FantasyBabyBoom

Un giovanissimo caso letterario, due, tre… Cosa sta succedendo nel mondo fantasy nostrano? Quali strade sta percorrendo il fantasy italiano? Un excursus tra fantasy per adolescenti scritto da adolescenti, e il corrispettivo revival di vecchie glorie

Gli eroi del Crepuscolo di Chiara Strazzulla ingrandisci

E’ proprio uno scioglilingua il titolo di questo articolo, FantasyBabyBoom, perché quasi come uno scioglilingua si fa complesso, intricato e difficile da decifrare lo scenario fantasy italiano. Negli ultimi mesi si è andata via via consolidando una tendenza che avrà fatto storcere il naso a molti puristi del genere; altri, invece, si saranno accontentati di osservarla a distanza, con non poca curiosità, per vedere dove questa avrebbe portato.

 

Il fantasy nostrano sta invadendo le librerie con sempre più titoli e con sempre più esordienti, e la tendenza, specie presso i grandi editori, è una e netta: puntare sugli adolescenti.

 

Ma facciamo un passo indietro. Tutto ha avuto inizio col prepotente emerge del genere fantasy, globalmente parlando. Un genere con una solida tradizione all’estero, specie oltreoceano come è sempre stato, e meno forte, più di nicchia, entro i nostri confini nazionali. Un tipo di letteratura, in Italia, con tuttavia una tradizione che non fatica a trovare le sue origini già agli inizi degli anni ’70 (basti pensare ad autori come Lino Aldani e a “curatori” del fantasy come Gianfranco Viviani, che in quegli anni creava la casa editrice Nord), e che tuttavia solo negli ultimi tre o quattro anni ha dimostrato di passare velocemente (forse troppo velocemente?) da quei primi e incerti passi mossi in libreria a una fase "adolescenziale" in piena regola, confusa, ricca, apparentemente priva di regole.

 

Nomi come Chiara Strazzulla (Einaudi), Federico Ghirardi (Newton


Bryan di Boscoquieto. Nella terra dei Mezzidemoni
Compton) e il prossimo caso letterario, appena diciottenne e presto in libreria, Thomas Mazzantini (Baldini & Castoldi), si rincorrono per il web e in TV; senza contare in questo quadro le case editrici a pagamento che di questa tendenza stanno facendo un vero e proprio mercato (e la loro fortuna). Basta fare un rapido compendio delle pubblicazioni fantasy su una qualsiasi libreria on-line, ed è facile venire sommersi da scrittori appena entrati nella pubertà che, il più delle volte, ci presentano il loro primo libro (di una prima saga in più volumi, magari una trilogia).

 

Cliché, ovviamente. Si è entrati in un gioco dai ruoli prefissati (Dall’editoria? Dagli autori? Dai gusti dei lettori?) in cui si inizia a ragionare per cliché. Ma si riduce tutto solo a questo? Ed è sempre da vedersi in modo negativo questo tentativo, forse goffo, di farsi spazio nel genere che tanto ci piace?

 

Se è vero che tre casi letterari, o quantomeno presentati come tali, in tre mesi sono statisticamente impossibili e improponibili (e qui sono i numeri a parlare), è altrettanto vero che congiunture come queste non sono poi sempre così incredibili come si può pensare, e non sempre nascono per


L'eredità di Thuban, primo volume della saga della Ragazza Drago di Licia Troisi ingrandisci
pura premeditazione editoriale.

 

Il fantasy italiano in questo senso ha sempre prodotto autori relativamente giovani, e non solo nell’ultimo periodo. Basti pensare agli esordi di un’autrice con una solida carriera alle spalle come Mariangela Cerrino (che pubblicò a 17 anni, con Sonzogno, il suo primo romanzo, un volume storico) o la più recente Egle Rizzo (anche lei diciassettenne al momento della stesura del primo romanzo, Ethlinn — La Dea Nascosta, nel 2001).

 

Diventa allora difficile prevedere a priori chi per sua natura è il vero caso letterario, solido nel tempo, e chi invece è un evento premeditatamente costruito a tavolino per cavalcare l’onda del successo che, innegabilmente, il fantasy nostrano sta vivendo. Spesso non resta che affidarsi al caso, alla fortuna, e acquistare un libro a scatola chiusa nella speranza che il valore di quelle pagine rispecchi l’effettiva spesa in denaro. Ovviamente la delusione come la sorpresa è in egual misura sempre dietro l’angolo, e sempre combacia col sentire, i gusti, e le effettive aspettative del lettore.

 

Tuttavia questa nuova linfa nel fantasy italiano, che piaccia o no, costruita o meno, ha portato il genere ad affollare le librerie. Ne ha

riempito gli scaffali. Ha permesso ad autori scomparsi dalle scene sul finire dei ’90 di tornare in libreria con nuovi contratti, nuovi volumi, sfruttando anche in questo caso (volenti o no) l’onda lunga che ha smosso le acque non più stagnanti del fantastico nostrano.

 

Non solo. Gli esordi positivi e le fortune di autori pionieri, due su tutti Fabiana Redivo e Andrea D’Angelo, e i successi oramai affermati e internazionali, come per esempio quelli di Licia Troisi, hanno senza dubbio trascinato l’arrivo in libreria di altri nomi oggi noti nel panorama fantasy made in Italy: Francesco Falconi, Michele Giannone, Laura Iuorio, Antonia Romagnoli, Marco Davide, ecc.

 

L’unica cosa certa è che, ancora una volta piaccia o no, il fantasy italiano sta cercando una propria strada. Contaminazioni, azzardi editoriali, fusioni, libri impeccabili e storie che zoppicano qua e là, stanno tutti delineando il genere in modo sempre nuovo e difforme. Su tutto, solo una certezza: che il sentire dei lettori resta giudice supremo, ieri come oggi. A questo non si scappa, qualsiasi sia la ragione per cui un libro sta sullo scaffale di una libreria.

 

Vi lasciamo infine con alcune quarte di romanzi fantasy nostrani a riprova che, a discapito di tutto, esiste una grande varietà di lavori che si possono trovare in libreria, a prova di ogni palato.

Lisidranda di Mariangela Cerrino 

 

«Lo Spirito della Terra è perduto. Forse è stato rubato dagli Immortali quando hanno passato il Portale dopo l'ultima battaglia, abbandonando gli umani al loro destino. Ma dopo novecento anni il deserto ha preso il posto delle foreste, i fiumi sono inariditi, e nell'immenso regno di Hasgalen, i cui abitanti sono volti al profitto e al potere, il cielo è nascosto dalle nuvole perenni e la vita si sta spegnendo. Soltanto sull'Isola nel Mare d'Occidente i bambini sono ancora un bene abbondante, come pure la serenità e la bellezza.»

 

Bryan di Boscoquieto. Nella terra dei mezzi demoni di Federico Ghirardi

 

«Accusato di aver avvelenato la figlia di un ricco mercante, Elias l'alchimista muore tra orribili torture e atroci sofferenze. Seicento anni dopo, lo spirito inquieto di questo ambiguo personaggio grida vendetta e arriva a possedere gli abitanti di Boscoquieto, un piccolo paese di montagna. Il tutto accade sotto gli occhi di Bryan, un quattordicenne a cui è stato concesso il dono di muoversi lungo il sottile confine che separa il naturale dal soprannaturale. A Bryan e ai suoi poteri è affidato il compito di scoprire la vera personalità del malvagio alchimista e di affrontarlo in una battaglia che spalancherà le porte dell'inferno e libererà sul mondo la malvagità degli spiriti dannati come Elias. Al fianco di Bryan, Morpheus, figlio di un demonio e di una donna umana, saprà iniziare il giovane mago ai misteri della Baia: l'organizzazione che, in perenne lotta con la Comunità Ribelle guidata dal potente Insorta, combatte per garantire alla Terra la necessaria protezione contro le creature delle tenebre, lugubri esseri mostruosi cacciati dagli uomini sotto la superficie del pianeta.»

Estasia — Il Sigillo del Triadema di Francesco Falconi

 

«Attratto da una forza misteriosa, Danny Martine torna nel mondo di Estasia e inizia una seconda avventura traboccante di misteri ed enigmi da risolvere, mostri da sconfiggere e nuove emozioni da capire. Già, perché scoprirà che c'è qualcosa — ma sarebbe meglio dire qualcuno! — che può fargli battere il cuore velocissimo. Estasia è sconvolta dalla Setta delle Ombre, gli abitanti sono vittime di un sortilegio, Cathbad è lontano e della Regina non si sa più nulla: per risolvere la situazione è indispensabile trovare la Stele di Cromina. Nuovi compagni e alcuni vecchi


Il Segreto dell'Alchimista di Antonia Romagnoli ingrandisci
amici aiuteranno Danny nella sua missione, ma lui dovrà affrontare da solo i momenti cruciali, e in questa Estasia sconvolta dal Male riconoscerà molti problemi ed eccessi del nostro mondo. Giunto alla fine, dovrà fare una scelta, la più diffìcile.»

Il segreto dell’Alchimista di Antonia Romagnoli

 

«Una catena di efferati omicidi sconvolge le Terre. Le vittime sono i maghi naturali, i pochi eletti in grado di utilizzare la magia in tutta la sua potenza. Mentre nelle regioni del Sud dilaga una misteriosa nebbia, che cela nelle sue profondità un segreto di distruzione e morte, Ester, insegnante di magia, e Nimeon, principe delle Colline, vengono investiti del Mandato che li condurrà a svelare una verità incredibile e inattesa. Accompagnati dal giovane matematico Van e da un gruppo di valorosi cavalieri, i due affronteranno la delicata indagine sulle tracce del temibile e astuto nemico, tra enigmi insoluti, incantesimi, intrighi e inquietanti scoperte. Quale segreto lega Ester all'assassino e all'antica leggenda custodita dai Reali delle Colline? E cosa nascondono le nebbie incantate che lentamente invadono le Terre? Un'avventura al confine tra due mondi. La storia di una donna in lotta contro se stessa. Un fantasy che sfuma nelle tinte moderne del giallo.»

Il regno nascosto di Gabriele Marconi e Errico Passaro

 

«Althorf e i suoi due nipoti, Vitur e Tekkur, sono gli unici Nani rimasti nel villaggio di Cuterbor. Dopo aver condiviso il mondo con gli Uomini abitando quartieri all'interno delle loro città, i Nani hanno deciso di tornare ai tempi antichi, lasciando le loro case per cercare un luogo adatto per ricostruire il loro regno, nel grande Nord. Solo in pochi sono rimasti: Althorf del Clan Mahûk è tra questi. E dei suoi fratelli, partiti tanto tempo prima, non ha mai più avuto notizie. Dopo aver ascoltato le storie sull'antico Regno dei Nani e sulla potenza della loro gente, Vitur e Tekkur si metteranno alla ricerca di questo luogo leggendario.»

L' eredità di Thuban. La ragazza drago di Licia Troisi

 

«Sofia guarda Roma attraverso il cancello dell'istituto dove è cresciuta e pensa che ormai non verrà più adottata da nessuno. La vita all'orfanotrofio le sembra un libro in cui la stessa pagina si ripete all'infinito, fino a quando un giorno un professore di antropologia non la prende con sé. Sarà lui a rivelarle che il neo sulla sua fronte è il segno che in lei dimora lo spirito del drago Thuban. Tremila anni fa questa potentissima creatura sconfisse Nidhoggr, la perfida viverna che voleva distruggere l'Albero del Mondo e alterare per sempre l'equilibrio della Natura. Thuban lo imprigionò nelle viscere della Terra, ma il sigillo è sempre più debole: nutrendosi della rabbia e della stupidità degli uomini, e servendosi di feroci emissari, Nidhoggr sta per tornare. Tocca a Sofia e agli altri prescelti fermarlo nell'ultima, definitiva battaglia. La ragazza drago deve solo scegliere di credere al suo dono...»

Il sigillo del vento di Uberto Ceretoli 

 

«Esiste un'arma che il genio o la follia degli elfi ha creato per cambiare il


Il sigillo del Vento
mondo, un'arma che soltanto il più potente dei maghi può dominare e che è ora contesa fra gli elfi della luce, revisionisti, e gli elfi oscuri, ortodossi. L'elfo Gwyllywm, alla ricerca del suo passato e conteso tra gli ideali della luce e quelli delle tenebre, dovrà riscattare il controllo del sigillo per strapparlo a sua sorella Raylyn, sacerdotessa degli elfi oscuri. Verità sconvolgenti riaffiorano dal passato come i relitti del naufragio di una nave chiamata memoria. Qual è la distinzione tra ciò che è stato realmente vissuto e i ricordi che sono stati creati dalla magia o dalla suggestione? Chi sono i berserker, i "servi dell'oscuro", e chi sono i genetisti che li hanno creati? Cos'è realmente il sigillo del vento, l'arma ora priva di padrone? In un mondo dove luce e tenebre si scontrano e si confondono, mischiandosi a tratti senza lasciar capire cosa sia davvero la luce e cosa siano le tenebre, Gwyllywm scopre che ricordare il proprio passato gli è indispensabile ma inconciliabile con il presente. E ogni elfo sa benissimo che coloro che hanno visto le tenebre mai più hanno sopportato la luce.» 

Gli eroi del Crepuscolo di Chiara Strazzulla

«Gli Eterni vivono un'epoca di decadenza. Il mondo che conoscono è diviso, i popoli sono in guerra, le alleanze tradite. Come se non bastasse, Eileen, la figlia del re, viene rapita dal Signore delle Tenebre. Eileen è la ragazza che Lyannen ama. Un amore impossibile, perché lei è una principessa Eterna e lui soltanto un mezzomortale: un diverso, uno sbaglio. Lyannen non è un eroe. Ma spinto dall'amore parte con un gruppo di amici in cerca di Eileen. La Compagnia dei Rinnegati — cosi si fanno chiamare — è disposta a tutto pur di salvare la principessa, il Reame e la Bianca Capitate Dardamen. A Dardamen, Slyman non è mai stato. Non sa da dove viene né di chi è figlio, non è mai appartenuto a


Il Dominio della Regola di Milena Debenedetti
nessuno, se non al Solitario, l'uomo che lo ha allevato. Slyman non è un eroe. Ma quando il Solitario gli chiede di raggiungere la Compagnia dei Rinnegati, lo fa come se avesse aspettato quel giorno da sempre. Lyannen e Slyman affronteranno la propria imperfezione: insieme, troveranno dentro di sé la "magia" per sconfiggere il Male.»

Il dominio della Regola di Milena Debendetti

«Una creatura informe si trascina fuori dalla Piana dell'inesistenza: non ha nome nè volto, come tutte le presenze inumane che abitano quella cupa pianura. Tutti ne hanno orrore e vorrebbero ucciderla; solo Arenio, il vecchio studioso di corte, intuisce che in essa c'è qualcosa di misterioso e decide di prendersela con sé per studiarla. Ma questo non piace alla Regola, l'ordine religioso che un tempo sconfisse la magia relegandola nelle terre dell'Ovest, e che sacrifica coloro che ritiene pericolosi perché dotati del dono della Visione. E la creatura, Alimar, rivelatasi una Vedente, sarà costretta a fuggire. Nella sua ricerca della verità si troverà ad affrontare forze sempre più potenti e oscure.»

Autore: Luca Azzolini - Data: 20 giugno 2008

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Commenti

1 Un consiglio per gli autori fantasy over 50, dite che l'ha scritto vostro figlio il manoscritto e una casa editrice vi pubblicherà

» postato da Ladro d'Anime alle 11:07 del 20-06-2008

2 Una di quelle collegate a Mondadori, ovviamente. Per il resto, la buona vecchia regola di scrivere il libro migliore che si riesce, dovrebbe valere ancora... anche se richiedere più tempo... forse... 8)

» postato da un muspeling alle 11:41 del 20-06-2008

3 «dite che l'ha scritto vostro figlio il manoscritto e una casa editrice vi pubblicherà» Batjushka, che idea che hai avuto! Se dico che il mio romanzo l'ha scritto mio figlio (che ha due anni) lo sai che caso letterario! :P

» postato da uljanka alle 11:43 del 20-06-2008

4 Complimenti per l'articolo... più o meno sono daccordo su tutto. Peccato però che nessuno consigli ai più navigati lettori FY cosa fare. :mrgreen: Heheheheehe... mi devo mettere sotto naftalina aspettando tempi migliori? ... e tutto per colpa di quel maghetto saccente! :twisted:

» postato da DiVega alle 11:57 del 20-06-2008

5 Quoto il buon DiVega che appare poco ma diffonde perle di saggezza :wink: «Complimenti per l'articolo... più o meno sono daccordo su tutto. Peccato però che nessuno consigli ai più navigati lettori FY cosa fare. :mrgreen: » Probabilmente dovrei cogliere l'attimo. Liberare dalle password quei racconti lunghi che avevo scritto tempo fa per passare un po' il tempo, spacciarmi per una giovane dai 16 ai 20 anni e provare a farli pubblicare. L'ultimo non mi era venuto nemmeno tanto male: ispirato da La città incantata di Miyazaki e Gensomaden Sayuki. Mi sembra infatti che le contaminazioni tra i fantasy e gli animè giappponesi vadano alla grande. Ma per il bene di tutti...la gran parte di questi racconti sono rimasti incompiuti! <img src=:"> Per la cronaca, se qualcuno volesse tirare fuori la questione dell'invidia, per quello che mi riguarda quando mi si attacca addosso la Scimmia dell'Invidia è sempre rivolta ai fotografi del National Geographic 8)

» postato da Melian alle 12:10 del 20-06-2008

6 «Su tutto, solo una certezza: che il sentire dei lettori resta giudice supremo, ieri come oggi.» Certezza che non sempre è significato di positività. Basta fare un rapporto con la televisione e cinema, il fatto che il pubblico consumi in massa certi prodotti, non per forza è simbolo di qualità. Ora bisognerebbe chiedersi se il pubblica consuma certi prodotti perchè il mercato gli offre solo quello (ma con tanta pubblicità dietro) o se, invece, il produttore offre quello, perchè il pubblico ormai si è impoverito nel gusto. Questo mio commento è solo una riflessione generale, non è una critica ai libri e a gli autori presentati nell'articolo, di cui, tra l'altro, ne conosco solo alcuni.

» postato da Rikus alle 12:10 del 20-06-2008

7 «Un consiglio per gli autori fantasy over 50, dite che l'ha scritto vostro figlio il manoscritto e una casa editrice vi pubblicherà» Per il primo ormai e' tardi, ma certo provvedero' col prossimo, visto che appunto il mezzo secolo l'ho superato. Sempre che mia figlia sia d'accordo, visto che non ama ne' i libri ne' l'italiano. :wink:

» postato da dued alle 12:48 del 20-06-2008

8 Mio figlio ha tre anni e mezzo. Mi sa che vi straccio tutti! <img src=:">

» postato da § promethea § alle 12:51 del 20-06-2008

9 Mi chiedo dove questa tendenza portera' il mercato, visto che il circolo diventa rapidamente vizioso: il gusto del pubblico si impoverisce e il mercato offre libri dai temi adolescenziali e senza nuovi spunti perche' il target si e' ormai cristallizzato: l'editore non distingue piu' tra il libro adulto che puo' interessare un pubblico dall' eta' variegata e il libro adolescenziale, perche' il consumatore anziche' discernere ed esercitare il suo diritto-dovere di non comprare quanto gli e' sgradito, digerisce tutto quanto gli viene imboccato per eccesso di fame o per carenza di cibo, a seconda. E a forza di mangiare la solita pizza ci si dimentica del sapore del pate' di fegato d'oca, o del caviale, e si paga una margherita tanto quanto si pagava una primizia, anni prima. Personalmente sono circa due anni che non compro un libro fantasy contemporaneo, se si esclude Gemmell.. e continuero' a stringere la cinghia, aspettando che il mercato si saturi a dovere, sperando che il pallone scoppi e si torni a un regime di mercato meno irrazionale. Ammesso che la gente torni a ragionare.

» postato da Jaime Lannister alle 12:53 del 20-06-2008

10 «Quoto il buon DiVega che appare poco ma diffonde perle di saggezza :wink: «Complimenti per l'articolo... più o meno sono daccordo su tutto. Peccato però che nessuno consigli ai più navigati lettori FY cosa fare. :mrgreen: » » colgo gli spunti di DiVega e Melian per aprire una questione di cui si stava appunto dibattendo qualche sera fa nel corso di una FMriunione: 1. esiste un parco lettori adulto abbastanza vasto da garantire il successo di un'opera adulta e nuova, oppure la attuale maggioranza dei lettori di Fantasy è molto giovane e quindi facilmente attratta da prodotti che possono apparire freschi a chi ha macinato meno libri ? 2. se esiste il parco di cui al punto 1, è disposto a sostenere un libro nuovo e adulto? La mia personale risposta ai suddetti punti è: 1. sì 2. no 2.no perché noto che mentre c'è gran richiesta di un libro innovativo, alla fine i lettori audulti si buttano sempre e cmq sui grossi nomi certi, che in quanto famosi sono pubblicabili solo dai grossi editori. Fate una verifica onesta su voi stessi: quanti autori nuovi prodotti da piccoli editori avete comprato nell'ultimo anno?

» postato da Marina alle 13:04 del 20-06-2008

11 Concordo con te, Marina, anche se ho qualche dubbietto in piu' anche su 1 (consistenza lettori adulti) Per parte mia, ho deciso a questo punto della mia veneranda vita di non inseguire improbabili modelli di scrittura che magari non mi appartengono proprio, sperando invano che siano piu' commerciabili, ma di continuare (o meglio, riprendere) a divertirmi scrivendo, possibilmente cercando di migliorarmi e sperimentare. Inseguire un mercato, che, appunto, mi appare improbabile e schizzato, non e' impresa per me. A questo punto, tanto vale. Non so se mi servira' a ottenere qualcosa (anch'io penso che verso chi ci prova ci sia prevenzione o poca attenzione), ma almeno ho vantaggi sul mio equilibrio psico-fisico. Di questi tempi e' gia' tanto. :wink:

» postato da dued alle 13:13 del 20-06-2008

12 E' un fenomeno discutibile ma di certo con molti precedenti e varianti in campo letterario come in qualsiasi altro campo. Musica, moda, gastronomia, televisione...un po' ovunque troviamo prodotti e persone che di per sè non hanno niente di speciale eppure hanno un momentaneo e folgorante successo. Poi, si sa, solo in pochissimi restano sulla cresta dell'onda. Perchè ci siano arrivati, sulla cresta, non è neanche tanto difficile capirlo. Ottime azioni di marketing. E quando parlo di marketing non mi riferisco solo alla pubblicità in senso stretto, nè ritengo che debbano essere stati i soggetti in questione a farsela. Ci sono molti modi per far si che un prodotto vada all'attenzione del pubblico e soprattutto è importante che nel pubblico si crei il "bisogno" di quel prodotto, e a questo ci pensa non, nel nostro caso, lo scrittore, ma la casa editrice. Resto dell'idea che in questo periodo, la mondadori e le altre, abbiano deciso di aggredire una fascia di potenziali acquirenti molto giovani, e per farlo, stanno sfornando libri di autori giovani. Vorrei pensare che fosse accaduto il contrario, cioè che una generazione di brillanti scrittori adolescenti abbia indotto le case editrici alla pubblicazione delle proprie opere e una schiera di coetanei all'acquisto, ma purtroppo sono scettica :roll:

» postato da Tigana alle 13:14 del 20-06-2008

13 «... e tutto per colpa di quel maghetto saccente! :twisted:» Già, ma il maghetto saccente l'ha scritto una over 30. Io direi che invece è tutta "colpa" di chi ha deciso di pubblicare Paolini

» postato da MagicamenteMe alle 13:24 del 20-06-2008

14 Quando sono arrivate le prime notizie su questi giovani autori pubblicati alla grande, detto in tutta sincerità, ho avuto la visione di me stessa, in tuta e fradicia di sudore, intenta ad arrancare verso la cima di una collinetta e superata in volata da un gruppo di ragazzini bei pimpanti in pantaloncini stretch. Mi sono sentita vecchia, ma tanto non era la prima volta e ho solo rinfrescato l'hennè ai capelli. Poi anch'io ho accarezzato l'idea di far firmare i prossimi romanzi a mia figlia (vedo che in questo siamo tutti d'accordo!). Ora, leggendo l'articolo, ho pensato due cose. La prima, è che alla loro età sognavo di pubblicare e non ho mai avuto il coraggio di spedire nulla. E' bello, in fin dei conti, vedere che quel sogno esiste ancora, e che si può realizzare. La seconda, è che accanto a loro ci sono, come dice l'articolo, anche autori non più giovanissimi; alcuni, come me, agli esordi. E anche questo è consolante, perchè mi permette di dire che il sogno non ha età. Sulla qualità dei testi, su altri argomenti non mi sento di dire nulla, forse perchè mi è tornata in mente una ragazzina con un quadernetto nero e non mi va di dirle "non vale la pena".

» postato da anto73 alle 14:14 del 20-06-2008

15 ««... e tutto per colpa di quel maghetto saccente! :twisted:» Già, ma il maghetto saccente l'ha scritto una over 30. Io direi che invece è tutta "colpa" di chi ha deciso di pubblicare Paolini» Attenzione... a me interessa il contenuto del libro non l'autore. Se Erikson o Raymond Elias Feist avessero 15 anni non me ne fregherebbe nulla. Però non puoi negare che (IMHO) i libri della Rowling abbiano dei contenuti, ripeto contenuti... non critico la forma, adolescenziali. Quindi poco m'importa l'età dell'autore. Per il resto.. Marina io so che hai ragione, se fossi la MONDADORI o una qualsiasi casa di pubblicazione (beh, d'altronde mica vivono di beneficienza) applicherei le stesse identiche strategie commerciali, anzi... forse anche peggiori. :mrgreen: Però al comtempo dico che se potessi (io in persona) pubblicare dei libri FY non pubblicherei certo quelli di Licia Troisi ma piuttosto Abercrombie, tutta la saga di Midkemia di Feist (il 90% dei libri da noi non si sono mai visti) o letteratura sui generis. Se penso sono qui a rimpiangere la Redivo (che non pubblica un libro da quanti anni...) e la vecchia Fantacollana Nord (oramai opere da collezionisti) lascio intendere come penso sia la situazione del FY in Italia. :roll:

» postato da DiVega alle 14:21 del 20-06-2008

16 « 2.no perché noto che mentre c'è gran richiesta di un libro innovativo, alla fine i lettori audulti si buttano sempre e cmq sui grossi nomi certi, che in quanto famosi sono pubblicabili solo dai grossi editori. Fate una verifica onesta su voi stessi: quanti autori nuovi prodotti da piccoli editori avete comprato nell'ultimo anno?» purtroppo posso parlare solo per me e non per numeri che facciano statistica, ma in passato abbiamo già avuto modo di confrontarci proprio sulla possibilità di accedere ad autori nostrani in grado di proporre soggetti fantasy originali e appetibili ovviamente per i miei gusti di over 35. possibile che ci sia solo io?

» postato da Olorin alle 14:21 del 20-06-2008

17 « Se penso sono qui a rimpiangere la Redivo (che non pubblica un libro da quanti anni...) e la vecchia Fantacollana Nord (oramai opere da collezionisti) lascio intendere come penso sia la situazione del FY in Italia. :roll:» Fabiana che io sappia dovrebbe essere in dirittura d'arrivo... speriamo bene. E io aspetto anche Andrea, per quanto faccia il misterioso, per lo meno qui (tempo di visitare tutti i blog non ce l'ho ;))

» postato da Palin alle 14:27 del 20-06-2008

18 « Attenzione... a me interessa il contenuto del libro non l'autore. Se Erikson o Raymond Elias Feist avessero 15 anni non me ne fregherebbe nulla. Però non puoi negare che (IMHO) i libri della Rowling abbiano dei contenuti, ripeto contenuti... non critico la forma, adolescenziali. Quindi poco m'importa l'età dell'autore.» dissento assolutamente. Ma non è perché lo penso io, sono i numeri dei lettori adulti di HP a decretarlo. E non credo che siano (siamo <img src=:"> ) tutti dei peter pan ;) « Per il resto.. Marina io so che hai ragione, se fossi la MONDADORI o una qualsiasi casa di pubblicazione (beh, d'altronde mica vivono di beneficienza) applicherei le stesse identiche strategie commerciali, anzi... forse anche peggiori. :mrgreen: Però al comtempo dico che se potessi (io in persona) pubblicare dei libri FY non pubblicherei certo quelli di Licia Troisi ma piuttosto Abercrombie, tutta la saga di Midkemia di Feist (il 90% dei libri da noi non si sono mai visti) o letteratura sui generis. » sì ma...hai schivato la domanda ;) Secondo te il parco di lettori adulti che si lamenta del dejavu e chiede nuovo a gran voce è un mercato abbastnza vasto e disposto a sostenere scelte più coraggiose? Perché solo questo potrebbe spezzare certe logiche di mercato, IMO. Invece ho l'imrpesisone che il fantasista adulto si lamenti ma poi non sia disposto a "fare la sua parte", x così dire. Olorin, ci posti il link alla discussione cui ti riferivi? Grassie.

» postato da Marina alle 14:39 del 20-06-2008

19 « sì ma...hai schivato la domanda ;) Secondo te il parco di lettori adulti che si lamenta del dejavu e chiede nuovo a gran voce è un mercato abbastnza vasto e disposto a sostenere scelte più coraggiose? Perché solo questo potrebbe spezzare certe logiche di mercato, IMO. Invece ho l'imrpesisone che il fantasista adulto si lamenti ma poi non sia disposto a "fare la sua parte", x così dire. » Secondo me il "fantasista adulto" la fa la sua parte. Quando viene a sapere di esordienti italiani maturi e coraggiosi ne cerca le opere in libreria. Non sempre le trova purtroppo. Il vero problema, come tu hai ben indicato è che il fantomatico "fantasista adulto" non costituisce un target così grasso e ricco come il pubblico adolescenziale... che vuoi fare, siamo pochi, dovremo imparare a clonarci.

» postato da uljanka alle 15:05 del 20-06-2008

20 Non credo che il commento di DiVega si riferisse ai soli autori italiani e comunque nel quotarlo ho interpretato la sua richiesta di consigli come presentazioni di novità e recensioni relative a tutta la letteratura fantasy nazionale e internazionale che fosse orientata ad un pubblico adulto. Siccome sono appena tornata da un giro in libreria, sugli scaffali tra baby autori e romanzi adolescenziali sono incappata in due fantasy "La setta dei libri blu" e "I ribelli del mondo oscuro". Per scoprire di cosa parlano e leggere qualche opinione sono dovuta andare su Amazon e Anobii. Ecco, mi aspetterei qualche notizia anche su FantasyMagazine. «2.no perché noto che mentre c'è gran richiesta di un libro innovativo, alla fine i lettori audulti si buttano sempre e cmq sui grossi nomi certi, che in quanto famosi sono pubblicabili solo dai grossi editori. Fate una verifica onesta su voi stessi: quanti autori nuovi prodotti da piccoli editori avete comprato nell'ultimo anno?» Mi sembra naturale andare sui soliti noti, se incontrano i miei gusti perchè no. Ma per quello che mi riguarda sono spesso e volentieri alla ricerca di novità: lessi Miéville che ancora non era stato pubblicato in Italia e stesso discorso vale ora per Ted Chiang che verrà pubblicato prossimamente. Per quanto riguarda gli italiani devo dire nessuno. Non è un problema di casa editrice piccola o grande, ormai con internet (vedi Anobii, che sta diventando la mia rovina in fatto di "consigli" di letture) è possibile venire informati circa autori nuovi e leggere le opinioni altrui: diciamo che 20 Euro per un opera prima di uno sconosciuto ci penso due o tre volte prima di spenderli.

» postato da Melian alle 15:07 del 20-06-2008

21 « Olorin, ci posti il link alla discussione cui ti riferivi? Grassie.» in realtà non c'è stata una discussione propriamente 'dedicata'. Ho guardato un po' lo storico e si trovano confronti su questi temi in 'fantasy fuga dal sociale?', 'scrivere fantasy', 'la rocca dei silenzi', 'sulla credibilità dei romanzi (fantasy)'... etc. E alcuni autori italiani hanno anche dato dei contributi a queste discussioni... dove finiscono le loro opinioni poi, se non le ritrovo nei loro romanzi?

» postato da Olorin alle 15:12 del 20-06-2008

22 Grazie Luca, con la tua consueta pacatezza hai delineato il problema. Ora sta ai "Fantasisti adulti" fare la differenza, aldilà delle scelte degli editori italiani e del mutevole mercato librario. Quoto Marina per ciò che ha detto sul pubblico 'adulto' della Rowling... senza il maghetto avrei continuato a non interessarmi del Fantasy, cosa che ho fatto per circa 40 anni come lettrice di altri generi.

» postato da la vecchia strega alle 16:30 del 20-06-2008

23 salve, scusate se mi inserisco nella discussione come un prezzemolino <img src=:"> probabilmente qui non mi conosce nessuno, poichè sono iscritto ma non ho mai voglia di rispondere alle varie discussioni :shock: perdonatemi, mi faccio schifo da solo. comunque oggi mi sono deciso ad intervenire leggendo questa disussione che mi interessa da vicino. spero che non mi uccidiate per l'intrusione :wink: «««... e tutto per colpa di quel maghetto saccente! :twisted:» Già, ma il maghetto saccente l'ha scritto una over 30. Io direi che invece è tutta "colpa" di chi ha deciso di pubblicare Paolini» Attenzione... a me interessa il contenuto del libro non l'autore. Se Erikson o Raymond Elias Feist avessero 15 anni non me ne fregherebbe nulla. Però non puoi negare che (IMHO) i libri della Rowling abbiano dei contenuti, ripeto contenuti... non critico la forma, adolescenziali. Quindi poco m'importa l'età dell'autore. quote] allora, leggendo questo sono scivolato dalla sedia. non è un attacco, ma forse il maghetto ha avuto successo proprio per i contenuti adolescenziali sia tra i ragazzi che tra gli adulti -a confermare che Harry funziona anche tra i vecchietti :roll: il fatto che l'abbiano pubblicato con copertine apposite-. questo forse, e sottolineo forse, può significare che gli adolescenti siano il modo migliore per comunciare con i lettori. E se i contenuti adolescenziali offrono più spunti di riflessione sia per giovani che adulti, vuol dire che sono la strada migliore da seguire. non necessariamente un fantasy con protagonisti-contenuti adulti :roll: è necessariamente adulto. e sinceramente credo che i libri della Rowling, con i suoi contenuti adolescenziali, sia molto più adulto di altri. non so se mi sono spegato, se ci sono problemi ditemelo <img src=:"> ogni tanto mi confondo da solo :? per il resto sembra che tu ti contraddica da solo. se ti interessa il contenuto, perchè non provi leggendo uno di quei libri? magari potresti trovare contenuti adulti :roll: ora non so se tu l0hai fatto o lo farai, e non mi interessa nemmeno, ma a quello che dici la differenza d'età per te vale molto. perchè autore giovane= contenuti adolescenziali. se il paragone si limita a quello... citi dei nomi di autori che dopo averli letti sai che andrai a colpo sicuro scegliendo un loro libro. allora bisogna fare lo stesso con questi nuovi. provare è la soluzione migliore u.u forse ho capito male, allora scusami, ma ho bisogno di una spiegazione XD per quanto riguarda i baby autori, ben venga, io non sono schizzinoso. me li leggo e come per ogni altro libro alla fine dico se mi sono piaciuti o no, aldilà dell'età dell'autore. qui sembra che la distinzione si faccia tra libri adulti o meno. io la distinzione la faccio tra libri che mi trasmettono qualcosa o no. sceglierò dopo se seguire o meno un autore nelle sue prossime fatiche letterarie. ps. l'unica cosa che non mi piace è stato il prezzo degli eroi del crepuscolo. su quello ho molto da ridire u.u un povero studente come me è costretto a rivendersi un rene per concedersi il piacere della lettura del suo libro :wink: ancora pardon per l'intrusione!

» postato da Tyki Mikk alle 16:39 del 20-06-2008

24 Ufff... adesso mi tocca scrivere un papiro per rispondere a tutti. :mrgreen: Marina... ok, concordo con te... il fantasi "adulto" che intendo io ha in Italia sicuramente un seguito molto limitato, sopratutto rispetto al genere di cui stiamo discutendo. E condivido l'idea che sia poco appetibile per una casa editrice (concordo al 100% con uljanka). Io non conosco per esempio la differenza di vendite tra Erikson e Paolini, ma temo sia abissale e inversamente proporzionale al (IMHO) valore dell'opera. Spero di averti risposto... Poi Marina, e così mi rifaccio anche a Tyki Mikk, dipende molto da cosa cerca uno in un libro Fantasy... io e te credo ci si possa definire dei lettori abbastanza "navigati" nel settore eppure alcune cose ci dividono, come ad esempio HP che io ritengo essere lettura per ragazzi... più che altro per i contenuti e le trame. D'altronde se mi piacciono Martin, Tutledove, Gemmel, Feist, Erikson ecc... è perchè nella letteratura fantastica cerco certe cose, non certo un maghetto con la bacchetta magica che vola su una scopa... :mrgreen: Lo so che il mio è estremismo ma, è lo stesso motivo per cui a me non piacciono Moorcock, Mièville o Pratchett... li ho provati, mi sono inchinato davanti alla loro dialettica e caratterizzazione ma li ho abbandonati. Non è quello che cercavo.

» postato da DiVega alle 18:08 del 20-06-2008

25 « colgo gli spunti di DiVega e Melian per aprire una questione di cui si stava appunto dibattendo qualche sera fa nel corso di una FMriunione: 1. esiste un parco lettori adulto abbastanza vasto da garantire il successo di un'opera adulta e nuova, oppure la attuale maggioranza dei lettori di Fantasy è molto giovane e quindi facilmente attratta da prodotti che possono apparire freschi a chi ha macinato meno libri ? 2. se esiste il parco di cui al punto 1, è disposto a sostenere un libro nuovo e adulto? La mia personale risposta ai suddetti punti è: 1. sì 2. no 2.no perché noto che mentre c'è gran richiesta di un libro innovativo, alla fine i lettori audulti si buttano sempre e cmq sui grossi nomi certi, che in quanto famosi sono pubblicabili solo dai grossi editori. Fate una verifica onesta su voi stessi: quanti autori nuovi prodotti da piccoli editori avete comprato nell'ultimo anno?» Il punto non è (a mio parere) la ricerca di un autore per forza italiano, anche se pure c'è una curiosità verso gli autori nostrani, curiosità che in parte potrebbe invertire il trend esterofilo in voga da tantissimo tempo nel nostro paese (ma forse siamo ancora all'inizio). Il punto è che ci sono lettori che vorrebbero qualche ventata di novità, e maggiore qualità nel genere, due caratteristiche che non so quanto vengano garantite dall'editoria dei "ragazzi che scrivono libri per ragazzi." Quindi la risposta alla domanda n. 1 è sì, secondo me l'esigenza si è creata o si sta creando. La domanda numero 2 è difficile, i gusti sono tanti e disparati. Forse non c'è il grande autore che si impone naturalmente, e chissà se arriverà a breve oppure no. Spero che arrivi, e che arrivi dall'Italia, ma è solo la mia speranza. Comunque io sono uno di quelli che si sono tolti lo sfizio di leggere gli italiani pubblicati dalle case più piccole: anche se non ho trovato il capolavoro e un paio non mi son proprio piaciuti posso dire (per quanto mi riguarda ovviamente) che è stato ben più interessante che non leggere i best seller che mi fanno trovare a pancali interi in libreria.

» postato da Rakanius alle 18:54 del 20-06-2008

26 ««... e tutto per colpa di quel maghetto saccente! :twisted:» Già, ma il maghetto saccente l'ha scritto una over 30. Io direi che invece è tutta "colpa" di chi ha deciso di pubblicare Paolini» Anche le opinioni fatte da adolescenti non sono accettate; ho diciott'anni :( devo esser considerato un lettore che non conta?! Personalmente a me non piacciono queste storie tutte uguali di ragazzini che salvano il mondo modello Eragon style che mi ha annoiato parecchio (per fortuna me lo sono fatto prestare sennò sprecavo denaro prezioso...). Un giorno vorrei fare lo scrittore! e nei miei progetti, ma non vorrei mai che qualcuno considerasse la mia età, comunque son dell'idea che prima devo studiare parecchio: la maggior parte dei miei coetanei non sa neanché cosa voglia dire una bella storia... ma è inutile attaccar un publico adolescenziale solo perché sembra che leggano tutti un certo tipo di storia... un editore tempo fa mi ha detto che il genere di storie che scrivo io non passerebbero mai e dovrebbero censurarmi, quindi è un problema delle case editrici...

» postato da Aedo89 alle 20:16 del 20-06-2008

27 «Ufff... adesso mi tocca scrivere un papiro per rispondere a tutti. :mrgreen: » a chi lo dici <img src=:"> Inizio da te và, che sei il primo a tiro... :wink: « Marina... ok, concordo con te... il fantasi "adulto" che intendo io ha in Italia sicuramente un seguito molto limitato, sopratutto rispetto al genere di cui stiamo discutendo. E condivido l'idea che sia poco appetibile per una casa editrice (concordo al 100% con uljanka). Io non conosco per esempio la differenza di vendite tra Erikson e Paolini, ma temo sia abissale e inversamente proporzionale al (IMHO) valore dell'opera. » e qui si apre la scatola cinese, con un altro argomento a incastro in questo puzzle dell'editoria italiana: Erikson (o chi per lui) è poco noto ai giovin virgulti perché meno pubblicizzato? Sono convinta di sì. Allora bisognerebbe cercare di metter a fuoco come il fantasista adulto possa allargare la schiera di coloro che condividano i suoi gusti. E il post di Vecchia Strega è un esempio lampante a dimostrazione che, come dicevano la PFM e Branduardi <img src=:">, si può fare. Non entro nel dettaglio perché sarebbe tema da thread apposito, per ora la butto solo lì, precisando che qualche idea si potrebbe studiare, volendo... « Siccome sono appena tornata da un giro in libreria, sugli scaffali tra baby autori e romanzi adolescenziali sono incappata in due fantasy "La setta dei libri blu" e "I ribelli del mondo oscuro". Per scoprire di cosa parlano e leggere qualche opinione sono dovuta andare su Amazon e Anobii. Ecco, mi aspetterei qualche notizia anche su FantasyMagazine. » eh, ma come ho già detto FM non ha questo parco recensori così sterminato ;) Cerca di fare quel che può e credo di poter tranquillamente affermare che sia la risorsa web italiana sul fantastico più imponente della rete (ma anche fuori dalla rete), tuttavia è impensabile che possa competere con siti come Amazon, che esiste appunto per far da vetrina ai libri da vendere, e di Anobii, che conta circa 40.000 volontari (parlo solo degli iscritti italiani!). Se FM avesse anche solo un decimo dei suddetti coprirebbe tranquillamente tutta la produzione edita ogni mese ;) Del resto hai visto come è naufragato malamente il progetto Biblioteca FM... :cry: Ulianka: temo che tu sia un caso sporadico perché per quello che ho modo di comstatare io ben pochi adulti danno fiducia a piccoli e sconosciuti. E con questo - per rispondere anche a Rakanius e Melian - non intendo solo gli Italiani sia chiaro. Esempio: la Delos ha varato coraggiosamente una collana Odissea fantasy, ma non mi pare che venda sfracelli. Non che mi aspetti le vendite di Paolini, ma considerato che su FM transita una buona fetta di adulti, potrebbe vendere molto di più. « E alcuni autori italiani hanno anche dato dei contributi a queste discussioni... dove finiscono le loro opinioni poi, se non le ritrovo nei loro romanzi?» beh, io certo non posso rispondere per loro e oltretutto non so i titoli cui ti riferisci, ma sono sicura che qualuqnue autore, in buona fede, sia convinto di trasfondere la propria concezione di fantasy in ciò che scrive ;) Lo so che può essere antipatico esemplificare quanto affermi, ma se vogliamo parlarne temo non ci sia altra via, se no restiamo su un generico che non porta a nulla.

» postato da Marina alle 20:29 del 20-06-2008

28 «Grazie Luca, con la tua consueta pacatezza hai delineato il problema. Ora sta ai "Fantasisti adulti" fare la differenza, aldilà delle scelte degli editori italiani e del mutevole mercato librario. Quoto Marina per ciò che ha detto sul pubblico 'adulto' della Rowling... senza il maghetto avrei continuato a non interessarmi del Fantasy, cosa che ho fatto per circa 40 anni come lettrice di altri generi.» Troppo buona, vecchia strega. :wink: Vabbé, non sto qui a puntualizzare ulteriormente il mio pensiero, ne ho fatto un articolo intero! Però sono fra quelli che osserva come si stanno evolvendo le cose, e ogni tanto si sofferma a fare il punto della situazione. L'unico problema, forse serio che riscontro, è che molti di questi esordi si calano nel scolco di Tolkien, con tematiche e personaggi affini. Non è la prima volta che si sente parlare di un autore come del nuovo Tolkien, eppure non si "reinventa" niente, non si aggiunge niente al genere. Anzi, si abusa a piene mani dei soliti cliché. Francamente, di nani ed elfi (vecchia maniera) se ne sono visti fin troppi, eppure... Ciao, Luca

» postato da Edwin di Wytryn alle 21:08 del 20-06-2008

29 «Del resto hai visto come è naufragato malamente il progetto Biblioteca FM... :cry: » Non mi ci far pensare...comunque tutte le schede le ho riciclate su Anobii <img src=:"> «Non che mi aspetti le vendite di Paolini, ma considerato che su FM transita una buona fetta di adulti, potrebbe vendere molto di più.» Il fatto è che da adolescenti si digerisce praticamente tutto, è naturale è il periodo in cui si è più portati a sperimentare per poi costruirsi e trovare un proprio gusto. E' questo che rende gli adolescenti papapili dal mercato - basta vedere con televisione, musica e moda - e in questo periodo probabilmente alle case editrici non sembra vero di riuscire a vendere tanti libri fantasy. Gli adulti che invece leggono fantasy da anni - da prima, molto prima dell'uscita di Harry Potter - si sono ormai costruiti dei gusti molto diversi tra loro; probabilmente anche in questo caso si può parlare di frammentarizzazione del mercato. Tant'è che nella fantasy per adulti non si può parlare di tendenze o fenomeni, mentre invece stiamo discutendo sul fenomeno dei baby scrittori o della fantasy esplicitamente per adolescenti (sì che piace anche agli adulti, ma non è questo il punto). Questo ovviamente non fa gioco alle case editrici che invece, per loro natura, puntano alle grandi numeri di vendita, soprattutto in Italia dove il parco lettori è già basso di suo e figurarsi col fantasy. Certo è che se si continua a proporre solo un certo genere per un certo pubblico il rischio è che si crei disaffezione in un altra fetta di lettori.

» postato da Melian alle 22:01 del 20-06-2008

30 Grossi e Considerevoli Mah mi attanagliano! Non esisterebbe un pubblico adulto disposto a supportare autori italiani di Fantasy? Vi rispondo con alcuni nomi, per cominciare: Evangelisti, Cuomo, Altieri. Non sono Fantasy, ma sono Molto Fantastici e, secondo me, non si sono - ancora - rivolti al Fantasy per una specie di sudditanza al cliché negativo che il genere ha (e certo col BabyBoomFy non si eliminerà...) . Inoltre, non credo che ci debba essere un qualche autore adulto che parli solo agli adulti! Ma Autori adulti (Per Sul Serio) capaci di parlare A Tutti! Una Rowling (e tanti altri) che scrive di un ragazzino che fa una scuola speciale, parla di tematiche adolescenziali, ma descrive una Crescita! Crescita Questo è il Punto, che MANCA disperatamente Manca in quel che ho visto sin'ora dei Baby autori! E perché mai? Li voglio insultare, forse? No, ma perché non sono cresciuti ancora Essi Stessi! E non si Scrive se non si Vive! A noi, semplicemente, manca ancora la Cultura Fantasy vera e propria! I nostri autori, in gran parte, non sanno come e perché è nato il genere fra Gran Bretagna e Stati Uniti, non vedono (grazie anche a come si comportano i nostri editori importando il Fantasy estero!) le radici di un Perdido Street Station, di un Malazan Book of the Fallen, di una Song of Fire and Ice! Si pensa ancora che sia la cosa più facile del mondo, scrivere Fantasy, ma è l'Esatto Contrario! Soprattutto in una terra che si deve ancora fare la sua tradizione Fantasy! Dopotutto, come ce la possiamo fare una cultura, se l'Immondadori reputa bene, nell'opera di macelleria che sta portando avanti sulla retrospettiva dei racconti di Martin, che i suoi brani autobiografici non sono interessanti e non vanno pubblicati? :twisted: E comunque, ghente... Su Col Morale! Buone Nuove vengono da El Sur! Non dico niente perché devo studirmi bene un certo articolo comparso oggi da una certa parte... ma se non ho capito male... un altro Grosso Cambiamento, nel nostro campo, sta cominciando... 8)

» postato da un muspeling alle 22:55 del 20-06-2008

31 «un altro Grosso Cambiamento, nel nostro campo, sta cominciando... 8)» Mi incuriosisci, di che Grosso cambiamento parli? <img src=:"> :shock: :shock: :shock: Caillean29

» postato da Caillean29 alle 23:17 del 20-06-2008

32 In generale e senza far nomi, che devo ancora verificare... Qualche Grande Autore Italianissimo si sta buttando sul Fantasy... e a modo suo! :D

» postato da un muspeling alle 23:29 del 20-06-2008

33 Torno dopo un periodo di assenza, e trovo il mega 3d sul babyBooom( con tre o) fantasy!!^__^! Argomento interessante :D Personalmente ho letto diversi libri scritti da adolescenti ( o giovani) per coetanei e devo dire che non mi piacciono. Probabilmente li avrei graditi di più se non avessi più di trent'anni e se rientrassi nel target ^__^. Del resto gradisco poco anche libri scritti da adulti per ragazzi: li ho letti quando era il momento giusto, ora non mi interessano più. ( però sono curiosa, e alla fine me li leggo ^_^) Quanto al parco di lettori fantasy adulti, credo ci sia una spcie di zoccolo duro che ama il genere da sempre, ha cominciato con quello che c'era e continua a desiderare di leggere qualcosa di bello e nuovo. Per il resto, è una specie di serpente che si morde la coda: in Italia non arriva moltissimo, quindi il fantasy non viene letto moltissimo da adulti che non lo conoscono etc etc. Personalmente io sono sempre in caccia di nuovi fantasy...italiani, stranieri, editori piccoli e grandi: ho letto cose orrende ( imho), ma ogni tanto anche delle perle, quindi continuo così ^__^. Erikson :-0 : sicuramente è poco pubblicizzato, ma forse è un pò tosto per un primo approccio. P.S Musp, non fare tanto il misterioso, guarda che lo so di chi e cosa stai parlando!!!! <img src=:">

» postato da Kinzica alle 23:49 del 20-06-2008

34 Torno dopo un periodo di assenza, e trovo il mega 3d sul babyBooom( con tre o) fantasy!!^__^! Argomento interessante :D Personalmente ho letto diversi libri scritti da adolescenti ( o giovani) per coetanei e devo dire che non mi piacciono. Probabilmente li avrei graditi di più se non avessi più di trent'anni e se rientrassi nel target ^__^. Del resto gradisco poco anche libri scritti da adulti per ragazzi: li ho letti quando era il momento giusto, ora non mi interessano più. ( però sono curiosa, e alla fine me li leggo ^_^) Quanto al parco di lettori fantasy adulti, credo ci sia una spcie di zoccolo duro che ama il genere da sempre, ha cominciato con quello che c'era e continua a desiderare di leggere qualcosa di bello e nuovo. Per il resto, è una specie di serpente che si morde la coda: in Italia non arriva moltissimo, quindi il fantasy non viene letto moltissimo da adulti che non lo conoscono etc etc. Personalmente io sono sempre in caccia di nuovi fantasy...italiani, stranieri, editori piccoli e grandi: ho letto cose orrende ( imho), ma ogni tanto anche delle perle, quindi continuo così ^__^. Erikson :-0 : sicuramente è poco pubblicizzato, ma forse è un pò tosto per un primo approccio. P.S Musp, non fare tanto il misterioso, guarda che lo so di chi e cosa stai parlando!!!! <img src=:">

» postato da Kinzica alle 23:50 del 20-06-2008

35 « P.S Musp, non fare tanto il misterioso, guarda che lo so di chi e cosa stai parlando!!!! <img src=:">» No No! Nessuna volgia di fare il misterioso! E' che sono con gli occhi stanchi stanchi... che solo altri tesisti (e scrittori in rpgress in contemporanea) possono capire quanto lo siano... Devo rileggere l'articolo con attenzione e vedere se non ho avuto un'impressione sbagliata... magari io intendo "Fantasy" e l'autore invece parlava di "Fantastico" e basta (e, indi, si tratterebbe di un altro caso Altieri, Cuomo, Evangelisti and so on...) Domani, primessissimo, ne dirò! :D

» postato da un muspeling alle 23:57 del 20-06-2008

36 Nel forum inarratori hanno selezionato, dalla prima scrematura, 24 romanzi, 12 fantasy. Non c'è il mio, ma ci sono alcuni nomi conosciuti.

» postato da Ladro d'Anime alle 23:57 del 20-06-2008

37 «« P.S Musp, non fare tanto il misterioso, guarda che lo so di chi e cosa stai parlando!!!! <img src=:">» No No! Nessuna volgia di fare il misterioso! E' che sono con gli occhi stanchi stanchi... che solo altri tesisti (e scrittori in rpgress in contemporanea) possono capire quanto lo siano... Devo rileggere l'articolo con attenzione e vedere se non ho avuto un'impressione sbagliata... magari io intendo "Fantasy" e l'autore invece parlava di "Fantastico" e basta (e, indi, si tratterebbe di un altro caso Altieri, Cuomo, Evangelisti and so on...) Domani, primessissimo, ne dirò! :D» ^___^ se è quello che dico io, eccome se è fantasy qualsiasi cosa dicano. E anche un tipo particolare di fantasy! Evviva! ( scusate il doppio post precedente)

» postato da Kinzica alle 00:01 del 21-06-2008

38 « magari io intendo "Fantasy" e l'autore invece parlava di "Fantastico" e basta (e, indi, si tratterebbe di un altro caso Altieri, Cuomo, Evangelisti and so on...) Domani, primessissimo, ne dirò! :D» Che scema che sono, forse ho capito di chi parli! E dire che ho beccato una certa intervista proprio stasera... ( Se parli dell'Intervista ad "Enigma"...) Questo dimostra che sono molto stanca anche io! Caillean29

» postato da Caillean29 alle 00:03 del 21-06-2008

39 Rispetto. Secondo me ci vorrebbe più rispetto per la scrittura e per i lettori. Qualcuno di voi ha letto i romanzi del babyboom? Qualcuno sì, lo so per certo. Beh... dite che cosa ne pensate. Io li ho abbandonati. Entrambi. Boscoquieto è un capolavoro di ingenuità stilistiche e approssimazioni storiche e culturali. E' un capolavoro se si pensa che è stato scritto da un 17enne quando aveva 14 anni. Ma voi valutate il valore di un'opera in base all'età dell'autore, o in base all'arricchimento che questa può dare al vostro mondo e alla vostra mente? La Strazzulla è certamente più talentuosa ma la lentezza della trama, l'infodump, la discontinuità tra momenti scritti con sapienza e momenti imbarazzanti, tra dialoghi inverosimili e trovate geniali, non ne fanno certo un capolavoro. Io credo che anche i momenti di relax, di evasione, di immersione in mondi sconosciuti debbano essere di qualità. C'è un motivo per il fatto che grandi capolavori sono stati scritti da autori "grandi". Prendete Tolkien: era un filologo, un linguista, un professore. Sapeva cosa scrivere e come scriverlo. Sapeva approcciare il complesso strumento che è la narrativa e restituire pagine ricche di tensione emotiva, immagini indelebili e personaggi eccezionali. JKR: insegnante di lingue e madre dal passato sofferto, Neil Gaiman: sceneggiatore e giornalista, Silvana de Mari: chirurgo, volontaria in africa e psicoterapeuta, Terry Pratchett: glottoteta, giornalista, laureato ad honoris causa in Lettere. E sono lo 0,1% dei grandi scrittori di fantastico che abbiamo sugli scaffali. Si può nascere scrittori? Copio Pontigia e dico NO, ma si può diventarlo, con lo studio e con l'applicazione. E per questo ci vuole una maturità che, diciamocelo, a 14 anni non si ha. Il fantasy non è solo sogno e combattimenti magici, è una metafora della vita, una proiezione del nostro mondo dove sogni e speranze da terrene diventano ultraterrene. Mi volete dire che a 14 anni si è vissuto abbastanza e si hanno accumulato abbastanza esperienze da raccontare una storia lontanamente credibile? Siamo seri. Chi non conosce il dramma di caricare una lavatrice e azzeccare il programma non dovrebbe scrivere libri, perchè in fondo le storie a volte non sono altro che piccoli drammi che regalano grandi vittorie. Io leggo in questi babyromanzi videogames, cultura liceale, serialità televisiva, uno sguardo curioso ma impreciso, voli pindarici descritti "pindaricamente". Sono la mela acerba che cadde sulla testa di Newton (& Compton) e che gli diede l'idea geniale, ma pur sempre immatura se non sottoposta a un adeguato studio e analisi approfondita. Sfonderà questo fantasybabyboom? Chissà i fenomeni si possono creare ma non prevedere. Spero di no, spero si torni alla cara vecchia qualità e ricerca di originalità. Fino ad allora accetto consigli su opere letterarie degne di tale nome.

» postato da Fabio Cicolani alle 01:51 del 21-06-2008

40 « Sfonderà questo fantasybabyboom? Chissà i fenomeni si possono creare ma non prevedere. Spero di no, spero si torni alla cara vecchia qualità e ricerca di originalità. Fino ad allora accetto consigli su opere letterarie degne di tale nome.» Sono d'accordo con te... ma lo deciderà il mercato. Già sai...

» postato da Rakanius alle 03:27 del 21-06-2008

41 «« Sfonderà questo fantasybabyboom? Chissà i fenomeni si possono creare ma non prevedere. Spero di no, spero si torni alla cara vecchia qualità e ricerca di originalità. Fino ad allora accetto consigli su opere letterarie degne di tale nome.» Sono d'accordo con te... ma lo deciderà il mercato. Già sai...» ed è qui che si ritorna al parco lettori: se la maggioranza è giovincella, sentirà empatia più per la cultura liceale e le serie televisive ricordate da Fabio che per...la lavatrice ;)

» postato da Marina alle 11:03 del 21-06-2008

42 secondo me parte del problema potrebbe essere spiegata con la confusione generata da molte persone che considerano il fantasy come un tipo di romanzo unicamente per ragazzi proprio a causa della predominanza dell'elemento fantastico. fantasy=fiaba=bambini l'apparente sillogismo è in realtà, a mio parere, una generalizzazione: esiste il fantasy per ragazzi, certo, ma non è l'unico tipo di fantasy esistente, soprattutto considerando che questo genere presenta classificazioni interne

» postato da Asher_85 alle 11:15 del 21-06-2008

43 Ed ecco il segnale di una possibile nuova ondata, partita dal "basso" da un autore e non dai calcoli dei calcolatori di certe case editrici. http://www.ibs.it/code/9788838922480/camilleri-andrea/maruzza-musumeci.html qui un'altra recensione: http://www.wuz.it/recensione-libro/1659/maruzza-musumeci.html Eppur si muove... 8)

» postato da un muspeling alle 11:26 del 21-06-2008

44 « etc etc» Anche io sono un quattordicenne che ha la scrittura come hobby, ma sono completamente d'accordo con quanto scritto. Al di là delle attitudini personali, sicuramente superiori alla media, questi ragazzi non credo abbiano la maturità adeguata per mettere insieme un romanzo dalla sufficiente maturità ma, visto il target molto giovanile (rappresentato dunque da ragazzi più o meno figli della televisione e dell'ignoranza dilagante) non è un male

» postato da Davos Seaworth alle 11:59 del 21-06-2008

45 Onestamente credo che nell'adolescenza la scrittura sia una valvola di sfogo, non un mezzo espressivo. Poi alcuni (quelli per i quali la scrittura è 'anche', non 'solo') colgono la differenza, passano oltre e diventano scrittori 'completi', riuscendo ad evolversi e a interessare sempre i loro lettori, gli altri involvono e dopo un po' spariscono.

» postato da § promethea § alle 13:10 del 21-06-2008

46 «ed è qui che si ritorna al parco lettori: se la maggioranza è giovincella, sentirà empatia più per la cultura liceale e le serie televisive ricordate da Fabio che per...la lavatrice ;)» Non è mica detto che siccome uno è adolescente deve per forza sentire empatia per protagonisti in piene turbe puberali. I miei romanzi fantasy adolescenzialo sono stati Il signore degli Anelli, Elric, Le nebbie di Avalon e quel peccato di gioventù che era La spada di Shannara (benchè lì i protagonisto fossero molto giovani). Certo è che se il mercato propone e promuove solo un certo genere di fantasy - l'adolescenziale - è naturale che il vasto parco di lettori giovincelli che si avvicina alla lettura e al fantasy fagociterà solo quello e, sfortunatamente, e su quello formerà il suo palato letterario. Fortunatamente credo che anche questa sia solo una moda del momento che fa più gioco alle case editrici che agli scrittori e ai lettori. Alla fine se davvero sono dei talenti verranno fuori con la maturità altrimenti verranno etichettati anche loro sotto la voce "meteore".

» postato da Melian alle 14:16 del 22-06-2008

47 Be', stai estremizzando. Non necessariamente i libri di fantasy a target adolescenziale parlano sempre o solo di "turbe prepuberali". Ma è un fatto che una dolescente empatizzerà senz'altro di più con un protagonista alle prese con i problemi che gli crea per esempio l'autorità piuttosto che coi problemi di un 40enne che non sa come mantenere la famiglia. Non ho detto che non ci può arrivare col cervello, ma a livello di affinità istintiva con quale dei due pensi si identificherà maggiormente? Quale dei due sentià più vicino a sé e al suo mondo?

» postato da Marina alle 20:09 del 22-06-2008

48 «Be', stai estremizzando. Non necessariamente i libri di fantasy a target adolescenziale parlano sempre o solo di "turbe prepuberali". Ma è un fatto che una dolescente empatizzerà senz'altro di più con un protagonista alle prese con i problemi che gli crea per esempio l'autorità piuttosto che coi problemi di un 40enne che non sa come mantenere la famiglia. Non ho detto che non ci può arrivare col cervello, ma a livello di affinità istintiva con quale dei due pensi si identificherà maggiormente? Quale dei due sentià più vicino a sé e al suo mondo?» Sì? Salvo eccezioni io evito i fantasy con adolescenti come protagonisti, ma evidentemente io, e la maggioranza di quelli che conosco che leggono almeno un libro all'anno, saremo l'eccezione che conferma la regola.

» postato da Davos Seaworth alle 20:19 del 22-06-2008

49 «Be', stai estremizzando. Non necessariamente i libri di fantasy a target adolescenziale parlano sempre o solo di "turbe prepuberali". » Ops sorry, non avevo completato bene la frase a dire la verità intendevo i fantasy adolescenziali scritti da adolescenti. «Ma è un fatto che una dolescente empatizzerà senz'altro di più con un protagonista alle prese con i problemi che gli crea per esempio l'autorità piuttosto che coi problemi di un 40enne che non sa come mantenere la famiglia. » Non ricordo fantasy con 40enni che non sanno come mantenere la famiglia <img src=:">. Giusto per chiarire non ho nulla contro la letteratura per giovani e adolescenti, non li cerco in libreria ma se vedo dei romanzi di Gaiman o Diana Wynne Jones, per dire due autori ma ci può stare anche la Rowling, sicuramente ci faccio un pensiero seguiti talvolta dall'acquisto. Quello che mi fa storcere il naso in questo periodo è il fatto che trovato il modo di acchiappare all'amo il lettore adolescente lo si bombarda con lo stesso modello del "giovane talento adolescente" che scrive per gli "adolescenti". Un adolescente può leggere tranquillamente Martin, Jordan, Erikson, per citarne tre che, ma non mi sembra venga data loro la medesima enfasi e visibilità. Ripeto è una moda...passerà...spero. :twisted:

» postato da Melian alle 20:28 del 22-06-2008

50 «mai a modello della media chi frequenta FM. Non è snobismo, è solo che chi transita su FM non è di fatto un lettore che appartiene alla media. E' solitamente un forte lettore, che se conosce bene il genere è alla ricerca di nuovi stimoli al di fuori di quel che propinano i media, o se si è appena avvicinato è un lettore che vuole capire, arcialtresì fuori da quel che suggeriscono i media, quali sono considerati prodotti validi e che, se finora non era un forte lettore, probabilmente ha trovato un genere capace di farlo diventare tale. Tutto questo, ahimé, NON è la media di chi transita in libreria « Non ricordo fantasy con 40enni che non sanno come mantenere la famiglia . » azz, hai visto? cerca cerca l'abbiam trovato, il nuovo filone che tutti attendono!! 8) <img src=:"> « Quello che mi fa storcere il naso in questo periodo è il fatto che trovato il modo di acchiappare all'amo il lettore adolescente lo si bombarda con lo stesso modello del "giovane talento adolescente" che scrive per gli "adolescenti". » sì, questo nel tuo post era chiaro ;)

» postato da Marina alle 21:05 del 22-06-2008

51 « Ripeto è una moda...passerà...spero. :twisted:» E' una moda sì, ma imposta dagli editori. Speriamo che passi, eccome! :twisted:

» postato da un muspeling alle 22:26 del 22-06-2008

52 «Rispetto. Secondo me ci vorrebbe più rispetto per la scrittura e per i lettori. Qualcuno di voi ha letto i romanzi del babyboom? Qualcuno sì, lo so per certo. Beh... dite che cosa ne pensate. Io li ho abbandonati. Entrambi. ... omissis... .» ... preciso. In merito alla sovranità delle vendite, come esplose il 'buon' Morgan nel bel mezzo dello showbusiness di cui era comunque attore e fautore, esasperato dalla brutalizzazione del vero talento sull'altare dell'audience Venturiana: 'fanc...o il pubblico, branco di ignoranti!'. Poi è tornato a fare lo 'zitto' però... passatemi la citazione non propriamente letteraria.

» postato da Olorin alle 10:39 del 23-06-2008

53 « Secondo me il "fantasista adulto" la fa la sua parte. Quando viene a sapere di esordienti italiani maturi e coraggiosi ne cerca le opere in libreria. Non sempre le trova purtroppo. Il vero problema, come tu hai ben indicato è che il fantomatico "fantasista adulto" non costituisce un target così grasso e ricco come il pubblico adolescenziale... che vuoi fare, siamo pochi, dovremo imparare a clonarci.» Uljanka, nel post che ho quotato, esprime perfettamente il mio punto di vista al riguardo sia come lettore che come autore. Posso al riguardo portare a supporto quanto ho avuto modo di appurare col mio romanzo. A un anno dalla pubblicazione (e dati di vendita alla mano) posso affermare che è andata bene. Su quest'ultima espressione, tuttavia, penso ci si debba soffermare, onde evitare fraintendimenti da un lato e rendere giustizia a quanto ha affermato Uljanka, dall'altro. La prima tiratura è andata quasi esaurita (e dal punto di vista del mio editore questo significa che il romanzo ha avuto successo). È evidente, tuttavia, che non stiamo parlando delle cifre su cui si muovono altri autori italiani di genere (faccio il nome di Licia, tanto per restare su quello più gettonato). D'altra parte, il mio pubblico di riferimento è quello dei "fantasisti adulti" (per parafrasare l'espressione di Uljanka). Non solo quello, badate bene (in alcune mie presentazioni c'erano pure diversi adolescenti che avevano acquistato il libro) ma fondamentalmente quello. È a questo pubblico che io mi rivolgo nell'immaginare il mio "lettore ideale" e mi era chiaro sin da quando approdai in libreria che, orientandomi su di esso, difficilmente avrei potuto avere grandi numeri (per parlare in termini pratici, decine o centinaia di migliaia di copie vendute). D'altra parte, la stessa cosa accade anche ad autori fantasy anglosassoni di gran lunga migliori del sottoscritto che nei loro paesi di provenienza sono da "lista bestseller" e che, nel nostro, invece, pur vendendo bene, non raggiungeranno mai cifre da Harry Potter (per rimanere in tema di fantasy dedicato soprattutto, anche se non solo, a un pubblico di adolescenti). Fisiologicamente, come diceva bene Uljanka, nel nostro paese i "fantasisti adulti" sono una minoranza (la stessa, per citare un post di Marina, che spesso viene erroneamente scambiata come il pubblico del fantasy tout court). Tutte queste considerazioni (che ho voluto appositamente supportare con la mia esperienza sul campo) per dire che il boom del fantasy di adolescenti per adolescenti è un fenomeno che attiene a una fascia di mercato diversa da quella propria del "fantasy adulto". Per cui, se da un lato, la comparazione tra le due tipologie non è fattibile (o per lo meno lo è sotto il profilo dell'ambito di pertinenza, non sotto quello del target di riferimento), dall'altro non ci si può sorprendere (o scandalizzare) se molti editori, fiutato il trend, ci si siano buttati e continuino a buttaricisi con massicci investimenti (anche in termini pubblicitari). Come ha detto bene qualcuno, fin quando il pubblico che è emerso (se mi passate l'espressione) continuerà a richiedere questo tipo di fantasy, il fenomeno continuerà. La domanda (e il nodo cruciale della questione) è se questa larga fascia di pubblico giovane o che comunque si è accostato (e/o si accosterà) al fantasy tramite queste letture, deciderà poi di ampliare la propria conoscenza del settore, passando a opere e autori diversi e svilupperà una maturità che la porterà col passare del tempo a orientare i propri gusti anche verso quello che per comodità di discussione stiamo definendo fantasy adulto o se, invece, resterà ancorata a questo primo approdo (col rischio di abbandonare anch'esso col passare degli anni e il mutare della propria sensibilità). Nel primo caso (che è anche il mio augurio), il fenomeno risulterebbe costruttivo; nel secondo (che è il mio timore) sarebbe soltanto una bolla di sapone destinata a breve a scoppiare senza lasciare traccia di sé. Mi scuso per la mia abituale prolissità ma il tema è interessante e, visto che non postavo da tempo, ho voluto condensare in questo tutte le mie considerazioni in merito.

» postato da mikimago alle 16:21 del 23-06-2008

54 «La prima tiratura è andata quasi esaurita (e dal punto di vista del mio editore questo significa che il romanzo ha avuto successo). .» ahppperò e ce lo dici così? Senza champagne e pasticcini? ;) ahò qui il brindisi ci vuole!! Allora si va in ristampa? :D E il seguito? 8) Dai, dì al 'sciur Flaccovio' di darsi 'na mossa :wink:

» postato da Marina alle 18:51 del 23-06-2008

55 Ot « ...» Marina, chi - come me - si diletta di sscrittura non usa mai le parole a caso (o comunque ci prova). Quel "quasi" è bello grande. Il traguardo della prima tiratura non è lontanissimo ma nemmeno a una manciata di copie. Certo, se magari chi non ha ancora letto "Il segreto di Krune" mi dà la propria spintarella, acquistandolo... 8) (scherzo, ovviamente; non farei mai una così smaccata opera di autopromozione). Fine OT Tornando in tema, ieri in libreria ho ritirato il booklet illustrato che accompagna il romanzo della Strazzulla. Ben fatto ma mi permetto un appunto. Nella scheda relativa all'autrice, parlando dei personaggi, chi l'ha redatta dice che sono (testuale) "tutt'altro che gli eroi sterotipici cui la letteratura fantasy, e non solo, ci ha abituati". Fermo restando che, non avendo letto il libro, non posso giudicarne la (eventuale) complessità dei personaggi, trovo la seconda parte dell'affermazione una generalizzazione che non rende un bel servizio al genere.

» postato da mikimago alle 07:16 del 24-06-2008

56 Si vede che l'avrà scritta di suo pugno miss Marina B., principessa dell'Itaglia di serie B. ... 8)

» postato da un muspeling alle 07:43 del 24-06-2008

57 «Quel "quasi" è bello grande. Il traguardo della prima tiratura non è lontanissimo ma nemmeno a una manciata di copie. .» beh, datti tempo ;) Dal momento che è un libro, e non un calendario <img src=:"> il tempo per smaltire il 'quasi' ce l'hai. E l'editore dovrebbe già sapere - in caso il 'quasi ' smaltisse - se ha intenzione di ristampare :wink: E poi cmq mi hai dribblato la domanda sul sequel, catiiiiivo! :P <img src=:">

» postato da Marina alle 09:24 del 24-06-2008

58 M'intrometto veloce veloce nella discussione (ma guarda un po', sto via pochi giorni ed esce una notizia con la quale far scoppiare una nuova guerra di pensiero XD Scherzo, scherzo, questa volta voglio essere il meno polemico possibile). Per come la vedo io, in questo momento le case editrici stanno cercando di battere il ferro fichè è caldo. La Mondadori pubblica una (non più) ragazza di 23 anni? Le altre case editrice pubblicano ragazzi e ragazze che nemmeno hanno raggiunto la maggiore età (non è una critica questa, solo un dato di fatto). La Mondadori punta soprattutto a sottolineare il fatto che la sua è la prima scrittrice italiana di fantasy di successo? Le altre case editrice indicano i propri pupilli come nuove rivelazioni pronte a brillare nel firmamento letterario (altro dato di fatto). Ora, in tutto ciò da un punto di vista prettamente "economico" ed editoriale non c'è nulla di male. Alla fine il compito di una casa editrice è quello di vendere libro. Non ho mai visto nessuna casa editrice dire: "Ma sì, il nostro è un libro mediocre che potrebbe non piacere a tutti". Da questo punti di vista l'unica casa editrice che abbia sempre mostrato una certa umiltà (quantomeno maggiore dei concorrenti) riguardo alle doti dei propri scrittori, è la Harmony (che tra l'altro da un po' di tempo pubblica anch'essa romanzi ad ambientazione fantasy). Tuttavia, in questa guerra a chi urla più forte di aver trovato il nuovo talento italiano, a perderci siamo principalmente noi lettori. La situazione, sempre dal mio punto di vista, si sta per saturare. Troppi protagonisti tutti uguali (sempre ragazzini baciati dal fato che combattono contro il cattivone di turno), troppe clichè nelle situazioni proposte ecc. Ecco allora che prima di trovarsi senza nuovi soggetti da proporre ai lettori, le case editrici fanno a gara a pubblicare con la maggiore velocità possibile. Al di fuori di un discorso stilistico, la Troisi pubblica ad una velocità allucinante. Viene da chiedersi: quanta rilettura ci è dietro le sue opere da parte degli editor? E lo stesso discorso vale anche per altri autori. La Strazzulla (che poi tanto malvagia non è) propone un libro pieno di ripetizioni e descrizioni fisionomiche pressochè tutte uguali (fortuna che nel descrivere gli ambienti si riprende), facilmente evitabili con un po' più d'attenzione da parte dell'editor. Di Bryan di boscoquieto poi non ne parliamo... Insomma, sembra quasi che ultimamente il motto sia: "L'importante è pubblicare. Chissenefrega di editare come si dovrebbe fare". Se si parlasse di piccole case editrici, si potrebbe capire, ma qui stiamo parlando di veri colossi della letteratura italiana (Mondadori ed Einaudi in primis), e un tale comportamento da parte loro lo trovo scandaloso. Da bravo fan di Jordan quale sono, non me ne importa nulla che i suoi libri escano a cadenza annuale. M'importa che escano curati nel loro lavoro di editing. E mi piacerebbe vedere ogni tanto un buon lavoro di editing anche sulle nostre "giovani promesse", altrimenti i primi a perderci saremo noi lettori.

» postato da Okamis alle 14:29 del 24-06-2008

59 « Insomma, sembra quasi che ultimamente il motto sia: "L'importante è pubblicare. Chissenefrega di editare come si dovrebbe fare". Se si parlasse di piccole case editrici, si potrebbe capire, ma qui stiamo parlando di veri colossi della letteratura italiana (Mondadori ed Einaudi in primis), e un tale comportamento da parte loro lo trovo scandaloso. Da bravo fan di Jordan quale sono, non me ne importa nulla che i suoi libri escano a cadenza annuale. M'importa che escano curati nel loro lavoro di editing. E mi piacerebbe vedere ogni tanto un buon lavoro di editing anche sulle nostre "giovani promesse", altrimenti i primi a perderci saremo noi lettori.» Okamis, estrapolo una parte del tuo post per fare una considerazione, partendo da alcune tue affermazioni. Secondo me l'associazione tra scarso rilievo dato all'editing di un romanzo e case editrici medie e piccole non è così consequenziale come dalle tue parole potrebbe trasparire. Anzi, se mi permetti un'osservazione che nasce dalla mia esperienza diretta di scrittore che ha avuto la fortuna di pubblicare, ti posso garantire che la mia casa editrice (che un colosso non è, ma in quanto a serietà e competenza ne ha da vendere) ha svolto al riguardo un lavoro assai meticoloso. Io non so come funzionino le cose all'interno della Mondadori o dell'Einaudi (Licia, nel primo caso, potrebbe darci delucidazioni in merito) ma mi permetto di dissentire da te se pensi che casa editrice piccola o media sia, di per sè, sinonimo di sciatteria. Potremmo anzi rovesciare l'assioma. Dal momento che queste case editrici che non hanno sul mercato (per ovvi motivi fisiologici) la capacità di penetrazione dei colossi da te citati, è ovvio che a loro non resti alcuna alternativa all'offrire un prodotto curato dal punto di vista editoriale e supportato da una buona storia (poi, bada bene, non è detto che ci riescano ma la volontà e lo sforzo ci sono tutti, credimi). Nessuna vena polemica, Okamis (non sono il tipo); solo la volontà di chiarire una questione riguardo alla quale spesso si finisce per generalizzare, facendo torto all'attività di gente che magari non ha un nome grosso da spendere ma che il proprio lavoro s'impegna a farlo ogni giorno con estrema cura e dedizione. @ Marina. Per non mandare OT il thread, risponderò alla tua domanda nel canale a me dedicato.

» postato da mikimago alle 15:55 del 24-06-2008

60 Giustissima precisazione mikimago. Ammetto di aver scritto il mio commento durante una breve pausa, quindi non ho avuto modo per spiagarmi a dovere. In effetti non intendevo assolutamente stabilire che una casa editrice medio-piccola non sia in grado di proporre un prodotto curato dal punto di vista dell'editing (un esempio su tutti è la Gargoyle, i cui volumi sono sempre curatissimi in ogni minimo dettaglio, dall'editing alla carta, risparmiando solo un po' sulle copertine). Intendevo, invece, che errori palesi di editing (ripetizioni, congiuntivi sbagliati ecc.) da parte di case editrici come Mondadori o Einaudi sono particolarmente gravi, in quanto questi gruppi hanno tutti gli strumenti (economici e umani) per svolgere lavori impeccabili. Se poi pensiamo che proprio tali case editrici sono tra le più care, la cosa diventa ancora più assurda (20€ per il romanzo "Gli eroi del crepuscolo" francamente mi sembrano davvero eccessivi). Poi, per quanto riguarda i piccoli editori, questi talvolta non riescono ad offire un lavoro perfetto sotto ogni punto di vista a causa delle poche risorse. Anch'io, per esperienza, conosco editor di piccoli gruppi editoriali costretti a seguire molte opere contemporaneamente, con tutte le difficoltà del caso. In questo senso intendevo che tali case editrici sono per così dire "giustificate". Resta comunque il fatto che se un libro brutto viene pubblicato da Parolesparse, piuttosto che da Einaudi, sempre brutto rimane ;) Comunque ribadisco la mia sensazioni sul fatto che molte (ma fortunatamente non tutte) case editrici si preoccupano più di far uscire nuove opere di continuo, piuttosto che far crescere artisticamente i propri scrittori.

» postato da Okamis alle 17:30 del 24-06-2008

61 «case editrici si preoccupano più di far uscire nuove opere di continuo, piuttosto che far crescere artisticamente i propri scrittori.» Penso che sia abbastanza logico, nella logica di mercato; i grandi editori danno preferenza alla quantità, dando per scontato che una selezione naturale, dettata dal numero delle copie vendute, stabilirà quelli su cui sarà giusto investire ulteriori risorse e gli altri.

» postato da Ewn Garabandal alle 18:33 del 24-06-2008

62 «« Ripeto è una moda...passerà...spero. :twisted:» E' una moda sì, ma imposta dagli editori. Speriamo che passi, eccome! :twisted:» Il fatto che sia una manovra di marketing è abbastanza palese; non si spiegherebbe questa fioritura contemporanea di così tanti talenti quando, da sempre, i pur numerosi manoscritti di sedicenni o giù di lì sono sempre stati scartati quasi aprioristicamente della grandi case editrici.

» postato da Ewn Garabandal alle 18:37 del 24-06-2008

63 «Nessuna vena polemica, Okamis (non sono il tipo); solo la volontà di chiarire una questione riguardo alla quale spesso si finisce per generalizzare, facendo torto all'attività di gente che magari non ha un nome grosso da spendere ma che il proprio lavoro s'impegna a farlo ogni giorno con estrema cura e dedizione. » quoto aggiungendo quel che è la mia piccola esperienza con due case piccine picciò.... « @ Marina. Per non mandare OT il thread, risponderò alla tua domanda nel canale a me dedicato.» BRRRRRavissimo! 8)

» postato da Marina alle 20:08 del 24-06-2008

64 Ciao! Sn nuova e voglio intromettermi per pò nella discussione. Volevo solo dire che questi cosidetti nuovi talenti sn delle vere e future promessa della letteratura ? Questi giovani scrittori saranno anke bravi, ma sn stati presentati secondo me con troppa enfasi. Ovviamente è tutta una questione di marketing a mio parere. Ma nn si puù dire ke là fuori nn ci sia anke un nuovo talento giovanile in grado veramente di farsi riconoscere per la sua qualità e capacità.

» postato da Tyguan alle 15:34 del 25-06-2008

65 Può darsi che siano pure bravi (bisognerebbe averli letti (ed in ogni caso dare giudizi di bravura su altre persone, tranne che per riguardo di particolari e macroscopici errori e refusi non intenzionali, è arduo e personale) ed io non l'ho ancora fatto), però ciò che soprende è il fatto che siano usciti tutti insieme contemporaneamente... possibile questa incredibile coincidenza? Tutti quelli che hanno spedito i libri fantasy all'Einaudi, prima, davvero non erano allo stesso livello? Arduo a rispondersi.... :wink:

» postato da Ewn Garabandal alle 20:15 del 25-06-2008

66 so che arrivo in ritardo, ma vorrei comunque dire la mia... ok, è una strategia di marketing, innegabile. stanno cavalcando l'onda sia gli autori sia gli editori. merito, forse dell'influenza di nuove e diverse generazioni di autori che si rivolgono a un pubblico nuovo e con nuove esigenze. è vero, potrebbe minare la qualità in favore della quantità, ma io penso sia un processo passeggero, destinato a calmarsi insieme alle acque. il fantasy italiano è una novità, e come tale porta entusiasmo e la corsa all'affermazione in tutti i settori. tuttavia, non dimentichiamoci che non è un fenomeno alieno, bensì naturale. negli u.s.a. questo fenomeno si è scatenato in seguito ai vari boom economici dopo il primo e il secondo dopoguerra. basti ricordare che cimelii della letteratura come lovecraft, howard, zimmer bradley, catherine moore, king ecc., hanno esordito appena ventenni nelle riviste di genere che spopolavano all'epoca. ora tocca a noi, bisogna portar pazienza. forse, se il mercato italiano avesse avuto il supporto di riviste di genere che operavano una selezione iniziale insieme agli editori, la qualità del materiale esordiente sarebbe stato differente, indipendentemente dall'età dell'autore. e rincaro la dose, dicendo che all'epoca di weird tales e amazing stories, gli autori pubblicati spesso non rivelavano nemmeno il loro sesso, e si firmavano con pseudonimi proprio per non generare il preconcetto nel lettore. forse, se l'editoria italiana li imitasse, i fantasisti adulti e i "giovani profani" sceglierebbero con più cuore e meno preconcetto, costringendo gli editori a fare lo stesso. ciauz a tutti!

» postato da ringstorm alle 20:24 del 01-10-2008

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