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Wunderkind. La rosa e i tre chiodi

Dopo una attesa durata poco più di un anno, arriva il secondo volume della trilogia di Wunderkind. Infatti è in libreria dai primi di aprile il nuovo romanzo scritto da G. L. “Gielle” D’Andrea con il titolo La rosa e i tre chiodi con le nuove avventure a cui va incontro Caius Strauss, il ragazzino che abbiamo conosciuto nel precedente romanzo dal titolo Una lucida moneta d’argento.
Ora sappiamo che Caius è il Wunderkind, una creatura dotata di poteri inimmaginabili, ma prima di avere questa rivelazione, Caius era un normale ragazzino di quattordici anni che viveva a Parigi; tutto cambia il giorno in cui un personaggio ambiguo, che si spaccia per un suo lontano parente, gli regala una moneta d’argento. Il ragazzo non la vuole e la butta via, ma ogni volta la ritrova nuovamente in tasca.
La moneta è lo strumento con cui il male scritto nel destino di Caius ha scelto di manifestarsi, ed è anche la chiave per accedere al Dent de Nuit, quartiere di Parigi che nessuna mappa ha mai segnalato. Un mondo di tenebra in cui si annidano uomini dotati di un potere letale e luoghi misteriosi come la libreria Cartaferina, che vende oggetti capaci di realizzare desideri oscuri a prezzo del sangue.
Nel cuore infetto di una Parigi lunare e apocalittica, una terribile rivelazione attende Caius: lui è il Wunderkind, il ragazzo per cui gli abitanti della città nascosta sono disposti a morire e l’uomo che si è spacciato per suo zio è disposto a uccidere.
Ora Caius non ha più persone di cui fidarsi, deve nascondersi nei vicoli del Dent de Nuit e non deve farsi catturare dal crudele Herr Spiegelmann che vuole catturarlo per realizzare così i suoi sogni di potere.
Nel romanzo il lettore avrà molte risposte ai dubbi suscitati dal primo ma lo scrittore non mancherà d'inserire nella trama altri misteri nella cupa atmosfera del Dent de Nuit.

D'Andrea G.L.
L’autore:
G. L. D’Andrea è nato nel 1979 a Bolzano, dove tuttora vive e lavora. Cultore di musica metal e delle opere di Francis Bacon, ha trovato l'unione di queste sue passioni nella scrittura. Wunderkind è in corso di pubblicazione in Francia, Germania, Spagna, Olanda, Polonia e Ungheria.
Un brano:
Il Caghoulard faceva incubi terribili, proprio come lui.
Dagli incubi Caius Strauss dedusse che il suo compagno di cella non rappresentava una vera minaccia.
Il Caghoulard si agitava e mugolava ogni volta che si assopiva. Spesso urlava e ringhiava. Quando ringhiava, Caius, con il cuore in gola, cercava di stargli il più lontano possibile. Anche se era gracile, ferito, e anche se gli faceva pena, quando sognava, il suo compagno di cella sembrava disperato. E Caius aveva imparato che la disperazione era sempre sorella della violenza.
Lo aveva provato sulla sua stessa pelle.
Così, quando il Caghoulard martoriato ringhiava nel sonno, Caius si tappava le orecchie e chiudeva gli occhi.
La solitudine era diventata un'agonia, così il ragazzino provò a parlare alla creatura.
Ma il Caghoulard non rispose. Troppo preso da se stesso, sembrava bramare una cosa sola: una morte rapida e definitiva che lo portasse via da quel luogo e dai suoi aguzzini.
La solitudine crebbe. La solitudine diventò il primo nemico di Caius. Si faceva di giorno in giorno acciaio in gola. Tranciava i respiri, mozzava i pensieri.
Così, per non soccombere, Caius cercò compagnia nell'unica altra forma di vita visibile nella cella: i ragni. Ce n'era sempre qualcuno a portata di mano.
Caius imparò ad ammaestrarli. Un talento nascosto, avrebbe detto suo padre.
Non gli riusciva difficile. Bastava blandirli o spaventarli, a seconda del bisogno.
La “quarta”:
Caius è il Wunderkind. È con questa rivelazione che la sua vita si è trasformata in un incubo e Parigi si è rivelata come una finestra sull'inferno. Terribili creature la abitano: i Cambiavalute, esseri capaci di generare incantesimi sacrificando i propri ricordi; Bulywyf, il licantropo prigioniero di un supplizio che è la sua stessa salvezza; il Venditore, un uomo tanto abietto quanto il suo corpo è deforme, mosso da un solo proposito: catturare Caius... Nei vicoli del Dent De Nuit, il quartiere non segnato sulle mappe, non c'è più posto per l'innocenza.
D’Andrea G. L., La rosa e i tre chiodi. Wunderkind (2010)
Mondadori, collana I Grandi, pagg. 394, euro 17,00
ISBN 978-88-04-59778-0
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15 «Per quanto mi riguarda, il problema è proprio nel suo essere "personaggio". Ai miei occhi gli scrittori che recitano una parte hanno sbagliato mestiere. Dovrebbero fare gli attori. Il problema della prosa del primo romanzo (fino a pag. 184, ovvero fin dove sono riuscito ad arrivare) è che è esattamente il contrario di ciò a cui tendeva Calvino con tutte le sue forze: esattezza e leggerezza. E Calvino sapeva scrivere sul serio. Per carità, sono il primo a dover ancora imparare molto, ma almeno io me ne rendo conto, anziché sputare sentenze a destra e a manca. Il cosa non sono riuscito a giudicarlo, perché il come me l'ha impedito.» Concordo pienamente.
» postato da Zweilawyer alle 00:15 del 30-04-2010