L’evoluzione delle eroine nei cartoni della Disney

Dal lontano esordio degli anni '30, attraverso le eroine della fine degli anni '80, seguiamo il cammino dei personaggi femminili animati. Le caratteristiche in linea con lo 'spirito dei tempi' delle ultime Pocahontas e Mulan sono il frutto di un cammino 'cartoonistico' che proviamo a ripercorrere

Biancaneve

Il sipario si apre su Biancaneve, il primo lungometraggio risalente al 1937. Spero di non distruggervi un mito, ma è impossibile astenersi dall’osservare che la dolce, paffuta e fragile protagonista, ben lungi dal possedere un carisma da principessa di sangue blu, non è altro che il prototipo della massaia americana che ha furoreggiato sino agli anni cinquanta. Continuamente bisognosa di protezione, ingenua e fiduciosa ai limiti della stupidità (è quasi offensivo che persino i passerotti del bosco capiscano prima di lei che quella che le tende la mela non è altri che la strega cattiva), Biancaneve è perennemente e passivamente all’altrui mercè: si salva per il buon cuore del cacciatore, perché gli animaletti del bosco le trovano un riparo, perché i nani la prendono sotto la loro benevola protezione e, infine, perchè il Principe Azzurro non ha mai smesso di cercarla.

L’unico atto di autonoma volontà che le si vede compiere è riordinare la casa dei nanetti e insegnare loro il bon ton a tavola. Francamente un po’ poco: dopotutto non ci si attenderà una figura compiuta come Caterina d’Aragona, ma fra questa e la signora Cunningham di Happy Days, fra la lungimiranza politica e le torte di mele, potrà pur esistere una via di mezzo!

 


Cenerentola
Poi venne Cenerentola (1950). Umile e sottomessa, anch’ella sopporta passivamente non solo le angherie della matrigna, ma anche quelle delle sorellastre e persino quelle del loro odioso gatto obeso. Già la generazione di bambine degli anni ’60, che non era certo sveglia come quella odierna, nutriva nei confronti di Cenerentola un senso di disagio e le piccole finivano molto combattute al riguardo: da una parte si schieravano il tifo per l’eroina e l’identificazione, dall’altra venivano a galla un po’ di autostima e di sano narcisismo infantile, che contrastavano una piena immedesimazione con un personaggio modesto ai limiti dell’autolesionismo. Tuttavia, rispetto a Biancaneve, un passo in avanti sembra essere stato fatto. Dopotutto Cenerentola trasgredisce un paio di volte ai divieti dell’autorità: va al ballo di nascosto e cerca di liberarsi quando, rinchiusa in soffitta, le vogliono impedire di provare la scarpetta di cristallo.

 


La bella addormentata nel bosco
Arriviamo alla Bella Addormentata nel bosco (1959): Aurora è una fanciulla incolore quanto le altre due. Di grande grazia e bellezza, ma priva di qualsiasi autodeterminazione. Tenera e iperprotetta, finisce per non sviluppare un’autonoma personalità. L’unico divieto che ha il coraggio di infrangere è quello di fermarsi a parlare nel bosco, per due nanosecondi, con quello sconosciuto che poi, per sua fortuna, si rivelerà il suo Principe Azzurro.

 

Di ben diversa levatura, invece, sono le eroine figlie della post rivoluzione sessantottina che — passato l’intervallo animalista degli anni 70 con aristogatte, cagnoline dalmata e volpette sullo sfondo di Sherwood — tornarono antropomorfe durante i grintosi anni ottanta.

Ariel (La Sirenetta, 1989), Belle (La Bella e la Bestia, 1991) e Jasmine (Alladin, 1992) rispecchiano già perfettamente la voglia di ribellione e trasgressione di quell’epoca, rimasta appannaggio anche delle adolescenti odierne.


La sirenetta Ariel
Tutte e tre sono animate da un’incredibile sete di sapere: Ariel sogna di visitare il mondo degli umani e ne colleziona gelosamente ogni oggetto; Belle dà fondo alla biblioteca del suo paese; Jasmine brama di fare esperienza tra la gente comune e reale, al di là dell’artificiale gabbia dorata del Palazzo Reale paterno.

A tutte e tre si cerca di impedire l’accesso alla conoscenza, considerata dannosa e superflua per una donna (quando non addirittura pericolosa). Le tre ragazze sono figure moderne che si muovono in una società cristallizata basata su cliché ormai stantii. Lo avvertono e perciò rifiutano ciò che viene loro imposto per tradizione. Per esempio ‘il solito’ marito: Ariel non si interessa ai tritoni del suo mondo; Belle non è attratta dallo stupido fustacchione del villaggio che, invece, fa impazzire tutte le altre ragazze; e Jasmine non vuol sentire parlare dei nobilastri boriosi che chiedono la sua mano.


Belle e il suo principe
La Disney affronta qui, con grande attualità, il tema del ‘diverso’, nel senso dell’individuo che, non riconoscendo validi i canoni di conformismo attorno a sé, si comporta in maniera differente e, di conseguenza, viene bollato dalla collettività come ‘strano’ e confinato ai margini. Non è dunque un caso che tutte e tre le fanciulle si innamorino di altri ‘diversi’: Ariel di un principe umano e Jasmine di uno straccione che vive d’espedienti. Quanto a Belle, fa addirittura il salto abissale, invaghendosi di un essere metà antropo e metà zoomorfo, distanziando così ulteriormente le vecchie eroine che si attenevano al copione dell’eroe bello e forte, nei confronti del quale — guarda caso — l’amore scattava a prima vista. Belle, invece, non può certo contare sul coup de foudre e si innamorerà solo dopo aver apprezzato la cultura e le doti di sensibilità e di gentilezza della Bestia.


Jasmine
Anche Ariel, prima ancora di conoscere a fondo il suo principe, è attratta dalla profonda umanità del soggetto; e la stessa Jasmine viene stregata da Alladin solo dopo aver conosciuto il suo stile di vita, improntato alla più ampia libertà di decisione, cosa che a lei è invece costantemente negata.

 

E mentre Biancaneve, Cenerentola e Aurora, protette dall’affetto di chi veglia sui di loro (nani, topi o fate che siano), si vedono consegnare ‘chiavi in mano’ il loro felice destino, Ariel, Belle e Jasmine sono fortemente determinate a essere le autonome artefici del proprio: avventuratesi coraggiosamente nel mondo reale, non sarà l’eroe a trovare loro, ma viceversa.


Mulan
Per contro, si assiste a uno sviluppo speculare del partner maschile: da invincibile e leggendario a umano e imperfetto. Alladin è ladro per necessità di mettere insieme il pranzo con la cena; la Bestia soffre di una crisi esistenziale che alterna accessi d’ira ferina a pianti di uomo piegato dalla sorte crudele; il principe della Sirenetta è un sognatore indeciso che insegue un miraggio di donna sulla cui concreta esistenza non ha alcuna certezza. Sembra proprio che persino la crisi dei ruoli riviva ormai nei cartoni animati!

 


Pocahontas
Ma torniamo alle loro controparti femminili: con queste tre coraggiose ‘mammine’ alle spalle, le eroine che si affacciano al ventunesimo secolo sotto le spoglie di Mulan e Pocahontas non potevano che assorbirne i tratti e le caratteristiche, incarnandone così la continuazione e lo sviluppo.

Di conseguenza, ci attendiamo ora che la Raperonzolo del nuovo millennio ne sarà quantomeno il perfezionamento, in modo da seguitare a rispecchiare fedelmente l’evoluzione, in chiave fantastica, del cammino compiuto dalle donne reali nella nostra società.

Autore: Marina Lenti - Data: 16 settembre 2004

Vota questo articolo

Voti dei lettori

9 voti ricevuti

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

1 Cara Marina, rispondo al tuo bell'articolo con qualche piccola considerazione. Sono un ragazzo ventenne, da sempre innamorato della Disney. Sono d'accordo con te per quanto riguarda Biancaneve, Ariel,Belle Jasmine. Ma per quanto riguarda Aurora e Cenerentola consentimi di dissentire. Premetto che da sempre sono innamorato di Cenerentola (da quando la vidi per la prima volta a 4 anni al cinema Quattro Fontane di Roma). Prima di tutto definisco il personaggio con una frase di Walt Disney "Mentre Biancaneve aspetta il suo principe, con Cenerentola abbiamo compiuto un passo in avanti: lei il Principe se lo va a cercare". In effetti il personaggio di Cenerentola è completamente diverso da quello di Biancaneve, e il motivo di questo cambiamento non si può capire se non attraverso l'evoluzione dei personaggi femminili nelle produzioni disneyane di minore importanza. Vediamo innanzi tutto che nel film prodotto successivamente a Biancaneve, Pinocchio, il personaggio della Fata Azzurra (forse il più vicino alla donna cortese e inafferrabile dei poemi cavallereschi) è una versione ossigenata della principessa del '37 (leggesi Biancaneve), in Fantasia, più precisamente nella scena della Pastorale, le centaurette si presentano non solo in topless, ma una di esse ha anche la servetta di colore (successivamente censurata) che le pulisce lo zoccolo, da qui vediamo già un cambiamento radicale della donna animata uscita dallo Studio. Durante la guerra poi con il cortometraggio Reason and Emotions viene creata una piccola donnina, molto "rotondetta" e caricaturizzata che si presenta "anche un po' sexy". Ma il vero cambiamento ci sta nei package films (ovvero film a budget contenuto che assemblano vari cortometraggi e vengono pubblicati come lungometraggi: i lungometraggi venivano pagati di più che una serie di cortometraggi sconessi). Ne "Lo Scrigno delle Sette Perle", e più precisamente nel cortometraggio che vede Pecos Bill come protagonista, la cowgirl della quale il protagonista si invaghisce si presenta decisamente diversa da Biancaneve: le si vedono le mutande, cavalca una carpa a gambe larghe, ed è molto maliziosa: appena la vede il nostro eroe si comporta in maniera molto poco principesca buttandosi a terra, rotolando e scalpitando. Poi, durante una scena comico-romantica, la bella Sue si prende la testa del suo amato e si abbandona in un bacio molto appassionato (la pistola di lui inizia allora a roteare e a sparare all'impazzata). Anche nel giorno delle nozze la ragazza, osservatissima da tutti i vecchietti della città, fa due richieste al marito, un cuscinetto da mettere sotto alla gonna e una cavalcata sul cavallo dello sposo (che ovviamente non vuole collaborare). Dopo una cavalcata furibonda in cui la nostra donna se la cava benissimo, quello che la fregherà sarà la vanità, infatti mentre si trucca e si riassetta, il cavallo la fa volare via, e lei rimbalza sul cuscinetto, e viene rispedita in alto; così, rimbalzo dopo rimbalzo, la nostra eroina finirà sulla luna. Triste e sconsolato Pecos, dopo essersi tolto i vestiti, si ritirà su una rupe a piangere il suo amore perduto, colpiti dal dolore dei suoi lamenti, i coyote si uniscono al pianto, ed è così spiegato il loro ululato alla luna. Ancora peggiore la donna del rifacimento animato del "La leggenda della Valle Addormentata" in cui la protagonista Katrina Van Tassell, indispettita dal fatto che nel suo villaggio nessuno osa sfidare quel fustacchione del suo pretendente Bron Bonks, fa finta di concedersi all'unico che osa sfidarlo: il neo-maestro del paese Icaboad Crane (in realtà il pedagogo mira assai di più alle ricchezze del di lei padre che all'amore della ragazza). Quando quest'ultimo dopo varie peripezie sarà messo in fuga dopo che Bron gli avrà raccontato una storia di fantasmi, e dopo che la sua fifa si sarà materializzata sullo schermo (non dico come per non rovinarvi la sorpresa), la bella Katrina si concederà finalmente a Bron. Dopo questo passaggio (anche storico se consideriamo la Seconda Guerra Mondiale) l'immagine della protagonista si presenterà assai modificata, se Biancaneve aveva consolato un uccellino smarrito, Cenerentola non ci pensa due volte a dare una schiccherata nelle terga del suo amico alato come punizione per averla svegliata dai suoi romantici sogni. Lei prende in mano le redini delle circostanze, facendo notare che nell'invito al ballo era specificato che TUTTE le ragazze in età da marito erano invitate al ballo e il suo diritto di partaciparvi era siglato dalla firma reale. Non ci pensa due volte nemmeno quando lascia i panni in mano alle sorellastre e si prepara per l'arrivo del Duca. Inoltre il suo rapporto con Lucifero mi sembra tutt'altro che di sottomissione: lei lo insulta (quando non riesce a riconoscergli nessuna qualità buona), lo prende per la collottola ed è decisa a bastonarlo con la scopa dopo l'ennesima malefatta. Addirittura con la matrigna lei cerca di far valere i suoi diritti (quando rammenta di aver lavato le tende). Inoltre è bravissima a ricordare molto gentilmente alla Fata Madrina di non averle dato tutto quello di cui aveva bisogno ("vi ringrazio, ma non vi sembra che il mio vestito..."), e riguardo al ballo lei è contentissima di quella serata anche se non sapeva di aver ballato con il Principe ("neanche il Principe in persona sarebbe...."). Se poi vogliamo passare ad un piano più simbolico il film è caratterizzato da due elementi: primo-il passare del tempo (simbolo è l'orologio, sgirdato da Cenerentola per non lasciarle tregua, molto significativo se pensiamo ai sistemi di produzione tayloristi dell'epoca) secondo (collegato al primo)- l'elemento luminoso (è lei che apre le finestre di tutta la villa facendo entrare la luce anche nelle stanze abitate dai personaggi malvagi, questo contrasta perfettamente con il personaggio della Matrigna, sempre lasciata nell'oscurità, e il contenuto simbolico è palese). Ora, un personaggio come questo non mi sembra proprio un personaggio passivo. Con Aurora invece ci stà un involuzione: al personaggio viene dato tutto (simbolo ne sono di Doni della Beltà e del Canto), anche nella foresta è Filippo (l'evoluzione nel film semmai è proprio nella figura del Principe, da effemminato ad eroe, passando anche per un processo di umanizzazione) a sedurla, stringendole addirittura la mano mentre lei cerca di divincolarsi, per poi essere vinta dal suo fascino. Concludo ringranziandoti del tuo articolo che rende giustizia a tante ragazze che di sicuro mi hanno fatto vivere meglio e hanno dato un notevole contributo, nell'immagine collettiva, a inculcare fin dai primi anni quel concetto bellissimo chiamato emancipazione. Andrea (Giagia) Giglio

» postato da Andrea Giglio alle 16:28 del 18-09-2004

2 anche io sono una fissata di disney,e sono estremamente d'accordo con te andrea! :D trovo l'articolo molto bello,ma per quanto riguarda aurora e biancaneve,io non capisco proprio dove sia il problema:la bella addormentata nel bosco è ambientata nel tardo medioevo(quindicesimo secolo,mi pare),e a quel tempo una fanciulla bella e con la dote del canto era il meglio che si potesse desiderare,e nessuno di certo si aspettava da lei che compiesse atti eroici.come per biancaneve,quando walt ha creato quei lungometraggi,desiderava raccontare delle favole,e quando quelle favole sono state raccontate per la prima volta,tanto, ma tanto tempo fa,quelle fanciulle erano l'incarnazione della femminilità.mulan,la sirenetta,sono storie di altri tempi o addirittura inventate. chi scrive storie si ispira a quello che succede nella sua epoca, se non è così, è un genio, e di geni ce ne sono pochi. a me aurora fa sognare e mi porta in luoghi che altrimenti non avrei mai immaginato,se poi non è in grado di prendere in mano la sua vita...a me che importa?una storia è bella proprio perchè è solo una storia. :wink:

» postato da Eva alle 19:42 del 18-09-2004

3 piaciuto tantissimo l'articolo :wink: «Cenerentola non ci pensa due volte a dare una schiccherata nelle terga del suo amico alato come punizione per averla svegliata dai suoi romantici sogni. Lei prende in mano le redini delle circostanze, facendo notare che nell'invito al ballo era specificato che TUTTE le ragazze in età da marito erano invitate al ballo e il suo diritto di partaciparvi era siglato dalla firma reale. Non ci pensa due volte nemmeno quando lascia i panni in mano alle sorellastre e si prepara per l'arrivo del Duca. Inoltre il suo rapporto con Lucifero mi sembra tutt'altro che di sottomissione: lei lo insulta (quando non riesce a riconoscergli nessuna qualità buona), lo prende per la collottola ed è decisa a bastonarlo con la scopa dopo l'ennesima malefatta. Addirittura con la matrigna lei cerca di far valere i suoi diritti (quando rammenta di aver lavato le tende). Inoltre è bravissima a ricordare molto gentilmente alla Fata Madrina di non averle dato tutto quello di cui aveva bisogno ("vi ringrazio, ma non vi sembra che il mio vestito..."), e riguardo al ballo lei è contentissima di quella serata anche se non sapeva di aver ballato con il Principe ("neanche il Principe in persona sarebbe...."). Se poi vogliamo passare ad un piano più simbolico il film è caratterizzato da due elementi: primo-il passare del tempo (simbolo è l'orologio, sgirdato da Cenerentola per non lasciarle tregua, molto significativo se pensiamo ai sistemi di produzione tayloristi dell'epoca) secondo (collegato al primo)- l'elemento luminoso (è lei che apre le finestre di tutta la villa facendo entrare la luce anche nelle stanze abitate dai personaggi malvagi, questo contrasta perfettamente con il personaggio della Matrigna, sempre lasciata nell'oscurità, e il contenuto simbolico è palese). Ora, un personaggio come questo non mi sembra proprio un personaggio passivo. » capirai sai che ci vuole a prendersela con un uccellino o con un orologio... :wink:

» postato da Morwen2 alle 21:43 del 18-09-2004

4 Grazie ragazzi, mi fa piacere che apprezziate il mio articolo (si vede che sono un estimatore sfegatato della Disney eh? <img src=:"> ) In effetti anche a me piacciono molto Biancaneve ed Aurora, ma è chiaro che i personaggi siano innegabilmente passivi, tuttavia ricchissimi di fascino. Biancaneve ha 14 anni quindi è chiaro che sia più timida, introversa e bambina di Cenerentola che ne ha 18. Per quanto riguarda Aurora (la Bella Addormentata e del 1959, mentre Cenerentola del 1950) essa è una via di mezzo e diciamo che è la più fortunata tra le tre non avendo dovuto passare attraverso la condizione di serva. La Bella Addormentata, sia il personaggio che il film presenta poi notevoli punti in comune con Cenerentola: i due personaggi sono animati da Marc Davis che prese come modella sempre Elene Stanley (Davis animò anche Malefica per il secondo film), Malefica e la Matrigna hanno la stessa voce, Elenor Audley, che servì anche da modella per le due cattive (la Matrigna fu opera dell'animatore Frank Thomas), la Fata Smemorina e Flora sono poi doppiate entrambe da Verna Felton, mentre i tre Principi (di Biancaneve, Cenerentola e Aurora) sono tutti opera di Milt Kahl. Palese pure l'assonanza del "buon compleanno" augurato per errore da Gas a Cenerentola e ad Aurora dalle Fate. Il film poi presenta molte similitudini anche con Biancaneve: il bacio, l'incantesimo con la proibizione (mamma mia sto parlando come Propp!), il duetto canoro con gli uccelli in mezzo al bosco, ecc. Ovviamente il film presenta anche delle innovazioni; prima tra tutte la colonna sonora è riarrangiata sul balletto della Bella Addormentata di Tchaikovsky; anche se nei titoli di coda è scritto che il classico è basato sulla versione di Perrault, è chiaro che la fiaba disneyana si attiene molto di più alla versione dei Grimm (chiamata Rosaspina) ed è la prima volta che un film uscito dallo studio si sviluppa sullo stile di un solo artista:Eyvind Earle, che compì numerosi studi per il film su una vastissima gammma di capolavori dell'arte, dagli arazzi medievali (come quelli fiamminghi dell'Unicorno) ai quadri di Botticelli. Il film è anche la prima fiaba in Technirama 70 (il primo cartoon in Cinemascope era stato Lilli e il Vagabondo) e il primo ad avere le strumentali incluse nel vinile (per scelta di Tutti Camarata)

» postato da giagia alle 20:49 del 20-09-2004

5 Ciao Giagia :shock: Eccoti qui, finalmente :D

» postato da franz alle 21:11 del 20-09-2004

6 «Ciao Giagia :shock: Eccoti qui, finalmente :D» Si sono qui, ma perdonami, non mi ricordo chi sei :oops: :oops: :oops: :oops:

» postato da giagia alle 12:19 del 22-09-2004

7 « Si sono qui, ma perdonami, non mi ricordo chi sei :oops: :oops: :oops: :oops:» Perdonami tu, pensavo fossi Marina con un nick diverso. Sono stato tratto in inganno dal messaggio che diceva "Grazie ragazzi, mi fa piacere che apprezziate il mio articolo" A quale 'articolo' facevi riferimento?

» postato da franz alle 14:19 del 22-09-2004

8 «A quale 'articolo' facevi riferimento?» Mago !!!! Non sei attento ??? Il primo post di questo thread è firmato Andrea (Giagia) Giglio, in cui commentava la notizia di Marina !!! I ringraziamenti erano x quel post !!!! Beccato ! :twisted:

» postato da -Kruppe- alle 14:41 del 22-09-2004

9 « Beccato ! :twisted:» Touchè :oops:

» postato da franz alle 14:43 del 22-09-2004

10 posso fare una piccola richiesta? Si potrebbe cambiare quell'immagine di Cenerentola con questa? http://www.arton5th.com/disney/an_enchanting_dress.jpg credo sia un pochettino meglio, voi che ne dite?

» postato da giagia alle 16:14 del 22-09-2004

11 veramente bella...cmq intanto benvenuto...quando il mio cervello sarà un tantino più in pace con se stesso leggerò tutto il tuo intervento! :wink:

» postato da CDuMbledore alle 16:27 del 22-09-2004

12 «posso fare una piccola richiesta? Si potrebbe cambiare quell'immagine di Cenerentola con questa? » hmmm, questo è feticismo! :mrgreen:

» postato da eNKay alle 16:35 del 22-09-2004

13 «posso fare una piccola richiesta? Si potrebbe cambiare quell'immagine di Cenerentola con questa? credo sia un pochettino meglio, voi che ne dite?» Carina e a malincuore ti dico di no per due ragioni: la prima è che l'articolo è già stato pubblicato (e preferiamo dedicarci ai nuovi), la seconda è che se a tutti gli utenti venisse in mente di suggerire immagini più adatte staremmo tutto il giorno a modificare. :wink:

» postato da franz alle 16:53 del 22-09-2004

14 Benvenuto Giagia!sai che mi sei già simpatico? :D «la Matrigna fu opera dell'animatore Frank Thomas» già... :( http://www.disneylandtoday.com/Legends/livepics/fthomas.jpgsniff...

» postato da Eva alle 17:10 del 22-09-2004

15 « Perdonami tu, pensavo fossi Marina con un nick diverso. » Dichiaro solennemente dinanzi a Vs Onore Stregonico e a questa Corte, che non mi sono fatta mai chiamare Giagia :) Nemmeno nei momenti di più intensa intimità :D Colgo l'occasione di questo intervento per assicurare ad Eva che anche a me piacciono i cartoni delle tre 'vecchiette' :) che ho 'demolito'. Non ne discuto affatto l'incanto e non intendevo certo farlo o mancare di rispetto al fantastico lavoro di Disney. Il mio era solo un tentativo di guardarle - al di là della magia che esercitano su di noi - da una diversa angolatura, quella 'sociologica'. Un cartone può essere bellissimo se valutato come fiaba, ma si può guardare anche sotto diverse angolature (ad es. la forza dei personaggi, le qualità del disegno etc - cosa, quest'ultima, in cui mai mi avventurerei perchè non ne capisco una mazza :)), e da queste può allora prestare il fianco a rilievi. Nell'esempio della Bella Addormentata, il Medioevo è stato ricco di personaggi femminili volitivi, anche in quei tempi oscuri. Quindi, ai miei occhi, il personaggio del cartone non può trarre un alibi, per la sua 'debolezza', dai tempi oscuri e sottomessi in cui vive. Resta il fatto che, al di fuori di queste speculazioni puramente teoriche, sono d'accordissimo con l'apprezzamento che mostri nei confronti della magia del cartone in sè. Sui rilievi di Giagia (il Giagia dello 'scandalo' ;)), sono meno d'accordo, fermo il fatto che hai pieno diritto di dissentire con la mia visione, e ci mancherebbe! Per me gli esempi che porti a 'discolpa' di Cenerentola sono deboli. Scelgo un esmpio su molti per non stare a ribattere punto per punto rischiando di annoiare tutti: non vedo grande determinazione nell'obiettare che al ballo sono invitate tutte le ragazze, perchè, a questa stregua, allora anche Biancaneve fa una cosa straordinaria convincendo il cacciatore a lasciarla andare. E questo vale per gli altri esempi che hai citato. Ma non preoccuparti. Sono talmente 'de coccio' che dissento persino con la frase dello zio Walt che hai riportato :) Per me Cenerella non va a cercare il Principe, almeno non in prima istanza. A lei interessa il ballo, e il Principe è un bonus. Tant'è vero - e tu stesso lo riporti - che accetta di ballare col primo cavaliere che la invita, senza sapere che è il Principe e senza dirgli "guarda, se tu non sei l'erede al trono non se ne parla neanche di ballare con te!" ;). E quando, ancora trasognata per la serata, torna coi piedi per terra, solo allora realizza "Non ho nemmeno conosciuto il Principe!". Cmq, al di là di assensi e dissensi, complimenti per la tua cultura disneyana enciclopedica.

» postato da Marina alle 20:18 del 22-09-2004

16 oh,ma io non sono affatto arrabbiata o indispettita o quant'altro! se ho lasciato intendere una cosa del genere chiedo venie,non era nelle mie intenzioni! :wink: per quanto riguarda la titanica mole di informazioni in possesso di giagia...la cosa atterrisce anche me! :shock: ma mi fa un immanso piacere avere a che fare con un fissatello... :D

» postato da Eva alle 21:46 del 22-09-2004

17 «oh,ma io non sono affatto arrabbiata o indispettita o quant'altro! » Più che altro mi sembravi dispiaciuta. Ma se non è, meglio così :)

» postato da Marina alle 13:55 del 23-09-2004

18 ««posso fare una piccola richiesta? Si potrebbe cambiare quell'immagine di Cenerentola con questa? credo sia un pochettino meglio, voi che ne dite?» Carina e a malincuore ti dico di no per due ragioni: la prima è che l'articolo è già stato pubblicato (e preferiamo dedicarci ai nuovi), la seconda è che se a tutti gli utenti venisse in mente di suggerire immagini più adatte staremmo tutto il giorno a modificare. :wink:» Vabbeh pazienza, se magari volete delle immagini per i prossimi articoli ho un database alquanto vasto, molto meglio delle clip art

» postato da giagia alle 19:33 del 23-09-2004

19 «« Dichiaro solennemente dinanzi a Vs Onore Stregonico e a questa Corte, che non mi sono fatta mai chiamare Giagia :) Nemmeno nei momenti di più intensa intimità :D Colgo l'occasione di questo intervento per assicurare ad Eva che anche a me piacciono i cartoni delle tre 'vecchiette' :) che ho 'demolito'. Non ne discuto affatto l'incanto e non intendevo certo farlo o mancare di rispetto al fantastico lavoro di Disney. Il mio era solo un tentativo di guardarle - al di là della magia che esercitano su di noi - da una diversa angolatura, quella 'sociologica'. Un cartone può essere bellissimo se valutato come fiaba, ma si può guardare anche sotto diverse angolature (ad es. la forza dei personaggi, le qualità del disegno etc - cosa, quest'ultima, in cui mai mi avventurerei perchè non ne capisco una mazza :)), e da queste può allora prestare il fianco a rilievi. Nell'esempio della Bella Addormentata, il Medioevo è stato ricco di personaggi femminili volitivi, anche in quei tempi oscuri. Quindi, ai miei occhi, il personaggio del cartone non può trarre un alibi, per la sua 'debolezza', dai tempi oscuri e sottomessi in cui vive. Resta il fatto che, al di fuori di queste speculazioni puramente teoriche, sono d'accordissimo con l'apprezzamento che mostri nei confronti della magia del cartone in sè. Sui rilievi di Giagia (il Giagia dello 'scandalo' ;)), sono meno d'accordo, fermo il fatto che hai pieno diritto di dissentire con la mia visione, e ci mancherebbe! Per me gli esempi che porti a 'discolpa' di Cenerentola sono deboli. Scelgo un esmpio su molti per non stare a ribattere punto per punto rischiando di annoiare tutti: non vedo grande determinazione nell'obiettare che al ballo sono invitate tutte le ragazze, perchè, a questa stregua, allora anche Biancaneve fa una cosa straordinaria convincendo il cacciatore a lasciarla andare. E questo vale per gli altri esempi che hai citato. Ma non preoccuparti. Sono talmente 'de coccio' che dissento persino con la frase dello zio Walt che hai riportato :) Per me Cenerella non va a cercare il Principe, almeno non in prima istanza. A lei interessa il ballo, e il Principe è un bonus. Tant'è vero - e tu stesso lo riporti - che accetta di ballare col primo cavaliere che la invita, senza sapere che è il Principe e senza dirgli "guarda, se tu non sei l'erede al trono non se ne parla neanche di ballare con te!" ;). E quando, ancora trasognata per la serata, torna coi piedi per terra, solo allora realizza "Non ho nemmeno conosciuto il Principe!". Cmq, al di là di assensi e dissensi, complimenti per la tua cultura disneyana enciclopedica.»Sono uno studente di Scienze della Comunicazione alla Sapienza e di Sociologia un pochino me ne intendo, almeno per capire che i commenti di una donna "de coccio" e di un uomo "de coccio" non potranno mai esere concordi, ripeto i ringraziamenti per le tue idee, quanto alla conoscenza enciclopedica disneyana, che altro ti aspetti da uno nato il 18 Novembre 1982? (Topolino nacque il 18 Novembre 1928) 8) <img src=:">

» postato da giagia alle 22:54 del 24-09-2004

20 «Colgo l'occasione di questo intervento per assicurare ad Eva che anche a me piacciono i cartoni delle tre 'vecchiette' :) che ho 'demolito'. Non ne discuto affatto l'incanto e non intendevo certo farlo o mancare di rispetto al fantastico lavoro di Disney.» chi dice che li hai demoliti?o almeno non mi pare di averlo detto...mi sa che con quel messaggio non mi sono proprio fatta capire... :? infatti: «Un cartone può essere bellissimo se valutato come fiaba, ma si può guardare anche sotto diverse angolature» sono d'accordo anche su questo! :wink: lo faccio spesso anche io,anche se non approfonditissimamente come te :wink:

» postato da Eva alle 21:53 del 25-09-2004

21 mi dite dove trovo immagini di topi femmine

» postato da (sonia porcino) alle 13:35 del 30-03-2008

22 «mi dite dove trovo immagini di topi femmine» Mi vengono in mente 100 risposte, e tutte molto cretine (ed esilaranti) <img src=:"> :shock:

» postato da franz alle 19:24 del 30-03-2008

23 ciao a tutte mi chiamo tiziana

» postato da (tiziana spagnolo) alle 16:44 del 30-09-2008

24 stano a me piace cererentola

» postato da (tiziana spagnolo) alle 16:45 del 30-09-2008

25 :D :) ;)

» postato da (tiziana spagnolo) alle 16:46 del 30-09-2008

Puoi continuare la discussione sul forum

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.