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Serge Brussolo e la prigioniera dell'inverno

Vari romanzi di fantascienza di Serge Brussolo furono pubblicati su Urania negli anni 1987/90 e la loro pubblicazione fu accolta con favore da un piccolo nucleo di lettori, mentre la maggioranza non apprezzava per nulla il suo modo di scrivere e il contenuto dei romanzi, tant’è che la Mondadori “chiuse” con questo autore. Il merito di aver riproposto un Brussolo diverso è della Fanucci con romanzi però indirizzati verso lettori giovanissimi (serie Peggy Sue e Sigrid).
Ora abbiamo un “vero ritorno” a opera della Editrice Nord con il romanzo La prigioniera dell’inverno, dove proseguono le avventure di Marion che è alla ricerca dell’angelo decaduto Noctus e in particolare di Malestrazza, la guida che li aveva coinvolti nella precedente avventura (vedi I pellegrini delle tenebre — Editrice nord — anno 2004). In ogni caso questo romanzo può essere letto senza conoscere il precedente. L’autore in questi ultimi dieci anni si è dedicato a scrivere interessanti romanzi con ambientazione storico/fantastica riscuotendo in tutta Europa un meritato successo.
La quarta di copertina:
"Per molti, troppi anni, i monaci dell’abbazia di Saint-Thélème, sulla costa normanna, hanno vissuto nel terrore di veder apparire all’orizzonte le vele dei Drakar vichinghi. Le innumerevoli incursioni degli uomini del Nord hanno infatti lasciato cicatrici profonde nell’abbazia, e non soltanto nel corpo e nello spirito degli uomini, ma anche nelle numerose statue di santi che ornano la cappella. Ma adesso finalmente sembra tornata la pace, e l’incarico di riportare le sacre effigi alloro antico splendore tocca a Marion, un’abilissima intagliatrice di pietra. Eppure, in una nebbiosa mattina d’autunno, un’orda sanguinaria di vichinghi appare come dal nulla, saccheggia l’abbazia, rapisce Marion e la conduce nelle gelide terre nordiche, non prima, però, di aver chiuso le mani della giovane in due «guanti» di ferro. Ben presto Marion scoprirà il perché di quel rapimento: i vichinghi — e soprattutto Ròk, il loro capo — sono convinti che soltanto lei sia capace di restaurare le statue di ghiaccio degli dei della tribù, impedendo così che il disgelo e il vento ne alterino le fattezze e quindi che la sventura si abbatta sul loro popolo. Tuttavia Marion dovrà prendersi cura delle statue a costo della sua stessa vita: qualsiasi danno inferto a esse le sarà infatti ricambiato in egual maniera... Col tempo, la giovane si renderà conto che tutti la considerano davvero potente — al punto che il tocco delle sue mani è considerato foriero di morte — ma comprenderà pure che il suo arrivo in quella landa desolata ha scatenato una folle ridda di ambizioni, gelosie, sospetti e interessi..."
La prigioniera dell’inverno di Serge Brussolo (La captive de l’hiver, 2001, Traduzione Chiara Salina, Editrice Nord, collana Narrativa 234, pag. 299 — € 16,50 — ISBN 88-429-1430-4)
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Commenti
2 In effetti la trama mi ispira, ma Peggy Sue era a mio parere orribile...
» postato da Kyra alle 22:11 del 09-02-2006
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1 Non sembra male, ma vedendo le altre opere dell'autore sono indecisa... E' possibile passare da Peggy Sue a qualcosa di un po' meno semplicistico?
» postato da creeper alle 22:06 del 09-02-2006