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Incontro con Camelopardus
Quali sono i difetti che riscontrate più spesso in un manoscritto?
Spesso sono errori che rendono meno credibile la vicenda raccontata. Un esempio classico, tipico degli autori esordienti, è il caso in cui a un personaggio serve qualcosa, un attrezzo, uno strumento, un indumento, di risolutivo per la situazione e — voilà! — se lo estrae di tasca o dallo zaino, senza che prima sia mai stato raccontato che se lo sarebbe portato con sé; un altro esempio è la mancanza di caratterizzazione dei dialoghi, tutti i personaggi parlano nello stesso modo.
E nella lettera che accompagna l’elaborato?

Oltre alla mancanza di personalità di cui parlavo prima, purtroppo spesso ci sono errori di grammatica. In un elaborato lungo può scappare qualche refuso, ma nelle poche righe con cui ci si propone perché un editore faccia un investimento, non è ammissibile.
E nella sinossi?
Forse c’è un po’ di reticenza nel raccontare il finale, quasi non si volesse rovinare il piacere della lettura. Però un lettore di casa editrice ha bisogno di avere sotto gli occhi tutto il progetto del libro, finale compreso, non è un lettore di libreria che deve essere invogliato all’acquisto.
Promozione e marketing: la vostra ricetta
La ricetta ci piacerebbe chiederla a qualcun altro che l’abbia trovata! In sintesi, abbiamo notato che i promotori editoriali fanno ben poco per realtà piccole come la nostra, per cui è più importante per noi il rapporto diretto con i librai e con i giornalisti che hanno dimostrato di seguirci, possibilmente essendo costantemente presenti con iniziative ibride, che coinvolgano cioè anche altre realtà culturali o commerciali sul territorio, al di là delle classiche presentazioni in libreria.
Sempre dal punto di vista della promozione e del marketing, gli autori sono attivi o potrebbero fare meglio?
Alcuni autori sono molto restii a promuovere il loro libro, come se il loro compito si esaurisse nell’arrivare alla pubblicazione. Fatte alcune esperienze in questo senso, abbiamo capito, nel valutare un manoscritto, che bisogna tenere conto anche delle potenzialità di autopromozione degli autori. A parità di merito, è necessario prediligere chi si dimostra più attivo. Per esempio, una persona può anche non essere incline a partecipare a presentazioni in pubblico, però magari riesce a supplire a ciò essendosi creata una forte presenza sul web.
Alcuni autori, anche famosi, lamentano a volte di aver subito editing invasivi dai propri editor: qual è la politica della Vs casa editrice in merito? Come si sentono i Vs autori dopo essere usciti dal 'confronto' con l'editor?
L’editing è sempre svolto tenendo aggiornato l’autore passo a passo, con un continuo scambio di file con commenti, per cui non vi è mai alcuna prevaricazione dell’autore. Se per pubblicare un libro riteniamo necessario dover cambiare radicalmente una parte dell’originale, ne discutiamo con l’autore ben prima di firmare il contratto.

Marina Bacchiani Della Spezia, autrice de la Compagnia del somaro sdraiato
C'è un'interazione diretta fra la vostra casa editrice e i lettori?
Sì, questo credo che sia l’aspetto più bello di essere una casa editrice microscopica. Spesso i lettori ci scrivono dei commenti a cui rispondiamo, creando in alcuni casi anche corrispondenze che si protraggono nel tempo. Con qualcuno è nato ormai un rapporto duraturo, ci scrivono per sapere cosa bolle in pentola non appena annunciamo l’uscita di un libro nuovo.
E fra casa editrice e la stampa che si occupa dei vostri libri?
Sì, purtroppo non sono numerosi i giornalisti che ci seguono, tuttavia alcuni sembrano essersi affezionati e seguirci con interesse, come se fossimo un caso strano da tenere d’occhio!
Grazie di essere stati ospiti di FantasyMagazine.
Grazie a voi per esservi interessati a noi!


1 Grandi voi della Camelopardus! Per fortuna che esistete!
» postato da Kull alle 14:53 del 18-09-2010