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Viaggiando nel paese dell'immaginario

Tullio Pericoli, I tavoli di Stevenson, 1989.
Partire per un lungo viaggio, forse senza neanche conoscere la meta. Recarsi in paesi lontani assaporando il gusto di essere, semplicemente, in cammino. Chi non ha mai fatto questo sogno almeno una volta?
Luoghi lontani, meglio se esotici. O, perché no, immaginari? La Terra di Mezzo e il treno che parte dal binario nove e tre quarti sono solo due fra i tanti non-luoghi raggiungibili con la fantasia. Ma la storia della geografia immaginaria comincia da lontano.
Già nell’antichità gli studiosi erano impegnati nel tentativo di ricostruire la carta dell’Oceano. Luogo reale, ma con caratteristiche immaginarie, come le ignote terre d’Africa sulle cui mappe campeggiava la dicitura “Hic sunt leones”.
Accanto a questi territori non ancora esplorati, però, ce n’erano altri, a volte scomparsi, a volte semplicemente leggendari, che hanno destato l’interesse di viaggiatori, cartografi... e romanzieri. Dalla mappa di Atlantide a quella dell’isola di Utopia, passando attraverso il regno del Prete Gianni e l’Eldorado, fino alla descrizione dell’Isola del Tesoro fatta da Robert Louis Stevenson e alla contea di Yoknapatawpha narrata da William Faulkner, i luoghi fantastici hanno assunto una loro realtà e concretezza.
Da queste premesse è nato il progetto della mostra Voi (non) siete qui, curata da Maurizio Bettini e Omar Calabrese, professori l’uno di Filologia classica e l’altro di Semiotica all’Università di Siena.
La mostra raccoglie un significativo nucleo di artisti che dal Novecento ai giorni nostri hanno affrontato il filone della rappresentazione di carte geografiche immaginarie o hanno dialogato con il tema del non-luogo.
Fra gli artisti presenti possiamo citare Tullio Pericoli con I tavoli di Stevenson, Giorgio De Chirico con L’ospite dei bagnanti misteriosi e Paola Mattioli con Hic sunt leones. O ancora Carlo Carrà, Francis Picabia, Joan Mirò, Christo, Enrico Baj, Fausto Melotti e Arnaldo Pomodoro.
Cinquanta opere che, rappresentando territori immaginari, creano una geografia inconsueta, dove non c’è un viaggio da fare verso un ben determinato luogo, e ciò che conta davvero è viaggiare.
Voi (non) siete qui
Siena, Magazzini del Sale — Piazza del Campo
Tel. 0577 292226 — 292223
Fino al 25 marzo 2007
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