italia, le grandi case editrici rimandano l'approccio al digitale perché hanno un atteggiamento fondamentalmente timoroso verso questa rivoluzione, per quanto sia certo che prima o poi coinvolgerà il modo di leggere anche nel nostro paese.
E' davvero così? Timori o no, prima o poi l'editoria italiana dovrà adeguarsi per evitare che vengano le case straniere a prendere in mano la situazione italiana. Ma in effetti la spinta potrebbe venire inizialmente dall'editoria minore. Giacomo Bruno, editore romano trentunenne, ha già un accordo con Amazon per vendere i suoi libri direttamente su Kindle. Bruno Editore è solo la prima di un nugolo di case editrici che potrebbero fare questo passo. In effetti si tratta di una situazione peculiare perché questa casa editrice si occupa prevalentemente di saggistica, manualistica e formazione. La narrativa in effetti sembra essere un po' lenta a prendersi la parte che le compete nell'offerta ebook. La filosofia di Bruno Editore sulla sicurezza è che più si protegge un libro e meno lo si vende, perciò esiste solo una password di apertura, che sembrerebbe già sufficiente per scoraggiare la pirateria.
A quanto pare per Bruno Editore il rapporto è di 3 libri cartacei venduti per ogni ebook, oggi come oggi. Ma se son rose, fioriranno.
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Notizie correlate
Commenti
2 Be', a me sembra che il rapporto di 1 a 3, rispetto al cartaceo, sia molto incoraggiante. L'unico problema, per ora - che ne dite di un approfondimento che chiarisca i punti oscuri? - è chi può acquistare e-book e dove. Ad esempio, io ho tentato in tutti i modi di acquistare un e-book (per prova, perché tuttora non ho un e-book reader), ma tutti i siti esteri non permettono l'acquisto alla mia MasterCard, nonostante in quegli stessi siti esteri (ad esempio Amazon.co.uk) con quella stessa carta io possa comprare liberamente qualsiasi romanzo in versione cartacea - cosa che ho fatto ripetute volte. Quanto gli ci vuole a capire che il mercato è ormai una questione mondiale, dato che le persone conoscono più lingue straniere? Capisco che non saranno una grande fetta del mercato - i lettori che amano le versioni originali dei testi, intendo -, ma viste i dati di vendita non credo che farebbe così schifo aumentarli (e, secondo me, siccome sono bassi, aumenterebbero sensibilmente). Un'ultima considerazione: ho visto pochi giorni fa alcuni e-book reader in un negozio MediaWorld: se quello è il modo in cui si vede il testo, allora non ci siamo. Spero, ma non lo so, che gli e-book reader più conosciuti - come il Kindle o il Nook - garantiscano una qualità superiore. Non sembra affatto di avere di fronte un foglio di carta, come dichiarano tutti. Sono tutti così? O bisognerebbe fin da subito cominciare a parlare della qualità degli schermi e non soltanto dei loro colori e dimensioni in pixel?
» postato da Negróre alle 09:47 del 22-01-2010
3 @ Negroré: la risposta alla tua domanda si chiama E-Ink. Se un lettore non supporta tale tecnologia (ovvero presenta uno schermo retroilluminato come quello dei computer o dei cellulari), allora è meglio lasciarlo stare. Bisognerebbe vedere quali modelli erano presenti al MW a cui accenni, perché quelli più performanti (a cui aggiungo i vari CyBook) presentano oggi un'ottima qualità. Tra l'altro cominciano già ad affacciarsi i primi modelli con schermi pieghevoli (quindi più resistenti), come lo Skiff ( http://www.wired.it/news/archivio/2010-01/12/altro-che-kindle,-l%27ebook-lo-leggo-con-skiff.aspx ). Certo, ora che arrivino in Italia... ![]()
» postato da Okamis alle 09:56 del 22-01-2010
4 Simonelli Editore con i suoi attualmente 530 titoli di eBook in Catalogo che aumentano di settimana in settimana, con il Progetto eBooksItalia che dal 2004 aggrega intorno a sé editori non soltanto italiani (attualmente sono 18 ma nei prossimi mesi saranno molti di più) è di fatto attualmente l'unica libreria italiana multiformato (Pdf,ePub,Pdb,Lit) ed aperta al mercato internazionale. Mentre in Italia molti media fanno finta di non conoscerci - ma per fortuna ci conoscono molto bene i lettori-clienti italiani che ci hanno fatto registrare nel 2009 un incremento delle vendite del 70 per cento - si sono accorti di noi all'estero. Un esempio, per la serie "nemo profeta in patria" (naturalmente sul piano della comunicazione sui media italiani)? Herlequin, la casa editrice specializzata in romanzi d'amore, ha scelto eBooksItalia per lanciare la loro versione a fumetti in eBook realizzata dalla giapponese Softbank Creative Corp. Forse quando si parla di eBook in Italia sarebbe corretto, per completezza di informazione, parlare anche di eBooksItalia e di Simonelli Editore: non vi pare? Così, per completezza dell'informazione.
» postato da (Luciano Simonelli) alle 10:15 del 22-01-2010
5 Ma, ribadisco, il GRANDE problema è che non ti permettono di acquistare e-book se non hai una carta di credito associata a un conto sul loro suolo nazionale. (Almeno, finora è l'unica cosa che ho capito... E magari è sbagliata!)
Erano modelli sconosciuti, Ohdrein. Personalmente seguo molto l'evoluzione e-book (ho un coupon di mia moglie, che voleva regalarmene uno e io le ho detto che non era ancora il momento: aspetto il "colpaccio", insomma!
:"> ). E sì, non credo proprio che fossero e-ink. Ma, io mi domando, perché diavolo in Italia devono sempre prenderci per i fondelli... Perché non cominciare subito con i modelli e-ink? Che tristezza!
Oltre tutto succedono cose molto dubbie. A me piace il Nook, ad esempio, e cercando in rete ho trovato un sito (http://www.nookitalia.com), che vende il Nook. Ho scritto direttamente a Barnes & Noble e loro mi hanno detto che non ne sanno nulla e che non vendono il lettore all'estero, per il momento. Quindi?
Insomma, stiamo molto attenti, ragazzi. Qui la fregatura è dietro l'angolo... Anche perché, mettiamo che loro lo acquistino all'estero il Nook e a te, che glielo acquisti, arrivi effettivamente il lettore originale (cosa di cui non dubito). Il problema è che poi, con la tua carta di credito, in Barnes & Noble non acquisti e-book... E quindi? A cosa ti serve, per i soli PDF?
Ocio! ![]()
» postato da Negróre alle 10:20 del 22-01-2010
6 «Erano modelli sconosciuti, Ohdrein.»
Ehm, io sono Okamis ^_^
Scherzi a parte, il tuo discorso non fa una grinza. Qua da noi siamo ancora all'età della pietrà. Ma dopotutto come potrebbe essere altrimenti quando c'è in giro gente come Gian Arturo Ferrari (Direttore Generale della Divisione Libri del Gruppo Mondadori dal 1997, quindi mica l'ultimo dei pirla) che in un'intervista a Farheneit disse in materia di e-book: "Tra vent'anni tutto sarà completamente diverso. Ma io lavorerò ancora per 15 anni. E dunque non me ne importa nulla". Parole che si commentano da sole ![]()
» postato da Okamis alle 10:31 del 22-01-2010
7 «Ehm, io sono Okamis ^_^»
Scusami!
«"Tra vent'anni tutto sarà completamente diverso. Ma io lavorerò ancora per 15 anni. E dunque non me ne importa nulla". Parole che si commentano da sole
»
No comment. Anzi sì, uno ne ho: che schifo. ![]()
» postato da Negróre alle 10:37 del 22-01-2010
8 «Simonelli Editore con i suoi attualmente 530 titoli di eBook in Catalogo che aumentano di settimana in settimana, con il Progetto eBooksItalia che dal 2004 aggrega intorno a sé editori non soltanto italiani (attualmente sono 18 ma nei prossimi mesi saranno molti di più) è di fatto attualmente l'unica libreria italiana multiformato (Pdf,ePub,Pdb,Lit) ed aperta al mercato internazionale. Mentre in Italia molti media fanno finta di non conoscerci - ma per fortuna ci conoscono molto bene i lettori-clienti italiani che ci hanno fatto registrare nel 2009 un incremento delle vendite del 70 per cento - si sono accorti di noi all'estero. Un esempio, per la serie "nemo profeta in patria" (naturalmente sul piano della comunicazione sui media italiani)? Herlequin, la casa editrice specializzata in romanzi d'amore, ha scelto eBooksItalia per lanciare la loro versione a fumetti in eBook realizzata dalla giapponese Softbank Creative Corp. Forse quando si parla di eBook in Italia sarebbe corretto, per completezza di informazione, parlare anche di eBooksItalia e di Simonelli Editore: non vi pare? Così, per completezza dell'informazione.» La ringrazio per essersi palesato. Non essendo cliente di ebook non conoscevo la sua opera. Il nostro articolo si riferisce ad alcune iniziative precise. Non capisco la sua entrata polemica. Basta farsi conoscere, con qualche mail alla redazione per esempio che segnali le iniziative su testi di nostra competenza: redazione@fantasymagazine.it Noi siamo qui a dare supporto a tutti gli operatori. Siamo a disposizione. Saluti
» postato da Manex alle 10:49 del 22-01-2010
9 «Oltre tutto succedono cose molto dubbie. A me piace il Nook, ad esempio, e cercando in rete ho trovato un sito (http://www.nookitalia.com), che vende il Nook. Ho scritto direttamente a Barnes & Noble e loro mi hanno detto che non ne sanno nulla e che non vendono il lettore all'estero, per il momento. Quindi?
Insomma, stiamo molto attenti, ragazzi. Qui la fregatura è dietro l'angolo... Anche perché, mettiamo che loro lo acquistino all'estero il Nook e a te, che glielo acquisti, arrivi effettivamente il lettore originale (cosa di cui non dubito). Il problema è che poi, con la tua carta di credito, in Barnes & Noble non acquisti e-book... E quindi? A cosa ti serve, per i soli PDF?
Ocio!
»
Dici bene, stiamo all'occhio! Stavo comprando anche io il Nook sul sito che hai linkato, però una vocina mi risuonava nella testa dicendomi di stare attento. Non so, il sito mi sembrava un po' troppo semplice. Consultando internet di qui e di là mi sono fatto l'idea che non sia affidabile.
La tua conferma — la risposta di Barnes & Noble — mi dà un ulteriore certezza.
» postato da by Ax alle 11:11 del 22-01-2010
10 Ho espresso più volte i miei dubbi sull 'ebook reader, ma le mie osservazione derivano principalmente dall'ignoranza in quanto non ho mai usato (né ho avuto la possibilità di testare da qualche amico) un Kindle o altri con tecnologia E-ink. I problemi sono essenzialmente due: costano troppo e ci sono pochissimi ebook. A prescindere dagli editori menzionati nei commenti e nel post, se voglio leggermi un ebook oggi come oggi nel 99% dei casi sono costretto a scaricarlo illegalmente. E questo non mi va.
» postato da FrancescoFalconi alle 11:29 del 22-01-2010
11 kindleitalia.com e nookitalia.com sono siti truffa. Come è ben noto, tanto kindle che nook sono venduti solo dai rispettivi produttori. Se volete acquistare un ebook reader consiglio un giuro su Expansys.it che ha molti modelli anche a basso costo (Sony Reader da 219 euro). S*
» postato da S* alle 11:31 del 22-01-2010
12 «Se volete acquistare un ebook reader consiglio un giuro su Expansys.it che ha molti modelli anche a basso costo (Sony Reader da 219 euro). S*» Ti ringrazio, non lo conoscevo, i modelli della Sony non riuscivo a trovarli se non all'estero. Ottima dritta.
» postato da by Ax alle 11:56 del 22-01-2010
13 Sono tornato da poco da un "giro" all'estero.
Ho visto sia il kindle che i lettori Sony - e la differenza è quella che passa tra la pergamena e le tavolette di argilla (tutta a favore del Kindle).
Per aggirare il problema della carta di credito, forse, c'è un modo: da poco Paypal ha cominciato a offrire la sua carta di credito revolving. Non ne sono certo, ma mi pare che si possa acquistare anche una carta revolving "ambientata" all'estero (lascio a voi la fatica di controllare...); nel qual caso, è una VISA Electron, per cui B&N dovrebbe accettarla no problem.
Ah, e libri per il Kindle ce ne sono a palate: l'ultimo aggiornamento permette di leggere anche i PDF (anche se sputtana la formattazione, e vi potete scordare le immagini).
G'day mates ![]()
» postato da Luca Volpino alle 13:32 del 22-01-2010
14 « Ah, e libri per il Kindle ce ne sono a palate: l'ultimo aggiornamento permette di leggere anche i PDF (anche se sputtana la formattazione, e vi potete scordare le immagini). » Libri in lingua italiana che si possono comprare legalmente?
» postato da FrancescoFalconi alle 13:39 del 22-01-2010
15 «Libri in lingua italiana che si possono comprare legalmente?»
Comprare non so, ma quelli del collettivo Wu-Ming (ex Luther Blisset) sono liberamente ottenibili dal loro sito ![]()
» postato da Palin alle 14:05 del 22-01-2010
16 ho fatto un giro su expansys, bene o male i prezzi non differiscono molto da altri venditori, però vanno aggiunti i costi di spedizione... mi sa che se prima o poi avrò i soldi accatterò direttamente da mediaworld o feltrinelli e buonanotte... anche perchè quello che mi piace leggermetne di più come estetica e funzioni è il gen3 della cybook, però su expansys costa di più che altrove.
Ma che ne parlo a fare, no pecunia ![]()
» postato da Agar Cioccolato alle 15:15 del 22-01-2010
17 ««Libri in lingua italiana che si possono comprare legalmente?»
Comprare non so, ma quelli del collettivo Wu-Ming (ex Luther Blisset) sono liberamente ottenibili dal loro sito
»
Non solo. Parlando di PDF, Short Stories di Luca Oleastri pubblica regolarmente ebook fantasy e di fantascienza (molti gratuiti); Luca Masali ha messo a disposizione sul suo sito alcuni dei suoi lavori; e questi sono solo i primi due che mi vengono in mente.
» postato da Luca Volpino alle 17:35 del 22-01-2010
18 « Libri in lingua italiana che si possono comprare legalmente?» Mondadori, anche se ho controllato adesso e la loro pagina è ferma per aggiornamenti. Quello che mi piaceva poco del loro catalogo ebook era il prezzo (e parlo da consumatore, visto che il lettore ce l'ho). Insomma non trovo giusto far pagare un formato elettronico 8, 10 o anche 12 euro. E quello sollevato da Negròre è un altro gravissimo problema: gabelli, formati esclusivi per certi lettori, irraggiungibilità del prodotto se abiti in un paese invece che in altro. Sembra che editori e produttori siano terrorizzati da chissà cosa, e tentino di soffocare tutte le strade che internet per sua natura ha aperto. E' una situazione paradossale: c'è un mercato vivo e pieno di possibilità e chi dovrebbe soddisfare la domanda fa di tutto per stroncare la voglia agli acquirenti.
» postato da Die alle 20:25 del 22-01-2010
19 Mi chiedo se questa attrazione verso l'e-book sia solo una novità del momento o se è una tipologia di lettura destinata (rabbrividisco nel pensare ad un' ipotesi del genere) a rimpiazzare quella tradizionale.
Voglio dire, per quel che mi riguarda non c'è paragone fra il libro, il supporto cartaceo e quello elettronico.
» postato da Zhora alle 20:36 del 22-01-2010
20 «
Voglio dire, per quel che mi riguarda non c'è paragone fra il libro, il supporto cartaceo e quello elettronico.»
Anche quelli che ascoltano i vinile. Infatti non si vende neppure un iPod in giro... ![]()
» postato da Palin alle 21:16 del 22-01-2010
21 E-book e libri difficilmente si faranno concorrenza in futuro, tanto che quelli che pensano che il formato elettronico soppianterà quello cartaceo sono quattro gatti (in termini relativi, ovviamente). Molto più probabile è invece che le attuali tecnologie applicate agli EBR verranno implementate in altri macchinari, portando alla "morte" degli EBR puri a favore di hardware ibridi (miii, mi sento come Piero Angela ^_^). Scherzi a parte, sono mercati leggermente diversi che quasi sicuramente finiranno per completarsi a vicenda senza portare alla morte dell'uno o dell'altro settore. Per quanto mi riguarda, vedo il continuo crescere del mercato degli e-book come una sfida all'editoria tradizionale, la quale, soprattutto in Italia, è ora che si dia una svegliata. E anche se il mercato "tradizionale" dovesse morire (ipotesi che ritengo improbabile) sarà solo per deficienze sue e non tanto per maggiori meriti degli e-book.
» postato da Okamis alle 23:22 del 22-01-2010
22 @Palin non farmi passare per la nostalgica tradizionalista!
:"> sono ggiovane neh, ma se devo pensare alla lettura il riferimento va alle pagine (di carta riciclata) un pò ruvide, al leggero odore dell'inchiostro, alla sostanza fisica del libro, che puoi leggere dove e come vuoi, con l'ausilio di un pò di luce.
@Okamis in effetti ti ci vedevo miniaturizzato come Angela con dietro lo sfondo di libri e microchips
Grazie per la spiegazione comunque, spero proprio sia come dici tu.
» postato da Zhora alle 00:23 del 23-01-2010
23 «Mi chiedo se questa attrazione verso l'e-book sia solo una novità del momento o se è una tipologia di lettura destinata (rabbrividisco nel pensare ad un' ipotesi del genere) a rimpiazzare quella tradizionale.
Voglio dire, per quel che mi riguarda non c'è paragone fra il libro, il supporto cartaceo e quello elettronico.»
mah, secondo me rimarranno sempre e comunque due mercati diversi. Un lettore non puoi privarlo dei libri materiali e soprattutto delle librerie, anche se un lettore ebook per molte cose è una gran comodità in più. Un po' come il lettore mp3 (non dico ipod
) e i cd: al di là di chi scarica e basta per motivi suoi, di solito chi ha un computer bell'e pieno di mp3 ha anche un sacco di cd per casa. Io personalmente uso l'mp3 per portarmi la musica in giro, ma in casa ascolto solo su cd, e intesi come album, non compilation. E se un arrivo ad ascoltarmi un album per intero, vuol dire che mi piace al punto da comprarmelo.
Spero anch'io che l'espansione del mercato ebook dia una smossa a quello editoriale. Una cosa che mi piacerebbe molto è che per tutti i libri fosse disponibile da scaricare gratis un'anteprima gratuita, ad esempio, tipo i primi capitoli te li puoi prendere senza problemi se poi ti piace e vuoi il resto lo vai a comprare, un po' come fanno le case discografiche: spesso sui siti ufficiali otlre a vari sample ci sono interi brani disponibili per lo scaricamento gratuito, o almeno per l'ascolto.
A me un lettore ebook attira sia come libreria mobile, sia come lettore di sbobinature varie (per motivi di università ne uso tantissime), sia con la storia dei vocabolari, che sarebbe lo stimolo che aspetto per cominciare a leggere in inglese. Inoltre molto modeli sono anche lettori mp3 (certo, la memoria è quello che è a meno che non si prendano memorie aggiuntive e si comprino modelli che le supportino), e io che comunque campo da 5 anni con lo stesso lettore da un GB e non ho grandi esigenze musicali, sarebbe molto comodo anche per quello.
Però per quel che sono costano ancora davvero tanto (io trovo assurdo anche il prezzo di un ipod).
» postato da Agar Cioccolato alle 01:22 del 23-01-2010
24 Che siano due mercati completamente diversi non c'è dubbio. Non ho ancora provato a lungo nessuna delle due "tecnologie" principali (finora gli ebook li leggevo pricipalmente sul palmare), per cui non mi sento in grado di esprimere giudizi personali. Ho, però, amici che fino a poco fa si dichiaravano nemici acerrimi dell'e-book e che ora giurano sul loro kindle. Tengono i libri, li amano quanto prima, ma leggono al 99% e-book. Perché (cito uno di quelli che prima ringhiava più ferocemente contro i libri elettronici) il libro è destinato a diventare oggetto di culto (come il vinile, le macchine d'epoca, il modellismo ferroviario). Un lettore di e-book te lo porti in aereo, pesa come un tascabile e dentro ci stanno tutti i libri che vuoi leggere in vacanza. Ci leggi il tuo quotidiano (se hai pagato l'abbonamento) tutti i giorni, anche all'estero. In futuro, credo, ci potrai anche giocare - e visto il target, si tratterà di giochi "intellettuali", come l'enigmistica o i giochi di ruolo, più che gli sparatutto. Il libro ha quell'orgasmico odore di morte (delle piante), di acido (della lavorazione dell'inchiostro) e la sensazione concreta di "possedere" qualcosa, non un semplice flusso di dati. D'altronde credo sappiate tutti che, con gli attuali metodi di stampa, difficilmente un libro stampato dopo gli anni '40 supererà il secolo di vita senza danni; un flusso di dati è - teoricamente - eterno. Riguardo al costo, bisogna ricordare una cosa: mentre per le piccole case editrici il costo di stampa influisce in modo incisivo sul prezzo, per le grosse case editrici è tra i costi minori. Il prezzo finale non è tanto dovuto alla "carta", quanto a tutti gli altri costi a monte - uno dei quali, uno dei più pesanti, è la distribuzione, che verrà resa in gran parte obsoleta dall'e-book. Il prezzo di un e-book rispetto al libro quindi si può abbassare (per i grandi editori) anche di un 40%; ma un piccolo editore difficilmente riuscirà ad abbassare oltre il 20% del cartaceo.(per i piccoli editori) anche di un 40%; ma un grande editore difficilmente riuscirà ad abbassare oltre il 20% del cartaceo.
» postato da Luca Volpino alle 09:13 del 23-01-2010
25 «
Riguardo al costo, bisogna ricordare una cosa: mentre per le piccole case editrici il costo di stampa influisce in modo incisivo sul prezzo, per le grosse case editrici è tra i costi minori. Il prezzo finale non è tanto dovuto alla "carta", quanto a tutti gli altri costi a monte - uno dei quali, uno dei più pesanti, è la distribuzione, che verrà resa in gran parte obsoleta dall'e-book.
Il prezzo di un e-book rispetto al libro quindi si può abbassare (per i grandi editori) anche di un 40%; ma un piccolo editore difficilmente riuscirà ad abbassare oltre il 20% del cartaceo.»
L'apparente contraddizione tra i due paragrafi è giustificata dal punto di pareggio più basso del piccolo editore giusto?
Cioè. Dal primo paragrafo evinco che per un grosso editore, fatto 100 il costo, la stampa incide (numero a caso) per 15, mentre per il grande per 25 (altro numero a caso). A questo punto eliminando tale costo sarebbe il piccolo ad avere il ribasso percentuale superiore. O ho capito male io. Invece nel secondo paragrafo affermi il contrario.
D'altra parte una tiratura di 100.000 copie ha alti costi di trasporto e distribuzione, e forse per questo incide maggiormente per una grossa casa editrice. Ma è tutta una questione di proporzioni. Se ho pochi mezzi anche 1000 copie possono essere un problema.
Detto questo non sono al momento convinto però dell'eternità del supporto.
Ok i libri si deteriorano. Ma gli standard informatici si evolvono. Chi mi assicura che tra venti anni le schede SD saranno lette da qualche dispositivo? Tu vedi lettori di floppy da 8 in giro? E se il proprietario di un libro elettronico su un certo supporto si scorda di passarlo sull'altro non lo perde allo stesso modo del libro consumato?
E poi una volta ho fatto un conto della serva. Se metto 1000 libri su un dispositivo elettronico mi sento fichissimo. Ma poi devo leggerli no?
Se anche leggo un libro a settimana, giusto per volare basso, c'è chi magari legge di più, ma credo che sia un sogno anche per molti forti lettori, sono 52 all'anno. 520 in 10 anni. 1040 per 20.
Ci dura un lettore elettronico vent'anni?
Non sono contro questi lettori a priori. Leggerò libri su qualunque supporto si trovino. Io ne amo il contenuto, non la forma. Non sono un fissato dei cicli tutti nella stessa edizione e formato per esempio. Non sto resistendo al libro elettronico per conservatorismo, ci sto pensando anche io a comprarmene uno. Però ci sono dei fattori contradditori non trovi? Una mia amica me ha fatto provare uno, non riuscivo a mettere a fuoco. Gli e-ink sono altra cosa dite? Lo spero. Questo era pessimo. Ma non li demonizzo per intero. Aspetto che abbassino i prezzi. Nel frattempo se capita leggo dal mio EeePC ![]()
» postato da Manex alle 10:08 del 23-01-2010
26 «Che siano due mercati completamente diversi non c'è dubbio.
Non ho ancora provato a lungo nessuna delle due "tecnologie" principali (finora gli ebook li leggevo pricipalmente sul palmare), per cui non mi sento in grado di esprimere giudizi personali.
Ho, però, amici che fino a poco fa si dichiaravano nemici acerrimi dell'e-book e che ora giurano sul loro kindle. Tengono i libri, li amano quanto prima, ma leggono al 99% e-book.
Perché (cito uno di quelli che prima ringhiava più ferocemente contro i libri elettronici) il libro è destinato a diventare oggetto di culto (come il vinile, le macchine d'epoca, il modellismo ferroviario).
Un lettore di e-book te lo porti in aereo, pesa come un tascabile e dentro ci stanno tutti i libri che vuoi leggere in vacanza. Ci leggi il tuo quotidiano (se hai pagato l'abbonamento) tutti i giorni, anche all'estero. In futuro, credo, ci potrai anche giocare - e visto il target, si tratterà di giochi "intellettuali", come l'enigmistica o i giochi di ruolo, più che gli sparatutto.
Il libro ha quell'orgasmico odore di morte (delle piante), di acido (della lavorazione dell'inchiostro) e la sensazione concreta di "possedere" qualcosa, non un semplice flusso di dati.
D'altronde credo sappiate tutti che, con gli attuali metodi di stampa, difficilmente un libro stampato dopo gli anni '40 supererà il secolo di vita senza danni; un flusso di dati è - teoricamente - eterno.
Riguardo al costo, bisogna ricordare una cosa: mentre per le piccole case editrici il costo di stampa influisce in modo incisivo sul prezzo, per le grosse case editrici è tra i costi minori. Il prezzo finale non è tanto dovuto alla "carta", quanto a tutti gli altri costi a monte - uno dei quali, uno dei più pesanti, è la distribuzione, che verrà resa in gran parte obsoleta dall'e-book.
Il prezzo di un e-book rispetto al libro quindi si può abbassare (per i grandi editori) anche di un 40%; ma un piccolo editore difficilmente riuscirà ad abbassare oltre il 20% del cartaceo.(per i piccoli editori) anche di un 40%; ma un grande editore difficilmente riuscirà ad abbassare oltre il 20% del cartaceo.
»
Ah.. allora ok. Il mio ragionamento di sopra era fatto sulla prima versione del tuo post ![]()
» postato da Manex alle 10:11 del 23-01-2010
27 «
L'apparente contraddizione tra i due paragrafi è giustificata dal punto di pareggio più basso del piccolo editore giusto?
Cioè. Dal primo paragrafo evinco che per un grosso editore, fatto 100 il costo, la stampa incide (numero a caso) per 15, mentre per il grande per 25 (altro numero a caso). »
Numeri non troppo a caso, anche se "all'incirca", di un piccolo editore gia' citato in questa discussione.
Se metto a 100 il prezzo di un libro di carta, 4 va in IVA, 25 in stampa, da 30 a 50 in distribuzione, 7 in media all'autore. Mi resta da 14 a 34 (sempre che riesca a vendere l'intera tiratura...) per pagare gli illustratori, gli eventuali traduttori, le copie che mando in giro in omaggio o per recensione, gli altri costi (commercialista, fiere e presentazioni, spese per la sede,...) e magari, l'idea sarebbe quella, per guadagnarci qualcosa. Ah, se avessi dei dipendenti dovrei pagare anche loro; ma in questo caso, al crescere delle dimensioni della casa editrice, il costo di stampa incide effettivamente meno.
Su un ebook, sempre fatto 100 il prezzo al lettore, 20 va in IVA, 20 all'autore; non serve la stampa e me li distribuisco da me, cosi' mi resta 60. Senza anticipi di soldi al tipografo e senza costi di magazzino. Mi resterebbe 60 su 100 invece di 14-34. Quindi posso mettere l'ebook a 33 invece di 100, dare comunque 7 all'autore e tenere 20 per me (da cui togliere i soliti "costi accessori" e sperare di avere un guadagno).
Guadagna il lettore, perde il distributore. E in ogni caso la promozione di un libro devo farmela (insieme all'autore) anche con i distributori tradizionali.
Ma anche se avessi 20 di costi di distribuzione attraverso siti diversi dal mio, potrei comunque mettere il libro a 50 invece di 100.
Ecco perche' posso chiedere per gli ebook mediamente 1/3 rispetto alla loro versione "su carta".
Solo qualche dato... non metto qui le mie opinioni su tutti gli altri post, altrimenti scriverei un messaggio lungo un libro
Comunque, discussione davvero interessante.
Ciao a tutti
Luigi
» postato da Luigi Petruzzelli alle 10:20 del 24-01-2010
28 Bisogna considerare, come dicevo, soprattutto la distribuzione. Il costo di stampa è relativo. Facciamo un po' di numeri (fittizi, giusto per avere le proporzioni): - Stampare 1.000 copie di un libro (ora come ora un'alta tiratura, per un piccolo editore) costa 1.000 - Stampare 5.000 copie non costa 5.000, ma probabilmente attorno ai 3.500. Quindi il piccolo editore ha un costo-copia di 1, il grande ha un costo molto inferiore (nel nostro caso, anche se 5.000 copie sono pochine per un grande editore, 0,70). Poi c'è la pubblicità. Un grande editore spende 1.000 in pubblicità, un piccolo editore molto probabilmente non può permetterselo; se può permetterselo, spende 300 - 500. Diciamo 300. Infine ci sono costi vari: la copertina, l'eventuale traduzione, sciocchezzuole amministrative varie. Ipotiziamo un altro 500 in totale per questi costi accessori (che vale sia per il piccolo che per il grande). Entra in gioco la distribuzione. Ed è quella che mi fa decidere il prezzo. Una distribuzione chiede all'editore il libro al 40% del prezzo di copertina, per cui io devo calcolare un prezzo che mi permetta di guadagnare incassando meno della metà; come minimo è saggio calcolare un prezzo che mi faccia andare in pari se vendo un po' meno di metà delle copie stampate. Perciò, se il mio costo è: PICCOLO EDITORE: (1.000 + 300 + 500) / 1.000 = 1.80, + percentuale dell'autore + costi imprevisti). Il costo totale, I.C., si aggira probabilmente attorno a 2.40. GRANDE EDITORE: (3.500 + 1.000 + 500) / 5.000 = 1.00. Quasi la metà. Aggiungiamo i costo vari e arriviamo a 1.70. A questo punto il piccolo editore deve calcolare il prezzo di vendita: si fa due conti e vede che per sperare di andare almeno in pari (a meno che il libro faccia un successone!) deve mettere sull'etichetta del prezzo 12.00 o giù di lì. Se è molto coraggioso, o ha molta fiducia nel libro, può "scendere" a 9.90, ma questo è rischioso. Il grande editore può arrischiare un 8.50 come prezzo; molto probabilmente sarà un 9.90 però. Tutto questo senza contare che il grande editore ha, molto probabilmente, una propria distribuzione (quando non una catena di librerie), che fa sì che la distribuzione incida in maniera nettamente diversa sul prezzo finale. Se domani, di botto, la situazione cambia a favore dell'e-book, i costi del piccolo editore precipitano (addirittura può evitare di stampare; non ha più bisogno del distributore, oppure lo può trattare come un canale secondario, se stampa giusto qualche copia in stampa digitale), mentre quelli del grosso editore (che basa la sua "grossezza" sulla struttura, sulla presenza territoriale, insomma, sulla carta!) cambiano di poco, a meno che questi non smantelli la maggior parte della sua stessa struttura - soprattutto quella logistica, che il piccolo distributore, di base, non ha. Credo che dire che il costo finale del libro elettronico sarà il 30% di quello cartaceo sia nettamente esagerato; ma il 50 - 60% è assolutamente ragionevole.
» postato da Luca Volpino alle 12:19 del 24-01-2010
29 «Spero anch'io che l'espansione del mercato ebook dia una smossa a quello editoriale. Una cosa che mi piacerebbe molto è che per tutti i libri fosse disponibile da scaricare gratis un'anteprima gratuita, ad esempio, tipo i primi capitoli te li puoi prendere senza problemi se poi ti piace e vuoi il resto lo vai a comprare, un po' come fanno le case discografiche: spesso sui siti ufficiali otlre a vari sample ci sono interi brani disponibili per lo scaricamento gratuito, o almeno per l'ascolto.» Allora, alla fine io ho deciso di acquistare un Kindle, perché l'altro giorno ho scoperto che finalmente l'hanno reso internazionale, eliminando il problema di non avere una libreria abbastanza fornita (di poter acquistare, cioè, anche con una carta di credito italiana). Elenco i vantaggi che vedo. 1. Amazon ti permette di leggere gratuitamente, scaricandoli in un lampo direttamente sul Kindle, le prima 20 pagine, più o meno, di tutti i romanzi presenti nel suo negozio dedicato al Kindle. 2. I titoli aumentano ogni giorno e l'obiettivo dichiarato è quello di rendere disponibili opere in qualsiasi lingua, non soltanto in inglese. Ci vorrà del tempo, ma la cosa è già in atto. 3. Sono decisamente più comodi da leggere, specie per chi si sorbisce tomi voluminosi (come quelli di Erikson). Ma, in ogni caso, anche rispetto a quelli leggeri, dato che per voltare pagina devo semplicemente premere un pulsante. (I romantici storcono il naso? Secondo me dovrebbero provare sul serio, prima di parlare. La fluidità di lettura ci guadagna, secondo me.) 4. Sull'esempio di Erikson (dato che qui c'è un pubblico sensibile alle saghe), posso avere l'intera opera a portata di mano e ricercare qualsiasi passaggio mi salti in mente e raggiungerlo in meno di un minuto. Il tutto muovendo qualche dito, fermo in panciolle. 5. Posso evidenziare passaggi, inserire note e aggiungere quanti segnalibri voglio. (Il Kindle, oltre tutto, salva ogni tuo passaggio e, anche nel caso tu voglia trasferire l'intera libreria da un supporto a un altro, Amazon trasferisce tutto: libri, segnalibri, note, evidenziazioni.) 6. Con il Kindle puoi leggere un romanzo acquistato su ulteriori sei supporti: altri Kindle, PC, Mac, iPhone... (quindi il costo dell'e-book comincia a sembrare ragionevole - tutt'altro che basso, va detto... E questo infastidisce molto, perché è una chiara speculazione, dato che i costi non ci sono.) 7. Posso leggere svariati documenti personali e diventa uno strumento di lavoro (o, per chi scrive, agevola la tua passione). 8. Non esclude la possibilità di comprare volumi cartacei. 9. Hai la tua libreria con te. Capisco che non si trasloca ogni anno, ma avere la garanzia di potersi portare dietro i propri testi in 300 grammi non è poi così disdicevole. E, inoltre, avere l'intera libreria con sé apre a numerose possibilità, parlando di socialità. 10. Non soltanto romanzi, ma anche manuali e testi di studio. "Ricercabili", "annotabili", eccetera. Mi fermo, perché non voglio esagerare, ma a me sembra già così abbastanza per non sottovalutare il mezzo. Ribadisco, non si tratta di rimpiazzare i volumi cartacei in toto. Ognuno può usare un e-book reader come gli pare e piace. Anche perché può essere usato per motivi diversi, non soltanto per la narrativa.
» postato da Negróre alle 13:58 del 24-01-2010
30 Come siamo messi a volumi in italiano? C'è un dizionario? (sto valutando seriamente di comprarmelo perchè non so più dove mettere i libri)
» postato da Kinzica alle 14:16 del 24-01-2010
31 «Come siamo messi a volumi in italiano? C'è un dizionario?
(sto valutando seriamente di comprarmelo perchè non so più dove mettere i libri)»
Ah, già... Il dizionario (inglese) è integrato. Ti posizioni su una parola del testo che stai leggendo, lo richiami col pulsante e la definizione compare in basso.
Titoli italiani non ce ne sono, per ora (8 titoli). E non di narrativa. Oltre tutto non trovo nessun luogo dove si possa cercare per lingua. Ma forse sono io un pirla...
Resta comunque la possibilità di acquistarli in altri store. Bisogna fare attenzione che siano senza DRM, però, perché altrimenti il Kindle non li accetta.
Quello che non so, e mi informerò, è se convertendoli in altri formati (ad esempio PDF o Word) il problema del DRM sparisca. Ma mi sembrerebbe strano o in qualche modo illegale. Non so.
C'è inoltre la possibilità di avere giornali (di seguito pubblico la lista; italiano solo "La Stampa"
), mensili (nessuno italiano). I blog non sono disponibili in Italia (la cui zona, in Amazon, è definita "Europe"; quindi credo che non siano disponibili in nessun Paese europeo).
Newspapers:
The Daily Mail
The Daily Telegraph
El País
El Universal
Financial Times
Frankfurter Allgemeine
Handelsblatt
The Independent
The International Herald Tribune
The International Herald Tribune Asia Edition
The Irish Times
La Stampa
Le Monde
Les Echos
The New York Times
Shanghai Daily
The Times
The Washington Post
Romanzi presenti, per ora oltre 39mila.
Fantasy: 5837
Science Fiction: 7488
Poi, per aggiungere, mi pare che gli editori siano orientati a rendere disponibili l'e-book di un nuovo romanzo con un certo ritardo rispetto al cartaceo. (Per restare su Erikson, il IX libro - "Dust of dreams" - non è ancora disponibile. Ma tutti gli altri già sì, dal primo all'ottavo.)
Altre domande? ![]()
» postato da Negróre alle 15:05 del 24-01-2010
32 A proposito, tanto per aggiornare la discussione: Amazon, attualmente, vende 7 e-book ogni 10 libri cartacei. Niente male, direi, dato il volume di ordini che ha la più grande libreria del mondo on-line. E' un segno importante: il mercato è pronto.
» postato da Negróre alle 16:14 del 29-01-2010
33 scusa la domanda idiota, DRM starebbe per?
» postato da Agar Cioccolato alle 18:54 del 29-01-2010
34 I DRM (Digital Rights Management) sono programmi che, a livello teorico, dovrebbero impedire la duplicazione di prodotti digitali di qualsiasi tipo (film, musica, videogiochi o, in questo caso, e-book). Il problema è che spesso i DRM vanno in conflitto con i lettori, impedendo di fatto l'utilizzo del film/canzone/VG/e-book (e il caso del Kindle nè è un esempio lampante). Detto in poche parole, sono una delle cose più inutili e dannose che l'umanità potesse inventare, perché chi è "sgamato" sa come aggirarli, mentre l'utente medio viene fregato e spesso capita che compri programmi che poi, di fatto, non potrà usare.
Questa, ovviamente, è una semplificazione, visto che esistono decine di tipi diversi di DRM ![]()
» postato da Okamis alle 19:43 del 29-01-2010
35 okay, bene o male capito... tipo le protezioni "territoriali" sui dvd che a volte mandano in tilt i programmi per leggerli su pc, insomma.. questi conflitti avvengono solo sul kindle o anche su altri lettori ebook?
» postato da Agar Cioccolato alle 20:34 del 29-01-2010
36 «questi conflitti avvengono solo sul kindle o anche su altri lettori ebook?» E' proprio questo il "bello". Non si sa ^_^ Ogni DRM fa infatti storia a se, da cui la ragione per cui sono tanto odiati.
» postato da Okamis alle 21:53 del 29-01-2010
37 che cosa simpatica... e come si fa a capire se il DRM c'è o no?
» postato da Agar Cioccolato alle 22:57 del 29-01-2010
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1 Ha ragione. I grandi latitano, nicchiano - come Mondadori - o se ne fregano, o sbagliano, come MauriSpagnol, che mette le Garzantine sull'iPhone (leggibilità? consultabilità? mah!). In compenso, nella narrativa qualche piccolo o micro si muove, come Guaraldi, o Della Vigna - che propone narrativa fantastica, peraltro - e che ha convertito il suo catalogo in un formato ebook adatto ai lettori. Vediamo che succede in futuro...
» postato da (Stefano Lorenzin) alle 09:27 del 22-01-2010