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Norvegia e Danimarca tutte intere giocano a Warcraft
Le cose non vanno proprio come nel titolo, ovvio, ma lascia comunque allibiti il numero di giocatori paganti di World of Warcraft, gioco di ruolo di massa on line che già da tempo vi segnaliamo come vero e proprio fenomeno di costume del nuovo millennio.
Con evidente compiacimento, Blizzard Entertainment, produttore del gioco, ci fa sapere che i Warcraft-maniaci hanno raggiunto il ragguardevole numero di dieci milioni, più o meno come tutti gli abitanti di Norvegia e Danimarca messi insieme, appunto, un pochino meno di quelli della Grecia, e quasi uno con sei zeri dietro in più della popolazione della Svezia.
Due milioni di persone nella Vecchia Europa, cinquecento milioni in più negli States e ben cinque virgola cinque in tutta l’Asia. Gran parte della rigogliosa Azeroth chatta con gli ideogrammi, quindi.
Giusto per fare un riassuntino di cosa stiamo parlando, i neofili e i Warcraft-misconoscenti, ormai sempre di meno, sappiano che si tratta di un videogioco, capace di ricostruire con atmosfere mozzafiato un mondo virtuale in puro stile fantasy direttamente grazie alla capacità di elaborazione del nostro PC. Si gioca on line e si paga un abbonamento mensile, anche con carta prepagata, e nel conto dei dieci milioni non rientrano naturalmente chi ha abbonamenti scaduti o usa uno dei tanti account promozionali. Senza ovviamente contare i pirati, magari quelli che si sono organizzati il loro mondo warcraftiano sul server casalingo e fanno giocare solo gli amici.
Nel mondo di Azeroth vivono, combattono e muoiono personaggi virtuali, alcuni mossi dall’intelligenza artificiale del gioco, tanti altri dalle agili dita da tastiera di giocatori di ogni parte del globo. Insomma, l’orchessa sciamano al fianco del quale si è ammazzato il cattivo mostrone di turno la sera prima era probabilmente era una modella ventenne francese, che muoveva la possente mazza ferrata del proprio alter ego con l’unghia appena rifatta; e magari il supersexy elfo del sangue che ci ha aiutato a superare le mille insidie della torre infestata dagli spiriti è un muratore cinquantenne, che dalla sua casetta nella Bassa Baviera usa i pollicioni pelosi sui tasti del mouse per sparare letali fulmini dalle dita.
Già annunciata Wrath of the Lich King la seconda espansione del gioco, pubblicato nel 2004, che dopo le Terre Esterne di Burning Crusade promette di proiettare i gelidi eroi nelle surgelate lande dominate dal potere negromantico del Re dei Lich: notizie/7873/.
WoW è tradotto in sette lingue e viene giocato in America, Europa, Cina, Corea, Australia, Nuova Zelanda, Singapore, Tailandia, Malesia, Taiwan, Hong Kong e Macao. E ben presto assalterà un altro, popolarissimo territorio, con tanto di traduzione nella lingua natia: la Russia.
La tanto agognata versione in Italiano ancora non si vede all’orizzonte.
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