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Il Dominio di Milena Debenedetti

Il Dominio della Regola di Milena Debenedetti
Presentare Milena Debenedetti non è un compito facile, non solo perché è un’autrice a tutto tondo con tanto di curriculum chilometrico da far impallidire chiunque (autore straniero o italiano che sia, di qualsiasi genere si stia parlando), ma anche — e soprattutto — perché è una delle autrici di punta nel panorama fantasy italiano di oggi. E sebbene all’attivo abbia solo un romanzo pubblicato, Il Dominio della Regola (edito nel 2006 dalla Delos Books), questo ha il notevole pregio di essersi da subito fatto notare come ogni buon caso letterario, tanto da meritare la vittoria al Premio Italia 2007.
Vi parliamo, insomma, di un’autrice di qualità. Una vera e propria punta di diamante per la narrativa nostrana, che tanto ci piace leggere e rileggere. Prima tuttavia di lasciarvi alla nostra intervista, vi ricordiamo i link agli estratti e alla recensione dedicati a Il Dominio della Regola.
Qui la recensione, a firma di Fulvio Zorzer e del sottoscritto:
http://www.fantasymagazine.it/libri/6089/
Mentre qui l’anteprima al primo fortunato romanzo di Milena Debenedetti, dove potrete leggerne un estratto:
http://www.fantasymagazine.it/anteprime/5637/
E ora, l’intervista all’autrice.
Bentrovata fra le pagine di FantasyMagazine, Milena. La prima domanda che vogliamo farti è questa: quali sono stati i tuoi inizi come autrice? Quando hai deciso di voler scrivere seriamente? E perché proprio letteratura fantastica in ogni sua espressione?
Letteratura fantastica... be', mi è sempre piaciuto soprattutto immaginare storie, e trovo che una ambientazione non realistica offra un sacco di possibilità in più, sia per gli scenari, sia per le vicende, sia per lepsicologie e tipologie di personaggi. Non ho in mente un momento preciso in cui io abbia deciso di voler scrivere. Praticamente, da quando ho iniziato a leggere o giù di lì, diciamo dai nove o dieci anni, ho iniziato anche a scarabocchiare quadernetti di diari e pensierini. Ricordo, all'incirca nella stessa epoca, un tentativo di romanzo scritto a matita, potrei definirlo thriller avventuroso, su una famiglia che si perdeva nel bosco. Poi un altro abbozzo di storia in ambiente medioevale, poi a diciotto anni, dopo breve parentesi "poetica", un romanzo di fantapolitica femminista, questa volta purtroppo portato a termine. Una pizza, un mattone indigeribile pieno di proclami. Giustamente è rimasto nei cassetti.
Per un bel po' ho proseguito a buttar giu' romanzi, visto che preferivo scrivere storie lunghe e articolate. Ma avevo poco tempo da dedicare alla mia passione, c'erano il lavoro, la famiglia, e avevo ancor meno tempo per darmi da fare a spedire manoscritti e cercare spazi di pubblicazione. Non era il periodo storico per sfondare subito con quel genere di cose, c'erano pochi mezzi per farsi notare, così a malincuore mi decisi a seguire i consigli di chi mi suggeriva di provare con i racconti: meno impegno, almeno come tempi di stesura, più possibilità, da fanzine a concorsi. E lì mi andò decisamente meglio.
Poi, subito dopo, l'avvento di Internet fu la vera rivoluzione, che diede
modo anche ai timidi come me (e con poco tempo materiale a disposizione) di interagire con gli ambienti collegati alle proprie passioni. I primi racconti infatti li pubblicai in rete.
Sappiamo della tua ampia produzione di racconti sia fantascientifici sia fantasy, produzione premiata in numerosi concorsi. Dicci, per quale delle due correnti fantastiche ti senti maggiormente portata? Fantascienza? Fantasy? Senti di preferire un genere letterario all'altro? E quale è più complesso da affrontare?
Di getto direi senz'altro di preferire la fantascienza, ma in realtà non ècosì semplice e non sarebbe una risposta corretta. Voglio dire, ho iniziato con quella, sia da lettrice sia da scrittrice, leggendo fin da bambina gli Urania della collezione di mio padre.
Mi sono avvicinata al fantasy più tardi, grazie ad alcuni colleghi appassionati che me lo hanno fatto conoscere. Ho provato a scriverne, ho avuto buoni risultati, ma poco alla volta frequentando siti, convegni e forum sono venuta a contatto con una complessità di idee, teorie,

Milena Debenedetti
C'è chi come me legge il fantastico in genere, cercando evasione, e/o riflessione, o semplicemente belle storie, ma c'è chi non si avvicinerebbe neanche con pinze molto lunghe a un testo che non appartenga al sottogenere o categoria da lui prediletto. Quando mi permisi di affermare, in contesto fantascientifico, che mi pareva strano trovare tanta diffidenza e chiusura in chi, per definizione, dovrebbe avere la mente più aperta di tutti (aperta al futuro, aperta a nuovi mondi, nuove società, nuove specie intelligenti...) poco mancò che mi lapidassero via email!
Diciamo che io leggo, e quando posso e riesco, scrivo, storie di ambientazione fantastica. Le classificazioni le lascio ad altri, forse posso solo dire di non amare gli estremi, come la fantascienza troppo hard, specie se privilegia le teorie e il contesto all'aspetto propriamente
narrativo, o il fantasy troppo canonico, ma di preferire gli ibridi. In questo ambito, posso dire che il libro più emozionante per me in assoluto è stato il primo Dune. Che ha molti spunti che paiono fantasy, ma si può anche ritenere a buon diritto fantascienza.
Per me il genere è solo un mezzo a cui ricorrere per veicolare idee (magari non direttamente, o viene fuori un trattato pallosetto), raccontare storie, creare ambienti e personaggi. L'importante è scegliere il mezzo giusto, caso per caso, per quello che si intende esprimere. A volte è meglio il treno, a volte la bicicletta.
Purtroppo, se già i lettori italiani del fantastico sono esterofili e molto esigenti con i loro compatrioti, le ulteriori classificazioni non aiutano, e le storie che mi piacerebbe scrivere ( e leggere, anche) pare fatichino a volte a trovare spazi editoriali. Per dire, un romanzo che ho scritto, che ha avuto molte traversie ma che spero ancora di pubblicare un giorno, da qualcuno del settore è stato definito fantasy, da altri fantascienza. Se non lo capiscono loro... In ogni caso, prima penso a una storia e a come svilupparla, a un storia che mi piacerebbe leggere, poi in seguito, eventualmente, mi porrò il problema di stabilire a che genere appartenga.
Perciò, sempre rimanendo in questo filone del discorso, non ha senso per me neppure fare scale di complessità. Dire che la fantascienza è più difficile perché devi attenerti quantomeno alla verosimiglianza scientifica, il fantasy è più facile perché te la cavi sempre con la magia, è una generalizzazione a mio giudizio non corretta. A volte da certo technobabble a dir poco "cialtronesco" sono venute fuori storie fantascientifiche indimenticabili, mentre chi si mette a scrivere fantasy convinto che sia facilissimo e banale si renderà ben presto conto che i margini di manovra non sono poi così ampi, che gli appassionati esigenti e preparati ti aspettano al varco pronti a sottolineare ogni tua ingenuità, e che comunque creare mondi e società credibili, che stiano in piedi e reggano le storie, è tutt'altro che facile e scontato, per fantastici, umani o alieni che siano.
Un'altra cosa che non mi piace è sentir parlare di fantascienza come genere impegnato, che fa pensare, e di fantasy come pura evasione. Anche questa è un'altra bella generalizzazione: ripeto, il genere è il mezzo, sta a te usarlo come preferisci. Per fare immodestamente un piccolo esempio personale, io sono molto interessata alla sociologia, che dopotutto è scienza (anche se alcuni puristi della hard sf dissentono). A me incuriosiva l'idea di descrivere un mondo dove la sessualità fosse libera e ci fosse una parità non esibita, ma data per scontata, fra uomini e donne: bene, per farlo, nel Dominio della Regola, ho scelto una storia fantasy, eun contesto medioevaleggiante, una società di tipo feudale. Un po' azzardato, magari, ma chi legge può decidere se sono riuscita a renderlo interessante, realistico e credibile o meno.
Il 2006 ha visto il tuo esordio come romanziera. Il tuo primo romanzo, Il Domino della Regola, un fantasy, ha così raggiunto l'onore delle stampe. Un volume che è stato accolto con entusiasmo da lettori e critica (tanto da vincere il Premio Italia). Come è nata l'idea per questo volume? Come si è sviluppata la sua protagonista, l'enigmatica e tormentata Alimar? E quanto impegno, tempo e fatica ti sono serviti per giungere alla parola "fine"?
Ogni cosa che scrivo, sia un romanzo lunghissimo sia un raccontino di due pagine, nasce da un flash mentale, un'immagine, un sogno o a volte una visione del dormiveglia. Da cui si sviluppa tutto il resto, in qualche caso come per inerzia. La prima idea per questo romanzo è stata quella della palude, di questi esseri semiumani che la abitano, e del provare a
immedesimarmi in essi.

Un'antologia tutta la femminile, contenente un racconto di Milena Debenedetti
La fatica e il tempo sono stati notevoli. Ho scritto questa storia in varie fasi, alternandola con altre cose e con impegni che mi impedivano di dedicarmi alla scrittura, ho avuto momenti di blocco e di crisi. Però la vicenda nelle sue linee generali l'avevo in testa fin dall'inizio. Compreso il finale: di solito non riesco a mettermi a scrivere niente, se non so già esattamente come finirà.
Continuiamo ancora a parlare di Il Domino della Regola. Sebbene si tratti di un romanzo conclusivo in se stesso, con un finale ben definito, risulta chiaro leggendolo che l'idea per un seguito esiste. Milena, è così? Hai già scritto un secondo volume? E, se così non fosse, su quali progetti stai lavorando?
E' un momento strano, della mia vita: mi sono dedicata diciamo ad attività pseudopolitica, soprattutto sui problemi della mia città, e scrivo anche articoli satirici e di denuncia sui siti locali. Questo mi ha momentaneamente allontanata da altri tipi di scrittura, almeno attiva; ma la mente continua a rimuginare, ci sono racconti in dirittura d'arrivo, romanzi già scritti che devo risistemare.
E per quanto riguarda un possibile seguito ambientato nel mondo del Dominio, schemi e idee ci sono, si tratta di svilupparli. E' più che una possibilità. Di sicuro non resisterò a lungo, a lasciare da parte i miei mondi fantastici. Prima o poi spengo tutto, anche Internet, e torno a rintanarmi nel mio antro, a lavorare.
Siamo giunti all'ultima domanda, Milena, e ti ringraziamo per la simpatia con la quale ti sei prestata a questa nostra intervista. In chiusura, pensando a tutti gli esordienti là fuori che sono in cerca di editore, ti chiediamo un consiglio da rivolgere loro. Cosa ti senti di dire ai tanti che vorrebbero intraprendere la difficile strada verso la pubblicazione?
Che sono pazzi o masochisti. No, sto scherzando: l'importante è sapere esattamente che si tratta di una strada non facile, non esaltarsi troppo o partire con presunzione esagerata, ma neppure scoraggiarsi alle prime difficoltà. Soprattutto, guardarsi dentro, mettere alla prova la propria convinzione, l'impulso e il bisogno di scrivere e comunicare agli altri il proprio mondo interiore, la mente e il cuore. Se non c'è la convinzione profonda tanto vale smettere e dedicarsi ad altro, il gioco non vale la candela.
Se l'impulso persiste, è irresistibile, se le immagini ti escono dalla mente anche quando non vuoi e buttarle giù è inevitabile, se ci sono idee e talento, non rimane che affinare la tecnica, cosa che si ottiene scrivendo molto, come un allenamento, ma soprattutto leggendo molto. Poi, ripeto, rispetto ai tempi in cui ho iniziato io le occasioni di mettersi alla prova non mancano, Internet fornisce tutto: spazi di discussione e confronto, concorsi, indirizzi... anche se le pubblicazioni importanti rimangono un traguardo difficile. Alla fin fine occorre anche, inutile nasconderselo, un pizzico di fortuna.
Poi, non ci sono ricette universali: c'è chi si fa conoscere a poco a poco con racconti, chi esordisce subito con un romanzo o addirittura una trilogia, chi esordisce a vent'anni, chi a ottanta. Insomma, guardarsi dentro e sapersi conoscere, misurare la propria forza e le proprie possibilità, credere in se stessi quel tanto che basta, esercizio, talento, molta lettura, perseveranza nello scrivere, capacità di progredire e migliorarsi e di proporre le proprie opere agli editori interessati. E sempre con atteggiamento pacato e distaccato, se si riesce, mai da disturbo bipolare, che passa dall'esaltazione alla depressione. O ne va della propria salute psichica.
Poi, naturalmente, ottenuto tutto questo occorre superare la concorrenza sugli scaffali dei libri di calciatori, comici, politici, veline, inquisiti e condannati vari, cosiddetti vip, cantanti, ruffiani e lacché. Ma questa è la nostra società, temo.
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Commenti
2 Ogni volta che leggo il nome di Milena Debenedetti mi sale allo stomaco la sgradevole sensazione di non riuscire a star dietro alle letture che vorrei inanellare.
Il bello di avere tanti autori italiani pubblicati si trasforma in frustrazione, nel mio caso, perché vorrei leggerli tutti e sciropparmi anche alcuni inediti o autoediti. Come fare, però, a star dietro a una simile quantità di pagine? Impossibile.
Milena, comunque, sarà una lettura imprescindibile.
Lo so, lo so... vado dicendolo da mesi...
ops:
» postato da Negróre alle 11:07 del 06-09-2007
3 «Ogni volta che leggo il nome di Milena Debenedetti mi sale allo stomaco la sgradevole sensazione di non riuscire a star dietro alle letture che vorrei inanellare.
Il bello di avere tanti autori italiani pubblicati si trasforma in frustrazione, nel mio caso, perché vorrei leggerli tutti e sciropparmi anche alcuni inediti o autoediti. Come fare, però, a star dietro a una simile quantità di pagine? Impossibile.
Milena, comunque, sarà una lettura imprescindibile.
Lo so, lo so... vado dicendolo da mesi...
ops:»
Ehm... volevo gia' scriverlo in una delle discussioni apposite, su fantasy italiano con annessi e connessi, non avertene a male, visto che entrambi conosciamo bene cosa vogliano dire certe "critiche"...
Pero' penso proprio che dovresti leggere il mio romanzo
, cosi' come io mi riprometto (e qui, solo in questo punto, sono serissima) di leggere assolutamente qualcosa di tuo, anche visto che mi pare abbiamo idee simili su alcuni punti.
Se non altro (e qui ritorno poco seria) entrambi avremo cosi' modo di capire cosa ci accomuni, nello stile o nelle opere, tanto da far pronunciare a uno di quei fini esegeti (l'ho letto veramente, giuro, non ricordo se su un blog o un forum) il seguente lapidario, sintetico ma efficace giudizio:
"D'Angelo e la Debenedetti mi fanno ca*are"
Chissa', forse e' allergico agli autori che iniziano con la D ![]()
» postato da dued alle 11:27 del 06-09-2007
4 «
"D'Angelo e la Debenedetti mi fanno ca*are"
Chissa', forse e' allergico agli autori che iniziano con la D
»
O quelli col patronimico
:">
Andrea... il romanzo di Milena va giù liscio e veloce che è un piacere. Magari ti metti ansia al pensiero di iniziarlo perché hai tanti altri impegni che ti sei imposto... ma t'assicuro... basta che fai la fatica di "attaccarlo" ![]()
» postato da metalupo alle 11:32 del 06-09-2007
5 No, no... Meta, non farò nessuna fatica a iniziarlo. Ho veramente voglia di leggerlo, sin da quando è uscito.
Il mio problema è spinoso. Lo espongo, in flusso di coscienza deviato e brillo: "Cosa cappero leggo adesso non so cosa pescare ma non vedo l'ora di cominciare qualcosa di nuovo ora che ho letto Pentar e mi è piaciuto ché gli italiani ci sanno fare se s'impegnano altro che detrattori c'è quel Geswa Olers o qualcosa di simile di Fabrizio che mi sono già stampato e poi volevo leggere il primo della seconda di Licia ma anche Milena è una vita che le dico di volerla leggere e ormai crederà che sono un bugiardo eppure avevo quel progettino di rileggere la mia trilogia per pianificarne la riscrittura e visto che mi sono arrivati i libri di Altieri e cosa dire di Emilio e del suo inedito il prologo era molto stuzzicante..."
Il pantano mi sta infine entrando in bocca...
Milena, visto il commento devo assolutamente leggerti!
E, credimi, io ho smesso di prendermela da un pezzo. Il fatto è che quando leggo certe tirate e mi sembrano ingiuste, non ce la faccio a non intervenire. Tutto qui.
» postato da Negróre alle 12:01 del 06-09-2007
6 Il Dominio della Regola fa parte dell'esiguo gruppetto di opere fantasy italiane che ho avuto l'occasione di leggere. L'ho scoperto tramite FM. Le vetrine delle librerie, e i posti migliori sugli scaffali, sono riservati a quelle perle di saggezza partorite da quel gruppuscolo pittoresco di personaggi descritti in precedenza. Eccomi qui, tipico esempio del lettore italiano: un po' esterofila, un po' pigra nel cercare fuori del seminato.
» postato da erbetta alle 12:05 del 06-09-2007
7 Ho letto con piacere "Il Dominio della Regola" a fine 2006 e ho avuto anche l'opportunità di contattare Milena e scambiare qualche idea in proposito. Il romanzo mi ha preso veramente tanto nella prima parte, sia nello stile che nella trama, fin dalle prime pagine. Ti fa vivere subito la psicologia della protagonista, senti vibrare le sue emozioni e i suoi pensieri. Non manca il mordente, la trama scorre via che è una bellezza all'interno di un intreccio consistente e ben costruito. Invece la seconda parte del libro mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, in particolare per il vistoso "buco" centrale e la mancanza di una mappa che ha reso difficoltoso seguire i movimenti bellici dei protagonisti. A un certo punto ho rinunciato a capire persino dove fossero. Infine, il passaggio psicologico della protagonista è stato troppo brusco e, benché motivato, mi ha lasciato un po' stordito. Non so, qualche taglio di troppo, forse un capitolo di intermezzo avrebbe reso più omogeneo il romanzo. Libro che comunque ho apprezzato moltissimo, migliore di tanti stranieri che ho letto l'anno scorso. I miei complimenti a Milena e resto in attesa di un nuovo splendido romanzo. Francesco
» postato da FrancescoFalconi alle 12:22 del 06-09-2007
8 «
Il mio problema è spinoso. Lo espongo, in flusso di coscienza deviato e brillo: »
Se non è ansia questa... classica sindrome di "Information Anxiety" (disse il dotto medico e sapiente, aggiustandosi il monocolo)
Datti una calmata... datti una regola... una regola... una Regola...
:">
» postato da metalupo alle 12:24 del 06-09-2007
9 Mi piacciono molto gli spunti sulla classificazione "Fantasy vs Fantascientifico" e mi ha fatto sorridere la frase finale dell'intervista.
Una triste, triste realtà.
Bella intervista... molto completa e complimenti a Milena per il modo chiaro e coraggioso di porsi ![]()
» postato da Sheyraen alle 13:05 del 06-09-2007
10 «Ho letto con piacere "Il Dominio della Regola" a fine 2006 e ho avuto anche l'opportunità di contattare Milena e scambiare qualche idea in proposito....
»
Ecco, questo fa parte appunto dei commenti e delle critiche che si possono accettare e discutere, e anzi sono preziosi.
Riguardo ai complimenti ti ringrazio ancora, riguardo al resto posso solo ripetere che il "salto" fra prima e seconda parte e il distacco dalla protagonista sono responsabilita' mia, ma che effettivamente qualche altro taglio imposto puo' aver nuociuto allo scorrere della narrazione.
Vuol dire che (anticipazio' anticipazio'
) se mai dovessi scrivere un seguito, pur con altri personaggi e in altra epoca, farei in modo di inserire un qualche flash back, chissa'... naturalmente se funzionale alla vicenda e senza forzature.
» postato da dued alle 13:07 del 06-09-2007
11 «Mi piacciono molto gli spunti sulla classificazione "Fantasy vs Fantascientifico" e mi ha fatto sorridere la frase finale dell'intervista.
Una triste, triste realtà.
Bella intervista... molto completa e complimenti a Milena per il modo chiaro e coraggioso di porsi
»
Grazie. E' proprio il mio modo di essere, in realta': sono piuttosto decisa e senza mezzi toni, anche nelle opinioni. In realta', nelle conversazioni de visu per timidezza, negli scambi diretti per un certo riguardo e sensibilita' verso il pensiero altrui, mi trattengo, ma nei monologhi vado a ruota libera... non per niente scrivo anche satira, politica e non solo.
» postato da dued alle 13:13 del 06-09-2007
12 Pazzesco!
Stare da soli davanti a un foglio ti cambia davvero. Lo so, lo sapevo da tempo, ma si conferma continuamente.
Per quanto vogliamo restare fedeli a noi stessi SEMPRE, qualche volta entra in gioco il linguaggio non scritto, timidezza, sguardi, modo di porsi, che ci frenano.
Mai avrei pensato fossi "timida" (in qualche modo) dopo aver letto la tua intervista.
Decisa, forte, anche controcorrente se occorre.
Bello!
Inoltre mi sono trovata d'accordo. Le classificazioni servono per gli scaffali, non per la mente.
Se la realtà fosse delimitata con tanta chiarezza, forse vivremmo in un cartone animato con poche sfumature
Devo dire che FM mi sta aiutando a scegliere le prossime letture.
La lista cresce e cresce..... ![]()
» postato da Sheyraen alle 13:30 del 06-09-2007
13 Milena dice un sacco di cose sacrosante. Leggendo l'intervista, mi viene una gran voglia di leggere il libro. Ok, vado a ordinarlo...
«
Il bello di avere tanti autori italiani pubblicati si trasforma in frustrazione, nel mio caso, perché vorrei leggerli tutti e sciropparmi anche alcuni inediti o autoediti.»
Se vuoi ti rifilo subito il mio... ![]()
» postato da Angra alle 13:52 del 06-09-2007
14 «Se vuoi ti rifilo subito il mio...
»
Devi aver saltato il mio flusso di coscienza deviato e brillo... ![]()
» postato da Negróre alle 14:09 del 06-09-2007
15 ««Se vuoi ti rifilo subito il mio...
»
Devi aver saltato il mio flusso di coscienza deviato e brillo...
»
Vabbé, vabbé... poi non ti lamentare quando ti toccherà andarlo a comprare...
![]()
» postato da Angra alle 14:37 del 06-09-2007
16 «
Riguardo ai complimenti ti ringrazio ancora, riguardo al resto posso solo ripetere che il "salto" fra prima e seconda parte e il distacco dalla protagonista sono responsabilita' mia, ma che effettivamente qualche altro taglio imposto puo' aver nuociuto allo scorrere della narrazione.
Vuol dire che (anticipazio' anticipazio'
) se mai dovessi scrivere un seguito, pur con altri personaggi e in altra epoca, farei in modo di inserire un qualche flash back, chissa'... naturalmente se funzionale alla vicenda e senza forzature.»
Resta comunque la mia opinione, può darsi altri lettori non abbiano avvertito lo stacco. Essenzialmente il mio problema è stato affezionarmi così tanto alla "prima versione" di Alimar da destare la seconda, troppo diversa dalla fragilità della prima. Inoltre proprio quando mi stavo appassionando alla Farnisia, puff... mi è sparita tra le mani.
Milena, lo sai meglio di me che ogni lettore percepisce il libro in modo diverso, per cui questo punto di vista è totalmente opinabile.
» postato da FrancescoFalconi alle 15:04 del 06-09-2007
17 «Resta comunque la mia opinione, può darsi altri lettori non abbiano avvertito lo stacco. ogni lettore percepisce il libro in modo diverso, per cui questo punto di vista è totalmente opinabile.» In effetti io non ho avvertito stacchi o frammentazioni o buchi in posizione centrale. Forse qualcosina sul finale (quando si comprende qualcosa di più sulla "Regola") ma anche questa è opinione opinabile, visto che io soffro sempre di calo d'attenzione sul finale (dopo anni dalla lettura visualizzo nei minimi dettagli scene memorabili dei romanzi letti, ma se mi chiedi come sia finito un certo libro... non mi sovviene!), quindi può essere che mi sia sfuggito qualcosa.
» postato da metalupo alle 15:11 del 06-09-2007
18 « In effetti io non ho avvertito stacchi o frammentazioni o buchi in posizione centrale» Beh, il libro è diviso in due parti distinte, tra la prima dell'incoscienza di Alimar si passa alla seconda in cui la protagonista riprende possesso della propria identità. Lo stacco, che poi si riflette nel modo d'essere da debole e disorientata a stratega bellica, è chiaro e voluto, credo, dall'autrice. Il che implica anche uno stacco temporale. Quindi, concettualmente il discorso non ha pieghe, ma quando ti leggi un libro tutto d'un fiato, come ho fatto io con questo, ti accorgi di questa differenza. E mi è dispiaciuto. Bah, sarà anche perché preferisco i personaggi contriti nel dolore?
» postato da FrancescoFalconi alle 15:26 del 06-09-2007
19 «
Beh, il libro è diviso in due parti distinte quando ti leggi un libro tutto d'un fiato, come ho fatto io con questo, ti accorgi di questa differenza. E mi è dispiaciuto.»
Certo che c'è lo stacco in questo senso... però m'è sembrato motivato (e neanche "non annunciato" perché ricordo di aver scorto indizi molto prima che lo stacco si verificasse). Avevo interpretato ciò che dici come "percezione di passaggi logici mancanti, intuibili ma non esplicitamente descritti". Inteso in questo senso io non avverto problemi, invece (ma magari tu applichi maggiore profondità analitica, affinata dalla concentrazione raggiunta durante le sedute di scrittura). Quindi non posso dire d'aver avuto da dispiacermi.
Differenze di punto di vista fisiologiche, quindi... forse dovute alle aspettative inconsapevoli che ci facciamo leggendo, e in base a quel che abbiamo letto in passato. ![]()
» postato da metalupo alle 16:02 del 06-09-2007
21 «Soffrite di spoilerite acuta, oggi?
»
Acc... sì, effettivamente.
ops:
Bolak finiscila!!! Te l'ho detto mille volte!!!
Ecco, ho rimediato alle mie mancanze ![]()
» postato da metalupo alle 16:39 del 06-09-2007
22 Sì Andrew Angel, alla fine del Dominio muoiono tutti.
Cavolo, facciamo morire tutti i personaggi, non lasciamo in vita nessuno. ![]()
» postato da FrancescoFalconi alle 16:46 del 06-09-2007
23 «Sì Andrew Angel, alla fine del Dominio muoiono tutti.
Cavolo, facciamo morire tutti i personaggi, non lasciamo in vita nessuno.
»
Ah, ho capito: non è spoilerite, è un attacco di panico.
Bolak, buono... Su... Vieni qui, pucci pucci... buooonooo...
:">
» postato da Negróre alle 17:13 del 06-09-2007
24 Basically, sto in fase di decadentismo acuto.
![]()
» postato da FrancescoFalconi alle 17:36 del 06-09-2007
25 « Resta comunque la mia opinione, può darsi altri lettori non abbiano avvertito lo stacco. Essenzialmente il mio problema è stato affezionarmi così tanto alla "prima versione" di Alimar da destare la seconda, troppo diversa dalla fragilità della prima. Inoltre proprio quando mi stavo appassionando alla Farnisia, puff... mi è sparita tra le mani. Milena, lo sai meglio di me che ogni lettore percepisce il libro in modo diverso, per cui questo punto di vista è totalmente opinabile.» Certo, il fatto e' che se alcune opinioni sono condivise da piu' persone, magari ci si rimugina su. Per cui in proposito mi e' venuta una (eventuale) idea per un (eventuale) seguito. (Per quanto riguarda Farnisia, ahime' alcuni tagli riguardano proprio quell'ambientazione, a cui peraltro sono molto affezionata. )
» postato da dued alle 22:05 del 06-09-2007
26 Bella Intervista!
Mi trovo concorde su molti punti con Dued e specialmente mi piace quel che ha detto rivolgendosi agli esordienti! ![]()
» postato da un muspeling alle 22:14 del 06-09-2007
27 «[Resta comunque la mia opinione, può darsi altri lettori non abbiano avvertito lo stacco. Essenzialmente il mio problema è stato affezionarmi così tanto alla "prima versione" di Alimar da destare la seconda, troppo diversa dalla fragilità della prima. Inoltre proprio quando mi stavo appassionando alla Farnisia, puff... mi è sparita tra le mani.
Milena, lo sai meglio di me che ogni lettore percepisce il libro in modo diverso, per cui questo punto di vista è totalmente opinabile.»
Le mie impressioni Milena le sa già, cmq a me lo stacco non ha dato fatidio, non è essenziale x la prosecuzione della storia sapere cos'è successo nel frattime. Se mai la seconda parte per me perde mordente perché si parla della battaglia, e a me le battaglie, a differenza di moltissimi lettori di fantasy, mi fan venire una barba che quella di Merlino gli fa na pippa
:"> Questo dipendetemente dai meriti o dai demeriti dello scrittore che la narra. E' proprio l'argomento in sè che...BZZZZZZZZ.
E al contrario di te, Francé, a me piace più Ramantia che Farnisia. Non per demeriti di Milena, è solo che la filosofia di Farnisia mi lascia ![]()
» postato da Marina alle 22:17 del 06-09-2007
28 Bella intervista per un bel libro! ^__^ Mi spiegate questa cosa dei tagli (che a quanto pare avviene spesso)? L'editore taglia alcune parti perchè non le ritiene valide, o perchè deve rientrare in un certo numero di pagine? Nel secondo caso, l'autore ha voce in capitolo su come e dove tagliare? Cris
» postato da Kinzica alle 10:27 del 07-09-2007
29 «Bella intervista per un bel libro! ^__^
Mi spiegate questa cosa dei tagli (che a quanto pare avviene spesso)?
L'editore taglia alcune parti perchè non le ritiene valide, o perchè deve rientrare in un certo numero di pagine? »
dipende dai casi. Entrambi sono motivi per un taglio. Nel caso di Milena però, se non ricordo male, la 'spezzatura' era voluta. Mentre qua è là sono state tagliate alcune cose per il numero di pagine. Dico bene Milè?
«
Nel secondo caso, l'autore ha voce in capitolo su come e dove tagliare?
Cris»
l'autore ha sempre voce in capitolo e ha sempre la possibilità di uscirsene fuori con una soluzione alternativa al problema segnalato dall'editor. Il che non significa che sia sempre facile trovarla
:"> Se invece abdica, allora se ne incarica l'editor, visto che cmq il libro va messo a posto, è uno sporco lavoro e qualcuno lo dvee fare
:">
» postato da Marina alle 10:56 del 07-09-2007
30 Personalmente non ti so rispondere, Kinzica.
A me non è mai stato tagliato niente: ho sfoltito io, ma non tagliato. Se un taglio ha come motivazione il numero di pagine, allora l'editor è un macellaio. Esistono molte soluzioni alle due pagine in più di un testo che andrebbero eliminate per non aggiungere un foglio (che di solito viene piegato per 16, se non ricordo male) in legatoria.
Mai dire mai, ma se mi trovassi a tu per tu con un editor che mi chiedesse grandi tagli, credo che darei forfait: ingerenze così pesanti su un mio testo non le accetto (a suo tempo portai "Le sette gemme" da 600 a 450 pagine, dopo averne parlato con Gianfranco Viviani, semplicemente perché quel romanzo era verboso - e lo è ancora, nonostante quella revisione, perché il tempo per rivedere fu troppo poco. Ma si trattò di una revisione dell'intero testo, in cui nulla venne tagliato, "soltanto" parole inutili, per capirsi... e immaginate quante erano!
). Quando presento un romanzo, credo che ogni parte sia essenziale, perché sto molto attento a non inserire cose davvero inutili (mi casso da solo, già durante la prima stesura; prima di attaccare la scrittura di una scena, è un esercizio di disciplina fondamentale chiedersi se la scena ha una sua utilità o meno, secondo me). Tutt'altra cosa, invece, se un editor mi dice che una parte è troppo pesante e andrebbe alleggerita: questo accade molto spesso ed è bene aprire le orecchie con umiltà.
In sintesi direi che una cosa è sfoltire, un'altra tagliare.
Il taglio di sana pianta ha due motivazioni distinte e non concomitanti, a mio avviso (e volendo semplificare, ovviamente): l'autore non è stato abbastanza severo con se stesso, l'editor abusa del proprio potere.
» postato da Negróre alle 10:58 del 07-09-2007
31 «Se invece abdica, allora se ne incarica l'editor»
Cosa per me inconcepibile. ![]()
» postato da Negróre alle 11:00 del 07-09-2007
32 Poi, se l'editore suggerisce qualche modifica, non c'è da offendersi, magari ha ragione. Non bisogna esser troppo gelosi della propria creatura. Penso che tutti facciano per prima cosa leggere ciò che hanno scritto ad un amico/a, fidanzata/o (questa cosa di dover indicare entrambi i generi grammaticali è tremenda, non potremmo introdurre il neutro che finisce per "u"?)... dicevo: ad un amicu, fidanzatu, e che siano ben dispostu a recepire critiche e consigli che questu può dargliu, prima di arrivare alla stesura semidefinitiva.
» postato da Angra alle 11:33 del 07-09-2007
33 « Se un taglio ha come motivazione il numero di pagine, allora l'editor è un macellaio. »
ma no dai, non esagerare. Può darsi che ai suoi occhi quelle pagine non servano a granché pe far progredire il racconto; può darsi che secondo lui lo appesantisca. Che poi all'autore non faccia piacere è un altro conto ma resta salva la possibilità di riuscire a convincere l'editor del contrario.
Diamine, è capitato anche ad autori affermati (anche alla Rowling, che tanto x cambiare spunta sempre fuori).
Tant'è vero che può anche accadere il contrario e un editor chieda di aggiungere delle pagine di spiegazione x maggior chiarezza del testo.
Ogni libro è storia a sé, come anche ogni ottica di editor e di casa editrice, visto che alcuni rifiutano ciò che altri pubblicano. Non assolutizziamo...
E cmq sentiamo cosa ci dice nello specifico la diretta interessata ![]()
» postato da Marina alle 11:36 del 07-09-2007
34 ««Se invece abdica, allora se ne incarica l'editor»
Cosa per me inconcepibile.
»
anche per me, nel senso che è inconcepibile che un autore abdichi. Però se lo fa e il libro va messo a posto, quella è l'unica soluzione. L'alternativa e non pubblicare.
» postato da Marina alle 11:39 del 07-09-2007
35 « non potremmo introdurre il neutro che finisce per "u"?)... .»
e dopo andiamo ad abitare tutti a Patagarroso Siffirrignu?
:">
» postato da Marina alle 11:41 del 07-09-2007
36 «
Diamine, è capitato anche ad autori affermati (anche alla Rowling, che tanto x cambiare spunta sempre fuori).
»
Esatto, personalmente avrei tagliato 150 pagine minimo a HP5. Alcuni pezzi erano di una palla allucinante. Come ho detto altrove, credo sia difficilissimo realizzare un libro di 800 pagine senza cadere nella prolissità e in scene totalmente opzionali. Se si vuole mantenere il mordente, a volte occorre a mio avviso fare dei tagli e andare al sodo.
Se ti sta arrivando una spada sul cranio, e hai 2 secondi esatti di tempo, è assurdo che l'autore faccio perdere il protagonista in elucubrazioni mentali: in 2 secondi ti caghi sotto, a volte non pensi una cippa. Ergo, taglia
Fra
» postato da FrancescoFalconi alle 11:43 del 07-09-2007
37 «
dipende dai casi. Entrambi sono motivi per un taglio. Nel caso di Milena però, se non ricordo male, la 'spezzatura' era voluta. Mentre qua è là sono state tagliate alcune cose per il numero di pagine. Dico bene Milè?
.......»
Dici bene. Per quanto riguarda i tagli, sono stati fatti ahimé per rientrare nel numero di pagine, ma non lo vedo come un male in assoluto.
In qualche caso, si e' trattato di procedere sfoltendo e sforbiciando un aggettivo qui, una ripetizione la', una frase inutile costaggiu'.
Il tutto direi abbastanza istruttivo e anche utile al testo, compresa l'eliminazione di qualche dialogo o scena madre evitabilissima.
Purtroppo pero' inevitabilmente ci sono stati giusto due o tre punti dove, ragionando a posteriori, forse una maggiore ampiezza sarebbe stata di giovamento.
Qualcosa ho imparato dall'esperienza, e dai suggerimenti di Viviani come esperto editor: diciamo che in futuro staro' il piu' possibile attenta a limare il superfluo gia' in fase di revisione personale, ma forse saro' anche piu' rigida quando si trattera' di metter mano al rimanente.
» postato da dued alle 11:50 del 07-09-2007
38 «Esatto, personalmente avrei tagliato 150 pagine minimo a HP5. Alcuni pezzi erano di una palla allucinante. »
OT: e vedrai HP 7!
- fine OT
» postato da Marina alle 11:51 del 07-09-2007
39 ««Esatto, personalmente avrei tagliato 150 pagine minimo a HP5. Alcuni pezzi erano di una palla allucinante. »
OT: e vedrai HP 7!
- fine OT»
Su quello ci sono interi capitoli da tagliare...
:">
» postato da Palin alle 11:55 del 07-09-2007
40 «« Se un taglio ha come motivazione il numero di pagine, allora l'editor è un macellaio. » ma no dai, non esagerare. Può darsi che ai suoi occhi quelle pagine non servano a granché pe far progredire il racconto; può darsi che secondo lui lo appesantisca.» Marina, non voglio dare l'impressione di essere rigido. Se leggi bene la frase, capisci che sto parlando di un taglio motivato dal solo numero di pagine. Per mia esperienza, se un editor ha delle motivazioni valide a supporto di ciò che vuole modificare, lo si capisce subito. Il taglio giustificato da soli motivi di stampa (economici) è un abominio. Angra, come giustamente mi faceva notare Luca Zaffini, commentando il mio "Un nuovo mondo", la soluzione è usare il maschile. Così si fa, non serve la "u" e le signorine non dovrebbero sentirsi offese: è una convenzione della nostra lingua (cui non mi attenni a suo tempo, sbagliando).
» postato da Negróre alle 12:56 del 07-09-2007
41 «In qualche caso, si e' trattato di procedere sfoltendo e sforbiciando un aggettivo qui, una ripetizione la', una frase inutile costaggiu'.» Per precisare ancora meglio la mia frase, non stavo parlando nemmeno di questo. Questo non è un taglio, è uno sfoltimento. E, oltre a essere sacrosanto, è attuabile nella quasi totalità dei casi (comprendendo anche romanzi già editi). Credo che i romanzi sintetici al 100% non esistano. C'è sempre la possibilità di sfoltire. Non so voi, ma io per "taglio" intendo l'eliminazione di un'intera parte (sia essa una scena soltanto o più). Non certo una frase.
» postato da Negróre alle 13:00 del 07-09-2007
42 Guardate il lato positivo: se diventate strafamosi poi vi pubblicano l'edizione integrale, e i vostri fan se la comprano e rileggono daccapo.
«Angra, come giustamente mi faceva notare Luca Zaffini, commentando il mio "Un nuovo mondo", la soluzione è usare il maschile. Così si fa, non serve la "u" e le signorine non dovrebbero sentirsi offese: è una convenzione della nostra lingua (cui non mi attenni a suo tempo, sbagliando).»
Scherzavo... ![]()
» postato da Angra alle 13:41 del 07-09-2007
43 Uh che bello c'e' anche l'autrice che bazzica da queste parti
Ho letto il Dominio della Regola.
La prima parte della storia è affascinante ed incalzante. Il lavoro interiore che è stato fatto sulla protagonista mi è piaciuto molto, mi ha fatto pena in più di un'occasione é.è ... tuttavia "l'asso nella manica" (se cosi vogliamo chiamarlo) a mio avviso è stato giocato troppo presto. L'identtà della Creatura doveva forse essere svelata più avanti puntando su un colpo di scena meglio costruito. Personalmente avevo già intuito molto quando il vecchio la accoglie con se e le da un nome.
In questo modo la storia presenta un buco centrale che è stato ricoperto con battaglie e scambi un po' sterili per certi versi. Per un bel po' non accade nulla di significativo e il racconto, a tratti, diventa noioso. Si incontrano ottimi spunti durante tutta la lettura. La stessa REGOLA ,ad esempio, risulta un elemento interessante e ben approfondito. Ma poi l'autrice si perde
, da quasi l'idea che si trovi invischiata in un seguito che nemmeno lei aveva ben chiaro e quindi è stato tutto un po' tirato avanti alla buona. Un vero peccato perché lo slancio iniziale era piuttosto accattivante, cosi come lo stile dell'autrice, che trovo veramente apprezzabile.
» postato da Amberlee alle 13:48 del 07-09-2007
44 « Non so voi, ma io per "taglio" intendo l'eliminazione di un'intera parte (sia essa una scena soltanto o più). Non certo una frase.» André, ho letto libri in cui il taglio, anzi l'accettata, di interi capitoli non avrebbe compromesso per nulla il libro. Anzi, l'avrebbe migliorato. Qui, a mio avviso, sta l'importanza della capacità dell'editor, cercare di dialogare in modo costruttivo con l'autore al fine di migliorare il libro. E, ripeto, occorre un editor bravo, perché un autore, specie alle prime armi, non sa bene come muoversi, i consigli che ha avuto provengono spesso da persone non competenti. Ovvio, deve esserci un dialogo costruttivo e una certa elasticità da entrambe le parti. Lo scrittore non deve chiudersi nella nicchia dell'arroganza, né l'editor deve voler tagliare solo per ridurre i sedicesimi. (Se la signorina Guidarini ci illuminasse... Chiara devo prenderti per i capelli e portarti qua?) Nella mia piccola esperienza, quando parlai con l'editor mi disse di esser stata tentata di chiedere un taglio al capitolo di Naturalia. Non fu fatto semplicemente perché nel momento in cui aveva pensato questa cosa, il libro aveva dirottato nbell'Oasi Edenica delle Custodi Vestali. Ma ne avrei discusso senza problemi, anzi ho sempre cercato il confronto.
» postato da FrancescoFalconi alle 14:03 del 07-09-2007
45 « André, ho letto libri in cui il taglio, anzi l'accettata, di interi capitoli non avrebbe compromesso per nulla il libro. Anzi, l'avrebbe migliorato. » Un esempio è L'ombra dello Scorpione di Stephen King. Ho letto l'edizione integrale, e su 900 pagine almeno 200 erano un altro romanzo che non si capiva che ci stesse a fare. Ben scritte, per carità, personaggi e relazioni magistralmente costruiti... ma mentre vuoi sapere come procede la pestilenza che sta sterminando l'umanità e ti ritrovi a leggere 200 pagine di flashback sui difficili rapporti tra una giovane e una madre gelosa e dispotica che voleva costringerla ad abortire, ti girano parecchio le balle. La sensazione è che avrei fatto meglio a leggere la prima edizione tagliata dall'editore. Poi, essendo maligno, mi viene da pensare che la cosiddetta edizione integrale sia invece nata a posteriori...
» postato da Angra alle 14:10 del 07-09-2007
46 « Poi, essendo maligno, mi viene da pensare che la cosiddetta edizione integrale sia invece nata a posteriori...» Oppure che l'editor di Stephen King (se era stato lui a indurre l'autore a togliere questa parte poi aggiunta nella versione estesa) era stato più lungimirante dello scrittore. Qui c'inoltriamo in un discorso affascinante e complesso che potrebbe durare a lungo. Per traslarlo al campo cinematografico, basti pensare a tante pellicole che capolavori assoluti già nella prima versione, sono poi rispuntate successivamente (per mero marketing?) in "extended edition" o "director's cut" (due esempi: la trilogia del Signore degli Anelli e Blade Runner) ma senza aggiungere, rispetto alle versioni cinematografiche, nulla di essenziale per lo spettatore. Per quanto mi riguarda, ho avuto la fortuna di avere a che fare con un editor intelligente come Raffaella Catalano con cui ci siamo spesso confrontati senza che lei facesse mai pesare la propria posizione. Di fatto, la versione pubblicata de "Il segreto di Krune" è molto simile a quella da me inviata come inedita alla Flaccovio, con un paio di variazioni rilevanti che - col senno di poi, posso affermarlo - hanno giovato al romanzo.
» postato da mikimago alle 15:27 del 07-09-2007
47 «
Per traslarlo al campo cinematografico, basti pensare a tante pellicole che capolavori assoluti già nella prima versione, sono poi rispuntate successivamente (per mero marketing?) in "extended edition" o "director's cut" (due esempi: la trilogia del Signore degli Anelli e Blade Runner) ma senza aggiungere, rispetto alle versioni cinematografiche, nulla di essenziale per lo spettatore.»
Permettimi di dissentire per entrambe gli esempi cinematografici ![]()
» postato da Palin alle 15:29 del 07-09-2007
48 ««
Per traslarlo al campo cinematografico, basti pensare a tante pellicole che capolavori assoluti già nella prima versione, sono poi rispuntate successivamente (per mero marketing?) in "extended edition" o "director's cut" (due esempi: la trilogia del Signore degli Anelli e Blade Runner) ma senza aggiungere, rispetto alle versioni cinematografiche, nulla di essenziale per lo spettatore.»
Permettimi di dissentire per entrambe gli esempi cinematografici
»
Certo che te lo permetto, Giuseppe!
Per curiosità: dissenti riguardo alla definizione di capolavori da me usata per i film citati o circa il fatto che le extendend edition non aggiungono nulla?
» postato da mikimago alle 15:39 del 07-09-2007
49 «
Per curiosità: dissenti riguardo alla definizione di capolavori da me usata per i film citati o circa il fatto che le extendend edition non aggiungono nulla?»
Circa il fatto che le extended edition non aggiungono nulla 
» postato da Palin alle 15:41 del 07-09-2007
50 Per non mandare OT la discussione sul romanzo di Milena, non scendo nel dettaglio né ti motivo le mie argomentazioni al riguardo. Magari prima o poi ne discuteremo in un thread apposito.
» postato da mikimago alle 15:44 del 07-09-2007
51 «Uh che bello c'e' anche l'autrice che bazzica da queste parti
Ho letto il Dominio della Regola. ....»
Grazie per il commento,e sono contenta che qualcosa ti sia piaciuto. A dimostrazione che non tutte le opinioni sono uguali,
, posso dire che c'e' anche chi ha apprezzato piu' la seconda parte della prima.
Sinceramente, anch'io posso avere le mie preferenze su cio' che ho scritto, su momenti della storia e personaggi, posso essere stata piu' o meno in vena, piu' o meno "in partita" nelle varie fasi, ma facendomi un esame di coscienza non mi pare di essermi addirittura "persa" nella seconda parte.
Comunque, prometto e mi impegno a far sempre meglio, sperando che i lettori apprezzino.
Per il resto... ehm.... ma la spoilerite continua a imperversare? ![]()
» postato da dued alle 16:02 del 07-09-2007
52 « spoilerite continua a imperversare?
»
Sì Milena, dicci che ucciderai tutti! ![]()
» postato da FrancescoFalconi alle 16:42 del 07-09-2007
53 Bene, grazie alle vostre risposte ho chiarito molte perplessità ^______^ Sono perfettamente daccordo sulla differenza tra "sfoltimento" e "taglio" (Andrea), sul fatto che ogni libro è un caso a sé (Marina), sul fatto che un romanzo debba essere perfezionato il più possibile prima di presentarlo ad un editore (Milena) Collegandomi al riferimento di Bolak, anche a me viene in mente il romanzo di Chiara, che ho recensito. Ecco, credo che nel suo caso il libro sia stato veramente macellato. Ma non voglio con questo attribuire colpe all'editore o all'autore, in quanto non conosco i dettagli; dico solo che è stato un peccato. Cris
» postato da Kinzica alle 16:49 del 07-09-2007
54 «« spoilerite continua a imperversare?
»
Sì Milena, dicci che ucciderai tutti!
»
E va bene, lo ammetto... e' una straggge, con tre g.
:">
» postato da dued alle 16:50 del 07-09-2007
55 «
E va bene, lo ammetto... e' una straggge, con tre g.
:">»
Ah, finalmente. Deo Gratias!
Ora sto meglio, esco dal Bersek. 'm'sorry.
» postato da FrancescoFalconi alle 17:19 del 07-09-2007
56 ««Uh che bello c'e' anche l'autrice che bazzica da queste parti
Ho letto il Dominio della Regola. ....»
Grazie per il commento,e sono contenta che qualcosa ti sia piaciuto. A dimostrazione che non tutte le opinioni sono uguali,
, posso dire che c'e' anche chi ha apprezzato piu' la seconda parte della prima.
Sinceramente, anch'io posso avere le mie preferenze su cio' che ho scritto, su momenti della storia e personaggi, posso essere stata piu' o meno in vena, piu' o meno "in partita" nelle varie fasi, ma facendomi un esame di coscienza non mi pare di essermi addirittura "persa" nella seconda parte.
Comunque, prometto e mi impegno a far sempre meglio, sperando che i lettori apprezzino.
Per il resto... ehm.... ma la spoilerite continua a imperversare?
»
La mia non voleva essere una critica distruttiva eh. Mi piace molto il tuo stile, trovo che l'intera storia sia veramente ben scritta. La critica era diretta ai contenuti della seconda parte del romanzo perché la prima metà era molto intrigante, ma capisco che sia un commento che lascia il tempo che trova poiché ad ognuno piace una cosa diversa . Tu stessa hai detto che qualcuno ha apprezzato più la 2* parte che la prima!
Leggerò volentieri il tuo prossimo pargolo comunque ![]()
» postato da Amberlee alle 17:21 del 07-09-2007
57 «[ìPer traslarlo al campo cinematografico, basti pensare a tante pellicole che capolavori assoluti già nella prima versione, sono poi rispuntate successivamente (per mero marketing?) in "extended edition" o "director's cut" (due esempi: la trilogia del Signore degli Anelli e Blade Runner) ma senza aggiungere, rispetto alle versioni cinematografiche, nulla di essenziale per lo spettatore.» Ehm ...lo so che è OT, chiedo perdono, ma se non erro la director's cut di Blade Runner era la versione originale, a cui è stata preferita, per la prima uscita nelle sale, una più soft, con la voce narrante etc etc. Se fate un 3d su questo film, CORRO!!^__^ Cris
» postato da Kinzica alle 19:38 del 07-09-2007
58 ««[ìPer traslarlo al campo cinematografico, basti pensare a tante pellicole che capolavori assoluti già nella prima versione, sono poi rispuntate successivamente (per mero marketing?) in "extended edition" o "director's cut" (due esempi: la trilogia del Signore degli Anelli e Blade Runner) ma senza aggiungere, rispetto alle versioni cinematografiche, nulla di essenziale per lo spettatore.»
Ehm ...lo so che è OT, chiedo perdono, ma se non erro la director's cut di Blade Runner era la versione originale, a cui è stata preferita, per la prima uscita nelle sale, una più soft, con la voce narrante etc etc.
Se fate un 3d su questo film, CORRO!!^__^
Cris»
Ci faremo uccidere da Milena.
OT
Sì, Cris, è come dici tu.
Non aggiungo altro, riservandomi di intervenire se e quando apriremo un apposito Thread.
Fine (definitiva
) OT
» postato da mikimago alle 08:50 del 08-09-2007
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1 Bellissima questa:
«Poi, naturalmente, ottenuto tutto questo occorre superare la concorrenza sugli scaffali dei libri di calciatori, comici, politici, veline, inquisiti e condannati vari, cosiddetti vip, cantanti, ruffiani e lacché»
... fante cavallo e re!!!
D
E' vero... a volte l'impressione viscerale appena entrati in una libreria, e avendo volto rapidamente lo sguardo a 360 gradi, è quella d'essere entrati in un bazar di paccotiglia orientale (orientale nel senso di alieno e incomprensibile al nostro gusto
). Fino a che non guardi con attenzione non c'è nulla che t'attrae magneticamente. Se dovessi basarti sula prima impressione, fuggiresti via
:">
» postato da metalupo alle 10:45 del 06-09-2007