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Lo Hobbit in progress

Peter Jackson
La produzione dello Hobbit è ancora bloccata dalla pessima situazione finanziaria in cui versa la MGM — che detiene i diritti di produzione del film — ma questo non vuol dire che Peter Jackson e il suo team non stiano cercando di portarsi avanti nella — vana? — speranza di poter iniziare al più presto. E' notizia di questi giorni che, ai primi di luglio, Jackson ha incontrato personalmente alcuni degli attori candidati ai ruoli principali dello Hobbit. Il regista neozelandese si è fermato in Inghilterra, a New York e a Los Angeles, mentre i nomi degli attori non sono stati divulgati — cosa normale, anche perché finché l'eventuale contratto non è firmato ai diretti interessati viene sempre richiesto il massimo riserbo.
Fonti vicine alla produzione riferiscono anche che il passaggio di testimone a Peter Jackson per la regia dello Hobbit, fortemente voluto dai fan ora che Guillermo del Toro ha rinunciato, è una possibilità concreta, e che Jackson e la MGM ne stanno parlando seriamente da qualche settimana. Le trattative sono ancora in corso, però, e l'ostacolo maggiore è finanziario. Anche perché stipulare un contratto con una casa di produzione che rischia concretamente il fallimento non è un'operazione da prendere alla leggera.
E qualche novità si annuncia proprio in merito alla situazione della MGM: Michael Burns, vice presidente dello studio di produzione indipendente Lions Gate Entertainment Corp., avrebbe incontrato nei giorni scorsi alcuni dei creditori della MGM per parlare della possibile acquisizione dello Studio. Con 3,7 miliardi — sì, miliardi, non è un errore — di dollari di debito a suo carico è evidente che la sola ricchezza della MGM è rappresentata dal bacino di film e di diritti di produzione che ancora possiede e che fanno gola alle concorrenti (non a caso anche la Warner si è già dichiarata interessata a un possibile accordo).
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