The Lord of the Rings Symphony. Un viaggio musicale nella Terra di Mezzo

Con le due tappe londinesi alla Royal Albert Hall si è conclusa il 23 settembre la breve parentesi europea del tour di Howard Shore e della sua The Lord of the Rings Symphony, che si è aperto con la prima mondiale in Nuova Zelanda in occasione del lancio del terzo film della trilogia del Signore degli Anelli, il Ritorno del Re

Nella sontuosa cornice di velluti rossi e fregi d’oro della Royal Albert Hall, mercoledì 22 settembre abbiamo assistito a un concerto che, per i fan di J.R.R. Tolkien accorsi a Londra da tutta Europa, resterà certamente nella storia.

Con in mano i biglietti acquistati ormai da quasi sei mesi, verso le 18.30 — orario indicato come apertura ufficiale delle porte della sala concerti — ci siamo avvicinati al nostro ingresso con fare circospetto. Infatti, anche se l’evento era stato ampiamente pubblicizzato sulla stampa britannica e su Internet, in tutta Londra non si vedeva neppure un poster, né una brochure, nulla, vuoto pneumatico. Neppure all’ingresso della Royal Albert Hall. Reprimendo la sottile angoscia che cresceva, sussurrando “Avete sbagliato giorno” e “Hanno cancellato il concerto e voi non lo sapevate”, abbiamo porto i nostri biglietti al tipo all’ingresso e quello ci ha fatto accomodare, informandoci che la sala non era ancora aperta ma che potevamo farci un giro nei corridoi e magari bere qualcosa ai molti bar distribuiti nei diversi piani.

Ancora trepidanti per lo scampato pericolo, ci siamo arrampicati fino al Circle — sì, la piccionaia insomma — e abbiamo iniziato a incontrare altra gente. Soprattutto inglesi. Vestiti male. E noi che ci eravamo fatti un sacco di problemi su cosa metterci per non fare brutta figura, andando perfino a controllare se per la serata fosse previsto un “dress code” particolare!

Dopo aver scambiato un migliaio di SMS con alcuni amici che dovevano raggiungerci in teatro, allo scadere dell’ora X ci siamo precipitati nel sancta sanctorum, la sala. I nostri posti, scelti su una mappina monodimensionale in Flash, sono risultati molto buoni: intendiamoci, sapevamo di averli scelti frontali, ma non credevamo che in piccionaia si potesse vedere così bene. Anche in questo la Royal Albert Hall mostra quanto gli inglesi ci tengano allo showbusiness dal vivo, già dai tempi del buon William Shakespeare. Ci sediamo che la sala è ancora semivuota e manca solo mezz’ora alle sette e mezzo, ora segnata sul programma come inizio del concerto. Qualcuno, vicino a me, afferma che sicuramente si inizierà in ritardo, ma alle 7:29 viene smentito dalle luci che si abbassano davanti a un teatro tutto esaurito.

La London Philharmonic Orchestra si dispone velocemente nel settore della pianta circolare davanti a noi: non c’è una fossa per l’orchestra stasera. Il palcoscenico è tutto per loro, sono loro oggi le star, insieme a tutto il coro: le London Voices e le voci bianche della London Oratory School “Schola Cantorum”, che prendono posto sul fondo. In tutto più di duecento persone.

L’emozione in sala cresce in un mormorio scandito da centinaia di flash delle macchine fotografiche, sparse un po’ dappertutto nonostante l’esplicito divieto. Quando tutto è pronto, accolto da una sapiente regia di luci quasi da concerto rock, finalmente entra Howard Shore, compositore e — per questa sera — meraviglioso direttore d’orchestra.

Silenzio in sala: che la musica abbia inizio.

Sulle note di “The Prophecy”, il maxischermo che sovrasta l’orchestra si accende sulla mappa della Terra di Mezzo, scivolando verso Hobbiton e la Contea. Riconosciamo le illustrazioni e gli storyboard realizzati da Alan Lee e John Howe per la trilogia cinematografica: scorrono sul maxischermo commentando e contestualizzando i diversi passaggi dei sei movimenti della sinfonia, che si snoda lentamente da un film all’altro, da un personaggio all’altro.


Un momento del concerto

Come sempre ascoltare dal vivo una sinfonia che ben si conosce è un’esperienza quasi magica, e in questo caso la prima mezz’ora di esecuzione è stata da pelle d’oca.

I canti elfici eseguiti magistralmente dalle voci femminili, dolci e misteriose, i cupi e gutturali cori dei nani nella sequenza The Bridge of Khazad Dûm, le voci bianche dei bambini — con una superba voce solista — che scandiscono le note della canzone di The Breaking of the Fellowship ci hanno trasportato in un battito di ciglia dentro la storia che amiamo e conosciamo così bene.

Dopo il primo intervallo, alla fine del secondo movimento, Shore è rientrato in compagnia della cantante scandinava Sissel, che ha interpretato The Gollum Song e, ovviamente, Into the West. La sua voce pura e spontanea era molto diversa da quella della Torrini e ancor più da Annie Lennox, ma ha saputo ugualmente regalare al pubblico che non cerca il pelo nell’uovo qualcosa di indimenticabile. Al termine del concerto, dopo quasi due ore di musica, il pubblico ha tributato a Shore e a tutti i musicisti presenti uno scrosciante applauso con standing ovation, che è andato avanti per cinque minuti buoni. Ma non è bastato perché ci fosse concesso un bis: Shore ha ringraziato il pubblico, la bella Sissel, l’orchestra e il coro e ha lasciato il palcoscenico, deludendo un po’ le nostre aspettative. Insomma, un bis lo concede anche Muti alla Scala... E anche l’attesa (breve, lo ammettiamo) davanti alla Stage Door fuori dal teatro, in compagnia di una piccola folla e qualche fan in tenuta elfica, si è rivelata infruttuosa: il macchinone parcheggiato lì vicino non era di Shore, ma solo di un qualche ricco signore arabo fanatico del Signore degli Anelli.

Alla fine di una serata così magica, pur ammettendo di non essere veri esperti di musica, possiamo dire che The Lord of the Rings Symphony ci è sembrata magnifica e il fatto che fosse eseguita dal vivo l’ha resa, alle nostre orecchie di profani, di gran lunga più emozionante e vibrante della versione registrata per i film di Peter Jackson. Speriamo che la fama di questa grande opera, che riesce a coniugare in modo straordinario la tradizione della musica classica al gusto moderno per il cinema, continui a crescere e che magari, durante uno dei prossimi tour in giro per il mondo, Howard Shore decida di fare anche una serata al Teatro alla Scala.

Autore: Elisabetta Vernier - Data: 28 settembre 2004

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Commenti

1 sono interessata alla faccenda: che versione hanno fatto? E' una sinfonia scritta appositamente per l'evento? Perchè se uno somma le musiche dei tre film vengono fuori più di tre ore. Dimmi, dimmi.

» postato da Leida80 alle 11:14 del 28-09-2004

2 Anche io vorrei maggiori dettagli! Mammamia, è bastata la descrizione a farmi venire i brividi: non so immaginare che avrei provato se fossi stata presente!

» postato da Morgana alle 11:30 del 28-09-2004

3 «Anche io vorrei maggiori dettagli! Mammamia, è bastata la descrizione a farmi venire i brividi: non so immaginare che avrei provato se fossi stata presente!» Ho ancora la pelle d'oca. Per chi conosce l'inglese, vi posto un link con il resoconto di un altro fan relativo al concerto di Maggio, il primo a Londra. http://www.iansmith.co.uk/lotr/weblogs/May23rd2004.htm Ci sono anche delle belle foto. Per quanto riguarda la sinfonia, sono due ore di musica divise in sei movimenti, due per ogni "libro". In particolare: The Fellowship of the Ring Movement 1 The Prophecy Concerning Hobbits The Shadow of the Past A Short Cut to Mushrooms The Old Forest A Knife in the Dark Movement 2 Many Meetings The Ring Goes South A Journey in the Dark The Bridge of Khazad-Dum Lothlorien Gandalf's Lament Farewell to Lorien The Great River The Breaking of the Fellowship The Two Towers Movement 3 Foundations of Stone The Taming of Smeagol The Riders of Rohan The Black Gate is Closed Evenstar - The White Rider Treebead The Forbidden Pool Movement 4 The Hornburg Forth Eorlingas Isengard Unleashed Gollum's Song The Return of the King Movement 5 Hope and Memory The White Tree The Steward of Gondor Cirith Ungol Anduril Movement 6 The End of All Things The Return of the King The Grey Havens Into the West

» postato da Eliver alle 12:15 del 28-09-2004

4 uhmmm...a occhio e croce è tutta la verisone commerciale della prima OST, mentre le altre due mancano di qualche pezzo. Ma ne faranno mai un cd?

» postato da Leida80 alle 12:21 del 28-09-2004

5 «uhmmm...a occhio e croce è tutta la verisone commerciale della prima OST, mentre le altre due mancano di qualche pezzo. Ma ne faranno mai un cd?» Dovrebbero vendere il DVD del concerto Live (a Montreal credo) insieme alla Gift Set di ROTK... di CD però non ho ancora sentito parlare...

» postato da Eliver alle 12:30 del 28-09-2004

6 :shock: figo!!!

» postato da Leida80 alle 12:42 del 28-09-2004

7 Ottima rece Eli... da pelle d'oca. Una curiosità: Shore ha diretto senza bacchetta.

» postato da Garrett alle 12:43 del 28-09-2004

8 Finalmente bella musica dalla Terra di Mezzo, perché finora... Se avete un nemico, fategli ascoltare il long playing "Music inspired by The Lord of the Rings" del musicista svedese Bo Hansson, Virgin Records, 1973! Non sono mai riuscito a rivenderlo...

» postato da pick alle 08:59 del 29-09-2004

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