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World of Starcraft e World of Diablo? Niente da fare
Blizzard ha sviluppato World of Warcraft, ultimo nato di un marchio già amatissimo, che presto approderà sul grande schermo (notizie/5786/) e ha venduto più di sette milioni di copie. Vivendi Universal lo distribuisce più o meno in tutto il mondo.
Non è mancato lo sfruttamento commerciale di questo successo con merchandising e quant’altro; e Blizzard non ha intenzione di rimanere con le mani in mano. Oltre all’imminente espansione World of Wracraft: The Burning Crusade (notizie/5798/), anche Starcraft, famoso strategico ad ambientazione fantascientifica, e Diablo, gioco di ruolo, potrebbero diventare dei giochi di massa online; almeno a sentire alcune dichiarazioni che stanno girando per la rete.
Ad annunciare la cosa sono tutti i maggiori siti della rete; fra i primi f13.net, che riporta le dichiarazioni di un rappresentante Vivendi, durante una conferenza a Wall Street. Secondo questo personaggio, tutti i franchise Blizzard diventeranno degli MMOG, cioè giochi di massa online. Come si svilupperà la cosa non è ben chiaro, e già quasi tutti i titoli Blizzard hanno delle componenti online, anche se non certo “di massa”. Si sa solo che alcuni titoli avranno sessioni di gioco lunghe, ovvero superiori alle due ore, altri sessioni decisamente più brevi, tipo FreeStyle (Sierra Online), un gioco di basket che verrà rilasciato nel 2007. Comunque Vivendi è solo il distributore, e non sono stati forniti particolari dettagli tecnici sui nuovi progetti.
Quando i fan hanno chiesto chiarimenti della cosa in uno dei forum ufficiali di World fo Warcraft, si sono visti rispondere dai dipendenti Blizzard che era stata fatta un po' di confusione, e che le dichiarazioni si riferivano ad altri titoli Vivendi, con cui Blizzard non c'entra nulla.
Qui il thread: forums.worldofwarcraft.com/thread.aspx.
La smentita ha un certo valore, perché i forum ufficiali, per la maggior parte degli sviluppatori sono l'unico "organo di stampa" della compagnia. Soprattutto nel caso di aziende come Blizzard, dove tutta l'attivita di pubbliche relazioni è legata all'editore, Vivendi, che la possiede.
Dopo l'allonamento di Valve e Irrational Games, i maligni vociferano che anche la casa di Warcraft non sia più così attaccata a Vivendi. Vedi l'uscita di figure importati dallo studio come Bill Roper. Naturalmentre dobbiamo classificare questi fantomatici problemi Blizzard-Vivendi sotto la voce "pettegolezzi", e niente più.
Resta un fatto: pare che Blizzard sia perfettamente in grado di sviluppare nel giro di tre anni un gioco da 50 milioni di dollari.
Si potrebbe arrivare a otto-dieci milioni di giocatori in tutto, anche se c’è chi dice che con la pirateria informatica, in realtà, World of Warcraft sia già molto vicino a questi numeri.
I papà di Wracraft non sono nuovi a strani giochi di prestigio, smentite e riconferme. Non mancheremo di tenervi informati.
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