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Fumetti e giochi alle terme

Con il patrocinio della Provincia di Alessandria e del Comune di Acqui Terme, sabato 14 e domenica 15 giugno si terrà Acquicomics VI — Salone del Fumetto, del Gioco e dell’Intrattenimento ad Acqui Terme.
Gli oltre 4000 mq della fiera sono stati suddivisi in aree. Vi è un zona dedicata alle mostre, con sculture ispirate alle opere di H.P. Lovecraft e un’analisi del rapporto dei fumetti con la morte partendo da Dylan Dog. Una seconda zona è dedicata agli incontri con vari autori, fumettisti e non. Una terza zona è dedicata alle proiezioni, tra le quali spicca una monografia di Peter Jackson, noto regista del recente trittico cinematografico de Il Signore degli Anelli. Non mancherà, e sarà anche piuttosto estesa, la zona dedicata al gioco in ogni sua forma, all’interno della quale si svolgeranno anche alcuni tornei di importanza nazionale.
Il biglietto per partecipare al salone costa 2€, ma l’organizzazione fa sapere che viene dato in omaggio a chi si presenta vestito in costume, ha meno di sei anni, si iscrive a uno dei tornei convenzionati, è giornalista, militare, è registrato al motoraduno “Incontri in Officina”, cammina sulle mani o ha due teste.
Per avere informazioni: tel. 0144-312426, fax 0144-313707 o si può scrivere un’email all’indirizzo info@acquicomics.it.
Sul sito dedicato alla manifestazione si trova il programma completo dell’evento, oltre a una comoda cartina animata per sapere come raggiungere la fiera.
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Notizie correlate
Commenti
2 Sono molto curioso di leggerlo... stavo per comprarlo ma poi le uscite imminenti della Fanucci che dovrò acquistare (imperativo categorico!) mi hanno fatto recedere... appena posso lo compro!!!
Ho letto alcune recensioni di "The Scar", il nuovo romanzo di Mieville ambientato sempre nel mondo di New Crobuzon, e sono positivissime... in più mi pare che China abbia sbancato al British Fantasy Award.
E' nata una stella? Se è così ne sono felice... mi piacerebbe solo fare lo scrittore (bravo) anche a me, sob! ![]()
» postato da Jon Snow alle 14:54 del 15-09-2003
3 «Io Perdido l'ho letto in tre giorni. ECCELLENTE.
Grandissima ammirazione. Zero invidia.
ops:»
La mia recensione è un'opinione e come tale non vuole essere considerata oggettiva: è il punto di partenza per una discussione. Per il mio personale parametro, oltre tutto, un "buono" equivale a un consiglio di lettura. Ottimo lo do a pochi, eccellente a nessuno finché non resto folgorato (e per ora mi ha folgorato soltanto Ursula Le Guin, in ambito fantasy).
Qui si chiede di discutere di Perdido Street Station.
Ad ogni modo, se sei capace di leggermi nella mente (invidioso? E di che?), sei nel posto giusto: qui siamo tutti appassionati di fantasy. ![]()
» postato da Negróre alle 15:15 del 15-09-2003
4 «Alla faccia! Mi vengono in mente romanzi di 400 pagine pubblicate
da case editrici allo sfascio in cui Boscaioli onniscienti conducono diritti alla nascostissima meta personaggi indifferenti.
Io Perdido l'ho letto in tre giorni. ECCELLENTE.
Grandissima ammirazione. Zero invidia.
ops:»
Ehm giuro che non ho capito un acca di quel che intendevi dire...
» postato da Questor alle 15:31 del 15-09-2003
5 «Sono molto curioso di leggerlo... stavo per comprarlo ma poi le uscite imminenti della Fanucci che dovrò acquistare (imperativo categorico!) mi hanno fatto recedere... appena posso lo compro!!!»
Acquistalo e leggilo: merita.
Oltre tutto, la recensione non prende in considerazione - volutamente - alcuni altri temi considerati da Mieville (intelligenza artificiale e, soprattutto, leggi di popoli e razze diversi a confronto: molto interessanti entrambi).
Cose di cui mi piacerebbe discutere con qualcuno che ha letto il romanzo (quindi affrettati!
.
» postato da Negróre alle 15:32 del 15-09-2003
6 Mah, io sono invidioso di un sacco di scrittori, questo non m'impedisce di rilevarne la grandezza. Questa e' la filosofia con cui recensiamo libri e film. Non abbiamo interesse a demolire nessuno ne' a incensare i presunti 'amici', e ci consideriamo amici di tutti coloro che vogliono allargare i confini del mondo fantasy.
» postato da franz alle 15:35 del 15-09-2003
7 Ma porc... mi tocca leggere anche questo! Ma perchè sono malato di fantasy? Non posso farne a meno, ma porc, ma che cav, ma insomm... e vai, altre 700 e passa pag, ma come faccio a non leggerlo? Oltretutto, me l'ha anche consigliato un amico che lo ha letto...
» postato da Zio Zofu alle 16:53 del 15-09-2003
8 «Mah, io sono invidioso di un sacco di scrittori, questo non m'impedisce di rilevarne la grandezza. Questa e' la filosofia con cui recensiamo libri e film. Non abbiamo interesse a demolire nessuno ne' a incensare i presunti 'amici', e ci consideriamo amici di tutti coloro che vogliono allargare i confini del mondo fantasy.»
eh, pensa te, io sono pure invidioso di te e di andrea!
che faccio mi sparo?
:">
» postato da Emanuele Terzuoli alle 16:59 del 15-09-2003
9 MA SIII!!! INVIDIAMOCI TUTTIII!!!
Per Negrore: è una parola leggerlo in tempi brevi per me in questo momento!!!
Allora devo leggere "Il Ritratto Di Dorian Gray" che mi ha prestato un amico (consigliandomi di leggere anche classici oltre che Fantasy) poi devo leggere il secondo volume de "Il Ciclo di Belgariad" di Eddings e poi... beh, ho deciso di comprarmi e leggere in inglese uno scrittore (Fantasy) che per ora nessuno ha intenzione di tradurre qui in Italia: STEVEN ERIKSON (eh Franz? ti dice nulla??? Eheheheh!!!). Quindi caro Negrore, con tutto che Mieville mi stuzzica l'appetito, per ora nulla!
» postato da Jon Snow alle 11:11 del 16-09-2003
10 ...zarola. Ieri sera ho visto Lippi e mi sono scordato di parlargli di Erikson.
ops:
» postato da franz alle 11:25 del 16-09-2003
11 FRANZ!!!
NOOOOOOOOO!!! Ma come hai potuto??? Io sono mesi che brucio in un'attesa disperata!!! Argh!
E tu hai dimenticato di chiederglielo?
![]()
» postato da Jon Snow alle 13:59 del 17-09-2003
12 Niente paura, siamo comunque in contatto. So, per esempio, che a dicembre mondadori ripubblichera' Howard/conan. Lascia che sia nebuloso sui particolari (seguira' notizia)
» postato da franz alle 14:24 del 17-09-2003
13 Questa è una BELLISSIMA notizia, Franz. Grazie di cuore!!! Il mio portafoglio ti ringrazia un po' di meno, eheheh!
![]()
» postato da Jon Snow alle 14:35 del 17-09-2003
14 « Io Perdido l'ho letto in tre giorni. ECCELLENTE. » Io invece l'ho letto bene per i primi tre giorni, poi giunto ad un terzo ho iniziato a sbuffare. Boh, forse è la traduzione, veramente irritante a tratti. Prima o poi mi ci dedicherò meglio. Anche Cryptonomichon di Stephenson mi ha fatto lo stesso effetto: inizio... dopo 200 pagine mi scasso... poi mi ci sono rimesso e l'ho trovato grandioso. Beh, sicuramente è un libro al di sopra della media. Il voto mi sembra adeguato. Luca
» postato da alle 21:06 del 20-10-2003
15 ««
Io Perdido l'ho letto in tre giorni. ECCELLENTE. »
Io invece ...
Luca»
Azz.. scusate pensavo di essere loginato. ![]()
» postato da Luca Zaffini alle 21:09 del 20-10-2003
17 «Ma chi c'è qui?
Ciao Luca!
»
Ciao Rick!
Non so perchè ho aspettato tutto questo tempo prima di unirmi al forum. Boh, forse perchè seppure il fantasy mi piace assai, non mi ritengo un esperto... anzi.
ops:
A presto!
» postato da Luca Zaffini alle 11:09 del 21-10-2003
18 «Io invece l'ho letto bene per i primi tre giorni, poi giunto ad un terzo ho iniziato a sbuffare. Boh, forse è la traduzione, veramente irritante a tratti.»
Anzitutto ciao, Luca: non ho ancora avuto l'occasione di darti il benvenuto.
Traduzione Perdido Street Station.
Come dicevo altrove, dubito che la colpa sia della traduttrice, che mi pare abbia fatto un ottimo lavoro. Ho come l'impressione che tutto dipenda da uno stile di partenza, perché interpretare in modo così arzigogolato un libro di 740 pagine è scrittura, non traduzione (nel senso che ci vorrebbe un notevole impegno). La mia resta un'impressione, però, perché non ho letto Mieville in lingua originale.
Poi, forse, a volte può esserci stato un eccesso di traduzione alla lettera... ma il romanzo ha una mole notevole, non riesco a biasimare la traduttrice.
Poi, se vuoi, c'è il discorso dello stile adattato a New Crobuzon... con quella sua continua aggettivazione che mira alla decadenza. Ecco, questo è ciò che ho definito "barocco", come dire "un eccesso". Sebbene affascinante dapprincipio, dappoi stanca.
I difetti di Perdido Street Station secondo me stanno tutti qui: l'eccesso di pagine e il linguaggio alla lunga pesante (e, se vuoi, un orrendo errore di concezione nell'evento cardine della vicenda).
E nonostante questo, il romanzo dovrebbe essere letto da tutti, perché i contenuti e l'inventiva di Mieville sono di grande livello.
» postato da Negróre alle 11:21 del 28-10-2003
19 «
Traduzione Perdido Street Station.
Come dicevo altrove, dubito che la colpa sia della traduttrice, che mi pare abbia fatto un ottimo lavoro.
...
I difetti di Perdido Street Station secondo me stanno tutti qui: l'eccesso di pagine e il linguaggio alla lunga pesante (e, se vuoi, un orrendo errore di concezione nell'evento cardine della vicenda).»
Mmm... in parte condivido ciò che dici circa lo stile di New Crobuzon... dopo un pò è veramente pesante. Lo è anche il continuo riferimento alla geografia metropolitana ("Tizio doveva andare al Ponte dei Fringuelli, posto a nord del Canalone Fognario Destro, dove s'incrociavano Via Schifosa e Corso del Marciume Fetentone").
Tuttavia secondo me ci sono diverse imprecisioni nella traduzione, proprio come scelta di termini. Adesso mi è impossibile ritrovarle.
Comunque condivido: è da leggere.
» postato da Luca Zaffini alle 15:36 del 28-10-2003
20 «
Traduzione Perdido Street Station.
Come dicevo altrove, dubito che la colpa sia della traduttrice, che mi pare abbia fatto un ottimo lavoro.
...
I difetti di Perdido Street Station secondo me stanno tutti qui: l'eccesso di pagine e il linguaggio alla lunga pesante (e, se vuoi, un orrendo errore di concezione nell'evento cardine della vicenda).»
Mmm... in parte condivido ciò che dici circa lo stile di New Crobuzon... dopo un pò è veramente pesante. Lo è anche il continuo riferimento alla geografia metropolitana ("Tizio doveva andare al Ponte dei Fringuelli, posto a nord del Canalone Fognario Destro, dove s'incrociavano Via Schifosa e Corso del Marciume Fetentone").
Tuttavia secondo me ci sono diverse imprecisioni nella traduzione, proprio come scelta di termini. Adesso mi è impossibile ritrovarle.
Comunque condivido: è da leggere.
» postato da Luca Zaffini alle 15:37 del 28-10-2003
21 Scusa Negrore, io forse me la sono dormita...ho letto Perdido Street station prima di avere letto la tua recensione, e l'ho trovato molto bello...però non riesco a capire di quale "orrendo errore di concezione nell'evento cardine della vicenda" tu stia parlando...forse non ci sono arrivato...me lo dici per favore così smetto di soffrire? Grazie
» postato da Enrico Valdinocci alle 22:36 del 23-09-2004
22 «Scusa Negrore, io forse me la sono dormita...»
In attesa che Andrea risponda, ti do il benvenuto ![]()
» postato da franz alle 05:49 del 24-09-2004
23 ««Scusa Negrore, io forse me la sono dormita...»
In attesa che Andrea risponda, ti do il benvenuto
»
Anch'io...
...ciao, bel hobbit! ![]()
» postato da Perrin Aybara alle 08:37 del 24-09-2004
24 «Scusa Negrore, io forse me la sono dormita...ho letto Perdido Street station prima di avere letto la tua recensione, e l'ho trovato molto bello...però non riesco a capire di quale "orrendo errore di concezione nell'evento cardine della vicenda" tu stia parlando...forse non ci sono arrivato...me lo dici per favore così smetto di soffrire? Grazie»
Ciao Enrico, benvenuto!
Metto un avviso di spoiler, è proprio necessario.
SPOILER
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L'errore, o la mostruosa ingenuità, è presente nell'evento che libera quelle bestiacce infami tenute prigioniere con fasce metalliche (sia chiaro, qui c'è un secondo me, ma sono davvero convinto che sia un grosso grosso errore oggettivamente - altrimenti non l'avrei scritto nella recensione).
Queste bestiacce sono pericolossissime, lo sanno tutti e tutti le temono, compreso quell'essere polimorfo che le detiene inchiodate alle pareti con fasce metalliche.
Il romanzo è costruito benissimo, ha una coerenza interna lampante. Quindi non ci piove che l'unica bestiaccia in libertà, quella "di Grimnebulin", "senta" le compagne e riesca a raggiungerle e a creare quel casino.
Quello che è assolutamente inverosimile, anzi direi veramente idiota (non do dell'idiota a China Mieville, che è un grande, ma alla soluzione trovata sì), è il fatto che una delle guardie abbia le chiavi delle fasce metalliche addosso.
Ma come?!
Sono talmente pericolose che devi guardarle con uno specchietto altrimenti sei fritto e con il rischio che corri ti danno le chiavi? Capisco che il "boss polimorfo" possa aver sottovalutato l'intelligenza delle bestiacce (proprio lui, così acuto?), ma anche ammettendo questa realistica possibilità, il fatto resta veramente inverosimile: nessuno commetterebbe un simile errore. Nessuno.
Un insulto all'intelligenza del lettore.
Ma, insomma, nulla di grave in un romanzo così bello e articolato. Succede. Anzi, è proprio per il fatto che il resto fila che è un piacere che questa vistosa sbavatura nella trama diviene più evidente.
Il fatto è che, non dimentico, quello è l'evento cardine. Peccato.
Certo, trovare una soluzione diversa e credibile era difficile e di quell'evento Mieville aveva assoluto bisogno, perché senza di esso tutta la parte successiva del romanzo non ha senso di esistere. Insomma, quelle bestiacce dovevano scappare.
Ma così...
FINE SPOILER
A ogni modo, Mieville si fa abbondantemente perdonare, perché ha un'inventiva seconda a nessuno e il romanzo merita di essere letto (tant'è che ho già acquistato il suo seguito, appena uscito per Fanucci).
» postato da Negróre alle 08:42 del 24-09-2004
25 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano..... Sembra un bel libro, sto valutando l'acquisto......mi piace quello stile un po' decadente.......e poi pare sia difficile trovare qualcosa di davvero originale, di questi tempi. Sbaglio o si tratta di un'opera difficilmente classificabile? Nel senso che mi pare vi si trovi di tutto un po'..... Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 20:50 del 28-09-2004
26 «Sembra un bel libro, sto valutando l'acquisto......mi piace quello stile un po' decadente.......e poi pare sia difficile trovare qualcosa di davvero originale, di questi tempi.» Allora fa per te, credimi. New Crobuzon è molto decadente. E se c'è qualcosa di "nuovo" in circolazione, China Mieville ci si infila di sicuro (il romanzo ricorda molte cose, ma è la mescola di queste cose a essere originale e caleidoscopica). Prova, non credo te ne pentirai. Alla fin fine, tirando le somme, è tra i migliori romanzi che ho letto negli ultimi anni (e non a caso ho acquistato in questi giorni il suo seguito).
» postato da Negróre alle 10:11 del 29-09-2004
27 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano..... «Alla fin fine, tirando le somme, è tra i migliori romanzi che ho letto negli ultimi anni (e non a caso ho acquistato in questi giorni il suo seguito).» "La città delle navi", giusto? Dunque è una vera e propria saga? Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 14:19 del 29-09-2004
28 «"La città delle navi", giusto? Dunque è una vera e propria saga?» Mi hanno detto che con il terzo romanzo torna a New Crobuzon (mentre il secondo si ambienta fuori dalla sua città). Tuttavia sono libri singoli. Se di saga si tratterà nel tempo, sarà alla Drenai, per capirsi.
» postato da Negróre alle 15:07 del 29-09-2004
29 Ave, discendenti del glorioso Impero Romano..... Très bien, mi hai convinto, Negròre. Li metto entrambi nella 'wishlist'. Il Divino Cesare invia i propri saluti.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 21:00 del 29-09-2004
30 Cacchio, me l'ero proprio dormita di brutto...si vede che ero troppo preso dalla lettura
Comunque grazie tanto Negròre, effettivamente è un errore non da poco...
Per adesso aspetto che mi arrivi dalla Fanucci il nuovo libro, La città delle navi, non vedo l'ora di leggerlo...
Ciao e a presto
P.S: un saluto in ritardo a tutti quelli che mi hanno dato il benvenuto (ero in ferie!!!!)
Ciao
» postato da Enrico Valdinocci alle 14:46 del 01-10-2004
31 Non sò, sono indeciso
che fare prenderlo oppure no? la trama è intrigante, ma io detesto gli scrittori che si dilungano troppo e che attendono 300 pagine di nulla prima di far accadere qualche cosa
Che dite, detto questo, pensate che mi convenga prenderlo?
:
» postato da Mja Dell alle 17:28 del 27-11-2004
32 Finito di leggerlo oggi su un turbolento volo Roma-Milano.
Bello! Ammetto che faccio parte di quella categoria di lettrici le quali abbandona il libro se non accade nulla dopo un ragionevole numero di pagine (meno di 100
). Perdido Street Station ha fatto eccezione.
La curiosità di sapere come Grimnebulin riuscirà a soddisfare il contratto con Yagharek e la fiera di bizzarri personaggi che incontra sulla sua strada sono due buone ragioni per non interrompere la lettura, quando poi compaiono i bruchi diventa quasi impossibile staccarsi dalle pagine.
L'ho letto in inglese e confermo ad Andrea che lo stile è barocco e arzigololato, a volte scorrevole, a volte poetico altre volte difficile da seguire, sembra di essere sulle montagne russe. Non mi stupirei se i traduttori avessero dovuto fare i salti mortali, soprattuto per tradurre i vaneggiamenti del Tessitore. Fortunatamente queste diverse caratteristiche dello stile di Mieville sono ben equilibrate ed il libro si fa leggere bene.
I fatti narrati sono avvincenti, i personaggi pur originali e bizzarri sono molto ben costruiti ed approfonditi. Un libro che secondo me merita.
» postato da Melian alle 14:57 del 22-12-2004
33 Perdido Street Station è il miglior romanzo fantastico (il termine fantasy gli sta stretto) in cui mi sia imbattuto negli ultimi anni. Dire che Mieville sta un gradino sopra i suoi colleghi é riduttivo; sta un intera rampa di scale più su. I personaggi sono eccellenti. Tutti. La cosa non dipende dalla lunghezza dell'opera visto che anche quelli che occupano una manciata di pagine sono molto più che semplici comparse. La trama é ottima. L'autore intreccia alla vicenda principale le storie intime e personali dei personaggi ottenendo un incredibile valore aggiunto. La vicenda centrale ha anche il pregio di essere incentrata non sul tipico cattivo del genere fantasy, ma su creature che in fondo si limitano ad esercitare la loro natura e sono in gran parte vittime esse stesse. Anche l'alleanza che si organizza per eliminarle non è costituita da "buoni", ma da un eterogeneo gruppo che prevede la presenza di umani pronti a tutto, criminali, entità senzienti che perseguono i loro scopi e chi più ne ha più ne metta. Unico difetto é la questione della chiave già sottolineata da negroré. Inutile dire che credo ci si possa passare sopra senza problemi, e che più che di difetto si debba parlare di neo. Un neo che cmq scompare nella magnificienza dell'opera. L'ambientazione é originale, coerente, e completissima. Lo spiegare le cose un po' alla volta contribuisce a creare un atmosfera realistica. New Crobuzon poi, é una citta viva. Leggendo dà l'impressione che possa benissimo esistere a prescindere dai personaggi e dalla storia. Unica pecca é rappresentata dalle descrizioni degli itinerari e dagli spostamenti dei personaggi da un luogo all'altro che forse sono un po' confuse. Lo stile non mi é parso pesante. Certo é complesso e barocco ma non fine a se stesso. Per intenderci, trovo molto più sconveniente l'aggettivazione usata da un brooks, il quale cerca di ottenere un tono epico non con gli eventi e con l'ambientazione ma con una prosa pretenziosa (pensate all'incipit della spada di shannara). Mieville invece usa uno stile complesso che é assolutamente idoneo a descrivere New Crobuzon, una specie di Ank Morphork maledetta. Tanto più che le frasi fiorite si ritrovano per la gran parte nelle descrizioni della città, mentre i dialoghi e i momenti ricchi di azione si basano su un modo di scrivere molto più immediato (sto pensando alla battaglia nei cieli tra manipolatrici, tessitore e falene, lo scontro finale e molti altri episodi). Altro elemento che mi ha estasiato é la "fisicità" che caratterizza i vari esseri viventi. Dagli umani alle kepri, dai vodianoy alle falene passando per i rifatti, pare che mieville persegua un'estetica basata sui corpi, che si presentano come mossi da un'energia animalesca contenuta in involucri di carne, ossa e muscoli mischiati nei modi più disparati. Non so se son riuscito a farmi capire, cmq per questo aspetto mi ha fatto pensare al barker di imajica e cabal. Questo approccio è di certo facilitato dalle tipologie raziali estremamente originali che mieville crea. Infine, posso comprendere chi troverà fastidioso il fatto che il tutto prenda il via verso pagina 250. Di mio, questa cosa non mi ha creato problemi, mieville è talmente bravo che credo potrei leggermi senza lamentarmi centinaia di pagine basate sul cazzeggio dei dragomini. La traduzione fanucci non è affatto male, cosa di cui mi rallegro. Leggerselo tutto in originale avendo una conoscenza dell'inglese non perfetta potrebbe portare il povero lettore ad un esaurimento nervoso. Visto quanto ho appena detto, dovendo dare un voto mi limito a 4 stelline visto che le 5 sono conferibili esclusivamente al tolstoj di guerra e pace. Non travalicando il genere invece, mi dovrei tenere molto più largo...
» postato da frankifol alle 03:16 del 10-05-2005
34 Ancora una voltaconcordo con frankifol (sicuro di non leggermi nel pensiero?
) : perdido è un bellimo romanzo al di fuori dei generi: se volete un libro di denuncia sociale misto a una ottima storia (anche se io sono al 40 % e quindi non l'ho ancora finito) prendelo ![]()
» postato da Mja Dell alle 19:10 del 10-05-2005
35 Ave, Uppo il thread per dire che c'è anche un'altra discussione interessantissima su questo autore, precisamente qui: http://www.fantasymagazine.it/forum/viewtopic.php?t=4943&highlight=china E poi perchè Mièville è uno dei maggiori talenti letterari del nostro tempo. Divus Imperator Dixit.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 22:22 del 14-01-2006
36 mi avete messo una gran curiosità...credo che lo prenderò... ![]()
» postato da totoro alle 21:35 del 07-06-2006
37 Ave,
«mi avete messo una gran curiosità...credo che lo prenderò...
»
Bravo, fratello.
Divus Imperator Dixit.
» postato da T.U.F.K.A.C.* alle 22:40 del 07-06-2006
38 Resuscito questo thread per avvisare i naviganti che, qualora volessero leggersi la mia LUNGA recensione su questo bizzarro libro, la trovano qui
» postato da Rakanius alle 23:47 del 05-05-2009
39 Finalmente qualcuno che parla ancora di Perdido Street Station, il migliore della Trilogia del Bas-Lag, imho. ^_______^ Ho letto la tua rece Rakanius, concordo in parte ma non del tutto. In ogni caso, questo è veramente un libro che prende a calci nello stomaco, fin dalle prime pagine. Anche io ci rimasi scioccata... Qualche anno fa ho fatto una recensione, metto qui il link. Se c'è qualche problema, lo tolgo. http://www.terrediconfine.eu/perdido-street-station.html Anche la mia è lunghina, e c'è qualche spoiler.
» postato da Kinzica alle 10:10 del 06-05-2009
40 «
Ho letto la tua rece Rakanius, concordo in parte ma non del tutto.»
Beh ci mancherebbe ...
Il libro è notevole, ne riconosco la validità e mi è piaciuto anche se non so se troverei la forza di rileggerlo, però nel parlarne ho deciso di non essere reticente verso gli aspetti che non mi hanno convinto e ce ne sono diversi.
A volte ovviamente si tratta solo di questioni di gusti personali.
Il tuo articolo lo avevo già letto, bello, però in effetti è parecchio "spoilerante" sul finale.
» postato da Rakanius alle 21:38 del 06-05-2009
41 ««
Ho letto la tua rece Rakanius, concordo in parte ma non del tutto.»
Beh ci mancherebbe ...
Il libro è notevole, ne riconosco la validità e mi è piaciuto anche se non so se troverei la forza di rileggerlo, però nel parlarne ho deciso di non essere reticente verso gli aspetti che non mi hanno convinto e ce ne sono diversi.
A volte ovviamente si tratta solo di questioni di gusti personali.
Il tuo articolo lo avevo già letto, bello, però in effetti è parecchio "spoilerante" sul finale.»
Hai fatto benissimo a non essere reticente
A questo servono più recensioni, a dare un'idea globale.
Quanto ai miei spoiler...sigh...questa rece è una delle mie prime, ancora non avevo chiare alcune cose, es: NON si racconta il finale...
ops:
» postato da Kinzica alle 21:46 del 06-05-2009
42 Che rabbia, io ho il primo e il terzo volume della trilogia di Miéville; del secondo, nemmeno l'ombra.
Non mi va di cominciare la saga e poi ritrovarmi, probabilmente affascinato dal suo mondo, senza un tassello fondamentale.
O si può rischiare?
» postato da by Ax alle 22:48 del 06-05-2009
43 «Che rabbia, io ho il primo e il terzo volume della trilogia di Miéville; del secondo, nemmeno l'ombra.
Non mi va di cominciare la saga e poi ritrovarmi, probabilmente affascinato dal suo mondo, senza un tassello fondamentale.
O si può rischiare?»
Puoi tranquillamente rischiare ^__^. I libri sono autoconclusivi; hanno in comune l'ambientazione, ma cosidera che PSS si svolge in una città, TS in mare e IC narra principalmente di un viaggio in treno.
» postato da Kinzica alle 22:55 del 06-05-2009
44 I tomi del sul Bàs Làg sono tutti indipendenti e autoconclusivi, By Ax.
Un po' come la trilogia CyberPunk di Gibson, cambia anche gran parte dei personaggi, di volta in volta. ![]()
» postato da un muspeling alle 22:56 del 06-05-2009
45 Splendida notizia, grazie.
Non mi resta che cominciare a camminare per le vie di Perdido... Vado! ![]()
» postato da by Ax alle 23:06 del 06-05-2009
46 «
Un po' come la trilogia CyberPunk di Gibson, cambia anche gran parte dei personaggi, di volta in volta.
»
Il paragone non è lusinghiero per Mieville
![]()
» postato da Palin alle 10:27 del 07-05-2009
47 Tu dici?
Ma se Gibson è il mio autore di SF favorito e Neuromante uno dei libri di SF che prediligo? ![]()
» postato da un muspeling alle 10:47 del 07-05-2009
48 «Tu dici?
Ma se Gibson è il mio autore di SF favorito e Neuromante uno dei libri di SF che prediligo?
»
È un problema tuo ![]()
» postato da Palin alle 10:54 del 07-05-2009
49 Altrettanto a te, messere!

» postato da un muspeling alle 11:13 del 07-05-2009
50 Sono a pagina 300 e non ho ancora capito se Miéville mi piace. Da un lato, trovo sia bravo a tratteggiare i personaggi con poche righe — la malinconica tristezza iniziale del garuda, Yagharek, viene resa bene nonostante egli compaia pochissimo — e dotato di una bella immaginazione, in grado di far 'vivere' le scene. Si respira una grande serietà tra le pagine e i dialoghi mi sembrano acuti, non banali. Dall'altro, però, la tendenza a dettagliare ogni cosa si presenti sotto la sua penna (parlo di questo romanzo, non ho letto altro dell'autore), dilata notevolmente la trama senza sostanzialmente aggiungere nulla, o quasi; in questa prima parte è successo pochissimo in grado di far prevedere gli sviluppi futuri. Non mi sono annoiato, ma neanche esaltato. L'atmosfera è, per il momento, l'unica forza che mi fa continuare.
» postato da by Ax alle 19:29 del 13-05-2009
51 Ho avuto quasi la stessa impressione io sino a quel punto...
aspetta che saltino fuori le care falenucce però, e poi vedrai! ![]()
» postato da un muspeling alle 20:16 del 13-05-2009
52 Sto proseguendo la lettura, ma anche la comparsa delle 'simpatiche' falene non ha dato una netta impennata al mio interesse. Determinanti, in questo, sono due aspetti. Il primo è la tendenza di Miéville a evitare l'essenzialità delle situazioni. Il secondo è che un'ambientazione così variegata rende ogni cosa 'accettabile'. Non riesco a sorprendermi di nulla proprio perché nulla contrasta col conosciuto. Riesco ad apprezzare l'originalità di molti aspetti, ma non rimango a bocca aperta, per intenderci.
Una cosa che mi ha lasciato perplesso:
************************* ATTENZIONE SPOILER *****************
Dopo il lungo travaglio che porta alla trasformazione della falena accudita da Isaac — primo vero colpo di scena, dopo 300 pagine —, in un battito di ciglia questa creatura riesce a liberare le altre della sua specie come se nulla fosse. Mi è sembrata una scena molto affrettata, considerando l'approccio 'lento' utilizzato fino a quel momento. Mi ha lasciato un po' di amaro in bocca.
************************* FINE SPOILER ************************
Il romanzo ha sicuramente una sua forte personalità e un'atmosfera intima che mi piace, ma non ha ancora gettato un'esca che mi prenda al suo amo. ![]()
» postato da by Ax alle 19:47 del 19-05-2009
53 Lo sai che quelli da te indicati come difetti per me sono tra i pregi maggiori di Mieville?
:">
E' vero che tutto sembra "accettabile", ma credo sia una cosa voluta dall'autore. Senza quelle prime 300, lunghissime pagine in cui sembra non accadere nulla, l'autore inglese difficilmente sarebbe riuscito a creare un mondo tanto alieno e weird quanto dannatamente credibile e realistico nelle relazioni sociali di chi lo abita. Ecco perché nulla sembra sorprendere, nonostante il caleidoscopio di creature e informazioni: proprio perché Mieville ha il grande dono, ovviamente dal mio punto di vista, di portare il lettore tra le pagine da lui scritte, rendendolo non solo spettatore, ma anche partecipe delle vicissitudini dei suoi personaggi.
Riguardo la scena del BEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEP (
), credo che anche lì il cambio netto di ritmo sia voluto, proprio per sottolineare la straordinarietà e il pericolo che da lì in poi prenderà possesso di New Crobuzon.
» postato da Okamis alle 20:02 del 19-05-2009
54 Sì, anche secondo me il cambio di ritmo, e la velocità "d'a creature" accudita da Isaac sono stati voluti dall'autore. Se non altro per indicare quanto gli effetti collaterali degli studi dello scienziato possano diventare... "nasty"... in un batter d'ala. Dopotutto, devi ancora finire il libro, no?
Ebbene, forse questo potrebbe suonare ancora di più quando vedrai Isaac costruire un qual certo motore... ![]()
» postato da un muspeling alle 20:23 del 19-05-2009
55 Per non parlare di un certo accoppiamento (una delle scene allo stesso tempo più disturbanti e sensuali che abbia mai letto), di una caccia "manesca" e l'arrivo del Tessitore (a mio avviso i miglior personaggio del romanzo). Insomma, di carne al fuoco Perdido Street Station ne mette davvero tanta ![]()
» postato da Okamis alle 20:51 del 19-05-2009
56 Sì, il tessitore è Grande! ![]()
» postato da un muspeling alle 20:58 del 19-05-2009
57 Sì, il Tessitore piace anche a me, così come il garuda. I personaggi resi bene con poche pennellate li preferisco, e qui rivendico il mio gusto dell'essenziale.
Sulla questione ritmo:
in generale preferisco i personaggi all'ambientazione, e dedicando più pagine a quest'ultima che ai primi, Miéville paga pegno proprio al ritmo — sono a pagina 550 e non mi sembra aumentato, sono aumentate le situazioni, quelle sì —, a mio modo di vedere. Intervallarlo sempre con riferimenti topografici (e ne usa molti), spezza anche i momenti più coinvolgenti.
Sono convinto che l'autore avrebbe raggiunto lo stesso effetto anche con un numero di pagine inferiore.
Al di là di questo mio gusto personale, il romanzo merita di essere letto. Almeno rappresenta uno sguardo originale sul mondo del 'fantastico'... oppure chiamatelo come volete. ![]()
» postato da by Ax alle 20:08 del 20-05-2009
58 SPOILER Personalmente, più che affrettata, quella scena mi ha proprio deluso: è sbagliata, dal mio punto di vista, è una scelta da "deus ex machina". Sono tanto pericolose, quelle falene, che il primo che entra ha con sé le chiavi per liberarle? Inverosimile. E' un errore grave, che ha pesato sul mio giudizio finale (la recensione di "Perdido Street Station" qui su FM la scrissi io, a suo tempo). Grave, più che in sé, perché su quel fatto si basa la svolta del romanzo (fatto, oltre tutto, più che atteso. Ma questa secondo me era precisa intenzione di Mièville: un autore può commettere un errore di leggerezza, ma non scrivere decine di pagine d'anticipazione con leggerezza. E Mièville, molto bravo, non è un tipo che si lasci andare all'estro senza poi intervenire a dovere). FINE SPOILER Grave errore a parte, Mièville resta uno dei migliori autori che io abbia letto negli ultimi anni. E, se non fosse perché ho una coda interminabile di letture in arretrato, avrei già attaccato il secondo romanzo e, a seguire, il terzo. (Che attendono pazientemente nella mia libreria.) Infine, pur se lente, in seguito rivalutai molto le prime 300 pagine: sono, dal mio punto di vista, il punto di forza dell'autore. (E in questo senso riscriverei la recensione, dando al romanzo 4 stelle, non 3... Mi sembrano pochine, per ciò che mi ha lasciato quest'opera a distanza di sei anni! Sforbiciare si doveva sforbiciare, ma meno di quanto pensai a caldo.) Pagine notevoli fin dalle prime righe: uno dei prologhi più creativi e originali che abbia mai letto. Concordo, insomma, con chi dice che senza questa (apparente) lentezza il romanzo non avrebbe avuto quell'impatto nelle centinaia di pagine successive.
» postato da Negróre alle 20:42 del 20-05-2009
59 Negróre, ci ho riflettuto subito dopo aver commentato.
Paradossalmente, la prima parte, inizialmente da me considerata 'lenta', è quella che mi ha tenuto più incollato alle pagine. Non mi ha esaltato, ma probabilmente è un stile, quello di Miéville, che agisce in 'sotterranea' — in background —, che in sordina comincia a insinuarsi nella mente del lettore, per poi impadronirsene saldamente... E ci aggiungo un altro 'ente'. ![]()
» postato da by Ax alle 21:21 del 20-05-2009
60 Secondo me, con Mièville è necessario una fase di metabolismo approfondito, perchè l'approccio è spiazzante. Quando l'ho letto, ho avuto l'impressione di vivere una specie di trip psichedelico. E, come succede con Erikson, tante cose riemergono dopo. Quanto all'episodio delle falene, imho va inquadrato in "cosa" è New Crobuzon: una grottesca repubblica delle banane, corrotta e confusa, in cui il più assurdo degli errori è verosimile e può avere qualsiasi conseguenza...
» postato da Kinzica alle 23:24 del 20-05-2009
61 Non sono d'accordo, Kinzica. Quell'errore è totalmente inverosimile. Chi comanda in una repubblica delle banane sa fare una sola cosa molto bene: pararsi il culo. E ciò di cui stiamo parlando, l'errore, non l'avrebbe mai commesso nessun essere umano, anche se poco intelligente.
Diamo il giusto nome alle cose: Mièville ha commesso un grave errore. Lo si può dire senza che cada il cielo, con tutti i meriti che ha, già ben individuabili in "Perdido Street Station". Lungi da me detrarre o svilire un autore simile. Ma su quel passaggio, fondamentale per la storia, ho le idee molto chiare. E non vedo alibi che tenga.
In un Paese che tritura i suoi autori che scrivono fantasy, analizzandoli al microscopio, pessimi o ottimi che siano, sarebbe bello che l'atteggiamento del lettore fosse coerente. E non, cioè, sbilanciato - tanto per cambiare. (Non parlo di te, parlo in generale.)
Ben vengano le analisi al microscopio, servono a far crescere il "movimento". Servono (sempre che non mirino a detrarre, e allora sono spazzatura che alimenta i cretini). Ma se di pagliuzze si va sempre in cerca, perlomeno si vedano le travi degli altri!
E, ciò detto, sottolineo per l'ennesima volta che considero China Mièville un grande autore. A scanso d'equivoci.
» postato da Negróre alle 09:39 del 21-05-2009
62 @ Negrore
Non cercavo alibi per Mièville, ti assicuro.
Un buon autore non ne ha bisogno: o ha scritto una cosa buona o non l'ha scritta, al di la del particolarismo stupido (e anche quando un particolare non è stupido). Mi piace privilegiare una visione d'insieme rispetto ai dettagli, anche se li vedo benissimo; e almeno un'altro libro di questo autore lo triturerei volentieri: se poi cade il cielo, io mi sposto più in là.
Ciao
» postato da Kinzica alle 10:38 del 21-05-2009
63 Guarda Andrea, magari c'è di mezzo una visione delle cose differente fra te e Miéville sul funzionamento di società come quella di New Crobuzon. Io concordo con Miéville: SPOILER il dittatore si poggia sulla corruzione ed è proprio a partire da un atto di corruzione che la larva finisce a Issac, Isaac è uno scenziato marginale che però attua metodi di lavoro/studio non dissimili e abbastanza "scanzonati" nel trattare le creature naturali. Ne esce fuori un danno imprevisto, veloce, una specie di "vendetta della natura"... Poi, scusatemi tutti, ma la giustificazione alla velocità con cui la piccola falenuccia riesce a liberare le sorelle mi starebbe nel nome della loro specie, cioé: Falene Estinguitrici, che poi si rivelano degli esseri assai difficili da cui "disinfestare" una qualsiasi area. FINE SPOILER La cosa a me non mi per niente turbato, anzi...
» postato da un muspeling alle 12:43 del 21-05-2009
64 Concordo con Muspeling e Kinzica. Più che un deus ex machina o un errore, definirei quella parte una leggera (ma leggerissima) forzatura. Che il sistema di "contenimento" delle falene facesse acqua da tutti i punti (proprio come la città stessa, la quale non riesce a catturare un solo criminale, ovvero Jack Mezza Preghiera) ci viene mostrato proprio nella scena citata da Muspeling.
Detto questo, non reputo PSS un romanzo perfetto, tanto che su IBS gli diedi "solo" 4/5. Nel mio caso, l'unico difetto che imputo davvero a PSS è come molti personaggi vengano abbandonati con un po' troppa velocità (vedi la squadra messa insiema da Isaac per cacciare le falene nella serra).
PS: fa comunque piacere sapere della tua redenzione dal 3 originale, Andrea
![]()
» postato da Okamis alle 12:57 del 21-05-2009
65 SPOILER Mah! Continuo a non capire come si possa giustificare, o considerare "una leggera (ma leggerissima) forzatura" quanto accade a pagina 281-282. Che diamine ci facevano quelle chiavi appese alla cintura di una delle quattro guardie?! Letteralmente, a pagina 282: "Una di queste cercò a tentoni le chiavi sulla cintura del suo pranzo, e le strappò dalla divisa dell'uomo. " E a cosa BEEEP serve che le guardie irrompano, dopo aver aperto numerosi chiavistelli, con tanto di specchietti e fucili? A cosa servono tutte queste precauzioni, perché sanno che le Falene sono tremende, se poi danno alle guardie le chiavi per liberarle? E voi questa la chiamate leggerissima forzatura? Non so voi, ma io da uno con la fantasia e le capacità di Mièville mi aspetto molto, molto di più. Poteva scervellarsi un pochino (nemmeno tanto) e inventare un altro modo per far scappare le Falene. Il tutto con l'aggravante di essere l'evento cardine del romanzo. A ognuno la propria opinione soggettiva, per carità, ma non mi sembrate così obiettivi in questo caso... (senza voler offendere nessuno, per carità) FINE SPOILER Quanto alla redenzione, non è stato difficile: col poco di buono che si trova in libreria...
» postato da Negróre alle 14:37 del 21-05-2009
66 Nell'azienda in cui lavoro ogni guardia notturna dispone delle chiavi di ogni singolo ufficio e laboratorio (per regolamento, devono usare quelle che gli consegnamo noi umili impiegati), quindi non ho trovato la cosa per nulla strana... O_o Le chiavi alle guardie potevano servire per molti scopi. Esempio: uno degli scienziati entra, gli accade qualcosa e allora le guardie corrono in suo soccorso senza dover andare a cercare le chiavi in giro. Avresti preferito altre due pagine in stile Mieville con la povera falenuccia alla ricerca disperata delle chiavi all'interno della struttura? XD Poi, aihmé, l'unico libro della trilogia che possiedo materialmente è il secondo, quindi in caso di altre incongruenze o vado a memoria o mi fido di quanto scrivete ^_^ (comunque tranquilli, dove lavoro non alleviamo falene o altre creature mostruose ^_^)
» postato da Okamis alle 14:50 del 21-05-2009
67 SPOILER
Okamis, sai anche tu che quello che hai scritto non può essere paragonato. Le guardie dei tuoi uffici (ma finisce sempre che discutiamo su questioni "lavorative"? Non era con te che si discuteva della Rocca e delle decisioni dei vertici? Mi pare di sì...
:"> Comunque il discorso qui è diverso)... Dicevo, le guardie dei tuoi uffici non devono, per l'appunto, fare la guardia a degli esseri letali alla sola vista.
Vuoi dare loro le chiavi per muoversi liberamente? Per salvare lo scienziato in difficoltà? Benissimo: gliele dai tutte, tranne quelle delle serrature delle Falene.
Il concetto è: le chiavi delle serrature delle Falene devono starsene al sicuro, lontano, fino al giorno in cui si deciderà di liberarle (se mai verrà).
Mi fermo qui: qualsiasi cosa mi diciate, non mi convincerete!!!
In sintesi. Quelle chiavi non dovevano essere appese alla cintola di una guardia costretta a guardare le falene con uno specchietto, perché altrimenti è fottuta. E' di una banalità disarmante.
E no, Okamis, due pagine in più mi avrebbero portato al collasso!
:">
Scherzi a parte, non mi sembra assolutamente quella la soluzione da ideare per liberarle, né credo sia così facile individuarla. Ma cose così, durante l'ideazione (o la prima stesura) di un romanzo, capitano decine di volte. Un autore ha il dovere di risolverle tutte (tutte quelle di cui si accorge), sforzandosi di essere realistico, anche a costo di rivedere un'intera parte della vicenda. Mi piacerebbe domandare a Mièville se gli è sfuggito (mi sembra molto difficile) o se ha deciso così e perché. Insomma, mi piacerebbe capire in base a quali giustificazioni quelle chiavi erano lì.
E' ovvio che Mièville avrebbe dovuto cercare una soluzione, cosa che gli sarebbe costata un po' di fatica. Ma non mi pare che non ce la potesse fare, con l'inventiva che si ritrova!
Okay, basta: non vi tormento più.
Grazie per il divertente scambio.
FINE SPOILER
» postato da Negróre alle 16:16 del 21-05-2009
68 Ammetto di non aver notato l'aspetto tecnico evidenziato da Negróre, relativamente alle chiavi. La mia perplessità su quella scena è stata emotiva, non ragionata, dettata dalla semplice sensazione di un calo di atmosfera in un punto che era chiaramente di svolta, ma consumato così in fretta — rispetto a tutte le precedenti pagine — che mi sono sentito mancare il terreno sotto ai piedi. Indubbiamente un impressione soggettiva, ma sarei curioso di sapere se anche altri lettori l'hanno avvertita in quello stesso punto della storia.
» postato da by Ax alle 18:12 del 21-05-2009
69 «(ma finisce sempre che discutiamo su questioni "lavorative"? Non era con te che si discuteva della Rocca e delle decisioni dei vertici? Mi pare di sì...
:"> Comunque il discorso qui è diverso)...»
OT: Mmh... non credo... Ammetto di non essere mai riuscito a trovare in giro "La rocca dei silenzi", sebbene sia da tempo nella mia "lista dei romanzi da visionare". Avevo provato pure con IBS, che mi segnalava la disponibilità, ma non mi è mai arrivato (fortuna che esiste il pagamento alla consegna XD).
FINE OT
Detto questo, capisco perfettamente il tuo punto di vista su quella scena. Nel bene o nel male, il romanzo di Mieville è talmente complesso da rappresentare uno di quei casi in cui anche se uno mi dice "mi fa schifo" (ovviamente motivando la cosa ^_^) lo posso capire. Basti pensare SPOILER ad esempio ai computer viventi che funzionani ancora a carta traforata, tecnologia non molto "incline" a una tale complessità, per quanto l'idea sia affascinante (ma non originale, visto che ci aveva già pensato un po' di tempo prima Benoit Sokal con i suoi automi in "Syberia"
FINE SPOILER
» postato da Okamis alle 08:44 del 22-05-2009
70 «
Detto questo, SPOILER ad esempio ai computer viventi che funzionani ancora a carta traforata, tecnologia non molto "incline" a una tale complessità, per quanto l'idea sia affascinante (ma non originale, visto che ci aveva già pensato un po' di tempo prima Benoit Sokal con i suoi automi in "Syberia"
FINE SPOILER»
Questo imho rientra nella connotazione steam del romanzo: vapore, aerostati etc, e strizza l'occhio a La Macchina della Realtà anche se l'idea è azzardosa...
» postato da Kinzica alle 09:35 del 22-05-2009
71 «
Vuoi dare loro le chiavi per muoversi liberamente? Per salvare lo scienziato in difficoltà? Benissimo: gliele dai tutte, tranne quelle delle serrature delle Falene.
Il concetto è: le chiavi delle serrature delle Falene devono starsene al sicuro, lontano, fino al giorno in cui si deciderà di liberarle (se mai verrà).
Mi fermo qui: qualsiasi cosa mi diciate, non mi convincerete!!!
»
Uhm... sono contento che avervi invitato a leggere il post sul mio blog riguardo a P.S.S. abbia rinfocolato la discussione.
Dal momento che il post è lungo quasi quanto il libro e molti di voi non avranno trovato una mezz'ora per leggerselo, torno su questo specifico argomento per dire che mentre la leggevo la storia delle chiavi non mi ha disturbato (era ovvio che l'ultima falena avrebbe liberato le altre, forse ho seguito quel tratto con superficialità), ma sono completamente d'accordo con Andrea. Le procedure di sicurezza sembrano inferiori a quelle di una normale agenzia di banca, tipo quella in cui tenete il conto corrente.
Per fare un corretto paragone (e va fatto, sia che New Crobuzon sia una repubblica delle banane sia in caso contrario) dovreste confrontare le misure di sicurezza con cui vengono normalmente spostati o custoditi carichi speciali come riserve auree, materiale fissile, ecc...
Di più: la spedizione delle larve sembra avvenire tramite un servizio postale interno anonimo e poco controllato, permettendo a un impiegato infedele di mettere le mani su un segreto di altissimo livello.
Per mettere la ciliegina sulla torta mi sembra di ricordare che il pacco si apra addirittura per errore ( o per un gesto involontario dell'impiegato), il che significa che la sicurezza della spedizione era infima.
Dal momento che si tratta di esseri preziosi per il guadagno materiale che possono garantire, e pericolosissimi per natura, queste parti sono indubbiamente un errore e anche serio. Non sono qui per fare il sapientone che avendo trovato un errore pensa di avere il diritto di gettare sterco su un capolavoro; il libro a mio parere conserva un grande valore, però l'errore c'è tutto.
Per inciso, le prime 250-300 pagine le ho trovate più godibili di certe scene di battaglia un po' troppo dettagliate nella seconda parte. Ed è indubbio che l'inizio crei l'atmosfera e le premesse, perciò devo dire che non mi è dispiaciuto, anche se il libro ha delle prolissità in tutta la sua estensione.
» postato da Rakanius alle 19:08 del 22-05-2009
72 Ho terminato il romanzo. Seppur Miéville non mi abbia completamente conquistato — non per particolari demeriti suoi, ma per un gusto personale che sto approfondendo sempre più, evidentemente poco incline al connubio tra fantastico e moderno —, ho avuto qualche soddisfazione in più dal finale. Malinconico. ***************************** SPOILER ***************************** Di fronte alla scelta di salvare tutti e tutto per soddisfare il lettore medio (ma è poi così importante, per un autore, il lettore medio?), Miéville ha deciso si accontentare solo la città, delineando un finale che la restituisce, in fondo, così come la si era trovata; con qualche vittima in più, certo, ma che continuerà indisturbata la sua fagocitante vita. Il finale che mi ha colpito, invece, è quello più forte che ha riservato agli altri protagonisti delle sua pagine, lasciando fortunatamente da parte 'l’happy-ending fuori contesto' così dannatamente fastidioso. Penso allo stato in cui viene lasciata Lin, una ‘condizione’ che è forse la più difficile da affrontare per chi le sta accanto. Penso appunto a Isaac, invisibile eroe agli occhi dei più, all’amore che lo sorregge e alla sua ultima decisione (reazione al trattamento riservato a Lin?) di non aiutare il garuda. Ecco, quest’ultimo, abbandonato al suo destino, è stato il mio personaggio preferito sin dalle prime pagine, fino in fondo, anche dopo aver letto l’ultima drammatica verità che lo riguarda; aspettavo sempre la fine di ogni capitolo per assaporare un po’ di quella malinconica patina che guidava i suoi pensieri. E puntualmente arrivava, fino alla consapevolezza dell’ultima pagina. Loro sì, non saranno più gli stessi. Uno scenario, insomma, che mi ha fatto sentire vicino a quelle figure più di quanto un ipotetico finale buonista avrebbe mai potuto fare. @Rakanius: ho letto il commento sul finale nel tuo blog e, seppur condividendo le perplessità in merito alla morale di Isaac, non riesco a raffreddare quel senso malinconico che mi ha lasciato il finale, che a me è piaciuto. ***************************** FINE SPOILER ***************************** Alcuni di voi mi hanno confermato che in questa trilogia di Miéville ogni romanzo ha vita propria. Ma i personaggi (o alcuni di essi) di Perdido si ritroveranno anche negli altri volumi?
» postato da by Ax alle 18:33 del 25-05-2009
73 Per quanto riguarda i protagonisti, no. Quindi dì pure addio a Lin e Isaac
I personaggi di PDS nei due volumi successivi vengono per lo più rievocati, come proprio nel caso di Isaac (la protagonista de "La città delle navi" è una sua ex), di mr Motley (la cui descrizione è per me uno dei momenti Stilisticamente più alti all'interno di PDS
), oltre a nuove piccole scoperte sulla dimensione "infernale". Tuttavia, i due romanzi successivi rimangono a tutti i diritti opere autonome. Il bello di Mieville è proprio questo: prima ancora di parlare di personaggi, lui parla di un mondo.
» postato da Okamis alle 19:32 del 25-05-2009
74 (SPOILER, alla GRANDISSIMA) @ by Ax: sulla bellezza del personaggio del Garuda siamo d'accordo, ed è uno dei motivi per cui non mi soddisfa la sua sorte, e il fatto che Isaac diventi improvvisamente uno str... moralista nei suoi confronti. Volevo che il Garuda ottenesse quello che voleva, mi è sembrato che la rivelazione della sua colpa e quella decisione di Isaac fossero una ricerca del finale triste a tutti i costi. Ho aspettato sei o settecento pagine il balzo nell'aria liberatorio di Yagharek, la fine del suo disonore e della sua sofferenza, e invece l'ho visto trasformato in un colpevole e in un vinto. Peccato. No, non è questa la parte del finale che ho amato. Lin e Isaac che vanno verso un difficile destino, che scompaiono con un sottinteso "chissà cosa sarà di loro", questa consapevolezza che Lin non guarirà e non ci saranno sconti per loro. L'autore ha saputo creare una sensazione di angoscia lasciando tutto nel sottinteso, ed è questa la parte del finale che ha lasciato il segno su di me.
» postato da Rakanius alle 21:42 del 25-05-2009
75 Mah signori,
credo che sul personaggi di Yagarek e la sua fine ci siamo imbattuti in quell'efficentissimo bus del gusto, de gustibus infatti.
SPOILEEEEEEEEEEEEEEEEEEEER!
Come ogni emigrato il Garuda è diviso fra ricordo del proprio passato altrove, e il presente ove si trova e alla fine sceglie l'integrazione, con sofferenza (che non c'è manco bisogno di dirlo), ma è una figura psicologica reale, uno sviluppo credibile e nella sua tristezza, molto ma molto vicino a noi tutti.
Fine Spoiler
Io ho gradito la cosa, poi, ognuno... ![]()
» postato da un muspeling alle 07:25 del 26-05-2009
76 SPOILERONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! «(SPOILER, alla GRANDISSIMA) ...rivelazione della sua colpa e quella decisione di Isaac fossero una ricerca del finale triste a tutti i costi. Ho aspettato sei o settecento pagine il balzo nell'aria liberatorio di Yagharek, la fine del suo disonore e della sua sofferenza, e invece l'ho visto trasformato in un colpevole e in un vinto. Peccato. » Ho trovato questo l'unico finale possibile: in PDD (e in tutti gli altri di Mièville tra quelli che ho letto) - i buoni non vincono e il bene non trionfa, ma ci sono delle evoluzioni (o involuzioni). Perchè Yagareth deve essere perdonato? Per la sua gente (e non solo) ha commesso un crimine terribile, è sempre stato colpevole. Tuttavia, riesce a trovare un riscatto e per questo è tutt'altro che un vinto: si strappa, letteralmente, di dosso il passato e affronta il futuro con le proprie forze. Non a caso, il garuda, nella mitologia indiana (mi pare) è la Fenice.
» postato da Kinzica alle 08:50 del 26-05-2009
77 «Non a caso, il garuda, nella mitologia indiana (mi pare) è la Fenice.» Bello, non sapevo. Su wiki viene riportato "Secondo alcuni studiosi il nome deriverebbe da gara-ud-di, che significa "colui che aspetta il veleno", oppure "colui che porta un gran peso". Mi sembra perfetto per Yagharek. ******************** ATTENZIONE SPOILER Anche io come Rakanius ho aspettato il fatidico salto di Yag. Il fatto che Miéville me l'abbia sottratto ha ulteriormente accresciuto la mia pena (se così posso dire) perché mi ero affezionato al suo desiderio. È altresì vero, però, che la vera redenzione alla sua colpa poteva dargliela solo la sua gente, il suo stesso sangue. Che non l'ha perdonato — almeno ho interpretato così la comparsa della 'vittima'. In fondo noi non abbiamo assistito all'atto incriminato: avremmo avuto le stesse emozioni di simpatia verso il colpevole? Isaac avrebbe potuto solo farlo volare fisicamente, ma difficilmente questo avrebbe lenito la sua sofferenza interiore. Un palliativo, insomma. Forse l'autore ha preferito comuncarcelo attraverso la decisione di Isaac, senza neanche accontentare la nostra voglia di vedere realizzato il sogno del garuda, perché... troppo facile(?) scontare così la pena. Questo ha offerto a Yag la possibilità di redimersi tra gli uomini — che ha comunque cominciato ad aiutare nella lotta alle falene —, prima come individuo e poi... chissà. Non lo sapremo mai. ******************************************
» postato da by Ax alle 20:00 del 26-05-2009
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1 Alla faccia! Mi vengono in mente romanzi di 400 pagine pubblicate da case editrici allo sfascio in cui Boscaioli onniscienti conducono diritti alla nascostissima meta personaggi indifferenti. Io Perdido l'ho letto in tre giorni. ECCELLENTE. Grandissima ammirazione. Zero invidia.
ops:
» postato da Andrea alle 11:44 del 15-09-2003