L’orticello del Fantasy Italiano

Una panoramica sopra i problemi del fantasy italiano. Tra chi lo critica, chi lo ama e chi vuole a tutti i costi entrarvi a far parte. Ecco cosa ancora non va (tutto?) nell’orticello del fantasy nostrano: fra opulente piante solitarie, gramigna cattiva e frutti che sarebbe meglio non cogliere…

Fantasy. Tutto parte da qui. Una parola che racchiude in sé molti significati e altrettanti valori. Per chi lo legge e basta è un tuffo nella fantasia, nel meraviglioso, nell’altro. E’ staccare la spina qualche ora al giorno e lasciarsi trasportare dalla penna di un autore capace di questa meravigliosa qualità: condurre lontano il lettore. Dove non importa, basta che sia lontano.

Ci vuole un seme…

Fantasy, e le sue origini. Un genere che per troppo tempo non è stato nostro, non è stato italiano. Un genere che discende da tradizioni a noi forse lontane (anche se c’è chi non esista ad attribuire a Omero, con non poco coraggio e altrettanta non poca incomprensione della tradizione classica, la paternità di questo genere). Un genere che ha scoperto la sua identità, le sue caratteristiche peculiari (che ora potremmo definire cliché), per mezzo di autori che hanno fatto storia, da J.R.R. Tolkien ai pionieri d’America della letteratura fantastica degli anni trenta: Andre Norton, C. L. Moore, Henry Kuttner, Poul Anderson, ecc. Un genere che per quasi un secolo non ci è appartenuto, e si è formato sulle esigenze e sul modo di pensare di altri popoli.

 

Fantasy italiano, ora. Zoppica, arranca, e sul finire degli anni ‘60, nel Bel Paese, terra di poeti e naviganti, è un esserino senza forma, solo, orfano. Senza arte né parte. E’ un genere per pochi. Non è capito, non è apprezzato. Una fuga inutile dalla verità che ci circonda, dicono i letterati colti (e lo dicono ancora). Un luogo in cui si rifugiano coloro che non vogliono affrontare la realtà in ogni sua molteplice sfaccettatura. Un modo di scrivere per chi non sa scrivere, affermano infine certi critici. E’ più o meno questa la situazione in cui si trovarono a lavorare i pionieri del fantastico nostrano. Non certo un clima idilliaco per far attecchire un genere che a casa nostra non era apprezzato, non era ritenuto all’altezza di ciò che qui veniva scritto e che, soprattutto, non si legava alle nostre tradizioni.

 

Fantasy. Sinonimo in Italia di una lenta agonia, l’agonia di un genere che


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non ne vuole sapere di creare una propria tradizione. Mentre gli anni passano, e scorrono lenti i ’70, gli ’80 e i ’90, in Italia si affermano autori stranieri e iniziano a far parlare di questo genere che passa sempre più velocemente da una forma di arte curiosa, a un vero e proprio mercato in cui è facile fare successo. Un business che ha tuttavia escluso per più di tre decenni gli autori di casa nostra. Mentre in Italia si facevano un nome: Marion Zimmer Bradley, Terry Brooks, Harry Turtledove, Michael Moorcock, Terry Pratchett, George R. R. Martin, fino al boom senza confini di J. K. Rowling, gli autori italiani (c’è addirittura chi si domanda se all’epoca esistessero o meno!) scrivevano nell’anonimato, inviavano agli editori, e nell’anonimato restavano. In questa desolante panoramica, se vogliamo seguire la metafora botanica d’apertura, più che un orticello l’ambiente fantasy nostrano era un desolato e desolante deserto dove spuntava solo qualche raro cactus spinoso. Immagine poco felice, ma questo era il panorama, senza giri di parole, davvero poco felice.

 

Fantasy. Sì, ma un fantasy straniero, come se gli italiani non avessero mai avuto “fantasy” da esprimere in nessun modo, o non ne fossero stati capaci. Per certi versi, se ci si sofferma un istante a pensare un po’ di più alla cosa, penetrandone la superficie, si può (e si deve) rimanere amareggiati per le centinaia e centinaia di universi, mondi e terre che sono andati perduti in quei trent’anni di irragionevole chiusura. Non ci verranno più restituiti. Eppur si muove, potrebbe dire qualcuno, e così fu sul finire degli anni ’90. I primi nomi del fantasy italiano facevano breccia presso alcuni editori. Timidi, con tirature che in certi casi facevano persino tenerezza. Pochi nomi, ancora troppo poco per dare dignità a un genere che meritava (e merita)  lo stesso rispetto degli altri: chi ha detto che partendo da un contesto fantasy non si possano comporre grandi opere di narrativa? 

Solo accenni di primavera, nell’orticello Italiano

Fantasy, dunque. Finalmente italiano. Eppure, quando sembrava essere oramai fatta, dopo la breccia nell’impenetrabile muro degli editori, immaginando i tepori di una vera primavera italiana, ecco nuovi intoppi. Il genere, così come nasce in Italia, latita dagli scaffali degli appassionati di sempre. Chi compera Bradley, Brooks, Moorcock, Martin e Rowling non acquista italiano. E’ una piccola disfatta. Per qualche anno il genere si cristallizza attorno a pochi esponenti principali che non sanno bene come muoversi, gigioneggiando a volte — troppo spesso (e anche questa è una mancanza non da poco) — il maestro Tolkien, variando troppo poco su di un tema dalle illimitate potenzialità. L’entroterra fantasy nostrano si ritira. Poi, l’aiuto inaspettato (ovviamente dall’estero). E questa volta dalla cinematografia, che si accorge del potenziale di questa forma di narrativa. Una letteratura per famiglie, dai grandi messaggi, spettacolare se gestita come si deve, capace di attrarre masse di spettatori. E’ il tempo della Trilogia del Signore degli Anelli, dei film sul maghetto più letto di tutti i tempi, Harry Potter, di lavori tornati in auge grazie a questo fenomeno, come le Cronache di Narnia: è insomma il presente che viviamo tutt’oggi. Sembra fatta.

 


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Fantasy e nuove espressioni di questo genere. Arrivano in libreria nuovi autori italiani, ritornano le vecchie glorie, appare un nuovo fenomeno che è quello — piaccia o no — del Baby Boom di cui si è iniziato a parlare proprio qui, su FantasyMagazine, spopolando su vari siti e blog. L’orticello cresce, si differenzia, cambia. Eppure siamo lontani anni luce dalla varietà e dalle possibilità d’espressione che questo genere permette.  Non solo. Oltre il 60% delle opere in libreria, opere italiane, ricalcano spudoratamente le idee di quel padre fondatore del fantasy che fu Tolkien. Un cordone ombelicale impossibile da recidere, a quanto sembra. “Il nuovo Tolkien”, è una frase che si sente spesso quando esce un nuovo autore, ma che a nostro avviso lo penalizza in partenza, per via di un ovvio e insostenibile confronto. Ci sono più nomi, oggi, nel fantasy italiano, vero. Ci sono più personalità, altrettanto vero. Cosa manca? Forse, e dicimo solo forse, manca originalità. Manca la versatilità d’oltreoceano. Manca anche la disponibilità degli autori famosi di rimettersi in gioco. Una differenza sostanziale col fantasy statunitense, sotto gli occhi di tutti, è proprio questa: là dove ci sono i grandi nomi, c’è anche un fervente retroterra stimolato dai grandi del fantasy (scrittori che sanno agire anche come editor, curatori e scopritori di nuovi talenti) che per mezzo di antologie, concorsi e premi patrocinati da veri e propri Signori e Signore del fantasy, mantengono vivo l’ambiente in cui operano. In Italia questo non è ancora possibile.

 

Fantasy come chiusura, in Italia. Altro sinonimo che calza a pennello. Nell’orticello di casa nostra i grandi e pochi “baobab” gettano un’ombra scura su quel sottobosco carico di potenzialità. L’effetto è uno solo: asfissiante. Non c’è possibilità di scambio, di crescita, di innovazione. Una spinta che manca e che dovrebbe arrivare dai capifila, come storia e arte insegnano, ma che qui da noi lascia davvero molto a desiderare. Uno scenario curioso quello del fantasy italiano, fra opulente piante solitarie, gramigna cattiva e frutti che sarebbe meglio non cogliere, uno scenario pieno di luci e di altrettante ombre.

Parassiti

E se è vero che dove la luce si fa più intensa, l’ombra diventa più fitta, è


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altrettanto vero che in un orticello non possono mancare i parassiti e le piante infestanti. Nel fantasy italiano e nell’editoria in genere si trovano anche questi. Difficile sfuggirne: anche perché sono la maggioranza. Categoria ben note all’autore esordiente e riassumibili in poche parole: concorsi, fantasy e non, gestiti da case editrici di dubbio valore e dubbia professionalità, esordienti che si affidano a edizioni di malaffare, a pagamento, capaci per mezzo di contratti-truffa di svilire fino a punti estremi il sogno di una vita… Ma anche il rovescio della medaglia: con pubblicazioni spudorate, nate a tavolino e presentate come capolavori assoluti di un genere che rischia, sempre più, di divenire un puro mercato d’inchiostro e fogli più o meno candidi. Senza contare i “sempre e per sempre critici”, sterili “difensori” del vero fantasy, fino agli imbonitori altrettanto superficiali e a chi afferma che per scrivere sia necessario il solo e innato talento, e non un’accurata documentazione intervallata all’umiltà del sapersi criticare quando necessario. Anche questo è fantasy.

Da orto a giardino

Fantasy italiano, insomma. Un percorso non facile, lungo, più lungo che altrove. Un fenomeno che nell’ultimo anno è esploso, e non entriamo nel merito del suo valore in questo articolo, valore che va esaminato caso per caso, ma basti a tutti confrontare questi due articoli, scritti a distanza di (solo) un anno, non pare vero:

 

http://www.fantasymagazine.it/notizie/7843/

http://www.fantasymagazine.it/notizie/9089/

 

Gli autori italiani, in un anno, sono duplicati e la tendenza rimane tutt’ora questa, nel bene e nel male. Un genere che fa grandi passi verso la ricerca di una propria completezza, passi sicuri, ma anche passi falsi, azzardati a volte, e che cerca di entrare nella maturità della propria esistenza. A che prezzo, però, non sappiamo ancora preconizzarlo. Manca ancora qualcosa a casa nostra. Manca ancora troppo? Difficile a dirsi.

 

Basterebbe, forse, un po’ più di coraggio — da parte di scrittori, editori e lettori — e l’orticello potrebbe diventare un giardino.    

Autore: Luca Azzolini - Data: 8 luglio 2008

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34 « Di scrittori che si muovono sul campo del fantastico da anni ci sono (anche in forme diverse dal "fantasy canonico"). Cito i primi che mi vengono in mente: Claudio Asciuti, Valerio Evangelisti, Fabiana Redivo, Licia Troisi, Milena Debenedetti (che per quanto ne so ha pubblicato solo un romanzo, ma davvero niente male: "Il dominio della regola"), Francesco Falconi... E mi fermo qui, anche se potrei aggiungerne altri. » Bene, segui FM i prossimi giorni, allora. :wink: « Altrimenti non saprei com spiegarmi la presenza di pacchiani errori grammaticali (come un "avrebbe potuto rimanere" a pag 180) » Donc, la situazione è un po' più complessa, tanto che se ne discute spesso all'Accademia della Crusca. La "decisione" pare la seguente: ... i verbi intransitivi non consentono di fissare una norma per la scelta di un ausiliare e in questi casi soccorre la consultazione di un vocabolario. Tuttavia, su questo aspetto grammaticale esistono anche alcune proposte, che vanno dalla semplice pubblicazione di liste di verbi a tentativi di individuare una norma. Del primo tipo è Fogarasi 1983: 198-200 che propone le seguenti liste, comunque utili, di verbi che richiedono come ausiliare essere: accorrere, andare, apparire, approdare, arrivare, avvenire, bastare, bisognare, cadere, comparire, costare, crepare, dipendere, divampare, divenire, diventare, dolere, entrare, germogliare, intervenire, marcire, morire, nascere, parere, perire, pervenire, piacere, procedere, prorompere, rimanere, riuscire, sbocciare, scadere, scappare, scivolare, scoppiare, sembrare, sparire, spiacere, spirare, spuntare, stare, uscire, venire ecc.; avere: aderire (a), aspirare (a), ballare, barcollare, bollire, brillare, camminare, cavalcare, cedere, cenare, contrastare, contravvenire (a), conversare, convivere, danzare, desinare, diffidare (di), digiunare, dimorare, disperare, dormire, errare, esitare, godere (di), giocare, girare, gridare, impallidire, incontrare, influire, mentire, naufragare, navigare, nuotare, passeggiare, peccare, piangere, pranzare, ridere, sbadigliare, sbagliare, smaniare, soggiornare, sognare, sonnecchiare, sputare, starnutire, sudare, tacere, tardare, tossire, viaggiare ecc.; o entrambi (avere per valore transitivo, essere per intransitivo): albergare, aumentare (es.: ho aumentato le spese/sono aumentata di peso), avanzare, calare, campare, cessare, cominciare, crescere, crollare, cuocere, diminuire, fallire, finire, fuggire, gelare, girare, giungere, guarire, invecchiare, mancare, migliorare, partire, passare, penetrare, ritornare, rovinare, spirare, salire, scendere, suonare, terminare, tornare. Se vai nel forum, la discussione è ancora più accesa, c'è chi dice che se il verbo intransitivo può sostenere indifferentemente la forma essere e avere. Insomma, anch'io avrei detto "sarebbe potuto rimanere", ma visto che se ne discute animatamente alla SS Crusca, non mi permetto di definirlo un errore pacchiano. 8) Che le Crusche siano con te. Francesco

» postato da FrancescoFalconi alle 22:26 del 08-07-2008

35 « Di scrittori che si muovono sul campo del fantastico da anni ci sono (anche in forme diverse dal "fantasy canonico"). Cito i primi che mi vengono in mente: Claudio Asciuti, Valerio Evangelisti, Fabiana Redivo, Licia Troisi, Milena Debenedetti (che per quanto ne so ha pubblicato solo un romanzo, ma davvero niente male: "Il dominio della regola"), Francesco Falconi....» Oh, grazie, mi fa piacere essere nominata :) E' da un po' che volevo intervenire in questa interessante discussione ma non riuscivo a riordinare le idee per metterle giu' in forma comprensibile e sintetica, (Bel biglietto da visita per chi scrive, eh? :wink: ) Prima di tutto volevo esprimere anch'io il mio apprezzamento per l'articolo, che riesce a sfiorare molti argomenti, a dare una panoramica della situazione, luci e ombre, evidenziando i punti critici. Effettivamente e' una situazione peculiare, ma come evolvera'? Forse io mi sento piu' esperta del punto di vista fantascientifico, sia come scrittrice sia come editor o selezionatrice di racconti. Al momento posso dire che i cugini fs sono invidiosi marci per l'erba dal vicino, anche se non sempre e' tutto oro quel che luccica e via con i proverbi scemi. Ma proprio per la mia lunga frequentazione dell'ambito fantastico alcune cose le noto, e le ho notate anche in relazione al mio romanzo. In sintesi, mi pare abbia ragione Rakanius quando parla di snobismo nei confronti del fantasy italiano. Io ero gia' abituata all'ostracismo duro e puro dell'appassionato di fantascienza, che quando sente parlare di italiani mette mano alla pistola laser, ma ne ho visto serpeggiare anche sul versante fy, dove credevo vi fosse maggiore apertura. Ora, sul mio romanzo ho ricevuto, com'e' logico, apprezzamenti e critiche; sono disposta a prendere in considerazione anche le osservazioni piu' severe, ma rimango delusa, sinceramente, se si parla sbrigativamente di ovvieta', di cliche', e non vengono notati tutti i tentativi che ho fatto di inserire elementi originali. A questo punto in queste critiche subodoro una certa prevenzione di fondo. E non l'ho notata solo per me, ma anche per altri autori. Vorrei scrivere un fantasy diciamo adulto, che e' quello che preferisco (non c'era giorni fa una discussione sul fantasy adulto in Italia?), svincolarmi poco alla volta dai modelli ( come qualcuno giustamente ha fatto notare nella discussione, per queste cose ci vuole tempo, difficile ti riesca tutto giusto al primo tentativo) cercare nuove strade e magari inserire qualche idea, perche' un altro dei miei pallini e' che non necessariamente il fantasy sia evasione e la fantascienza, magari, letteratura di idee. Ogni genere e' solo uno strumento in mano all'autore che ne fa l'uso che crede. Cosi' la penso io. Idee soprattutto dal punto di vista di ipotesi sociali e psicologiche. Vorrei, dicevo. E lo sto anche facendo, ci metto il mio impegno, continuando a scrivere di gusto. Ma poi, sinceramente, mi chiedo: se il mercato si divide in chi cerca un certo tipo di saghe che inseguono un filone collaudato, e chi invece non e' disposto a concedere molto credito ai nomi italiani, riusciro' a farmi leggere? Non e' mica un dubbio da poco. Ogni volta che cerco di risolvere una singola situazione letteraria mi vedo davanti uno di questi ipercritici che storce il naso( "banale" scontato" "gia' visto"). L'unica e' andare avanti e vedere come va a finire.

» postato da dued alle 22:33 del 08-07-2008

36 Oddio, ora anche l'accademia della crusca. Preferisco limitare questi cereali al maneggio. Certe spiegazioni da grammatica, non potete mandarle in PM?

» postato da Kinzica alle 22:34 del 08-07-2008

37 «Oddio, ora anche l'accademia della crusca. Preferisco limitare questi cereali al maneggio. Certe spiegazioni da gramatica, non potete mandarle in PM?» Non vedo perché. Se si va a ricercare il pelo dell'uovo in un libro, sezionando frase per frase, ben venga allora una discussione approfondita su ciascun punto, dove sia necessario. Per il tuo intervento, non concordo. Mi pare che in italia ci siano molti autori che pubblicano generi diversi, non solo quelli che hai citato. Magari case editrici piccole, che si possono comunque ordinare in libreria oppure online. Ovvio, se i lettori sono a richiedere per il 98% quel tipo di fantasy e per il 2% Altro, le pubblicazioni rispecchieranno questo mercato. E non ci vedo nulla di male. Francesco

» postato da FrancescoFalconi alle 22:38 del 08-07-2008

38 « Vorrei scrivere un fantasy diciamo adulto, che e' quello che preferisco (non c'era giorni fa una discussione sul fantasy adulto in Italia?), svincolarmi poco alla volta dai modelli ( come qualcuno giustamente ha fatto notare nella discussione, per queste cose ci vuole tempo, difficile ti riesca tutto giusto al primo tentativo) cercare nuove strade e magari inserire qualche idea, perche' un altro dei miei pallini e' che non necessariamente il fantasy sia evasione e la fantascienza, magari, letteratura di idee.» Mi ricollego anche a questo punto sul fantasy per ragazzi e per adulti. Sfatiamo il mito che non esista il fantasy per adulti in italia, c'è eccome. Redivo, D'Angelo, Milena De Benedetti, Giannone, Davide sono i primi che mi vengono in mente. Non mi pare che ne siamo sprovvisti, ma se andiamo a fare il conto della serva e una Troisi o un Baccalario vendono il doppio degli altri, significa solo che quel genere attira di più. Resta il fatto che il lettore ha comunque la possibilità di scegliere a seconda dei propri gusti.

» postato da FrancescoFalconi alle 22:44 del 08-07-2008

39 Ed è qui, che s'innesta il mio "prurito statistico"... ma a quanto ammonteranno le vendite di gente come Martin, Erikson e - ai tempi dell'ancora ben ricordata - C.S. Friedman e Gaiman? Così, tanto per farmi un'idea se il Fantasy senza il ciuccio sia davvero così di nicchia... Ah! Come mi prude! :roll: A me... risulta, però... senza bisogno di queste statistiche, che signori come Altieri e come Evangelisti, ma - a suo tempo - anche la buon'anima di Franco Cuomo col suo Gunther D'Amalfi Cavaliere Templare, di vendite ne facciano... Costoro si muovo sul "Fantastico"... e qui mi si accende l'altro prurito: come mai? Sul Fantastico o sul Fantasy (devo ancora leggerlo per poterne dire meglio) si è spostato - addirittura! - un Andrea Camilleri... Ora, di questa idea che il BabyFantasy sia destinato a vendere sempre di più di narrazioni più adulte, sapete che me ne faccio? Le Sbriciolo, le rollo e me le fumo tutte! 8)

» postato da un muspeling alle 22:45 del 08-07-2008

40 «Ed è qui, che s'innesta il mio "prurito statistico"... ma a quanto ammonteranno le vendite di gente come Martin, Erikson e - ai tempi dell'ancora ben ricordata - C.S. Friedman? Così, tanto per farmi un'idea se il Fantasy senza il ciuccio sia davvero così di nicchia... Ah! Come mi prude! :roll:» scusa Mus, ma non capisco perché ti debba venire il prurito. Se tu fossi anche l'ultimo uomo sulla terra che legge fantasy per adulti, non puoi... semplicemente leggertelo? <img src=:"> Perché ti interessa sapere quale % ha Erikson rispetto a Rowling, cambia qualcosa nel gusto che avrai nel leggerlo?

» postato da FrancescoFalconi alle 22:53 del 08-07-2008

41 « Le Sbriciolo, le rollo e me le fumo tutte! 8)» Per carità, libero di farlo, ma considerando che la Strazzulla costa venti euro, ti consiglio un metodo più economico. <img src=:">

» postato da FrancescoFalconi alle 22:55 del 08-07-2008

42 Oooooooops! Doppio post! :oops:

» postato da un muspeling alle 22:57 del 08-07-2008

43 Ma è semplice! :D Mi interessa di certo come lettore perché, non so se sei stati di recente in libreria a cercare qualcosa di specifico, negli scaffali dedicati al Fantasy... ultimamente io li trovo vagamente "Invasi" da un certo tipo di produzione... e per forza! I grossi editori passano un certo messaggio e i librai, che nemmeno loro fanno beneficenza che fanno? M'interessa anche come autore-in-progress, ovvio, perché se i grossi editori viziano l'acqua e i librai si adeguano... che spazio avrà il mio Fantasy senza l'acne? :roll: Il mercato sarà, anche, una bella cosa, forse... ma se diventa uno stagno e l'acqua non circola... insomma, non è un "vero mercato", poi questa s'intorbida, sai?

» postato da un muspeling alle 22:58 del 08-07-2008

44 « Per carità, libero di farlo, ma considerando che la Strazzulla costa venti euro, ti consiglio un metodo più economico. <img src=:">» Cool! Con la stessa cifra o quasi, ci compro i primi due libri della trilogia (Fantastica o Fantasy) di Camilleri: Maruzza Musumeci e Il Casellante! :wink:

» postato da un muspeling alle 23:02 del 08-07-2008

45 « Mi ricollego anche a questo punto sul fantasy per ragazzi e per adulti. Sfatiamo il mito che non esista il fantasy per adulti in italia, c'è eccome. Redivo, D'Angelo, Milena De Benedetti, Giannone, Davide sono i primi che mi vengono in mente. Non mi pare che ne siamo sprovvisti, ma se andiamo a fare il conto della serva e una Troisi o un Baccalario vendono il doppio degli altri, significa solo che quel genere attira di più. Resta il fatto che il lettore ha comunque la possibilità di scegliere a seconda dei propri gusti.» Oh, infatti, ecco cosa volevo dire in sintesi (e in sintesi non ci sono riuscita): tutte le volte che sento dire che in Italia non c'e' fantasy per adulti, e si elenca una serie di esempi che non vi rientrano per dimostrare che e' tutto per adolescenti, mi chiedo se qualcuno abbia letto invece questi tentativi diversi. Alla mia domanda diretta, di solito non ho risposta. Mi accontenterei di: si', ho letto questo e questo e quell'altro, e' vero, e' per adulti, ma non mi piace per ... elenco di motivi validi, che possono aiutare a capire, crescere e migliorarsi. Invece al di la' di qualche garbato "mi fa schifo" , pare piuttosto che vengano presi poco in considerazione, o ignorati, snobbati con diffidenza, piuttosto che letti e criticati. Magari appunto perche' non rappresentano la cresta, la parte preponderante del mercato o sono pubblicati da case editrici piu' piccole. Salvo, appunto, lamentarsi della mancanza del fantasy adulto italiano.

» postato da dued alle 23:03 del 08-07-2008

46 ««Oddio, ora anche l'accademia della crusca. Preferisco limitare questi cereali al maneggio. Certe spiegazioni da gramatica, non potete mandarle in PM?» Non vedo perché. Se si va a ricercare il pelo dell'uovo in un libro, sezionando frase per frase, ben venga allora una discussione approfondita su ciascun punto, dove sia necessario. Per il tuo intervento, non concordo. Mi pare che in italia ci siano molti autori che pubblicano generi diversi, non solo quelli che hai citato. Magari case editrici piccole, che si possono comunque ordinare in libreria oppure online. Ovvio, se i lettori sono a richiedere per il 98% quel tipo di fantasy e per il 2% Altro, le pubblicazioni rispecchieranno questo mercato. E non ci vedo nulla di male. Francesco» Perchè è noioso. Inoltre, capisco bene che tu non possa concordare con la mia opinione ( è corretto il mio congiuntivo?). Si, ci son autori che non rientrano nella mia classificazione: Marco Davide e Daniele Nadir, ad esempio. Per quanto riguarda le case editrici, grandi e piccole, le conosco: generalmente se dico qualcosa non è per sentito dire. Inoltre, sul 98% di fantasy- spazzatura ( magari utile, ecologica e riciclabile, ma sempre spazzatura) ci trovo Molto di male, specialmente per un autore serio che desidera scrivere nell'ambito di questo genere.

» postato da Kinzica alle 23:03 del 08-07-2008

47 Sostituisco un messaggio che mi e' partito doppio per sintetizzare ulteriormente: - se voglio scrivere fantasy per adulti, trovero' spazio nel panorama attuale che si muove diversamente? - se si', riusciro' a essere letta da questa eventuale minoranza che non ama il genere adolescenziale? - se invece mi snobba a priori, mi spieghera' chiaramente il perche'? - altrimenti, riusciro' a capire cosa non va ancora in quello che scrivo perche' io possa migliorarmi? Al momento non ho risposte.

» postato da dued alle 23:04 del 08-07-2008

48 «Ma è semplice! :D Mi interessa di certo come lettore perché, non so se sei stati di recente in libreria a cercare qualcosa di specifico, negli scaffali dedicati al Fantasy... » Dai su, Mus, se vuoi un libro in qualche modo lo trovi. Tiri le orecchie al libraio oppure lo ordini su IBS. Non mi dire che è impossibile. «M'interessa anche come autore-in-progress, ovvio, perché se i grossi editori viziano l'acqua e i librai si adeguano... che spazio avrà il mio Fantasy senza l'acne? :roll: » A parte che l'acne viene anche in età adulta (quindi fossi in te farei gli scongiuri, sai che smacco morale...), capisco il tuo punto di vista. D'altrone ti ho fatto una lista di cinque-sei autori che pubblicano per adulti con case editrici facilmente reperibili. Non mi pare ci sia una chiusura assoluta, non esageriamo...

» postato da FrancescoFalconi alle 23:07 del 08-07-2008

49 «« Salvo, appunto, lamentarsi della mancanza del fantasy adulto italiano.» Beh, scusami Dued, ma il famigerato "FantasyBabyBoom" è cosa recentissima, è la notizia del giorno, l'attuale ingombro in libreria. :roll:

» postato da un muspeling alle 23:08 del 08-07-2008

50 « Oh, infatti, ecco cosa volevo dire in sintesi (e in sintesi non ci sono riuscita): tutte le volte che sento dire che in Italia non c'e' fantasy per adulti, e si elenca una serie di esempi che non vi rientrano per dimostrare che e' tutto per adolescenti, mi chiedo se qualcuno abbia letto invece questi tentativi diversi. Alla mia domanda diretta, di solito non ho risposta. Mi accontenterei di: si', ho letto questo e questo e quell'altro, e' vero, e' per adulti, ma non mi piace per ... elenco di motivi validi, che possono aiutare a capire, crescere e migliorarsi. Invece al di la' di qualche garbato "mi fa schifo" , pare piuttosto che vengano presi poco in considerazione, o ignorati, snobbati con diffidenza, piuttosto che letti e criticati. Magari appunto perche' non rappresentano la cresta, la parte preponderante del mercato o sono pubblicati da case editrici piu' piccole. Salvo, appunto, lamentarsi della mancanza del fantasy adulto italiano.» C'è anche gente che legge i libri prima di criticarli. Non desidera annoiare nessuno, ma se vuoi ti mando la lista di quelli che ho letto e i pregi/difetti che ho trovato. Ho letto anche il tuo, e lo trovo molto originale come inizio ma in calo sul finale. Cris

» postato da Kinzica alle 23:08 del 08-07-2008

51 No no! Nessuna chiusura Totale, nessuna impossibilità a trovare i testi... e io, volendo, leggo anche in inglese, quindi... Ma è l'andazzo (dopo questa recentissima ondata) a preoccupare... :roll:

» postato da un muspeling alle 23:10 del 08-07-2008

52 « Perchè è noioso. » Ah, concordo. Totalmente. Ma non sono io che viviseziono i libri, ciò viene fatto altrove. Sai dove. « Inoltre, sul 98% di fantasy- spazzatura ( magari utile, ecologica e riciclabile, ma sempre spazzatura) ci trovo Molto di male, specialmente per un autore serio che desidera scrivere nell'ambito di questo genere.» anche Solomon Troy Cassini, un bel libro scritto in maniera egregia come da tempo non mi capitava sottomano. E' vero ciò che dici, sia in Italia sia all'estero sono pubblicati libri di non eccelsa qualità, e non solo di genere fantasy. Ma sono convinto anche di un'altra cosa: se un esordiente scrive veramente un buon libro, prima o poi una pubblicazione la trova. Ok, non sarà la Mondadori perché la Mondadori bla bla bla... bene, sarà un'altra casa editrice. Chi se ne frega. Leggeremo quel libro comunque con immenso piacere.

» postato da FrancescoFalconi alle 23:15 del 08-07-2008

53 ««« Salvo, appunto, lamentarsi della mancanza del fantasy adulto italiano.» Beh, scusami Dued, ma il famigerato "FantasyBabyBoom" è cosa recentissima, è la notizia del giorno, l'attuale ingombro in libreria. :roll:» Ma si', io mi riferivo ad altri aspetti della discussione, insomma, non so piu' come dirlo, facciamo un esempio brutale. Supponiamo che tu venda salsicce in un banchetto. Senti in giro la gente che si lamenta che non si riesce a trovare una salsiccia decente a un prezzo ragionevole. Chiedi espressamente: avrete provato le mie? Ho un banchetto dietro l'angolo, l'ho appena aperto, vorrei un parere. Non ti rispondono. A questo punto: a) hanno sentito l'odore delle tue salsicce, non gli piace, e non vogliono dirtelo per educazione b) in realta' si lamentano ma preferiscono gli hot dog c) se solo tu aggiungessi una salsina particolare accorrerebbero in massa, ma non riuscirai mai a sapere che salsina e'. Spero di aver chiarito. O no?

» postato da dued alle 23:19 del 08-07-2008

54 «Ho letto anche il tuo, e lo trovo molto originale come inizio ma in calo sul finale. Cris» Bene, grazie. E' esattamente di questo che ho bisogno. :wink:

» postato da dued alle 23:20 del 08-07-2008

55 « - se voglio scrivere fantasy per adulti, trovero' spazio nel panorama attuale che si muove diversamente? » Mi pare di sì. Ho citato degli esempi sopra di scrittori per adulti, mi sono ricordato di Asengard (Ceretoli, Cassini etc...), Curcio con Davide e un nuovo per adulti (credo, da ciò che ho letto su libreriuniversitaria) fra poco. « - se si', riusciro' a essere letta da questa eventuale minoranza che non ama il genere adolescenziale? » Donc, capisco il dilemma, ma allora dovresti: 1. cambiare genere (il fantasy resta settoriale) 2. scrivere un libro alla Moccia. « - se invece mi snobba a priori, mi spieghera' chiaramente il perche'? - altrimenti, riusciro' a capire cosa non va ancora in quello che scrivo perche' io possa migliorarmi? » Milena, sono sicuro che hai ricevuto critiche per il tuo romanzo. Anch'io, nel mio piccolo, ti ho fatto presente la mia opinione. Non è facile, lo so, filtrare le critiche affinché possano migliorarci come scrittori. L'editor dovrebbe aiutarti. Insomma, ci si prova, crescere non è facile, nessuno l'ha mai detto. Poi, per tutte le altre risposte, telefonare a Fatima, ore pasti. <img src=:">

» postato da FrancescoFalconi alle 23:22 del 08-07-2008

56 « E' vero ciò che dici, sia in Italia sia all'estero sono pubblicati libri di non eccelsa qualità, e non solo di genere fantasy. Ma sono convinto anche di un'altra cosa: se un esordiente scrive veramente un buon libro, prima o poi una pubblicazione la trova. Ok, non sarà la Mondadori perché la Mondadori bla bla bla... bene, sarà un'altra casa editrice. Chi se ne frega. Leggeremo quel libro comunque con immenso piacere.» Me lo auguro vivamente ^__^. E mi associo alla lettura.

» postato da Kinzica alle 23:24 del 08-07-2008

57 Beh, io ho letto la Rocca dei Silenzi (e anche La Lama Nera che era stato presentato in un modo... stendiamo un velo pietoso... :roll: ) e ne ho parlato altrove. L'ho trovato una prova generosa, da parte di D'Angelo, con dei diversi punti d'ombra, oltre a certe luci e non mi ha soddisfatto del tutto, ecco... :roll: Altri libri attendo di poterli leggere... :roll:

» postato da un muspeling alle 23:25 del 08-07-2008

58 Scusate... esula un po' dall'argomento. «Meta: sono da sempre rea confessa, a me non piace leggere racconti. Che poi esistano racconti bellissimi coe Fiori x algernon è un conto, ma non è che ce ne sta uno a ogni angolo » Eeeeh? Naaaaah! Approccio sbagliato. Cerchi racconti che ti suonino come romanzi. <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> Racconti-racconti bellissimi c'è n'è uno a ogni angolo! :wink: E in ogni caso di racconti bellissimi che - per loro natura intrinseca - sono romanzi potenziali e infatti sono poi spesso stati espansi a romanzi, c'è n'è un mucchio anche in quel caso. (Beffa finale: una volta espansi a romanzi funzionavano spesso meno bene rispetto a quando erano racconti). Questione di abitudine. In quello che dici non c'è a mio parere un fatto oggettivo. Il fatto oggettivo (oggettivo visti i dati di vendita delle antologie), e soggettivamente constatato da me di continuo, è che la gente parla (male, di solito) dei racconti ma non li conosce abbastanza per parlarne (male o bene che ne voglia parlare)! Sì lo so... è un concetto tortuoso. <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> <img src=:"> Fate uno sforzo... fate uno sforzo... non immaginate che gioieli c'è laggiù... basta scavare! :wink:

» postato da metalupo alle 02:06 del 09-07-2008

59 Meta, mi spiace, non attacca <img src=:">, io voglio la giostra col giro lungo e panoramico ;) Okamis: le occasioni di discussione non mancheranno cmq ;) Un Muspeling: se con 'conto vendita' intendi 'conto deposito', in edicola tutto quel che c'è è già in conto deposito.

» postato da Marina alle 11:12 del 09-07-2008

60 «Meta, mi spiace, non attacca <img src=:">» Non deve attaccare. Doveva solo rispondere a una fess... ehm... un equivoco colossale (ossia: esistono pochi racconti belli). :mrgreen: Che poi siano gusti, non ci piove. Quello che mi sorprende è che qui in Italia siano gusti diffusissimi. Esclusivi. :wink:

» postato da metalupo alle 11:57 del 09-07-2008

61 Fantasy italiano o non fantasy italiano. Ci ho provato una volta. Storia originale, scrittura grammaticalmente corretta, ma scritto con un tono così piatto e insipido ...che mi è bastato. Finchè vedrò nei retro di copertina o in commenti sparsi frasi come "in grado di competere con autori stranieri" e via con l'elenco degli autori ma tutto poi rimane nell'"orticello" italiano, io mi prendo il beneficio del dubbio. Non sono una di quelle che siccome sono Italiana devo favorire gli italiani. Leggo per piacere e non per campanilismo. Mi informo sui siti letterari, leggo le recensioni, leggo i commenti, non ultimo guardo il prezzo e poi decido. Ad oggi sono pochi gli italiani ad avermi incuriosita. E' anche vero che ultimamente mi viene anche un po' di allergia se leggo di terre libere minacciate dall'oscuro malvagio difese da un manipolo di eroi - prescelto/a+mago/a+elfo/a+umano+creatura inventata che assomiglia a un hobbit/kender ma con un nome diverso+mezzicosi - con il talismano del potere :?

» postato da Melian alle 12:04 del 09-07-2008

62 «« - se voglio scrivere fantasy per adulti, trovero' spazio nel panorama attuale che si muove diversamente? » Mi pare di sì. Ho citato degli esempi sopra di scrittori per adulti,» Ehm, grazie delle risposte, ma in una certa misura erano domande retoriche. :roll: Se me le ponessi e le ponessi agli altri letteralmente in questi termini mi riterrei un'autentica sprovveduta. Non solo, se aspettassi le risposte per decidere se scrivere o no e come scrivere, sarei un'allocca. Stavo solo semplificando per dire che, al di la' giustamente di critiche e giudizi che aiutano, al di la' di sapere in partenza che non stiamo parlando del mercato di moccia, percepisco ancora un certo ermetismo del settore a cui mi dovrei rivolgere, e che non riesco a scardinare. Insomma, non riesco a capire cosa hanno di buono le mie salsicce e cosa non va. :)

» postato da dued alle 12:07 del 09-07-2008

63 Articolo ben fatto, complimenti! Sn d'accordo sul fatto della mancanza di originalità e forse bisognerebbe incominciare a staccarsi dal già visto e ritrito " fantasy classico". Aprisi a nuovi scenari, guardare oltre. So bene che non è una cosa facile, ma vale la pena provare. Così forse il piccolo orticello si trasformerò in un grande giardino, pieno di mille e colorati fiori.

» postato da Tyguan alle 12:11 del 09-07-2008

64 « Un Muspeling: se con 'conto vendita' intendi 'conto deposito', in edicola tutto quel che c'è è già in conto deposito.» Uhm... ok, grazie per l'informazione! :D Lavori da fare, ancora, ce n'é, tempo per indagare, pure. Il resto, si vedrà :roll:

» postato da un muspeling alle 12:35 del 09-07-2008

65 «Fantasy italiano o non fantasy italiano. Ci ho provato una volta. Storia originale, scrittura grammaticalmente corretta, ma scritto con un tono così piatto e insipido ...che mi è bastato. Finchè vedrò nei retro di copertina o in commenti sparsi frasi come "in grado di competere con autori stranieri" e via con l'elenco degli autori ma tutto poi rimane nell'"orticello" italiano, io mi prendo il beneficio del dubbio. Non sono una di quelle che siccome sono Italiana devo favorire gli italiani. Leggo per piacere e non per campanilismo. Mi informo sui siti letterari, leggo le recensioni, leggo i commenti, non ultimo guardo il prezzo e poi decido. Ad oggi sono pochi gli italiani ad avermi incuriosita.» Ecco, questo mi sembra un tipico onesto parere di chi, nella mia metafora :wink: , dice: salsicce? no, grazie, sono stata male un paio di volte dopo aver mangiato salsicce avariate, adesso non sono tanto propensa a mangiarne di nuovo. Ce ne saranno anche di buone, ma non mi fido. «E' anche vero che ultimamente mi viene anche un po' di allergia se leggo di terre libere minacciate dall'oscuro malvagio difese da un manipolo di eroi - prescelto/a+mago/a+elfo/a+umano+creatura inventata che assomiglia a un hobbit/kender ma con un nome diverso+mezzicosi - con il talismano del potere :?» Ecco, a questo punto chiedo e mi chiedo, e non e' una domanda retorica ne' provocatoria ne' promozionale, ma solo curiosita': in quello che sto scrivendo attualmente, non ci sono eroi, ma antieroi, tutti umani, con varie debolezze e difetti anche gravi (spero non resi in modo caricaturale) che agiscono spinti da necessita'. Piu' che un mondo da salvare ve ne sono diversi, e in contrapposizione fra loro, cioe' salvare l'uno significa condannare l'altro. La difficolta' sta nella ricerca dell'equilibrio. Ci son forze oscure contrastanti, magie e entita' varie, ma piu' che rappresentare un bene o un male assoluto rappresentano anch'esse, appunto, il proprio interesse, contrapposto ad altri, e spesso in modo ambiguo o non chiaro. Anche chi si mostra vigliacco o traditore ha una giustificazione, chi ha poteri di qualche tipo non e' essere superiore, e chi si comporta in modo eroico lo fa casualmente, e magari e' quello che meno ti aspetteresti, come accade del resto anche nella realta'. L'ambientazione non si limita alla classica medioevalita', ma spazia anche attraverso regni con caratteristiche particolari e molto diverse. Capisco che detto cosi' significa poco, ma uno scenario del genere potrebbe avere qualche elemento di interesse per qualcuno? Risposte non necessarie, specie se del tipo si', no, bah, ma gradite :wink: .

» postato da dued alle 13:48 del 09-07-2008

66 «la regola! Quindi l'eroe alto, bello con tutti i gradi e le stellette <img src=:"> non è DI PER SE' un vizio di genere (del resto gli elfi di Tolkien non sono una super razza?). Che poi una trama possa essere più accattivante e uno spessore psicologico più denso umanizzadolo un po' può essere anche un buon trucco ma non è L'UNICA RICETTA per un fantasy!

» postato da Marina alle 14:01 del 09-07-2008

67 « potrebbe avere qualche elemento di interesse per qualcuno? Risposte non necessarie, specie se del tipo si', no, bah, ma gradite :wink: Io ti rispondo a questa domanda dicendoti che della tua "salsiccia" Il Dominio della Regola ho gradito molto l'inizio, perché era scritto bene (come prosa intendo), e aveva quella originalità che mi suscitava interesse ma anche emozione, insomma, non era solo originale nel tema, ma anche nel...(non riesco a trovare una parola adatta), nel modo in cui la musica era suonata insomma, nell'interpretazione. Comprerei subito un altro libro scritto così, come la prima parte. Nella seconda però mi è sembrato che tu cercassi di rientrare nel "pubblicabile" e a me è scemato l'interesse (una notte per leggere la prima parte, una settimana per la seconda). Di questo altro libro (in progress mi pare di capire), messa così, è difficile dirlo, ma non sento la stessa energia che sentivo nella prima parte del Dominio della Regola, mi sembra più "inquadrato" sebbene in un inquadramento che va in maniera dichiarata controcorrente. Forse però venderà di più. Forse proprio per questo. Credo che in fondo il mercato e le sue leggi siano quelle di sempre, nell'editoria come in ogni altro campo. Nell'editoria, è l'autore che deve decidere se ha fame di essere pubblicato e a tal fine accetta il compromesso imposto da quelle leggi o se ha fame di scrivere quello che ha dentro indipendentemente dal risultato di pubblico. Insomma se l'autore decide di farne un lavoro, mi pare che il compromesso con la legge del momento sia inevitabile per quanto avvilente, se lo vive solo come arte, può scegliere ed esprimersi come meglio crede. Lo stesso credo valga per gli editori, più diventa un lavoro più è difficile scegliere con il cuore soltanto. Per il lettore, che in questo gioco è una figura un po' passiva, mi pare esistano comunque delle alternative, sebbene anche a me piacerebbe vedere i termini dell'offerta rovesciati nella percentuale tra prodotti di marketing selvaggio e perle di nicchia. Ecco, dopo tanto leggere i commenti del forum, ho detto la mia Ciao a tutti Barbara Gisolo

» postato da BARBAGI alle 14:21 del 09-07-2008

68 ««[in quello che sto scrivendo attualmente, non ci sono eroi, ma antieroi, tutti umani, con varie debolezze e difetti anche gravi (spero non resi in modo caricaturale) che agiscono spinti da necessita'. : .» scusate vorrei far notare una cosa a questo proposito: cerca che ti ricerca il pelo nell'uovo, stiamo incorrendo nel 'difetto' opposto, cioè la ricerca dell'eroe imperfetto (o antieroe che dir si voglia), sfigato e coi denti cariati a tutti i costi. ...» No, no, apprezzo l'osservazione e la trovo sensata. Poi ho dovuto generalizzare e capisco che e' difficile spiegare, ma io non mi divertirei a scrivere (e quindi presumo molti a leggere) di antieroi a tutti i costi. Dicevo solo che ho messo alcuni personaggi un po' piu' umani, ma non mancano anche quelli con caratteristiche piu' "fiabesche", e anzi, le due storie e i due mondi fanno un po' da contrappunto. Uff, non riesco a spiegarmi proprio in questi giorni. :roll:

» postato da dued alle 14:24 del 09-07-2008

69 «scusate vorrei far notare una cosa a questo proposito: cerca che ti ricerca il pelo nell'uovo, stiamo incorrendo nel 'difetto' opposto, cioè la ricerca dell'eroe imperfetto (o antieroe che dir si voglia), sfigato e coi denti cariati a tutti i costi. Dimenticando che il fantasy figlia cmq dalla fiaba, dove l'archetipo rigido come uno stoccafisso e in bianco e nero è la regola! Quindi l'eroe alto, bello con tutti i gradi e le stellette non è DI PER SE' un vizio di genere (del resto gli elfi di Tolkien non sono una super razza?). Che poi una trama possa essere più accattivante e uno spessore psicologico più denso umanizzadolo un po' può essere anche un buon trucco ma non è L'UNICA RICETTA per un fantasy!» Proprio perchè non è l'unica ricetta mi (ci?) piacerebbe vedere qualcosa di diverso ogni tanto. E di novità ne vedo ben poche ora come ora (ed è un "ora" che purtroppo dura già da alcuni anni), e la maggior parte (anzi, la strangrande maggioranza) la vedo arrivare tutta dall'estero. Questo almeno nel "fantasy canonico", quello a cui mi sento più affezionato. Per quanto riguarda il fantastico inteso in senso più lato mi consolo con i nostri Evangelisti, Benni (anche se in verità farlo entrare nel campo del fantastico non è correttissimo) e Baricco.

» postato da Okamis alle 14:25 del 09-07-2008

70 @Dued: mi rendo conto che la risposta non è delle più intelligenti e pertanto suona insoddisfacente però è...non so :oops: Sono anche il peggior soggetto da prendere come riferimento per quanto riguarda le letture fantasy. Se faccio un riassunto della fantasy che ho letto di recente si passa da dei che camminano in mezzo agli uomini nell'america di oggi; a un tizio che cade nella metropolitana di Londra abitata da un angelo e altre creature strane; a uno scienziato ha per amante una donna-formica e che deve scoprire il segreto di creature mostruose che si nutrono di incubi; a due gemelli morbosamente attaccati a caccia di una creatura sottomarina; fino a una cortigiana con tendenze masochistiche in mezzo ad intrighi politici. Il tutto senza elfi, draghi, poco scontro bene/male, e con molta poca magia.

» postato da Melian alle 14:28 del 09-07-2008

71 Grazie, Barbara. :) O.K. , grazie anche a Melian, mi sa che ho capito il genere, e al momento non e' il mio. :wink: Al momento, almeno. Continuo ad avere prove che non riesco a spiegarmi come vorrei. (Sta diventando una lagna) Capisco che per come l'ho messa giu' sembra che volessi dire: scusi, per il grosso mercato, vado bene da quella parte? :wink: Ma non era esattamente cosi'. Sto scrivendo non in un ottica piu' commerciale, ma piu' aderente a come mi sento, cercando di evitare i disagi e i dubbi provati in alcuni passaggi del Dominio. Nella mia idea, pur inserendo alcuni personaggi piu' realistici (ma alternati con altri differenti e con differenti scenari), vorrei mantenere proprio quel tipo di narrazione che era presente nella prima parte. va be', mi sa che vado a scrivere e basta, e' meglio, se no qui annoio anche i sassi.

» postato da dued alle 14:34 del 09-07-2008

72 «[ Proprio perchè non è l'unica ricetta mi (ci?) piacerebbe vedere qualcosa di diverso ogni tanto. .» Mi va bene, benissimo, se me lo metti come una questione di gusto. Non mi va invece bene se me la imponi come criterio oggettivo come fanno alcuni, dando addosso a eroi-eroi perché costruiti appunto come tali e dunque 'non credibili'. Questa, se si parla di caratteristiche di genere, è allora un scemenza colossale, detta da sprovveduti che dei canoni del genere conoscono ben poco e finiscono per fare mischioni di tutto. Torno a ripetere, gli elfi di Tolkien sono degli stoccafissi a parte la figlia di Elrond. Elrond stesos l'ho sempre trovatoe stremamnete antipatico, proprio perché il concetto di 'sympathy' non sa dove stia di casa. Non indugia in tratti umanizzanti, è un archetipo stoccafisso fatto e finito, sta lì nel suo solco mentale e non si muove. Tuttavia, per qulela che è la sua funzione, sta benissimo dove è e al'interno di essa è perfettamente 'credibile'. Stesso dicasi per i grantici Legolas e Gimli. Ma forse dimentico che per alcuni de 'critici' suddetti anche Tolkien è noioso :roll: Milena, non preoccuparti, il tuo era solo uno spunto per un discorso più in generale ;)

» postato da Marina alle 14:36 del 09-07-2008

73 Pensadoci bene mi correggo: anche 'nonna' Galadriel non è un'elfa stoccafisso. Però siam sempre e solo a due contro quanti? eppure il romanzo non ne soffre.

» postato da Marina alle 14:40 del 09-07-2008

74 «Pensadoci bene mi correggo: anche 'nonna' Galadriel non è un'elfa stoccafisso. Però siam sempre e solo a due contro quanti? eppure il romanzo non ne soffre.» C'è anche Glorfindel :wink:

» postato da Melian alle 14:48 del 09-07-2008

75 Io sono un'ottimista a oltranza e non posso non vedere positivo il movimento e l'interesse che comincia ad esserci intorno al fantasy italiano. Perchè è vero che l'orticello è ancora piccolo, però paragonarlo all'immensa piantagione d'oltreoceano lo fa avvizzire per complesso d'inferiorità. Sarebbe bellissimo avere anche in Italia quei dieci-quindici autori originali, fenomenali e superprolifici capci di regalarci grandi saghe, ma la nostra realtà è semplicemente troppo piccola per riuscirci. Un autore italiano, avesse anche decine di idee originali, per poterle mettere su carta dovrebbe dedicarsi solo a quello. I grandi nomi esteri che vengono citati continuamente sono nomi di gente che vive di scrittura, e in Italia chi potrebbe farlo? Un autore che pubblica tre-quattro romanzi è già 'un nome', ma oltre a quello deve anche sopravvivere... insomma, non credo che si possa paragonare il panorama italiano con quello estero, soprattutto per una narrativa di nicchia come quella del fantasy. Nonostante questo, credo che si stia finalmente smuovendo qualcosa, e che basterebbe una spinta piccola piccola da parte delle case editrici per riuscire, quando la moda sarà passata, a regalare al fantasy un bello spazietto sicuro in libreria. Il pubblico sembra stufo dei soliti clichè, chiede altro... perchè tanta paura da parte delle case editrici di dare quest'altro? E' questo che non capisco. Per la mia esperienza, solo due anni fa non mi sarei mai sognata di mandare il mio manoscritto a qualcuno, proprio perchè pensavo che non avesse la minima possibilità di piacere a chicchessia... niente quest, niente paladini, niente draghi, niente elfi, niente Luce contro Tenebre. Invece quelli che pensavo fossero difetti che avrebbero reso il mio libro una robetta destinata a farlo rimanere 'tra amici' non vengono considerati tali (ce ne sono altri :D). Non voglio dire di aver scritto chissà che opera memorabile, però mi dà molto da pensare il fatto che nessun lettore, e dico veramente nessuno, si sia lamentato della mancanza di pressochè tutti i clichè narrativi propri del genere. Alla fine il mio neurone può concludere soltanto una cosa: che i tempi sono maturi per un avvento del fantasy italiano, siamo proprio lì. Ora manca soltanto un George Martin o una Marion Z. Bradley italiana che lo consolidi in modo definitivo, coadiuvato/a da una casa editrice che lo lanci a dovere, insieme ai principali esponenti italiani del genere. Dopodichè è fatta. Facile eh? <img src=:">

» postato da § promethea § alle 15:36 del 09-07-2008

76 Articolo interessante, non c'è dubbio... Provo a riallacciarmi ad alcuni argomenti discussi nel thread: 1) Originalità: io la reputo UNA delle caratteristiche potenziali di un romanzo (di qualsiasi genere). La qualità di un romanzo può dipendere dalla sua originalità ma non necessariamente. Si possono rivisitare archetipi, o li si possono semplicemente integrare in un'architettura che brilli per altri fattori. Inoltre, parlando di fantasy, originale può essere l'ambientazione, o magari i personaggi al suo interno, o ancora la storia. Io trovo che la resa di un romanzo si debba in generale a una sinergia di fattori, non necessariamente (può accadere, certo) allo sfruttamento di uno specifico di essi. Detto questo, le scopiazzature non piacciono a nessuno, men che meno a me (chiedo venia per l'allitterazione...). :wink: 2) Fantasy per ragazzi: il baby-boom è fenomeno recente, di cui si è discusso in questo stesso forum esaustivamente. Non starò qui a riprendere tutte le fila del discorso, mi limito a dire che si tratta di business e il business se ne sbatte di (quasi) tutto e tutti. Mi piange il cuore a dirlo, ma cercare di analizzarlo tramite il filtro delle nostre passioni e aspettative è esercizio sterile, destinato al fallimento. Baby-boom a parte, è indubbio come il fantasy per ragazzi (bambini e adolescenti) sia quello che oggi vada per la maggiore. Non è il mio di genere (come scrittore e come lettore) ma non per questo ci trovo niente di sbagliato, anzi. Apprezzo un adulto capace di scrivere un solido libro per ragazzi, e ritengo che un simile lavoro costituisca una pietra d'angolo importante nelle fondamenta del lettore in erba. Quel che m'intristisce è il constatare come il dilagare di certo fantasy adolescenziale abbia determinato, in generale, l'assimilazione dell'intero genere ad un prodotto buono solo per i ragazzini. E' una prospettiva orba sul fantasy, una vista parziale su una sola delle sue componenti. Un vero peccato. 3) Io scrivo fantasy adulto. In corso di pubblicazione, quel che ho già concluso; in corso di stesura, quel che a tutt'oggi produco. Non ho difficoltà a fare miei i dubbi e le questioni di Milena. Il mercato mi avvantaggia? Il pubblico è ricettivo in rapporto a quel che gli propongo? In ultima analisi, mi sono reso conto che, almeno per me, la risposta è molto semplice: non lo so e se anche lo sapessi non cambierebbe nulla. Perché non scrivo su commissione ma per pura e semplice passione. Non è che non abbia l'aspirazione a vendere il più possibile, ovviamente, ma non ne faccio un criterio al momento di mettere la penna sul foglio. Scrivo quel che mi piace e vivo la speranza che possa piacere anche a chi lo leggerà. Punto.

» postato da LotharB alle 16:11 del 09-07-2008

77 Torno indietro di qualche passo circa il discorso delle conventions. «E' proprio questo il punto. Gli appassionati di fantascienza si muovevano per dirigersi alle Italcon spinti dalla voglia, soprattutto, di incontrarsi fra loro e di condividere la passione. Di fatto erano loro gli animatori delle Convention. Adesso invece ci aspettiamo il grande nome. Non vedo molta passione tutto ciò » Io la mia passione per il fantasy la condivido già qui su FantasyMagazine o su altri siti letterari. La mia passione per gli autori la sfogo, se possibile, andando a incontrarli in occasione di qualche evento. Nelle manifestazioni americane sia dedicate al fantasy che alla fantascienza i grandi nomi non mancano mai: del resto sono quelli che fanno da collettore. Poi se quest'anno il Delos Day è di nuovo a Milano anche senza grandi nomi ci posso venire per incontrare gli altri forumisti e il Mago; ma se si parla di convention con tutti i crismi gli ospiti ci devono essere. Del resto non mi sembra che al festival della letteratura di Mantova ci vadano solo i lettori a fare salotto e condividere la loro passione per la lettura. E, quardando anche sul sito dell'Italcon, gli ospiti, nazionali e internazionali, non mi sembra che manchino.

» postato da Melian alle 16:39 del 09-07-2008

78 Vorrei spendere due parole riguardanti il fantasy per adolescenti e il fantasy per adulti. Temo che un simile tentativo di categorizzare possa creare problemi eccessivi nei confronti di romanzi che difficilmente possono rientrare in una categoria di questo tipo. Penso a Estasia 2 di Falconi. E' per adolescenti? Mi vengono dei dubbi. Indubbiamente è più adulto del primo ma, soprattutto nel finale, vira velocemente verso una fascia di lettori più adulta dei destinatari del primo. Ma l'intera struttura del secondo volume richiede un lettore attento e capace di seguire la trama non solo nei suoi vicoli, bensì nel senso che vi è sotteso. Più di una volta mi sono chiesto, leggendolo, se fosse un fantasy per ragazzi. La risposta, a mio parere, non è così pacifica. Faccio un altro esempio, per quanto ancora non sia nelle librerie. Il mio "Storia di Geshwa Olers" è composto di sette volumi. I primi due per breve periodo hanno circolato in rete. Ma chi li ha letti si sarà accorto di come il destinatario cresce. Ma al di là di questo, gli ultimi volumi saranno chiaramente rivolti a un pubblico adulto. A ben guardare, anche il primo volume - dal mio punto di vista che, ovviamente, è un po' inficiato essendone l'autore - non è prettamente destinato ai ragazzi. Alle spalle di quel volume - apparentemente e volutamente fiabesco - c'è un teorizzare sulla natura della fiaba stessa che forse esula dalle capacità di un adolescente... Questo semplicemente per dire che continuare a usare queste categorie alla lunga impedisce il riconoscere determinati pregi di opere che non sono state pensate per forza di cose per i ragazzi. Immagino che quando Falconi ha scritto Estasia non si sia messo a pensare: come posso scrivere un romanzo che sia adatto ai ragazzi? Lui semplicemente ha scritto qualcosa che aveva dentro. Così come ho fatto io scrivendo di Geshwa. Che poi la forma possa essere adatta a dei ragazzi è un altro paio di maniche. Avanzo un'altra ipotesi di cui finora non ho letto: e se ciò che è adatto ai ragazzi fosse adatto anche agli adulti? Se "Lo Hobbit" è stata giudicata la miglior favola per bambini del '900 ma risulta adattissima anche agli adulti per la ricchezza tematica ad esso sottesa, come la mettiamo in Italia? Per forza dobbiamo continuare a parlare di fantasy per ragazzi? Che esso esista e sia riconoscibile in determinati romanzi è fuor di discussione, ma che si debbano ricondurre i romanzi di questa recente fioritura tutta italiana forzatamente in simili categorie mi sembra quanto meno ingiusto. In Guardia!

» postato da guardia alle 16:46 del 09-07-2008

79 Eccomi: sono il lettore di Fantasy, il Consumatore. Quali sono gli elementi che mi spingono all'acquisto? Primo elemento: LA CONFEZIONE ! Una bella copertina e una bella quarta di copertina, lo ammetto, mi seducono tremendamente. E qui cominciano i guai per certa Fantasy italiana, quella degli editori minori. Anzi, per dirla tutta i guai cominciano col fatto che molti libri non sono sugli scaffali per nulla. A parte questo, i libri di certe case editrici sembrano stereotipati, copertine tutte uguali, non mi invogliano per niente => eliminati ! Qualche casa minore ha successo invece nel presentarmi una confezione valida. Ma è più l'eccezione che la regola. Secondo elemento: la Casa Editrice Se è della Nord... bè la Nord pubblica bella roba, di solito. La Mondadori. La Salani... e anche altre. Se il libro è di una casa nota, se ha una bella confezione, che l'autore sia italiano o straniero, qualcuno dietro "che ci capisce" l'avrà letto, no? Terzo elemento: IL PREZZO ! Lavoro su turni, non guadagno poi questo granché, sto comprando la casa, quindi sono relativamente al verde. La benzina è alle stelle, la spesa al supermercato pure... devo fare economia ! Licia Troisi... costa poco, c'è in economica => la prendo. Chiara Strazzulla... 20 Euri => la lascio lì. Quarto elemento, ma che facilmente diventa il primo per importanza: l'esperienza. Se conosco l'autore/autrice posso spendere anche di più perché so che merita. Se non lo so, non lo faccio. Se la casa editrice mi ha dato dei buoni libri, le posso accordare la mia fiducia. Se spezza i libri e mi prende in giro economicamente l'abbandono. Fanucci è riuscita a perdermi come lettore di Robin Hobb. La Hobb ormai si vende praticamente da sola, ma quanto sono pasticcioni e disonesti? Come lettore, cerco la qualità. Ma la qualità non si conosce a priori. A me piacciono i fantasy giovanili fatti bene. E mi piacciono i fantasy per adulti fatti bene. I libri fatti male o scopiazzature non mi piacciono. Sono tanto lontano dal vero se dico che un altro lettore ricerca le mie stesse cose? Ho letto un paio di libri fantasy italiani, davvero belli. A differenza di Melian, per esperienza, ora ho più fiducia nella fantasy italiana di quanta ne avessi un tempo. Come direbbe Dued, qualcuno mi ha dato da assaggiare della buona salsiccia. Però richiedo agli editori: - che i libri siano stampati (anche dai signori Editori Importanti) - che siano visibli e accattivanti sugli scaffali - che il loro prezzo non sia eccessivo :!: - che i libri siano di buona qualità Se gli Editori mi danno questo io sono loro cliente, per gli italiani come per gli stranieri. Ma perché, un esempio per tutti, Antonia Romagnoli, non dovrebbe essere stampata da una casa editrice importante e a un prezzo valido? Scrive benissimo !!! Editori italiani, siate più coraggiosi !!!

» postato da Incantatore dalle 9 vite alle 18:02 del 09-07-2008

80 @ Guardia: Giustissime osservazioni, Guardia. Tra l'altro ho da poco letto il secondo volume di Estasia (Francesco, preparati, ho una domanda da porti nei prossimi giorni XD) è condivido riguardo la leggera, ma visibile svolta della serie. Tuttavia, tranne questa parziale eccezione (più unica che rara) non vedo in Italia ancora libri capaci di relazionarsi a entrambi i pubblici (giovane e adulto), ma soprattutto di proporre tematiche accattivanti per entrambi. Hai nominato, giustamente, Lo hobbit. Io ci aggiungerei "La storia infinita" di Ende. @ Incantatore: Ho letto il tuo commento in fase di scrittura. Condivido appieno le tue osservazioni e il tuo invito agli editori italiani. @ Dued: Io sarei vegetariano. Ecco perchè non vado dai venditori di salsiccie XD Io sono alla ricerca dell'insalata di riso, che è molto più varia :wink:

» postato da Okamis alle 18:12 del 09-07-2008

81 Sul problema di un Fantasy per ragazzi o per adulti: Attenzione Attenzionissima a non far confusione! C'è un Fantasy scritto pensando agli adolescenti, ma scritto da adulti, io lo definirei (senza con questo mettere paletti) "Di crescita", e un Fantasy per ragazzi scritto da ragazzi, che definirei (idem come sopra, ma con più certezze) "Identitario". Poi ci sono i Fantasy per adulti alla Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, come quelli di Erikson alla Caduta di Malazan. Per coniugare la differenza in italiano: adulto alla "Rocca dei Silenzi" di D'Angelo e adulto a... a che? Mah... non ho letto i libri giusti per dirlo... :roll: ... ma altri autori italiani li leggerò, non ne ho dubbi. Il FantasyBabyBoom in questione è di tipo "identitario" e il timore nasce proprio da questo: l'asciugarsi degli spazi per scrivere anche storie con protagonisti "giovincelli", diciamo, ma che affrontono il mestiere della vita, il crescere, invece del devastare interi pianeti piangendosi addosso perché sono soli e incompresi... :roll:

» postato da un muspeling alle 18:20 del 09-07-2008

82 Fabrizio, gli spunti che offri all'argomento meriterebbero un approfondimento che, temo, rischierebbe di portare off-topic la discussione. Io ritengo che le categorizzazioni spesso siano pura formalità, destinate a soccombere sotto la spinta multiforme dei gusti dei lettori. Malgrado ciò, il lettore stesso ha bisogno di essere minimamente orientato. Io credo che un buon libro per ragazzi possa offrire un livello superiore di lettura accessibile da un lettore più adulto. Il Piccolo Principe ne è un esempio lampante, potrei citarne altri cento. Non è d'altro canto un requisito necessario. Un libro per ragazzi potrebbe essere stato scritto semplicemente per ragazzi, e questo non ne lederebbe, per come la vedo io, la dignità. Un libro indirizzato a degli adulti, invece, tenderà ad essere più ostico o meno adeguato ai più giovani. Il confine è labile, io stesso fatico a tracciarlo per il mio romanzo. Lo definisco per adulti ma fra questi includo gli adolescenti. Dipende poi dal grado di maturità, dalla sensibilità a determinati temi, dalla facilità con cui si digerisce un certo stile. Ma un ragazzino che s'avvicina a Martin dovrebbe avere un'idea almeno vaga del fatto che non si tratta di Harry Potter. Viceversa, se tu sei interessato a leggere un romanzo alla Altieri, è giusto che non ti si induca a comprare l'ultimo della Troisi. Io, te, Francesco e (quasi, immagino) tutti gli altri abbiamo scritto quel che ci sentivamo di scrivere. Ma il lettore deve sapere che se da un lato le categorie rigide non hanno senso d'esistere, dall'altro un orientamento sarebbe onesto fornirlo. Ma, in fin dei conti, non mi sembra di avere espresso un pensiero così diverso dal tuo. :wink: PS: Le Case Editrice non la pensano come noi... loro l'occhio alle categorie lo strizzano eccome... seguono le analisi di mercato... forse non varrà per scrittori esordienti come noi, ma quando sei più famoso non è affatto raro che ti si chieda che strada imboccare...

» postato da LotharB alle 18:39 del 09-07-2008

83 « Apprezzo un adulto capace di scrivere un solido libro per ragazzi, e ritengo che un simile lavoro costituisca una pietra d'angolo importante nelle fondamenta del lettore in erba. » Ehm... non ho capito peché deve essere una pietra d'angolo nelle fondamente del lettore in erba. Se un lettore in erba deve leggere un romanzo per ragazzi, uno adulto che fine deve fare? Proust? In tal caso mi sento un minorato mentale. E non concordo. Ok sul concept "de gustibus", anch'io non leggo alcuni generi perché non sono nelle mie corde, ma mi sembra limitativo (se non sbagliato) dire che i libri per ragazzi sia fondamentali solo per un lettore alle prime armi. Ma forse ho frainteso il senso. « Penso a Estasia 2 di Falconi. E' per adolescenti? Mi vengono dei dubbi. Indubbiamente è più adulto del primo ma, soprattutto nel finale, vira velocemente verso una fascia di lettori più adulta dei destinatari del primo. Ma l'intera struttura del secondo volume richiede un lettore attento e capace di seguire la trama non solo nei suoi vicoli, bensì nel senso che vi è sotteso. Più di una volta mi sono chiesto, leggendolo, se fosse un fantasy per ragazzi. La risposta, a mio parere, non è così pacifica.» Donc, avevo avvertito che Estasia2 sarebbe stato diverso, e non tutti hanno apprezzato il cambiamento. Temi come il suicidio, la pena di morte, i fanatismi religiosi o altro, seppure velati nel libro, possono far storcere il naso. Un finale che NON è un happy ending, fa storcere il naso. Fino alle minacce (nel senso buono del termine) che ho ricevuto alle presentazioni per illo defunto. Ora pro nobis. « Immagino che quando Falconi ha scritto Estasia non si sia messo a pensare: come posso scrivere un romanzo che sia adatto ai ragazzi? Lui semplicemente ha scritto qualcosa che aveva dentro. » Essenzialmente E1 è stato scritto quando avevo 14 anni e non ho avuto la maturità di aggiustare il tiro e uniformare il volume, lo ammetto. Maturità che non ritengo di aver ancora raggiunto, ma che ci sto lavorando passo dopo passo, con il prossimo Prodigium e poi Estasia3. E3 sarà ancora diverso da E2, un'altra svolta. Ma non lo faccio appositamente, scrivo i libri in modo istintivo e naturale. Non ho mai progettato a tavolino un'evoluzione della saga e non mi sono chiesto se il cambiamento è commercialmente sbagliato. E non so se sia un bene o un male. Sul mio sito c'è un pezzo di estasia2 sulla follia di Beltane che ho tagliato, in quanto l'ho ritenuto troppo forte. Ovvio, devo comunque mantenere un equilibrio in fase di riediting. Se uno scrittore si costringe a seguire una linea non sua è un fallimento totale. « Tra l'altro ho da poco letto il secondo volume di Estasia (Francesco, preparati, ho una domanda da porti nei prossimi giorni XD) è condivido riguardo la leggera, ma visibile svolta della serie. » Preparato, più o meno. « Attenzione Attenzionissima a non far confusione! C'è un Fantasy scritto pensando agli adolescenti, ma scritto da adulti, io lo definirei (senza con questo mettere paletti) "Di crescita", e un Fantasy per ragazzi scritto da ragazzi, che definirei (idem come sopra, ma con più certezze) "Identitario". Poi ci sono i Fantasy per adulti alla Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, come quelli di Erikson alla Caduta di Malazan. Per coniugare la differenza in italiano: adulto alla "Rocca dei Silenzi" di D'Angelo e adulto a... a che? Mah... non ho letto i libri giusti per dirlo... :roll: ... ma altri autori italiani li leggerò, non ne ho dubbi. » Gut, qui si apre uno scenario infinito, la classificazione dei romanzi fantasy in ragazzi, young adults o adulti. Un baratro direi, e ci sarebbe da discutere a fondo sui leit motiv che vanno a discriminare un libro per adulti da uno per ragazzi. Stile? Scene di sesso? violenza? Concetti non facilmente digeribili? Le motivazioni sono tante, e concordo anche sul punto di vista di Mus. Infine esiste una categoria definita "cross over", a cui appartengono libri che possono essere letti in diverse fasce d'età, i.e. dai ragazzi delle medie agli adulti quarantenni. Per esempio, perché definire un Giannone o una Romagnoli per adulti? Non possono essere letti tranquillamente a 14 anni senza creare scompensi emotivi? Invece sconsiglierei a un ragazzo di 14 anni di leggere Martin o Altieri.

» postato da FrancescoFalconi alle 19:10 del 09-07-2008

84 «« Apprezzo un adulto capace di scrivere un solido libro per ragazzi, e ritengo che un simile lavoro costituisca una pietra d'angolo importante nelle fondamenta del lettore in erba. » Ehm... non ho capito peché deve essere una pietra d'angolo nelle fondamente del lettore in erba. Se un lettore in erba deve leggere un romanzo per ragazzi, uno adulto che fine deve fare? Proust? In tal caso mi sento un minorato mentale. E non concordo. Ok sul concept "de gustibus", anch'io non leggo alcuni generi perché non sono nelle mie corde, ma mi sembra limitativo (se non sbagliato) dire che i libri per ragazzi sia fondamentali solo per un lettore alle prime armi. Ma forse ho frainteso il senso. » Non hai frainteso il senso, Francesco, forse sono stato io a renderlo incompiuto. Confermo che, a mio avviso, un romanzo per ragazzi dovrebbe poter gettare le fondamenta dell'amore e della cultura e dell'interesse alla lettura a favore di chi (presumibilmente) ha da poco iniziato ad impilare romanzi sui propri scaffali. Però nel mio secondo intervento aggiungo, a complemento, che "Io credo che un buon libro per ragazzi possa offrire un livello superiore di lettura accessibile da un lettore più adulto. Il Piccolo Principe ne è un esempio lampante, potrei citarne altri cento. Non è d'altro canto un requisito necessario. Un libro per ragazzi potrebbe essere stato scritto semplicemente per ragazzi, e questo non ne lederebbe, per come la vedo io, la dignità." Ecco, letto così il concetto esprime appieno il mio punto di vista. Riassumo: un buon libro per ragazzi può essere o soltanto indirizzato a loro oppure offrire una valida, più approfondita lettura anche a chi è cresciuto. Quest'ultima condizione può venire meno (per scelta deliberata dell'autore, nel caso ideale) e avremo tra le mani un romanzo per soli ragazzi. Ma è una scelta, molti altri autori preferiscono il doppio livello. La prima invece non può, perché è condizione necessaria al genere, de facto. La mia citazione del Piccolo Principe, libro che adoro, voleva esemplificare il concetto. Che non mi sembra contrastare con il tuo, Francesco. Ma forse sono io ad avere inteso male. :wink:

» postato da LotharB alle 20:51 del 09-07-2008

85 Ah, adesso ho capito il senso. Pardòn per l'equivoco.

» postato da FrancescoFalconi alle 21:03 del 09-07-2008

86 « @ Dued: Io sarei vegetariano. Ecco perchè non vado dai venditori di salsiccie XD Io sono alla ricerca dell'insalata di riso, che è molto più varia :wink:» Ak! Maledetten fegetarianen! Lo sapevo che mi rovinavano il mercato! :) Sulla definizione fantasy per adulti/ragazzi, mi trovo d'accordo con un muspeling: tutto sommato credo che la distinzione sia relativa. Sesso? Violenza? Ma andiamo! Avete guardato la tv in fascia protetta?Ricordo che anch'io, eoni fa, quando ero adolescente, leggevo qualsiasi libro mi capitasse a tiro, mica letteratura apposita. Gia' sui concetti magari poco digeribili potrei essere piu' d'accordo. Infatti non tutto quello che leggevo lo capivo. Zarathustra e Voltaire letti a dodici anni mi sono stati alquanto ostici. Si puo' distinguere tra fantasy piu' adatta o meno adatta ai gusti giovanili e alle aspettative di lettura. Si puo' pensare che un autore si evolva, come la Rowling, e in qualche modo cresca col suo pubblico. Ma il rischio del baby boom e' effettivamente che ci sia un avvitamento, un ripiegamento su se stesso del mercato: adolescenti che scrivono per adolescenti e li aiutano ad autocompiacersi delle crisi adolescenziali, senza necessariamente uscirne, senza aiutarli a educarsi a letture via via piu' complete. Un rischio, comunque. Non e' detto che necessariamente sia cosi'. A voler essere ottimisti, c'e' sempre l'aspetto che e' meglio che i giovani leggano piuttosto che non leggano.

» postato da dued alle 21:53 del 09-07-2008

87 «Ma il rischio del baby boom e' effettivamente che ci sia un avvitamento, un ripiegamento su se stesso del mercato: adolescenti che scrivono per adolescenti e li aiutano ad autocompiacersi delle crisi adolescenziali, senza necessariamente uscirne, senza aiutarli a educarsi a letture via via piu' complete. » Perfettamente d'accordo. E' esattamente la mia paura, nonchè la ragione per cui guardo con sospetto molte di queste nuove opere. Non perchè rappresentano un rischio alla mia persona (ormai sono grandicello e quelle letture non mi attraggono più), quanto per la futura generazione di lettori, i quali in questi libri difficilmente (moooolto difficilmente) troveranno temi ed esplicazioni in grado di farli crescere culturalmente. Certo, non è che ai tempi in cui io ero bambino non esistessero lettura di bassa lega. Ve li ricordate, ad esempio, i "Piccoli brividi"? Quelli sì che erano spazzatura. «Un rischio, comunque. Non e' detto che necessariamente sia cosi'. A voler essere ottimisti, c'e' sempre l'aspetto che e' meglio che i giovani leggano piuttosto che non leggano.» Qui invece non mi trovi d'accordo. Una cattiva lettura sempre cattiva rimane (attenzione, qui sto facendo un discorso generale, e non rivolto ad opere precisi, che poi mi accusano sempre di essere un sobillatore XD). Se un ragazzo cresce con l'idea che Moccia sia un genio della letteratura (oddio, ho fatto un nome... ora mi linciano XD), siamo davvero sicuri che ne trarrà beneficio? La sua crescita intellettuale, dall'aver semplicemente letto un libro, sarà davvero tale? Con questo non voglio assolutamente sostenere che simili opere plagino i ragazzi (non sono così ingenuo), ma di certo a voglia di entrare a contatto solo con libri di infima qualità molti di loro cresceranno con un'idea distorta di qualità letteraria. Se dovessi scegliere tra il far leggere a mio figlio "3 metri sopra il cielo" e mandarlo a giocare tutti i pomeriggi con gli amici, beh vedrei come male minore la seconda opzione. (we, sto ironizzando XD; spero comunque che il senso generale di quanto intendevo sia chiaro...)

» postato da Okamis alle 22:22 del 09-07-2008

88 C'è una cosa strana, che in effetti mi lascia perplessa: l'accanimento sulle distinzioni sulle fasce d'età. Come se i libri facessero danni seri se letti nell'anno sbagliato. In questi giorni trasmettono Buffy l'ammazzavampiri di mattina, con un bollino giallo che, secondo mia figlia di 8 anni vuol dire "me lo guardo, fa solo un po' paura". Stessa cosa con altri telefilm in cui tutto ruota attorno a tematiche sessuali. Anzi, questi ultimi hanno un bel pallino verde (cos'è, il corso di educazione sessuale???). Guai però a prendere un romanzo dallo scaffale se sopra non c'è scritto "bambini". :?: A parte questa polemica, scrivere "per adolescenti" è difficile. L'ho visto facendo lezioni private, basta un anno di differenza e l'ottica con cui vedono il mondo cambia. Soprattutto, sono diversi da come ero io alla loro età, anche se poi i problemi sono gli stessi. Sono d'accordo con Dued nel dire che un adolescente non può trasmettere a coetanei risposte chiare, perchè ancora manca quella parte di vita dietro l'angolo che ancora non ha vissuto. Magari questi romanzi si limitano a trasmettere la fiaba, senza pretendere altro. A noi "grandi" resta il compito difficile di andare oltre. Forse il fantasy è uno dei pochi generi capaci di creare un dialogo tra generazioni, a prescindere dai messaggi che i testi trasmettono. Lo stesso libro in mano a mamma e figlio è un ponte meraviglioso, perchè senza trasformare il genitore in amico, apre la porta al confronto.

» postato da anto73 alle 06:42 del 10-07-2008

89 Dònq, Non credo che le "cattive letture" facciano "male" ai ragazzi che le leggono! In fondo, noi della generazione degli anni '70/'80, come Fantasy, Tolkien a parte, cosa abbiamo letto? Weiss/Hickman e Terry Brooks, sapete che profondità di temi, di approfondimento psicologico, che trame e che stile (beh, letto in Lingua Originale, Brooks non sfigura, come stile...). Le distinzioni d'età piacciono, più che altro, a personaggi che con noi non hanno molto a che fare, parlando in senso lato: editori/contabili, amministratori del tubo catodico, moige... questa fauna qua, insomma... Io, ricordo, ho messo come fattore di distinzione un Fantasy rivolto agli adolescenti che li identifica, e si lamenta con loro, condividendo la loro nevrosi da isolamento/incomprensione, se va bene, sfogandola come catarsi (ma deve andare Molto Molto bene...), da un Fantasy rivolto allo stesso pubblico che gli mostri la Sfida, La Fatica, La Sconfitta, la Resurrezione dell'Eroe e la Vittoria. La Crescita! In questo, il sesso può starci come no, dipende da come viene trattato e lo stesso vale per i sentimenti (Che Orrore i Lucchetti di Moccia! Ma si lucchettasse egli stesso al lampione! :twisted: ) Detto questo, devo confessare un altro mio timore, cioè: noi stiamo qui a parlare di certe cose, più o meno giuste, ma ci rendiamo conto che per certi Grossi Editori, il Libro è un prodotto aziendale? Che un autore giovine giovine, è allettante perché "costa poco" (contrattualmente debole), scrive di getto e quindi è "produttivo" (salvo poi dover Pesantemente intervenire in "postproduzione") e si pensa di potergli, proficuamente, imporre condizioni di contratto per cui dovrebbe produrre un tot di -logie ogni anno? Una visione molto italica dell'impresa, oltretutto... si vede del modello straniero quel che piace, ma non lo si accetta del tutto, certo... questi manager delle mie ciabatte (realmente) sforndate... e il settore Ricerca&Sviluppo dove me lo mettete? La coltivazione di un vivaio? Dopo che il vecchio modello avrà perso di smalto (a furia di ripetere sino allo sfinimento lo stesso libro d'esordio per n volte), che ne facciamo, lo ROTTAMIAMO? :twisted: Ripeto, a me sono gli editori, questo tipo almeno, che non mi vanno gnente giù! :roll:

» postato da un muspeling alle 07:55 del 10-07-2008

90 D'accordissimo sul discorso libro-prodotto. Però pensavo a una cosa: probabilmente la percentuale sulle vendite che prendo io è la metà di quella dei giovani autori. Ho una buona quantità di testi pronti e in lavorazione, ma sto in bilico perchè nulla vieta alla casa editrice di rifiutare le opere seguenti. Essendo maggiorenne, non ho bisogno di permessi dei genitori per lasciare la città e presentare libri, e se mi muovo spesata sono spesata io, non tutta la famiglia. A questo punto, è più economica una come me, anche perchè il testo alla fine necessita anche di un post produzione meno pesante da parte degli editor. Nella mia posizione ci sono decine di aspiranti scrittori, non necessariamente adolescenti. Gente che si sbatte invano, con opere anche di grande qualità, e che non viene nemmeno considerata dall'editoria di un certo livello. Allora, se non è dal punto di vista economico che i giovani convengono, è per un altro motivo: credo che sia per lo slogan "giovani per i giovani". Una semplice manovra che l'editoria ha tentato. Che costi meno è in forte dubbio.

» postato da anto73 alle 09:11 del 10-07-2008

91 Certo che è in dubbio, non avendo sottomano il contratto, non essendo dentro alla macchina spremiautori! Ma mancando la prova "in positivo", manca anche quella "in negativo", no? La "caratterizzazione" del prodotto, che delimita un target ben definito, è parte di questa "politica industrial/editoriale" in modo abbastanza credibile. Di sicuro i babyautori costano di più anche in termini di pubblicità, certo, ma questi sono "investimenti" che, possono pensare, verranno assorbiti dalle maggiori vendite. Sul fatto che, per presenziare alle varie manifestazioni, presentazioni, fiere e sagre... mi non so... Di sicuro si muove di più un esordiente come te e come sarò io fra qualche tempo, i grossi nomi possono andare su eventi ben calibrati, "garantiti". Per il resto, mi manca l'esperienza diretta per essere certo, la mia è una "suggestione", se vogliamo... Ma non è forse vero che il primo "modello" di questi babyautori, sin'ora, non ha fatto altro che sfornare libri, anno dopo anno, con una certa "cadenza" e riproducendo sempre il proprio esordio? Non è effetto questo di una malevola politica industrial/editoriale?

» postato da un muspeling alle 10:05 del 10-07-2008

92 Forse non malevola, ma politica certamente sì. Un quindicenne fa più notizia di un trentenne: come si dice "che se ne parli bene o male, basta che se ne parli". E di loro si parla molto più che di tanti altri. Se per un attimo dimentichiamo la frustrazione inevitabile che noi vecchietti proviamo di fronte a questo fenomeno, l'unica risposta che si può dare al baby boom è continuare a lavorare seriamente sui nostri testi, a prescindere dalle mode. Nella speranza che lo stesso facciano i ragazzi che stanno crescendo sia come persone che come autori.

» postato da anto73 alle 10:23 del 10-07-2008

93 «Forse non malevola, ma politica certamente sì. Un quindicenne fa più notizia di un trentenne: come si dice "che se ne parli bene o male, basta che se ne parli". » Malevolo, lo intendo per il genere e per la povera produzione di libri che non è totalmente riducibile a una visione industriale! :evil: « Se per un attimo dimentichiamo la frustrazione inevitabile che noi vecchietti proviamo di fronte a questo fenomeno, l'unica risposta che si può dare al baby boom è continuare a lavorare seriamente sui nostri testi, a prescindere dalle mode. Nella speranza che lo stesso facciano i ragazzi che stanno crescendo sia come persone che come autori.» Si lavora, si lavora, tranquilla! 8)

» postato da un muspeling alle 11:11 del 10-07-2008

94 «Forse il fantasy è uno dei pochi generi capaci di creare un dialogo tra generazioni, a prescindere dai messaggi che i testi trasmettono. Lo stesso libro in mano a mamma e figlio è un ponte meraviglioso, perchè senza trasformare il genitore in amico, apre la porta al confronto.» Mi piace molto questa frase. Io non l'ho constatata con mia figlia, purtroppo, che non ama ne' la letteratura ne' il fantastico, ma con molti suoi coetanei si', pur limitata dalla scarsa confidenza: quando guardavo con interesse Inuyasha ero in sintonia con gente di venti o anche trent'anni piu' giovane di me. E mi piaceva e non mi sentivo ridicola. Per tornare, con rispetto parlando, a moccia, mi pare che comunque un distinguo lo si debba fare. Al massimo si puo' dire che questo fantasy per adolescenti scritto da adolescenti non li aiuti a crescere, non gli dia stimoli giusti, li crogioli nei propri problemi e li abitui a una scrittura non matura. Al massimo. Invece, i tre metri sopra il nulla e peggio ancora seguiti sono deleteri, per tutta una serie di pericolosi falsi miti che hanno fatto apprezzare a una generazione intera, e se ne vedono i risultati. Non stiamo parlando di qualita' della scrittura o della lettura, ma di una visione dell'amore assurdamente sospeso tra romantico e sdolcinato e violenza vera e propria. Insomma, ve lo sareste visto James Dean o Marlon Brando nei loro ruoli piu' trucidi sospirare e soffrire singhiozzando sopra la foto dell'amata per poi dar fuoco a un paio di auto e procedere a far propria la medesima amata con una buona dose di prepotenza? Mentre lei un po' si ribella e rivendica la propria individualita', ma sotto sotto e' compiaciuta? E poi il capolavoro del secondo, dove l'amata si rivela zoccola e tutto quadra, e si puo' senza colpe trasvolare a quella piu' pura, piu' degna d'amore, piu' nobile...Perche' non dimentichiamoci che l'uomo puo' volare di fiore in fiore e mantenere la sua dignita', ma e' noto che le ragazze, invece... e trent'anni di femminismo giu' nel cesso. Insomma, amore distorto, falsi miti di prepotenza per lui, di sottomissione per lei fin dalla piu' tenera eta', personaggi vuoti, negativi, amorali, igoranti, violenti, indifferenti, egoisti, stupidi, modaioli sia che siano borgatari sia pariolini pari sono... esaltati come eroi. Questo e' lo stato intellettivo bollito della gioventu' odierna, almeno quello che si vorrebbe e che va per la maggiore. E interrompo qui per non buttarla in politica. E noi, e certi giornalisti perbenisti di una cippa stiamo a puntare il dito sul fantasy dei ragazzini? Scusate il lungo OT. Ma mi avete nominato moccia, due volte, e mi avete provocata... :evil:

» postato da dued alle 12:05 del 10-07-2008

95 « Scusate il lungo OT. Ma mi avete nominato moccia, due volte, e mi avete provocata... :evil:» Miiiii... :shock: Mi sa che se lo incontri gli fai ingoiare il cappello! <img src=:">

» postato da LotharB alle 14:41 del 10-07-2008

96 Su Milena, non esageriamo. Non ho mai letto Moccia, tu l'hai fatto o ti sei basata solo sui film? Ok, è un libro generazionale, una lettura leggera, ma non ci vedo nulla di male. Mi sono comprato Fabio Volo, che certo non sarà un capolavoro di letteratura, ma sarò felice di leggerlo perché ogni tanto uno svago ci vuole. E non sono d'accordo neppure sul secondo punto. Ogni generazione ha avuto i suoi film/libri dedicati, che rispecchiavano in parte i gusti di quei giovani o di quegli adulti. C'era Grease, c'erano i film della Fenech e i libri di Lidia Ravera. Non voglio fare confronti, né dire che gli anni 2000 siano peggiori/migliori degli 80, non serve a nulla. Dico solo che se un libro riesce a coinvolgere un milione di giovani e li avvicina alla lettura, ha comunque un effetto positivo e sicuramente migliore (sì, Okamis) che mandarli per strada. Siamo stati tutti giovani e ci siamo riempiti la testa di stupidaggini. Non ci vedo nulla di male. Anzi, mi preoccupano di più le sedicenni che affermano di leggere solo Proust (o qualcuno che le dipinge tali).

» postato da FrancescoFalconi alle 14:43 del 10-07-2008

97 Scusate, io la butto lì cuggino di campagna style: l'idea di una raccolta di racconti dei principali autori fantasy italiani sarebbe tanto brutta? Un libro con racconti fantasy 'garantiti' belli io lo comprerei al volo :) e penso che non sarei certo l'unica.

» postato da § promethea § alle 15:11 del 10-07-2008

98 Salve tutti mi intrometto ancora nella discussione! Dued, anke io come te sto scrivendo un libro ( o almeno ci provo ), solo ke io sn una di quello ke kiami "babyscrittrice" e in questi giorni sto frequentando il forum per farmi una idea di come poter migliorare il mio libro. Nel mio libro sto cercando di allontarnarmi dal genere adolescenziale, tipo Moccia, ke io disapprovo con tutta me stessa, e anke se il protagonista della storia è una adolescente ( xké io sn un ragazza di sedicianni e non posso mica scrivere la storia di un cinquantenne ) ho tentato di scrivere una storia abbordabile sia ai giovani ke agli adulti, anke se ovviamente sono alle prime armi. Il mio romanzo è un racconto fantasy, e anke in questo, ho provato a non ricadere nei soliti clichè, ad esempio ho cambiato ambientazione. Non so se questa piccola descrizione del mio libro possa interessare aqualcuno, ma spero di ricevere dei giudizi che possono aiutarmi a migliorare.

» postato da Tyguan alle 15:22 del 10-07-2008

99 «Scusate, io la butto lì cuggino di campagna style: l'idea di una raccolta di racconti dei principali autori fantasy italiani sarebbe tanto brutta? Un libro con racconti fantasy 'garantiti' belli io lo comprerei al volo :) e penso che non sarei certo l'unica.» Non credo ;) e direi neppure così assurda. Segui FM i prossimi giorni. «Salve tutti mi intrometto ancora nella discussione! Dued, anke io come te sto scrivendo un libro ( o almeno ci provo ), solo ke io sn una di quello ke kiami "babyscrittrice" e in questi giorni sto frequentando il forum per farmi una idea di come poter migliorare il mio libro. Nel mio libro sto cercando di allontarnarmi dal genere adolescenziale, tipo Moccia, ke io disapprovo con tutta me stessa, e anke se il protagonista della storia è una adolescente ( xké io sn un ragazza di sedicianni e non posso mica scrivere la storia di un cinquantenne ) ho tentato di scrivere una storia abbordabile sia ai giovani ke agli adulti, anke se ovviamente sono alle prime armi. Il mio romanzo è un racconto fantasy, e anke in questo, ho provato a non ricadere nei soliti clichè, ad esempio ho cambiato ambientazione. Non so se questa piccola descrizione del mio libro possa interessare aqualcuno, ma spero di ricevere dei giudizi che possono aiutarmi a migliorare.» Scusa se risulto antipatico, ma magari potresti descrivere meglio la storia e... usare CH al posto di K? 8) Francesco

» postato da FrancescoFalconi alle 15:50 del 10-07-2008

100 Qualcuno sta seminando nell'orticello? Ottimo 8)

» postato da § promethea § alle 15:55 del 10-07-2008

101 «Non credo Wink e direi neppure così assurda. Segui FM i prossimi giorni.» Vabbè, ragazzi, smettetela di fare i misteriosi. Ormai si è capito XD «Un libro con racconti fantasy 'garantiti' belli io lo comprerei al volo Smile e penso che non sarei certo l'unica.» Perdona la domanda, ma come fa un raccolta a garantire racconti belli? Il concetto di bellezza è individuale. Al massimo si può garantire (ed è quello che chiedevo io qualche topic più indietro) la serietà di chi scrive per quell'opera.

» postato da Okamis alle 16:34 del 10-07-2008

102 Grazie Promthea!! anke se non credo di essere in grado di trasformare l'orticello in un fiorito giardino inglese, ma ci provo!

» postato da Tyguan alle 16:36 del 10-07-2008

103 A seminare siamo in tanti, speriamo che a rubare i semi arrivi qualche corbaccio... Tyguan, mi trovo d'accordo con Bolak (cosa di per sé stranissima): il primo consiglio è quello di uscire dal gergo e di scrivere più che puoi in italiano, soprattutto perchè l'abitudine poi ti porta a usare le abbreviazioni anche nei testi. Poi, raccontaci pure qualcosa in più del tuo scritto, ne parliamo volentieri. Credo che faccia piacere a tutti anche conoscere le tue opinioni sugli argomenti di cui stiamo discutendo, come lettrice e come (passami il termine) babyautrice.

» postato da anto73 alle 16:44 del 10-07-2008

104 «« Scusate il lungo OT. Ma mi avete nominato moccia, due volte, e mi avete provocata... :evil:» Miiiii... :shock: Mi sa che se lo incontri gli fai ingoiare il cappello! <img src=:">» E non sarà sola! 8)

» postato da un muspeling alle 17:12 del 10-07-2008

105 Okamis, infatti se noti avevo scritto 'garantiti' tra virgolette :) Adesso non spacchiamo il capello in quattro, è ovvio che quello che per me è bello per te può essere una schifezza.

» postato da § promethea § alle 17:13 del 10-07-2008

106 Scusa, non mi ero accorto delle virgolette :respect

» postato da Okamis alle 17:19 del 10-07-2008

107 «Su Milena, non esageriamo. Non ho mai letto Moccia, tu l'hai fatto o ti sei basata solo sui film? .» L'ho letto. Il primo e il secondo. Non lo direi una lettura leggera e innocua, ma molto molto pericolosa, alla stregua di certi programmi tv fa un subdolo lavaggio del cervello creando falsi miti e false esaltazioni. Non e' un libro generazionale, perche' e' stato scritto da una persona piu' adulta che ha solo studiato e scimmiottato furbescamente il mondo dei giovani esaltandone il peggio. Ho una figlia di diciannove anni, so quel che dico. Del resto, mai le avrei proibito di leggerlo, sarebbe stato stupido, odio le censure. Per fortuna lei stessa me ne ha parlato nauseata e il secondo neanche e' riuscita a finirlo. Se rispecchia una generazione, e in parte purtroppo la rispecchia, a quel che vedo qui intorno,non c'e' da stare allegri. Per il resto non credo di esagerare ne' rinnego una sillaba, siamo solo, direi, in disaccordo su questo punto, soprattutto su cosa sia innocuo e su cosa sia generazionale.

» postato da dued alle 17:21 del 10-07-2008

108 Guarda, io vedo molte altre cose pericolose al giorno d'oggi, che leggere un libro di Moccia. Poi ognuno ha i suoi metri di giudizio, per carità.

» postato da FrancescoFalconi alle 17:33 del 10-07-2008

109 Piccolo OT: http://www.gooogie.co.uk/?gid=234205&hl=en&meta=o&q=il%20peggiore%20scrittore%20italiano%20di%20tutti%20i%20tempi# :D Comunque non credo che Dued intendesse dire che Moccia rappresenta IL male letterario. Ma di certo le sue (coff... coff...) "opere" (coff... coff...) rappresentano uno dei tanti tasselli che ammorbano nuove generazioni. Potremmo aggiungervi anche programmi come (coff... coff...) "Veline" (coff... coff...) o (coff... coff...) "Ciao Dawin" (coff... coff...), gli stilisti che fanno sfilare ragazze anoressiche ecc. Ok, sto decisamente andando OT. Il nocciolo della questione è che pure io reputo certe letture deleterie. Chi disse "ne uccide più la penna che la spada"? Mai sottovalutare il potere delle parole... PS: scusatemi, ma oggi la tosse non mi vuole proprio passare XD

» postato da Okamis alle 17:43 del 10-07-2008

110 Cavoli Dued ma hai proprio voluto farti male. Riciclo un commento scritto altrove a proposito della fantasy per ragazzi o adulti. Ho trovato questa interessante domanda nel Journal di Gaiman con la sua ancor più interessante risposta. Hi, What are your thoughts on the idea of age ratings on books? I personally think it's potentially off putting to children who want to read outside of their "age range". I saw a discussion about it on BBC Breakfast this morning. Cheers, Sarah I think it's deeply stupid. You can get all the information about who a book is aimed at across to a book buyer with typefaces and design. Putting more or less compulsory coloured bands on books saying what age the reader is expected to be seems like something that's just going to stop people -- of all ages -- reading books. Exclusive, not inclusive. As far as I know, Bloomsbury, my UK children's publisher, has simply decided not to play, and won't be banding. (Bloomsbury are also doing one edition of The Graveyard Book for adults and another edition for children, and none of us have any idea what age group it's aimed at. People who like reading about a boy who was brought up in a graveayard, I suppose, of whatever age.) There's a web site http://www.notoagebanding.org/ where a number of authors, illustrators, academics, librarians and editors have pointed out how deeply twerpish the banding is. I signed up for it with enthusiasm... Su Amazon i romanzi sono identificati anche per fascia d'età, lo detesto. Anch'io credo che invece di invogliare la lettura queste informazioni possano essere un deterrente. Da adulta, almeno anagraficamente :wink: , se vedo un romanzo, come sarà l'ultimo proprio di Gaiman, identificato su Amazon "tra i 9 e 14" anni potrei lasciarlo lì, laddove un ragazzo di quella fascia d'età potrebbe altresì decidere di leggere qualcosa di più "maturo". Copertina, design e descrizione della trama dovrebbero essere più che sufficienti per capire a chi si indirizza il romanzo ma anche decidere se mi può interessare benchè indirizzato principalmente ad un pubblico giovane. Personalmente ho molti pregiudizi in campo letterario. Ma cosa sono i pregiudizi se non il lato negativo dei gusti personali? (quando ovviamente si basano su esperienze vissute e non "sentito dire") Così diffido delle scrittrici, diffido degli scrittori italiani e... diffido degli scrittori adolescenti che scrivono per adolescenti, perchè non hanno esperienza: conoscono perfettamente la condizione dell'essere adolescenti - con tutti i suoi problemi, isterismi ed estremismi - ma non hanno ancora quell'esperienza stilistica del raccontarla e soprattutto nell'affrontare il concetto di crescita e mutamento. E diffido degli scrittori adulti che pensano di scrivere per adolescenti...Moccia, anche se non fa fantasy, è il classico esempio. La letteratura per ragazzi mi piace, non ho pregiudizi nei suoi confronti, ma mi piace quando è scritta da adulti - Gaiman, Miéville, ognuno ci metta l'autore che preferisce. Scrittori che hanno metabolizzato l'adolescenza, che magari hanno figli che sono nel pieno del periodo e che hanno acquisito, a forza di scrivere, quell'esperienza e capacità di raccontarla che permette anche ad un adulto di immedesimarsi e simpatizzare per il giovane protagonista. Pensavo che di avere due soli maitre a pensier - Rett Butler e Scarlett O'Hara - ma sono bene felice di inserire anche Gaiman, io adoro quest'uomo :-0 (non so se lui è contento di stare accanto agli altri due però <img src=:"> ).

» postato da Melian alle 17:46 del 10-07-2008

111 «E diffido degli scrittori adulti che pensano di scrivere per adolescenti...Moccia, anche se non fa fantasy, è il classico esempio. » Allora, non per tornare sempre sul solito punto dato che - tanto per chiarire - di Moccia non me ne importa un fico secco, è solo che mi piace valutare tutti gli aspetti di ciò che è un caso letterario, a prescindere da prese di posizioni sterili. Come sapete, 3 metri sopra il cielo fu pubblicato da un piccolo editore, quindi con una distribuzione quasi nulla. In breve risultò introvabile. Nacque il famoso tam tam del passaparola, i ragazzi arrivavano a fotocopiarlo perché in quelle storie ci si riconoscevano (e spero non solo per la violenza) e capivano quel linguaggio, si sentivano parte di quelle storie d'amore. E dalla copisteria è passato a una grande casa editrice. Da una grande casa editrice a milioni di case di ragazzi. Ribadisco, quel libro potrà non piacere, non risponderà ai miei e ai vostri gusti, ma non possiamo non vedere la potenzialità enorme che ha avuto. E, ripeto per l'ennesima volta, se un ragazzo legge Moccia invece di rimbecillirsi davanti alla Playstation, chat, Pornotube o similare, non lo vedo così distruttivo. C'è di meglio, sì. Bene, speriamo che sia un punto di partenza, un approccio alla lettura che gli permetterà di crescere e di diventare più esigente nelle sue letture. Ciao, Francesco

» postato da FrancescoFalconi alle 18:03 del 10-07-2008

112 ««E diffido degli scrittori adulti che pensano di scrivere per adolescenti...Moccia, anche se non fa fantasy, è il classico esempio. » Allora, non per tornare sempre sul solito punto dato che - tanto per chiarire - di Moccia non me ne importa un fico secco, è solo che mi piace valutare tutti gli aspetti di ciò che è un caso letterario, a prescindere da prese di posizioni sterili. Come sapete, 3 metri sopra il cielo fu pubblicato da un piccolo editore, quindi con una distribuzione quasi nulla. In breve risultò introvabile. Nacque il famoso tam tam del passaparola, i ragazzi arrivavano a fotocopiarlo perché in quelle storie ci si riconoscevano (e spero non solo per la violenza) e capivano quel linguaggio, si sentivano parte di quelle storie d'amore. E dalla copisteria è passato a una grande casa editrice. Da una grande casa editrice a milioni di case di ragazzi.» Ecco, vedi, io non ci volevo tornare. Ultima volta, giuro. Ma pare che questa, del libro fotocopiato e ristampato ecc. ecc, sia una leggenda metropolitana bella e buona. Uno di quei casi creati ad arte, perche' gratta gratta viene fuori che moccia in realta' oltre a essere ben piu' vecchio di quelli che descriveva, pare sia il figlio di un famoso sceneggiatore, benissimo introdotto nell'ambiente cinematografico-editoriale. Riesce difficile credere alla storiella. Tempo fa credo che ci sia stato un tipo che si sia arrabbiato di brutto perche' si e' riconosciuto in qualche situazione o personaggio e accusa moccia di aver praticamente plagiato senza permesso la sua esperienza, di avere in qualche modo profittato di lui. Se non sa di cosa creata a tavolino questa... Per tornare un attimo IT, quanto ci sara' di vero nelle storie che si raccontano di Paolini, e quanta propaganda inventata a posteriori per creare interesse? Per concludere 'sta tiritera, volevo solo chiarire quella che per me e' la differenza fra libro generazionale e fenomeno editoriale, mediatico e di costume creato ad arte, e pericolosamente. Parlavi della Ravera. Bene, "porci con le ali" e' stato un libro generazionale, della mia generazione, che descriveva bene una parte di essa. Una parte, con certe idee politiche, familiarita' con turpiloquio, vita sessuale molto libera e disinibita, uso di droghe ecc ecc. C'era chi vi si poteva riconoscere. E chi no. Ma vi si riconosceva in quanto tale. Non e' che da dopo aver letto il libro tutti i giovani si sono messi a imprecare e fornicare alla grande. Bene, invece secondo me nel fenomeno mediatico-editoriale accade il contrario: piu' che descrivere una parte di societa' o di gioventu', si pesca in vezzi, umori e istinti che appaiono "cool" o almeno in linea con i tempi per "creare" una certa moda e un fenomeno di imitazione. Negativo, in questo caso, secondo me. Molto negativo. Poi, va be', detto questo, tu ritieni sia comunque un fenomeno da rispettare. Io, in questo caso, no. Amen. Pero' per favore non parlare di "prese di posizione sterili" se no mi offendo. Non ritengo che la mia sia tale, ma un'opinione documentata e radicata. E poi torniamo a parlare di fantasy italiana, che e' meglio. :wink:

» postato da dued alle 00:25 del 11-07-2008

113 1. Moccia 'E'' il figlio di Pipolo, non 'pare' ;) 2. Tre metri sopra il cielo fu pubblicato a pagamento e costò parecchie milionate dell'epoca (mi pare di aver letto una 10ina ma non sono sicurissima) 3. Sul fotocopiaggio sottobanco ho sentito anch'io dire che sia una storia appiccicata ex post ma non so se è una certezza come i primi due punti A lato, i miei due telegrafici cents: non vedo nemmeno io tutto sto deleterio in letture artisticamente brutte, visto che poi gli adolescenti crescono e passano cmq ad altro. E quelli che non crescono non leggerebbero altro comunque ;) E' la stessa cosa nella musica: conosco gente che a 14 anni ha iniziato con Suzie Quatro ( :roll: ) e poi a 20 è approdata a Genesis e Pink Floyd :wink:

» postato da Marina alle 00:54 del 11-07-2008

114 Perdonatemi, ma trovo un pizzico d'ipocrisia nel dire che le cattive letture non sono deleterie (il mio è più un discorso generale e non rivolto alle specifiche frasi di Marina e Francesco). Quando si tratta di far vedere ad un pubblico giovane film più o meno truculenti piuttosto che pornografici, siamo (stavo per scrivere "siete", ma poi ho preferito mantenere un tono generale :wink: ) i primi a sostenere che simili visioni non sono a loro adatte, che sono deleterie per la loro psiche. Il che in buona parte è vero. Ma perchè lo stesso metro non viene applicato quando ai ragazzi si propongono falsi modelli di vita come quelli proposti da "Veline" o dal sopraccitato Moccia? Non rischiano di diventare deleteri pure loro? Ovviamente questa è una mia opinione, ben lungi dal voler salire al rango di verità assoluta.

» postato da Okamis alle 09:25 del 11-07-2008

115 «Allora, non per tornare sempre sul solito punto dato che - tanto per chiarire - di Moccia non me ne importa un fico secco, è solo che mi piace valutare tutti gli aspetti di ciò che è un caso letterario, a prescindere da prese di posizioni sterili.» Prima di tutto grazie per avere definito a mia presa di posizione sterile ed avere estrapolato una frase di un post più lungo dove invece parlavo di fantasy :roll: Per il resto Moccia - e in generale condivido l'opinione di Dued - se scrive come parla sì è deleterio! :twisted:

» postato da Melian alle 09:33 del 11-07-2008

116 «Perdonatemi, ma trovo un pizzico d'ipocrisia nel dire che le cattive letture non sono deleterie (il mio è più un discorso generale e non rivolto alle specifiche frasi di Marina e Francesco). Quando si tratta di far vedere ad un pubblico giovane film più o meno truculenti piuttosto che pornografici, siamo (stavo per scrivere "siete", ma poi ho preferito mantenere un tono generale :wink: ) i primi a sostenere che simili visioni non sono a loro adatte, che sono deleterie per la loro psiche. Il che in buona parte è vero. Ma perchè lo stesso metro non viene applicato quando ai ragazzi si propongono falsi modelli di vita come quelli proposti da "Veline" o dal sopraccitato Moccia? Non rischiano di diventare deleteri pure loro? Ovviamente questa è una mia opinione, ben lungi dal voler salire al rango di verità assoluta.» Ora non esageriamo! Una lettura piatta, scontata, senza fantasia e con contenuti inesistenti o anche discutibili non è "in sé" un danno per chi la legge. E' come dire che i ragazzi diventano violenti perché guardano le sparatorie alla tv! :evil: Io sottoscrivo l'avversione di Dued per il modello di affettività descritto nei libri del siùr Moccia, ma con questo credo che per cedervi, l'adolescente deve avere - a monte - mancanza di riferimenti in famiglia, a scuola e nell'ambito delle amicizie! Ma quei libri andrebbero combattutti non con le più o meno velate censure, che siamo uomini o caporali, patiti di fantastico o il Moige? :evil: I libri "cattivi" si combattono con i "libri buoni"! Le critiche apparentemente intelligenti le lascerei perdere! Come si fa a fidarsi del giudizio di qualcuno che "Non stima" Albero e Foglia di Tolkien? Non dice che non le piace, ma "non lo stima"! E che dovrei fare io o qualsiasi altro autore che non abbia la preparazione di un Eco o di qualche altro docente universitario, che poi però manco lo stima, costei che è cotanta critica letteraria? Come si fa a fidarsi di qualcuno che ipotizza l'esistenza di un "fornicaio" in cui per pubblicare basta darla? :twisted: Che disconosce l'effetto "libro giusto al momento giusto" (alias "Fortuna") nel mondo editoriale? Abbiamo un concetto di "intelligenza" molto, ma molto diverso evidentemente :roll:

» postato da un muspeling alle 09:54 del 11-07-2008

117 Scusa, Muspeling, ma non capisco se nella seconda parte del tuo commento ti riferisci sempre a me o se si tratta di un discorso più generale... Comunque, non esageriamo il senso delle mie parole :wink: Sono il primo a dire che la tesi "libro/film violento = aumento degli omicidi, delle baby gang, dell'aumento del petrolio e chi più ne ha più ne metta XD" è una tesi che non sta in piedi, e ne convengo. Dal mio punto di vista, però, le singole cattive letture/visioni prese nel loro insieme vanno comunque ad influenzare (non certo a plagiare) la mentalità di alcune persone (ma non tutte, fortunatamente). Ovviamente io non appartengo al "partito della censura". Quando trovo in libreria degli obrobi come TVUKDB (purtroppo esiste davvero un libro con questo titolo... :cry: ) non penso "COME E' STATO POSSIBILE PUBBLICARE STA M****A!!! DA OGGI LA MIA RAGIONE DI VITA SARA' IMPEDIRE LA DIFFUSIONE DI STI SCEMPI!!!". Al contrario penso (più pacatamente e serenamente, come direbbe il Marzullo di Crozza XD): "Come mi piacerebbe vivere in un mondo dove l'idea per tali libri non passasse nemmeno per la testa." E' un concetto ben diverso :wink: Poi, sai, ognuno la pensa come preferisce, ed è bello così (NOOO! Ho usato un luogo comune! Aiutoooo!).

» postato da Okamis alle 10:07 del 11-07-2008

118 Donc, il mio commento era ovviamente generico, in quanto quando si deve parlare di libri pessimi si tirano fuori sempre i soliti due o tre titoli. Invece mi interessa capire il fenomeno sociologico che sta alle spalle di un libro del genere. La storia di Moccia non è vera? C'è altro dietro? Bah, sono le solite leggende che nascono quando un libro ha successo. Se ne sono dette tante della Troisi, se ne stanno dicendo di tutti i colori su Giordano. Pensate davvero che se la ricetta per creare un bestseller fosse così semplice, non la adotterebbero tutte le case editrici? Eppure anche Mondadori ha i suoi insuccessi, libri che scompaiono senza lasciar traccia. E' premeditato pure questo? Ovvio, le grandi case editrici hanno la possibilità di sostenere un successo, cosa che non accade per le piccole spesso per motivi puramente economici e distributivi. Ma i casi preparati a tavolini funzionano raramente. Basta vedere come si muovono le case editrici, spesso in modo confuso e disordinato. Con fascette e bollini multicolore, facendo passare per fantasy quello che fantasy non è, dichiarando milioni di (finte) ristampe e, per ultimo, lanciando minorenni allo sbaraglio. Questo funziona sempre? Non mi pare. Allora perché alcuni libri riescono ad avere proseliti di lettori e altri no? Queste sono le domande che mi pongo, a prescindere dalla qualità del libro. Uno scrittore non è un cantante, che si crea un impero mediatico attorno alla sua immagine, come ha fatto Madonna per un quarto di secolo. Nel suo caso ha solo un'arma: il libro.

» postato da FrancescoFalconi alle 10:16 del 11-07-2008

119 «"Come mi piacerebbe vivere in un mondo dove l'idea per tali libri non passasse nemmeno per la testa." » Ho capito il senso di ciò che dici, Okamis, ma ripeto, cosa c'è di male se l'offerta in libreria è varia e permette di scegliere titoli più leggeri? TVUNAMDK (boh, mi sarò perso qualche lettera, interpola tu) sarà un librettino senza troppe pretese, ma a mio avviso è necessario. Anzi, è assolutamente NECESSARIO che esista, perché ci sono persone che non sono così affini alla lettura e che possono avvicinarsi a essa solo grazie a libri più leggeri.

» postato da FrancescoFalconi alle 10:19 del 11-07-2008

120 «Ma i casi preparati a tavolini funzionano raramente. Basta vedere come si muovono le case editrici, spesso in modo confuso e disordinato. Con fascette e bollini multicolore, facendo passare per fantasy quello che fantasy non è, dichiarando milioni di (finte) ristampe e, per ultimo, lanciando minorenni allo sbaraglio. Questo funziona sempre? Non mi pare. Allora perché alcuni libri riescono ad avere proseliti di lettori e altri no?» Sulla prima parte mi trovi d'accordo (specialmente riguardo il fatto che molte opere vengono spesso passate per fantasy pur non essendolo, tanto che avevo aperto un topic al riguardo :wink: ). La risposta che personalmente dò al tuo quesito è che, fortunatamente, buona parte dei lettori non sono degli sprovveduti. Molti (purtroppo non tutti) non si fanno accalappiare da facette con scritto "La rivelazione dell'anno!" o "Un talento destinato a brillare nell'empireo del Fantasy". Da parte mia, e so di non essere l'unico, quando mi trovo a dover scegliere un libro preferisco sempre leggermi i primi due o tre capitolo, così da farmi un'idea e dello stile dell'autore e della trama. L'ultima cosa che guardo (di fronte a un esordiente o più in generale ad un autore che non conosco) è guardarne la biografia. Ripeto quanto già scritto in precedenza: se leggo un buon libro, non me ne importa niente dell'età, della nazionalità, dei gusti sessuali, politici, religiosi o che altro dell'autore. A me interessa il libro, non chi l'ha realizzato. Purtroppo su alcuni (e temo non sia nemmeno una quota così irrisoria) le frasi ad effetto sopraccitato funzionano eccome. Io stesso ne rimasi fregato una volta.

» postato da Okamis alle 10:40 del 11-07-2008

121 Ciò che fai è il modo migliore per approcciarsi alla scelta di un libro e la condivido in toto. Ma non concordo che "buona parte" dei lettori faccia lo stesso. Se così fosse, e quindi lato mktg ciò non servisse a nulla, perché le case editrici investono ancora soldi in questo tipo di promozione? Perché ancora funziona. E molto.

» postato da FrancescoFalconi alle 10:46 del 11-07-2008

122 X Okamis: tranquillo, certo che parlavo in generale! :D Per Bolak: E' vero che si rischia un'eccessiva semplificazione a buttare nello stesso mucchio i babyboomer, Moccia e, come avevo fatto io, il Faletti giallista (accomunati solo e IMHO, da uno stile di scrittura sciatto), come è vero che precedenti, eventuali, esperimenti di pubblicare con successo adolescenti autori (di cui non so nulla :roll: ) non smentisce del tutto il mio schema. Lo sfruttamento dell'autore da me ipotizzato è un discorso che vale post prima pubblicazione, una volta visto - col primo libro uscito - che un ritorno economico c'è... :roll: EDIT: E, comunque, le mie sono disquisizioni "ex post", cioé a posteriori della produzione editoriale di una certa autrice, prototipo dell'attuale nidiata di nuovi "baby talenti". Tutto ipotetico, non è detto che abbia torto, ma alternative possibili ce ne sono, staremo a vere per il futuro :roll:

» postato da un muspeling alle 16:48 del 11-07-2008

123 «La risposta che personalmente dò al tuo quesito è che, fortunatamente, buona parte dei lettori non sono degli sprovveduti.» Non mi ricordo se fosse Theodore Roosevelt o Barnum - fa lo stesso - che disse "nessuno è mai diventato povero sottovalutanto l'intelligenza degli americani". Magari gli italiani sono un filo più sgamati, ma penso che il principio valga comunque... S*

» postato da S* alle 09:15 del 12-07-2008

124 Mah... da quel che ho visto finora, i casi letterari dei baby scrittori sono nati spontaneamente, per acclamazione popolare, potremmo dire. Che sia per caso, per identificazione, perchè questi autori hanno toccato argomenti capaci di colpire i lettori, non saprei dire (anche perchè se lo sapessi scriverei un libro uguale e diventerai miliardaria in tre mesi 8), ma resta il fatto che sono tutte situazioni nate indipendentemente dal traino pubblicitario. Lo ha deciso il pubblico, e basta. Ricreare artificialmente il fenomeno lo vedo un tantino impossibile, soprattutto nell'ambito dei libri...

» postato da § promethea § alle 09:36 del 12-07-2008

125 «Mah... da quel che ho visto finora, i casi letterari dei baby scrittori sono nati spontaneamente, per acclamazione popolare, potremmo dire. Che sia per caso, per identificazione, perchè questi autori hanno toccato argomenti capaci di colpire i lettori, non saprei dire (anche perchè se lo sapessi scriverei un libro uguale e diventerai miliardaria in tre mesi 8), ma resta il fatto che sono tutte situazioni nate indipendentemente dal traino pubblicitario. Lo ha deciso il pubblico, e basta. Ricreare artificialmente il fenomeno lo vedo un tantino impossibile, soprattutto nell'ambito dei libri...» Un tuo punto di vista, così come lo è il mio. Io, solo, subdoro un altro approccio, molto meno romantico del tuo, ma molto molto meno.. da parte di certa editoria... :roll: Il Marketing esiste, la pretesa di "creare domanda", anche, non sono paranoie mie :roll:

» postato da un muspeling alle 11:23 del 12-07-2008

126 Sì, la domanda si crea. Finchè non li hanno messi in vendita, io non sentivo affatto il bisogno dei foglietti acchiappacolore, per dire :D Adesso se faccio una lavatrice senza, mi viene il panico... E' solo che non credo che i libri si prestino più di tanto a questo tipo di operazioni, tutto qui. Così sui due piedi, non mi viene in mente nessun successo editoriale preparato a tavolino che possa anche lontanamente competere con i casi nati da soli.

» postato da § promethea § alle 13:03 del 12-07-2008

127 Nemmeno io credo nell'applicabilità del marketing ai libri, ma non so come la pensino all'interno dell'ImMondo gruppo editoriale... :roll:

» postato da un muspeling alle 13:31 del 12-07-2008

128 Ah, ma allora diciamo la stessa cosa :) Diciamo che per me il marketing applicato all'editoria è qualcosa che dovrebbe essere sfruttato a posteriori, dopo aver verificato un primo riscontro di pubblico. Per esempio, la Rowling non sarebbe diventata il monumento che è senza tutto l'apparato pubblicitario che ha avuto, ma senza un pubblico che la rendesse un investimento interessante, nessuna pubblicità al mondo l'avrebbe fatta diventare la scrittrice più famosa della storia. Ma propagandare a priori un autore o un genere... mah, mi lascia perplessa, ecco tutto. Non a livello di etica, ma perchè secondo me sono solo soldi buttati.

» postato da § promethea § alle 14:16 del 12-07-2008

129 «Sì, la domanda si crea. Finchè non li hanno messi in vendita, io non sentivo affatto il bisogno dei foglietti acchiappacolore, per dire :D Adesso se faccio una lavatrice senza, mi viene il panico... i.» Promethea, se vuoi te lo faccio passare subito con un contro-panico: hai mai letto le avvertenze e la composizione? Fra i due mali preferisco dividere il bucato e rischiare ancora la scolorata ;) Vero che anche il detersivo è pieno di schifezze, ma appunto aggiungere schifezza a schifezza (e io già abuso di anche di Napisan) a roba che poi va a contatto con la pelle... Insomma, io ho la paranoia opposta <img src=:"> (scusate l'OT fra massaie :D)

» postato da Marina alle 14:23 del 12-07-2008

130 Oddio non avevo mai pensato di leggere le avvertenze, sinceramente :shock: Ora sono in crisi... (fine OT prometto)

» postato da § promethea § alle 14:52 del 12-07-2008

131 Ok Anto73 da oggi in poi scriverò sempre in italiano. E se vuoi avere qualche informazione sul mio libro te le do con grande piacere. Il mio libro è nato leggendo da due parole latine, che io avevo casualmente letto nel mio libro di testo. Le due parole sono " caelicola"( abitante del cielo ) e "terrigena" ( figli della terra ). Da lì ha avuto inizio il mio romanzo. I Caelicoliani vivono in una favoloso regno chiamato Terra dei Cieli, posta tra le invacabili montagne dell'Himalaya. In passato la Terra dei Cieli era una città prestigiosa e meravigliosa conosciuta e temuta da molti popoli, ma con il passare il tempo perse il suo prestigio e venne dimenticata dal resto del mondo, divenendo una leggenda. Gli abitanti del cielo, però, sono in perenne conflitto con i Terrigena. Un popolo che vive in delle grandi città del sottosuolo e anche lui ora solo una leggenda. E in questo scenario avviene l'incontro tra una Caelicoliana e un Terrigena che si innamoreranno poi l'uno dell'altra.

» postato da Tyguan alle 19:42 del 12-07-2008

132 Ho letto solo ora, mi rendo conto con grande ritardo, l'interessante stato dell'arte tracciato da Azzolini sul Fantasy italiano e mi permetto citarne un passo: «Una differenza sostanziale col fantasy statunitense, sotto gli occhi di tutti, è proprio questa: là dove ci sono i grandi nomi, c'è anche un fervente retroterra stimolato dai grandi del fantasy (scrittori che sanno agire anche come editor, curatori e scopritori di nuovi talenti) che per mezzo di antologie, concorsi e premi patrocinati da veri e propri Signori e Signore del fantasy, mantengono vivo l'ambiente in cui operano. In Italia questo non è ancora possibile.» Cito questa nota, per attirare l'attenzione su un gruppo - fenomeno nato piano in rete e cresciuto in un anno fino a riunire ora 50 scrittrici. Sto parlando della Bloody Roses Secret Society fatta di ragazze di tutte le età e di tutte le formazioni, disposte a uscire dal minuetto dei complimenti reciproci per criticarsi, consultarsi, concordare intrecci, copertine e lanci promozionali; il tutto sostenuto da una casa editrice che di fronte a bei libri non può far altro ovviamente che pubblicare e ovviamente in senso proprio, puramente e semplicemente: cioè rischiando del proprio e corrispondendo roialties agli scrittori. Ah, dimenticavo, la valutazione, correzione e dibattito sui libri avviene tutta on line al Docks della Bloody Roses Secret Society. Ogni libro è corredato di primo capitolo in fac simile sfogliabile on line e video trailer. La risposta in libreria e in ordinativi diretti è stata più che soddisfacente se si considerano i limiti distributivi della piccola editoria, i nomi sconosciuti, il fatto che si tratti appunto di narrativa italiana. Così le vendite hanno consentito al fenomeno di crescere, di avre oggi una vera collana "A cena col vampiro" giunta all'ottavo titolo in un solo anno, con altri in programmazione per gennaio. Per chi fosse interessato a scoprire i vampiri, gli angeli e i demoni delle Bloodies colgo l'occasione di segnalare le ultime uscite: in libreria dal mese di ottobre 2010. Porcaccia, un vampiro di Giusy De Nicolo (umorismo e qualità al limite del mainstreaming). In una gelida rosa, invito a Rochester Manor di Violet Folgorata (tracicommedia paranormale, gialla e sofisticata) L'alba della chimera di Margaret Gaiottina (per innamorarsi di Matthew vampiro tessalo e sbattere la testa al muro quando il libro finisce.)

» postato da (Monica Montanari) alle 17:48 del 12-11-2010

133 Prima che i mod storcano il naso e siccome la cosa mi pare sia interessante, ti consiglio magari di iscriverti e presentarti ufficialmente, rompere un po' le balle in giro ( :wink: ) e farti riconoscere come una persona vera. Purtroppo in passato di 'promotional bots' se ne sono visti parecchi e sarebbe un peccato perdere un'opportunità per un fraintedimento.

» postato da Barbagianni alle 13:54 del 13-11-2010

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