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Sospetto e sentimento

Carrie Bebris è una scrittrice americana, ha iniziato una serie dedicata ai personaggi della grande scrittrice inglese Jane Austen, e in libreria è da poco arrivato il secondo volume della serie, dal titolo Sospetto e sentimento, o: Lo specchio misterioso (Suspense and Sensibility or, First impressions Revisited, 2005).
Prima di intraprendere la carriera di scrittrice, ha lavorato come giornalista, insegnante di letteratura inglese ed editor di una collana fantasy, poi ha iniziato a scrivere vari romanzi fantasy contribuendo anche alle serie Forgotten Realms e Ravenloft.
Carrie Bebris ha dichiarato più volte di essere sempre stata una grande appassionata delle opere della scrittrice Jane Austen (1775 — 1817), figura di spicco della narrativa preromantica inglese.
Ha scoperto le opere della Austen a scuola quando aveva quindici anni e da

Jane Austen
Con ottimo successo sino a ora, negli Usa, ne sono stati pubblicati tre e l’autrice è stata molto abile a ricreare la stessa atmosfera e modo di agire dei personaggi che vivono alla fine del ‘700 all’interno di una società elegante e regolata da rigide convenzioni, ma ha inserito nelle sue trame una sapiente miscela di mistero e magia.
Nel presente romanzo avranno a che fare con un misterioso e malvagio specchio che si impadronisce dell’animo di chi lo guarda, riversando nel corpo del medesimo la precedente anima intrappolata magari da secoli.
la “quarta”:
Estate del 1813 e i coniugi Darcy, appena celebrate le nozze, devono privarsi loro malgrado della tranquilla intimità di Pemberley per tuffarsi nella vita di società londinese insieme con Kitty, sorella minore di Elizabeth, in cerca di marito. Quando la scelta ricade su Harry Dashwood, giovane di ricche sostanze, e ottima reputazione, la famiglia Bennet è ben lieta di annunciare il fidanzamento. Troppo presto, tuttavia, dal momento che di lì a poco, e in modo del tutto inatteso e inspiegabile, il giovane gentiluomo rivela una natura diabolica e perversa: gioco d’azzardo, dubbie frequentazioni, eccessi d’ogni sorta, persino pratiche esoteriche all’interno di una setta satanica sono i suoi passatempi. Il ton grida allo scandalo e il matrimonio rischia di essere compromesso, mettendo in gioco la reputazione della famiglia Bennet. Ma Darcy ed Elizabeth non amano fidarsi delle apparenze. Troppi i misteri che avvolgono questa storia per non solleticare la loro curiosità: cos’ha a che fare con la trasformazione del giovane l’antico specchio da cui lui non si separa mai e le cui origini sembrano risalire a tempo immemorabile? Qual è la ragione del repentino e sorprendente invecchiamento di Harry?
Sospetto e sentimento, o: Lo specchio misterioso
(Suspense and Sensibility or, First impressions Revisited, 2005)
Traduzione Alessandro Zabini
TEA, collana Narrativa Tea, pag. 281, euro 10,00
ISBN 978-88-502-1511-9
Commenti
2 Non sempre è così, almeno secondo quelli che assegnano il premio Pulitzer per la narrativa: http://en.wikipedia.org/wiki/March_%28novel%29 (link in inglese). 
» postato da Casanunda alle 12:24 del 01-02-2008
3 Premio o no - cavoli addirittura il Pulitzer!
- trovo queste operazioni "parassitarie", sia dal punto di vista dello sfruttamente di idee altrui sia come operazioni di marketing.
Sono romanzi, caposaldi della letteratura, praticamente perfetti, almeno lo è Orgoglio e Pregiudizio, che non hanno bisogno di "reinterpretazioni" e men che meno diventare "saghe".
Ci manca solo che salti fuori qualcuno che racconti il seguito di Ivanoe che lascia quella sciapa di Rowena per tornare con Rebecca, tra mille traversie ovviamente e magari con l'aiuto di un talismano magGgico.
http://www.chocobo.cn/0606CC6120B4E241CF3B6601FB56B0DB.gif
» postato da Melian alle 12:37 del 01-02-2008
4 Non sono d'accordo.
Il rifacimento di romanzi, specialmente dell'800 ha senso sia a livello culturale che commerciale.
A parte la signora pulitzer di cui sopra, posso citarti Calvino, che ha rifatto il Conte Di Montecristo in forma racconto, o L'Orlando Furioso. E Tournier, che ha rifatto Robinson Crusoe, stravolgendone il significato (ma non i punti salienti della storia) e cavandone un altro capolavoro.
Oppure, in campo fumettistico, Fables, di Willingham, che racconta in modo nuovo le fiabe classiche.
Per non parlare delle parodie.
E dei supereroi, che sono di proprietà di una ditta invece che di persone.
Insomma, nella letteratura postmoderna gli esempi di riscrittura abbondano, con ottimi risultati. ![]()
» postato da Casanunda alle 15:39 del 01-02-2008
5 Posto che continuo a non essere d'accordo
, sull'aspetto culturale della cosa principalmente
Quelli che hai indicato, non li ho letti, mi sembrano cose leggeremente diverse
«A parte la signora pulitzer di cui sopra, posso citarti Calvino, che ha rifatto il Conte Di Montecristo in forma racconto, o L'Orlando Furioso. E Tournier, che ha rifatto Robinson Crusoe, stravolgendone il significato (ma non i punti salienti della storia) e cavandone un altro capolavoro.»
si tratta, mi sembra, di rivisitazioni, un po' come tutte le versioni delle Leggende Bretoni scritte in epoche diverse e con risultati diversi o dei miti greci.
In questo caso specifico è invece un vero e proprio "seguito" di Orgoglio e Pregiudizio (e sorvolo sullo specchio magico :roll
, che non ha alcun senso!
Un po' come non aveva senso La signora de Winter di Susan Hill, seguito del bellissimo Rebecca di Daphne du Maurier e meno ancora Rossella di Alexandra Ripley seguito di Via col Vento, per non parlare dei seguiti di Dune.
Sono, secondo me, operazioni puramente commerciali, e non culturali, e denotano mancanza di fantasia (un po' come certi sequel cinematografici dal sapore troppo forzato).
» postato da Melian alle 15:59 del 01-02-2008
6 OT Esiste un sequel di Rebecca? ![]()
» postato da pick alle 16:04 del 01-02-2008
7 «OT Esiste un sequel di Rebecca?
»
eeeegggià! Non potevamo mica farci mancare un ritorno a Manderley senza curiosare nella vita matrimoniale di Maxim de Winter e la sua seconda moglie. Nooooo. Ci pensa Susan Hill a toglieci la curiosità. ![]()
» postato da Melian alle 16:18 del 01-02-2008
8 Personalmente sono d'accordo con Melian. Un conto è una vera e propria rivisitazione, rilettura di unopera precedente o una rielaborazione dell'idea che ne stava alla base (questo è stato fatto spesso anche da grandi autori), altra cosa scrivere il seguito di un classico, che è "perfetto" e concluso così com'è. Come si può far rivivere il vero Mr Darcy, che la Austen disegnò in modo tanto sublime? Arg!!!
» postato da Nimiel alle 17:07 del 01-02-2008
9 Da quel che ho letto mi sembra che riveda tutto in una chiave fantasy, dunque modificando le connotazioni della storia. Non mi sembra così differente. Magari meno marcato che nei casi citati, ma comunque non differente. ![]()
» postato da Casanunda alle 17:20 del 01-02-2008
10 Orgoglio e pregiudizio termina con Elisabeth e Darcy che si dichiarano e con qualche commento della Austen sulla loro vita matrimoniale (come Elisabeth potrebbe moderare le maniere di Darcy
) e finisce lì, non vediamo il loro matrimonio.
Ma dalla quarta di copertina di questo...
«Estate del 1813 e i coniugi Darcy, appena celebrate le nozze, devono privarsi loro malgrado della tranquilla intimità di Pemberley per tuffarsi nella vita di società londinese insieme con Kitty, sorella minore di Elizabeth, in cerca di marito...»
è un seguito a tutti gli effetti e non una rivisitazione in chiave fantasy, anche lì ci sarebbe da discutere
Un fulmine Jane, ne basta uno solo!
» postato da Melian alle 17:30 del 01-02-2008
11 poco più sopra:
«Nel presente romanzo avranno a che fare con un misterioso e malvagio specchio che si impadronisce dell'animo di chi lo guarda, riversando nel corpo del medesimo la precedente anima intrappolata magari da secoli.»
Se non fantasy, fantastico. E mi pare che O&P fosse assai realista.
Inoltre questo è il quarto libro sulla falsariga che scrive. Nei primi tre ha descritto nei particolari la prima notte di nozze? ![]()
» postato da Casanunda alle 17:39 del 01-02-2008
12 Io disapprovo il fatto che si facciano i seguiti di caposaldi della letteratura, punto. Non mi importa cosa 'sti scrittori ci buttano dentro per fare vedere quanto sono "originali". Se hanno tutto questo talento si inventassero una storia loro - magari ispirandosi alla Austen (la Clarke un po' lo ha fatto per esempio) e altri autori - e soprattutto senza utilizzare comodamente, e senza fare troppa fatica, personaggi delineati in modo completo e magistrale da altri.
» postato da Melian alle 17:53 del 01-02-2008
13 Sicuramente sta cercando di sfruttare il successo altrui però magarti il libro potrebbe anche esser bello se lo si legge non pensandolo come un seguito di un libro di Jane Austen. La trama mi sembra carina... anche se l'atmosfera del libro non mi pare possa somigliare a quella del libro da cui pretende di prendere spunto.
» postato da Ninive Shyal alle 17:56 del 01-02-2008
14 «Io disapprovo il fatto che si facciano i seguiti di caposaldi della letteratura, punto. Non mi importa cosa 'sti scrittori ci buttano dentro per fare vedere quanto sono "originali". Se hanno tutto questo talento si inventassero una storia loro - magari ispirandosi alla Austen (la Clarke un po' lo ha fatto per esempio) e altri autori - e soprattutto senza utilizzare comodamente, e senza fare troppa fatica, personaggi delineati in modo completo e magistrale da altri.» Quoto incondizionatamente, specialmente dopo aver letto la trama di questo... coso...Harmonfantalunaboh.
» postato da Kinzica alle 22:20 del 01-02-2008
15 Questo romanzo mi lascia perplessa per molti motivi, prima di tutto mi sembra un mix tra Orgoglio e Pregiudizio e Il Ritratto di Dorian Gray.
Poi, non capisco perchè prendere un romanzo della Austin per farne un seguito del genere, quando si poteva benissimo lasciare in pace Elizabeth e creare nuovi personaggi, magari ispirandosi - liberamente -a quelli di O e P.
Non ho nulla contro i seguiti, se rispettano l'originale o se hanno qualche messaggio serio da trasmettere, ma mi domando se sia questo il caso.
Il mio problema è uno solo: non toccatemi la Austen!!!
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» postato da anto73 alle 07:10 del 02-02-2008
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1 Io le detesto queste operazioni letterarie: sfruttare un capolavoro scritto da altri scrittori, con ben più talento, per creare degli improbabili sequel o prequel di cui, tra le altre cose, non c'è nemmeno bisogno e, in questo caso, in salsa pseudo-fantasy o gotico (?). La Austen dovrebbe prendere bene la mira e mandare giù un fulmine!
» postato da Melian alle 09:21 del 01-02-2008