Due chiacchiere con il Tolkien del XXI secolo

Ha venti anni, non è mai andato a scuola, vive con i genitori in un paese sperduto del Montana, eppure il suo libro ha surclassato anche Harry Potter

Quando non è occupato a costruirsi una capanna Hobbit vicino al fiume, passa la maggior parte del suo tempo felicemente sperduto nel suo personale mondo fantastico, un posto che lui chiama Alagaesia, dove regnano i draghi e infuriano battaglie tra tribù che brandiscono spade.

Un anno fa di questi tempi, non era che l’ennesimo adolescente spiantato con troppo tempo a disposizione, ma ora grazie al suo coinvolgente romanzo d’avventura il giovane Christopher Paolini si è ritrovato ricco.

L’edizione inglese del suo romanzo Eragon è appena apparsa sul mercato ma era già un best seller negli Stati Uniti dove, con il suo mezzo milione di copie vendute in soli due mesi, aveva perfino sbaragliato Harry Potter. Attualmente è preparazione un adattamento cinematografico e il libro sta per essere tradotto in una dozzina di lingue.

Nonostante sia quasi miliardario, Christopher conduce lo stesso stile di vita di sempre. I suoi genitori, adepti di uno strano culto sopravvivalista guidato da una donna chiamata Ma Prophet, hanno per anni vissuto ai limiti della sopravvivenza lavorando saltuariamente, occupandosi esclusivamente dei figli, ai quali hanno fornito un’educazione scolastica in casa e, solo recentemente, avventurandosi al di fuori della loro piccola comunità nel Montana; unica eccezione a questa vista quasi ascetica, l’acquisto di un nuovo computer e quello di un televisore al plasma.

“Ci piace stare tutti insieme” ha detto Christopher “Se la NASA fosse alla ricerca di un gruppo di persone in grado di vivere insieme, senza darsi sui nervi reciprocamente, per una gita su Marte, eccoci qui”.

“Trascorrendo tutto il tempo in un posto come questo” continua indicando il paesaggio aspro dominato da picchi innevati “devi trovarti un modo di passare il tempo, io ho pensato che fosse interessante cominciare a scrivere delle storie”.

L’ispirazione sembra essere nata dalle lunghe ore di lettura solitaria, da Beowulf a Tolkien, e dalla stretta osservazione del mondo circostante, le cui valli e montagne sono state trasformate in una terra mitica piena di strani personaggi che sembrano arrivare direttamente da Il Signore degli Anelli.

L’eroe del romanzo scopre un uovo di drago e tra lui e la neonata creatura si sviluppa un forte sentimento di amicizia.

Ridacchiando come un ragazzino Christopher dice: “Un drago è un amico assolutamente perfetto, divora tutto quello che non vi piace”.

Certamente una cosa assai utile, ma come è riuscito a gestire un libro lungo 500 pagine ambientato in un posto così sperduto che persino i suoi genitori lo definiscono “in mezzo al niente”?

“Avevo solo 15 anni quando cominciai a scrivere Eragon. Non avevo idea di cosa significasse scrivere. L’ho buttato giù di getto, poi ho passato un intero anno a rivederlo. I miei genitori l’hanno letto e l’hanno trovato magnifico ma non potevo fidarmi della loro opinione, dopotutto sono i miei genitori e non potevo meravigliarmi se a loro era piaciuto”.

I genitori, però, ne intuiscono il potenziale e decidono di pubblicare loro stessi il manoscritto e cercano di piazzarlo on-line e presso una locale libreria.

Il padre lo dattiloscrive, la madre e la sorella ne curano la correzione e lo stesso Christopher ne disegna la copertina, poi, utilizzando i loro ultimi risparmi, si rivolgono a un tipografo per farne stampare alcune copie e si danno da fare per venderle.

In mezzo allo stupore generale il romanzo riscuote un immediato successo e a quel punto non è più possibile gestire tutto in famiglia. Poi, all’improvviso, un bel colpo di fortuna: il romanziere Carl Hiaasen va a pesca in quella zona con suo figlio che compra una copia del libro. Sulla strada di casa Hiaasen domanda al ragazzo per quale motivo non la smetta di leggere “E’ grande, papà” è la risposta del ragazzino “migliore anche di Harry Potter”. Per un romanziere che ha venduto migliaia di bestseller sono parole magiche. Allerta il suo editore newyorkese e i Paolini si ritrovano con l’offerta di un contratto.

E questa è ormai storia di ieri.

Adesso Christopher sta lavorando al secondo romanzo di quella che si preannuncia essere una serie e che ha il titolo di Eldest. Non ci resta che aspettare e vedere se veramente il giovane scrittore merita il titolo di “Tolkien del ventunesimo secolo”.

Autore: Beatrice Manganelli - Data: 31 dicembre 2003 - Fonte: hpana

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Commenti

1 Incuriosito, sono andato a leggermi un po' di commenti su Amazon.com. Come sempre, di tutto un po': cinque stelle, tre stelle, una stella... Direi, però, che i commenti sono divisi perlopiù in due: chi dà il massimo dei voti e ne è entusiasta. Chi invece lo boccia sotto ogni punto di vista. La critica che gli viene mossa più spesso è che non ha nulla di nuovo, che semplicemente mescola Tolkien, Star Wars, Anne McAffrey e David Eddings (più d'uno ha fatto riferimento a questi quattro, quindi qualcosa di vero ci sarà). Questo genere di paragoni lascia sempre il tempo che trova, comunque; ciò che conta è se la storia si fa leggere o meno. Il mio timore è un altro (bisognava immaginarselo): una nuova ondata di fenomeni scritti appositamente per ragazzi, sulla scia di Harry Potter. Quello che a me lascia perplesso, ma prima bisogna leggere il romanzo (ovvio!) è l'età; dubito che un ragazzo di 19 anni che ha pochi rapporti con la società possa rendere un testo più maturo di quello di una mamma londinese squattrinata. Sarà un'idiozia, ma ultimamente si grida al novello Tolkien e all'antagonista di Harry Potter con una sistematicità che mi fa rabbrividire (perfino sul mio secondo romanzo sono finite queste fesserie, mio malmalmalgrado). Il problema non è e non sarà mai il fatto che una storia segua dei clichè o meno (i clichè, volenti o nolenti, fanno leva sull'animo delle persone... e gli scrittori sono persone, ne vengono colpiti per primi). Il problema è la maturità di un'opera, a mio avviso. Non so, ma mi sento scettico e aprioristico; siccome so che è un atteggiamento sbagliato, quando "Eragon" verrà pubblicato in Italia, lo leggerò. Staremo a vedere: spero mi stupisca e avvinca. Sarei il primo a esserne felice. :)

» postato da Negróre alle 12:28 del 31-12-2003

2 Effettivamente, Andrea, questo articolo mi ha fatto venire una curiosità enorme. Mi viene però un dubbio. Premetto che non ho letto nessuno dei libri scritti dalla ormai miliardiaria insegnante inglese, ma non credo si possa definire allo stesso tempo uno scrittore sia come il nuovo Tolkien che come antagonista della Rowling semplicemente perchè, a parte la veridicità o la falsità di queste affermazioni, "Il Signore degli Anelli" e "Harry Potter" sono due cose diverse... o sbaglio? Riguardo le cose che dici sull'originalità vera o presunta di questo "Eragon" mi hai fatto venire in mente un critico letterario americano (non vorrei dire una stupidaggine ma credo si chiami Bloom e credo sia anche fra i maggiori critici viventi) che nei suoi trattati parla di un fenomeno interessante che si attua nella narrativa moderna, una tendenza secondo la quale viene riconosciuto come grande non l'autore che scrive qualcosa di completamente originale, ma quello che rielabora in modo originale i modelli di riferimento. Secondo me, parlando di narrativa Fantasy, questa osservazione è assai pertinente.

» postato da Jon Snow alle 22:52 del 01-01-2004

3 «quando "Eragon" verrà pubblicato in Italia, lo leggerò. Staremo a vedere: spero mi stupisca e avvinca. Sarei il primo a esserne felice. :)» Naturalmente anch'io! A proposito, quando uscirà nel nostro Paese?

» postato da Jon Snow alle 23:40 del 01-01-2004

4 «Premetto che non ho letto nessuno dei libri scritti dalla ormai miliardiaria insegnante inglese, ma non credo si possa definire allo stesso tempo uno scrittore sia come il nuovo Tolkien che come antagonista della Rowling» Sono d'accordo, è indubbia l'enorme differenza tra le due opere. Parto semplicemente dai commenti - spesso deliranti, nel senso buono e divertente del termine - dei lettori statunitensi di Eragon. «mi hai fatto venire in mente un critico letterario viene riconosciuto come grande non l'autore che scrive qualcosa di completamente originale, ma quello che rielabora in modo originale i modelli di riferimento. Secondo me, parlando di narrativa Fantasy, questa osservazione è assai pertinente.» Anche su questo siamo molto d'accordo. Io per primo non potrei che riconoscere un certo valore al revisionismo, avendo scritto per ora - dovrei dire "pubblicato", perché non ho scritto soltanto quanto ho pubblicato - romanzi che rivedono il classico (lungi da me considerarmi grande, ovvio). L'originalità ha un grande valore, ma non ho mai capito il motivo per cui la sua esistenza debba togliere valore a opere revisioniste. E, come sempre, continuo a essere fermo sostenitore di una cosa: è più semplice essere originali (per quanto sia un processo complesso) che revisionisti. In ogni caso, comunque la si pensi, entrambe le cose sono difficili da realizzare puntando alla qualità. C'è revisionismo pessimo (ma è sempre revisionismo sincero e voluto? O a volte è sfruttamento di ciò che vende al momento? Bisognerebbe distinguere) e c'è originalità fine a se stessa, che non comunica nulla. In ogni caso, Eragon va tenuto in debita considerazione. :)

» postato da Negróre alle 11:32 del 02-01-2004

5 o che bella discussione! Mi trovo anch'io d'accordo con voi: innanzitutto essere originali del tutto e' praticamente impossibile, sia perche' alle spalle abbiamo gia' secoli di letteratura, sia perche' volenti i nolenti quando scriviamo non facciamo altro che rielaborare quanto abbiamo vissuto, visto e letto nella nostra vita. Non trovo comunque che l'assenza di originalita' sia un difetto. L'importante non credo sia tanto l'originalita' della storia o dell'idea alla base della storia in se', quanto piuttosto l'originalita' nel modo di trattare quel determinato argomento o quella determinata storia, por quanto trite siano. Questa originalita' nel trattamento si riduce sostanzialmente alla capacita' di non essere banale, ma di trovare nuove lettura in cio' che sembra scontato. In fin dei conti la scrittura e' ricerca, e in questo senso credo si debba proporre qualcosa di nuovo.

» postato da Leida80 alle 11:22 del 07-01-2004

6 personalmente credo che sia ancora giovane nel modo in cui scrive in particolar modo per il susseguirsi di eventi lenti e insignificanti per poi svelare tutto in cinque pagine ... percarità mozzafiato ma ..non il mio preferito sistema di lettura !! sinceramente non avro' le bolle in atessa dell'uscita del secondo volume ma comincio a essere veramente impaziente !! sarà abbastanza veloce a darci il seguito troncato in maniera fredda e brusca ???!!!! o passerà troppo tempo e ci dimenticheremo di lui ?? e di saphira , di born ecc l'elfa ...chi ha il numero di telefono ?? ciao a tutti e buona lettura

» postato da ~GeNEsi~ alle 15:39 del 20-04-2004

7 A me l'articolo fa pensare che Paolini sia il Candido del XXI secolo piuttosto che il Tolkien... comunque prima di esprimere altri giudizi aspetto di leggere il libro e anche io spero che sia bello perché c'é davvero bisogno di opere nuove, fresche e di qualità.

» postato da Glorelen alle 19:51 del 20-04-2004

8 Due chiacchiere con il Tolkien del XXI secolo. Ripeto: Due chiacchiere con il Tolkien del XXI secolo...?????????* Per un momento ho creduto,anzi,sperato,di aver letto male. Inutile dire che mi sono sbagliata. ... Ho letto Eragon. Ho letto il Signore degli anelli. Non ho parole... solo.... MA COME VI PERMETTETE?????

» postato da Elanor_isda alle 21:11 del 09-09-2004

9 si,è vero..tutto questa somiglianza non c'è..anzi,sono due cose totalmente diverse,ma dato che quando l'articolo è stato scritto in italia il libro non era ancora arrivato,e, penso, che quelli di Fm si siano fidati delle notizie così come arrivavano dall america...c'è l'attenuante. è comprensibile che gli sia stato appioppato un appellativo del genere, dato che tolkien in questi anni è tornato di moda(quindi è una bella pubblicità), ma non bisogna prenderlo per affidabile,come giudizio,come sempre quando ci sono di mezzo i soldi.. insomma,tranquilla:Fm di certo non voleva "screditare" tolkien..(e ci mancherebbe!!! :shock: )

» postato da Eva alle 22:37 del 09-09-2004

10 « Ho letto Eragon. Ho letto il Signore degli anelli. Non ho parole... solo.... MA COME VI PERMETTETE????? » :shock: In che senso? Hai letto l'articolo per intero? La definizione di Tolkien del XXI secolo non l'abbiamo coniata noi, ci siamo limitati a riportarla, insieme alle altre notizie relative a Paolini. Su Eragon ci siamo esperessi qui http://www.fantasymagazine.it/libri/71/ Non aggiungo altro

» postato da franz alle 06:11 del 10-09-2004

11 Ho letto il libro e se penso che lo ha scritto un quindicenne non è male ma, come valore assoluto decisamente credo che non leggerò il seguito. Ovviamente il paragone con Tolkien è ridicolo, ma credo che qualsiasi opera fantasy non possa essere paragonata al Signore degli Anelli, e francamente trovo piuttosto triste che per deciderne o qualificarne il valore siano necessari paragoni con Tolkien o addirittura con la Rowling...sono spuntati talmente tanti eredi di Tolkien che il professore stesso ne rimarebbe sconcertato...

» postato da totoro alle 10:00 del 10-09-2004

12 bhe, forse si è capito... sono una fan sfegatatissima di Eragon XD Dopo aver letto la saga Tolkieniana del Signore degli Anelli, anche con il Silmarillion ed i Racconti, mi sembra più che giusto che il titolo "Tolkien dell'XXI secolo" sia assegnato al "giovane" Christopher.... solo due parole a riguardo: LO-ADOOOOOROOOO!

» postato da Gilraen Helyanwe alle 16:35 del 17-10-2005

13 «Gilraen Helyanwe ha scritto: bhe, forse si è capito... sono una fan sfegatatissima di Eragon XD Dopo aver letto la saga Tolkieniana del Signore degli Anelli, anche con il Silmarillion ed i Racconti, mi sembra più che giusto che il titolo "Tolkien dell'XXI secolo" sia assegnato al "giovane" Christopher.... solo due parole a riguardo: LO-ADOOOOOROOOO! » cioè...insomma...vediamo di non esagerare...finchè dici lo zerbino della casa al mare di Tolkien ci posso stare.... ma paragonare Eragon al SdA è come dire che la formica è uguale all'elefante come dimensioni....un insulto per l'elefante.....

» postato da Raist della Torre Nera alle 16:31 del 24-01-2006

14 «bhe, forse si è capito... sono una fan sfegatatissima di Eragon XD Dopo aver letto la saga Tolkieniana del Signore degli Anelli, anche con il Silmarillion ed i Racconti, mi sembra più che giusto che il titolo "Tolkien dell'XXI secolo" sia assegnato al "giovane" Christopher.... solo due parole a riguardo: LO-ADOOOOOROOOO!» Ma fammi il favore, fammi! Neanche leggendo il bigino del SDA o del Silmarillion si potrebbe accostare Paolini a Tolkien E basta anche solo scrivere nella stessa frase : Tolkien e Paolini!!!!!! :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil: :evil:

» postato da Glorehlen alle 17:38 del 24-01-2006

15 «E basta anche solo scrivere nella stessa frase : Tolkien e Paolini!» Neanche se scrivo: "Paolini è monnezza, Tokien no" :mrgreen: ?

» postato da Palin alle 22:02 del 24-01-2006

16 Oltre al fatto che non mi piacciono affatto i suoi libri, non mi piace Paolini nemmeno come persona. Dev'essere di una presunzione inimmaginabile. Ho letto delle interviste in cui lui diceva: 'sapevamo che il libro sarebbe piaciuto a un vasto pubblico' oppure 'un libro che avrei sempre voluto leggere? Il mio!' Ma tornatene da mammà... :evil: E poi dai, ditemi se non è un egocentrico uno che apre il libro con delle frasi scritte nella sua lingua!

» postato da Kyra alle 16:30 del 11-02-2006

17 Forse tutto è cambiato con la pubblicazione del suo libro, anche se a me non dà l'impressione di una persona egocentrica. Magari è il suo modo di essere, e con l'esplosione delle vendite questo suo aspetto viene marcato di più, ma non per sua volonta, credo... Poi le interviste bisogna sempre prenderle per quello che sono, interviste... :roll: :wink:

» postato da Coram85 alle 17:03 del 11-02-2006

18 Tolkien, da buon cattolico, non si rivolterà forse nella tomba, ma io mi rivolto da viva. Uno stile che non è tale, scopiazzamenti da ogni dove, ma insomma, quale Tolkien del XXI secolo?

» postato da Lara alle 22:12 del 12-06-2006

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