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Lucilla nella pancia del Drago

Una fiaba agrodolce dallo stile limpido e curato. Una pregevolissima lettura, a firma di Irene Vanni, per rilanciare la sezione racconti di FantasyMagazine.

Presentazione Una fiaba agrodolce, Lucilla nella pancia del Drago, scritta magistralmente da Irene Vanni, già nota per le sue opere di narrativa breve di stampo fantascientifico. Una favola che ha tutto il sapore di Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, mescolata, per gusto e sentire, alle magiche atmosfere del racconto di Lucius Shepard intitolato La bellissima figlia del cercatore di scaglie. Una pregevolissima lettura (presentazione a cura di Luca Azzolini).

Presentazione dell'autore: Irene Vanni nasce in provincia di Pisa e, sin da bambina, si dedica alla narrativa di genere fantastico. Laureata in Lettere Moderne con una Tesi sul Rock Progressivo, ha insegnato nella scuola primaria, dove ha cominciato ad appassionarsi anche alla scrittura per bambini e ragazzi. Ha ricevuto un centinaio di riconoscimenti in numerosi premi, fra cui “Alien”, “Lovecraft” “Robot”, “Writers Magazine” e il 1° premio al “Firenze Capitale d'Europa”. Grazie a questi premi ha ottenuto varie pubblicazioni e suoi racconti sono presenti su “Writers Magazine Italia” e “Delos Science Fiction”. Ha svolto mansioni di valutatore per importanti premi nazionali e ha scritto per i periodici “Fiction TV” e “Metal Shock”; attualmente fa parte della redazione di “HorrorMagazine” come responsabile della sezione ‘musica’, ma si occupa un po’ di tutto. Ha esperienza di palco e ha preso lezioni di canto, pianoforte, chitarra e basso elettrico, ma non ha approfondito lo studio di alcuno strumento in particolare, sfruttandolo come base all’interno della critica musicale.

Sotto casa di Lucilla, tutti i giorni passava un drago.

Era panciuto come il dinosauro di gomma accucciato sulla mensola della cameretta, ma era molto, molto più grosso. Mentre camminava la sua coda si muoveva in su e in giù, da un lato all’altro, e faceva un gran vento, ma così tanto, che tutti i cani al guinzaglio diventavano aquiloni.

Lucilla si chiedeva sempre che effetto facesse guardare quell’enorme pancia dal di dentro, ma la mamma le aveva severamente proibito di parlare col drago.

— Ha una pancia grossa e rumorosa — l’aveva messa in guardia, — e tu sei troppo piccola per fare un viaggio del genere.

— Non ne posso più di voi adulti — bofonchiava Lucilla. — Mi fate venire il cerchio alla testa. Quasi quasi ci attacco i seggiolini così ci vengono tutti i bambini.

Ma la curiosità cresceva sempre più.

Così, un giorno, Lucilla disubbidì, e si sporse dal balcone proprio nel momento in cui passava il drago.

— Buongiorno, signor drago! — vociò. — Potrebbe venire un attimo qua?

— Ma certo, signora bambina — rispose il drago, fino a farsi fissare negli occhioni liquidi e dorati come miele d’acacia. — C’è qualcosa che posso fare per lei?

— Vorrei sapere cosa c’è nella sua pancia, se è permesso.

— Ma certo, signora bambina, — rispose il drago, accennando una sorta d’inchino col testone squamoso.

— Però dobbiamo far presto — l’avvertì Lucilla, — perché la mamma è andata a fare la spesa e se mi trova a parlare con lei si arrabbierà tantissimo.

— Giusto — assentì il drago. — Mamma coscienziosa. — E arricciò le labbra su un sorriso d’avorio.

Lucilla guardò perplessa il suo interlocutore nelle strette pupille da serpente e provò a tendergli una mano.

— Però abbiamo dimenticato di presentarci. Io mi chiamo Lucilla.

— Oh! — Il drago prese un’aria imbarazzata. — E adesso come faccio a darvi la ma... ehm... la zampa fin quassù? Rischierei di far crollare il davanzale, signora bambina. — Il drago si guardò intorno, poi assunse un tono più rilassato. — Facciamo così: tu hai detto il tuo nome a me, io dirò il mio nome a te, e faremo finta di esserci dati da la zam... ehm, volevo dire... la mano... cioè la mano e la zampa. Ecco! Siamo d’accordo?

— D’accordissimo, signor drago.

— E a quel punto — riprese la bestia, — potremo anche smettere di darci del lei e di chiamarci “signor drago” e “signora bambina”. Che ne dici? — le chiese, facendole l’occhiolino.

— Dico che mi sta proprio bene.

— Allora dunque...

Lucilla rimase a fissare in silenzio l’espressione sempre più imbarazzata del drago.

— Dunque allora...

— Senti drago — sbottò Lucilla, — se proprio non vuoi dirmi il tuo nome non importa. Basta che tu mi faccia vedere in fretta cos’hai nella pancia, sennò torna la mamma.

— Ah! Già. Avevo dimenticato la mamma.

— Forza, su! Da dove devo entrare?

— No, no. Te lo dico, te lo dico.

— Eh! Da dove?

— No, no! Dicevo il nome. Il nome.

— Ma dai! Sbrigati!

— Mi sbrigo. Mi sbrigo.

— E dimmelo!

— Banana.

— Devo darti una banana?

— No.

— E allora a che serve? Ti ci devo aprire la pancia?

— No. Dicevo il nome.

— Il tuo?

Il drago abbassò il capo e smise di guardarla negli occhi.

— Sì.

— Vuoi dire che ti chiami Banana?

— Esatto.

Lucilla esitò un attimo, poi non riuscì fare a meno di scoppiare a ridere.

— Ecco, lo sapevo — mugugnò il drago, mentre le risa di Lucilla gli spezzavano il cuore. — Il mio nome fa ridere sempre tutti i bambini.

— Non te la prendere, Banana — lo rassicurò Lucilla. — Non sto ridendo perché mi sembri buffo — e lo grattò sulla punta del corno. — Rido perché mi sembri un drago proprio tenero e la mamma sbaglia quando dice che devo aver paura di te. — Sospirò e scosse la testa. — Se solo ti avesse conosciuto, sono certa che mi avrebbe permesso di chiamarti. — Si guardò intorno preoccupata. — Ma adesso non perdiamo tempo! Dimmi subito cosa devo fare per entrare nella tua pancia.

— Niente di speciale, mia piccola amica — le spiegò Banana. — Devi solo entrare nella mia bocca, scivolare nell’esofago e visitare l’appartamento in cui cadrai. Ti assicuro che conoscerai molti nuovi amici e ti divertirai un sacco. Però c’è una cosa importante che devi ricordare, quando...

Lucilla sentì sbattere la porta e dei passi avvicinarsi attraverso il corridoio.

— Lucilla! — urlò la mamma. — Sono tornata.

— Tutto a posto — le rispose la bambina. — Sto giocando nella mia cameretta. — Poi si rivolse al drago: — Sbrigati! Intanto prendimi in bocca, poi finirai di spiegarmi il resto in un posto più tranquillo.

Il drago l’afferrò in un sol boccone e Lucilla sentì i suoi vestiti bagnarsi e appiccicarsi alla lingua della bestia. Al primo passo dovette afferrarsi ai canini, da quanto il testone dondolava, ma pian piano riuscì ad accomodarsi. A dire il vero, si sentì un po’ in colpa quando udì la mamma gridare in lontananza. A quel punto doveva certo aver scoperto la sua assenza, ma ormai non c’era più niente da fare. Era sicura che, al ritorno, si sarebbe presa una punizione memorabile, ma era troppo curiosa di conoscere le spiegazioni del drago; e l’euforia di aver appena realizzato il suo desiderio le fece dimenticare ogni altra cosa. ‘Appena’... diciamo che era solo sul primo gradino del desiderio, o meglio, sul primo dente.

 

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Autore: Irene Vanni - Data: 7 gennaio 2009

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Commenti

1 Davvero un bel racconto, complimenti Irene!

» postato da S* alle 09:08 del 08-01-2009

2 Piaciuto. Fa bene ogni tanto tornare bambini :wink:

» postato da Barbagianni alle 11:06 del 08-01-2009

3 Grazie mille! Troppo buoni :)

» postato da Irene Vanni alle 19:48 del 08-01-2009

4 Frizzante, scoppiettante, divertente! Bellissime alcune immagini, come quella dei cani al guinzaglio che diventano aquiloni, e la scena notturna verso la fine, con la virgola di luna e le ombre degli ulivi che sembrano pizzi sul terreno. Esilarante il modo di parlare degli animali (specie i pappagalli, sembra di vederli!). :D Ci ho solo messo un po' a capire la faccenda dell'"oasi nella testa", ma rileggendo credo di aver capito. Un bel messaggio ecologico. Brava, complimenti! Ali

» postato da Ali alle 10:02 del 09-01-2009

5 A parte qualche piccolo refuso, la favola è molto carina, davvero! Penso che le inserirò tra le tante che leggerò alla mia nascitura bimba! Complimenti!

» postato da Yenvel alle 10:19 del 09-01-2009

6 «Ci ho solo messo un po' a capire la faccenda dell'"oasi nella testa", ma rileggendo credo di aver capito.» A dire il vero ho lasciato un'interpretazione un pochino aperta di proposito: se entrano davvero nella testa (lei se la scuote e ce li sente), se è stata una fantasia... (in effetti, di Banana non c'è più l'ombra, ma pure lui potrebbe esserci entrato). In ogni caso, spero che, al di là delle possibili interpretazioni (i bambini, a regola, poi pensano da sé a scegliere quella che più gli aggrada), sia passato il messaggio :) Grazie mille per aver letto e commentato! :) «A parte qualche piccolo refuso...» In effetti, rileggendola sul web, ho notato pure io un pallino privato di una delle sue elle, sorry <img src=:"> Grazie tante anche a te e mille auguri... mmm, no, gli auguri non si fanno, ma che si fa? Insomma, mille di quelli per la tua creatura nascitura! :D

» postato da Irene Vanni alle 11:05 del 09-01-2009

7 Troppo carino. Meriterebbe un cartoon in stop-motion in stile Burtoniano! Complimenti! Emanuele

» postato da Manex alle 14:38 del 09-01-2009

8 ...finalmente, mi ero un po' stancata di stare lassù in cima :oops: I miei complimenti a Irene, troppo carino :-0 «A dire il vero ho lasciato un'interpretazione un pochino aperta di proposito: se entrano davvero nella testa (lei se la scuote e ce li sente), se è stata una fantasia...» Per me sono entrati tutti nella testa di Lucilla, anche Banana :wink: e sì, mi sa che la bambina dovrà fare attenzione a non scuotere la testa troppo forte. Altrimenti sai che terremoto nella nuova oasi <img src=:"> Anch'io lo vedo per immagini questo racconto, ma disegnato a matite colorate o acquerelli. Starebbe benissimo in un libro pop-up. Immagina, giri pagina e bam ti si apre davanti la pancia di Banana, e tutti gli animali là dentro che ti guardano :shock: <img src=:">

» postato da Sashan alle 21:41 del 09-01-2009

9 :D Grazie a Emanuele e Sashan... lassù in cima? Ah! Ma sei l'autrice dell'ultimo racconto postato. Con tutti questi nickname...

» postato da Irene Vanni alle 09:34 del 10-01-2009

10 Splendido racconto brava Ire!

» postato da (Andrew McFlower) alle 17:26 del 10-01-2009

11 Davvero gradevole. Complimenti, Irenica. Nel fiabesco sei insuperabile. :)

» postato da Sergio Donato alle 18:32 del 11-01-2009

12 @ Andrea: un complimento a un racconto per bambini da un orrorista fa davvero piacere :D @ Sergio: addirittura "insuperabile"! Esagerato! Grazie per aver sempre la pazienza di leggermi.

» postato da Irene Vanni alle 20:45 del 11-01-2009

13 Delizioso e straniante questo racconto! Una fiaba onirica e spiritosa, una fantasia di capriole a ritmo sempre più veloce, come in un sogno. Un sogno di quelli che lasciano inquieti, però! Complimenti ( ma tanto lo so che sei brava!) Cris

» postato da Kinzica alle 21:09 del 11-01-2009

14 Ciao Cris, grazie mille per i complimenti e per il commento, mi è piaciuta soprattutto la parte in cui dici "una fantasia di capriole a ritmo sempre più veloce". Meglio la critica del racconto <img src=:">

» postato da Irene Vanni alle 09:06 del 12-01-2009

15 Mi associo ai complimenti. E mi fa piacere constatare che la tradizione della fiaba non viene meno, e che FM ne tiene conto.

» postato da Fabio Novel alle 18:31 del 15-01-2009

16 E a me fa piacere che ti sia piaciuto il mio racconto. Grazie Fabio :)

» postato da Irene Vanni alle 09:10 del 16-01-2009

17 Molto bello Irene. Leggero e divertende nella scrittura, nelle descrizioni e nei dialoghi. Profondo nelle metafore e nel messaggio. Proprio come deve essere una fiaba.

» postato da Umberto70 alle 12:55 del 16-01-2009

18 Pure di qua, Umberto? Mi fai girare il capo <img src=:"> Grazie davvero!

» postato da Irene Vanni alle 13:28 del 16-01-2009

19 Bella fiaba, ma lo sapevo già che Irene Vanni scrive bene. Ho però un dubbio. A chi si rivolge? Ad adulti? A bambini? Sono quasi certa che per i bambini potrebbe essere un po' "densa", questa storia. E per gli adulti tenera, ma infantile. Scusa Irene!

» postato da (Laila Cresta) alle 18:22 del 26-09-2010

20 io sono daccordo con SASHAN

» postato da saphira99 alle 13:15 del 31-08-2011

21 Scusate ma mi sono accorta solo adesso di questi due ultimi commenti al vecchio post ^^ Grazie Saphira, grazie Laila. Dipende dalla fascia di età. Quando insegnavo alle elementari a seconda del ciclo mi sono imbattuta anche in testi molto più densi, poi mi auguro ci siano ancora adulti che apprezzano le fiabe, per quanto fuori fascia :) Grazie ancora per essere ripassate di qui!

» postato da Irene Vanni alle 16:26 del 18-09-2011

22 Visto che me lo avete fatto tornare in mente ho messo il link a FM anche sul mio blog :) http://irenevanni.blogspot.com/2011/09/lucilla-nella-pancia-del-drago.html

» postato da Irene Vanni alle 12:08 del 20-09-2011

23 è davvero un bellissimo racconto, sei molto brava a scrivere . ma ti voglio chiedere una cosa: come continua la storia?

» postato da (alessia calò) alle 19:27 del 11-02-2012

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