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Il custode del drago

Dalla fine di aprile è in libreria un nuovo romanzo della scrittrice Robin Hobb. Infatti con il titolo Il custode del drago (Dragon Keeper, 2009) si torna nella ambientazione delle Giungle della Pioggia che ormai i lettori ben conoscono.
Questo è il primo di una serie di due volumi, delle Cronache delle Giungle della Pioggia (The Rain Wild Chronicles). A questo primo volume ha fatto seguito Dragon Haven in libreria negli Usa da questa primavera, dopo essere uscito nel Regno Unito e in Australia.
Il custode del drago è strettamente collegato a quanto viene narrato nel ciclo de I mercanti di Borgomago; i mercanti infatti hanno costruito le navi viventi usando il legno che si sono procurati commerciando con gli abitanti delle Giungle delle Piogge, e gli avvenimenti del presente romanzo si riallacciano alle vicende della Nave del destino collocandosi cronologicamente dopo la Trilogia dell’Uomo Ambrato.
Avevamo anche letto nel romanzo La nave del destino di come i serpenti marini avevano risalito il Fiume delle Piogge, ma per vari motivi (età avanzata, acqua corrosiva, stagione troppo inoltrata e altro) qualcosa li aveva decimati e ora i pochi esemplari nati hanno vari difetti, sono rachitici, deformi, non possono volare e spesso sono feroci.
Per questo una spedizione composta da uomini e draghi parte per raggiungere la mitica città degli Enderling, la leggendaria Kelsingra che si dice sia la loro vera dimora.
Fare il custode di draghi è un lavoro molto pericoloso e alcuni forse hanno altri interessi ma tutti dovranno affrontare un viaggio pericoloso verso un luogo che forse non esiste
L’autrice
Robin Hobb, pseudonimo di Margaret Lindholm, è nata in California nel 1952. Ha pubblicato anche romanzi di fantascienza e tra il 1983 e il 1992 le sue opere erano pubblicate sotto lo pseudonimo di Megan Lindholm.
E’ molto popolare nel campo della narrativa fantasy per tre saghe: La Trilogia del Lungavista, La trilogia dell’uomo ambrato e il ciclo de I mercanti di Borgomago, pubblicato dalla Fanucci in cinque volumi
Paragonata a J.R.R. Tolkien e a Ursula Le Guin, Robin Hobb ha antecedenti letterari ben più remoti. Nel mondo dei Sei Ducati de L'apprendista assassino, Assassino di corte e Il viaggio dell'assassino non si trovano tanto creature e popoli fantastici, quanto gli echi di un Medioevo concreto e riconoscibile in cui anche i poteri magici affondano le loro radici nella natura e nel folklore. Oltre alle tracce di miti nordici e celtici e del romanzo cavalleresco, vi si ritrovano il tema del romanzo di formazione, nel processo di maturazione di un ragazzo che attraverso le difficoltà prende coscienza di se stesso, e le reminiscenze di epoche storiche in cui il male è rappresentato da invasori venuti dal mare. I suoi re e cortigiani richiamano l'universo drammatico di Shakespeare: la lotta fra il Bene e il Male è intrisa di un'alta moralità, e ciascun personaggio, pur originale e spesso imprevedibile, è segnato fin dal nome da un destino fatidico. I continui sviluppi della trama e le traversie del giovane protagonista sorprenderanno i lettori, coinvolgendoli intimamente nelle affascinanti vicende della Trilogia dei Lungavista.
Un brano dal prologo
Erano arrivati così lontano, eppure, ora che lei si trovava qui, gli anni di viaggio stavano già svanendo nella sua mente, lasciando spazio alle disperate esigenze del momento. Sisarqua aprì le mascelle e piegò il collo. Al serpente di mare riusciva difficile concentrarsi. Erano passati anni dall'ultima volta che si era trovata del tutto fuori dall'acqua. Non aveva sentito la terra asciutta sotto il suo corpo da quando era uscita dal suo uovo nell'Isola degli Altri. Adesso era distante dalla sabbia calda e asciutta di quell'isola e dalle sue acque miti. L'inverno si stava avvicinando in questa terra coperta da fitte foreste accanto al fiume gelido. La sponda sotto il suo corpo raggomitolato era dura e scabra. L'aria era troppo fredda e le sue branchie si stavano seccando troppo rapidamente. Non c'era nulla che poteva fare per questo tranne sbrigarsi. Affondò le mascelle in quella sorta di immenso abbeveratoio e ne uscì con una boccata di argilla striata d'argento e acqua di fiume. Gettò indietro la sua grossa testa e inghiottì. Era granulosa, fredda e stranamente deliziosa. Ne prese ancora e mandò giù. E poi di nuovo.
Aveva perso il conto di quante volte aveva ingurgitato quell'intruglio granuloso quando infine percepì l'antico riflesso avviare il Processo nei muscoli della gola, avvertì le sue sacche di veleno gonfiarsi.
La quarta di copertina
Guidati dal drago blu Tintaglia, i draghi stanno tornando nelle terre dei Sei Ducati, risalendo il fiume delle Giungle della Pioggia. Ma i draghi delle nuove generazioni hanno solo l'ombra del potere dei loro antenati. Molti sono rachitici e deformi, incapaci di volare; altri sono sciocchi e fin troppo feroci, e ben presto diventano un pericolo per gli abitanti delle Giungle. I draghi inoltre sostengono che esiste una città, Kelsingara, dalla quale hanno avuto origine e che è la loro vera dimora. Ma quel luogo leggendario non è segnato sulle mappe, e loro non sono in grado di raggiungerlo. Ad accompagnarli e assisterli sarà quindi un manipolo di custodi di draghi, cacciatori e storici, tra i quali si nascondono spie che sono lì solo per impossessarsi di parti di drago che si ritiene abbiano magici poteri curativi. Tutti rischiano di cadere in qualche trappola nell'inseguire una chimera che forse non è altro che l'inganno per eccellenza: quello di rincorrere il nulla e il suo abisso.
Robin Hobb, Il custode del drago (Dragon Keeper, 2009)
Traduzione Gabriele Giorgi, Fanucci Editore, collana Immaginario fantasy, pagg. 513, euro 22,00
ISBN 978-88-347-1589-5
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Commenti
2 Il mini riassunto altro non è che un rimaneggiamento goffo e stringato di quello nella nostra pagina: http://www.bloodmemories.it/biblioteca/the-realm-of-the-elderlings/cronache-delle-giungle-della-pioggia/il-custode-del-drago.html Complimenti per l'originalità.
» postato da Aleatha alle 02:19 del 22-05-2010
3 Francamente mi sembra che a parte qualche concetto in comune, che poi potrebbe essere normale, dato che si parla dello stesso libro, i due articoli non siano proprio confrontabili. Parlano dello stesso romanzo, mi sembra normale che ripetano in modo diverso gli stessi concetti. Non vedo il copia e incolla. Il solo punto di contatto che usa due o tre parole in comune sono i motivi per cui i serpenti marini sono stati decimati. Termini che suppongo estrapolati dalla stessa sinossi, che è diffusa dall'ufficio stampa. Per non parlare poi del prologo del libro, che non può non essere identico no?
» postato da Manex alle 08:30 del 22-05-2010
4 «Il solo punto di contatto che usa due o tre parole in comune sono i motivi per cui i serpenti marini sono stati decimati. Termini che suppongo estrapolati dalla stessa sinossi, che è diffusa dall'ufficio stampa.» I termini provegono dalla MIA sintesi, che all'epoca badai bene di rendere assolutamente originale rispetto alle pessime sinossi Fanucci. Ritrovare in pochi righi così tante espressioni in comune col mio riassunto (l"età avanzata", l"acqua corrosiva", la "stagione troppo inoltrata", la scelta stessa del verbo "decimare" e perfino la "spedizione composta da uomini e draghi" ) NON può essere una coicidenza. La verità, che non mi aspetto di sentire ammettere, è che è stato fatto un maldestro collage fra la quarta di copertina Fanucci e la mia sinossi. Se a me venisse chiesto di riassumere la trama di un libro, avrei tre modi corretti di agire: 1) leggere il libro e riassumerne la trama con parole mie; 2) riprendere in parte o integralmente la sinossi della casa editrice, avendo cura di citare la fonte; 3) riprendere in parte o integralmente il riassunto della trama riportato su altri siti, avendo cura di citare la fonte. Non mi sta bene che Blood Memories venga tacitamente usato come fonte per stilare articoletti sulla Hobb. Noi non ci siamo mai permessi di agire in questo modo verso alcun sito esterno. PS: Il prologo è identico per forza, anzi noi lo abbiamo tagliato una frase prima. Tuttavia è quantomeno "singolare" che altri articoli di FM non riportino il prologo del libro in oggetto, mentre quello su "Il custode del drago" sì. Sarà un caso che fosse già bell'e scritto nella nostra scheda.
» postato da Aleatha alle 10:56 del 22-05-2010
5 Con tutto il rispetto, miss Aleatha, se un libro parla della decimazione di una razza e di una spedizione composta in parte da uomini, in parte da draghi, la terminologia a disposizione non è molto vasta. Quand'anche il redattore avesse scritto "sterminio" invece di "decimazione" e "banda" invece di "spedizione" sarebbero, forse, spuntate queste miserrime asserzioni di un presunto plagio, indegne (mi lasci dire) di un recensore serio, che sa benissimo che due persone che leggono lo stesso libro (o lo stesso comunicato stampa) tenderanno a usare lo stesso linguaggio. Capisco la passione, ma notizie e segnalazioni tendono ad assomigliarsi perché hanno, inevitabilmente, la stessa fonte: l'oggetto segnalato. In tutto questo non stiamo tenendo conto, inoltre, che l'articolo presente su Fantasy Magazine è più preciso, più dettagliato e scritto anche in uno stile differente. Mi pare che proprio non ci siano le basi per affermare non dico un plagio, ma addirittura una simiglianza.
» postato da Luca Volpino alle 15:36 del 22-05-2010
6 «
I termini provegono dalla MIA sintesi, che all'epoca badai bene di rendere assolutamente originale rispetto alle pessime sinossi Fanucci. Ritrovare in pochi righi così tante espressioni in comune col mio riassunto (l"età avanzata", l"acqua corrosiva", la "stagione troppo inoltrata", la scelta stessa del verbo "decimare" e perfino la "spedizione composta da uomini e draghi" ) NON può essere una coicidenza.»
eh, certo, 'stagione troppo inoltrata' ed 'età avanzata' sono frasi così originali e memorabili da meritare la registrazione all'ufficio marchi
Mi sembrano le stesse ridicole giustificazioni di chi spunta ogni tanto a dire che la Rowling o la Meyer hanno copiato i loro romanzi perché c'è un mago che va a scuola o un vampiro che si intrattiene con una signorina. Addirittura osano adoperare la parola 'magia' e la parola 'nozze', scandaloso no?
«
Se a me venisse chiesto di riassumere la trama di un libro, avrei tre modi corretti di agire:
1) leggere il libro e riassumerne la trama con parole mie;
2) riprendere in parte o integralmente la sinossi della casa editrice, avendo cura di citare la fonte;
3) riprendere in parte o integralmente il riassunto della trama riportato su altri siti, avendo cura di citare la fonte.»
grazie per la lezione di giornalismo. Bene, adesso ti dico invece come opera FM per quanto riguarda le notizie:
1. non prende MAI fonti italiane, a meno che siano comunicati stampa ufficiali. In questo caso si sente libera di citarli anche integralmente, se vuole.
2. laddove si rifà a fonti estere, ha sempre cura di operare una rielaborazione della notizia
Dunque di che stiamo parlando? La prova inoppugnabile del 'plagio' dal tuo sito sarebbe che si parla di una spedizione di uomini e draghi?
«
Non mi sta bene che Blood Memories venga tacitamente usato come fonte per stilare articoletti sulla Hobb. Noi non ci siamo mai permessi di agire in questo modo verso alcun sito esterno.»
guarda che il tuo sito, prima che tu comparissi nel forum, era completameete sconosciuto all'intera redazione. Che contemplando persone altrettanto appassionate di Hobb non ha certo bisogno di andare in giro a prendere articoli da siti di altri appassionati comprensivi di materiale già in loro possesso.
» postato da Marina alle 15:40 del 22-05-2010
7 Ma stai serena, Aleatha... Con tutte le fonti che l'autore della news ha a disposizione, figurati se si viene a leggere il tuo sito.
» postato da Kinzica alle 17:05 del 22-05-2010
8 Quale eleganza. Mi pare di essere tornata in prima media, ma non mi aspettavo nulla di diverso. Io sto serena, anzi serenissima, e mi tengo stretto il mio sitarello di quint'ordine. «Che contemplando persone altrettanto appassionate di Hobb non hanno certo bisogno di andare in giro a prendere articoli da siti di altri appassionati comprensivi di materiale già in loro possesso.» Infatti mi auguro che queste singolari somiglianze non si verifichino più. «queste miserrime asserzioni di un presunto plagio, indegne (mi lasci dire) di un recensore serio, che sa benissimo che due persone che leggono lo stesso libro (o lo stesso comunicato stampa) tenderanno a usare lo stesso linguaggio. In tutto questo non stiamo tenendo conto, inoltre, che l'articolo presente su Fantasy Magazine è più preciso, più dettagliato e scritto anche in uno stile differente.» Recensore? Non ho mai avuto la pretesa né l'interesse di definirmi tale. Sullo stile evito di pronunciarmi, che è meglio; per quanto riguarda il resto, a parte che la nostra è una semplice scheda libro, il vostro articolo sarebbe più preciso e dettagliato? Cominciamo: 1) "Con Robin Hobb si torna nel meraviglioso mondo dei Sei Ducati." Il sottotitolo è ridicolo. Chiunque abbia letto il libro (o anche solo il ciclo di Borgomago) sa che le Giungle delle Piogge NON si trovano nei Sei Ducati. 2) KelsingAra? Chiunque abbia letto il libro sa che la città si chiama Kelsingra. 3) "Questo è il primo di una serie, per ora di due volumi, delle Cronache delle Giungle della Pioggia (The Rain Wild Chronicles), a questo primo volume ha fatto seguito Dragon Haven in libreria negli Usa da questa primavera." A parte il fatto che la Hobb ha recentemente ribadito che Le Cronache sono e resteranno una duologia, che senso avrebbe parlare della pubblicazione americana di Dragon Haven? A meno di ignorare che Dragon Haven è uscito nel Regno Unito mesi prima che in USA (e ancor prima in Australia). Già dal sottotitolo si ha la sgradevole impressione che l'articolo sia stato scritto da chi il libro non lo conosce affatto. Gli svarioni di Kelsingara e dei Sei Ducati sono stati presi pari pari dalla pessima quarta di copertina Fanucci, forse l'unica parte del libro che è stata effettivamente letta.
» postato da Aleatha alle 17:10 del 22-05-2010
9 Devo confermare l'impressione di fortissime somiglianze fra i due testi, al punto che mi viene in mente una frase di Giulio Andreotti: 'a pensare male si fa peccato, ma spesso s'inserta'. Purtroppo in rete si corrono rischi simili: non tutti hanno le capacità o il tempo di scrivere, il copia/incolla rimaneggiato è più comodo. Intanto sono sicuro che la redazione di FM, così pronta a pubblicare proprio in questo momento articoli a valanga (e non molto accurati) su Robin Hobb, farà in modo che equivoci di questo tipo non si ripetano mai più. Fatti simili - come la vecchia storia della doppia e contrastante recensione a un romanzo italiano - non gettano certo una buona luce sulla testata.
» postato da Horner Dees alle 17:52 del 22-05-2010
10 «Quale eleganza. Mi pare di essere tornata in prima media, ma non mi aspettavo nulla di diverso. Io sto serena, anzi serenissima, e mi tengo stretto il mio sitarello di quint'ordine. » ll tuo sito mi sembra curato con passione e dedizione, e mi sembra molto curato. Mai sognato di dire altro. Che sia sconosciuto a noi e al nostro redattore è un fatto, ma nessuno ne ha giudicato male la qualità. Anzi lo stesso Pino, quando gli ho segnalato la cosa ha avuto parole di apprezzamento per il sito e la scheda. Per quanto riguarda il fatto in sé. Il nostro collaboratore mi ha confermato di aver lavorato per conto proprio. E ho fiducia in chi ha scritto per FM centinaia di articoli. Credo alla sua buona fede, come alla tua. Sulla qualità di quanto scritto nel pezzo, ogni redattore risponde per sé. Non ho letto il romanzo in questione, pertanto raccolgo le tue osservazioni e ti ringrazio, come faccio sempre quando qualche lettore ci segnala refusi o errori. Tra l'altro ricordo che le segnalazioni librarie sono scritte al 90% delle volte prima che il libro sia disponibile, basandosi sui dati diffusi dagli uffici stampa, idem per quelle cinematografiche. Non sempre poi vengono pubblicate prima dell'uscita, ma in ogni caso sono preparate con un certo anticipo. Per la recensione invece è necessario avere letto il libro, ce ne facciamo un punto di orgoglio. La recensione del libro in questione è disponibile nell'apposita sezione. Personalmente non faccio polemiche. La sola idea che si possa pensare che FM rubi il lavoro di un appassionato mi rattrista più che altro, detto francamente. Ma gli articoli sono disponibili e confrontabili e ognuno si può formare la propria opinione. Buon week end
» postato da Manex alle 17:56 del 22-05-2010
11 Gentile Aleatha, mi pare che qui ci troviamo di fronte a un insuperabile ostacolo logico. Partiamo da una nota obiettiva (dopo aver premesso che non sono un lettore di Hobb): «Sullo stile evito di pronunciarmi, che è meglio» Pienamente d'accordo, se non si capisce la differenza di stile è meglio non dilungarsi sull'argomento. «1) "Con Robin Hobb si torna nel meraviglioso mondo dei Sei Ducati." Il sottotitolo è ridicolo. Chiunque abbia letto il libro (o anche solo il ciclo di Borgomago) sa che le Giungle delle Piogge NON si trovano nei Sei Ducati.» Domanda da non-lettore di Hobb: ma si trovano nello stesso mondo? Perché anche la Giungla Amazzonica non si trova negli Stati Uniti, ma si trova nello stesso mondo (il nostro, che purtroppo non definirei meraviglioso). «2) KelsingAra? Chiunque abbia letto il libro sa che la città si chiama Kelsingra.» Rileggendo l'articolo ho trovato "Kelsingara" nella trascrizione della quarta di copertina. Potrebbe essere, quindi, un errore di Fanucci che il redattore della notizia ha riportato. Direi che è una prova in più a favore del non-plagio. «3) "Questo è il primo di una serie, per ora di due volumi, delle Cronache delle Giungle della Pioggia (The Rain Wild Chronicles), a questo primo volume ha fatto seguito Dragon Haven in libreria negli Usa da questa primavera." A parte il fatto che la Hobb ha recentemente ribadito che Le Cronache sono e resteranno una duologia, che senso avrebbe parlare della pubblicazione americana di Dragon Haven? A meno di ignorare che Dragon Haven è uscito nel Regno Unito mesi prima che in USA (e ancor prima in Australia).» Quindi l'articolo è redatto da un ignorante in materia hobbsiana, come sono io. Se l'articolo è un plagio ne dobbiamo dedurre che anche l'originale è stato scritto da un ignorante in materia hobbsiana; se il redattore dell'originale non lo è, mi sembra lampante che l'articoletto di FM non è un plagio. «forse l'unica parte del libro che è stata effettivamente letta.» E qui devo segnalarle il suo errore più grossolano (un errore che commettono in molti): quello di confondere una segnalazione con una recensione. Segnalare l'uscita di un libro non comporta il leggerlo - si avvisa il pubblico che il tal libro uscirà o è appena uscito, basandosi su comunicati della Casa Editrice e/o dell'ufficio stampa della medesima (o dell'autore). Se si segnalassero solo i libri letti, l'opera informativa di FM sarebbe ridotta molto sotto il 50% e molti autori non troverebbero, semplicemente, spazio perché, per quanti siano i redattori, e per quanto siano veloci nel leggere, non potrebbero mai leggere un numero di volumi pari a quelli che escono ormai quasi quotidianamente in Italia. Quindi sì, è molto probabile che il redattore della notizia si sia basato sul comunicato della Fanucci (con tutti gli errori). Oppure che abbia plagiato la scheda libro di un blog. Ma entrambe le cose sono impossibili, a meno che la scheda libro sia piena di errori (e, mi sembra, il succo del discorso è proprio che non lo è).
» postato da Luca Volpino alle 18:01 del 22-05-2010
12 «Devo confermare l'impressione di fortissime somiglianze fra i due testi, al punto che mi viene in mente una frase di Giulio Andreotti: 'a pensare male si fa peccato, ma spesso s'inserta'.»
Ma guarda che strano, a me invece viene in mente un'altra frase famosa: "Il diavolo è nell'anima di chi lo pensa"...
@Luca: si, Le Giungle della Pioggia sono nello stesso mondo dei Sei Ducati.
» postato da Kinzica alle 18:17 del 22-05-2010
13 «Quale eleganza. Mi pare di essere tornata in prima media, ma non mi aspettavo nulla di diverso.» e fai bene, visto che le risposte rispondono semplicemente ai tuoi rilievi, che essendo il punto di partenza della discussione e dunque quelli che ne determinano il livello, non possono evidentemente indirizzare la stessa verso disquisizioni sui massimi sistemi Per il resto, ti sei detta tutto da sola: nessuno ha mai sostenuto che il tuo sia un sitarello di quart'ordine, personalmente ho detto semplicemente che è un sito di appassionati. Se sia fatto bene o male non lo posso sapere perchè della Hobb non ho mai letto nulla ed evito sempre di giudicare ciò che non conosoco. Ad ogni modo, mostrarsi offesi per un'offesa che non si è mai ricevuta è tecnica spesso applicata da certi giornalisti di mia conoscenza che trovo unicamente smaniosi di protagonismo.
» postato da Marina alle 18:21 del 22-05-2010
14 ««Quale eleganza. Mi pare di essere tornata in prima media, ma non mi aspettavo nulla di diverso.» Per il resto, ti sei detta tutto da sola: nessuno ha mai sostenuto che il tuo sia un sitarello di quart'ordine, personalmente ho detto semplicemente che è un sito di appassionati. Se sia fatto bene o male non lo posso sapere perchè della Hobb non ho mai letto nulla ed evito sempre di giudicare ciò che non conosoco. » Credo si riferisse a me, Marina. Comunque, sviluppo il concetto contenuto nella mia frase: poichè si hanno a disposizione molte fonti ufficiali, in genere non si vanno a cercare i siti non ufficiali. Poi, del sito in questione ho visto solo la pagina linkata, non so davvero di che livello sia. Cris
» postato da Kinzica alle 18:26 del 22-05-2010
15 « Purtroppo in rete si corrono rischi simili: non tutti hanno le capacità o il tempo di scrivere, il copia/incolla rimaneggiato è più comodo.» purtroppo il copiaincolla non rientra fra le policy di FM, mi spiace deluderti. « Intanto sono sicuro che la redazione di FM, così pronta a pubblicare proprio in questo momento articoli a valanga (e non molto accurati) su Robin Hobb, farà in modo che equivoci di questo tipo non si ripetano mai più. » guarda che non c'è nessun equivoco tranne quello che vorreste creare voi « Fatti simili - come la vecchia storia della doppia e contrastante recensione a un romanzo italiano - non gettano certo una buona luce sulla testata.» altra osservazione in PALESE malafede: è stato più volte spiegato che si è trattato di un esperimento di doppia recensione, purtroppo non ripetuto perché mentre i lettori della Troisi abbondano, non così per altri autori recensiti su queste pagine. Se vorrai farci avere tu una rece doppia sulla Hobb ti assicuro che - purché soddisifi gli standard formali di FM - sarà senz'altro pubblicata. Quanto alla buona luce della testata, abbiamo un direttore, un curatore e anche vari capiredattori di sezione, che vigilano ottimamente su di essa anche senza le tue insinuazioni.
» postato da Marina alle 18:29 del 22-05-2010
16 Come si picca con poco miss Marina! Comunque al diavolo fa comodo non essere pensato, Kinzica... Detto ciò, apprezzo lo spirito dell'ultimo commento di Manex. Tutto il resto ormai non ha molto senso: potrei anche affermare assurdamente che la Fanucci ha copiato Aleatha (o qualcosa di quanto detto qui sopra con tanta sicumera), ma come provarlo? Ribadisco che spero che simili equivoci non riaccadano e... la mia malafede è palese solo quando lo voglio io. I miei ossequi.
» postato da Horner Dees alle 18:43 del 22-05-2010
17 «
Ribadisco che spero che simili equivoci non riaccadano e... la mia malafede è palese solo quando lo voglio io.
»
no la tua malafede è palese oggettivamente.
Mi picco per poco? No, solo per interventi assolutamente faziosi come il tuo. Infatti vedo che, come al solito, l'invito a rimboccarsi le maniche è caduto nella Fossa delle Marianne... ![]()
» postato da Marina alle 18:55 del 22-05-2010
18 Ringrazio Manex per il garbo con cui si è espresso fin dall'inizio e per aver tenuto subito conto delle segnalazioni d'errore o imprecisioni. L'ho molto apprezzato. A tutti gli altri - che, sono certa, mi perdoneranno - evito di rispondere. Non cerco flame né, contrariamente a quanto insinuato da alcuni, sono smaniosa di protagonismo. Tutt'altro. Ma sono pronta a sollevare un vespaio ogni qual volta ho il lecito dubbio di aver subito un torto, in qualsiasi circostanza o occasione. Come è stato detto, gli articoli sono di libera consultazione e chiunque può farsene una propria opinione, specie se non influenzata da legami con l'uno o l'altro sito. Tanto mi basta.
» postato da Aleatha alle 22:32 del 22-05-2010
19 « Non cerco flame né, contrariamente a quanto insinuato da alcuni, sono smaniosa di protagonismo.» Avrei volentieri lasciato perdere, ma siccome vedo ancora una volta travisate le mie parole, ci tengo a precisare: la smania di protagonismo non è riferita tanto al fatto che tu abbia reclamato di esser stata 'plagiata' postando tanto di link. Quello lo fanno in parecchi, con una scusa o l'altra, ed è diventata 'normale amministrazione'. La smania di protagonismo si riferisce più che altro al vittimismo mostrato quando hai messo in bocca agli altri parole di spregio verso il tuo sito che invece non sono mai uscite dalla bocca dei suddetti. Come a dire: "guardate, sono più grossi e non solo mi plagiano, ma sminuiscono anche il mio lavoro". Lo trovo il massimo della disonestà intellettuale e per una che ha accusato FM della stessa operazione, sia pure in altro ambito, la circostanza assume tinte ridicolmente paradossali. E francamente io ne ho piene le scatole di tutti quelli che vengono qui, per la maggior parte protetti da un nick quando noi siamo tutti individuabili con nome e cognome, a lamentare di essere stati insultati quando gli si è semplicemente mostrato l'inconsistenza del loro argomentare. « Ma sono pronta a sollevare un vespaio ogni qual volta ho il lecito dubbio di aver subito un torto, in qualsiasi circostanza o occasione.» PECCATO CHE NON VI VENGA MAI IN MENTE CHE VALE ANCHE PER NOI. « Come è stato detto, gli articoli sono di libera consultazione e chiunque può farsene una propria opinione, specie se non influenzata da legami con l'uno o l'altro sito. Tanto mi basta.» Amen to that! La prima asserzione su cui siamo d'accordo.
» postato da Marina alle 11:34 del 23-05-2010
20 Santa pazienza. Quando anche un intervento educato, pacato e perfino conciliante diventa occasione per nuove provocazioni, davvero non è rimasto nulla da dire. Col vostro permesso vado a piagnucolare in un angoletto, tanto per fare del sano vittimismo e farmi compatire da qualche lettore di passaggio, una cosa che... sì sì, inutile negarlo, è proprio nel mio stile!
Ah, è ovvio che la signorina o signora Marina può avere l'ultima parola, visto che ci tiene; per fortuna io ho superato questa fase da diversi anni, tanto che posso fingere di darle piena ragione ed evitare di compromettere ulteriormente il suo sistema nervoso.
Buon proseguimento! 
» postato da Aleatha alle 16:10 del 23-05-2010
21 « Se non la smettete verrete rimproverati, cancellati, bannati» Ciao Metalupo, non ti sei ancora stufato di trollare allegramente in questi lidi? Cmq noto che la tua viscerale antipatia per la sottoscritta come al solito ti impedisce di distinguere quelle che sono le mere opinioni personali dai fatti, cioè in questo caso un'accusa di plagio, che è appunto ciò di cui si sta dibattendo. Si vede che leggi ancora il tuo giornalista preferito e quindi non hai imparato a cogliere le sfumature, neppure quelle macroscopiche. Ad ogni modo, come vedi, Aleatha ha detto ripetutamente la sua come tutti noialtri (ha avuto persino l'ultima parola che diceva di non voler avere per superati limiti di anzianità e saggezza, guarda un po'!), ed è ancora qui libera di postare quando le pare. E' dunque evidente che FM banna solo i troll come te, Meta, mi sento di tranquillizzarti sugli altri utenti. Ma nel tuo caso, ti vorrei anche ricordare che sei stato tu a chiedere di essere bannato, quindi evita di fare il perseguitato politico, grazie. « non fate arrabbiare Marina» Faccio anche notare che, a differenza tua, io non mi "arrabbio" per queste scemenze, semmai discuto (pur se con estrema noia, in questi casi) con gli utenti (e a volte persino coi troll, come vedi), che è poi lo scopo precipuo di un forum. Sei tu che ti sei dedicato a una crociata contro una persona che, oltretutto, ti è stata amica. Di nuovo, vedo che segui il sistema del tuo giornalista preferito, ma almeno lui se la prende con un pezzo grosso con cui non ha mai avuto familiarità e qualcosa ci guadagna... Se tu invece ti accontenti di così poco, buon divertimento! Che poi, che io intervenga o no sul forum, FM continuerà a fare il suo verso, quindi, come al solito, hai completamente sbagliato l'oggetto delle tue ridicole invettive.
» postato da Marina alle 18:24 del 23-05-2010
22 Il tono conciliante con alcuni non funziona... Sempre per dialogare con la simpatica Marina, ho trovato che recentemente FM ha fatto un paio di articoli che hanno suscitato polemica (sempre dello stesso autore), e che Marina non si è sottratta per niente dimostrando grande amore per la dialettica e la libera espressione delle proprie idee:http://www.fantasymagazine.it/notizie/12377/fantasy-magazine-il-meglio-della-settimana-dal-26/ http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=14465&postdays=0&postorder=asc&start=45 Ed io che pensavo di essere pazzo... Chi ha scritto 'marina magazine' ha tutta la mia stima...
» postato da Horner Dees alle 18:30 del 23-05-2010
23 « Chi ha scritto 'marina magazine' ha tutta la mia stima...»
mi sarei stupita del contrario, t'assicuro... ![]()
» postato da Marina alle 18:39 del 23-05-2010
24 <Vincenzo SMETTILA. Mi stai facendo problemi e questo mi dispiace molto. Io non ho una pazienza infinita e non mi piace dispiacermi per un amico che fa di ogni erba un fascio. (chiedo perdono per la pessima forma). Usa la materia grigia che hai, per favore, e non ti mescolare con queste stupide questioni. E' uno spreco. Cristina
» postato da Kinzica alle 19:47 del 23-05-2010
25 ciao Aleatha, non ci conosciamo ma sono parte della redazione di fantasymagazine. In questi giorni di discussione non sono voluta intervenire perché sapevo che tutto sarebbe finito in cagnara. Noi di Fantasymagazine siamo stati più volte dall'altra parte della barricata, con casi davvero eclatanti di copia e incolla dai nostri pezzi. Senza entrare nel merito della questione, facendo un discorso più ampio vorrei solo dirti una cosa. Capisco che quando hai letto la notizia ti possa essere saltata la "mosca al naso" e che hai agito d'impulso, ma magari sarebbe stato meglio contattare direttamente la redazione. Non perché il magazine ha qualcosa da nascondere, ma perché con toni più pacati avremmo risolto la questione in pochi minuti. Siamo persone che quando in buona fede commettiamo uno sbaglio (perché tutti commettiamo errori) non abbiamo nessun problema ad ammettere l'errore, correggere e se è il caso chiedere scusa. E' sempre spiacevole quando le cose degenerano in questo modo, soprattutto quando a ogni piè sospinto ci troviamo - senza volerlo - oggetto di accuse, attacchi e (non è certamente questo il caso) di sproloqui. Spero che continuerai comunque a leggere la testata e a frequentare il forum Simona
» postato da MagicamenteMe alle 08:15 del 24-05-2010
26 «guarda che il tuo sito, prima che tu comparissi nel forum, era completameete sconosciuto all'intera redazione.» Per dovere di onestà correggo Marina: da meno di un mese conosco quel sito. Mi ci sono imbattuta per caso cercando notizie sulla Hobb per l'unico articolo che ho scritto su di lei, relativo al suo prossimo viaggio in Italia. Forse sarebbe inutile precisarlo, ma specifico che non ho usato nulla di quel che c'era scritto al suo interno. Alla fine ho optato per la citazione di una frase presa dal blog della Hobb stessa, per il calendario pubblicato da Fanucci e per qualche riga relativa all'edizione economica di La furia dell'assassino, con dati forniti da Fanucci. Visto che c'era già pronto un approfondimento di Pia mi sembrava inutile scrivere un doppione. Quanto al sito, l'ho guardato ben poco. Non ho avuto il tempo per farlo in aprile, e non sono ancora riuscita a farlo, quindi non so quanto sia accurato o interessante. A parte scrivere per FantasyMagazine lavoro e ho una vita privata, e non sempre riesco a fare tutto ciò che vorrei. L'unica cosa che ho fatto è stata iscrivermi al forum per postare un paio di messaggi nella discussione relativa al mio scrittore preferito, e poi non ho trovato neanche il tempo per tornare e rispondere ancora ai vari commenti. «così pronta a pubblicare proprio in questo momento articoli a valanga (e non molto accurati) su Robin Hobb, farà in modo che equivoci di questo tipo non si ripetano mai più. » Dov'è il problema sugli "articoli a valanga"? Se un editore pubblica libri di un particolare autore, segnalarli è solo pubblicare notizie di attualità, cosa che regolarmente facciamo. Dovremmo ignorarla per qualche motivo? O dovremmo segnalare la pubblicazione di romanzi vecchi giusto perché parlare di roba recente ti sembra una bieca manovra commerciale? Idem per il resto. La Hobb viene in Italia, ed è giusto segnalarlo ai lettori. Ti rivelo una cosa sconvolgente: parleremo ancora del suo tour, siamo proprio perfidi! Quanto alle recensioni, se qualcuno della redazione legge il libro e lo recensisce mi sembra normale pubblicarle, o dovremmo chiedere l'autorizzazione a qualcuno per farlo? Per quanto riguarda l'accuratezza, attento a non fare un errore che commette ogni tanto qualcuno, e cioè confondere la segnalazione di una pubblicazione con una recensione. La segnalazione è per forza generica, il libro di solito non è stato letto e quindi le informazioni provengono o dall'editore italiano o dal sito ufficiale dell'autore. Se dovessimo leggere ogni romanzo prima di dire che è stato pubblicato leggereste ben poche notizie. Quando però pubblichiamo una recensione il libro è sempre stato letto, e lì non mi sembra proprio che ci siano problemi di accuratezza. Magari possono esserci opinioni diverse, ma non scarsa conoscenza da parte del recensore. «Fatti simili - come la vecchia storia della doppia e contrastante recensione a un romanzo italiano - non gettano certo una buona luce sulla testata.» Ok, qui mi chiami direttamente in causa, visto che certamente ti riferisci alla doppia recensione di un romanzo di Licia Troisi. C'era già qualche precedente di recensione con doppia firma, ti cito solo un caso che mi riguarda in prima persona, avvenuto qualche tempo dopo il mio ingresso nella redazione. Io e Luca Azzolini abbiamo letto La caduta di Neskaya di Deborah Ross e Marion Zimmer Bradley. Da fan della Bradley entrambi abbiamo letto il libro appena pubblicato, entrambi abbiamo scritto una recensione e, l'uno all'insaputa dell'altro, l'abbiamo inviata a Daniele, che all'epoca curava la sezione. In quell'occasione il nostro giudizio era simile. Per non far torto a nessuno Daniele ci ha chiesto di "accorciare" i nostri testi e li ha pubblicati insieme in un unico articolo con doppia firma. Suppongo che qualcosa di simile fosse già successo in passato, visto che esistono altre recensioni a doppia firma. Con la Troisi, come avevo già spiegato nella relativa discussione, non mi è stato possibile farlo. Già da un po' di tempo ero io a programmare le recensioni, e in quell'occasione avevo programmato la recensione firmata da Pia per un giovedì (ricordo il giorno della settimana, non la data precisa, ma penso che il discorso sia comunque chiaro). La sera precedente, il mercoledì, intorno alle 23,00 ho acceso il computer e sono entrata nella posta. Lì c'era una recensione firmata da Leonardo, un aspirante collaboratore che, spiegava, aveva visto che quel romanzo non era ancora stato recensito (lui non poteva sapere che il testo di Pia sarebbe stato pubblicato proprio il giorno dopo) e che quindi mi aveva inviato il suo testo. Io l'ho letto, ma ormai non c'era più il tempo materiale per inserire i due testi in un unico articolo a doppia firma. Il fatto poi che i giudizi fossero molto diversi (rispettivamente 2 e 4 stelle) rendeva difficile fare un testo unico senza snaturare le due opinioni. La mia scelta, visto che comunque anche il secondo testo mi sembrava ben scritto, è stato di pubblicare entrambe le recensioni. E ho pubblicato la seconda il lunedì successivo, in modo che i due testi fossero facilmente confrontabili. Se avessi voluto fare qualcosa di "losco", come sospettano alcuni, avrei aspettato a pubblicare il testo di Leonardo, in modo che fosse più difficile notare che si parlava dello stesso testo. Perché due recensioni? La risposta più semplice è perché avevo due testi. Ma è vero anche un altro discorso: qualunque cosa ne pensiate Licia Troisi è la più importante autrice di fantasy italiana, e in Italia è una degli autori più importanti. Controllate le classifiche di vendita: ai primi posti arrivano solo lei e una manciata di autori stranieri. Licia è amatissima dai suoi fan e molto odiata da altri. Le due recensioni testimoniano questa realtà, e volevano essere uno spunto per un sano dibattito. Così non è stato, sono nate solo polemiche e una dietrologia decisamente impressionante. Ma, al di là del fastidio nel vedere commenti campati per aria e accuse lanciate per il puro gusto della polemica, io ritengo di aver sbagliato solo su un punto: non ho avvisato Pia del fatto che avrei pubblicato una recensione di segno opposto rispetto alla sua. La mia convinzione che il gusto polemico sia nato dal fatto che oggetto della doppia recensione fosse la Troisi è confortata anche dall'esistenza di un'altra doppia recensione, della quale però non si è accorto nessuno. Abbiamo recensito Coraline di Neil Gaiman tanto nel 2003 quanto nel 2009. Qualcuno ha protestato? No. Qualcuno ci ha accusato di qualcosa? No. In questo caso c'era uniformità di giudizio, 4 stelle entrambe le volte, ma le due recensioni rimangono. Perché? Perché Gaiman è un autore importante, e secondo me ha senso parlare di lui, anche se magari si tratta di libri di cui ci siamo già occupati. Proprio con Gaiman abbiamo rischiato di avere un'altra doppia recensione. Bruno ha recensito The Graveyard Book a fine 2008. Quando il romanzo è stato tradotto un altro membro della redazione ha recensito Il figlio del cimitero. Io ho interpellato l'autore dell'articolo e gli ho detto che lo avrei tranquillamente pubblicato ma che avrebbe dovuto indicare nel testo che si trattava dello stesso romanzo già recensito sotto il titolo originale. Questo solo per essere chiari con i lettori, e per non lasciare dubbi sul fatto che si trattasse della stessa opera e che noi ne eravamo consapevoli. L'autore della recensione ha preferito non pubblicarla, ma è stata una scelta sua. Per quanto mi riguarda voglio che le recensioni siano scritte in un italiano corretto, che non presentino contraddizioni al loro interno e che cerchino di spiegare i vari aspetti del libro (che deve essere stato letto integralmente) senza fare spoiler troppo grandi. Se si rientra in questi parametri allora va bene, anche se magari io non condivido il giudizio su quel libro o se è già stato recensito. E con questo non voglio più parlare delle due recensioni, ho già sprecato anche troppo tempo. «non tutti hanno le capacità o il tempo di scrivere, il copia/incolla rimaneggiato è più comodo.» Scriviamo perché ci piace scrivere, nessuno di obbliga a farlo. Quando io ero al liceo la mia professoressa di lettere ci faceva fare i temi di letteratura a casa, e molti copiavano dal libro di testo (e venivano puntualmente scoperti). Ma quello era un obbligo, spesso sgradito. Qui scrivere è una passione, perciò che senso avrebbe fare un copia e incolla?
» postato da Martina alle 15:00 del 24-05-2010
27 Dato che sono un semplice frequentatore di FM, mi limito a un commento breve, articolato in tre punti. 1) Non riesco proprio a individuare questi tanto discussi "punti in comune" tra i due pezzi. 2) Se pure l'autore dell'articolo di FM avesse consultato l'altro sito, che male ci sarebbe? Non sono racconti in gara per un premio, nè hanno la pretesa di essere scoop del giornalismo fantasy, nè sono pezzi "pagati" o esclusivi. Si tratta di mere segnalazioni di libri. La polemica, perciò, mi sembra alquanto sterile. 3) Come dice Martina i redattori di FM, soprattutto quelli più attivi, sono giornalisti per hobby, non sono obbligati a scrivere articoli e non guadagnano nulla a copiare. Per lo stesso motivo non ha senso criticare "scelte redazionali" come pubblicare due recensioni dei libri della Troisi.Questo è un sito di appassionati e basta, volendo potrebbero anche scrivere tremila recensioni, o non scriverne nessuna. I lettori non pagano, quindi non hanno "diritto" di chiedere nulla.
» postato da Laeryn alle 23:43 del 24-05-2010
28 « 2) Se pure l'autore dell'articolo di FM avesse consultato l'altro sito, che male ci sarebbe? Non sono racconti in gara per un premio, nè hanno la pretesa di essere scoop del giornalismo fantasy, nè sono pezzi "pagati" o esclusivi. Si tratta di mere segnalazioni di libri. La polemica, perciò, mi sembra alquanto sterile. » al di là di questa diatriba in particolare, capisco il sentirsi defraudati se il proprio testo viene scopiazzato e spacciato per proprio. Di norma se uno cita apertamente un testo di qualcun altro dovrebbe almeno dichiararlo o aggiungerlo all'elenco fonti se è previsto. comunque ho letto i due pezzi e di "somiglianza" ne ho trovato solo una, ma bisognerebbe vedere che fonti ha consultato il redattore e vedere se questa frase «età avanzata, acqua corrosiva, stagione troppo inoltrata» in una di esse compariva. Perchè per le altre somiglianze, a me sembra che si tratti di parole presenti nella quarta di copertina, quindi mi sembra più logico che siano state estrapolate da là.
» postato da Agar Cioccolato alle 23:54 del 24-05-2010
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1 Lo leggerò sicuramente. Per me è la migliore dopo Martin.
» postato da Laeryn alle 11:35 del 21-05-2010