Delos Store
La libreria
del fantastico
Libri di fantascienza
Libri fantasy
Libri Delos Books
Urania - Editrice Nord
Fanucci - Usato
Collezionismo
Pagamenti con carta di credito, bonifico bancario o bollettino postale - Entra »
Casta Diva

Presentazione La biografia di Giovanni Buzi parla da sola: un sacco di pubblicazioni, un sacco di vittorie nei più importanti premi di narrativa. Una sua opera non poteva di certo mancare qui su FantasyMagazine. Abbiamo scelto Casta Diva perché tocca, in una sfumatura decisamente horror, temi attuali per mezzo di uno stile lucido e personale. Buzi ci racconta questa storia con un'eleganza e una forza che difficilmente potrete trovare altrove. Quello che colpisce nei racconti di Buzi, è l'estrema raffinatezza che l'autore è in grado di trasmettere anche se tratta scene profondamente violente, di sesso esplicito e "non convenzionale". Un racconto che è come il travolgente acuto di una soprano (presentazione a cura di Luca Azzolini).
Presentazione dell'autore: Giovanni Buzi (Vignanello, 10 marzo 1961) è uno scrittore e pittore italiano.
Attualmente insegna Lingua e Cultura Italiana al Parlamento Europeo di Bruxelles, ha insegnato Storia dell'arte contemporanea all' Académie des Arts di Bruxelles.
Ha pubblicato quattro romanzi: Faemines (Libreria Croce, 1999), Il Giardino dei Principi (Massari, 2000), Agnese (Tabula Fati, 2005), Uragano (Delos Books, 2008).
Tre raccolte di novelle: Fluorescenze (Il Filo, 2004), Sesso, orrore e Fantasia (Massari, 2005) e Alchimie d’amore e di morte (Tabula Fati, 2007).
Il saggio di storia dell'arte W. Turner in Etruria (Massari, 2004) e un manuale di storia dell'arte per i licei (Multimedia, 1993).
Numerosi racconti in antologie, riviste e settimanali, (tra cui Cronaca Vera). Con il racconto La collana di perle celesti ha vinto il Premio Profondo Giallo 2005 (il racconto è stato pubblicato in appendice al libro di Giulio Leoni, I delitti del mosaico, collana Il Giallo Mondadori n. 2896, Milano 2006). Ha ottenuto inoltre riconoscimenti in molti altri premi letterari, tra cui Lovecraft, Rill e Yorick.
Come pittore espone in Italia e all'estero dal 1985. Nel mese di settembre 2007 all'ISTI, Institut Supérieur de Traducteurs et Interprètes, di Bruxelles, è stata sostenuta la tesi: "Il Giardino dei Principi: gli anni Cinquanta e il rinnovamento dell'Italia", tesi che comprende la traduzione in francese del romanzo «Il Giardino dei Principi».
Napoli. Tramonto. Pioggia battente.
Scrosci e raffiche di vento contro vetri.
Nel piano nobile d’un palazzo barocco del centro storico, s’apre a forza una finestra. Pesanti tende di broccato bordaux s’agitano e lasciano entrare un colpo di vento e pioggia nel salone immerso nelle penombre. Dal ripiano d’un mobile in legno intagliato e dorato, una foto schianta in frantumi sul pavimento in marmo. Tra le schegge di vetro, il ritratto d’una bella donna che sorride. Un lungo abito color avorio, un gran mazzo di rose bianche sul seno. A quel rumore, in una stanza accanto, una donna volta il capo. Dallo specchio della toletta il suo profilo appare, come sempre, perfetto. La donna posa la spazzola d’argento inciso sul marmo nero della toletta. I lunghi capelli bianchi sciolti sulle spalle, s’alza e va verso una porta a specchio. Nell’aprirla, un lampo grigio acciaio le cancella il volto. A passi lenti, tra le penombre, si dirige verso il salone. La vestaglia di mussolina rosa antico bordata di piume bianche le dà la leggerezza dei fantasmi. Dalla porta socchiusa della stanza da bagno proviene un vapore profumato di magnolia e sangue fresco; l’aroma tipico di Hamabilis, i suoi sali preferiti. La donna arriva nel salone. Si guarda intorno. Dalla finestra aperta viene un odore di terra bagnata e glicine. Le luci viola arancio del tramonto danno un riflesso fluorescente alle penombre del salone. La donna si dirige verso la finestra, allunga una mano, esita un momento, poi la lascia aperta. Voltandosi, lo sguardo le cade sulla foto caduta a terra. A vedersi ritratta al di là del vetro in frantumi, un sorriso le vela le labbra disseccate. Chi si ricordava ancora di Marianita Serpi Annoni, della sua voce capace d’infrangere il cristallo? Quella che era stata una delle regine più acclamate della lirica, altro non era che lo spettro di se stessa. Con l’incedere di un’antica vestale, Marianita esce dal salone e si dirige verso la stanza da bagno. Entra, si siede sul bordo della vasca in pietra bianca. Leggera, una mano affonda nell’acqua tinta del verde delle ali dei coleotteri, il colore di Hamabilis. Lenta, la mano si muove; l’anello d’oro e polvere di diamanti rimanda un luccichio di stella persa in fondo all’universo.
Uno schianto di vetri rotti!
Il vento aveva mandato in frantumi una finestra? Marianita, lo sguardo perso nel verde dell’acqua, resta a respirare l’aroma tiepido di Hamabilis. Sarebbe stato l’ultimo profumo che avrebbe sentito. Così aveva deciso.
Fuori, il temporale continua a infuriare. Lo sguardo di Marianita cade sul bordo della vasca di pietra. Un bianco così candido da far pensare a un cranio abbandonato da secoli al sole. Su quella pietra, brilla la lama d’un rasoio. Di lì a poco, Marianita si sarebbe immersa nel verde puro di quell’acqua, avrebbe addandonato il capo e respirato il profumo inebriante di Hamabilis. Leggeri come baci d’amante, avrebbe posato sui polsi due tagli con la lama affilata. Lasciate le braccia nell’acqua, avrebbe atteso che nel verde iridato si disegnassero volute rosse; con quell’immagine avrebbe abbandonato il mondo. Il mondo che da secoli aveva abbandonato lei. Attraverso il vapore dell’acqua, avrebbe visto il sangue fuoriuscire dai polsi come steli di piante carnivore che crescono e ramificano; le avrebbe seguite finché lo sguardo non si fosse sfocato e spento. Seduta sul bordo della vasca, cancellando ogni pensiero, Marianita scrive con le dita sull’acqua, in una lingua sconosciuta. Rumore di passi nel corridoio. La donna arresta la mano, volge il capo. Al di là della porta socchiusa, i passi si fermano. Nell’aria il vapore di Hamabilis vaga e impregna di sé ogni cosa. Il respiro della donna si fa ancora più leggero. La vestaglia di mussolina rosa antico le cade sul corpo senza un fremito, perfino le piume bianche sembrano scolpite nella pietra. Lentamente, la porta s’apre. Marianita interrompe il respiro.
Luce grigio acciaio; lo sguardo d’un adolescente.
Per molti era da galera, per alcuni da letto, per altri un rivale; per tutti era Vlady, 16 anni, rumeno, alto e forte. Scarpe da ginnastica, jeans slavati, t–shirt nera, un coltello in pugno. Marianita lo fissa un momento, poi, portando una mano alle labbra, scoppia a ridere. Una risata di cuore, liberatoria, come da anni, da decenni non le capitava. Vlady ne è sorpreso. Offeso.
— Perché ridi, vecchia troia? — dice con pronuncia stentata.
Marianita continua a ridere, e intanto l’osserva. Le gambe sono muscolose, come le spalle; deve aver cominciato presto a esercitare il fisico. Nelle mani è rimasto qualcosa del bambino. Le dita sono sottili, bianche, quasi fragili, eppure tiene il coltello con forza, la stessa d’un rapace che stringe la preda. Il petto del ragazzo si solleva cercando di ritrovare un respiro regolare. Dev’essersi arrampicato per il glicine che ricopre parte della facciata dell’antico palazzo. Come aura tattile, un po’ dell’odore del glicine gli è rimasto intorno. È bagnato. Jeans e maglietta s’incollano alla pelle, i capelli biondi alla fronte. Sulle guance, a momenti, scorrono gocce di pioggia che restano sul mento e poi scivolano giù, verso il collo bianco marmo.
Commenti
2 «Che pizza!!! Ma è possibile che gli scrittori italiani debbano sempre scrivere i racconti al tempo presente? Oppure in prima persona?? O ancora peggio in prima persona tempo presente?? Pensano forse che sia molto più evocativo dell'usare il passato o forse non sono capaci di scrivere in terza persona??? Mistero... » La narrazione in prima persona, anche al tempo presente, NON E' una prerogativa degli scrittori italiani. E non è nemmeno prerogativa della narrativa che vorrebbe darsi un tono, quella forzatamente snob che - talvolta - irrita anche me. E' presente anche nella narrativa di genere a livello internazionale, ANCHE anglosassone. Di recente, persino un buon romanzo tradotto da Segretissimo (collana dove il ritmo e l'adrenalina contano!), era narrato con questo stile. Che spesso implica, a mio avviso, doti particolari da parte dell'autore, per poter offrire un risultato valido. Altrimenti i rischi che lo scrittore corre di incartarsi o annoiare (o, appunto, di incappare nelle critiche di chi poco digerisce questa forma) è forte. Per quel che mi riguarda, il racconto in questione mi è piaciuto. Per prosa, per sceneggiatura, per immagini. A mio avviso, non sarebbe stato necessario assegnare una nazionalità al ragazzo. Nell'economia di un racconto breve, con solo due attori in campo, specificare che il deliquente di turno è straniero potrebbe dare adito ad una cattiva interpretazione. In ogni caso, ripeto: bel racconto. E' la prima cosa che leggo di questo autore.
» postato da Fabio Novel alle 18:32 del 23-01-2009
3 Il racconto è originale e gradevole. Non riesco a capire come una lettrice che non cito sia rimasta offesa dall'unica scena di sesso qui presente, che tra l'altro è tanto orrorifica e brutale da escludere qualsiasi intenzione porcella. Tanto più che l'amplesso del ragazzo con la protagonista è il punto chiave della vicenda, e la miseria morale dello stupratore e la bestialità dell'atto non potevano richiedere una descrizione diversa. Il fantasma del soprano similcallas è un personaggio affascinante (tra parentesi, non si poteva scegliere un'immagine della Norma, invece che di Lady Macbeth?). A chi storce il naso di fronte al delinquente straniero, romeno, ricordo che probabilmente anche Marianita lo è. Comunque allo "zingarello" si poteva anche dare un nome meno illustre e di reminescenze meno vampiresche... Ringrazio la redazione per aver portato alla nostra attenzione quest'autore misconosciuto.
» postato da uljanka alle 11:06 del 26-01-2009
4 Premesso che non ci vedo nulla di scandaloso nel proporre su FM un racconto come questo (dopotutto la presenza della componente erotica e orrorifica era indicata nella presentazione), il racconto non mi ha convinto molto. Non è l'uso del presente ad aver diminuito il mio piacere (anche perché ho finito di scrivere alcuni brani al presente giusto pochi giorni fa :wink
, quanto l'uso, a mio avviso eccessivo, dell'aggettivazione. Pur essendo un racconto molto breve, a mio avviso una scrittura più limpida e meno avvezza a gingillarsi di se stessa avrebbe giovato. Poi magari il tutto dipende anche dal fatto che avevo intuito dove sarebbe andato a parare l'autore all'arrivo del ragazzo...
» postato da Okamis alle 11:47 del 26-01-2009
5 «Il racconto è originale e gradevole. Non riesco a capire come una lettrice che non cito sia rimasta offesa dall'unica scena di sesso qui presente, che tra l'altro è tanto orrorifica e brutale da escludere qualsiasi intenzione porcella. » Forse perchè c'è modo e modo di scrivere le cose. Che l'amplesso sia il punto chiave del racconto, non ci sono dubbi, che si potesse descrivere con meno volgarità è un altro discorso. E comunque, dubito che la lettrice di cui parli sia rimasta offesa, semplicemente, ricorda che ci sono anche ragazzi più piccoli che leggono su FM. Non vogliamo essere bigotti, mi sta bene, io per primo non mi reputo tale, ma FM è pur sempre un sito pubblico e come tale dovrebbe tutelarsi.
» postato da Rikus alle 11:53 del 26-01-2009
6 Al massimo, per evitare future polemiche, non si potrebbe inserire in fondo all'articolo di presentazione o a inizio racconto un avviso riguardo la presenza di scene di sesso e di violenza? Riguardo la volgarità, sono un po' combattuto. Più che altro mi ha dato un po' fastidio il netto cambio stilistico tra la prima parte e la scena dello stupro. Forse era voluto dall'autore, tuttavia anche durante la violenza del ragazzino la pesante aggettivazione rimane, il che mi ha fatto vedere questa "divergenza" più come un difetto che come un valore aggiunto.
» postato da Okamis alle 12:02 del 26-01-2009
7 «Al massimo, per evitare future polemiche, non si potrebbe inserire in fondo all'articolo di presentazione o a inizio racconto un avviso riguardo la presenza di scene di sesso e di violenza? » Nell'articolo di Luca di presentazione: « Quello che colpisce nei racconti di Buzi, è l'estrema raffinatezza che l'autore è in grado di trasmettere anche se tratta scene profondamente violente, di sesso esplicito e "non convenzionale.» Qualcosa c'è scritto. ...
» postato da Rikus alle 12:09 del 26-01-2009
8 Penso che la redazione abbia ampiamente considerato tutti i rischi e i vantaggi derivanti dall'accessibilità on-line dell'opera. Io ho trovato la scena di sesso appropriata al contesto. A qualcun altro può non piacere, ma essa non pregiudica la buona qualità dell'opera qualificandola in toto come una porcheria. Certamente l'autore non è Lovecraft... nè E.A. Poe. Il racconto non è perfetto. L'aggettivazione io non la trovo eccessiva. Più che l'uso degli aggettivi qui è pesante quello delle metafore, delle belle figure che richiamano alla mente deja-vu pittorici e cinematografici. Che il lettore indovini fin da principio dove si andrà a parare e che la signora in questione è un fantasma potrebbe essere un demerito se la stessa prevedibilità non fosse presente anche in alcune opere dei grandi maestri. In fondo la letteratura è un continuo riproporre storie già note...
» postato da uljanka alle 12:16 del 26-01-2009
9 A me il racconto non è dispiaciuto; a parte l'incipit, che trovo indugi troppo a lungo nella descrizione di particolari olfattivi e visivi in maniera diretta. E' un modo di ambientare poco dinamico e che da lettore mi risulta noioso. Sulla descrizione dell'evento sessuale, in effetti non capisco la necessità dell'utilizzo di un linguaggio volgare da parte del narratore . Poteva avere un senso se fosse stato Vlady ad inveire, ad accompagnare il suo atto con commenti e minacce, ma da parte del narratore, in effetti stona un po'.
» postato da Olorin alle 12:22 del 26-01-2009
10 A me il racconto non è piaciuto granchè, scorre bene ma non è il mio genere. Non mi sembra ci sia molto da censurare e la presentazione avverte già abbastanza i lettori. Ho trovato strano che all'inizio parli di una "foto" in frantumi, per il resto ci sono un po' troppi aggettivi per i miei gusti e le volgarità sono tuttosommato gratuite.
» postato da ThomasMore alle 13:17 del 26-01-2009
11 Ops , nel rispondere per le rime ho sbagliato sezione
ops:
copio e incollo
Quale scandalo la sessualità esplicitata ,di questi tempi...
Letterariamente, il pezzo ha il suo pregio nel registro descrittivo fluido e coinvolgente. L'alternata contrapposizione tra emotività decadente dai toni eterei e soffusi e la subitanea ,discorde violenza linguistica e scenica( stonatura forse azzardata ), contribuisce allo stile. Goticopunk conversa distratto ,abbracciato dolorosamente al retrò.
Comunque, dalle risposte si evince una certa insofferenza per "abusata volgarità ". Personalmente, non ho trovato così ingombrante l'incursione dell' eloquio spinto...Ma sarà che dopo una tirata di Palaniuck ci si immunizza ![]()
» postato da mr.Woland.theRussian alle 13:37 del 26-01-2009
12 Palahniuk? (Uno degli autori preferiti dalla sottoscritta, tra l'altro...) De Sade, per quello, "immunizza" altrettanto bene. Comunque lo stile del racconto è quanto di più lontano esista da quello del nostro amico di Portland. Non è punk, non è gotico... decadente sì... fluido anche. Troppo ricco nelle immagini, non sempre originalissime, forse.
» postato da uljanka alle 13:47 del 26-01-2009
13 «Palahniuk?»Che imbranata...
«Comunque lo stile del racconto è quanto di più lontano esista da quello del nostro amico di Portland.
»Lungi da me dal voler fare comparazioni. Quanto a "licenza poetica", mi pare si diano da fare entrambi; fermo restando, che Mastro Pal sia più destro ( di chiunque) in materia.
«Non è punk, non è gotico.
»Accostamento ingenuo ,ne convengo. Fantasmi tormentati e minuetto linguistico fuori nota ,a parte.
«Troppo ricco nelle immagini, non sempre originalissime, forse.»Ne ha di strada da fare il professore ![]()
» postato da mr.Woland.theRussian alle 18:50 del 27-01-2009
14 Ciao ai partecipanti di questo forum, sono l'autore del racconto in questione. Ringrazio tutti quelli che l'hanno letto e commentato. Sono sicuro che molti commenti e suggerimenti mi saranno molto utili e non lo dico tanto per dire; frequento da anni vari altri forum e lo scambio sincero di vedute credo mi abbia aiutato.
Per chi volesse leggere qualcosa di mio, è uscito proprio in questi giorni il mio primo sexy, horror thriller... Chissà come verrà accolto, finora sta riscuotendo curiosità.
Presto sarà disponibile su IBS, Feltrinelli ecc, per il momento solo rivolgendosi all'editore.
Qui il link per chi fosse interessato.
Grazie ancora per i commenti e, vi prego di una sola cosa: sincertà, per il resto dite pure tutto quello che volete.
Buona serata,
giò
http://www.horrormagazine.it/notizie/3843/
» postato da giobuzi alle 19:32 del 27-01-2009
15 Ciao Giò, l'avatar è un tuo quadro?
Ho letto altre cose tue, e ho notato come tu riesca a passare da immagini poetiche ad altre estremamente violente, come in questo racconto. In generale, imho il denominatore comune (di quello che ho letto, ovviamente) è l'eros in tutte le sue forme. In particolare, questo racconto lo trovo sbilanciato, non per il genere di termini che usi ma...perchè è troppo scoperta la loro crudezza per sottolineare il contrasto fra la descrizione iniziale e l'atto dello stupro. Come se tu volessi (forse l'esempio è azzardato) usare violenza anche al lettore attraverso le parole stesse. L'effetto c'è, ma spezza il crescendo della storia. Sempre e rigorosamente imho.
In bocca al lupo per il nuovo libro. ![]()
» postato da Kinzica alle 19:53 del 27-01-2009
16 Ciao Kinzica,
grazie anche a te per aver letto e commentato il racconto.
Sì, l'avatar è un mio acquarello.
Se avrai occasione di leggere "La signora dalla maschera d'oro", spero che ti piacerà. È un vero giallo, ma con forti riferimenti horror e sexy, è un lavoro a cui tengo molto. Incrocio le dita.
Un caro saluto,
giò ![]()
» postato da giobuzi alle 08:37 del 28-01-2009
17 Grazie, Irene, per la bella recensione della "Signora dalla maschera d'oro" su HM!
Ciao,
giò
http://www.horrormagazine.it/libri/3919
» postato da giobuzi alle 11:43 del 21-02-2009
18 Per chi volesse leggerla, ecco una nuova rece al mio romanzo "La signora dalla maschera d'oro".
Ciao,
giò
http://www.scheletri.com/libri/libri0375.htm
» postato da giobuzi alle 14:41 del 07-03-2009
19 Qui una mia intervista... buona lettura, ciao, giò http://www.lazonamorta.it/view.php?id=1005
» postato da giobuzi alle 09:47 del 30-03-2009
20 Ciao giò, spulciando il forum mi sono accorta di non aver commentato qui il tuo racconto. Ma dove l'ho fatto, allora? In pv? Ero sicura di averlo fatto...
Be', come al solito molto bravo con l'erotismo e la caratterizzazione dei personaggi. ![]()
» postato da Irene Vanni alle 08:35 del 21-04-2009
Puoi continuare la discussione sul forum


1 Che pizza!!! Ma è possibile che gli scrittori italiani debbano sempre scrivere i racconti al tempo presente? Oppure in prima persona?? O ancora peggio in prima persona tempo presente?? Pensano forse che sia molto più evocativo dell'usare il passato o forse non sono capaci di scrivere in terza persona??? Mistero...
» postato da (maurizio bizio) alle 09:40 del 22-01-2009