Samhain, i tre giorni fuori dal Tempo

"Per i tre giorni di questa festività il tempo era abolito, e la gente faceva cose pazze, con gli uomini vestiti da donne e le donne da uomini" P.Carr-Gomm

Le tenebre erano arrivate presto in quella notte senza luna, i fuochi erano già stati accesi, i tamburi scandivano un tempo veloce. I sacerdoti si disposero a cerchio attorno al Fuoco principale, alzarono le braccia, a turno lanciarono le invocazioni, gli inviti alla festa. Più che un'invocazione sembrava un appello: i sacerdoti chiamavano, gli Spiriti rispondevano, perché erano già tutti presenti, trepidanti per i tre giorni di festeggiamenti che stavano per iniziare. I Protettori personali si sistemarono alle spalle di ogni persona; lo Spirito della Tribù abbracciò il gruppo dei presenti; poi gli amici del Piccolo Popolo che aspettavano con impazienza il loro turno si infilarono allegramente tra le gonne delle ragazze impegnate nella danza, si aggrapparono alle calzature degli uomini che saltavano il fuoco, si servirono della birra e dell'idromele dalle ciotole preparate per loro. Ecco, il momento era giunto. La cortina che separa questo mondo dall'Altromondo stava per sollevarsi, gli Spiriti degli Antenati stavano per passare la Soglia. L'ultima officiante sentì il cambio di energia, vide il Velo scostarsi, sorrise ed esclamò "Antenati! Siate in benvenuti!". Le rispose l'urlo di saluto di tutta la congrega, e il ritmo delle percussioni si fece ancora più serrato.

La birra cominciò a scorrere, la gente abbandonò il rigore e l'ordine della vita di tutti giorni, lanciandosi nel caos dei tre giorni di tempo fuori dal tempo, in cui tutto ciò che si fa è guidato dagli Spiriti, tutti i pensieri vengono dall'Io più profondo, e nulla di ciò che viene fatto può essere negativo.

Mentre con il Samhain si entrava nella parte oscura dell'anno, il gruppo si consolidava sotto la protezione degli antenati defunti: gli animali domestici di qualcuno venivano benedetti da qualcun altro, gli Spiriti degli Antenati di uno ballavano con i vicini di casa dell'altro, i bambini erano figli di tutti, e da tutti andavano a chiedere dolci e coccole.

La nipotina della Sacerdotessa la raggiunse di corsa: "Le castagne, zia, abbiamo dimenticato le castagne!". Così insieme si recarono in cucina, misero una pentola d'acqua sul fuoco, aggiunsero alloro e menta, e mentre aspettavano che le castagne cuocessero, la zia narrò ancora una volta di quanto quel momento di connessione coi morti fosse importante per gli Spiriti dei vivi, di come quella tradizione non fosse mai stata interrotta, del perché nei tre giorni dal 31 ottobre al 2 novembre gli Spiriti dei Santi e dei Morti venissero ancora ricordati anche dai seguaci della nuova religione, da secoli e ancora durante quel Giro di Ruota che loro chiamavano AD 2008.

La zia e la nipote scolarono le castagne e sistemarono la ciotola sull'altare, per i morti.

Autore: Antonella Basilico - Data: 31 ottobre 2008

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Commenti

1 mi ricorda tanto la saga di Avalon di Marion Zimmer Bradley...meraviglia

» postato da (Flavia ) alle 14:23 del 31-10-2008

2 Bellissimo e suggestivo,davvero!*_* Samhain è uno dei sabbath principali della nostra religione,uno dei più suggestivi ed intensi,proprio come lo hai descritto tu sebbene sentirlo sulla propria pelle sia davvero inspiegabile.Il velo tra i mondi diventa sottile e la luce lascia silenziosamente il passo all'ombra che ammanta tutte le cose di scuro... Mailena)O(

» postato da (mailena ) alle 10:18 del 08-11-2008

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