Delos Store
La libreria
del fantastico
Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Ultime notizie
- FantasyMagazine, il meglio della settimana dal 21 al 27 maggio 2012
- Tributo a Vittorio Curtoni al Premio Italia
- Trattative in corso per produrre Gods of Egypt
- Enchanted
- Invito al massacro
- Pandino Fantasy Books
- Il Dottor House contro Il Fantasma di Canterville
- I BlueNocturne di maggio
- Highlander remake: resterà solo Ryan Reynolds?
- Don Chisciotte. Diario intimo di un sognatore a Milano
Rehlandea - Figli del fuoco

La quarta di copertina
Vi fu un tempo in cui Xehrgon, imperatore della Stirpe Oscura, scatenò la guerra contro Rehlandea. La furia dei draghi infiammò le città degli Uomini e devastò le foreste della Stirpe Arborea.
Il nome di Rehlandea cadde nell'oblio.
Un'alleanza di Uomini e Arborei innalzò un'unica bandiera a guida di un disperato tentativo di difesa, ma quando la città di Namis venne distrutta, le sue ceneri disperse dal vento raggiunsero gli angoli più remoti
del Continente. Ovunque giunse la notizia che l'ultima capitale del mondo libero era caduta.
Quattordici anni dopo, il Continente è un deserto puntellato di rovine e la Stirpe Arborea, sull'orlo dell'estinzione, è in guerra contro gli Uomini.
La speranza ha abbandonato i cuori dei sopravvissuti in un mondo dominato dall'odio. Fino ad oggi...
L'autrice
Marta C. Flocco è nata a Milano nel 1975 e vive a Londra. Da sempre appassionata di lettratura fantastica e horror, ha iniziato scrivendo racconti di fanfiction ispirati a Tolkien e alcuni racconti di genere horror. Di questi, Gotiche rivelazioni è stato segnalato nell'edizione 2005 del Premio Lovecraft. Oltre a scrivere si interessa di pittura, digital art e web design. Rehlandea. Figli del fuoco è il suo primo romanzo.
A fondo pagina, alla voce Risorse in Rete, trovate il sito dell'autrice e quello dell'editore. Qui sotto, invece, il trailer del libro.
Marta C. Flocco, Rehlandea — Figli del fuoco
ISBN: 978-88-95974-06-4
Pagine: 236
Prezzo: 15,00 €
Video temporaneamente disabilitato
Abbiamo ricevuto comunicazioni dalla SIAE secondo cui ora per pubblicare trailer e video occorrerebbe una licenza della SIAE stessa. Una licenza con costi elevati, restrizioni e in generale del tutto priva di senso per concedere la pubblicazioni di quelli che sono quasi sempre in sostanza filmati pubblicitari.
La richiesta della SIAE a nostro avviso non è sostenuta dalla legge, tuttavia portiamo avanti la nostra protesta per il momento non pubblicando più alcun filmato.
Risorse in rete
Notizie correlate
Commenti
2 «commento di test»
Grande Palin lo hai sbloccato!
Finalmente posso ringraziare pubblicamente Marina e tutta la redazione!
Frequento questo forum da tanti anni (anche se ultimamente sono un po' latitante causa lavoro e infante) ed è davvero un'emozione grandissima vedere pubblicato un articolo che riguarda il mio romanzo!
E pensare che il primissimo capitolo lo avevo postato proprio qui, nella sezione racconti del forum, alcuni anni fa...
» postato da Glorehlen alle 23:13 del 30-08-2010
4 Complimenti vivissimi a Marta! La penna Blu edizioni è una piccola realtà, molto seria e professionale! http://raccontisullasoglia.blogspot.com/ http://ilrifugiodeiviandanti.blogspot.com/
» postato da busto alle 11:09 del 31-08-2010
5 Ora che ho sbloccato il commento, ho anche letto l'articolo!
E quindi posso fare i complimenti 
» postato da Palin alle 12:08 del 31-08-2010
6 «
Finalmente posso ringraziare pubblicamente Marina e tutta la redazione!
.»
di nulla, Glo. La segnalazione era doverosa ![]()
» postato da Marina alle 11:45 del 01-09-2010
8 Marta, riesco ora a leggere l'estratto: la vicenda è un po' troppo high fantasy per essere la mia 'cup of tea', ma questi sono gusti ( a parte il SdA e la Storia infinita non sono mai impazzita per il genere).
Invece ho apprezzato molto il tuo stile. Io soffro un po' a leggere frasi essenziali e levigate. Rendono molto scorrevole e professionale il testo, è vero, ma nei romanzi preferisco gli stili più descrittivi come il tuo: arricchiscono la narrazione, la personalizzano differenziandola dagli altri autori (e IMo un autore dovrebbe sempre cercare di avere una propria 'signature' stilistica). Il pericolo in agguato è quello di strafare, è vero, e la linea di confine è sottile: ma dall'estratto non mi sembra il tuo caso. Oltretutto sento in giro che La Penna Blu fa editing molto coscienziosi (magari puoi raccontarci la tua esperienza, se ti va
)...
» postato da Marina alle 22:12 del 03-09-2010
9 Il finto aulico esasperato proprio non lo digerisco.
» postato da Zweilawyer alle 11:43 del 04-09-2010
10 «Il finto aulico esasperato proprio non lo digerisco.»
non lo trovo aulico, lo trovo semplicemente descrittivo. In ogni caso è una questione di gusti. Come dicevo sopra l'essenzialità sarà anche elegante ma a me manca sempre qualcosa, quando leggo quel tipo di testi. Fra gli espisodi più lineari che mi vengono in mente con particolare nettezza c'è Il Castello errante di Howl: si beve letteralmente, lo concedo, ma mi manca davvero l'aria.
Finto aulico è una definizione che applico al tuo fantatrash preferito
:"> , ma con questo estratto non c'entra nulla. Oltretutto là l'iperinfiocchettamento appesantisce la narrazione rendendo difficoltoso procedere, qui il testo scorre bene.
» postato da Marina alle 12:07 del 04-09-2010
12 «Marta, riesco ora a leggere l'estratto: la vicenda è un po' troppo high fantasy per essere la mia 'cup of tea', ma questi sono gusti ( a parte il SdA e la Storia infinita non sono mai impazzita per il genere).
Invece ho apprezzato molto il tuo stile. Io soffro un po' a leggere frasi essenziali e levigate. Rendono molto scorrevole e professionale il testo, è vero, ma nei romanzi preferisco gli stili più descrittivi come il tuo: arricchiscono la narrazione, la personalizzano differenziandola dagli altri autori (e IMo un autore dovrebbe sempre cercare di avere una propria 'signature' stilistica). Il pericolo in agguato è quello di strafare, è vero, e la linea di confine è sottile: ma dall'estratto non mi sembra il tuo caso. Oltretutto sento in giro che La Penna Blu fa editing molto coscienziosi (magari puoi raccontarci la tua esperienza, se ti va
)...»
Diciamo che il mio stile e' un po' "old fashioned" e in fase di editing ho dovuto alleggerire alcuni passaggi...
E' vero La Penna Blu fa degli editing molto accurati e sicuramente vi raccontero' come e' andata!
» postato da Glorehlen alle 18:17 del 05-09-2010
13 «Il finto aulico esasperato proprio non lo digerisco.»
Non vi e' nulla di finto (tantomeno esasperato) ti farei leggere la primissima versione del primo capitolo per farti capire che anziche' esasperare ho dovuto alleggerire!
vuoi un alka selzer?
» postato da Glorehlen alle 18:26 del 05-09-2010
14 Primo di una saga di quanti libri?
La descrizione su aNobii andrebbe modificata. ![]()
» postato da Pawin alle 19:39 del 05-09-2010
15 ««Il finto aulico esasperato proprio non lo digerisco.»
Non vi e' nulla di finto (tantomeno esasperato) ti farei leggere la primissima versione del primo capitolo per farti capire che anziche' esasperare ho dovuto alleggerire!
vuoi un alka selzer?»
Io trovo che frasi come:
«Foglie argentee, delicate e sericee, fittamente intrecciate.
Dalle labbra tremanti di lei un flebile sospiro si trasformò in una domanda: «Chi sei?»»
siano un po' troppo pompate, stesso dicasi per la marea di aggettivi presenti nell'estratto, tutti anticipati alla inglese. Flebile sospiro, vile rassegnazione, cupa sensazione, ecc. Addirittura in quattro righe troviamo: delicate infiorescenze, sottile sonnolenza, denso languore e ignota sensazione. Oltre ad appesantire la narrazione, trovo che una costruzione del genere sia parecchio asettica. Un aggettivo là, uno qua, ma alla fine non c'è nulla che aiuti il lettore a immergersi nel racconto.
» postato da Zweilawyer alle 09:16 del 06-09-2010
17 « siano un po' troppo pompate, stesso dicasi per la marea di aggettivi presenti nell'estratto, tutti anticipati alla inglese. » beh anche in Italiano si può benissimo anteporre l'aggettivo, anche se non è la norma, e gli esempi che hai portato sono peraltro di uso piuttosto comune, non stridono certo come "i neri capelli semi-corti e il glabro viso" di Chi-Sai Tu. Poi, ripeto, può non piacere, ma siamo nel terreno soggettivo del gusto. Non è un errore scrivere così, finché il periodo fila, né è un esempio di cattiva scrittura 'per se'. Probabilmente è un modo di scrivere che ha più appeal per chi ha nell'orecchio anche la poesia, di nuovo un genere non amato da tutti. Se devo fare un appunto alla leggibilità, semmai, punterei il dito sulle troppe aspirate dei nomi propri. A quel che ho letto, vedo che non sono casuali perché le radici delle divinità sono incorporate in quelle dei personaggi, però personalmente avrei scelto tali radici usando lettere più familiari al ns orecchio o semplicemente più gestibili, tipo la 'k', che nel ns alfabeto non c'è ma esotizza senza dare problemi di pronuncia come fa invece la 'h' dopo certe lettere.
» postato da Marina alle 13:09 del 06-09-2010
18 «««Il finto aulico esasperato proprio non lo digerisco.»
Non vi e' nulla di finto (tantomeno esasperato) ti farei leggere la primissima versione del primo capitolo per farti capire che anziche' esasperare ho dovuto alleggerire!
vuoi un alka selzer?»
Io trovo che frasi come:
«Foglie argentee, delicate e sericee, fittamente intrecciate.
Dalle labbra tremanti di lei un flebile sospiro si trasformò in una domanda: «Chi sei?»»
siano un po' troppo pompate, stesso dicasi per la marea di aggettivi presenti nell'estratto, tutti anticipati alla inglese. Flebile sospiro, vile rassegnazione, cupa sensazione, ecc. Addirittura in quattro righe troviamo: delicate infiorescenze, sottile sonnolenza, denso languore e ignota sensazione. Oltre ad appesantire la narrazione, trovo che una costruzione del genere sia parecchio asettica. Un aggettivo là, uno qua, ma alla fine non c'è nulla che aiuti il lettore a immergersi nel racconto.»
Questo è il mio stile di scrittura e, a quanto pare, a te non piace. Non mi pare debba giustificarmi per il modo in cui scrivo: a qualcuno può piacere, ad altri no; qualcuno lo può trovare piacevole, altri invece pesante.
Se non riesci ad essere coinvolto e non apprezzi la mia scrittura nessuno ti costringe a leggere le mie opere.
Gli scaffali traboccano di letture fantasy più leggere: non hai che da scegliere ![]()
» postato da Glorehlen alle 16:16 del 06-09-2010
19 « beh anche in Italiano si può benissimo anteporre l'aggettivo, anche se non è la norma, e gli esempi che hai portato sono peraltro di uso piuttosto comune, non stridono certo come "i neri capelli semi-corti e il glabro viso" di Chi-Sai Tu. Poi, ripeto, può non piacere, ma siamo nel terreno soggettivo del gusto. Non è un errore scrivere così, finché il periodo fila, né è un esempio di cattiva scrittura 'per se'. Probabilmente è un modo di scrivere che ha più appeal per chi ha nell'orecchio anche la poesia, di nuovo un genere non amato da tutti. » Hai colto ne segno Marina: non a caso ogni capitolo si apre con una poesia e lo stile del romanzo è coerente con l'atmosfera creata dai versi. « Se devo fare un appunto alla leggibilità, semmai, punterei il dito sulle troppe aspirate dei nomi propri. A quel che ho letto, vedo che non sono casuali perché le radici delle divinità sono incorporate in quelle dei personaggi, però personalmente avrei scelto tali radici usando lettere più familiari al ns orecchio o semplicemente più gestibili, tipo la 'k', che nel ns alfabeto non c'è ma esotizza senza dare problemi di pronuncia come fa invece la 'h' dopo certe lettere.» La "H" non si pronuncia e, come hai notato correttamente la ricorrenza nei nomi non è casuale.
» postato da Glorehlen alle 16:21 del 06-09-2010
20 «Primo di una saga di quanti libri?
La descrizione su aNobii andrebbe modificata.
»
Al momento la saga è composta da n°1 libro pubblicato e n°1 libro in realizzazione. Sicuramente nel secondo volume i colpi di scena saranno molti e probabilmente vi sarà un terzo romanzo.
» postato da Glorehlen alle 16:25 del 06-09-2010
21 Premesso che tre righe (quelle riportate pochi post sopra) non sono sufficienti per dare un giudizio sullo stile, non mi pare un linguaggio pompato. Appena avrò tempo di leggere l'estratto potrò dire di più, ma sarà sempre un giudizio ristretto, perché c'è la possibilità, e questo può dirlo solo l'autrice o chi ha letto completamente il libro, che nell'opera siano utilizzati stili di narrazione differente.
» postato da M.T. alle 18:06 del 06-09-2010
22 La mia è un'opinione, mi pare ovvio. Comunque ho letto l'intero estratto, non tre righe. @Marina sono contento che tu segua il mio blog, però dovresti smetterla di lurkare e commentare!
» postato da Zweilawyer alle 18:37 del 06-09-2010
23 «
La "H" non si pronuncia.»
ok, ma lo stesso appesantisce, secondo me ![]()
» postato da Marina alle 20:31 del 06-09-2010
24 «La mia è un'opinione, mi pare ovvio.
»
sì, ma le tue opinioni le spacci sempre per criteri oggettivi di scrittura, quello ti contestavo.
«
@Marina
sono contento che tu segua il mio blog, però dovresti smetterla di lurkare e commentare!»
Beh, hai postato il messaggio nel thread di Arsalon di questo forum apposta perché ti si leggesse, no? E quindi io ti sto leggendo. Non ho mai pregiudizi di sorta, mi piace vedere/provare le cose di persona e poi formarmi una mia idea con la mia testa, non importa cosa mi dicono mille altre persone, persino se son tutte concordi.
E c'è un sacco di gente che fa quel che fai tu e quando trovo un link leggo anche quello. Come vedi, sono molto aperta
Oltre alla curiosità personale, seguo molto la Rete sulla nicchia del fantasy per ragioni Effemiane: il magazine ha sempre seguito quello che succede per darne poi conto ai lettori.
Solo che, nel tuo caso specifico, hai fatto 4 articoli talmente torrenziali che ci sto impiegando giorni a finirli, il tempo è quel che è, e poi hai una sfilza di commentatori e pure quelli portan via tempo.
E proprio perchè il tempo è quel che è, intervengo in pochissimi posti. Peraltro, vista la media degli interventi che hai raccolto, noto di trovarmi di fronte al lettore tipo di MF e avendone avuto ampi assaggi quando mesi fa han preso d'assalto questo forum, il mio interesse a interagire con quella forma mentis è zero. Anche perché non ambisco a educare le masse sulla scrittura di un romanzo, ritengo di non avere abbastanza esperienza. Sulla scrittura giornalistica è un altro paio di maniche, lì mi sento sicura perché l'esperienza è pluriventennale e variegata, ma lo stesso non mi interesserebbe educare, quindi passo anche su quello. Ci sono già signori siti che lo fanno egregiamente.
Con te, letterariamente parlando, non sono quasi mai d'accordo, ma con te parlo di qui, quindi non mi serve intervenire di là.
E puntualmente trovo che anche su Arsalon le tue notazioni siano per oltre 3/4 notazioni di gusto che spacci per criteri oggettivi di buona scrittura - vedi la storia del succo di frutta, che non è un errore storico per nulla - o la faccenda del mondo da Mulino Bianco e molte, molte altre davvero opinabili; poi c'è qualche appunto davvero fondato, ma la qualità di questo materiale viene purtroppo annegata nel mare goliardico del resto, che servirà anche per far passare un po' di tempo in allegria, ma dal punto di vista didattico è pura fuffa. Per me ci guadagneresti in credibilità se, invece di fare i pezzi alla Gamberetta, ti concentrassi su quei rilievi davvero importanti, che pure hai notato nel testo, e approfondissi quelli. Ci guadagnerebbe anche il tuo seguito. Ma ovviamente poi ognuno a casa sua fa come gli pare, per carità.
E visto che sono andata OT, riporto la discussione in binario dicendo che per il podio fantatrash del tuo contest, il romanzo di Marta ci sta come i cavoli a merenda. Sitael invece ce lo vedo, l' estratto è veramente scarso, lo riconosco. Ma per me Boscoquieto resta sempre inarrivabile (sì, ancora ' meglio' delle Chiavi de Fato).
» postato da Marina alle 20:37 del 06-09-2010
25 «La mia è un'opinione, mi pare ovvio. Comunque ho letto l'intero estratto, non tre righe. » Quanto riferito nel post precedente era riferito a me e a nessun altro, Zweilawyer: precisavo che per dare un giudizio dovevo leggere di più, ma che dalle tre righe scorse il linguaggio non aveva un che di pomposo, poteva sembrare differente da quanto mediamente viene prodotto e questo lo vedevo come una diversità positiva.
» postato da M.T. alle 01:28 del 07-09-2010
26 Letto l'estratto. La particolarità dello stile è intonato all'ambientazione, che da quanto letto sembra voler rievocare i toni dei poemi antichi adattandoli al linguaggio attuale. La scrittura fluisce e, per quel che ho letto, è un lavoro ben fatto.
» postato da M.T. alle 15:29 del 07-09-2010
27 «Letto l'estratto. La particolarità dello stile è intonato all'ambientazione, che da quanto letto sembra voler rievocare i toni dei poemi antichi adattandoli al linguaggio attuale. La scrittura fluisce e, per quel che ho letto, è un lavoro ben fatto.»
Grazie! ![]()
» postato da Glorehlen alle 16:23 del 07-09-2010
Puoi continuare la discussione sul forum


1 commento di test
» postato da Palin alle 21:35 del 30-08-2010