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Il Gorilla è libero, di nuovo

La copertina del gioco per PS2
Da alcuni giorni è disponibile nei negozi del Nord America Peter Jackson's King Kong, il gioco ufficiale ispirato al film del regista neozelandese; il titolo della Ubisoft si presenta insolito sotto diversi aspetti.
La prima caratteristica che salta agli occhi è la coesistenza di due diversi stili di gioco: all’inizio si è chiamati a vestire i panni di Jack Driscoll, il protagonista maschile, che sarà interprete di movimentate sezioni in stile ‘sparatutto 3D’, ma presto sarà possibile controllare lo stesso Kong, in terza persona, affrontando sessioni di gioco a metà fra il plattaform e il picchiaduro.
Seconda scelta ‘epocale’ è quella di eliminare qualunque tipo di indicatore dall’interfaccia, limitandosi a un puntatore del mouse sensibile al contesto. Questa caratteristica, assieme alla libertà di movimento e interazione che, nonostante le promesse, non è vastissima, concorre a rendere questo titolo una sorta di film interattivo.
Una piccola perla è la soluzione di indicare lo stato di salute del personaggio grazie all’alterazione della visuale e delle capacità di spostamento: quando il giocatore sarà ferito, la prima virerà verso un rosso preoccupante e le seconde risulteranno molto ridimensionate, mentre i suoni si faranno ovattati e i gemiti del personaggio intoneranno un cupo motivo di sottofondo.
Giocabilità e longevità sono ottenute grazie a soluzioni intelligenti che garantiscono una certa varietà: le sessioni ‘sparatutto’ vedranno alternarsi fughe rocambolesche, in cui il protagonista è inseguito da dinosauri affamati, sequenze in cui dovrà inventarsi il modo di distrarre gli inarrestabili mostri preistorici e altre in cui darà fondo a tutto l’arsenale per sopravvivere.

Un terribile faccia a faccia tra Kong e un T-Rex
Anche le sessioni in cui i giocatori saranno chiamati a vestire i pelosi panni dello scimmione risultano variegate, alternando gli scontri con i dinosauri, a suon di prese, proiezioni e botte da orbi, a corse spericolate, lungo pendii e fra canion di cemento, all’inseguimento della donna per la quale Kong ha perso la testa.
Un prodotto interessante, dunque, questo Peter Jackson's King Kong, che non pretende di lasciare un segno indelebile nei due generi a cui strizza l’occhio, ma promette ore di azione e divertimento, unitamente a una grafica curata e godibile, e che ha scelto l’originalità dell’approccio al gioco come caratteristica distintiva.
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